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venerdì 30 ottobre 2009

Marazzo va con i "travestiti" ed e' una "vittima". Berlusconi e' un "anormale" e un "immorale" perche' ancora gli piacciono le donne.

Il caso Marrazzo e’ il classico esempio dell’ipocrisia della sinistra e del loro doppio peso e misura. A cominciare dalla mancata “tempestiva” copertura della notizia da parte dei “liberi” media. La moglie di Marrazzo, che lavora al TG3, nella rubrica di “Linea notte”, e’ stata avvisata direttamente dal marito della vicenda che lo riguardava, come ci informa “Il Corriere della Sera”: “Roberta, senti, adesso vedrai i giornali, sono stati arrestati dei carabinieri, è stato sventato un brutto ricatto contro di me”. La moglie di Marrazzo se l’e’ cavata bene nelle dirette a lei affidate. Nella rassegna stampa ha parlato di “taglio dell'IRAP”, del viaggio “segreto” (secondo Rutelli) di Berlusconi da Putin. Era talmente segreto che l’avvenimento, e’ stato riportato diffusamente da tutti i media italiani e di tutto il mondo.....ma su Marrazzo, proprio niente. Eppure Il Corriere della Sera, La Stampa e Libero avevano dato la notizia in prima pagina per l’edizione della mattina dopo e pure Repubblica la riporta, ovviamente non in prima pagina, mica si trattava di Berlusconi! Ma se Marrazzo avvisava la moglie, prima della trasmissione, e’ perché aveva già rilasciato dichiarazioni ai giornali, e poi “è un po’ strano” che in diretta si facciano vedere tutte le prime pagine dei maggiori quotidiani, mentre per Il Corriere, La Stampa e Repubblica ha “citato solo i titoli” e Libero non l’ha neppure citato. Ma pochi giorni prima non avevano manifestato in piazza per “la libertà d'informazione”? E’ un bel modo di fare informazione “libera”: si danno solo le notizie che non “disturbano” o possono “squalificare” la sinistra. Senza dubbio la notizia sarebbe stata una bomba atomica” se al posto di Marrazzo ci fosse stato Berlusconi. Una cosa e’ certa, non leggeremo mai la notizia che Silvio va con i “trans”. In fatto di sesso e’ un “retrogrado”, non si e’ “modernizzato”: e’ un “anormale” che preferisce le donne. E’ umanamente comprensibile che possa essere molto imbarazzante per una moglie dover dire in diretta Tv: “Mio marito era ricattato perché andava con i trans”, ma “professionalmente”, NO. Ma è possibile che noi non di sinistra dobbiamo fare sempre i signori? Ai ceffi di sinistra e a tutti i loro “creduloni” dovremmo rispondere facendo una tale “caciara” sulle Tv, sui giornali e su Internet da sotterrarli. Invece dobbiamo dare l'esempio di cosa sia la democrazia e la libertà di parola e di stampa. Potremmo e dovremmo ribattere colpo su colpo, essendoci evidenti ragioni dalla nostra parte, ma non illudiamoci che questi tipi cambino idea. La loro non e’, come per noi, una scelta razionale di politica. La loro e’ un’ideologia, una “fanatica” fede religiosa, di cui molti sono gli innocenti credenti in buona fede, perché cosi’ sono stati allevati fin da piccoli nelle scuole e sul lavoro dai “sessantottini” e dai loro eredi. Quando la sinistra capirà che ha scagliato la prima pietra perché pretendeva di essere superiore “moralmente” e di non essere colpevole di nulla, la politica in Italia potrà ritornare a livelli normali dialettici. Ma tranquilli tutti. Sulla vicenda vedrete che farà piena luce SANTORO con il suo fido Travaglio. Inviteranno lo “escort”, sapremo tutto, quante volte, i costi, se si sniffava o no cocaina, preferenze varie, raccomandazioni varie. Santoro & C. indagheranno veramente a fondo, altro che 10 domande di Repubblica! Spicca la differenza nel trattamento che i maggiori quotidiani italiani hanno avuto fra Berlusconi, massacrato per mesi e mesi sulla base di voci, insinuazioni e calunnie, e Marrazzo, trattato con molto rispetto e subito presentato come “vittima”. Lo stesso era già accaduto con Sircana, portavoce del governo Prodi. Il portavoce “prodiano”, sedicente “cattolico adulto”, nonché sposato e padre di famiglia, fu fotografato in automobile in compagnia di travestiti. Stesso “comprensivo” trattamento per Boffo, direttore del’Avvenire, per le sue preferenze sessuali. Alla stragrande maggioranza degli italiani le frequentazioni di Marrazzo, Boffo, Sircana e Berlusconi non importano proprio nulla, e giudicano tali vicende con indifferenza. Lo scandalo vero e’ la faziosità estrema di una larga parte dei giornalisti, dei giornali e delle televisioni, ed il diverso comportamento che assumono nel dare pubblicità ad alcune “illazioni” (come quelle sulla povera Noemi, rivelatesi del tutto false), e nascondere il più possibile “fatti accertati”. Resta poi da capire perché quattro carabinieri finiscano arrestati, e la D'Addario diventi una specie di “stella” del palcoscenico. Il parallelo che fa la sinistra, fra le vicende di Piero Marrazzo e di Silvio Berlusconi, dimostra la sua faziosità. Considerano Marrazzo una “vittima” e non un “immorale”. Berlusconi, invece per loro, e’ un “immorale” e non una “vittima”, anche se le due circostanze sono totalmente diverse sia per la sua “natura” e sia per il luogo. Di Marrazzo, senza ombra di dubbio, si può dire che e’ “andato a puttane”. Persino i vigili urbani di Roma chiudevano un occhio e non multavano una “certa” auto blu che regolarmente, e spesso, sostava in “doppia fila”. E’ indubbiamente reato di “peculato” usare l’auto blu, con tanto di autista, non per gli affari della regione Lazio, ma per andare a trovare i propri “amanti”. A Berlusconi e’ stata presentata “un’amica” di cui lui non sapeva che si prostituisse. Questa circostanza e’ stata ripetutamente affermata dallo stesso Tarantini che dalla D’Addario. Berlusconi l’ha considerata una bella signora “disponibile” e ne ha approfittato. Dunque non è “andato a puttane”, è stato solo ingannato, seppure “piacevolmente”. Berlusconi si e’ accoppiato con una donna, Marrazzo con un uomo. Non si tratta di discriminare gli omosessuali o i diversi ma, per la stragrande maggioranza delle persone, la cosa normale e’ che un uomo vada con una donna e una donna vada con un uomo. Sempre per la stragrande maggioranza, chi va con un “transessuale” non fa una bellissima figura. Ma per Repubblica questo e’ un “modello morale” perché e’ una “tendenza” che Berlusconi non ha. Questo quotidiano “terrorista”, che ha sputtanato l’Italia in tutto il mondo, ha anche scritto e riscritto che Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere perché un premier sotto ricatto e’ un premier dimezzato. Ha dimenticato di dire: 1) chi lo ricattava; 2) e a proposito di che. Nel caso di Marrazzo invece il ricatto e’ confessato e pagato con sessantamila euro. Ma per lui nessuna richiesta di dimissioni: “la situazione è imbarazzante”,c’è la presunzione d’innocenza”, “aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta”, “non ha commesso nessun reato”, “bisogna essere garantisti”... Tutte cose giustissime che condividiamo, ma non se dette da certe persone che fanno schifo per la loro doppiezza. Aspettiamo che la verità venga a galla, ma stiamo attenti a che la verità sia quella vera e non quella “elaborata” come e’ abituata a fare la sinistra. Di Berlusconi si è detto che “frequenta minorenni”, come se andasse a letto con tredicenni, mentre, di fatto, e’ soltanto amico di una famiglia in cui la figlia ha compiuto recentemente diciotto’anni. Di Marrazzo si dice che e’ la vittima delle “mele marce” fra i carabinieri. Per Berlusconi si è parlato di “festini”, senza una minima prova e testimonianza. Nel caso di Marrazzo la presenza dei “prostituti” e della cocaina e’ stata fotografata, ma Marrazzo e’ incolpevole. “Il Corriere della Sera” riporta che, ai Carabinieri che gli dicevano: “Abbiamo queste prove, se ci paga non ne parliamo in giro”, Marrazzo abbia detto (parole sempre riportate dal “Il Corriere della Sera”): “Non mi rovinate, non mi fate del male” Ed era pronto a compensare il “favore”, come poi ha fatto, e qui Marrazzo ha commesso anche un grave reato penale di concussione punibile con la reclusione da due a cinque anni. Successivamente i carabinieri dicono: “Siamo stati vittime e pedine della stessa macchinazione ai danni del presidente della Regione per delegittimarlo. Una macchinazione ordita da chi è molto più in alto di noi”. Ora partirà un'inchiesta giudiziaria alla ricerca di questo fantomatico mandante. Indovinate in chi la sinistra lo individuerà? Ovviamente e’ tutta colpa di Berlusconi. Se Piero Marrazzo frequentava “transessuali” ed era un habitué delle zone in cui esercitano uomini che si fingono donne, la responsabilità e’ di Silvio. E se si è fatto beccare da una banda di delinquenti travestiti da carabinieri, mentre s’intratteneva sessualmente con un “trans”, e per questo e’ stato ricattato e ha pagato, c’è un solo colpevole, lui e sempre lui: Berlusconi. Viene da ridere leggere la stampa di sinistra, che nell’imbarazzante tentativo di spiegare l’inspiegabile, cioè la storia a luci rosse di Marrazzo, non ha saputo far di meglio che prendersela con il presidente del consiglio. Il primo premio del ridicolo va a Concita De Gregorio, direttrice dell’Unita’. La sua e’ un’appassionata difesa di Marrazzo e un accalorato attacco a Berlusconi. “La Repubblica” e “L’Unita’”, ma non solo, hanno fornito l’esempio di un "pessimo giornalismo” mascherandolo come una “crociata” contro l’immorale Berlusconi. Ora e’ chiaro a tutti che il comportamento di certi giornali e di certi giornalisti non è “moralista”, e’ semplicemente “immorale”. Per loro “libertà di stampa” e’ solo quella di calunniate esclusivamente Berlusconi.

giovedì 29 ottobre 2009

Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande due millantatori candidati da Dario Rivolta e ricandidati da Barbara Contini e Marco Zacchera.

La sentenza del 16 settembre 2009 della Suprema Corte del NSW (New South Walles) di Sydney mi ha riconosciuto colpevole di diffamazione nei confronti di Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande. Qui di seguito dimostrero’ che sono stati loro a diffamare me e tutta la comunita’ italiana in Australia e di tutto il mondo.
Il motivo principale per cui i due mi hanno querelato e’ stato per il danno che avevo arrecato alla loro “reputazione”!!!!! Di seguito la frase finale del giudice riportata nella sentenza: n. 73 (p. 16): Finally, I note that Mr. McClintock very fairly conceded On behalf of the Plaintiffs that their principal objective in these proceedings was to Obtain Vindication of their reputation. Consolation for their personal distress and reparation for the harm done to their reputation are also purposes of an award of damages.
Le 16 pagine della sentenza fanno completa luce su chi siano realmente Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande, sia per quello che hanno dichiarato, che e’ stato parzialmente riportato nella sentenza ma, soprattutto, per quello che hanno tenuto accuratamente nascosto.
Pur se fossero vere le loro referenze riportate nei i loro CV (Curriculum Vitae) (Allegati n.1 & 2) e’ evidente a tutti che Restifa e Casagrande non avevano il minimo delle qualifiche necessarie per aspirare ad una candidatura importante come quella al Parlamento italiano.
Come riuscirono a farsi candidare pur essendo dei noti millantatori?
Quello che pero’ e’ estremamente grave, che ha danneggiato la reputazione di tutta la comunita’ italiana di tutto il mondo ma, specialmente, di quella in Australia, e’ il fatto che Restifa e Casagrande, per rendere prestigiosi il loro insignificanti CV, hanno inserito titoli accademici “falsi” e titoli nobiliari “illegali” infrangendo persino la legge Costituzionale italiana (Articolo 14 disposizioni transitorie della Costituzione); la legge penale (Articolo. 36, ultimo paragrafo del Codice Penale e l’Art. 498 del Codice Penale) e quella ordinaria (Legge n. 178 del 3 marzo 1951, articoli 7 & 8).
Restifa si fregia di un titolo nobiliare ridicolo: Heritage Preservation Advisor dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro; Dama di merito del Sovrano Imperiale, Militare della Corona di Ferro del regno Italico; Titolo Onorifico di Baronessa del Regno, con conseguente passaggio al Ruolo di Dama di Giustizia conferito dal gran Cancelliere SAS il Principe Lucien Lavesi, Dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro.
L'Ordine non è riconosciuto in Italia come un ordine legittimo, e quindi la concessione e l'uso delle sue insegne sono punibili ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 3 marzo 1951, n. 178. La condanna per le offese di cui ai commi precedenti comporta la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del codice penale. Le disposizioni del secondo e terzo comma si applica anche quando la concessione di titoli nobiliari, premi, decorazioni o distinzioni si sono verificati all'estero. E’ criminale mantenere qualsiasi titolo di nobiltà, non riconosciuto dallo Stato italiano, ai sensi dell'art. 14 disposizioni transitorie della Costituzione: XIV I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L’Ordine mauriziano è conservato come un ospedale e lavora nel modo prescritto dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
La sua megalomania ha messo in grande imbarazzo persino il Console italiano di Sydney (Allegato n.3: Console di Sydney).
Casagrande sostiene di essersi laureato ingegnere alla Universita’ di Padova (allegato n. 4 Brisbane Motorway) ma e’ “falso” (Allegati n.5 Universita’ di Padova e n.6 Art.498 CP). Sostiene di essere Managing Director di cinque compagnie quando lo e’ in una soltanto, la MOSTIA, che e’ stata condannata a pagare 48 milioni di dollari di risarcimento (alleato n.7 giornale di Brisbane).
Durante la causa il loro avvocato ha fatto intendere al giudice (che, ovviamente, non sa nulla di come sia organizzata la comunita’ italiana all’estero) che i suoi due clienti erano delle persone “rispettabili”, “conosciutissime” ed “apprezzate” dalla comunita’ italiana in Australia tanto che era componenti del COMITES e del CGIE.
Il giudice non sa che questi due organismi sono del tutto sconosciuti alla stragrande maggioranza della comunita’ italiana di tutto il mondo e che il Governo italiano sta pensando di cancellarli. In 20 anni sia il CGIE e sia i COMITES hanno speso circa 100 milioni di euro senza alcun risultato apprezzabile per la comunita’ italiana (allegato n.8: dichiarazione della Hon. Franca Arena).
Qui di seguito la dimostrazioni di quanto erano “conosciuti e stimati”. Teresa Todaro Restifa alle elezione dei COMITES di Sydney del 2004 ha ottenuto 586 voti su 34.982 persone aventi diritto di voto. A queste elezioni la Restifa rappresentava il CTIM (Comitato Tricolore Italiani nel Mondo) e non Forza Italia.
Luigi Casagrande, alle elezioni del COMITES di Brisbane nel 2004 non rappresentava Forza Italia, ma un movimento Indipendente per il Queensland & North Territory. Ha ottenuto 810 voti su 12,199 persone aventi diritto al voto.
A candidare Restifa e Casagrande, alle elezioni politiche del 2006, fu Dario Rivolta, Vice Presidente Vicario degli Azzurri nel Mondo con sede a Roma. E’ evidente che Rivolta non fece neppure una superficiale verifica dei CV di Restifa e Casagrande in quanto gli erano stati introdotti da una persona di sua “fiducia”, un certo Vittorio Favale che risultava Vice Presidente degli Azzurri nel Mondo per l’Australia ed Oceania ma risiedeva a Velletri (vicino Roma).
Chi e’ questo Favale? E’ nato il 22 febbraio 1948 a Velletri dove risiede in via dello Scellino, 6. Velletri, vicino Roma. Favale e’ un ex dipendente della Cassa del Mezzogiorno nota per aver bruciato migliaia di miliardi di denaro pubblico. Favale e’ andato in pensione giovanissimo, come sua moglie ex insegnate di scuola superiore (i famosi pensionati baby che hanno contribuito a creare l’astronomico debito pubblico italiano). Favale ottenne dall’ On Dario Rivolta (in quel tempo responsabile degli azzurri nel Mondo) l’incarico di fondare l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia ed Oceania. In data 4 aprile 2003 nell’ufficio di Joe (Giuseppe) Cossari (Lygon Street, 988 North Carlton – Victoria - 3054 Australia), con atto costitutivo nacque l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia: Cossari Presidente, Favale Vice Presidente (ma risiedeva a Velletri, in Italia).
Ai primi di gennaio 2005 Giampiero Pallotta e Sergio Paci presentarono a Vittorio Favale, in un caffe’ all’Italian Forum di Leicchardt, Teresa Todaro Restifa e suo marito Sam. Tra il Favale e la Famiglia Restifascocco’” subito la scintilla ed inizio’ subito tra loro uno stretto rapporto politico/affaristico che coinvolse anche Luigi Casagrande. Restifa e Casagrande si recavano alcune volte in Italia ed il Favale li introdusse a Dario Rivolta. Favale, ogni volta che sbarcava in Australia, agiva come un “MAGLIARO”. Voleva sempre “piazzare” “nuovi” prodotti made in Italy. Una volta una macchinetta per cuocere gli spaghetti “espressi”. Un’altra volta voleva trovare un importatore che gli acquistasse i sacchetti di plastica “riciclabili”: una novità secondo lui! Quindi voleva introdurre in Australia apparecchiature speciali per economizzare l‘uso dell’energia elettrica. Ed altri “nuovi” prodotti come se l’Australia fosse un Paese sottosviluppato da terzo mondo. Favale si comportava come un classico MAGLIARO. Aveva aperto un ufficio a Melbourne con il miraggio di ottenere la residenza in Australia. Cosi’ avrebbe avuto il diritto di candidarsi alle elezioni politiche che si stavano avvicinando. Quando giunse il tempo delle elezioni politiche del 2006, Favale ancora non aveva ottenuto la residenza in Australia e, improvvisamente ci vedemmo imporre le candidature di Teresa Todaro Restifa alla Camera e di Luigi Casagrande al Senato. I due non erano mai appartenuti a Forza Italia!! Anzi, Luigi Casagrande notoriamente era di sinistra. La cosa fece scalpore in Australia ed in Italia. E’ sembro’ subito molto strano a molti che due persone insignificanti e poco stimate, che mai avvevano aderito a Forza Italia, fossero state candidate al Parlamento italiano e nientemeno per il partito italiano piu’ importante.
Il contenuto della sentenza del 16 settembre 2009 (allegato n. 9: Sentenza) ha fatto finalmente luce completa su tutta la vicenda. Ormai e’ evidente che Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale stipularono un accordo talmente ferreo che non fu possibile scioglierlo neppure di fronte alle forti ed importanti candidature di David Campese e Frank Farina. Questi due famosi personaggi, per la loro notorieta’ in Australia e nel mondo, avrebbero ottenuto molti piu’ voti di tutti e quattro candidati messi insieme (tra i quali Restifa e Casagrande) presentati da Forza Italia. Con Campese e Farina Forza Italia sicuramente avrebbe vinto i due seggi ed il governo Prodi non sarebbe mai nato. Infatti il governo Prodi si reggeva per un solo voto del senatore Luigi Pallaro eletto in Argentina. Se Forza Italia avesse vinto il seggio di Senatore in Australia, Prodi non avrebbe potuto formare il suo governo.

1) Che tipo di accordo stipularono Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale che non
fu possibile sciogliere?
2) Che cosa li legava cosi’ indissolubilmente?
3) Perche’ Rivolta candido’ questi due millantatori?
4) Perche’ Rivolta smise di corrispondere con me quando ricevette le e-mail qui
sotto?

Friday, 23 Mar 2007 01:39:00
Rivolta e Pallotta: cosa fanno gli Azzurri nel Mondo?
La situazione non è facile. Gli Azzurri nel Mondo, sono fermi. All'estero, la gente se ne accorge. Pallotta è solo la punta dell'iceberg. Come uscirne?
di Redazione Riceviamo e pubblichiamo una mail che Giampiero Pallotta, Azzurri nel Mondo Australia, ha inviato al direttore di Italiachiama Italia Ricky Filosa, nella quale si lamenta di ciò che fanno - o meglio, non fanno - i vertici Azzurri:
Caro Ricky, desidero complimentarmi con Antonio Zulian per il suo articolo del 20 marzo. Siamo in molti a pensarla come lui. Ci siamo accorti che gli Azzurri nel Mondo e' una scatola vuota. Penso che se Berlusconi lo venisse a sapere si incazzerebbe di brutto. L'On Rivolta non si degna di rispondere alle e--mail e non parliamo poi degli altri "dirigenti" che pensano solo alle loro "futili" cosucce private e farsi la guerra tra loro. Nominano "esperto" per 'Australia un "magliaro" che ogni tanto fa qualche viaggetto in Australia e poi , si dice, che abbia venduto le candidature al miglior offerente. Gli italiani all'estero operano e s'impegnano con entusiasmo soltanto per puro patriottismo. E' vero, siamo degli ingenui a continuare ad darci da fare per il bene di Forza Italia ma lo facciamo unicamente per la grande stima che abbiamo per Silvio Berlusconi. A giorni t'inviero' una nota piu' dettagliata. Cordiali saluti. Giampiero Pallotta* - Italia chiama Italia*
Segretario Generale degli Azzurri nel Mondo NSW Inc. - Australia (FORZA ITALIA)

La risposta dell'On.Dario Rivolta:
Caro Pallotta, leggo costantemente, se pur non sempre puntualmente, le Sue email. La vorrei però informare che le funzioni operative di Azzurri nel Mondo spettano per statuto al Segretario Generale e al Segretario Organizzativo, così come la gestione dei rapporti con le sedi estere. Compito del Vice Presidente Vicario, sempre in base allo statuto, resta quello di rappresentanza in sostituzione del Presidente, qualora egli fosse impossibilitato a farlo in prima persona.Un cordiale saluto, Dario Rivolta* -
Italia chiama Italia*resp.esteri di Forza Italia e Vice Presidente Vicario Azzurri nel Mondo

Friday, 30 Mar 2007 06:24:00
Pallotta: "Amici Azzurri, cambiamo musica!"
5) Per autofinanziarci c’eravamo prefissati di organizzare almeno una festa l’anno e di organizzare stage calcistici in collaborazione con l’AC Milan. Per realizzare questi progetti ho iniziato un fitto scambio d’e-mail con l’On Dario Rivolta che, ad un certo momento, improvvisamente, si e’ interrotto. Casualmente è avvenuto, quando ho rivelato i retroscena di com’erano avvenute le candidature. Le ultime supposizioni affermano che siano state vendute da Vittorio Favale al miglior offerente. Questo signore è riuscito a carpire la buona fede dei dirigenti di Roma e si è fatto nominare “esperto” per l’Australia. E’ riuscito in questo in quanto saltuariamente viene a farsi, con la moglie, qualche viaggetto qui dove e’ sempre stato accolto da noi con grande generosità che e’ stata scambiata per ingenuo e sciocco servilismo.

Luigi Casagrande, durante la causa, ha testimoniato che leggendo queste due frasi i suoi
amici” individuarono subito lui e alla Restifa. Per primo gli telefono’ Pietro Schirru, poi
Ernesto Marciano’ di Perth e quindi Paolo Lazzarin di Melbourne.

Perche’ il pensiero dei tre andarono subito a Casagrande e Restifa?

Sarebbe interessante sapere da loro come mai abbiano fatto questa considerazione se i candidati di Forza Italia erano quattro?

Ho fatto appello perche’ mi considero io il diffamato per essere stato portato in giudizio da due millantatori e dai loro compari (Rivolta e Favale) che hanno agito in segreto per nascondere qualcosa di poco corretto da essere portato alla luce del sole.

Perche’ Rivolta impose a Restifa e Casagrande di non rivelare a nessuno la loro candidatura sino all’ultimo momento? E questo e’ scritto anche nella sentenza (Pagina 4 della sentenza, punto 13, 14 & 15)

Perche’ voleva tenere nascosto il loro patto o contratto?

Con che mezzi Restifa e Casagrande riuscirono a farsi candidare pur non avendo ne’ i requisiti professionali e tanto meno quelli morali?

Se nell’appello il giudice mi dara’ ragione, per conto della comunita’ italiana, chiedero’ a Restifa e Casagrande un risarcimento danni di 500 mila dollari per il disonore causato a tutti gli italiani. La somma sara’ interamente devoluta alle organizzazioni italiane che operano per l’assistere alla comunita’ italiana in Australia in vari settori.
Restifa e Casagrande con il loro comportamento sleale ed immorale hanno impedito la candidatura di persone piu’ meritevoli e prestigiose che sarebbero potuti essere di piu’ utilita’ alla comunita’ italiana. Per cercare di crearsi una onorabilita’ che non avevano, Restifa e Casagrande senza scrupoli, mi hanno fatto passare da calunniatore e pretendono da me $150 mila dollari per danni “morali” e spese legali. Questo loro cinico comportamento ha gravemente nociuto non solo me, ma l’intera comunita’ italiana in Australia ed in tutto il mondo.

venerdì 23 ottobre 2009

C'e' qualcosa di meglio del "Lodo Alfano". Il 25 ottobre sara' ricordato per la rinascita del Pd o per il suo scioglimento?

A cantare vittoria troppo presto si rimane spesso scornati. Dopo il primo momento di esultanza e di allegri brindisi per la bocciatura del “Lodo Alfano” che, finalmente, avrebbe messo fuori gioco e distrutto per sempre il “diavolo” Silvio Berlusconi, i suoi nemici piu’ acerrimi ora si stanno accorgendo che ad essere buggerati potrebbero essere loro stessi. Poveri Franceschini, Bersani, Marino, D’Alema, Di Pietro e compagnucci tutti! Si stavano per accomodare “accoccolati” in poltrona per godersi lo spettacolo della fine “ingloriosa” di Silvio, quando si sono accorti che, anche questa volta, il “diavolo” se la scamperà alla grande, anzi, il “Lodo Alfano” gli sarebbe stato da ostacolo. Il miracolo l’ha fatto la stessa Corte Costituzionale che ha bocciato il “Lodo Alfano”. Con il “Lodo Alfano”, Berlusconi e le altre alte cariche dello Stato non potevano essere processati durante il periodo del loro incarico. In quel periodo gli eventuali processi venivano “sospesi”, non “cancellati”, e sarebbero “ripresi” al termine del loro mandato. Per l’interesse generale del Paese il “Lodo Alfano” voleva garantire la tranquillità a chi occupava ruoli istituzionali per consentire di governare a tempo pieno la cosa pubblica. Con la sua bocciatura lo scenario e’ totalmente cambiato e tutto a favore di Berlusconi. La Corte Costituzionale, nel motivare la sua decisione, non ha potuto tenere conto di un’altra sentenza precedente che ha riguardato Cesare Previti. Infatti, aveva scritto che, nel caso un imputato sia anche parlamentare (deputato o senatore), il giudice ha "l’onere di programmare il calendario delle udienze in modo da evitare coincidenze con i giorni di riunione degli organi parlamentari". Quindi i processi a Berlusconi andranno avanti, ma i giudici hanno l’obbligo di fissare, d’intesa con il premier, un calendario delle udienze che tenga conto degli impegni istituzionali del Presidente del Consiglio, in modo da evitare coincidenze e non compromettere il diritto di difesa. Ora, non sfugge a nessuno che l’agenda degli impegni istituzionali di Berlusconi e’ così piena tra sedute del Parlamento (Camera e Senato), Consigli dei Ministri, riunioni internazionali (Onu e UE), incontri bilaterali, visite a stati esteri, interventi nelle zone in “emergenza’ (Abruzzo e Messina), rapporti con le forze sociali e iniziative varie. Il tempo volerà e, senza violare nessuna norma di legge, sopraggiungerà la “prescrizione” dei suoi processi. I suoi nemici, che già si fregavano le mani e preparavano festeggiamenti, rimarranno con un palmo di naso. La speranza di liquidare il “diavolo” per via giudiziaria ancora una volta svanirebbe. Ma perché la sinistra ha una feroce avversione di Berlusconi? Forse perché e’ il primo “rivoluzionario liberal-progressista” del dopoguerra? Berlusconi non destituisce nessuno e non chiude i giornali. Sono i giornali e una parte della magistratura che stanno facendo di tutto per farlo scomparire. La democrazia non può essere un optional e deve prevalere su tutto. Quando il popolo fa la sua scelta deve essere sovrana (Art.1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione). Berlusconi non interpreta se stesso, ma i desideri degli italiani che, fuori della retorica, in silenzio lavorano, educano i propri figli, consumano, si divertono, si sposano, mantengono la famiglia. E’ sbagliato pensare che se Berlusconi si rivolge al consenso del popolo sia un populista, e’ più esatto pensare che sia un “rivoluzionario” che vuole liberare l’Italia dalle numerose “caste” che l’hanno sempre spolpata e continuano a farlo. Silvio ha il “terribile difetto”, che non hanno di certo i politici di professione, quello di dire schiettamente le cose come stanno, dicendole soprattutto in faccia ai diretti interessati. Ha, inoltre, un legame diretto con i suoi elettori, gli italiani, il popolo. Berlusconi sta governando bene e con decisione e, perciò, questo costituisce una spina nel fianco della sinistra inetta ed invidiosa e delle istituzioni, perché non accettano il suo modo di fare concreto e sbrigativo considerandolo incompatibile con loro. Dato che non esiste una vera e propria opposizione politica, gli attacchi a Berlusconi vengono soprattutto dalle istituzioni e dai media. L’errore di fondo e’ che costoro si ostinano a considerare Berlusconi un politico. Dopo quindici anni in politica, il premier non si e’ adattato al sistema della politica italiana, quella tipicamente sempre pronta al compromesso”, alla “mediazione”, allo “inciucio”, per evitare “rogne” personali e al partito. Silvio odia quelli che fanno finta di cambiare tutto per non cambiare niente e cosi’ ha fatto fuori il famoso “consociativismo”: magno io che sono al governo, ma magni anche tu che sei all’opposizione, tanto caro ai “cattocomunisti” che ora si trovano tutti all’opposizione. Questi signori vedono minacciata la propria sopravvivenza: del “politico” di professione che pensa esclusivamente ai suoi interessi privati e “soddisfa” il popolo con promesse che mai si trasformano in fatti concreti. La politica di Berlusconi e’ quella dei “fatti” che fa sentire ai cittadini che lo Stato gli e’ vicino, lui non e’ un politico come siamo stati abituati a conoscerli. Il premier sfoga la sua rabbia contro la stampa italiana ed estera, contro le istituzioni, contro l’opposizione e chiunque altro che hanno l’unico obbiettivo d’intralciare l’azione del suo governo. I “sepolcri imbiancati” giù a biasimare, censurare, condannare questo atteggiamento all’apparenza così sprezzante. Ecco che sparano cannonate anti-premier: la democrazia e’ in pericolo come lo e’ la libertà di informazione, porta scompiglio tra i poteri dello Stato. Fa bene invece Berlusconi ad insistere ed a non indietreggiare sino a quando la politica italiana non cambierà. La guerra gliela dichiarata le istituzioni e tutti i politici di professione, di sinistra e di destra, che non pensano altro di rimuovere colui che gli impedisce di ritornare al “consociativismo”, alla “concertazione”, ai “veti” ed al controllo delle caste editoriali, bancarie, imprenditoriali, finanziarie e burocratiche. A loro non interessa governare bene l’Italia, a loro interessa continuare ad alimentare il loro sistema di potere che è peggio della mafia. Guardate la sinistra, ora che non sono al governo gli sono rimaste solo le "coop", ecco perché l'ex ministro delle “lenzuolate”, Bersani, diventerà segretario del Pd (o della “bocciofila”?). Franceshini rimarrà l’eterno due di briscola, mentre il terzo, il chirurgo Marino, che si e’ squalificato con la storia della “cresta” sui rimborsi spesa, serve a fare il terzo incomodo per dare l’illusione agli scritti di una parvenza di democrazia. Lo statuto del Pd non garantisce che il 25 ottobre sarà eletto dal popolo delle primarie il segretario. Il meccanismo elettorale e’ talmente pazzesco che può avvenire, che le liste dei delegati, alla Assemblea Nazionale di riferimento dei tre candidati segretari, ottengano più voti del segretario stesso. E’ incredibile: sulla scheda non ci saranno affatto i nomi dei tre candidati, ma solo la lista dei delegati che loro hanno scelto. Il possibile esito e’ che nessuno dei tre ottenga il 50% più uno dei voti. Prima conseguenza di questo risultato sarebbe la “sconfessione” degli iscritti al Pd che invece hanno dato a Bersani il 55% di maggioranza, dimostrazione di non essere per nulla in sintonia neanche col proprio elettorato, con la propria ''base sociale''. Una missione impossibile attenderà chi vincerà le “primarie”. Il vero dramma politico e’ che chi verrà eletto non potrà decidere nulla. Ogni sua decisione la deve discutere e può accadere che venga bocciata e quindi, va ridiscussa. La conseguenza e’ che, chiunque vinca, in realtà non sarà il vincitore, perché sempre sarà tallonato da chi vuole condizionarne le scelte o, addirittura rimuoverlo, sport preferito nella sinistra. Se nel Pd non cessa la logica del nemico in casa, l’idea cioè che l’avversario da battere è il compagno di partito, non riuscirà mai a battere politicamente il centrodestra. Stanno rifacendo tutti gli stessi errori dei governi Prodi uno e Prodi due che sono caduti a causa della stessa, identica logica che struttura oggi lo Statuto del Pd: totale indecisionismo, lotte intestine continue, nessun senso del comando, nessun vero leader che abbia la capacità di dire l’ultima parola. Troppi galli a cantare non viene mai giorno. Una malattia mortale non tanto per la sinistra, quando per la nascita di una vera opposizione che necessita per tallonare seriamente l’azione di chi governa. Franceschini: “Oggi questi sono la cosa più importante”. Sono i calzini “turchese” indossati dal magistrato che ora passa per vittima, dopo aver dimostrato cosa significhi l’uso della giustizia come arma di vendetta politica. Se Dario Franceschini, in corsa per la rielezione a segretario del Pd, indossa i calzini di color turchese per far parlare di se, dimostra come sia inconsistente la sua proposta politica. Le primarie, invece di offrire l’immagine di un partito capace di presentare tesi innovative, hanno mostrato, secondo il sociologo di sinistra Luca Ricolfi: “timidezza e assenza di progettualità dei candidati. Dal confronto si nota che non hanno la minima idea di cosa farebbero se fosse­ro al governo. E questo sarebbe il partito che vorrebbe aspirare a governare il Paese? E’ veramente incomprensibile e stupefacente constatare come molte intelligenti ed oneste persone credono ancora che il Pd esista.

venerdì 16 ottobre 2009

Perche' e' stato bocciato il "Lodo Alfano"? Rimarra' Berlusconi indenne all'assalto finale?

La legge e’ uguale per tutti? Silvio Berlusconi per difendersi dai 109 processi a lui intentati e tutti vinti, per affrontare le più di 2500 udienze, ha dovuto spendere più di 200 milioni di euro (circa 380 milioni di dollari australiani) per pagare i suoi legali. Se non avesse avuto quel denaro per difendersi, a quest’ora starebbe rinchiuso in carcere e la chiave della sua cella buttata in mare. Dopo 15 anni sappiamo come funziona la giustizia in Italia quando si tratta di perseguire Berlusconi. La procura l’accusa. Poi, prima d’inviargli l’avviso di garanzia che e’ “segreto”, passa le carte ai giornali che iniziano lo sputtanamento che “esportano” anche all’estero. Per “sputtanare” Berlusconi ma, di fatto, “sputtanano” l’Italia intera e questo lo sanno benissimo i “liberi” giornalisti che, da “anti-italiani” quali sono, se ne fregano altamente. Successivamente all’avviso di garanzia, che non significa colpevolezza, comincia un’attesa decennale, o più, al termine della quale i magistrati preferiscono chiudere con la prescrizione, in modo da non essere costretti ad ammettere che, la gran parte delle volte (e sono numeri, non opinioni), l’accusa era totalmente infondata. Non vogliono rischiare di fare la stessa figuraccia dell’avviso di garanzia che gli inviarono nel 1994, tramite le pagine del Corriere della sera, mentre Berlusconi presiedeva una conferenza mondiale sulla criminalità a Napoli. Fu uno smacco per i giudici che, dopo 12 anni, furono costretti ad assolverlo per “non aver commesso il fatto” perché “il fatto non sussiste”. Il “Lodo Alfano” (che “sospendeva” e non “cancellava” i processi a Berlusconi sino al 2013) lo avrebbe messo al riparo, mentre era Presidente del Consiglio, dai “fantasiosi” avvisi di garanzia delle Procure rosse, che ora ricominceranno a ripiovere numerosi. Se Berlusconi, ogni volta che riceve un avviso di garanzia, si uniformasse alla richiesta di dimissioni dei suoi avversari, automaticamente si dimetterebbe dagli incarichi e, di conseguenza, si farebbe fuori politicamente per sempre. In questo modo sarebbero le procure a stabilire chi deve governare e chi può stare in Parlamento. Questo e’ un vero e proprio colpo di Stato, perché le conseguenze ed il risultato sono le stesse. Le sentenze si debbono accettare ma, molte volte, si “subiscono”. Quando un arbitro di calcio decreta un rigore per un fallo inesistente, piu’ che accettare la sua errata decisione la si subisce, ed allora e’ legittimo dissentire. Per quanto riguarda il “Lodo Alfano” bocciato, oltre a “contraddirsi” la Corte Costituzionale ha “ingannato” tutti. Una sentenza in assoluto contrasto con l’interesse dei cittadini, i quali ora vedranno colui che hanno scelto con il voto e che sta bene operando, perdere del tempo ogni giorno davanti al giudice Tizio o Caio per difendersi, e sottrarrà tempo prezioso alla gestione della cosa pubblica. Il che rende felici e contenti Di Pietro, Franceschini, Bersani, Santoro e compagnucci belli. Sì, sono contenti di vedere Berlusconi e la sua azione di governo in difficoltà. Ormai si sa che a questi incoscienti “terroristi” non gli importa un fico secco delle sorti dell’Italia. Nel 2004 la Consulta bocciò il “Lodo Schifani” e indicò quali modifiche dovessero essere apportate. Fu lasciato intendere che era sufficiente una legge ordinaria. Non ci fu nessuno accenno che fosse necessaria una legge costituzionale. Nel 2009, il “Lodo Alfano” e’ stato bocciato perché “incostituzionale”. Ma perché non l’aveva detto nel 2004? E’ preoccupante ed “anticostituzionale” che la Consulta un anno dichiari una cosa ed alcuni anni dopo ne dichiari un'altra. La Corte Costituzionale e’ composta da giuristi appagati giunti a fine carriera. Passano il loro tempo in luoghi “ovattati” a scopiazzare carte su carte attendendo il loro turno per fare i presidenti (solo per diritto d’anzianità e questo e’ palesemente incostituzionale) per ricoprire la carica più alta della Corte Costituzionale. Alla Corte Costituzionale lavorano 15 giudici, nominati per un terzo dal Capo dello Stato, per un terzo dal Parlamento e per un terzo dalla magistratura: questi giudici sono galline dalle uova d'oro. Ogni toga costa “ben tre milioni e mezzo” ai cittadini il che significa che e’ il costo record di una carica istituzionale italiana. In quella cifra c'è lo stipendio di un giudice costituzionale (552mila euro l'anno), quello del suo staff e dell’intera macchia organizzativa per assicurare il funzionamento (si fa per dire) della suprema corte. La Corte Costituzionale costa agli italiani “52.700.000 euro all'anno”. La politica, però, non è vittima: e’ colpevole. Spetta al legislatore e al governo porre rimedio cosa che sta per fare. La sentenza della Consulta di bocciare il “Lodo Alfano”, di fatto, e’ anche una “sconfessione” impietosa di Napolitano. Mai che nella storia Repubblicana e’ avvenuto che un presidente della Repubblica abbia promulgato una legge, motivando e spiegando la decisione, e che la Corte abbia sconfessato in pieno le sue motivazioni. Napolitano, infatti, aveva a suo tempo promulgato la legge, accompagnandola con un testo scritto in cui affermava che essa “recepiva le indicazioni della Corte Costituzionale”, quando nel 2004 aveva bocciato il Lodo Schifani e che non richiedeva la “necessarieta’ di una Legge Costituzionale”. La Consulta ha sentenziato l'opposto: il “Lodo Alfano” viola l'articolo 138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e viola l'articolo 3 della Costituzione: principio di uguaglianza (uguaglianza che peraltro, secondo il “Lodo Alfano”, sarebbe stata “solo sospesa” per motivi di superiore interesse nazionale). Un vero e proprio “schiaffo” a Napolitano che era convinto che fosse stata sufficiente una legge ordinaria. A questo punto alcune riflessioni. O Napolitano e’ stato “incapace” di far accettare alla Consulta le sue motivazioni, per le quali aveva promulgato il “Lodo Alfano” ed e’ stato “snobbato”, oppure ha “bluffato” platealmente “prendendo in giro” Berlusconi. Nel primo caso si tratterebbe di una dimostrazione della sua “incapacità” e del suo scarso carisma, mentre nel secondo si tratterebbe di un’inqualificabile “furbizia”. Non e’ possibile credere che si tratti di una semplice ingenuità di Napolitano che aveva posto tutta la sua fiducia nella Consulta. Napolitano e’ troppo scaltro ed intelligente per “fidarsi”. E’ un politico di lungo corso e non uno sprovveduto che, per caso, e’ diventato Presidente della Repubblica. E’ chiaro, quindi, che non e’ credibile l’ipotesi della sua “incapacità”. Rimane l’ipotesi che e’ quella che ha voluto “tenere buono” Berlusconi, ben sapendo, a priori, come sarebbe andata a finire la cosa. Berlusconi, che non parla mai a vanvera, ha detto senza mezzi termini, di “essere stato preso in giro”. La conseguenza e’ stata l’immediata tensione tra lui e Napolitano che, inaspettatamente, ha disertato il funerale, per i morti sotto la frana di Messina, per non incontrare il premier, dimostrando di avere la coda di paglia che, sempre, prende fuoco a chi viene smascherato. Il pragmatismo di Berlusconi e’ tutto nelle sue dichiarazioni chiare e semplici: “Non fingiamo di essere super partes. Non c'è nessuno che in Italia si possa considerare super partes. Io sono di centrodestra e Napolitano è un protagonista della storia della sinistra. Non credo che si offenda, perché è così. Basta ipocrisie. Napolitano e’ sempre stato un protagonista della sinistra e nulla può cambiare la sua storia. Non credo di dire nulla fuori di ragione se mi permetto di ricordare che questa è la situazione. La Corte Costituzionale è un organo politico. Io fotografo la realtà, mentre in giro ci sono ipocrisie che non mi toccano”. Silvio e’ uno che si e’ fatto da solo partendo da zero ed ha l’abitudine di parlare senza peli sulla lingua, il che rivela la sua natura popolaresca ed e’ per questo che e’ amato dal popolo. Le sue parole sono comprensibili a tutti, non come quelle dei politici di professione che si esprimono in “politichese” per coprire il nulla che dicono. E’ per questo che la sinistra, ed i giornalisti al suo servizio, lo disprezzano e lo combattono. Appena la sinistra vede qualcuno che si distingue dal grigiore della politica cerca di tagliargli subito la testa e cerca alleati anche all’estero. Ecco perché la stampa internazionale e’ cosi’ ferocemente critica con Berlusconi. Reputano la democrazia in Italia meno solida dei loro Paesi e percepiscono in Berlusconi un “capitano di ventura” dal pericoloso carisma del conquistatore. La guerra in corso contro Berlusconi l’ha iniziata la magistratura nel 1994. I magistrati hanno il compito di applicare le leggi, non di fare politica. Hanno ignorato una divisione dei poteri necessaria per evitare che uno dei poteri prevaricasse gli altri. Silvio e’ una persona che si esalta quanto e’ in difficoltà e vedrete che, con la riforma della giustizia (già in Parlamento) i magistrati “rossi” saranno messi al loro posto. Pero’ Silvio ora e’ in grave pericolo per i cento cannoni che gli sono puntati contro: un proiettile potrebbe colpirlo. Questa eventualità non lo danneggerebbe personalmente piu’ di tanto, non tutti i mali vengono per nuocere. Se ne andrebbe libero per sempre in vacanza, il peggio capiterà all’Italia che non si rialzerà mai piu’ e sprofonderà nel baratro.

venerdì 9 ottobre 2009

L'Italia che lavora sfruttata dai fannulloni parassiti. Berlusconi andra' avanti anche senza il Lodo Alfano. La sinistra e' un bordello!

L’Italia è divisa in due. Una maggioranza ottimista e lavoratrice, che tira il carretto, e una minoranza fannullona e parassitaria, che frena per mantenere i propri privilegi. Sono le “caste parassitarie”, un’eredità del ’68 che ancora oggi ci portiamo dietro. La sfida del governo è riuscire a battere queste “caste” che vivono sulle spalle dell’Italia sana che lavora e produce ricchezza. L’Italia, ultramaggioritaria, che rischia tutti i giorni, che premia e dà valore al merito. L’Italia che è per la sana e leale competitività, per la trasparenza, che si confronta con le leggi del mercato mondiale, che rischia in proprio con la propria famiglia ed i propri beni. E’ l’Italia dei lavoratori dipendenti che rischiano il posto. E’ l’Italia delle piccole e piccolissime imprese dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dei servizi. E’ l’Italia dei professionisti, dei pensionati, dei disoccupati e dei sottoccupati non tutelati. Dall’altra parte c’è l’Italia, per fortuna minoritaria, che vive di rendita, dei furbi, dei fannulloni, dei garantiti. Senza fare di ogni erba un fascio, è l’Italia dei cattivi dipendenti pubblici, dei “baby” pensionati, della cattiva politica, della cattiva magistratura, delle cattive banche, della cattiva finanza, della cattiva editoria, dei cattivi sindacati. E’ l’Italia che vive in modo parassitario e improduttivo sulle spalle della prima Italia. Questa seconda Italia parassitaria, dispone di mezzi e strumenti per rappresentarsi in modo potente e efficacissimo. Ha l’arroganza di pensare di essere la classe dirigente del Paese e ha la sfacciataggine di volerlo rappresentare culturalmente; sono invece i rimasugli pseudo-culturali del ’68 e dei settori più egoisti, ipocriti e parassitari della borghesia italiana. La prima Italia, impegnata a lavorare e a produrre, ha di fatto finito per delegare, alla seconda Italia, l’organizzazione e la gestione dei beni e dei servizi pubblici (scuola, cultura, università, salute, giustizia, burocrazia, politica), che sono stati occupati da potentissime “caste”. La sinistra, da sempre, ha scelto di difendere e rappresentare proprio questa Italia peggiore parassitaria, ha così impedito qualsiasi tipo di rinnovamento “ingessando” nell’arretratezza la società italiana. Gli eredi del ’68 e le borghesie “conservatrici” hanno conquistato spesso i vertici dei partiti di sinistra. La sfida che tuttora è in corso è da una parte l’Italia che lavora e produce ricchezza, dall’altra l’Italia parassitaria e burocratica. Da una parte chi spinge per le riforme e il cambiamento, dall’altra chi vuole che tutto rimanga immobile per proteggere le loro posizioni parassitarie. Da una parte c’è uno schieramento politico popolare e interclassista, dall’altra tutti gli altri che ormai sono scollati dalla realtà socio/politica dell’Italia. Da una parte, grazie a Berlusconi, la determinazione di attuare le politiche del cambiamento. Dall’altra un’armata Brancaleone che lotta, insieme con alcuni poteri forti, per far finta di voler cambiare tutto per non cambiare niente e che vorrebbe dirigere il Paese senza il consenso popolare. Berlusconi passerà alla storia per essere stato un “conservatore” ed un “rivoluzionario progressista” allo stesso tempo. Conservatore perché ha compreso e dà voce ai valori popolari tradizionali degli italiani. Rivoluzionario progressista, perché vuole sconfiggere l’Italia parassitaria delle rendite e dei privilegi. Silvio è il motore per la modernizzazione dell’Italia, per farla cambiare, per migliorarla e farla crescere. Ha sciolto le vecchie contrapposizioni tra datori di lavoro e lavoratori, oggi storicamente uniti per puntare alla crescita e all’espansione per il bene dell’Italia. Dopo neanche un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, il Governo Berlusconi non solo ha agito per una rigorosa ed efficace gestione per agganciare rapidamente la ripresa, ma, con le riforme messe in campo, ha iniziato a “smantellare” l’area parassitaria della rendita, del privilegio e dell’immobilismo sociale. Di fronte a questi “epocali” cambiamenti è più che naturale che, nella maggioranza di governo, vi siano su alcuni temi, a partire dalle questioni etiche, opinioni diverse, che contribuiranno a vitalizzare la maggioranza e non ad indebolirla. Al centro dell’azione politica il governo ha messo la “persona”. Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, vuole che cambi il rapporto tra il cittadino e Pubblica Amministrazione. I “padroni” dei “public servants” sono i cittadini e non viceversa. Il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Gelmini, per avere una scuola più efficiente e formativa, vuole che prevalga la meritocrazia e la responsabilità di tutti, dai professori agli studenti. Il ministro del Welfare, Sacconi, vuole raggiungere il doppio obiettivo di non lasciare nessuno indietro e di costruire un più dinamico sistema di relazioni industriali. Anche la razionalizzazione delle risorse finanziarie, che ha imposto delle riduzioni, ha l’obbiettivo di non sprecare denaro pubblico per convogliarlo verso i servizi più importanti ed essenziali dei cittadini. Ma purtroppo l’Italia minoritaria dei parassiti, dei poteri forti e della magistratura deviata vorrebbe far interrompere l’azione incisiva che sta portando avanti il governo. Silvio si sta preparando per fare riforme importanti per cambiare l’Italia e renderla più moderna ed efficiente. Ma da mesi ci sono continue campagne contro di lui, condotte, come si è visto, senza esclusione di colpi. Tutto questo lascia pensare che potremmo trovarci in una situazione analoga a quella del 1992/1993, quando la Magistratura milanese, con “mani pulite”, di fatto, operò un colpo di Stato, sopprimendo i partiti che raccoglievano la maggioranza dei voti dei cittadini. La sinistra adesso si sta fregando le mani perché intravede la possibilità di liberarsi di Berlusconi. La sinistra è lontana dalla realtà. Berlusconi è stato a lungo rappresentato come un pedofilo, un disonesto, un profittatore di regime, un dittatore corrotto e corruttore, in una parola il peggiore tiranno che l’Italia potrebbe avere, e tuttavia non solo è ancora al potere, ma ha un forte sostegno dei cittadini e continuerà a governare anche senza il Lodo Alfano. Ma se si dovesse andare a nuove elezioni, come nel 1994 che pensava di vincerle con la “gioiosa macchina da guerra”, anche questa volta la sinistra verrà sconfitta. Gli italiani non sono degli “ignoranti zoticoni” da educare, come pensano quelli di sinistra. Gli elettori daranno a Berlusconi molto di più del 51%. Bossi farà un tale pieno di voti al nord che la questione della secessione della Padania potrebbe diventare realtà. E’ sotto gli occhi di tutti la pietosa farsa delle “primarie” del Pd. Alzi la mano chi vede proposte per il Paese dalle feroci baruffe “democratiche” tra i contendenti alla segreteria. Rutelli, che di fatto ha abbandonato il Pd, ha scritto un libro “La Svolta” e nelle prime righe si legge: “E’ difficile sostenere che il Partito democratico non sia nato. Ma si tratta davvero dell’adempimento della sua promessa?”. I delegati che si recheranno al Congresso del Pd del 25 ottobre andranno ad assistere al suo funerale. L’opposizione non può dire che stia svolgendo un servizio pubblico e di servire gli italiani. Fa manifestazioni per dire che la libertà d’informazione in Italia è a rischio, per colpa di Berlusconi. Il 76% degli italiani sono convinti che sia una balla. La libertà di informazione è in pericolo quando si chiudono i giornali avversari (Repubblica, come molti altri giornali antiberlusconiani, continuano a ricevere i finanziamenti pubblici). La libertà di stampa è in pericolo quando non nascono giornali di opposizione. Il 29 settembre è nato “Il Fatto” diretto dall’ex direttore dell’Unità Antonio Padellaro, in redazione Marco Travaglio e Furio Colombo, un terzetto di feroci “antiberlusconiani” che avranno Di Pietro come appoggio “esterno”. La libertà è in pericolo quando i giornali non possono pubblicare le notizie. Il più grande giornale italiano, il Corriere, ha pubblicato in prima pagina l’elenco di tutte le “escort” che frequentavano Palazzo Grazioli. La manifestazione di Roma, a favore della libertà di stampa (per la quale siamo tutti d’accordo), è stata quella che ci si aspettava di vedere. Le solite facce barbute dei giovani dei centri sociali. Molte facce di ragazzotti con gli occhi spiritati che sembravano dicessero: “non capisco nulla di quello che stanno dicendo, ma se lo dicono loro che sono persone perbene con giacca e cravatta...”. Ragazzine esibizioniste, con borchie al naso ed alla bocca con tatuaggi ogni dove, il cui unico scopo era quello di marinare la scuola e fare girotondi al suono dei tamburelli per fare più casino possibile. Pensionati in gita turistica a Roma sponsorizzati gratuitamente dalla CGIL. Bersani e Franceschini, che si insultano in tutte le salse, passeggiavano abbracciati. Bertinotti, che aveva appena lasciato il suo “ranch: Fidel Castro” in Umbria con piscina riscaldata, rievocava la lotta di classe del 1919. Casalinghe che non avevano perso l’occasione per fare gossip. Qualche clandestino di colore che ha colto l’occasione per mangiare un panino gratis. Di Pietro, che (proprio lui, il re delle querele!) non ha perso tempo per continuare ad insultare Napolitano. Qualcuno del Pd, consapevole che l’intera nazione stava ridendo per questa ridicola farsa, ha cercato di giustificare quei “farabutti” asserendo che: “Non manifestavano contro il governo ma contro il condizionamento che fa Berlusconi sulle reti Tv”. Questa è l’Italia che brama di ritornare al potere, che ha scelto per eroina ed icona una ”escort”: leggasi “prostituta”. Non poteva essere altrimenti: la sinistra è tutta un bordello!

Friday, 09 October 2009 09:52
GIAMPIERO PALLOTTA | L’Italia è divisa in due. Una maggioranza ottimista e lavoratrice, che tira il carretto, e una minoranza fannullona e parassitaria, che frena per mantenere i propri privilegi. Sono le “caste parassitarie”, un’eredità del ’68 che ancora oggi ci portiamo dietro. La sfida del governo è riuscire a battere queste “caste” che vivono sulle spalle dell’Italia sana che lavora e produce ricchezza.
L’Italia, ultramaggioritaria, che rischia tutti i giorni, che premia e dà valore al merito. L’Italia che è per la sana e leale competitività, per la trasparenza, che si confronta con le leggi del mercato mondiale, che rischia in proprio con la propria famiglia ed i propri beni. E’ l’Italia dei lavoratori dipendenti che rischiano il posto. E’ l’Italia delle piccole e piccolissime imprese dell’industria, del commercio, dell’artigianato, dei servizi. E’ l’Italia dei professionisti, dei pensionati, dei disoccupati e dei sottoccupati non tutelati. Dall’altra parte c’è l’Italia, per fortuna minoritaria, che vive di rendita, dei furbi, dei fannulloni, dei garantiti. Senza fare di ogni erba un fascio, è l’Italia dei cattivi dipendenti pubblici, dei “baby” pensionati, della cattiva politica, della cattiva magistratura, delle cattive banche, della cattiva finanza, della cattiva editoria, dei cattivi sindacati. E’ l’Italia che vive in modo parassitario e improduttivo sulle spalle della prima Italia. Questa seconda Italia parassitaria, dispone di mezzi e strumenti per rappresentarsi in modo potente e efficacissimo. Ha l’arroganza di pensare di essere la classe dirigente del Paese e ha la sfacciataggine di volerlo rappresentare culturalmente; sono invece i rimasugli pseudo-culturali del ’68 e dei settori più egoisti, ipocriti e parassitari della borghesia italiana. La prima Italia, impegnata a lavorare e a produrre, ha di fatto finito per delegare, alla seconda Italia, l’organizzazione e la gestione dei beni e dei servizi pubblici (scuola, cultura, università, salute, giustizia, burocrazia, politica), che sono stati occupati da potentissime “caste”. La sinistra, da sempre, ha scelto di difendere e rappresentare proprio questa Italia peggiore parassitaria, ha così impedito qualsiasi tipo di rinnovamento “ingessando” nell’arretratezza la società italiana. Gli eredi del ’68 e le borghesie “conservatrici” hanno conquistato spesso i vertici dei partiti di sinistra. La sfida che tuttora è in corso è da una parte l’Italia che lavora e produce ricchezza, dall’altra l’Italia parassitaria e burocratica. Da una parte chi spinge per le riforme e il cambiamento, dall’altra chi vuole che tutto rimanga immobile per proteggere le loro posizioni parassitarie. Da una parte c’è uno schieramento politico popolare e interclassista, dall’altra tutti gli altri che ormai sono scollati dalla realtà socio/politica dell’Italia. Da una parte, grazie a Berlusconi, la determinazione di attuare le politiche del cambiamento. Dall’altra un’armata Brancaleone che lotta, insieme con alcuni poteri forti, per far finta di voler cambiare tutto per non cambiare niente e che vorrebbe dirigere il Paese senza il consenso popolare.
Berlusconi passerà alla storia per essere stato un “conservatore” ed un “rivoluzionario progressista” allo stesso tempo. Conservatore perché ha compreso e dà voce ai valori popolari tradizionali degli italiani. Rivoluzionario progressista, perché vuole sconfiggere l’Italia parassitaria delle rendite e dei privilegi. Silvio è il motore per la modernizzazione dell’Italia, per farla cambiare, per migliorarla e farla crescere. Ha sciolto le vecchie contrapposizioni tra datori di lavoro e lavoratori, oggi storicamente uniti per puntare alla crescita e all’espansione per il bene dell’Italia. Dopo neanche un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, il Governo Berlusconi non solo ha agito per una rigorosa ed efficace gestione per agganciare rapidamente la ripresa, ma, con le riforme messe in campo, ha iniziato a “smantellare” l’area parassitaria della rendita, del privilegio e dell’immobilismo sociale. Di fronte a questi “epocali” cambiamenti è più che naturale che, nella maggioranza di governo, vi siano su alcuni temi, a partire dalle questioni etiche, opinioni diverse, che contribuiranno a vitalizzare la maggioranza e non ad indebolirla. Al centro dell’azione politica il governo ha messo la “persona”. Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, vuole che cambi il rapporto tra il cittadino e Pubblica Amministrazione. I “padroni” dei “public servants” sono i cittadini e non viceversa. Il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Gelmini, per avere una scuola più efficiente e formativa, vuole che prevalga la meritocrazia e la responsabilità di tutti, dai professori agli studenti. Il ministro del Welfare, Sacconi, vuole raggiungere il doppio obiettivo di non lasciare nessuno indietro e di costruire un più dinamico sistema di relazioni industriali. Anche la razionalizzazione delle risorse finanziarie, che ha imposto delle riduzioni, ha l’obbiettivo di non sprecare denaro pubblico per convogliarlo verso i servizi più importanti ed essenziali dei cittadini. Ma purtroppo l’Italia minoritaria dei parassiti, dei poteri forti e della magistratura deviata vorrebbe far interrompere l’azione incisiva che sta portando avanti il governo. Silvio si sta preparando per fare riforme importanti per cambiare l’Italia e renderla più moderna ed efficiente. Ma da mesi ci sono continue campagne contro di lui, condotte, come si è visto, senza esclusione di colpi. Tutto questo lascia pensare che potremmo trovarci in una situazione analoga a quella del 1992/1993, quando la Magistratura milanese, con “mani pulite”, di fatto, operò un colpo di Stato, sopprimendo i partiti che raccoglievano la maggioranza dei voti dei cittadini. La sinistra adesso si sta fregando le mani perché intravede la possibilità di liberarsi di Berlusconi.
La sinistra è lontana dalla realtà. Berlusconi è stato a lungo rappresentato come un pedofilo, un disonesto, un profittatore di regime, un dittatore corrotto e corruttore, in una parola il peggiore tiranno che l’Italia potrebbe avere, e tuttavia non solo è ancora al potere, ma ha un forte sostegno dei cittadini e continuerà a governare anche senza il Lodo Alfano. Ma se si dovesse andare a nuove elezioni, come nel 1994 che pensava di vincerle con la “gioiosa macchina da guerra”, anche questa volta la sinistra verrà sconfitta. Gli italiani non sono degli “ignoranti zoticoni” da educare, come pensano quelli di sinistra. Gli elettori daranno a Berlusconi molto di più del 51%. Bossi farà un tale pieno di voti al nord che la questione della secessione della Padania potrebbe diventare realtà. E’ sotto gli occhi di tutti la pietosa farsa delle “primarie” del Pd. Alzi la mano chi vede proposte per il Paese dalle feroci baruffe “democratiche” tra i contendenti alla segreteria. Rutelli, che di fatto ha abbandonato il Pd, ha scritto un libro “La Svolta” e nelle prime righe si legge: “E’ difficile sostenere che il Partito democratico non sia nato. Ma si tratta davvero dell’adempimento della sua promessa?”. I delegati che si recheranno al Congresso del Pd del 25 ottobre andranno ad assistere al suo funerale. L’opposizione non può dire che stia svolgendo un servizio pubblico e di servire gli italiani. Fa manifestazioni per dire che la libertà d’informazione in Italia è a rischio, per colpa di Berlusconi. Il 76% degli italiani sono convinti che sia una balla. La libertà di informazione è in pericolo quando si chiudono i giornali avversari (Repubblica, come molti altri giornali antiberlusconiani, continuano a ricevere i finanziamenti pubblici). La libertà di stampa è in pericolo quando non nascono giornali di opposizione. Il 29 settembre è nato “Il Fatto” diretto dall’ex direttore dell’Unità Antonio Padellaro, in redazione Marco Travaglio e Furio Colombo, un terzetto di feroci “antiberlusconiani” che avranno Di Pietro come appoggio “esterno”. La libertà è in pericolo quando i giornali non possono pubblicare le notizie. Il più grande giornale italiano, il Corriere, ha pubblicato in prima pagina l’elenco di tutte le “escort” che frequentavano Palazzo Grazioli. La manifestazione di Roma, a favore della libertà di stampa (per la quale siamo tutti d’accordo), è stata quella che ci si aspettava di vedere. Le solite facce barbute dei giovani dei centri sociali. Molte facce di ragazzotti con gli occhi spiritati che sembravano dicessero: “non capisco nulla di quello che stanno dicendo, ma se lo dicono loro che sono persone perbene con giacca e cravatta...”. Ragazzine esibizioniste, con borchie al naso ed alla bocca con tatuaggi ogni dove, il cui unico scopo era quello di marinare la scuola e fare girotondi al suono dei tamburelli per fare più casino possibile. Pensionati in gita turistica a Roma sponsorizzati gratuitamente dalla CGIL. Bersani e Franceschini, che si insultano in tutte le salse, passeggiavano abbracciati. Bertinotti, che aveva appena lasciato il suo “ranch: Fidel Castro” in Umbria con piscina riscaldata, rievocava la lotta di classe del 1919. Casalinghe che non avevano perso l’occasione per fare gossip. Qualche clandestino di colore che ha colto l’occasione per mangiare un panino gratis. Di Pietro, che (proprio lui, il re delle querele!) non ha perso tempo per continuare ad insultare Napolitano. Qualcuno del Pd, consapevole che l’intera nazione stava ridendo per questa ridicola farsa, ha cercato di giustificare quei “farabutti” asserendo che: “Non manifestavano contro il governo ma contro il condizionamento che fa Berlusconi sulle reti Tv”. Questa è l’Italia che brama di ritornare al potere, che ha scelto per eroina ed icona una ”escort”: leggasi “prostituta”. Non poteva essere altrimenti: la sinistra è tutta un bordello!

domenica 4 ottobre 2009

Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande restano dei millantatori. Sono riusciti a farsi candidare con l'aiuto di Dario Rivolta e Vittorio Favale.

Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande, con la sentenza a loro favore della Suprema Corte di Sydney, e’ come avessero acquistato l’indulgenzaplenaria” come si faceva un tempo, e cosi’ ora pensano di essersi ripuliti del loro peccato di millantatori.

Teresa Todaro Restifa rimane una “fasullaBaronessa
Heritage Preservation Advisor dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro
Dama di merito del Sovrano Imperiale, Militare della Corona di Ferro del regno Italico

Titolo Onorifico di Baronessa del Regno, con conseguente passaggio al Ruolo di Dama di Giustizia conferito dal gran Cancelliere SAS il Principe Lucien Lavesi, Dell’Ordine Sovrano della Corona di Ferro.


Luigi Casagrande e’ un “falso” Ingegnere perche’ non ha conseguito la laurea in ingegneria all’Universita’ di Padova come ha lasciato intendere pubblicamente in molti documenti rintracciabili ancora via internet. Dall’articolo qui sotto si puo’ anche capire la stima che gode a Brisbane:

Award for Luigi Casagrande out of order, say Raby Bay tenants
Article from: Courier Mail

Tuck Thompson
June 16, 2009 12:00am
AN Order of Australia Medal awarded to a controversial Brisbane builder has left tenants of an unfinished Raby Bay development "completely gobsmacked".
Luigi Casagrande, whose company Mostia Constructions was also investigated for drilling
3400 holes into the Captain Cook Bridge, received his award last week in the Queen's Birthday honours.
But engineers say his company's multimillion-dollar building at Raby Bay is so flawed it should be demolished.
Cleveland Real Estate principal Patrick McCann, a tenant at
Raby Bay Harbour, said he was stunned when he heard about the award. "Gobsmacked is the operative word," he said.
Tony Ooi, who operates a restaurant in the complex, said there were "inherent leaks all over the place" that he had had to repair at his own expense.
The Order of Australia award seemed "a bit rich, considering the building we are in", he said.
Mostia has been sued for $48 million by owners for the development.
Two engineering firms, Cardno and Qantec McWilliam, completed studies suggesting demolition might be the best option for the eight-year-old building.
Mr Casagrande, who is a director of Queensland Motorways and oversees the Gateway Bridge upgrade, received his award for service to the Italian community and to the "development and management of transport infrastructure". In 2001, he received a Commonwealth Centenary Medal for "distinguished achievement in business and the building industry".
Mr McCann said Mostia had yet to finish three penthouses at the development .
Raby Bay Harbour tenants complained about not being able to work in their offices during heavy rain.
The Building Services Authority also fined Mostia for failing to fix defects at a Sunshine Coast high-rise in 2005.
Mr Casagrande has blamed owners UI International for incomplete payment, but UI said the cost of the $19 million project blew out to $26 million.
Mr McCann was shocked to learn that despite the unresolved lawsuit Mr Casagrande managed to win a contract to attach an electrical cable gantry to the Captain Cook Bridge.
In August 2007, Mostia workers told The Courier-Mail they had drilled through an excessive number of steel reinforcement bars and hid evidence from government inspectors.
A report into the claims later cleared the structure of any safety concerns, but confirmed the workers' allegations that up to 680 reinforcement rods had been wrongly cut.

Appena emessa la sentenza dalla Corte Suprema di Sydney l'ho inviata tutta intera a molti tra cui anche al Il Globo & La Fiamma che hanno pubblicato quanto segue:

Diffamazione: condanna per Giampiero Pallotta.

Sydney - La Corte Suprema del New South Walles ha deliberato in merito alla causa per diffamazione, in occasione delle elezioni politiche italiane del 2006, intentata da Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande nei confronti di Giampiero Pallotta riconoscendo quest'ultimo colpevole e condannato ad un risarcimento monetario nei confronti dei due candidati di Forza Italia e al pagamento delle spese processuali. Al centro del caso insinuazioni di "corruzione" di un esponente di un partito politico per ottenere la candidatura ufficiale alle elezioni al Parlamento italiano. Teresa Todaro Restifa ha diffuso un comunicato stampa per esprimere la sua soddisfazione per l'esito del procedimento legale: "E' per me motivo di grande sollievo constatare che questo tristissimo episodio nella mia vita e' finalmente giunto al termine e che la verita' e' prevalsa", ha scritto nella nota. Giampiero Pallotta ha invece dichiarato, in un'altra nota fatta pervenire a questo giornale, unita ad una copia integrale della sentenza, di non ritenere corretto il giudizio espresso dalla Corte e che per questo ricorrera' in appello esibendo nuovi documenti e testimonianze per provare la sua innocenza.

Il giorno dopo, con un suo comunicato stampa “personalizzato”, la "Baronessa" stessa ha confermato quello che gia' tutti erano convinti da sempre. Come abbiano fatto farsi candidare due personaggi dai CV ridicoli per la loro inconsistenza e che millantano titoli accademici e nobiliari fasulli ed illegali se non ci fosse stato qualcuno a dare loro una "mano"?

Loro si sono RICONOSCIUTI da quanto ho scritto qui sotto:

Punto n.5 della relazione di 9 punti inviata a Rivolta il 30 marzo 2007.

Al fine di raccogliere fondi avevamo deciso di organizzare almeno un evento ogni anno e organizzare sessioni di formazione di calcio, in collaborazione con l'AC Milan. Per organizzare questi eventi ho regolarmente scambiato e-mail con l'Onorevole Dario Rivolta, che, a un certo punto, improvvisamente si fermò. E successo in modo imprevisto quando ho rivelato cosa era successo dietro le quinte con le candidature. Le interpretazioni più recenti sono che sono stati venduti da Vittorio Favale al miglior offerente. Questo signore è stato in grado di ingraziarsi la gestione a Roma e si e' fatto nominare come "esperto" per l'Australia. È riuscito a fare questo, come di tanto in tanto si reca in Australia con sua moglie ed è sempre accolto con calore da noi, un benvenuto che è stato preso come ingenuo e stupido servilismo ".

Se i candidati erano quattro, come mai solo le loro code si sono incendiate? Come mai si sono sentiti diffamati? Gatto ci cova! Prossimamente maggiori dettagli.