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sabato 27 giugno 2009

Intervista a Berlusconi

Il Giornale – 24 giugno 2009

Io, Patrizia e Veronica. Ecco la verita'.

Alfonso Signorini


Silvio Berlusconi nell’occhio del ciclone. Da almeno un paio di mesi a questa parte per lui non c’è tregua. Sul piano privato, ma anche su quello pubblico, visto che alcuni episodi della sua vita privata hanno finito per influenzare pesantemente il clima politico. La miccia si è accesa il 28 aprile, a seguito di un breve articolo del quotidiano La Repubblica, in cui veniva riportata notizia della partecipazione del premier alla festa di compleanno di Noemi Letizia, figlia di amici, in un ristorante di Casoria, a una ventina di chilometri da Napoli. Da lì la situazione è andata precipitando. Prima le dichiarazioni pesantissime della moglie Veronica Lario, poi l’annuncio, il 3 maggio, della loro separazione. Il tutto alla vigilia delle elezioni europee. Non si erano ancora spenti gli echi dei risultati elettorali, che Massimo D’Alema annuncia da Bari nuove «scosse» per Berlusconi e il suo governo. E la scossa, puntuale, arriva due giorni dopo: la procura di Bari avvia un’inchiesta su un giro di prostituzione, che vede tra i principali testimoni Patrizia D’Addario, una squillo di lusso (ma candidata alle comunali di Bari, dove raccoglierà solo 7 voti). Patrizia confessa di essere stata ospite a Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi, e di aver passato anche una notte con il presidente del Consiglio. Gli inquirenti chiamano a testimoniare altre due ragazze, Lucia Rossini e Barbara Montereale. Tutte e tre portate a casa del premier da un comune amico: Gianpaolo Tarantini, imprenditore pugliese, indagato per induzione alla prostituzione. Questi gli antefatti. Da quando è scoppiato lo scandalo, Berlusconi sull’argomento ha concesso sempre pochissimo ai media. Non ha mai voluto fare commenti pubblici, ribadendo con forza che il suo lavoro a capo del governo avrebbe risposto meglio di qualsiasi discorso alle illazioni. Affronta ora la spinosa questione per la prima volta con Chi, dopo una giornata di relax trascorsa a Villa Bonomi Bolchini, nei pressi di Paraggi, tra gli affetti familiari. Cioè nel clima ideale per affrontare con serenità anche le domande più difficili.
Presidente, partiamo dall’inchiesta di Bari. Lei conosce Patrizia D’Addario?
«Non ne ho alcun ricordo. Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso».
Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola?
«Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia».
Ha mai pagato una donna perché restasse con lei?
«Naturalmente no. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista».
Ha detto che non ricorda il viso di Patrizia D’Addario. Ricorda, invece, Lucia Rossini e Barbara Montereale?
«Incontro ogni giorno decine e decine di persone per le ragioni e le occasioni più diverse. Non voglio far torto a nessuno, ma è evidente che non posso ricordarle tutte».
Come ha conosciuto Gianpaolo Tarantini? Che cosa pensa ora di lui?
«L’ho conosciuto la scorsa estate in Sardegna e mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato. So che in Puglia è conosciuto e stimato da molti. Non avevo mai saputo di inchieste giudiziarie che lo riguardassero. Ora che è al centro di un’indagine penso che per lui, come per ogni cittadino coinvolto in un’azione giudiziaria, debba valere la presunzione di innocenza. Sono un garantista e per questo sospendo ogni giudizio».
Non trova insolito che gli ospiti di Palazzo Grazioli non vengano controllati dagli uomini della vigilanza?
«Nessuno dei miei ospiti è mai stato sottoposto a una perquisizione personale. Se poi qualcuno abusa della mia cortesia e della mia buona fede e viola la mia privacy, questo è un comportamento che squalifica lui, non me».
A proposito di privacy, c’è chi pensa che sia molto strano che il fotografo Antonello Zappadu abbia potuto lavorare indisturbato per tanto tempo attorno a Villa Certosa, la sua residenza in Sardegna, senza che i servizi segreti se ne accorgessero. Lei che risposta si è dato?
«Penso che i servizi segreti siano stati occupati in cose più serie delle foto di Zappadu».
Ritorniamo all’inchiesta di Bari. Chi c’è dietro questa inchiesta secondo lei?
«C’è qualcuno che conosceva molto bene la data delle elezioni a Bari e che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario».
La famosa “scossa” di D’Alema si riferiva secondo lei a questa inchiesta?
«È a lui che deve chiederlo. Un leader politico normalmente non si occupa di pettegolezzi e di dicerie. Si occupa, invece, di cose concrete».
Francesco Cossiga sul «Corriere della Sera» la esorta a non chiedere scusa a nessuno: secondo lui il privato non influisce sulla vita pubblica. Cosa gli risponde?
«Ringrazio il mio caro amico Cossiga per il suo intervento a mio sostegno. In effetti, io non ho nulla di cui dovermi scusare con nessuno. Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare. Sono, invece, in tanti, dagli editori ai direttori dei principali quotidiani italiani, che debbono vergognarsi e che dovrebbero scusarsi con me».
Lo faranno secondo lei?
«Non lo faranno, certo. Ma alla fine di questi miserevoli attacchi si ritroveranno con meno credibilità e con meno lettori».
Silvio Berlusconi guiderà il G8 dell’8 luglio?«Se non defungo prima...» (intanto fa gli scongiuri, ndr).
Passiamo al suo incontro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Un bilancio?

«Molto positivo. Il presidente Obama è persona di grande lucidità, concretezza, simpatia e sense of humour. Ci siamo trovati subito bene insieme. E questo non soltanto perché Stati Uniti e Italia sono da sempre vicini, hanno gli stessi valori, hanno la stessa visione dei principali problemi internazionali, ma anche perché Barack Obama e io abbiamo in comune la stessa cultura del fare, della concretezza».
Quanti saranno i detenuti di Guantanamo che arriveranno in Italia e dove saranno accolti?
«Tre per cominciare. Poi vedremo, in sintonia con gli altri Paesi europei. La decisione su dove accoglierli la assumeranno le autorità di pubblica sicurezza».
Il terremoto in Abruzzo. Perché la ricostruzione procede lentamente?
«Lentamente? Vorrà scherzare. Mai in Italia, e nemmeno nel mondo, si è data una risposta così tempestiva a un’emergenza così grave. Ce lo riconoscono tutti. Entro il 30 novembre quindicimila persone avranno una casa vera, confortevole e addirittura ammobiliata. Le famiglie che usufruiranno di queste case ritorneranno nelle loro vecchie abitazioni quando saranno ricostruite a spese dello Stato. E i nuovi appartamenti diventeranno dei “campus” per gli studenti dell’Università dell’Aquila, che potrà offrire così agli studenti che verranno da tutto il mondo un’ospitalità unica e fantastica».
Ritiene che certa stampa stia strumentalizzando anche il disagio dei terremotati?
«Trovo vergognoso che certa stampa riesca a strumentalizzare persino il disagio e le attese delle vittime del terremoto. Gli italiani hanno dato una grande risposta di civiltà, di unità e di compostezza di fronte alla tragedia del terremoto. Mi piacerebbe che anche la classe politica e la stampa fossero all’altezza del Paese che le esprime».
Si è mai chiesto cosa accadrà al Pdl dopo di lei? Chi è potenzialmente il suo erede?
«Solo i monarchi hanno eredi. Io non sono un monarca, non ho ricevuto investiture se non dalla gente. Sono convinto che il Pdl sarà l’asse portante della politica italiana del XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia cristiana in altre stagioni politiche. E i leader nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente».
Vorrei toccare un tema sul quale lei non si è mai espresso apertamente. Quello di sua moglie Veronica. Molti sperano ancora in una vostra riconciliazione. C’è qualche possibilità che ritorniate a vivere insieme?
«È stata una ferita molto dolorosa. Non so se il tempo potrà rimarginarla. Quello che è certo è che la nostra è stata una grande storia d’amore. E le vere storie d’amore non si cancellano mai».
La separazione da sua moglie ha messo in crisi anche i rapporti tra lei e i vostri figli, Barbara, Eleonora e Luigi?
«Il rapporto che mi lega a loro è più forte di prima. Il dolore per il fango che hanno provato a gettarci addosso ci ha unito ancora di più. La risposta di tutti i miei figli di fronte alle incredibili affermazioni del leader dell’opposizione (Dario Franceschini aveva chiesto pubblicamente agli italiani: “Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?”, ndr) è stata per me la più grande gioia da molto tempo a questa parte».
Come hanno reagito i suoi figli di fronte a questa separazione?
«Come ogni figlio. Con dolore, ma anche con rispetto per entrambi i genitori. Hanno confermato di essere ragazzi splendidi, hanno dato prova di grande sensibilità e maturità».
La vediamo in queste pagine in foto privatissime accanto ai suoi nipoti. Pare esserci un grande feeling tra voi.
«Fare il nonno è bellissimo. In un certo senso è perfino meglio che fare il genitore. C’è la stessa dolcezza, ma ci sono meno responsabilità. Ci si può permettere di viziare un nipotino come non si è mai potuto fare con i figli. Tanto ci pensano i genitori a far loro rispettare le regole».
Anche Alessandro, il figlio di sua figlia Barbara, ha doti canore, a giudicare da un’immagine di questo servizio...
«In effetti ha molto senso musicale. Conosce e canta decine di canzoni. La sua sensibilità per la musica, che naturalmente incoraggio in ogni modo, mi fa dire: “Tutto suo nonno”».
Come convive Berlusconi nonno con il Berlusconi Superman?
«L’idea di avere un nonno Superman piace moltissimo ai miei nipotini, li affascina. Gabriele e Silvio, i figli di Marina, che sono anche loro dei bambini “speciali”, sono convinti per davvero che io sia Superman. Questo mi impone, a volte, delle esibizioni particolari e impegnative. Non le racconto... per amor di patria».
A proposito, è vero che i suoi più stretti collaboratori la chiamano Duracell?
«In mia presenza non osano. Può darsi che tra loro, in privato, succeda. In effetti qualche volta mi accorgo che loro sono esausti, mentre io continuo imperterrito a darmi da fare. Ma sono molto più giovani di me: se ce la faccio io, devono farcela anche loro».
Si favoleggia che Berlusconi dorma pochissime ore a notte. Qual è il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi?
«Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c’è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania. Ogni sera mi chiedo se ho fatto tutto quello che dovevo fare».
E il primo pensiero della giornata?
«Al risveglio, un grazie per la bellezza della vita. E una sintesi mentale, spesso un po’ preoccupata, di tutto ciò di cui dovrò occuparmi durante la giornata».

venerdì 26 giugno 2009

Ai politicanti "FALLITI" del Pd non rimane altro che le calunnie che li squalificheranno e li seppelliranno di ridicolo.

Il Globo & La Fiamma - Australia
Venerdi, 26 giugno 2009
Era inevitabile. Dopo averlo accusato praticamente di tutti i reati contemplati dal codice penale, visto che ormai ne restavano ben pochi, ora si vorrebbe accusarlo d’induzione, e magari anche sfruttamento della prostituzione. L’unica accusa che ancora non gli e’ stata mossa e’ quella di essere gay. Il gioco allo sfascio e’ una precisa strategia della “La Repubblica” che agisce in accordo con la sinistra. Il gioco e’ pericoloso ed eversivo perché non ha sbocchi politici alternativi a Berlusconi. Sarebbe piu’ opportuno che si concentrassero sulle pubbliche virtù, piuttosto che sui presunti, ma tutti da dimostrare, vizi privati di Silvio anche se, francamente, dovrebbe condurre una vita piu’ da nonno che mondana anche se, ultra settantenne, e’ ancora pieno di eccezionale vitalità. Certamente Berlusconi avrebbe avuto una vita privata diversa se avesse avuto la collaborazione di sua moglie che, invece, ha preferito lo splendido e dorato isolamento nella villa di Macherio. La signora Veronica avrebbe dovuto assumersi l’onere (era un suo preciso obbligo) di First Lady che il destino gli ha assegnato e di essere costantemente al fianco del marito. Berlusconi oggi e’ uno dei principali protagonisti della politica internazionale. E’ lui che ha fatto superare le incomprensioni tra l’amministrazione americana e quella russa. E’ lui, insieme a Tremonti, ha convinto molti governi ad intervenire per salvare le banche. E’ lui che, con Sarkozy, ha fermato i carri armati russi a cinque chilometri da Tbilisi. Berlusconi firmando l’accordo con Gheddafi ha compiuto un gesto storico. Non solo ha chiesto perdono per i crimini dei colonizzatori fascisti davanti a tutto il Parlamento libico, ha anche baciato la mano del figlio del martire Omar El Mukhtar. E’ stato fortissimo l’impatto che quel gesto ha avuto sugli arabi che ora lo adorano. E questo gli ha dato la credibilità e l’autorevolezza per avvicinare i palestinesi a Netanyahu il premier d’Israele. La considerazione di Berlusconi tra i leader stranieri e’ esattamente l’opposto di quella che i suoi avversari vuole far credere che abbia in Italia. Personalità come Clinton, Blair, Schroeder, Putin, Sarkozy, Merkel e lo stesso Obama lo guardano con grandissima stima. Il fatto e’, che oltre ad essere un pro­tagonista della politica, e’ anche un imprenditore di grande successo, e questo crea rispetto e ammirazione in persone che si sono occupate sempre e solo di politica. Unico leader nella storia, Berlusconi a giorni presiederà il G8 per la terza volta. Chi e’ che pensa che queste cose non contino? Ma e’ facile prevedere che l’opposizione ed alcuni media faranno del tutto per preparare la famosa “scossa” in concomitanza del G8. Berlusconi e’ un uomo ricchissimo, e’ primo ministro, e’ proprietario di numerose società, tra cui molte nel campo dell’intrattenimento. Quindi, non ha problemi di conoscere belle e disinibite ragazze. Per avere la compagnia di una ragazza deve ricorrere all’amore mercenario? Siccome per avere compagnia non può recarsi in auto da solo al Circo Massimo per trovarla, cosa che faceva Sircana il portavoce di Prodi, allora chiede ad un conoscente di portargliela da Bari. E' credibile che per trovare una ragazza Silvio dovesse arruolarla in Puglia e farsela portare a Roma? La Patty D’Addario dice d’aver registrato tutto l’incontro con Berlusconi e il Procuratore, a cui e’ stata assegna l’inchiesta (da studente universitario era un aderente di “lotta continua”), ha “sigillato” le prove, poi è andato in ferie per due settimane. Così la "Patty" potrà continuare a dire, ancora per quindici giorni, tutto quello che vuole che sarà puntualmente riportato da “La Repubblica” e dal “Corriere della Sera”. Sembra che la “escort” D’Addario si voglia “vendicare” (pilotata da altri) per non aver ottenuto una mano per costruire un residence su un terreno della sua famiglia. I fatti sono d’infinita miseria, che e’ umiliante parlarne. Anche questa storia, tutta italiana, passerà presto e “schiaccerà” chi spudoratamente l’ha iniziata. Berlusconi e’ inattaccabile politicamente ed allora, ancora una volta, riappare la solita gogna mediatica volta ad infangargli l’immagine. Questa escalation di aggressioni scandalistiche nuoce soprattutto alla credibilità dell’Italia e degli italiani nel mondo. Per distruggere l’uomo che sta cambiando l’Italia, si distruggere l’Italia intera. Ma a loro questo non interessa. Berlusconi deve essere rappresentato come il nemico della patria e deve essere distrutto il suo nome, la famiglia, gli amici, i collaboratori e la vita privata. Debbono trionfare i calunniatori di mestiere, con illazioni e teoremi, ecco che allora veramente viene messa in pericolo la libertà. Quelle dell’opposizione sono soltanto menzogne vergognose. Prendiamo il terremoto d’Abruzzo. Che cosa ha fatto il governo in questi 80 giorni? A sentire l’opposizione, Franceschini e Di Pietro in testa, nulla di concreto: solo chiacchiere. Un comportamento da miserabili sciacalli. Per l’emergenza, il governo ha stanziato da subito 1,5 miliardi, più altri 7 miliardi per la ricostruzione, compresa la messa in opera di 5 mila case prefabbricate antisismiche ed eco-compatibili per 13/15 mila sfollati che hanno avuto la casa interamente distrutta. A tutti i lavoratori, compresi quelli precari, sono stati concessi gli ammortizzatori sociali, senza limiti di tempo, mentre le imprese godranno di indennizzi vari: sono stati sospesi i pagamenti tributari e previdenziali, i pagamenti degli affitti, le rate dei mutui. A tutte le persone che hanno visto distrutta o lesionata la propria casa verrà riconosciuta la copertura totale dei costi a carico dello Stato e con procedure snelle. Basta farsi certificare da un professionista l’ammontare dei danni ed andare in banca per chiedere il rimborso totale delle spese sostenute. Qualche sciacallo dice che le seconde case non verranno ricostruite. Invece viene estesa, anche alle seconde case dei centri storici dell’Aquila e dei 49 comuni colpiti, la possibilità di attingere al finanziamento totale da parte dello Stato. E non è l’unica menzogna. Hanno anche detto che i finanziamenti per il terremoto arriveranno nel 2032. E’ falso. E’ lo Stato che finirà di pagare nel 2032 i mutui accesi per finanziare la ricostruzione. Insomma fatti concreti con provvedimenti di legge. Dei 63 mila sfollati, la metà sono stati sistemati negli alberghi a spese del governo. Tra gli assistiti c’è anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (Pd), che è alloggiato con la famiglia a Tortoreto, in un resort di ottimo livello: 110 metri quadrati su due livelli, doppi servizi, tre camere, salone, tv al plasma, aria condizionata, garage, giardino panoramico con vista mare, piscina. Non tutti gli sfollati hanno avuto una sistemazione simile, ma molti di quelli che sono negli alberghi al mare hanno cominciato a chiedere anche gratis “l’ombrellone in spiaggia”. Sarà il caso che coloro che hanno una casa agibile (e sono il 53%), dovrebbero tornare nelle loro abitazioni, lasciando posto agli sfollati sistemati nelle 168 tendopoli. Qui vivono 23/25 mila, assistiti da 10 mila volontari della Protezione civile, con tre pasti caldi al giorno, assistenza sanitaria, e un costo quotidiano per lo Stato di 3 milioni di euro. L’opposizione, senza capo ne’ coda, le ha provate tutte (compresa la manifestazione a Roma capeggiata dal sindaco Cialente) per disinformare in merito alle azioni del governo sul terremoto. Per l’opposizione e’ intollerabile che in Italia ci sia un governo stabile e che lavori, quindi fa del tutto per distruggerlo. Da sempre gli avversari hanno cercato di seppellire di ridicolo Silvio, invece saranno loro ad esserne seppelliti. Nei ballottaggi di domenica scorsa Franceschini, ancora una volta, ha preso sonori “schiaffoni”, ma lui sostiene di aver vinto per aver “fermato” il centrodestra. Se Berlusconi deve controllare la troppa esuberanza, Franceschini ha urgente bisogno di farsi curare.

lunedì 22 giugno 2009

Il politico "fallito" D'Alema sta preparando la "scossa" per far cadere il governo Berlusconi.

Il Globo & La Fiamma - Australia PDF Print E-mail

Friday, 19 June 2009 17:19

Nel mio articolo della settimana scorsa evidenziavo che alcuni dirigenti, ex diessini, “ringalluzziti” per la perdita dei due punti del Pdl alle elezioni europee, prevedevano delle “incrinature” nella maggioranza e la conseguente fine del governo Berlusconi. Sostenevano che era, quindi, opportuno accantonare il congresso del Pd per evitare le inevitabili “cagnare” che ne sarebbe conseguite con le “primarie” per scegliere il leader (ma ne hanno uno?):Non possiamo fare questo regalo a Berlusconi, e cominciare a dividerci e litigare proprio ora che il suo primato comincia ad incrinarsi e che nella maggioranza possono aprirsi conflitti dalle conseguenze imprevedibili”. Ci voleva poco a capire che D’Alema ci aveva messo lo “zampino”. Infatti, in questi giorni, è uscito allo scoperto dichiarando che: “L’opposizione sia pronta in caso di scosse. Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse. Questo richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni”. D’Alema ha confermato quello che Berlusconi sospettava: che c’è un complotto per “farlo fuori”, soltanto politicamente ovviamente. Per fortuna, infatti, nessuno certamente pensa a “soluzioni” come quelle usate nei confronti dei Kennedy e di Martin Luther King. L’omicidio politico non appartiene alla tradizione italiana. Matteotti e Mattei furono, purtroppo per loro, le eccezioni che confermano la regola. Da noi si preferisce distruggere l’onore e la reputazione, non eliminare fisicamente l’avversario. E’ vero che gli italiani copiano spesso gli Usa, soprattutto negli aspetti deteriori. Lì è alta la percentuale di presidenti assassinati (quattro su quarantaquattro), ma l’Italia non è l’America e, per fortuna, sicuramente non la seguirà mai su questa strada. Comunque quelle di D’Alema sono sempre intimidazioni…d’altra parte sappiamo tutti che ha cominciato la sua carriera politica gettando bombe Molotov contro la polizia. E’ certo che sta pensando seriamente a come togliersi definitivamente dai piedi Berlusconi. Forse vuole incoraggiare qualcuno della maggioranza a fare il “ribaltone”? Chi potrebbe farlo? Tra Bossi e Fini, il primo, che è molto più intelligente, ha metabolizzato da tempo lo scherzetto che gli fece D’Alema del 1994 quando lo considerava una “costola” della sinistra. Per quanto riguarda il secondo, invece, il suo finto disagio nella coalizione, cela mire finalizzate a divenire presidente della Repubblica. Quindi è molto improbabile una congiura di Fini. Poi sa di non avere i numeri e che i suoi non lo seguirebbero. Quindi a D’Alema non rimane che sperare che Berlusconi venga incriminato per qualche cosa di veramente grosso: un bell’avviso di garanzia per corruzione di minorenni, magari il giorno dell’inaugurazione del G8 in Abruzzo. Marchiandolo a fuoco con questa ignobile accusa, gli italiani non vorrebbero più saperne di Silvio che sarebbe costretto a dimettersi. Se poi tra 10-12 anni l’accusa si rivelasse una calunnia, sarà troppo tardi. D’Alema vuole rimettere in scena la triste odissea vissuta da Giulio Andreotti? Tutte le ipotesi sono troppo irrealistiche. Anche se, non dimentichiamo, che un certo signore è potuto tranquillamente stare per più anni, ad un tiro di schioppo dalla villa di Berlusconi in Sardegna, e fotografarlo tranquillamente, senza che nessuno dei servizi di sicurezza lo intercettasse. Abbiamo un fotografo che, con montaggi tecnicamente possibili, ha trovato il modo di diventare ricco senza fatica e abbiamo dei politici “falliti” , che sperano di tornare a governare, “senza voti”. Una bella accoppiata. Le dichiarazioni fatte da D’Alema dovrebbero essere di grande ed urgente interesse della Magistratura. E’ cosa gravissima tanto che rasenta un vero e proprio attentato alla sicurezza dello Stato. Certe intimidazioni mirano direttamente a colpire e discreditare l’Italia intera e, specificatamente, una personalità che ricopre un ruolo di primo piano nelle istituzioni del Paese. L’imprevedibilità degli eventi (così li definisce D’Alema), che sarebbero la causa di “scosse politiche”, la dice lunga su un disegno prestabilito posto in essere dall’opposizione. Resta il sospetto (più che fondato) che in fondo la sinistra ha bisogno di Berlusconi per vivere, altrimenti non le resterebbe nulla. Probabilmente D’Alema vuole rincuorare il popolo della sinistra facendogli balenare la speranza che il Pd, pur senza un programma, senza un progetto politico, senza un “sogno” e senza una classe dirigente, possa “improvvisamente” ed “inaspettatamente” ritornare al governo, a fare che? Non importa, per loro l’unico ed il solo obbiettivo è di occupare il potere, tutto il resto è “optional”. E’ il vizio tipico “disfattista” ed “antipatriottico” dei dirigenti e dei parlamentari di una certa sinistra che non ha mai avuto il senso dell’interesse nazionale. Sono maestri a far intendere allo stuolo dei loro seguaci (che sempre più si sta riducendo) che gli asini volano… E’ così sembrano voler fare anche i due rappresentanti eletti nella IV circoscrizione estera, cioè Nino Randazzo e Marco Fedi, entrambi del Pd. Venerdì 12 giugno questo giornale ha pubblicato una loro “nota congiunta” per denunciare l’“iniziativa scandalosa” presa dal sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica. Protestano per il fatto che il governo italiano, dopo un approfondito studio eseguito sin dal 2001, ha deciso di chiudere 17 consolati marginali in tutto il mondo con un risparmio di “appena 8 milioni di euro”, dicono i due. Certamente per chi guadagna facilmente ogni mese un bel gruzzoletto, come capita a loro, 8 milioni di euro sono delle “quisquiglie e pinzillacchere” come diceva Totò. Randazzo e Fedi, per dimostrare che è totalmente errata la chiusura dei consolati di Adelaide e Brisbane, sostengono che è stata “ignorata la realtà fisica” dell’area. Il Queensland-Northem Territory è un territorio di 3 milioni di chilometri quadrati (circa 9 volte l’Italia) ma dove gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sono appena 12.199. Il South Australia è uno Stato, di ben oltre 985 mila chilometri quadrati (tre volte l’Italia) ed, anche li, soltanto 12,867 italiani sono iscritti all’AIRE. Altri consolati, che verranno chiusi in altre aree nel mondo, hanno dai 6 mila ai 12 mila cittadini italiani iscritti all’AIRE. Se fosse ancora in carica il governo Prodi, avrebbe preso la stessa decisione dato che queste ristrutturazioni erano previste da molti anni. Randazzo e Fedi hanno volutamente taciuto nel dire che oggigiorno, per via telematica, i cittadini possono continuare ad essere serviti egregiamente ottenendo direttamente a casa tutti i documenti di cui avessero bisogno. Con il “consolato digitale”, in un prossimo futuro, anche il rinnovo del passaporto si potrà ottenere elettronicamente. Insomma, i due invece d’impegnarsi a realizzare le promesse fatte ai loro elettori durante la campagna elettorale di un anno fa, sprecano il loro tempo in un argomento indifendibile. Il loro atteggiamento è quello dello struzzo che infila la testa nella sabbia per non guardare in faccia la realtà. I due, insieme ai rappresentanti del CGIE in Australia ed ai Comites, nella certezza che sarebbe fallita l’organizzazione di una manifestazione di piazza degli italo-australiani, si sono congiuntamente attivati per inviare lettere di ”forte protesta” al ministro degli Esteri Frattini e al premier Berlusconi. Responsabilmente il governo italiano è impegnato a cancellare tutti i “carrozzoni” che, negli anni, ampiamente hanno dimostrato di essere “inutili” ed hanno sprecato ingenti risorse economiche. Quindi, sia il CGIE, sia Comites ed anche i parlamentari eletti all’estero verranno “cancellati” insieme ad altri numerosi enti inutili ed economicamente dannosi. I notevoli fondi risparmiati saranno “investiti” per il vero vantaggio degli italiani nel mondo. Sarà data la precedenza all’assistenza ai più bisognosi, quindi verranno migliorate le attività più utili e vantaggiose per le comunità degli italiani nel mondo, sia sotto il profilo economico e sia di quello di maggior prestigio per l’Italia, come la riforma per un migliore e proficuo insegnamento della lingua italiana.

venerdì 12 giugno 2009

Elezioni europee: il Pd perde 7 punti ma "contiene". Il Pdl perde 2 punti e "va giu'"!

La Fiamma & Il Globo - Australia
Non si sa se ridere o essere preoccupati. Siamo di fronte ad un caso che anche il piu’ esperto psichiatra non si raccapezzerebbe. Franceshini ed i suoi compagnucci belli dovrebbero spiegare la logica per cui chi perde 7 punti (dal 33% al 26%) “contiene”, mentre "va giù” chi ne perde 2 anche se rimane il primo partito d’Italia con il 35%. La logica della propaganda politica del Pd e’ sempre uguale a quella del PCI. Loro, pur perdendo 7 punti di un anno fa, hanno vinto solamente perché non sono “scomparsi” come temevano. Il “diavolo” Berlusconi, che aveva previsto di ottenere o superare il 40% dei consensi ed invece si e’ fermato a 35%: “ha perso". Quello che sempre hanno contato sono i risultati e non le “suggestive” teorizzazioni. I fatti dicono che il Pdl e la Lega “avanzano” rispetto alle Europee, mentre il Pd “retrocede”, sempre rispetto alle Europee pero', misteriosamente, e’ quest'ultimo ad avere vinto perché? Perché il Pdl non ha vinto con le percentuali che si aspettava! E’ singolare la “logica” di Franceschini, Fassino, D’Alena e di tutti gli altri “soloni” del Pd e i loro giornali, “L’Unita’” e “La Repubblica”. Il popolo del Pd esulta: e’ stato “arrestato” il ciclone Berlusconi. Tanti auguri e mille di questi giorni! E’ come la storiella di quello che aveva preso un fracco di botte e si consolava dicendo: “Me ne ha date tante, ma gliene ho dette……”. Sui canti di vittoria di Franceschini ed i suoi compagnucci, facciamoci una sonora risata. D'altronde, se così a loro sta bene...... Di norma, chi governa perde consenso, soprattutto in questi tempi di grave crisi economica. In parte ciò è stato confermato, ma quasi solo dove al governo v’era la sinistra. Dove la sinistra era all’opposizione, con l'unica eccezione greca, ha perso lo stesso, senza avvantaggiarsi delle difficoltà causate dalla crisi a chi era al governo. Ciò dimostra, al di là di ogni sottigliezza e calcoletto ragionieristico, che a sinistra ormai vi e’ una cultura solo d’opposizione. Quando e’ al governo fallisce miseramente nel trasformare slogan e chiacchiere in fatti concreti, incisivi e positivi: l’abbiamo ben visto nei due governi Prodi. Il Pd (e tutta la sinistra) e’ incapace di percepire la realtà e di capire i bisogni della gente comune. Franceschini, il Pd e le “sinistre” non hanno nessuna proposta, nessuna analisi, nessun programma e tantomeno nessun “sogno” da proporre agli italiani. Fino al 25 aprile il Pdl veleggiava tra il 43-45%. Berlusconi “macinava” gli avversari e si sentiva, ed era, “il presidente di tutti gli ita­liani”. Il Premier appariva il dominatore della politica ita­liana capace di proiettare la sua forza anche a livello inter­nazionale, prefigurando il Pdl come primo partito nel Ppe (Partito Popolare Europeo) ipotecando persino la presiden­za italiana dell’Europarlamento. Poi, all’improvviso, e’ cambiato tutto. La crisi d’immagine è iniziata sei settimane fa. La sentenza sul caso Mills, dove il premier non c’entrava nulla. La lettera della moglie di Berlusconi (ciarpame politico, e’ ammalato, va con le minorenni) “sponsorizzata” da “La Repubblica”. Il tarlo del sospet­to su Noemi, la ragazza di Caso­ria che lo chiama “papi”. I presunti voli irregolari di Stato. Le fotografie della sua vita privata a villa Certosa in Sardegna e, per ultimo, la vendita di Kaka’ al real Madrid hanno iniziato a minare il suo rappor­to con l’opinione pubblica, che aveva toccato il suo picco stori­co nel giorno della festa della Liberazione. Quel “76%” di fi­ducia, che lo stesso Berlusconi aveva definito “imbarazzan­te”, da allora ha iniziato a precipitare. Una crepa si è aperta soprattutto con l’elet­torato cattolico. Per i sondaggi­sti, in meno di un mese, c’e’ sta­to un fortissimo crollo concentrato sui cre­denti praticanti. E con lui ha preso a calare anche il Pdl. Berlusconi era intrappolato. Alla luce del crescendo dei presunti scandali, cavalcati anche dalla stampa inter­nazionale, gli e’ costato il voto cat­tolico e quello femminile. Aver mantenuto un 35% non e’ andata proprio male: poteva essere un vero tracollo. Tutto sommato, questo traumatico richiamo alla realtà e’ salutare per Berlusconi. La gente vuole piu’ concretezza da lui (ne e’ capace) e meno “soap opera”. Silvio, come capo del governo, ha la responsabilità di dover essere un esempio irreprensibile per tutto il Paese anche nella sua vita privata. Nel bene e nel male, anche se rozzo, il pragmatismo della Lega è stato premiato. Tutto il fango gettato addosso a Berlusconi l’ha relativamente ridimensionato, ma e’ certo che ha fortemente danneggiato la reputazione dell’Italia a livello internazionale. “Terroristi” sono da definire coloro che hanno diffuso nel mondo i fatti ed i misfatti (tutti da verificare) di casa nostra per ottenere un locale vantaggio politico effimero, che poi non hanno neppure raggiunto. In vista del G8, Berlusconi aveva puntato di accreditarsi, sulla scena internazionale, con un risultato eclatante, che gli avrebbe permesso un maggior rispetto e considerazione agli occhi dei partner e dell’opinione pubblica straniera. Un risultato di arretramento, ri­spetto alle ultime politiche, ha effetti anche nell’europarlamento tanto che potrebbe mettere a rischio la candidatura di un espo­nente italiano a presidente del Parlamento eu­ropeo, ed e’ anche vero che il Pdl non e’ riuscito a diventare il primo partito nel Ppe. Ai giornali stranieri ha fatto gioco trovare argomenti contro l’Italia che la vorrebbero sempre un’“italietta”. Sono stati aiutati dall’opposizione italiana, con il Pd e “La Repubblica” in prima fila che, senza scrupoli e mancanza di senso dello Stato, sono stati ben lieti di collaborare con la stampa estera per fornirgli il maggior numero di dettagli scabrosi e scandalistici su Berlusconi. E’ il vizio tipico “disfattista” ed “antipatriottico” di una sinistra di radice comunista che non ha mai avuto il senso dell’interesse nazionale. Paradossalmente, quel mancato sfondamento del 40% del Pdl e quell'arretramento di due punti, rispetto alle Politiche di un anno fa, sono il miglior argomento in mano al Pd. Che pure arretra di sette punti, ma canta “vittoria" per non essere “sparito” e per aver “tenuto” rispetto ai sondaggi disastrosi di qualche settimana fa. L’obbiettivo da raggiungere del Pd era il 27-28% (cinque/sei punti in meno rispetto alle Politiche di Veltroni). Franceschini ha raggiunto il 26% (sette punti in meno): ha “quasi” raggiunto l’obbiettivo e, dunque, rimane alla guida del Pd. Molti sostengono che sarebbe un grave errore pensare ora al congresso. Inizierebbe una dilaniante trafila per le primarie per la leadership, mentre c'è da preparare la grande campagna delle Regionali del 2010. “Non possiamo fare questo regalo a Berlusconi, e cominciare a dividerci e litigare proprio ora che il suo primato comincia ad incrinarsi e che nella maggioranza possono aprirsi conflitti dalle conseguenze imprevedibili” hanno detto alcuni “ringalluzziti” dirigente ex diessini. Loro si che se ne intendono! Cantano già vittoria. Invece di preparare una proposta politica credibile, come al solito, sperano nelle disgrazie altrui. Campa cavallo…..Vedrete che canteranno vittoria anche per i loro disastrosi risultai nelle elezioni Amministrative, dove la frana delle amministrazioni locali di sinistra e’ notevolissima. Era tradizione consolidata che nelle amministrative la sinistra riuscisse a far prevalere la maggiore radicazione sul territorio con uno scarto, anche sensibile, rispetto ai risultati delle politiche. Ora non è più così: tolte le solite roccaforti toscane, molte zone, un tempo “rosse”, hanno cambiato colore, come le Marche, l’Umbria, Napoli e la sua Provincia, l'Emilia Romagna, insieme alla bassa padana di Cremona ed altre. Il governo esce piu’ rafforzato da queste elezioni europee ed amministrative, pure attraversando l’anno politicamente ed economicamente più terribile dell’ultimo mezzo secolo. Ora deve completare il programma elettorale che ha portato a Berlusconi un ampio consenso: le riforme sociali, la riforma del mercato del lavoro e della formazione, il completamento del federalismo, la riforma della giustizia, la riforma del Parlamento ed altro ancora. Forza Silvio, e’ il momento di muoversi senza indugi.
e-mail: giampiero.pallotta@bigpond.com

venerdì 5 giugno 2009

CGIE: siamo alle comiche finali! Forza giovani italo/mondo questo e' il vostro momento!

Siamo alle comiche finali! Elio Carozza, segretario generale del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), presidente dell’INCA-CGIL del Belgio, coordinatore FILEF del Belgio, ex segretario della Federazione Belga ed Europa dei Democratici di sinistra, fa le bizze: non vuole smontare dalla lussuosa e comoda “carrozza” con la quale da venti anni, insieme ad altri 94 “magnifici” consiglieri (di che?), l’ha “scarrozzato” il lungo ed in largo in giro per tutto il mondo. I “simpatici”, ma inutili personaggi (90% di sinistra), 65 sono stati eletti dai membri dei 128 Com.It. Es. (Comitati Italiani all’Estero), gli altri 25 dal Ministero degli Esteri. La lista completa e’ consultabile nel sito ufficiale del CGIE. Carozza, per svolgere piu’ efficacemente la sua mansione, si avvale della collaborazione “nientepopodimeno” di Franco Danieli, l’ex Viceministro del disastroso governo Prodi, quello che arrivava in ritardo agli appuntamenti perché impegnato nei safari sudafricani. Danieli ha un compito di “vitale importanza”: addetto all’archivio della corrispondenza tra il CGIE ed il Ministro degli Esteri. Recentemente a Roma si e’ tenuta l’ennesima inutile e costosissima assemblea generale del CGIE. Elio Carozza si e’ detto molto “preoccupato” per la determinazione espressa dal Sottosegretario, con delega per gli italiani all'estero, Alfredo Mantica, di incidere ancor più “pesantemente” sugli istituti di rappresentanza degli italiani nel mondo ma, soprattutto, per l’ormai imminente e, quasi certa, cancellazione del CGIE. Carozza e’ andato su tutte le furie e ha “sfiduciato” Mantica chiedendo persino le sue dimissioni. E’ da sbellicarsi dalle risate! Il segretario generale del CGIE si e’ opposto perché: “Le ragioni di questo impegno sono tutte racchiuse nella vitale e concreta rispondenza del CGIE alle esigenze di rappresentatività delle comunità all'estero, cui fanno riferimento i Comites…..”. Ma faccia il piacere! Caso mai il CGIE ha dimostrato, ampiamente, di non essere “rispondente” alle esigenze della comunità italiana nel mondo e tanto meno l’ha “rappresentata”. In puro politichese Carozza parla di un mondo conosciuto soltanto da lui e da pochissimi altri addetti ai lavori. Sa benissimo che il 99.00% degli italiani nel mondo non sanno dell’esistenza del CGIE e dei COMITES. Chi lo sa non ha mai capito a che cosa servano, considerato che mai, e poi mai, hanno prodotto risultati tangibili e non hanno mai fatto sapere cosa abbiano fatto nella loro ormai ventennale storia. L’unica cosa certa e’ che hanno “bruciatocirca 100 milioni di euro. Il CGIE ha organizzato numerosissime “assemblee” in tutto il mondo dove si e’ sempre ed esclusivamente discusso del “nulla”, del nulla assoluto. E perché mai lo Stato italiano dovrebbe ancora continuare a tenere in vita enti che hanno dimostrato, dati alla mano, di essere totalmente inutili e, soprattutto, dannosi visto che sprecano ingenti risorse economiche che potrebbero essere meglio impiegate a vero vantaggio della comunità degli italiani nel mondo? Se il CGIE finalmente, ed opportunamente, venisse cancellato, gli unici a “perderci” sarebbero soltanto i “magnifici94: non piu’ gite allegre e spensierate intorno al mondo alloggiando in alberghi a cinque stelle, non piu’ “gettone” di presenza ma, quello che proprio non va giù, e’ la perdita del “prestigio” personale. L’altra faccia della medaglia sarebbe migliore: i milioni di euro che ogni anno vengono sprecati dal CGIE, andrebbero impiegati a vantaggio di noi italiani nel mondo. Siamo tutti consapevoli che ci troviamo di fronte ad un drastico e necessario rinnovamento degli enti di tutela della presenza degli italiani nel mondo. E’ quindi assolutamente necessario favorire una migliore razionalizzazione ed impiego delle scarse risorse finanziarie. Basta con i “carrozzoni” inutili, basta con gli sprechi! La riforma del Parlamento italiano, che porterà i deputati a 300 ed i senatori a 150 (con un risparmio di oltre 900 milioni di euro l’anno), sicuramente cancellerà anche gli inutili 18 parlamentari eletti all’estero. Il cambiamento e’ ormai avviato ed e’ tempo che i giovani italo/mondo rompano gli indugi. E’ tempo che prendano decisamente in mano la situazione, per portare un cambiamento epocale per il rilancio e l’affermazione definitiva dell’italianita’ nel mondo. Sono ormai passati cinque mesi dalla conferenza mondiale dei 400 giovani italo/mondo tenutasi a Roma nel dicembre 2008. In quell’occasione sono stati riscontati segnali importanti dalle seconde e terze generazioni, ma ancora non si vedono fatti concreti. Ancora non vediamo i giovani inseriti nelle associazioni e nelle istituzioni di rappresentanza dell’Italia. Probabilmente non sono stati incoraggiati e favoriti, nonostante gli intenti (evidentemente falsi) di coloro che auspicavano un ringiovanimento per la rivalorizzazione degli italiani nel mondo. I giovani debbono prendere coscienza che la vita e’ una battaglia continua: tutto e’ una conquista, niente e’ scontato. Si rendano conto che nessuno, che si trova in una situazione di privilegio, si farà da parte per favorirli, allora deve essere cacciato via e, talvolta, anche in malo modo. La maggior parte dei presidenti, delle molteplici associazioni italiane (5000 in tutto il mondo), sembra sia orientata di passare la mano ma, a loro dire, nessun giovane si fa avanti. Potrebbe essere anche vero. Ma, tra le varie realtà, c’e’ anche quella di molti “presidenti” che non vogliono lasciare la “carica”. E’ il cattivo “vezzo” italiano di pensare di essere “importanti” solo se si e’ presidente di qualche cosa anche se insignificante. I giovani italo/mondo facciano loro il motto di John F. Kennedy: “Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, ma cosa tu puoi fare per lui”. Non aspettino i soldi da Roma: non ci sono. Per autofinanziarsi organizzino feste e manifestazioni. Portare avanti un’idea o un progetto è possibile, il segreto sta nel credere “fermamente” a quello che si fa. Occorre avere una forte volontà e determinazione per affrontare e superare le molte difficoltà che immancabilmente s’incontreranno. Se veramente vogliono diventare i nuovi protagonisti della comunità italiana nel mondo, siano più intraprendenti e più disposti a prendere i rischi. Seguano l’esempio dei “Giganti” che, superando mille handicap (la mancanza della conoscenza delle abitudini e della lingua del Paese di accoglienza, senza soldi e poca istruzione scolastica), sono riusciti a far affermare l’italianita’ nel mondo. La competizione fa parte della vita. In qualsiasi campo, scolastico, lavorativo, sportivo ecc, e’ necessario che emerga il “merito” per scegliere chi sia il più adatto a ricoprire un certo ruolo. I giovani abbiano più coraggio e si propongano con più determinazione. Nella conferenza mondiale dei giovani italo/mondo di dicembre 2008 a Roma, il Sottosegretario Mantica ha voluto conoscere dai giovani “che cos’e’ l’italianità’” e cosa accadrà tra 20 anni quando le prime generazioni non ci saranno più. Il sottosegretario ha aggiunto: Credo che il rapporto tra l'Italia e i suoi connazionali all'estero sia come un matrimonio. O è per amore o per interesse. Allora cerchiamo di capire quanto amore c'è e quali interessi, legittimi, ci siano. Penso che vi sia la necessità di Rifondare la comunità degli italiani all’estero. Per me gli italiani nel mondo sono una comunità di gente giovane, dinamica, che vive una realtà differente rispetto a quella dell’Italia. Rappresentano, dunque, un valore importante, una diversità che può dare molto all’Italia, e alla quale l’Italia, può attingere con passione e lungimiranza. Quella che vorremmo costruire é la comunità degli “Italofoni” perché la lingua diventi elemento forte per una comunità italiana allargata”. L’italianità’ deve continuare e deve consolidarsi, evolvendosi, coinvolgendo l’intera’ comunità degli italiani presenti in tutti i Paesi del mondo. Tutti devono assumersi questa responsabilità e lanciarsi in un’impresa costruttiva in continua crescita e trasformazione. Si tratta d’impegnarsi personalmente in un processo grazie al quale possiamo essere aiutati ed aiutare gli altri a trovare la via migliore. Il cambiamento non si arresta e tanto meno possiamo tornare in dietro. Non possiamo che accettarlo e seguirlo.

venerdì 29 maggio 2009

La riforma del Parlamento: apriti cielo! I nuovi TERRORISTI italiani: "La Repubblica, Franceschini & Co. SPUTTANANO l'Italia.

Berlusconi ha un sogno, quello che e’ poi di tutti gli italiani: di fare entrare veramente l’Italia nel novero delle nazioni che abbiano istituzioni non più al servizio delle “caste”, ma al servizio dei cittadini. Solo chi e’ ipocrita si scandalizza per quanto ha detto a riguardo il rinnovamento del Parlamento italiano. Gli italiani dovrebbero ringraziarlo per avere la forza ed il coraggio di denunciare tutti i sepolcri imbiancati che infestano la politica italiana. Nei convegni, organizzati dai partiti del centrosinistra, si sono sempre denunciati i limiti delle due Camere. Hanno le stesse funzioni mentre nei Paesi a democrazia avanzata, le due Camere hanno diversità di funzione e di rappresentanza. Non c’è poi alcun dubbio che il numero dei parlamentari e’ esagerato. E’ bene ricordare che cinque anni fa, il governo Berlusconi votò la riforma costituzionale che, tra l’altro, riduceva il numero dei deputati, ma fu poi bocciata con un referendum voluto dalla sinistra “retrograda”, altroché “progressista. Per Berlusconi sarebbero piu’ che sufficienti 300 deputati e 150 senatori. Ma che cosa ha detto veramente Berlusconi per far “inorridire Franceschini, Di Pietro, Ferrero, Diliberto e compagnucci vari che l’accusano, ancora una volta stupidamente, di voler sopprimere il Parlamento? Vediamo le frasi come le ha riportate il “Corriere della Sera”: “Non ho poteri, perché la Costituzione è stata scritta dopo il Ventennio, tutto il potere è andato al Parlamento, pletorico, 630 deputati, ne basterebbero 100 come il Congresso americano”. Poi aggiunge: “Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono inutili. Alcuni parlamentari non si vedono mai, perché imprenditori, professionisti hanno cose più importanti da fare che stare lì dentro per un giorno con le mani dentro la scatoletta del voto e votare centinaia di emendamenti”. Il significato e’ perfettamente comprensibili a qualsiasi persona dotata di normale intelligenza, a meno che non sia in mala fede. E’ da venti anni che tutti i soggetti politici, di qualsiasi partito, auspicano una grande riforma per ridurre drasticamente il numero dei parlamentari ed assegnare alla due camere compiti diversi, ma se lo dice Berlusconi: apriti cielo! E’ ammalato, e’ pedofilo (gli mancava questa “qualifica”), e’ mafioso, e’ un corruttore di avvocati, vuole abolire il Parlamento ecc. E’ tutto quello che gli uffici propaganda faziosi della sinistra riescono ad inventare, per tentare di salvare le loro poltrone ed i loro privilegi. Ma possibile che dopo 15 anni ancora non hanno capito che denigrando e calunniando Berlusconi non solo gli fa aumentare i consensi, ma loro stanno per sparire? Non hanno capito che ormai non li crede piu’ nessuno? Non hanno capito che l’unica cosa che hanno ottenuto e’ stata quella di aver “sputtanato” l’Italia in tutto il mondo? Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico. Gli antiberlusconiani si stanno suicidando, visto che la stragrande maggioranza degli italiani ormai hanno una ferma convinzione: anche ammesso (ma non concesso) che Berlusconi non sia un gran che, comunque Franceschini, D’Alema e gli altri “capatazz” del PD, Di Pietro e i rimasugli dei partiti marxisti, sono assai, ma assai di gran lunga peggiori di lui. E’ meglio non ragionar con loro, ma guarda e passa. Il verso completo di Dante recita: “Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. La gente perbene apprezza uno come Silvio capace di dire a D’Alema: “Perché non provi tu a vergognarti per primo. Lanciavi le bombe molotov contro la polizia quando eri studente universitario alla Normale di Pisa e neppure sei riuscito a laurearti. Non hai mai lavorato un’ora in vita tua e te ne vai in giro con scarpe da 1000 euro al paio e con una barca a vela da un paio di milioni di euro. Vieni tu, davanti al Parlamento, a spiegare come fai ad avere tanti soldi, pur continuando a non fare un piffero dalla mattina alla sera.” La sinistra è ridotta a non saper più che cosa sia. La magistratura gode di un consenso e di un apprezzamento vergognosamente bassi. Anche il più sbadato degli italiani ha capito che non e’ casuale che la sentenza “Mills” venga depositata a poche settimane dalle elezioni. I giudici hanno fatto un altro errore madornale. Personaggi che credono di essere infallibili, hanno volutamente attaccato Berlusconi alla vigilia delle elezioni con una sentenza insostenibile nelle stesse 400 pagine che contengono non convincenti motivazioni. Anche il più imbecille degli italiani (che sia ovviamente in buona fede) trova ridicole le denunce e gli inviti di Franceschini a Berlusconi, perché “si difenda dalla condanna lasciandosi giudicare, su che cosa? Di un reato dal quale è già stato assolto? Insomma, sono evidenti le provocazioni di una minoranza allo sbando. Il premier dovrebbe concentrarsi sull'attività di governo, parlare delle cose che intende fare per l' Italia, evitando di dare corda a chi intende trascinarlo sul piano della sceneggiata e del piu’ turpe e squallido pettegolezzo. Chi ha letto tutti gli articoli su “La Repubblica”, sul caso della ragazza Noemi, si sarà accorto che e’ tutta un’ignobile e disgustevole montatura. Le ultime rivelazioni dell’ex fidanzato della ragazza ne e’ una conferma, ma gli stupidi maligni ci sguazzano, danneggiando unicamente l’Italia. Lasci pure Berlusconi che i vari Franceschini, Di Pietro, Santoro, D'Alema che, un’ora si e l'altra pure, non fanno altro che parlare di ritorno alle “leggi razziali”, di imbarbarimento delle regole democratiche, solo perché sono ormai giunti disperatamente alla fine. Berlusconi dovrebbe seguire i suggerimenti della Marcegaglia (Presidentessa dell’associazione degli industriali): Hai i voti ed hai Parlamento e Senato forti della maggioranza incontrastata. Datti da fare con le riforme, e’ il momento di farle, od imporle, se nel caso sia necessario anche contro un ostruzionismo, tipo quello della Magistratura. Silvio lo avrebbe già fatto, ma avere inglobato AN nel PdL non significa avere cambiato tante mentalità. AN e’ ancora legata a serbatoi di voti nel parastato, nella pubblica amministrazione ed alle tradizioni della vecchia politica italiana. Anche il sud dovrà scrollarsi di dosso decenni l’indolenza, che ancora blocca tutti gli apparati che potrebbero essere produttivi, ed invece restano ancora legatissimi all'assistenzialismo: ai soldi che arrivano da Roma. Il premier e’ un uomo che si è fatto con le sua mani, ed ha combattuto per crescere economicamente e politicamente, e non c'è un giudice o un politico “bipartisan”, che sia uno, che possa vantarsi della stessa cosa. In molti gli hanno dichiarato guerra e Berlusconi fa benissimo a combattere con decisione questa guerra a chi vuole fargliela. Presto partirà con le riforme con il suo ormai consueto grandissimo impegno. Allora vedremo le “piazzate” della Cgil che ne seguiranno, i pronunciamenti dei pseudo intellettuali ormai “bolliti”, gli studenti che verranno convinti di essere vittime di soprusi fascisti ecc. Franceschini, D’Alema, tutto il Pd, Di Pietro e sciocchezzuoli vari inizieranno a discutere di questioni di lana caprina per tutto il tempo, prima di accorgersi di essere rimasti irrimediabilmente fuori gioco. Tra pochi giorni, a schede contate, risentiremo Franceschini e compagnucci belli, che la sinistra deve tornare tra la gente per ascoltarla e capirla. La gente non ha bisogno di parlare con Franceschini ed i suoi soci. La gente, quello che vuole dire, lo esprime con il voto. La realtà e’ che i programmi (quali?) della sinistra sono obsoleti e non accontentano piu’ il loro elettorato tradizionale che, di antiberlusconismo e slogans inutili, ne ha le tasche piene. Franceschini non ha alcun bisogno di andare a scoprire cosa l'elettorato di sinistra voglia. Quell'elettorato “di sinistra” non esiste piu’ (tolto ciò che resta dei fanatici antichi “compagni”), e’ emigrato in altri lidi: Lega, Di Pietro, PdL ed altri. E, in questa fuga di consensi e voti, e’ chiarissima la risposta che Franceschini va cercando: il loro nemico non e’ Berlusconi, sono loro stessi!
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lunedì 25 maggio 2009

Berlusconi un volgare piazzista? Il governo e' xenofobo e razzista?

In tanti anni gli italiani si erano abituati a vedere i loro politici tutti simili se non identici, nel vestire, nell’atteggiarsi e nel parlare serioso ma vuoto. Ecco perché Berlusconi spicca su tutti gli altri pietosamente informi. L’odio e l’invidia fa dire agli “antiberlusconiani” che Silvio e’ una persona “volgare”. E’ un’assoluta idiozia. Berlusconi è un realizzatore e uomo d’azione. Come un condottiero, sa che le battaglie non si vincono con le “moine” e l’eleganza delle parole, ma avendo dei soldati (leggi: elettori) entusiasticamente fedeli: cosa che si ottiene riuscendo a farsi percepire come uno di loro. Dimostrando quotidianamente di avere gli stessi interessi, gli stessi gusti, perfino la stessa mentalità. Lo stile di Berlusconi non è l’ideale per i “cortigiani incipriati”, ma i conquistatori se ne fregano del “bon ton”: cercano la vittoria. I loro migliori trofei sono i nemici. Un tempo orgogliosi, sprezzanti e minacciosi, ora ridotti a seguire in catene il carro del trionfatore. Berlusconi se ne fa un baffo del disprezzo degli intellettuali o dei giornalisti. Avoglia che tutti costoro si sgolano nel dire che è un arricchito, non ha quarti di nobiltà, che si crede un dio ed invece è solo uno che, ruba qua e ruba là, ha messo assieme un sacco di soldi, dietro ai quali c'è un certo suo ex stalliere Mangano e tutta la mafia siciliana, la n'drangheta calabrese, la camorra napoletana e, ma si abbondiamo, anche la corona unita pugliese. Volete mettere con la nobiltà di comportamento di un Prodi, di un D'Alema, di un Franceschini e di molti altri? Anche se non hanno mai lavorato e realizzato niente di concreto, e sono sempre vissuti alle spalle del popolo italiano? Berlusconi, nonostante i suoi 73 anni, lavora alacremente ed incessantemente con entusiasmo. Tutti, indistintamente, siamo consapevoli che, se al governo ora ci fosse stata una coalizione di centrosinistra, a quest'ora, fra crisi globale, immigrazione, sicurezza e terremoto abruzzese, ci sarebbero molte piu’ altre nuove tasse e un gran caos e nessuna prospettiva per il futuro. Invece, con questo governo, un piccolo bagliore di luce, in fondo al tunnel lo si incomincia a vedere. La maggioranza della popolazione italiana attiva, quella che lavora e produce veramente, si fida di questo governo e del suo primo ministro. Tutto il resto sono chiacchiere e suggestive supposizioni d’osteria dopo alcuni bicchieri di troppo. Di sicuro Berlusconi non e’ snob, non e’ altezzoso e sprezzante come Massimo D’Alema o Prodi. Bastò che gli italiani volessero capire le stranezze che stavano capitando alla “Telecom Italia”, che affermarono che gli italiani sono tutti dei pazzi. Lo ricordate o no? Ricordate la fine che ha fatto la magistrata Clementina Forleo che si “permise” d’indagare su D’Alema e Fassino sul caso Unipol-Bnl? Ricordate le disavventure del magistrato Luigi De Magistris, non appena nella sua inchiesta uscirono fuori i nomi di Prodi e Mastella? Non risulta che nessuno dei 987 magistrati, che indagarono Berlusconi, abbiamo avuto grane, siano stati rimossi o costretti a dimettersi. Di certo Berlusconi non e’ un intellettuale. Se pensiamo che D'Alema, Dilberto, Bertinotti siano intellettuali e se pensiamo che il parlamento italiano sia pieno di pseudo intellettuali, Berlusconi non ci tiene affatto ad essere considerato tale. Lui è un grandissimo manager e come tale va riconosciuto. Certo che un grandissimo manager non sopporta i lacci e lacciuoli della politica e lì, purtroppo, stanno le sue difficoltà politiche che però ora sta superando brillantemente. Ha un difficile rapporto con la magistratura, ma non ha tutti i torti, per cui e’ stato costretto a varare il lodo Alfano, altrimenti, ogni settimana sarebbe stato messo sotto inchiesta dalla parte piu’ inaffidabile della magistratura. Intanto gli mandiamo un avviso di garanzia poi, se sia sbagliato o meno, si saprà dopo 12/13 e piu’ anni. Gli “antiberlusconiani” si credono gli eredi della nobiltà e dell’aristocrazia piu’ becera e si considerano esseri “moralmente superiori”. Sembra di rivivere il tempo dei corrotti e aristocratici senatori della Repubblica dell’antica Roma. Disprezzavano la “plebe”, ed odiavano Cesare che la rappresentava, tanto che finirono per ucciderlo. Berlusconi e’ un “plebeo”, cioè un “popolano”, come quasi tutti noi, e ne va fiero. Ecco perché gli “spocchiosi” lo considerano volgare. Piu’ che altro e’ una persona molto diretta e sbrigativa e questo lo fa essere “singolare” in determinate circostanze. Berlusconi è troppo gioviale. Dà pacche sulle spalle, fa le corna nelle fotografie ufficiali, fa cucù alla Merkel, fa gli scongiuri durante l’inno nazionale, fa battute e racconta barzellette, è irrefrenabile e incorreggibile come un Pierino. Gli va certo dato atto che questo suo modo di fare non è stato privo di risultati, anche ai più alti livelli internazionali, dove ha ottenuto successi sia come rapporti umani che come risultati concreti. Ma qualcuno, per insultarlo, considera questi atteggiamenti da “piazzista”. Berlusconi ha una forte personalità ed ha ottime idee e la determinazione di portarle avanti. Il suo costante sorriso è il sorriso del vincitore. Il povero Franceschini, sempre piu’ frastornato, farnetica e parla di “xenofobia” e “razzismo” dell’attuale governo per la fermezza di respingere i barconi degli immigrati clandestini. Il primo Governo italiano che ha deciso il respingimento dei clandestini è stato il Governo Prodi che bloccò, nel 1997 nel Canale d’Otranto, l’ondata degli albanesi, purtroppo, drammaticamente. Lo speronamento di un’imbarcazione albanese si concluse con un centinaio di morti. In quella data il tutto avvenne senza alcun rispetto del diritto d’asilo, tanto “oggi” invocato. Ma questo Franceschini non lo ricorda. Dal 2005 al 2008 l’UE (Unione Europea) ha realizzato il respingimento di ben 150.000 migranti sia via mare che via terra e negli aeroporti. Nei mesi estivi del 2006 e poi nel 2007 (governava Prodi) l’Italia assieme a Spagna, Malta, Francia, Belgio e Grecia, d’accordo con l’UE, ha bloccato, respinto e rimpatriato con la forza decine di migliaia di clandestini. Ma anche questo Franceschini fa finta di non ricordarlo. Per dimostrare la sua falsità basta qualche considerazione. In Italia da anni aumentano le accettazioni delle richieste d'asilo. Qualsiasi persona dotata di intelligenza (o buona fede) può rendersi conto che è impossibile accertare in alto mare, a bordo di un barcone, se ci sono persone che chiedono asilo politico e se ne hanno effettivamente diritto, queste pratiche richiedono mesi. Non si capisce poi perché, chi ha le carte in regola per ottenere asilo politico in Italia, dovrebbe affrontare un viaggio così costoso e rischioso sui barconi dei trafficanti di clandestini. Ai falsi “buonisti” occorrerebbe ricordare che l´accoglienza “cattocomunista” degli immigrati non e’ la libertà di sbarcare clandestinamente in Italia. Bisognerebbe che fosse disponibile per loro un lavoro, ovviamente onesto. Dar loro un´abitazione, possibilmente decorosa. Di consentirgli il ricongiungimento familiare predisponendo asili, scuole, assistenza per gli anziani: tutte cose che già “scarseggiano” per gli italiani. L´emigrazione dal sud del mondo é un fenomeno che suscita pietà in tutti noi, ma la pietà non deve impedire di affrontare il problema di un´immigrazione senza regole. Affrontare il problema immigrazione non vuol dire essere “xenofobi” o, peggio, “razzisti”. L´immigrazione é oggi un fenomeno che deve essere regolato, per il bene di tutti: residenti dei Paesi che accolgono e aspiranti immigrati. Come accade in Australia che in questo campo e’ all’avanguardia mondiale. Finalmente ora e’ stato realizzato un accordo Italia/Libia che prevede l’accompagnamento dei barconi nei porti di partenza. Questo accordo fu sollecitato molti anni addietro dagli organismi dell’EU, e Piero Fassino e Francesco Rutelli lealmente lo hanno ricordato. Non altrettanto ha fatto lo “smemorato” Franceschini che pensa di frenare così il continuo “squagliamento” del suo partito ridotto a fantasma. La breve e sfortunata vita del Pd e’ ormai conclusa e tutti ne sono consapevoli.
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