venerdì 30 ottobre 2009
Marazzo va con i "travestiti" ed e' una "vittima". Berlusconi e' un "anormale" e un "immorale" perche' ancora gli piacciono le donne.
giovedì 29 ottobre 2009
Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande due millantatori candidati da Dario Rivolta e ricandidati da Barbara Contini e Marco Zacchera.
Il motivo principale per cui i due mi hanno querelato e’ stato per il danno che avevo arrecato alla loro “reputazione”!!!!! Di seguito la frase finale del giudice riportata nella sentenza: n. 73 (p. 16): Finally, I note that Mr. McClintock very fairly conceded On behalf of the Plaintiffs that their principal objective in these proceedings was to Obtain Vindication of their reputation. Consolation for their personal distress and reparation for the harm done to their reputation are also purposes of an award of damages.
Le 16 pagine della sentenza fanno completa luce su chi siano realmente Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande, sia per quello che hanno dichiarato, che e’ stato parzialmente riportato nella sentenza ma, soprattutto, per quello che hanno tenuto accuratamente nascosto.
Pur se fossero vere le loro referenze riportate nei i loro CV (Curriculum Vitae) (Allegati n.1 & 2) e’ evidente a tutti che Restifa e Casagrande non avevano il minimo delle qualifiche necessarie per aspirare ad una candidatura importante come quella al Parlamento italiano.
Come riuscirono a farsi candidare pur essendo dei noti millantatori?
Quello che pero’ e’ estremamente grave, che ha danneggiato la reputazione di tutta la comunita’ italiana di tutto il mondo ma, specialmente, di quella in Australia, e’ il fatto che Restifa e Casagrande, per rendere prestigiosi il loro insignificanti CV, hanno inserito titoli accademici “falsi” e titoli nobiliari “illegali” infrangendo persino la legge Costituzionale italiana (Articolo 14 disposizioni transitorie della Costituzione); la legge penale (Articolo. 36, ultimo paragrafo del Codice Penale e l’Art. 498 del Codice Penale) e quella ordinaria (Legge n. 178 del 3 marzo 1951, articoli 7 & 8).
Restifa si fregia di un titolo nobiliare ridicolo: Heritage Preservation Advisor dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro; Dama di merito del Sovrano Imperiale, Militare della Corona di Ferro del regno Italico; Titolo Onorifico di Baronessa del Regno, con conseguente passaggio al Ruolo di Dama di Giustizia conferito dal gran Cancelliere SAS il Principe Lucien Lavesi, Dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro.
L'Ordine non è riconosciuto in Italia come un ordine legittimo, e quindi la concessione e l'uso delle sue insegne sono punibili ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 3 marzo 1951, n. 178. La condanna per le offese di cui ai commi precedenti comporta la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del codice penale. Le disposizioni del secondo e terzo comma si applica anche quando la concessione di titoli nobiliari, premi, decorazioni o distinzioni si sono verificati all'estero. E’ criminale mantenere qualsiasi titolo di nobiltà, non riconosciuto dallo Stato italiano, ai sensi dell'art. 14 disposizioni transitorie della Costituzione: XIV I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L’Ordine mauriziano è conservato come un ospedale e lavora nel modo prescritto dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
La sua megalomania ha messo in grande imbarazzo persino il Console italiano di Sydney (Allegato n.3: Console di Sydney).
Casagrande sostiene di essersi laureato ingegnere alla Universita’ di Padova (allegato n. 4 Brisbane Motorway) ma e’ “falso” (Allegati n.5 Universita’ di Padova e n.6 Art.498 CP). Sostiene di essere Managing Director di cinque compagnie quando lo e’ in una soltanto, la MOSTIA, che e’ stata condannata a pagare 48 milioni di dollari di risarcimento (alleato n.7 giornale di Brisbane).
Durante la causa il loro avvocato ha fatto intendere al giudice (che, ovviamente, non sa nulla di come sia organizzata la comunita’ italiana all’estero) che i suoi due clienti erano delle persone “rispettabili”, “conosciutissime” ed “apprezzate” dalla comunita’ italiana in Australia tanto che era componenti del COMITES e del CGIE.
Il giudice non sa che questi due organismi sono del tutto sconosciuti alla stragrande maggioranza della comunita’ italiana di tutto il mondo e che il Governo italiano sta pensando di cancellarli. In 20 anni sia il CGIE e sia i COMITES hanno speso circa 100 milioni di euro senza alcun risultato apprezzabile per la comunita’ italiana (allegato n.8: dichiarazione della Hon. Franca Arena).
Qui di seguito la dimostrazioni di quanto erano “conosciuti e stimati”. Teresa Todaro Restifa alle elezione dei COMITES di Sydney del 2004 ha ottenuto 586 voti su 34.982 persone aventi diritto di voto. A queste elezioni la Restifa rappresentava il CTIM (Comitato Tricolore Italiani nel Mondo) e non Forza Italia.
Luigi Casagrande, alle elezioni del COMITES di Brisbane nel 2004 non rappresentava Forza Italia, ma un movimento Indipendente per il Queensland & North Territory. Ha ottenuto 810 voti su 12,199 persone aventi diritto al voto.
A candidare Restifa e Casagrande, alle elezioni politiche del 2006, fu Dario Rivolta, Vice Presidente Vicario degli Azzurri nel Mondo con sede a Roma. E’ evidente che Rivolta non fece neppure una superficiale verifica dei CV di Restifa e Casagrande in quanto gli erano stati introdotti da una persona di sua “fiducia”, un certo Vittorio Favale che risultava Vice Presidente degli Azzurri nel Mondo per l’Australia ed Oceania ma risiedeva a Velletri (vicino Roma).
Chi e’ questo Favale? E’ nato il 22 febbraio 1948 a Velletri dove risiede in via dello Scellino, 6. Velletri, vicino Roma. Favale e’ un ex dipendente della Cassa del Mezzogiorno nota per aver bruciato migliaia di miliardi di denaro pubblico. Favale e’ andato in pensione giovanissimo, come sua moglie ex insegnate di scuola superiore (i famosi pensionati baby che hanno contribuito a creare l’astronomico debito pubblico italiano). Favale ottenne dall’ On Dario Rivolta (in quel tempo responsabile degli azzurri nel Mondo) l’incarico di fondare l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia ed Oceania. In data 4 aprile 2003 nell’ufficio di Joe (Giuseppe) Cossari (Lygon Street, 988 North Carlton – Victoria - 3054 Australia), con atto costitutivo nacque l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia: Cossari Presidente, Favale Vice Presidente (ma risiedeva a Velletri, in Italia).
Ai primi di gennaio 2005 Giampiero Pallotta e Sergio Paci presentarono a Vittorio Favale, in un caffe’ all’Italian Forum di Leicchardt, Teresa Todaro Restifa e suo marito Sam. Tra il Favale e la Famiglia Restifa “scocco’” subito la scintilla ed inizio’ subito tra loro uno stretto rapporto politico/affaristico che coinvolse anche Luigi Casagrande. Restifa e Casagrande si recavano alcune volte in Italia ed il Favale li introdusse a Dario Rivolta. Favale, ogni volta che sbarcava in Australia, agiva come un “MAGLIARO”. Voleva sempre “piazzare” “nuovi” prodotti made in Italy. Una volta una macchinetta per cuocere gli spaghetti “espressi”. Un’altra volta voleva trovare un importatore che gli acquistasse i sacchetti di plastica “riciclabili”: una novità secondo lui! Quindi voleva introdurre in Australia apparecchiature speciali per economizzare l‘uso dell’energia elettrica. Ed altri “nuovi” prodotti come se l’Australia fosse un Paese sottosviluppato da terzo mondo. Favale si comportava come un classico MAGLIARO. Aveva aperto un ufficio a Melbourne con il miraggio di ottenere la residenza in Australia. Cosi’ avrebbe avuto il diritto di candidarsi alle elezioni politiche che si stavano avvicinando. Quando giunse il tempo delle elezioni politiche del 2006, Favale ancora non aveva ottenuto la residenza in Australia e, improvvisamente ci vedemmo imporre le candidature di Teresa Todaro Restifa alla Camera e di Luigi Casagrande al Senato. I due non erano mai appartenuti a Forza Italia!! Anzi, Luigi Casagrande notoriamente era di sinistra. La cosa fece scalpore in Australia ed in Italia. E’ sembro’ subito molto strano a molti che due persone insignificanti e poco stimate, che mai avvevano aderito a Forza Italia, fossero state candidate al Parlamento italiano e nientemeno per il partito italiano piu’ importante.
Il contenuto della sentenza del 16 settembre 2009 (allegato n. 9: Sentenza) ha fatto finalmente luce completa su tutta la vicenda. Ormai e’ evidente che Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale stipularono un accordo talmente ferreo che non fu possibile scioglierlo neppure di fronte alle forti ed importanti candidature di David Campese e Frank Farina. Questi due famosi personaggi, per la loro notorieta’ in Australia e nel mondo, avrebbero ottenuto molti piu’ voti di tutti e quattro candidati messi insieme (tra i quali Restifa e Casagrande) presentati da Forza Italia. Con Campese e Farina Forza Italia sicuramente avrebbe vinto i due seggi ed il governo Prodi non sarebbe mai nato. Infatti il governo Prodi si reggeva per un solo voto del senatore Luigi Pallaro eletto in Argentina. Se Forza Italia avesse vinto il seggio di Senatore in Australia, Prodi non avrebbe potuto formare il suo governo.
1) Che tipo di accordo stipularono Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale che non
2) Che cosa li legava cosi’ indissolubilmente?
3) Perche’ Rivolta candido’ questi due millantatori?
4) Perche’ Rivolta smise di corrispondere con me quando ricevette le e-mail qui
Friday, 23 Mar 2007 01:39:00
Rivolta e Pallotta: cosa fanno gli Azzurri nel Mondo?
La situazione non è facile. Gli Azzurri nel Mondo, sono fermi. All'estero, la gente se ne accorge. Pallotta è solo la punta dell'iceberg. Come uscirne?
di Redazione Riceviamo e pubblichiamo una mail che Giampiero Pallotta, Azzurri nel Mondo Australia, ha inviato al direttore di Italiachiama Italia Ricky Filosa, nella quale si lamenta di ciò che fanno - o meglio, non fanno - i vertici Azzurri:
La risposta dell'On.Dario Rivolta:
Friday, 30 Mar 2007 06:24:00
Pallotta: "Amici Azzurri, cambiamo musica!"
5) Per autofinanziarci c’eravamo prefissati di organizzare almeno una festa l’anno e di organizzare stage calcistici in collaborazione con l’AC Milan. Per realizzare questi progetti ho iniziato un fitto scambio d’e-mail con l’On Dario Rivolta che, ad un certo momento, improvvisamente, si e’ interrotto. Casualmente è avvenuto, quando ho rivelato i retroscena di com’erano avvenute le candidature. Le ultime supposizioni affermano che siano state vendute da Vittorio Favale al miglior offerente. Questo signore è riuscito a carpire la buona fede dei dirigenti di Roma e si è fatto nominare “esperto” per l’Australia. E’ riuscito in questo in quanto saltuariamente viene a farsi, con la moglie, qualche viaggetto qui dove e’ sempre stato accolto da noi con grande generosità che e’ stata scambiata per ingenuo e sciocco servilismo.
Luigi Casagrande, durante la causa, ha testimoniato che leggendo queste due frasi i suoi
“amici” individuarono subito lui e alla Restifa. Per primo gli telefono’ Pietro Schirru, poi
Ernesto Marciano’ di Perth e quindi Paolo Lazzarin di Melbourne.
Perche’ il pensiero dei tre andarono subito a Casagrande e Restifa?
Sarebbe interessante sapere da loro come mai abbiano fatto questa considerazione se i candidati di Forza Italia erano quattro?
Ho fatto appello perche’ mi considero io il diffamato per essere stato portato in giudizio da due millantatori e dai loro compari (Rivolta e Favale) che hanno agito in segreto per nascondere qualcosa di poco corretto da essere portato alla luce del sole.
Perche’ Rivolta impose a Restifa e Casagrande di non rivelare a nessuno la loro candidatura sino all’ultimo momento? E questo e’ scritto anche nella sentenza (Pagina 4 della sentenza, punto 13, 14 & 15)
Perche’ voleva tenere nascosto il loro patto o contratto?
Con che mezzi Restifa e Casagrande riuscirono a farsi candidare pur non avendo ne’ i requisiti professionali e tanto meno quelli morali?
Se nell’appello il giudice mi dara’ ragione, per conto della comunita’ italiana, chiedero’ a Restifa e Casagrande un risarcimento danni di 500 mila dollari per il disonore causato a tutti gli italiani. La somma sara’ interamente devoluta alle organizzazioni italiane che operano per l’assistere alla comunita’ italiana in Australia in vari settori.
Restifa e Casagrande con il loro comportamento sleale ed immorale hanno impedito la candidatura di persone piu’ meritevoli e prestigiose che sarebbero potuti essere di piu’ utilita’ alla comunita’ italiana. Per cercare di crearsi una onorabilita’ che non avevano, Restifa e Casagrande senza scrupoli, mi hanno fatto passare da calunniatore e pretendono da me $150 mila dollari per danni “morali” e spese legali. Questo loro cinico comportamento ha gravemente nociuto non solo me, ma l’intera comunita’ italiana in Australia ed in tutto il mondo.
venerdì 23 ottobre 2009
C'e' qualcosa di meglio del "Lodo Alfano". Il 25 ottobre sara' ricordato per la rinascita del Pd o per il suo scioglimento?
venerdì 16 ottobre 2009
Perche' e' stato bocciato il "Lodo Alfano"? Rimarra' Berlusconi indenne all'assalto finale?
venerdì 9 ottobre 2009
L'Italia che lavora sfruttata dai fannulloni parassiti. Berlusconi andra' avanti anche senza il Lodo Alfano. La sinistra e' un bordello!
L’Italia è divisa in due. Una maggioranza ottimista e lavoratrice, che tira il carretto, e una minoranza fannullona e parassitaria, che frena per mantenere i propri privilegi. Sono le “caste parassitarie”, un’eredità del ’68 che ancora oggi ci portiamo dietro. La sfida del governo è riuscire a battere queste “caste” che vivono sulle spalle dell’Italia sana che lavora e produce ricchezza. L’Italia, ultramaggioritaria, che rischia tutti i giorni, che premia e dà valore al merito. L’Italia che è per la sana e leale competitività, per la trasparenza, che si confronta con le leggi del mercato mondiale, che rischia in proprio con la propria famiglia ed i propri beni. E’ l’Italia dei lavoratori dipendenti che rischiano il posto. E’ l’Italia delle piccole e piccolissime imprese dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dei servizi. E’ l’Italia dei professionisti, dei pensionati, dei disoccupati e dei sottoccupati non tutelati. Dall’altra parte c’è l’Italia, per fortuna minoritaria, che vive di rendita, dei furbi, dei fannulloni, dei garantiti. Senza fare di ogni erba un fascio, è l’Italia dei cattivi dipendenti pubblici, dei “baby” pensionati, della cattiva politica, della cattiva magistratura, delle cattive banche, della cattiva finanza, della cattiva editoria, dei cattivi sindacati. E’ l’Italia che vive in modo parassitario e improduttivo sulle spalle della prima Italia. Questa seconda Italia parassitaria, dispone di mezzi e strumenti per rappresentarsi in modo potente e efficacissimo. Ha l’arroganza di pensare di essere la classe dirigente del Paese e ha la sfacciataggine di volerlo rappresentare culturalmente; sono invece i rimasugli pseudo-culturali del ’68 e dei settori più egoisti, ipocriti e parassitari della borghesia italiana. La prima Italia, impegnata a lavorare e a produrre, ha di fatto finito per delegare, alla seconda Italia, l’organizzazione e la gestione dei beni e dei servizi pubblici (scuola, cultura, università, salute, giustizia, burocrazia, politica), che sono stati occupati da potentissime “caste”. La sinistra, da sempre, ha scelto di difendere e rappresentare proprio questa Italia peggiore parassitaria, ha così impedito qualsiasi tipo di rinnovamento “ingessando” nell’arretratezza la società italiana. Gli eredi del ’68 e le borghesie “conservatrici” hanno conquistato spesso i vertici dei partiti di sinistra. La sfida che tuttora è in corso è da una parte l’Italia che lavora e produce ricchezza, dall’altra l’Italia parassitaria e burocratica. Da una parte chi spinge per le riforme e il cambiamento, dall’altra chi vuole che tutto rimanga immobile per proteggere le loro posizioni parassitarie. Da una parte c’è uno schieramento politico popolare e interclassista, dall’altra tutti gli altri che ormai sono scollati dalla realtà socio/politica dell’Italia. Da una parte, grazie a Berlusconi, la determinazione di attuare le politiche del cambiamento. Dall’altra un’armata Brancaleone che lotta, insieme con alcuni poteri forti, per far finta di voler cambiare tutto per non cambiare niente e che vorrebbe dirigere il Paese senza il consenso popolare. Berlusconi passerà alla storia per essere stato un “conservatore” ed un “rivoluzionario progressista” allo stesso tempo. Conservatore perché ha compreso e dà voce ai valori popolari tradizionali degli italiani. Rivoluzionario progressista, perché vuole sconfiggere l’Italia parassitaria delle rendite e dei privilegi. Silvio è il motore per la modernizzazione dell’Italia, per farla cambiare, per migliorarla e farla crescere. Ha sciolto le vecchie contrapposizioni tra datori di lavoro e lavoratori, oggi storicamente uniti per puntare alla crescita e all’espansione per il bene dell’Italia. Dopo neanche un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, il Governo Berlusconi non solo ha agito per una rigorosa ed efficace gestione per agganciare rapidamente la ripresa, ma, con le riforme messe in campo, ha iniziato a “smantellare” l’area parassitaria della rendita, del privilegio e dell’immobilismo sociale. Di fronte a questi “epocali” cambiamenti è più che naturale che, nella maggioranza di governo, vi siano su alcuni temi, a partire dalle questioni etiche, opinioni diverse, che contribuiranno a vitalizzare la maggioranza e non ad indebolirla. Al centro dell’azione politica il governo ha messo la “persona”. Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, vuole che cambi il rapporto tra il cittadino e Pubblica Amministrazione. I “padroni” dei “public servants” sono i cittadini e non viceversa. Il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Gelmini, per avere una scuola più efficiente e formativa, vuole che prevalga la meritocrazia e la responsabilità di tutti, dai professori agli studenti. Il ministro del Welfare, Sacconi, vuole raggiungere il doppio obiettivo di non lasciare nessuno indietro e di costruire un più dinamico sistema di relazioni industriali. Anche la razionalizzazione delle risorse finanziarie, che ha imposto delle riduzioni, ha l’obbiettivo di non sprecare denaro pubblico per convogliarlo verso i servizi più importanti ed essenziali dei cittadini. Ma purtroppo l’Italia minoritaria dei parassiti, dei poteri forti e della magistratura deviata vorrebbe far interrompere l’azione incisiva che sta portando avanti il governo. Silvio si sta preparando per fare riforme importanti per cambiare l’Italia e renderla più moderna ed efficiente. Ma da mesi ci sono continue campagne contro di lui, condotte, come si è visto, senza esclusione di colpi. Tutto questo lascia pensare che potremmo trovarci in una situazione analoga a quella del 1992/1993, quando la Magistratura milanese, con “mani pulite”, di fatto, operò un colpo di Stato, sopprimendo i partiti che raccoglievano la maggioranza dei voti dei cittadini. La sinistra adesso si sta fregando le mani perché intravede la possibilità di liberarsi di Berlusconi. La sinistra è lontana dalla realtà. Berlusconi è stato a lungo rappresentato come un pedofilo, un disonesto, un profittatore di regime, un dittatore corrotto e corruttore, in una parola il peggiore tiranno che l’Italia potrebbe avere, e tuttavia non solo è ancora al potere, ma ha un forte sostegno dei cittadini e continuerà a governare anche senza il Lodo Alfano. Ma se si dovesse andare a nuove elezioni, come nel 1994 che pensava di vincerle con la “gioiosa macchina da guerra”, anche questa volta la sinistra verrà sconfitta. Gli italiani non sono degli “ignoranti zoticoni” da educare, come pensano quelli di sinistra. Gli elettori daranno a Berlusconi molto di più del 51%. Bossi farà un tale pieno di voti al nord che la questione della secessione della Padania potrebbe diventare realtà. E’ sotto gli occhi di tutti la pietosa farsa delle “primarie” del Pd. Alzi la mano chi vede proposte per il Paese dalle feroci baruffe “democratiche” tra i contendenti alla segreteria. Rutelli, che di fatto ha abbandonato il Pd, ha scritto un libro “La Svolta” e nelle prime righe si legge: “E’ difficile sostenere che il Partito democratico non sia nato. Ma si tratta davvero dell’adempimento della sua promessa?”. I delegati che si recheranno al Congresso del Pd del 25 ottobre andranno ad assistere al suo funerale. L’opposizione non può dire che stia svolgendo un servizio pubblico e di servire gli italiani. Fa manifestazioni per dire che la libertà d’informazione in Italia è a rischio, per colpa di Berlusconi. Il 76% degli italiani sono convinti che sia una balla. La libertà di informazione è in pericolo quando si chiudono i giornali avversari (Repubblica, come molti altri giornali antiberlusconiani, continuano a ricevere i finanziamenti pubblici). La libertà di stampa è in pericolo quando non nascono giornali di opposizione. Il 29 settembre è nato “Il Fatto” diretto dall’ex direttore dell’Unità Antonio Padellaro, in redazione Marco Travaglio e Furio Colombo, un terzetto di feroci “antiberlusconiani” che avranno Di Pietro come appoggio “esterno”. La libertà è in pericolo quando i giornali non possono pubblicare le notizie. Il più grande giornale italiano, il Corriere, ha pubblicato in prima pagina l’elenco di tutte le “escort” che frequentavano Palazzo Grazioli. La manifestazione di Roma, a favore della libertà di stampa (per la quale siamo tutti d’accordo), è stata quella che ci si aspettava di vedere. Le solite facce barbute dei giovani dei centri sociali. Molte facce di ragazzotti con gli occhi spiritati che sembravano dicessero: “non capisco nulla di quello che stanno dicendo, ma se lo dicono loro che sono persone perbene con giacca e cravatta...”. Ragazzine esibizioniste, con borchie al naso ed alla bocca con tatuaggi ogni dove, il cui unico scopo era quello di marinare la scuola e fare girotondi al suono dei tamburelli per fare più casino possibile. Pensionati in gita turistica a Roma sponsorizzati gratuitamente dalla CGIL. Bersani e Franceschini, che si insultano in tutte le salse, passeggiavano abbracciati. Bertinotti, che aveva appena lasciato il suo “ranch: Fidel Castro” in Umbria con piscina riscaldata, rievocava la lotta di classe del 1919. Casalinghe che non avevano perso l’occasione per fare gossip. Qualche clandestino di colore che ha colto l’occasione per mangiare un panino gratis. Di Pietro, che (proprio lui, il re delle querele!) non ha perso tempo per continuare ad insultare Napolitano. Qualcuno del Pd, consapevole che l’intera nazione stava ridendo per questa ridicola farsa, ha cercato di giustificare quei “farabutti” asserendo che: “Non manifestavano contro il governo ma contro il condizionamento che fa Berlusconi sulle reti Tv”. Questa è l’Italia che brama di ritornare al potere, che ha scelto per eroina ed icona una ”escort”: leggasi “prostituta”. Non poteva essere altrimenti: la sinistra è tutta un bordello!
GIAMPIERO PALLOTTA | L’Italia è divisa in due. Una maggioranza ottimista e lavoratrice, che tira il carretto, e una minoranza fannullona e parassitaria, che frena per mantenere i propri privilegi. Sono le “caste parassitarie”, un’eredità del ’68 che ancora oggi ci portiamo dietro. La sfida del governo è riuscire a battere queste “caste” che vivono sulle spalle dell’Italia sana che lavora e produce ricchezza.
L’Italia, ultramaggioritaria, che rischia tutti i giorni, che premia e dà valore al merito. L’Italia che è per la sana e leale competitività, per la trasparenza, che si confronta con le leggi del mercato mondiale, che rischia in proprio con la propria famiglia ed i propri beni. E’ l’Italia dei lavoratori dipendenti che rischiano il posto. E’ l’Italia delle piccole e piccolissime imprese dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dei servizi. E’ l’Italia dei professionisti, dei pensionati, dei disoccupati e dei sottoccupati non tutelati. Dall’altra parte c’è l’Italia, per fortuna minoritaria, che vive di rendita, dei furbi, dei fannulloni, dei garantiti. Senza fare di ogni erba un fascio, è l’Italia dei cattivi dipendenti pubblici, dei “baby” pensionati, della cattiva politica, della cattiva magistratura, delle cattive banche, della cattiva finanza, della cattiva editoria, dei cattivi sindacati. E’ l’Italia che vive in modo parassitario e improduttivo sulle spalle della prima Italia. Questa seconda Italia parassitaria, dispone di mezzi e strumenti per rappresentarsi in modo potente e efficacissimo. Ha l’arroganza di pensare di essere la classe dirigente del Paese e ha la sfacciataggine di volerlo rappresentare culturalmente; sono invece i rimasugli pseudo-culturali del ’68 e dei settori più egoisti, ipocriti e parassitari della borghesia italiana. La prima Italia, impegnata a lavorare e a produrre, ha di fatto finito per delegare, alla seconda Italia, l’organizzazione e la gestione dei beni e dei servizi pubblici (scuola, cultura, università, salute, giustizia, burocrazia, politica), che sono stati occupati da potentissime “caste”. La sinistra, da sempre, ha scelto di difendere e rappresentare proprio questa Italia peggiore parassitaria, ha così impedito qualsiasi tipo di rinnovamento “ingessando” nell’arretratezza la società italiana. Gli eredi del ’68 e le borghesie “conservatrici” hanno conquistato spesso i vertici dei partiti di sinistra. La sfida che tuttora è in corso è da una parte l’Italia che lavora e produce ricchezza, dall’altra l’Italia parassitaria e burocratica. Da una parte chi spinge per le riforme e il cambiamento, dall’altra chi vuole che tutto rimanga immobile per proteggere le loro posizioni parassitarie. Da una parte c’è uno schieramento politico popolare e interclassista, dall’altra tutti gli altri che ormai sono scollati dalla realtà socio/politica dell’Italia. Da una parte, grazie a Berlusconi, la determinazione di attuare le politiche del cambiamento. Dall’altra un’armata Brancaleone che lotta, insieme con alcuni poteri forti, per far finta di voler cambiare tutto per non cambiare niente e che vorrebbe dirigere il Paese senza il consenso popolare.
Berlusconi passerà alla storia per essere stato un “conservatore” ed un “rivoluzionario progressista” allo stesso tempo. Conservatore perché ha compreso e dà voce ai valori popolari tradizionali degli italiani. Rivoluzionario progressista, perché vuole sconfiggere l’Italia parassitaria delle rendite e dei privilegi. Silvio è il motore per la modernizzazione dell’Italia, per farla cambiare, per migliorarla e farla crescere. Ha sciolto le vecchie contrapposizioni tra datori di lavoro e lavoratori, oggi storicamente uniti per puntare alla crescita e all’espansione per il bene dell’Italia. Dopo neanche un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, il Governo Berlusconi non solo ha agito per una rigorosa ed efficace gestione per agganciare rapidamente la ripresa, ma, con le riforme messe in campo, ha iniziato a “smantellare” l’area parassitaria della rendita, del privilegio e dell’immobilismo sociale. Di fronte a questi “epocali” cambiamenti è più che naturale che, nella maggioranza di governo, vi siano su alcuni temi, a partire dalle questioni etiche, opinioni diverse, che contribuiranno a vitalizzare la maggioranza e non ad indebolirla. Al centro dell’azione politica il governo ha messo la “persona”. Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, vuole che cambi il rapporto tra il cittadino e Pubblica Amministrazione. I “padroni” dei “public servants” sono i cittadini e non viceversa. Il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Gelmini, per avere una scuola più efficiente e formativa, vuole che prevalga la meritocrazia e la responsabilità di tutti, dai professori agli studenti. Il ministro del Welfare, Sacconi, vuole raggiungere il doppio obiettivo di non lasciare nessuno indietro e di costruire un più dinamico sistema di relazioni industriali. Anche la razionalizzazione delle risorse finanziarie, che ha imposto delle riduzioni, ha l’obbiettivo di non sprecare denaro pubblico per convogliarlo verso i servizi più importanti ed essenziali dei cittadini. Ma purtroppo l’Italia minoritaria dei parassiti, dei poteri forti e della magistratura deviata vorrebbe far interrompere l’azione incisiva che sta portando avanti il governo. Silvio si sta preparando per fare riforme importanti per cambiare l’Italia e renderla più moderna ed efficiente. Ma da mesi ci sono continue campagne contro di lui, condotte, come si è visto, senza esclusione di colpi. Tutto questo lascia pensare che potremmo trovarci in una situazione analoga a quella del 1992/1993, quando la Magistratura milanese, con “mani pulite”, di fatto, operò un colpo di Stato, sopprimendo i partiti che raccoglievano la maggioranza dei voti dei cittadini. La sinistra adesso si sta fregando le mani perché intravede la possibilità di liberarsi di Berlusconi.
La sinistra è lontana dalla realtà. Berlusconi è stato a lungo rappresentato come un pedofilo, un disonesto, un profittatore di regime, un dittatore corrotto e corruttore, in una parola il peggiore tiranno che l’Italia potrebbe avere, e tuttavia non solo è ancora al potere, ma ha un forte sostegno dei cittadini e continuerà a governare anche senza il Lodo Alfano. Ma se si dovesse andare a nuove elezioni, come nel 1994 che pensava di vincerle con la “gioiosa macchina da guerra”, anche questa volta la sinistra verrà sconfitta. Gli italiani non sono degli “ignoranti zoticoni” da educare, come pensano quelli di sinistra. Gli elettori daranno a Berlusconi molto di più del 51%. Bossi farà un tale pieno di voti al nord che la questione della secessione della Padania potrebbe diventare realtà. E’ sotto gli occhi di tutti la pietosa farsa delle “primarie” del Pd. Alzi la mano chi vede proposte per il Paese dalle feroci baruffe “democratiche” tra i contendenti alla segreteria. Rutelli, che di fatto ha abbandonato il Pd, ha scritto un libro “La Svolta” e nelle prime righe si legge: “E’ difficile sostenere che il Partito democratico non sia nato. Ma si tratta davvero dell’adempimento della sua promessa?”. I delegati che si recheranno al Congresso del Pd del 25 ottobre andranno ad assistere al suo funerale. L’opposizione non può dire che stia svolgendo un servizio pubblico e di servire gli italiani. Fa manifestazioni per dire che la libertà d’informazione in Italia è a rischio, per colpa di Berlusconi. Il 76% degli italiani sono convinti che sia una balla. La libertà di informazione è in pericolo quando si chiudono i giornali avversari (Repubblica, come molti altri giornali antiberlusconiani, continuano a ricevere i finanziamenti pubblici). La libertà di stampa è in pericolo quando non nascono giornali di opposizione. Il 29 settembre è nato “Il Fatto” diretto dall’ex direttore dell’Unità Antonio Padellaro, in redazione Marco Travaglio e Furio Colombo, un terzetto di feroci “antiberlusconiani” che avranno Di Pietro come appoggio “esterno”. La libertà è in pericolo quando i giornali non possono pubblicare le notizie. Il più grande giornale italiano, il Corriere, ha pubblicato in prima pagina l’elenco di tutte le “escort” che frequentavano Palazzo Grazioli. La manifestazione di Roma, a favore della libertà di stampa (per la quale siamo tutti d’accordo), è stata quella che ci si aspettava di vedere. Le solite facce barbute dei giovani dei centri sociali. Molte facce di ragazzotti con gli occhi spiritati che sembravano dicessero: “non capisco nulla di quello che stanno dicendo, ma se lo dicono loro che sono persone perbene con giacca e cravatta...”. Ragazzine esibizioniste, con borchie al naso ed alla bocca con tatuaggi ogni dove, il cui unico scopo era quello di marinare la scuola e fare girotondi al suono dei tamburelli per fare più casino possibile. Pensionati in gita turistica a Roma sponsorizzati gratuitamente dalla CGIL. Bersani e Franceschini, che si insultano in tutte le salse, passeggiavano abbracciati. Bertinotti, che aveva appena lasciato il suo “ranch: Fidel Castro” in Umbria con piscina riscaldata, rievocava la lotta di classe del 1919. Casalinghe che non avevano perso l’occasione per fare gossip. Qualche clandestino di colore che ha colto l’occasione per mangiare un panino gratis. Di Pietro, che (proprio lui, il re delle querele!) non ha perso tempo per continuare ad insultare Napolitano. Qualcuno del Pd, consapevole che l’intera nazione stava ridendo per questa ridicola farsa, ha cercato di giustificare quei “farabutti” asserendo che: “Non manifestavano contro il governo ma contro il condizionamento che fa Berlusconi sulle reti Tv”. Questa è l’Italia che brama di ritornare al potere, che ha scelto per eroina ed icona una ”escort”: leggasi “prostituta”. Non poteva essere altrimenti: la sinistra è tutta un bordello!
domenica 4 ottobre 2009
Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande restano dei millantatori. Sono riusciti a farsi candidare con l'aiuto di Dario Rivolta e Vittorio Favale.
Teresa Todaro Restifa rimane una “fasulla” Baronessa
Heritage Preservation Advisor dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro
Dama di merito del Sovrano Imperiale, Militare della Corona di Ferro del regno Italico
Titolo Onorifico di Baronessa del Regno, con conseguente passaggio al Ruolo di Dama di Giustizia conferito dal gran Cancelliere SAS il Principe Lucien Lavesi, Dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro.
Luigi Casagrande e’ un “falso” Ingegnere perche’ non ha conseguito la laurea in ingegneria all’Universita’ di Padova come ha lasciato intendere pubblicamente in molti documenti rintracciabili ancora via internet. Dall’articolo qui sotto si puo’ anche capire la stima che gode a Brisbane:
Award for Luigi Casagrande out of order, say Raby Bay tenants
Article from: Courier Mail
Tuck Thompson
June 16, 2009 12:00am
AN Order of Australia Medal awarded to a controversial Brisbane builder has left tenants of an unfinished Raby Bay development "completely gobsmacked".
Luigi Casagrande, whose company Mostia Constructions was also investigated for drilling 3400 holes into the Captain Cook Bridge, received his award last week in the Queen's Birthday honours.
But engineers say his company's multimillion-dollar building at Raby Bay is so flawed it should be demolished.
Cleveland Real Estate principal Patrick McCann, a tenant at Raby Bay Harbour, said he was stunned when he heard about the award. "Gobsmacked is the operative word," he said.
Tony Ooi, who operates a restaurant in the complex, said there were "inherent leaks all over the place" that he had had to repair at his own expense.
The Order of Australia award seemed "a bit rich, considering the building we are in", he said.
Mostia has been sued for $48 million by owners for the development.
Two engineering firms, Cardno and Qantec McWilliam, completed studies suggesting demolition might be the best option for the eight-year-old building.
Mr Casagrande, who is a director of Queensland Motorways and oversees the Gateway Bridge upgrade, received his award for service to the Italian community and to the "development and management of transport infrastructure". In 2001, he received a Commonwealth Centenary Medal for "distinguished achievement in business and the building industry".
Mr McCann said Mostia had yet to finish three penthouses at the development .
Raby Bay Harbour tenants complained about not being able to work in their offices during heavy rain.
The Building Services Authority also fined Mostia for failing to fix defects at a Sunshine Coast high-rise in 2005.
Mr Casagrande has blamed owners UI International for incomplete payment, but UI said the cost of the $19 million project blew out to $26 million.
Mr McCann was shocked to learn that despite the unresolved lawsuit Mr Casagrande managed to win a contract to attach an electrical cable gantry to the Captain Cook Bridge.
In August 2007, Mostia workers told The Courier-Mail they had drilled through an excessive number of steel reinforcement bars and hid evidence from government inspectors.
A report into the claims later cleared the structure of any safety concerns, but confirmed the workers' allegations that up to 680 reinforcement rods had been wrongly cut.
Appena emessa la sentenza dalla Corte Suprema di Sydney l'ho inviata tutta intera a molti tra cui anche al Il Globo & La Fiamma che hanno pubblicato quanto segue:
Diffamazione: condanna per Giampiero Pallotta.
Sydney - La Corte Suprema del New South Walles ha deliberato in merito alla causa per diffamazione, in occasione delle elezioni politiche italiane del 2006, intentata da Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande nei confronti di Giampiero Pallotta riconoscendo quest'ultimo colpevole e condannato ad un risarcimento monetario nei confronti dei due candidati di Forza Italia e al pagamento delle spese processuali. Al centro del caso insinuazioni di "corruzione" di un esponente di un partito politico per ottenere la candidatura ufficiale alle elezioni al Parlamento italiano. Teresa Todaro Restifa ha diffuso un comunicato stampa per esprimere la sua soddisfazione per l'esito del procedimento legale: "E' per me motivo di grande sollievo constatare che questo tristissimo episodio nella mia vita e' finalmente giunto al termine e che la verita' e' prevalsa", ha scritto nella nota. Giampiero Pallotta ha invece dichiarato, in un'altra nota fatta pervenire a questo giornale, unita ad una copia integrale della sentenza, di non ritenere corretto il giudizio espresso dalla Corte e che per questo ricorrera' in appello esibendo nuovi documenti e testimonianze per provare la sua innocenza.
Il giorno dopo, con un suo comunicato stampa “personalizzato”, la "Baronessa" stessa ha confermato quello che gia' tutti erano convinti da sempre. Come abbiano fatto farsi candidare due personaggi dai CV ridicoli per la loro inconsistenza e che millantano titoli accademici e nobiliari fasulli ed illegali se non ci fosse stato qualcuno a dare loro una "mano"?
Loro si sono RICONOSCIUTI da quanto ho scritto qui sotto:
Punto n.5 della relazione di 9 punti inviata a Rivolta il 30 marzo 2007.
Al fine di raccogliere fondi avevamo deciso di organizzare almeno un evento ogni anno e organizzare sessioni di formazione di calcio, in collaborazione con l'AC Milan. Per organizzare questi eventi ho regolarmente scambiato e-mail con l'Onorevole Dario Rivolta, che, a un certo punto, improvvisamente si fermò. E successo in modo imprevisto quando ho rivelato cosa era successo dietro le quinte con le candidature. Le interpretazioni più recenti sono che sono stati venduti da Vittorio Favale al miglior offerente. Questo signore è stato in grado di ingraziarsi la gestione a Roma e si e' fatto nominare come "esperto" per l'Australia. È riuscito a fare questo, come di tanto in tanto si reca in Australia con sua moglie ed è sempre accolto con calore da noi, un benvenuto che è stato preso come ingenuo e stupido servilismo ".
Se i candidati erano quattro, come mai solo le loro code si sono incendiate? Come mai si sono sentiti diffamati? Gatto ci cova! Prossimamente maggiori dettagli.
