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venerdì 26 febbraio 2010



CaroPorta, e' vostra abitudine INTORBIDIRE le acque.

Prima del 29 gennaio 2009, ovviamene c'e' stato il 24 settembre 2008 e' qui sotto il risultato delle votazioni per "SALVARE" Nicola Di Girolamo che ha commesso un reato, ma non e' il solo di voi eletti all'estero. Chi piu' chi meno avete "comprato" le schede seppure senza l'aiuto della malavita come Di Girolamo. Se non l'avete pagate con i soldi l'avete fatto "illudendo" con PROMESSE non MANTENUTE alla gente.


(.....) Il 24 settembre, con il voto segreto al Senato questi sono stati i risulati sull’arresto di Di Girolamo: 204 no all’arresto (Pdl, Lega, Pd, Udc), soltanto 43 sì (IdV e qualche pidino sciolto).

Secondo te pensi che sia giusto che Aldo Di Biagio non renda pubblicamente nota la sua residenza? Non deve pubblicare l'indirizzo con via e numero civico, soltanto il luogo come, ad esempio, Fiume. E' da due anni che glielo chiedo ma non risponde. Perche? Forse e' nella stessa situazione di Nicola Di Girolamo?

Oggi su ItaliachiamaItalia leggo un'intervista a Di Biagio che, come niente fosse, dichiara:


Thu, 25 Feb 2010 17:32:00

Italiani all'estero, Di Biagio: Voto agli italiani nel mondo conquista valoriale e democratica

Che vordi'(lo scrivo in romanesco cosi' lo capira' meglio)VALORIALE? Poi continua a prenderci in giro dicendo che il voto degli italiani all'estero e' una conquista DEMOCRATICA. Di chi?, non certo degli elettori, sicuramente e' una CONQUISTA di chi, con mille sotterfugi, e' riuscito a farsi eleggere per farsi i CASI loro e non, fatti alla mano, quelli di chi li ha votati. Possiamo affermarlo perche' l'abbiamo vissuto e lo viviamo sulla nostra pelle.

Seguitando a leggere l'intervista COMPATISCE noi Italiani nel Mondo, infatti POVERI NOI! Ma lui, candidamente, motiva la sua COMPASSIONE raccontando palle su palle. Aho Aldo, non sta a raccontare STR......idaggini!! La VERITA" e' che siete stati proprio voi eletti all'estero a SPUTTANARCI completamente.
Ma celo voi fa sape' do' sta sto' CA...spita de tua RESIDENZA?

E' un "FILM" tragico comico quello delle elezioni politiche (2006 e 2008). Alcuni hanno "comprato" le candidature (ne sa qualcosa Dario Rivolta che l'ha vendute) anche se poi i suoi clienti, un ridicola Baronessa ed un falso Ingegnere, non riuscirono a farsi eleggere. Altri si sono "accaparrati" le schede organizzando "party"(potete vederlo su YouTube digitando Lazialinelmondo Australia quello che hano combinato Nino Randazzio e Marco Fedi), la stessa cosa, piu' o meno simile, e' avvenuta in tutte le altre parti del mondo. Ormai e UNIVERSALMENTE risaputo. Altri fanno "FINTA" di avere la residenza all'estero (vedi Aldo Di Biagio, ma non solo lui) mentre risiedono ed hanno risieduto permanentemente in Italia.

In quattro anni non sieti riusciti a farvi approvare "UNO SOLO STRACCIO" di legge. Avete fatto proposte, interrogazioni tanto per far vedere che facevate qualche cosa.

Non pensi caro Porta che abbia ragione Bobo Craxi quando, senza mezzi termini, gli e' scappato da dire che "Gli eletti all'estero non contano un cazzo"? No credi che dovreste avere la dignita' di dimettervi e ritornare a fare quello che facevate prima? Con i soldi risparmiati dei vostri stipendi si potrebbe "realisticamente" AIUTARE gli INDIGENTI degli italiani all'estero. Quando dovevate votare l'approvazione di 6 milioni di euro per gli italiani indigenti all'estero (quelli che vi hanno votato), alcuni di voi si e' astenuto (vedi Aldo Di Biagio) ed alcuni altri hanno votato contro, pochissimi a favore. Non vi vergognate?

Voi avete sempre seguito le logiche dei vostri partiti (che vi hanno scelto consapevoli che eravate dei burattini da giostrare a loro piacimento). Avete TRADITO gli interessi di chi vi ha votato. Giovanardi ha detto bene: BASTA con queste burattinate. BASTA con la BUFFONATA dell'elezioni all'estero ci eviteremmo UNO spettacolo INDECENTE.

giovedì 25 febbraio 2010

SPUNTA IL NOME DI Stefano ANDRINI, caro ad Alemanno
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DI MONNEZZA IN MONNEZZA, DALLA 'NDRANGHETA AD ANDRINI - nelle carte del gip sulla maxi inchiesta sul riciclaggio SPUNTA IL NOME DI Stefano ANDRINI, caro ad alemanno, A.D. DI AMA, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana - Attraverso i contatti del Mokbel con Andrini individuata Bruxelles come città dove organizzare la finta residenza all'estero del Di Girolamo in quanto Andrini, motore della candidatura in questione, conosce bene l'ambasciatore italiano in Belgio...


(Apcom) - Spunta il nome di Stefano Andrini, attuale a.d. di Ama, nelle carte del gip sulla maxi inchiesta sul riciclaggio, nella quale è coinvolto tra gli altri il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo: secondo le accuse Andrini avrebbe aiutato Di Girolamo a costruire la propria candidatura, collaborando con Mokbel.

STEFANO ANDRINI

Infatti, per le elezioni politiche del 2008 emergono problematiche connesse all'esistenza dei requisiti di eleggibilità del Di Girolamo (in particolare la residenza obbligatoria all'estero, ndr) e questo fa emergere un aspetto ritenuto di particolare rilevanza investigativa perchè evidenzia "un ulteriore punto di forze dell'organizzazione capace di tessere rapporti con istituzioni transnazionali finalizzate al rilascio di false attestazioni di residenza necessarie all'iscrizione al registro Aire del comune di Roma, condizione necessaria per la candidatura prima e l'eleggibilità poi di Di Girolamo".
Il problema più grande per Di Girolamo è la mancanza della residenza all'estero: a risolvere questo problema arriva Stefano Andrini, attuale amministratore delegato di Ama Servizi, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana.

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo a sinistra insieme al boss della Ndrangheta Franco Pugliese Da Lespresso

Attraverso i contatti del Mokbel con Andrini - si legge nell'ordinanza del Gip - e Gianluigi Ferretti viene individuata Bruxelles come città dove organizzare la finta residenza all'estero del Di Girolamo in quanto Andrini, motore della candidatura inquestione, conosce bene l'ambasciatore italiano in Belgio".


ANDRINI (AMA): MI AUTOSOSPENDO PER CORRETTEZZA
(Apcom) - Stefano Andrini, attuale amministratore delegato di Ama Servizi, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana, il cui nome è nelle carte del gip che si occupa dell'inchiesta sul riciclaggio e che, secondo l'ordinanza, sarebbe uno dei fautori della candidatura alle politiche del 2008 del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, ha deciso di autosospendersi.

Il senatore Di Girolamo taglia la torta alla cena elettorale a cui era presente il boss Pugliese LEspresso

"Ho deciso di autosospendermi dal ruolo di amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali - spiega in una nota - per senso di responsabilità istituzionale nei confronti dell`azienda e del Comune di Roma, e per evitare che la mia vicenda venga strumentalizzata per motivi politici".
"Intendo ribadire, tuttavia, la mia totale estraneità alla vicenda Di Girolamo - conclude Andrini - tanto che, a quanto ho appreso, non risulto neppure iscritto nel registro degli indagati".
Il senatore Di Girolamo al centro con alcuni invitati alla festa elettorale dellaprile a sinistra con la giacca chiara Gennaro Mokbel LEspresso

MARRONI (PD): ANDRINI DEVE DARE DIMISSIONI IMMEDIATE...
(Dire) - "L'iscrizione di Stefano Andrini nel registro degli indagati da parte della Procura di Roma, non fa altro che confermare quanto gia' espresso dall'opposizione in Campidoglio in occasione della sua nomina ad amministratore delegato di Ama Servizi". Lo dichiara il capogruppo del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni. "Alla luce dei nuovi fatti- aggiunge Marroni- chiediamo immediatamente le dimissioni di Andrini dai vertici dell'Ama".

Perchè Andrini si candida con Pallaro? "La storia, un vero e proprio fullietton sudamericano, parte da lontano, quando un certo William Amorese, giovane della destra sociale, amico di Ferretti e Andrini, comincia a lavorare con el senador, proprio grazie a una spinta da parte del gatto e la volpe"


di Gabriele Polizzi



AI CONFINI DELLA REALTA' IL FERRETTI PENSIERO SCONFESSA SE STESSO

Stefano Andrini, candidato nella lista di Pallaro per l'America Latina, è stato intervistato da NewsItaliaPress. Deve aver fumato o bevuto sostanze micidiali prima di rispondere alle domande della giornalista. L'intervista, ovviamente, è stata ripresa ieri dal foglio del Ferretti-pensiero, che - lo ripetiamo ancora una volta - non è di destra, nè di centrodestra: è il foglio di Ferretti, e basta. Il suo strumento personale di lotta e battaglia, a favore suo e di quelli che gli stanno vicino, e contro tutti quelli che non la pensano come lui.
Andrini nell'intervista ha detto molto poco, ma ciò che ha detto basta a far rizzare i capelli. Secondo Andrini, la scelta di candidarsi con Pallaro - conosciuto da mezzo mondo come il senatore "ballerino" per la sua capacità di dire "sì, no, forse, chissà", per la sua capacità di ballare di qua e di là - è coerente con il suo percorso umano e politico. Sarà davvero così?


Cerchiamo di capirne di più. Stefano Andrini ha lavorato con Mirko Tremaglia diversi anni, gli è stato vicino fin quando ha potuto: poi è stato cacciato in malo modo, insieme con il suo collega e amico GianLuigi Ferretti, che - ormai da tempo senza nessun ruolo - si è dovuto inventare un foglietto su cui cercare di far collimare il proprio pensiero con la propria penna, impresa quanto mai ardua, soprattutto per chi è costretto a decifrare i suoi anatemi…


La verità è che Stefano Andrini non ha più nulla da fare: è stato tagliato fuori da tutti, soprattutto dal suo partito, Alleanza Nazionale. Tanto è vero che non si presenta nella lista del Pdl, ma in quella del senatore italo argentino. Essere eletto è l'unica possibilità che ha per restare in ballo, e continuare a…ballare.

Ma qual è la vera ragione per cui Andrini si candida con Pallaro? Gli arrampicamenti sugli specchi di Stefano fanno sorridere: Pallaro è rimasto la sua ultima possibilità. E come arriva Andrini a Pallaro? La storia, un vero e proprio fullietton sudamericano, parte da lontano, quando un certo William Amorese, giovane della destra sociale, amico di Ferretti e Andrini, comincia a lavorare con el senador, proprio grazie a una spinta da parte del gatto e la volpe. Amorese ringrazia, e comincia il suo percorso con il ballerino. Ne diventa l'uomo di fiducia, il portaborse, e gli resta vicino perchè vede che ha tutto da guadagnarci, almeno per quanto riguarda i quattrini.

Con Pallaro quindi continua un'amicizia che conviene un po' a tutti. Pallaro entra anche nel foglio del Ferretti-pensiero, attraverso William Amorese, uno dei soci della cooperativa proprietaria della pubblicazione. Chi c'è in questa cooperativa? Ferretti, naturalmente, e poi Andrini, Amorese, e anche Zacchera e Rivolta. Quest'ultimo, lo sappiamo e ne siamo sicuri, è stato tirato in ballo anche perchè sapeva che Ricky Filosa, direttore di questo portale, era nella squadra, era anzi uno dei cofondatori del giornale. Per lui quindi era una garanzia, e ha detto subito sì. Ma lo stesso Rivolta ha capito dopo poco tempo che quel fogliaccio era solo di Ferretti e dei suoi gurka, e si è quindi allontanato.

Il bello è che ancora oggi, entrando nella pagina internet del foglio del Ferretti-pensiero, in alto, nella linea blu della finestra del vostro navigatore, potrete leggere: "Quotidiano di centrodestra per gli italiani nel mondo". Un vero e proprio bluff. Ci chiediamo come nessuno abbia ancora imposto al direttore di questo foglio di eliminare quella frase. E speriamo, soprattutto per il centrodestra, che qualcuno lo faccia al più presto...
SPUNTA IL NOME DI Stefano ANDRINI, caro ad Alemanno
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DI MONNEZZA IN MONNEZZA, DALLA 'NDRANGHETA AD ANDRINI - nelle carte del gip sulla maxi inchiesta sul riciclaggio SPUNTA IL NOME DI Stefano ANDRINI, caro ad alemanno, A.D. DI AMA, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana - Attraverso i contatti del Mokbel con Andrini individuata Bruxelles come città dove organizzare la finta residenza all'estero del Di Girolamo in quanto Andrini, motore della candidatura in questione, conosce bene l'ambasciatore italiano in Belgio...


(Apcom) - Spunta il nome di Stefano Andrini, attuale a.d. di Ama, nelle carte del gip sulla maxi inchiesta sul riciclaggio, nella quale è coinvolto tra gli altri il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo: secondo le accuse Andrini avrebbe aiutato Di Girolamo a costruire la propria candidatura, collaborando con Mokbel.

STEFANO ANDRINI

Infatti, per le elezioni politiche del 2008 emergono problematiche connesse all'esistenza dei requisiti di eleggibilità del Di Girolamo (in particolare la residenza obbligatoria all'estero, ndr) e questo fa emergere un aspetto ritenuto di particolare rilevanza investigativa perchè evidenzia "un ulteriore punto di forze dell'organizzazione capace di tessere rapporti con istituzioni transnazionali finalizzate al rilascio di false attestazioni di residenza necessarie all'iscrizione al registro Aire del comune di Roma, condizione necessaria per la candidatura prima e l'eleggibilità poi di Di Girolamo".
Il problema più grande per Di Girolamo è la mancanza della residenza all'estero: a risolvere questo problema arriva Stefano Andrini, attuale amministratore delegato di Ama Servizi, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana.

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo a sinistra insieme al boss della Ndrangheta Franco Pugliese Da Lespresso

Attraverso i contatti del Mokbel con Andrini - si legge nell'ordinanza del Gip - e Gianluigi Ferretti viene individuata Bruxelles come città dove organizzare la finta residenza all'estero del Di Girolamo in quanto Andrini, motore della candidatura inquestione, conosce bene l'ambasciatore italiano in Belgio".


ANDRINI (AMA): MI AUTOSOSPENDO PER CORRETTEZZA
(Apcom) - Stefano Andrini, attuale amministratore delegato di Ama Servizi, l'azienda che a Roma si occupa della nettezza urbana, il cui nome è nelle carte del gip che si occupa dell'inchiesta sul riciclaggio e che, secondo l'ordinanza, sarebbe uno dei fautori della candidatura alle politiche del 2008 del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, ha deciso di autosospendersi.

Il senatore Di Girolamo taglia la torta alla cena elettorale a cui era presente il boss Pugliese LEspresso

"Ho deciso di autosospendermi dal ruolo di amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali - spiega in una nota - per senso di responsabilità istituzionale nei confronti dell`azienda e del Comune di Roma, e per evitare che la mia vicenda venga strumentalizzata per motivi politici".
"Intendo ribadire, tuttavia, la mia totale estraneità alla vicenda Di Girolamo - conclude Andrini - tanto che, a quanto ho appreso, non risulto neppure iscritto nel registro degli indagati".
Il senatore Di Girolamo al centro con alcuni invitati alla festa elettorale dellaprile a sinistra con la giacca chiara Gennaro Mokbel LEspresso

MARRONI (PD): ANDRINI DEVE DARE DIMISSIONI IMMEDIATE...
(Dire) - "L'iscrizione di Stefano Andrini nel registro degli indagati da parte della Procura di Roma, non fa altro che confermare quanto gia' espresso dall'opposizione in Campidoglio in occasione della sua nomina ad amministratore delegato di Ama Servizi". Lo dichiara il capogruppo del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni. "Alla luce dei nuovi fatti- aggiunge Marroni- chiediamo immediatamente le dimissioni di Andrini dai vertici dell'Ama".

Perchè Andrini si candida con Pallaro? "La storia, un vero e proprio fullietton sudamericano, parte da lontano, quando un certo William Amorese, giovane della destra sociale, amico di Ferretti e Andrini, comincia a lavorare con el senador, proprio grazie a una spinta da parte del gatto e la volpe"


di Gabriele Polizzi



AI CONFINI DELLA REALTA' IL FERRETTI PENSIERO SCONFESSA SE STESSO

Stefano Andrini, candidato nella lista di Pallaro per l'America Latina, è stato intervistato da NewsItaliaPress. Deve aver fumato o bevuto sostanze micidiali prima di rispondere alle domande della giornalista. L'intervista, ovviamente, è stata ripresa ieri dal foglio del Ferretti-pensiero, che - lo ripetiamo ancora una volta - non è di destra, nè di centrodestra: è il foglio di Ferretti, e basta. Il suo strumento personale di lotta e battaglia, a favore suo e di quelli che gli stanno vicino, e contro tutti quelli che non la pensano come lui.
Andrini nell'intervista ha detto molto poco, ma ciò che ha detto basta a far rizzare i capelli. Secondo Andrini, la scelta di candidarsi con Pallaro - conosciuto da mezzo mondo come il senatore "ballerino" per la sua capacità di dire "sì, no, forse, chissà", per la sua capacità di ballare di qua e di là - è coerente con il suo percorso umano e politico. Sarà davvero così?


Cerchiamo di capirne di più. Stefano Andrini ha lavorato con Mirko Tremaglia diversi anni, gli è stato vicino fin quando ha potuto: poi è stato cacciato in malo modo, insieme con il suo collega e amico GianLuigi Ferretti, che - ormai da tempo senza nessun ruolo - si è dovuto inventare un foglietto su cui cercare di far collimare il proprio pensiero con la propria penna, impresa quanto mai ardua, soprattutto per chi è costretto a decifrare i suoi anatemi…


La verità è che Stefano Andrini non ha più nulla da fare: è stato tagliato fuori da tutti, soprattutto dal suo partito, Alleanza Nazionale. Tanto è vero che non si presenta nella lista del Pdl, ma in quella del senatore italo argentino. Essere eletto è l'unica possibilità che ha per restare in ballo, e continuare a…ballare.

Ma qual è la vera ragione per cui Andrini si candida con Pallaro? Gli arrampicamenti sugli specchi di Stefano fanno sorridere: Pallaro è rimasto la sua ultima possibilità. E come arriva Andrini a Pallaro? La storia, un vero e proprio fullietton sudamericano, parte da lontano, quando un certo William Amorese, giovane della destra sociale, amico di Ferretti e Andrini, comincia a lavorare con el senador, proprio grazie a una spinta da parte del gatto e la volpe. Amorese ringrazia, e comincia il suo percorso con il ballerino. Ne diventa l'uomo di fiducia, il portaborse, e gli resta vicino perchè vede che ha tutto da guadagnarci, almeno per quanto riguarda i quattrini.

Con Pallaro quindi continua un'amicizia che conviene un po' a tutti. Pallaro entra anche nel foglio del Ferretti-pensiero, attraverso William Amorese, uno dei soci della cooperativa proprietaria della pubblicazione. Chi c'è in questa cooperativa? Ferretti, naturalmente, e poi Andrini, Amorese, e anche Zacchera e Rivolta. Quest'ultimo, lo sappiamo e ne siamo sicuri, è stato tirato in ballo anche perchè sapeva che Ricky Filosa, direttore di questo portale, era nella squadra, era anzi uno dei cofondatori del giornale. Per lui quindi era una garanzia, e ha detto subito sì. Ma lo stesso Rivolta ha capito dopo poco tempo che quel fogliaccio era solo di Ferretti e dei suoi gurka, e si è quindi allontanato.

Il bello è che ancora oggi, entrando nella pagina internet del foglio del Ferretti-pensiero, in alto, nella linea blu della finestra del vostro navigatore, potrete leggere: "Quotidiano di centrodestra per gli italiani nel mondo". Un vero e proprio bluff. Ci chiediamo come nessuno abbia ancora imposto al direttore di questo foglio di eliminare quella frase. E speriamo, soprattutto per il centrodestra, che qualcuno lo faccia al più presto...

RICORDI DEL PASSATO:
Dietro a Tremaglia, a sinistra,Stefano Andrini; al fianco, in blu, GL Ferretti.
A questo punto che succede? C'è crisi in An: Ferretti pare abbia addirittura usato in maniera disinvolta fondi a disposizione del partito, facendo andare su tutte le furie il buon Tremaglia. Che lo ha allontanato. E sapete Ferretti come ha reagito? A quanto ci risulta, scrivendogli una lettera carica di insulti, sputando quindi nel piatto dove ha mangiato per anni, arrivando addirittura a scrivere qualcosa del tipo "ma come? non ti fidi di me? ma come ti permetti di chiedermi le ricevute, le pezze giustificative, come ti permetti di chiedermi come ho speso quei soldi?",...Come se quei soldi fossero stati suoi e non del partito…Da quel momento fra l'ex ministro degli italiani nel mondo e l'ex coordinatore del Ctim è guerra aperta.

Nella lista di Pallaro, lo ricordiamo soprattutto per fare capire ai lettori di quale pasta siano fatti certi personaggi, c'è anche Adriano Bonaspetti, che in Sud America chiamano "Malaspetti" (come ci racconta Franco Arena, giornalista di Buenos Aires, nell'articolo di apertura oggi su Italia chiama Italia), il quale - come abbiamo più volte riportato sul nostro portale - è coinvolto in un enorme scandalo-truffa ai danni dello stato brasiliano: già nel 2006 avrebbe inviato le sue cartoline di campagna elettorale, usando francobolli rubati allo Stato. E ora che fa? Ha la faccia tosta di ricandidarsi. Di più: Pallaro lo accetta nella sua lista. Spudorato, il senatore. Senza contare che Bonaspetti è anche responsabile del foglio del Ferretti-pensiero per il Brasile...Pensa te!

Ci eravamo promessi di ignorare per sempre il Ferretti-pensiero e le sue forcine, ma poi abbiamo deciso che non era giusto continuare a far finta di niente e porgere anche l’altra guancia. Così, eccoci finalmente a mettere in chiaro le cose, e senza repliche. Anche perché, se fossimo ancora diciamo stuzzicati, tireremo fuori, metaforicamente s’intende, tanti e tanti di quei proiettili, per spararli piano piano, al momento più opportuno.


Noi non siamo in politica, facciamo soltanto informazione pura, senza secondi fini: loro sì, i vari Andrini e compagni, cercano un posto al sole, tra Palazzo Madama e Montecitorio. Sono loro quindi ad essere sotto la lente di ingrandimento, sono loro che devono e dovranno essere giudicati dall'opinione pubblica. Il loro comportamento quindi ci fa sorridere, perchè parlare di certe cose farà danno soltanto al foglio del Ferretti-pensiero, e ai gurka-forcini.

Noi abbiamo la pretesa, sì, la pretesa di scrivere senza secondi fini, un’informazione corretta e documentata. Nel caso di Bonaspetti, per esempio, largamente “confezionato” dai mass-media brasiliani, il nostro corrispondente dal Brasile, Rafael Bassoli, avvocato che lavora nello studio più grande e più importante di Rio de Jainero, è andato a informarsi in prima persona. Ha fatto il giro dei tribunali, ha letto documenti pubblici, non si è inventato nulla.

A noi non piace minacciare, non è nel nostro vocabolario, ma se continueranno, Ferretti e forcini, a insinuare dubbi e sospetti, turpiloquiando come è loro costume, tireremo fuori anche la storia delle "migliaia" di copie che il foglio del Ferretti-pensiero distribuisce nelle edicole in Argentina...e allora ci sarà davvero da ridere.


RICORDI DEL PASSATO:
Dietro a Tremaglia, a sinistra,Stefano Andrini; al fianco, in blu, GL Ferretti.
A questo punto che succede? C'è crisi in An: Ferretti pare abbia addirittura usato in maniera disinvolta fondi a disposizione del partito, facendo andare su tutte le furie il buon Tremaglia. Che lo ha allontanato. E sapete Ferretti come ha reagito? A quanto ci risulta, scrivendogli una lettera carica di insulti, sputando quindi nel piatto dove ha mangiato per anni, arrivando addirittura a scrivere qualcosa del tipo "ma come? non ti fidi di me? ma come ti permetti di chiedermi le ricevute, le pezze giustificative, come ti permetti di chiedermi come ho speso quei soldi?",...Come se quei soldi fossero stati suoi e non del partito…Da quel momento fra l'ex ministro degli italiani nel mondo e l'ex coordinatore del Ctim è guerra aperta.

Nella lista di Pallaro, lo ricordiamo soprattutto per fare capire ai lettori di quale pasta siano fatti certi personaggi, c'è anche Adriano Bonaspetti, che in Sud America chiamano "Malaspetti" (come ci racconta Franco Arena, giornalista di Buenos Aires, nell'articolo di apertura oggi su Italia chiama Italia), il quale - come abbiamo più volte riportato sul nostro portale - è coinvolto in un enorme scandalo-truffa ai danni dello stato brasiliano: già nel 2006 avrebbe inviato le sue cartoline di campagna elettorale, usando francobolli rubati allo Stato. E ora che fa? Ha la faccia tosta di ricandidarsi. Di più: Pallaro lo accetta nella sua lista. Spudorato, il senatore. Senza contare che Bonaspetti è anche responsabile del foglio del Ferretti-pensiero per il Brasile...Pensa te!

Ci eravamo promessi di ignorare per sempre il Ferretti-pensiero e le sue forcine, ma poi abbiamo deciso che non era giusto continuare a far finta di niente e porgere anche l’altra guancia. Così, eccoci finalmente a mettere in chiaro le cose, e senza repliche. Anche perché, se fossimo ancora diciamo stuzzicati, tireremo fuori, metaforicamente s’intende, tanti e tanti di quei proiettili, per spararli piano piano, al momento più opportuno.


Noi non siamo in politica, facciamo soltanto informazione pura, senza secondi fini: loro sì, i vari Andrini e compagni, cercano un posto al sole, tra Palazzo Madama e Montecitorio. Sono loro quindi ad essere sotto la lente di ingrandimento, sono loro che devono e dovranno essere giudicati dall'opinione pubblica. Il loro comportamento quindi ci fa sorridere, perchè parlare di certe cose farà danno soltanto al foglio del Ferretti-pensiero, e ai gurka-forcini.

Noi abbiamo la pretesa, sì, la pretesa di scrivere senza secondi fini, un’informazione corretta e documentata. Nel caso di Bonaspetti, per esempio, largamente “confezionato” dai mass-media brasiliani, il nostro corrispondente dal Brasile, Rafael Bassoli, avvocato che lavora nello studio più grande e più importante di Rio de Jainero, è andato a informarsi in prima persona. Ha fatto il giro dei tribunali, ha letto documenti pubblici, non si è inventato nulla.

A noi non piace minacciare, non è nel nostro vocabolario, ma se continueranno, Ferretti e forcini, a insinuare dubbi e sospetti, turpiloquiando come è loro costume, tireremo fuori anche la storia delle "migliaia" di copie che il foglio del Ferretti-pensiero distribuisce nelle edicole in Argentina...e allora ci sarà davvero da ridere.

venerdì 12 febbraio 2010

The diaspora fights back | Inside Story

The diaspora fights back Inside Story

Perche' dovrei chiedere la tessera di un partito quando sono pieni di "gerarchetti" di scarso valore morale, politico ed organizzativo?

Dopo la visita in Terra Santa l’opposizione e’ ancor piu’ in difficoltà per non trovare motivi di critica, e cosi’ gli indici di gradimento di Berlusconi rimangono sempre altissimi, inoltre si sono maturate altre situazioni positive per il Premier. Al contrario di qualche mese fa, ora e’ stata trovata la strada giusta per tirarlo fuori dalle “grinfie” delle procure. Berlusconi non vuole sfuggire alla giustizia, ma affrontare i processi quando non gli impediranno piu’ di governare l’Italia. D’altra parte, negli ultimi 15 anni, ne ha subiti ben 92 e tutti hanno avuto esito positivo. Napolitano era sempre più perplesso, per non dire ostile, dinanzi alle iniziative del Governo in merito alla riforma della giustizia. L’Udc aveva fatto capire di preferire l’alleanza con il centrosinistra. E non c’era giorno in cui Gianfranco Fini e i suoi non creassero un nuovo problema a Silvio. Uno stillicidio estenuante. Al punto che Berlusconi aveva deciso di andare a elezioni anticipate, per regolare subito i conti con i nemici, interni ed esterni, piuttosto che farsi logorare cosi’ per anni. Attualmente la situazione e’ del tutto cambiata. Per il problema dei problemi, quello giudiziario, si è trovata una soluzione. Accantonata, per ora, la legge per l’introduzione del “processo breve”, che Napolitano non gradiva, si e’ puntato sul “legittimo impedimento”, che permetterà al premier e ai ministri di rinviare di sei mesi in sei mesi le udienze dei processi che li vedono imputati. L’opposizione sperava che, nella discussione di questa legge, durante le votazioni a Montecitorio, si consumassero le “vendette” interne del Pdl. Tanto che “La Repubblica” aveva previsto, sbagliando come al solito, scenari “apocalittici” e prefigurava “nefaste” conseguenze per il Pdl. Si sa come e’ andata: le votazioni sono filate lisce come l’olio. Di “dissenso” interno al Pdl neppure l’ombra. L’Udc di Pierferdinando Casini, si e’ astenuta. I voti segreti non sono stati chiesti dal Pd perché Pier Luigi Bersani “sapeva benissimo” che tra i suoi c’era chi, di nascosto, avrebbe votato con la maggioranza. E al Senato le cose per la maggioranza non potranno che essere piu’ facili. Insomma, il primo scoglio è stato superato nel modo migliore e l’approvazione definitiva della legge appare vicina. Intanto sono in elaborazione le riforme costituzionali che prevede, tra l’altro, la reintroduzione dell’immunità parlamentare, che già vede disponibili molti esponenti del Pd. L’Udc, toccata con mano la “pochezza” di Bersani ormai fatto “prigioniero” da Di Pietro, ha capito che e’ meglio provare a riannodare il dialogo con Berlusconi, e l’ha fatto iniziando dalla giustizia. E’ sua l’iniziativa del “legittimo impedimento”. Tutto ciò non fa altro che aggravare il “coma irreversibile” del Pd. Ci sono poi un paio di altre ciliegine sulla torta del centrodestra. Antonio Di Pietro, e’ rimasto molto imbarazzato davanti alle foto che lo ritraggono insieme all’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada, pochi giorni prima che costui fosse arrestato. Le disavventure giudiziarie della “escort” Patrizia D’Addario, che e’ ora indagata per “associazione a delinquere”. Con tutto il suo gruppo di giornalisti, avvocati e magistrati e’ sospettata di aver organizzato un “complotto” ai danni del Premier. Se poi alle prossime elezioni regionali nelle tredici regioni in palio, undici oggi sono amministrate dal centrosinistra, Berlusconi ne potesse vincere cinque o sei, per il Pd e l’intera opposizione sarebbe cavoli amari per i prossimi anni. C’e’ pero’ una cosa che non soddisfa per niente Silvio: e’ la campagna per il tesseramento del Pdl. Va male, malissimo quella che era parsa il modo brillante per riavvicinare i cittadini e gli elettori alla politica ed al partito. I tesserati nuovi sono pochi, assai lontani da quel milione che Berlusconi sperava di raggiungere, anche se, con l’andare dei mesi, potrebbe migliorare. Va male, non perché il partito o il Premier abbiano incontrato un calo di popolarità, ma perché il tesseramento e’ uno strumento vecchio, tipico dei grandi partiti “ideologici” del secolo scorso e non piu’ adeguato all’attuale elettorato che e’ “mobile”. Oggi il voto e’ “instabile”. La gente vota volta per volta secondo le speranze e le promesse del momento che il partito sa trasmettere perché la proposta politica non può rimanere stabile a tempo indefinito. Il tesseramento e’ “anacronistico” ed in piu’ bisogna considerare che gli italiani sono sempre stati “riluttanti” a prendere una tessera, come fu al tempo del Fascismo e come e’ stato con il Comunismo o la DC. Il tesseramento tradizionale e’ morto. E’ ora di prendere atto del cambiamento, e di capire le ragioni del profondo mutamento dell'elettorato. Ma la vera ragione, forse l’unica, che tiene lontano gli elettori e’ che i “presunti capi” e “capetti” del Pdl in periferia, “brillano” esclusivamente di “luce riflessa”. La dimostrazione e’ il consenso personale che vanta Berlusconi con il “rifiuto” di tesserarsi. Il “flop” del tesseramento non si può, dunque, attribuire al “Premier”, ma ai “gerarchetti” del Pdl, individualisti e talvolta arroganti, manifestamente incompetenti e privi di quello spirito di corpo che compatti il partito. Perché dovrei chiedere la tessera di un partito quando vi fanno parte in posizione preminente persone di scarso valore morale, politico ed organizzativo? In un periodo particolarmente difficile per l’Italia, e’ evidente che Berlusconi trovi troppo pochi uomini adatti. Ne occorrerebbero delle centinaia di “eccezionali”, ma non esistono. Il problema della classe dirigente e’ davvero il piu’ grave nell'Italia d'oggi. Chi si sintonizzasse su “Radioparlamento” (una stazione minore della Rai che riporta le attività del Parlamento) rimarrebbe sconcertato e capirebbe che si tratterebbe di un “dramma” nazionale. Se ascolti i discorsi dei nostri parlamentari (di qualsiasi partito), il loro argomentare, il loro girare a vuoto spesso pieno di retorica in perfetto “politichese”, percepiresti subito che chi parla (il piu’ delle volte legge il “compitino”) non e’ “minimamente” interessato a quello che sta dicendo, e ti prende subito lo “sconforto” piu’ nero. L'errore e’ continuare a considerare i parlamentari come “classe dirigente”. E’ inconcepibile che la Costituzione non preveda requisiti professionali specifici per i candidati al Parlamento, un motivo dovrà pur esserci ed infatti c’e’. Sono le “segreterie” dei partiti a scegliere chi deve essere candidato e chi no e, per lo piu’, scelgono “gregari” facilmente “plagiabili”. Un altro problema di fondo, dell'ignoranza di molti politici, proviene poi dal fatto che la scuola e’ fortemente in ritardo per causa del nefasto ’68. E’ difficile che i parlamentari di oggi, per la maggior parte formatisi in quel periodo, siano capaci di fare discorsi “sintetici” e “dettagliati” per andare subito al dunque. Esiste un “buco” generazionale ed e’ per questo che la politica e’ indietro e i risultati sono disastrosi. C’e’ poi un’altra causa del fallimento del tesseramento, che va ricercata nella “tradizionale” sottovalutazione e all’incomprensione dell’importanza del “web” da parte della dirigenza del Pdl. Anche il portale “Forza Silvio” non e’ all’altezza per rinsaldare gli aderenti al Pdl e per il futuro della coalizione al governo. Non risulta un sistema di elaborazione, di comunicazione e di condivisione di prospettive e di valori. Non e’ ricco di occasioni di dibattito e di incontro. Eppure in questo il “web” e’ lo strumento piu’ utile oltre ad essere piu’ agile, piu’ economico e piu’ rapido. Un esempio dell’ennesima dimostrazione del colpevole disinteresse e della sottovalutazione del “web” da parte del Pdl e dei suoi dirigenti? Avete mai provato a digitare su “Google” il nome di Berlusconi, scegliendo l'opzione "immagini"? Provateci, e scoprirete che la serie delle foto che viene fuori provengono, per la massima parte, dai siti piu’ antiberlusconiani. Fotomontaggi, sberleffi, insulti veri e propri al premier, accostamenti insensati e provocatori. Un conto e’ la satira politica, un altro e’ il puro e semplice insulto. Occorrerebbe una contro offensiva per bilanciare queste vere e proprie calunnie che danneggiano l’immagine di Berlusconi e dell’Italia. Lasciano confusi e sconcertati anche chi vota Pdl, ma i “dirigenti” del Pdl non fanno nulla. Sono tutti presi, i “gerarchetti”, ad “auto incensarsi” e a ricercare affannosamente sbocchi futuri per la loro sopravvivenza. E sì perché, se non dovessero essere piu’ ricandidati (la riforma del Parlamento prevede il taglio di 500 parlamentari), ritornerebbero ad essere gli ZERI assoluti che erano. Gli “esclusi sfortunati”, pero’, incasserebbero un niente male “bonus” di otre 300 mila euro per il “reinserimento” nella società. Perché mai non e’ previsto qualche cosa di simile per noi “comuni mortali” quando perdiamo il posto di lavoro? No, per noi niente di niente, mica facciamo parte della “casta”! I piu’ sprovveduti e i piu’ indifesi rimangono sempre turlupinati. Che razza di democrazia e’ questa?

sabato 6 febbraio 2010

Il Governo lavora attivamente per l'Italia. Mirko Tremaglia e Dario Rivolta hanno perso l'occasione di costruire il "ponte" tra le due Italie.

L’Italia e’ uno dei Paesi con i piu’ bassi livelli di natalità. Nel 1995 si era toccato il minimo storico di 1,19 figli per donna. Nel 2001 la media e’ risalita a 1,25, media lontanissima a quella dei tempi del cosiddetto “baby boom” nella metà degli anni sessanta in cui si registrò un massimo di 2,7 figli per donna. Per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane, il 18 gennaio scorso e’ stato dato via libera al “Fondo per il credito dei nuovi nati”. Il fondo ha una dotazione di 25 milioni di euro all’anno. In piu’ c’e’ un fondo aggiuntivo di 10 milioni di euro a favore delle famiglie con bambini, nuovi nati o adottati, con malattie rare. Giovedì 28 gennaio 2010 e’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri, riunito a Reggio Calabria, il Piano straordinario del governo Berlusconi contro la mafia. Nessun governo, fino ad oggi, era riuscito ad ottenere risultati così importanti contro la criminalità organizzata: arresti di latitanti tra i più pericolosi, confische e sequestri di beni, scioglimento di amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, ed ora un decreto legge e un disegno di legge per contrastare la mafia in modo ancor più duro. Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge in materia di lavoro per quanto riguarda lavori usuranti, riorganizzazione di Enti, congedi, aspettative e permessi, ammortizzatori sociali, servizi per l'impiego, incentivi all'occupazione, apprendistato, occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro. Ora la legge e’ al Senato. Come ha reagito l'opposizione a quest’ultima iniziativa? Ha accusato il Governo di non tutelare i lavoratori! I fatti riscontrati nel 2009 affermano il contrario. Le violazioni accertate in materia di lavoro nero (+44%), di appalti (+193%), di orario di lavoro (+118%), di rispetto dello Statuto dei lavoratori (+208%), di truffe nei confronti degli Istituti di previdenza (+483%), di sicurezza sul lavoro (+53%). Questo vuol dire che il rapporto di lavoro, elaborato da questo Governo, ha prodotto effetti positivi per tutti: per i lavoratori che sono piu’ tutelati e per i datori di lavoro che hanno meno carico burocratico. Tutti possono svolgere la propria attività in modo più semplice e proficuo rispetto al passato. Questi sono “soltanto” tre dei molti provvedimenti approvati dal Governo in queste ultime settimane del 2010. E’ evidente che l’opposizione fa solo e soltanto “propaganda” quando sostiene che l’intero Parlamento e’ occupato “esclusivamente” a risolvere i problemi personali di Silvio Berlusconi. Sarà che il PD e’ in “coma profondo” e si cerca di rianimarlo sparando a zero contro il Governo, una “vecchia” strategia che gli ha sempre portato male. Dopo Prodi, Veltroni e Franceschini, Bersani e’ il quarto leader (si fa per dire) del centrosinistra in appena due anni. Ebbene, ancora non esiste uno straccio di linea e strategia politica. Hanno perso il contatto con la realtà e la loro base si riduce continuamente. Persino la biologa Paola Binetti se ne e’ andata. Bersani, per evitare la catastrofe delle regionali di fine marzo, e’ stato “costretto” ad allearsi con Di Pietro. Il che vuol dire che, dopo le elezioni, dal “coma” il PD passerà al “decesso” e conseguente funerale. Bersani e’ un simpatico “bocciofilo”, quindi non può essere un “guerriero” con il coraggio di rompere con Di Pietro. La legittimazione di Di Pietro, come alleato, determinerà nuovi e violenti scenari nei prossimi mesi. All’interno del PD c’era chi sottolineava che l’alleanza con l'UDC di Casini era strategica: l’avrebbe allontanata dai “richiami” del centrodestra. L’alleanza con Di Pietro, invece, e’ disastrosa, ma e’ tutto molto piu’ chiaro, come in modo netto sottolinea lo stesso Prodi: “Vedere che ormai sembra sempre più debole, la ragione dello stare insieme”. Berlusconi ha “milioni” di priorità prima di pensare agli italiani nel mondo. Il suo governo sta lavorando alacremente per cercare di risolvere gli innumerevoli problemi dell’Italia e per attuare le ormai improrogabili riforme. E’ noto da sempre che Berlusconi non e’ mai stato favorevole al voto degli italiani all’estero per eleggere i 18 parlamentari, fu “costretto” ad accettarlo per “premiare” Mirko Tremaglia per la sua quarantennale battaglia politica. Era, ed e’, favorevolissimo al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero, per eleggere i candidati nella circoscrizione della loro ultima residenza in Italia, come avviene per molti altri Paesi. Silvio ha doti d’elasticità mentale e sa metabolizzare gli errori, sia stando all’opposizione e sia al governo, per elaborare poi migliori strategie. Nel suo discorso programmatico del 2008, pronunciato alle Camere, ha “ignorato” completamente gli italiani nel mondo probabilmente, appunto, perché aveva “metabolizzato” le negative esperienze passate. Aveva delegato ad alcuni la soluzione dei problemi degli italiani nel mondo e per costruire quel famoso “ponte ideale” tra le due Italie. Coloro he furono incaricati, a quell’importantissima “missione”, non seppero concretizzare alcunché, ne’per gli italiani nel mondo ne’ per l’Italia. Di fronte ai “non risultati”, Berlusconi, nel 2008, non prese in nessuna considerazione la “richiesta” di Mirko Tremaglia di "ripristinare" il Ministero degli Italiani nel Mondo. E non ricandido’ al Parlamento Dario Rivolta per aver fallito l’internazionalizzazione degli “Azzurri nel Mondo”. Al contrario, nel 2001, nel suo discorso programmatico, elogiò gli italiani all’estero e, per la prima volta nella storia repubblicana, istituì il Ministero per gli Italiani nel Mondo. Precedentemente, nel 1999, finanziandola personalmente, favorì la nascita dell’Associazione degli “Azzurri nel Mondo”, “branch” estera di “Forza Italia”. Mirko Tremaglia e’ passato alla storia come “padre” degli italiani nel mondo. Grazie a lui, nel dicembre 2001, fu approvata la legge che sanciva il nostro diritto al voto. Fummo promossi cittadini di Serie “A”. Per questo gli saremo per sempre riconoscenti. Purtroppo pero’, nei cinque anni (dal 2001 al 2006) come Ministro, non seppe raggiungere alcun risultato concreto per convincere Berlusconi di rinominarlo nel 2008. Il Premier, da persona razionale e concreta qual’e’ sempre stata, non vuole (e non può) impegnare la ben più piccola risorsa che non produca un ritorno economico. Tremaglia ha avuto cinque anni per sviluppare ed aggregare le grandi “sinergie” economiche tra gli italiani all’estero e il sistema economico italiano. Sfortunatamente non c’e’ riuscito. Altrimenti oggi sarebbero disponibili cospicue risorse economiche utili per risolvere, almeno in parte, le annose esigenze degli italiani nel mondo. “Adunate oceaniche” di ristoratori, industriali, scienziati e persino di missionari. Numerosi premi assegnati a chi era già stato baciato dalla fortuna, che gli era stata possibile “afferrare” grazie alla laboriosità ed ai grandi “sacrifici” dei loro umili collaboratori, i soli “Giganti” ai quali, “doverosamente”, aspetterebbero i “premi”. L’organizzazione di questi “inconsistenti” avvenimenti assorbirono tutto il tempo ed il denaro a disposizione del Ministro Tremaglia. Nessuna “sinergia” venne attivata che generasse risorse economiche da investire a favore dell’Italia e delle collettività italiane nel mondo. Se la memoria va poi alla “carta dei servizi turistici”, una grande e “geniale” idea di Tremaglia, ricordiamo che fu una colossale “bufala” per aver affidato la realizzazione a personaggi incompetenti. Un’altro risultato “disastrosamente” negativo l’ottenne Dario Rivolta. L’Associazione degli “Azzurri nel Mondo” si era dotata di un “Documento programmatico” di 21 punti che indicava gli obbiettivi da raggiungere. Gli ultimi due punti prevedevano la gestione finanziaria delle risorse dei residenti all’estero, sotto il controllo e la garanzia della Banca d’Italia. Anche qui, il profitto finanziario, che ne sarebbe derivato, poteva essere ingente e rinvestito a vantaggio dell’Italia e delle comunità italiane nel mondo. Dario Rivolta non riuscì ad attuare neppure un rigo dei 21 punti. Per manifesta “incapacità” realizzativa, nel luglio 2007, l’intero gruppo dirigente degli “Azzurri nel Mondo”, fu azzerato. I “fallimentari” risultati del Ministero degli Italiani nel Mondo e degli “Azzurri nel Mondo” delusero fortemente Berlusconi. Nessuno aveva dimostrato capacità e abilità per svolgere l’importante compito assegnatogli. Di fronte a questi risultati, “catastrofici”, Berlusconi ritenette inopportuno “riattivare” il Ministero degli Italiani nel Mondo. Troppo sarebbe stato anche un Viceministro, bastava ed avanzava un Sottosegretario con “delega”. Perché allora erano stati eletti 18 parlamentari all’estero? Non erano loro a doversi farsi carico dei problemi dei loro elettori come avevano promesso e come, quindi, era loro dovere? Non e’ andata cosi’. E’ assodato che i 18 hanno “miseramente” fallito. Vista la loro inutilità’ “conclamata” e’ piu’ che certo che saranno compresi tra i 500 parlamentari che verranno “soppressi” con l’imminente riforma del Parlamento. Auguriamocelo, sarebbe un gran “bene” assoluto! I circa 20 milioni di euro risparmiati, dei loro stipendi, andrebbero a meglio finanziare i COMITES, gli unici (se ben gestiti e se eletti dal popolo) che potrebbero rappresentare “efficacemente” le collettività degli italiani nel mondo. E il CGIE? Avrebbe senso solo se ridimensionato a 15/20 membri provenenti “unicamente” dai COMITES.

venerdì 29 gennaio 2010

Nessun dei 61 governi dal 1948 ad oggi hanno avuto cura degli italiani nel mondo. Ma noi dobbiamo essere soddisfatti di noi e possiamo riderci su.

Mettiamoci il cuore in pace. Non e’ il piu’ caso di continuare a sperare che qualcuno risolva gli annosi problemi di noi italiani nel mondo. Si risolveranno “automaticamente” nei prossimi 10/15 anni quando l’intera generazione, degli emigranti di prima generazione, sarà ritornata alla “casa del Padre”. La seconda e terza generazione conoscono “marginalmente” e sono “pochissimo” interessate alle cose italiane e tanto meno a quelle politiche. L’abbiamo capito: non siamo nei pensieri del governo incarica come non lo siamo mai stati negli altri 60 (dal 1948) che l’hanno preceduto. Da sempre siamo una “riserva indiana” da usare da coloro che con noi debbono farsi le “cose loro”. COMITES (Comitati degli Italiani all’Estero), CGIE (Comitato Generale Italiani all’Estero), i 18 parlamentari eletti all’estero, a che cosa ci sono serviti? Cosa hanno fatto per noi? E le numerose visite, quasi mensili, di parlamentari, “delegazioni” regionali, comunali, sindaci, assessori ecc.? Vengono in “missione” (leggi: gita gratuita) e noi a riceverli come fossero tanti “re” con corte al seguito. Li “scarrozziamo” di qua’ e di là per chilometri e chilometri per mostrare, agli “illustri ospiti”, i luoghi piu’ prestigiosi e belli del Paese in cui viviamo. Gli offriamo rinfreschi, pranzi e cene. Mentre l’“incensiamo”, i “dignitari” ci ricolmano di elogi e ci regalano “patacche”. “Solennemente” ci promettono di tutto e di piu’ (intanto non costa niente!!) “giurando” che, una volta ritornati in Italia, manterranno “senz’altro” la parola data. Chi ha esperienza di queste “missioni a tarallucci e vino” sa che hanno tutte il solito finale da “commedia” all’italiana. Una volta ritornati ai loro luoghi di residenza, oberati dai loro molteplici impegni “impellenti”, non si ricorderanno piu’ neppure una parola. Finita la festa gabbato lo santo! Se la vita e’ una commedia non dobbiamo farne una tragedia, diceva Bernard Shaw, facciamoci, dunque, delle belle risate e prendiamo tutto con grande “humour”. Tanto piu’ che e’ provato che il “ridere” e’ la piu’ grande e straordinaria “medicina”. La parola “umorismo” deriva da latino: umidità, liquido. Ippocrate, il famoso medico dell’antica Grecia, aveva intuito che i fluidi, cioè gli umori (humour, appunto) influenzano la salute e l'indole degli uomini. La mancanza dell'umorismo, secondo i diversi studiosi (filosofi, medici, scrittori) aggrava la malattia. Direi quindi che l’ironia e l’auto-ironia sono ingredienti essenziali per trascorrere una vita piu’ "rilassata" e “sana” ed e’ lo stile di vita dell’ “ottimista realista”. Ne sono soprattutto convinto ora che ho molto meno entusiasmo di un tempo ed anche molto meno umorismo di un tempo. Rimango sempre convinto che se il mondo si mettesse a ridere guarirebbe di tutti i suoi mali. Noi italiani nel mondo, anni fa, eravamo convinti che se potevamo scegliere ed eleggere al Parlamento italiano i nostri rappresentanti, saremmo stati meglio tutelati. Eravamo convinti che, una volta che i nostri “rappresentanti” fossero in Parlamento, tutti i nostri problemi si sarebbero risolti. Dopo quasi 40 anni di dura lotta politica, Mirko Tremaglia riuscì a farci ottenere il “diritto” di voto e cosi’ il nostro “sogno” finalmente si avverrò nel 2006 ripetendosi nel 2008. Doveva essere un avvenimento importante e “serissimo” le elezioni dei nostri 18 rappresentanti. E’ stata, invece, una vera e propria “farsa” tra il “comico” ed il “tragico”. Se ne sono viste di tutti i colori, inutile rievocare quello che e’ accaduto. E’ stato il “trionfo” della proverbiale “fantasia” italiana. Un campionario di come si possa “truffare” prima, durante e dopo le elezioni. Le strade dell’inferno sono lastricate dalle buone intenzioni. Infatti le ottime intuizioni di Mirko Tremaglia, una volta in contatto con la realtà, si sono rivelate, purtroppo, pure e semplici “utopie”. Da quando abbiamo i nostri rappresentanti in Parlamento, la situazione degli italiani nel mondo e’ andata via via sempre piu’ peggiorando. I fondi destinati agli italiani all’estero, dal 2006 (quando c’era Prodi) ad oggi, sono stati drasticamente ridotti, forse per bilanciare il costo dei 18 parlamentari?. Per il 2010 la Finanziaria ridurrà i fondi senza alcun “pietà” anche per quanto riguarda l’assegno di solidarietà ai piu’ indigenti. Il tutto conferma la generale indifferenza dell’attuale governo per gli italiani nel mondo. Siamo passati da un Ministro per gli Italiani nel Mondo nel 2001 (che in cinque anni non ha concluso nulla di concreto) ad un semplice “sottosegretario” con “delega” nel 2008. Ciò significa che, Alfredo Mantica, penserà a noi quando gli “avanzera'” cinque minuti. I 18 nostri rappresentanti, invece di fare “fronte comune”, ognuno hanno seguito le logiche dei rispettivi partiti politici. Spesso sono stati assenti in aula e non hanno preso la parola, ma hanno fatto di peggio. Alcuni di loro, durante il recente voto di una richiesta di aumento di 6 milioni di euro dei fondi per l’assistenza degli italiani nel mondo, si sono “astenuti” e persino “votato contro”. Il peggio “assoluto” sta che, in quattro anni in Parlamento, nessuno dei progetti di legge di loro iniziativa e’ stato ancora approvato. I 18, una volta vinte le elezioni e arrivati in Parlamento, hanno dimenticato tutte le promesse e gli impegni presi con i loro elettori, e hanno subito una “trasformazione”: da “protagonisti”, che dovevano essere, a delle insignificanti “comparse”. Non sono riusciti a farsi apprezzare dai loro “colleghi” eletti in Italia, tanto che sono stati da loro bollati: “turisti lautamente pagati”. Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri del governo Prodi, a proposito dei parlamentari eletti all’estero, si lasciò scappare: “...tanto non contano un cazzo”. In una trasmissione televisiva di Rai International ho sentito con le mie orecchie Gian Luigi Stella (l’autore insieme a Sergio Rizzo del best seller “La Casta”) dire: “ai politici italiani non importa un fico secco degli italiani nel mondo”. Dobbiamo avvilirci o deprimerci? Niente affatto! Ridiamoci su perché dobbiamo sentirci soddisfatti ed orgogliosi di noi stessi. Noi italiani nel mondo, quelli che viviamo nei cinque continenti, ci siamo conquistati stima e rispetto per il nostro stile di vita, di lavoro e d’impegno civile. Siamo certo dispiaciuti nel vedere che la politica italiana sta vanificando i nostri sacrifici e quasi ci “disprezza”. In Italia pochissimi sanno che abbiamo dovuto spesso affrontare durissimi sforzi ed umiliazioni per risolvere i bisogni personali nei Paesi dove siamo emigrati. Ma con il nostro “serio e responsabile” comportamento abbiamo tenuto alto il nome e l’onore del nostro Paese, nonostante il giudizio pessimo che avevano all'estero dell’Italia per via della sua “confusionaria” politica. Sono state tante le umiliazioni e le sofferenze morali che abbiamo dovuto subire, prima che ci riconoscessero che eravamo “gente onesta e laboriosa” e di quale orgoglio nazionale e di quale talento fossimo dotati. C’era sempre, comunque, una parte d’opinione pubblica, nei Paesi dove siamo emigrati, che continuava a giudicare “Italietta” il nostro Paese, nonostante i grandi passi che aveva fatto nel secondo dopoguerra, fino a diventare una delle sette piu’ industrializzate nazioni nel mondo. Molti, troppi pregiudizi sull’Italia ci sono ancora oggi all’estero. Ma noi italiani nel mondo, ci siamo guadagnati la fama di persone d’ingegno, rigorose, serie e rispettose nei comportamenti e proiettiamo l’immagine di una ”altra Italia” che si e’ guadagnata il rispetto ed e’ riuscita a primeggiare. Abbiamo messo in risalto la vera indole italiana “rivalutando” l’immagine dell’Italia che sembra sia votata a “distruggersi”. Un’altra occasione per farci una bella e “grassa” risata ce la fornisce quella parte della solita magistratura italiana “politicizzata”. Sin dal luglio 2009 si sapeva che la magistratura milanese aveva concluso le indagini su “Mediatrade” e avrebbe rinviato a giudizio Silvio Berlusconi, come già era a conoscenza “La Repubblica” in quanto organo ufficiale della magistratura politicizzata. Come si ricorderà, a quell’epoca (luglio 2009) era in atto un “gigantesco” e “vergognoso” attacco mediatico sulla vita privata del Primo ministro. Non era politicamente utile far scoppiare quella “bomba” in quel momento. I magistrati pensarono di attendere l’occasione piu’ “propizia” per farla “scoppiare” isolatamente per ottenere un maggior effetto mediatico. E, da “intelligentoni” come credono di essere, che ti fanno? Ormai e’ una “barzelletta” classica. Alla vigilia delle elezioni regionali, eccoli ad annunciare l’incriminazione di “Mediaset” che coinvolge Pier Silvio Berlusconi, Confalonieri, altri dirigenti e, non poteva mancare, il “solito” Silvio Berlusconi. E’ incredibile che l’odio annebbi la mente di questi magistrati tanto che non riescono a capire che, ancora una volta, hanno fatto un favore al loro acerrimo nemico. Appena ci sono elezioni importanti in vista: eccoti l’immancabile “avviso di garanzia”. Il loro modo di agire e’ “ridicolo” tanto e’ evidente che usano la legge a fini politici. I magistrati dovrebbero essere i “guardiani” della legge e della giustizia. Invece, visto che in questi ultimi 15 anni tutti gli attacchi a Silvio Berlusconi non hanno funzionato, ora stanno cambiando strategia iniziando a colpire i suoi figli. Non ci sarebbe niente da ridere in tutto questo, invece a me “scappa” di farlo. Sembra di assistere ai cartoni animati del maldestro “gatto Silvestro”. Si arruffa confusamente per tentare ostinatamente di acchiappare “Speedy Gonzales” che sempre gli sfugge e non fa altro che rimediare ammaccature e finire malridotto.

mercoledì 27 gennaio 2010

Aldo Di biagio non risponde e non chiarisce.

Caro Aldo Di Biagio, niente! Non rispondi. Muto come un pesce.

Nel frattempo abbiamo letto che in Svizzera, il 23 gennaio 2010, hai iniziato a spiegare le motivazioni per cui è sorto il Pdl all'estero, e quale sia il miglior metodo per prosperare: "Superare certe mentalità divisioniste è d’obbligo, perché un partito non è una associazione. In questa mia veste non ho il desiderio di lavorare in funzione delle mie esigenze personali, ma mi rendo pienamente partecipe di questa strutturazione del partito che presenta anche lati difficili. Che supereremo insieme, se insieme sapremo ragionare con le logiche di partito e con unità d’intenti”. Stile politichese puro difficile da decifrare. Soltanto le ultime parole sono comprensibili: “se insieme sapremo ragionare con le logiche di partito e con unità d’intenti”. E’ evidente ed e’ chiaro che non conosci il profondo significato delle parole della lingua italiana e per questo scrivi cose a vanvera. Il tuo modo di agire nella realtà e’ totalmente all’opposto di quello che hai scritto. Manchi di coerenza. Smettila di “giocare” allo “statista”. Ti sei messo su un piedistallo troppo alto per te. Nello scendere fai attenzione a non “sfracellarti”.

Capisco che un giovane “ragazzotto” quale sei non possa ancora aver acquisito sufficiente esperienza e non riesca pienamente a valutare che la “trasparenza” e la “coerenza” sono le prime regole per farsi apprezzare e stimare. Ostinandoti, poi, a non rispondere, alle due semplicissime domandine qui sotto, stai facendo la figura dello “sbarbatello” o del bambino “imbronciato” che si vergogna per essere stato scoperto con le dita nella marmellata. E’ il comportamento sciocco delle tre scimmiette: non senti, non parli e non vedi.

1) Con quali criteri hai nominato coordinatori “pro tempore” Teresa Todaro Restifa e Santo Santoro ed hai lasciati scoperti gli altri stati d’Australia?

2) Dal tuo CV pubblicato nel tuo web non risulta che tu abbia risieduto all'estero, come hai potuto farti eleggere in Croazia?

Sono consultabili su Internet due articoli del giornale “Il Piccolo” di Trieste dove si legge che sei “domiciliato” in Croazia dal 1991.
Leggendo attentamente i due articoli, ci sono altre notizie che saltano subito all’occhio:

Croazia e Slovenia, votano 9mila italiani,
titola “Il Piccolo” del 05 aprile 2008.

In data 17 aprile 2008, sempre sul “Il Piccolo” si legge:

Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, con i suoi 13.642 voti.

Se gli aventi diritto al voto erano 9mila, come mai ne hai ottenuti 13.642?

Ti spiego la differenza tra “domicilio” e “residenza”:

DOMICILIO: il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari ed interessi.

RESIDENZA: luogo dove si risiede stabilmente, dove si ha la fissa dimora.

Per chiarire una volta per tutte se sei residente o no all’estero, dovresti “TO SCAN” il certificato AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) che dovresti richiedere al tuo Consolato di residenza, e pubblicarlo in Internet. Se non sarai in grado di fare questo, autorizzi il legittimo sospetto che anche tu, come Nicola Di Girolamo (e forse anche alcuni altri parlamentari eletti in Europa), hai “truffato” i tuoi elettori e gli italiani infrangendo la legge 459/2001, Art. 8, comma 1, lettera b).
Sarebbe conveniente per te chiarire al piu’ presto, altrimenti e’ evidente che verresti “delegittimato”. Come può chi si fosse fatto eleggere “illegalmente” pretendere la stima dei suoi elettori e di chi vuole dirigere?

Sempre su Internet e’ possibile leggere una tua lettera pubblicata da “Italia Estera” con la quale rispondi "veementemente" ad un certo signor “nessuno” per non aver avuto il coraggio di uscire allo scoperto scrivendo anonimamente. Io non sono un “anonimo”, quindi conferma di avere veramente coraggio nel rispondimi.

Infine allego una poesia di Trilussa che casca a pennello per te e per i tuoi colleghi simili.

Legge 27 dicembre 2001, n. 459
"Norme per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all' estero "
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2002.
Art. 8.
1. Ai fini della presentazione dei contrassegni e delle liste per l'attribuzione dei seggi da assegnare nella circoscrizione Estero, si osservano, in quanto compatibili, le norme di cui agli articoli da 14 a 26 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e in ogni caso le seguenti disposizioni:
a) le liste di candidati sono presentate per ciascuna delle ripartizioni di cui al comma 1 dell'articolo 6;
b) i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione;
c) la presentazione di ciascuna lista deve essere sottoscritta da almeno 500 e da non più di 1000 elettori residenti nella relativa ripartizione;
d) le liste dei candidati devono essere presentate alla cancelleria della corte di appello di Roma dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello delle votazioni. (……..)

Croazia e Slovenia, votano 9mila italiani
il Piccolo — 05 aprile 2008
pagina 13 sezione: ISTRIA

FIUME Per la seconda volta da quando sono diventati minoranza, gli italiani che vivono in Slovenia e Croazia parteciperanno alle elezioni parlamentari in Italia, compresi nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Europa. Un’opportunità, questa per i cittadini italiani che risiedono nei due stati postjugoslavi, di far sentire la loro voce, la loro presenza, dopo che alle scorse politiche si erano fatti segnalare per la massiccia adesione al voto.In Croazia i connazionali aventi diritto sono 7.400, di cui ben 6 mila abitano in Istria e nel Quarnero, ossia nel territorio di competenza del consolato generale d’Italia a Fiume. A questi 6 mila elettori, si aggiungono i circa 800 di competenza dell’ ambasciata d’Italia a Zagabria e i circa 600 di competenza del consolato italiano a Spalato. Per quanto attiene invece agli aventi diritto che vivono in Slovenia, si tratta di 1606 persone (122 in più rispetto alle parlamentari 2006), di cui 1453 potranno votare per Camera e Senato, mentre 153 – non avendo compiuto i 25 anni d’ età – dovranno limitarsi al voto per la Camera. La stragrande maggioranza degli italiani di Slovenia e Croazia voterà per corrispondenza, in quanto solo uno sparuto gruppo ha deciso di espletare l’ importante diritto in Italia. Tutti gli altri voteranno per corrispondenza, dopo che nei giorni scorsi hanno ricevuto i plichi elettorali, inviati loro da sedi diplomatiche e consolari dei due stati. Le schede di votazione, questa la regola, dovranno pervenire alle competenti sedi entro e non oltre le 16 di giovedì 10 aprile. Tali schede vanno inviate nella busta preaffrancata, recapitata agli aventi diritto con il plico di cui si è detto. In Croazia sono due i candidati italiani presentatisi alla gara elettorale, di cui uno appartenente alla Comunità nazionale. Si tratta di Maria Grazia Frank, nata ad Abbazia nel 1945 e residente a Fiume, candidata nella lista Udc – Casini per la Camera. L’ altro candidato è Aldo Di Biagio, nato nel 1964 a Roma e domiciliato in Croazia dal 1991. Di Biagio si presenta quale candidato del Popolo della libertà per la Camera. Nessun candidato, invece, si è presentato dalla Slovenia.Ricordiamo che gli aventi diritto nella Ripartizione Europa sono circa due milioni, e sono chiamati ad eleggere in totale sei deputati e due senatori. In occasione delle politiche, il presidente dell’ Unione italiana e rappresentante della minoranza al Parlamento croato, Furio Radin, lancia un appello ai connazionali: «L’ affluenza massiccia al voto di quasi due anni fa, che ha sfiorato l’80 per cento – ha dichiarato Radin – è stata notata con piacere in Italia. Pertanto faccio una raccomandazione ai connazionali affinché prendano parte anche stavolta alle votazioni. Da parte sua, l’ Unione italiana non entra nel merito del voto, ma entra nell’appello ad essere presenti. Abbiamo avuto ultimamente – ha commentato – il piacere di avere tra noi politici italiani di diversi partiti, a dimostrazione che il nostro territorio sta diventando interessante per la politica italiana. Un interesse destinato ad aumentare con l’entrata della Croazia nell’ Unione europea e con i confini sempre più permeabili. Si respira insomma un’aria di democrazia, impensabile fino a tutti gli anni Novanta». Andrea Marsanich

Il Piccolo
17/04/08
Aldo di Biagio dalla Croazia alla Camera,
niente per Maria Grazia Frank -Udc

È un imprenditore di 44 anni ed è stato eletto nelle file del Pdl.
Niente da fare per Maria Grazia Frank dell'Udc
Aldo Di Biagio, dalla Croazia alla Camera
FIUME Gli elettori italiani in Croazia divisi a metà fra centrodestra e centrosinistra, mentre i loro connazionali in Slovenia guardano con maggior simpatia al centrosinistra. È l'esito del voto per le politiche nelle due vicine repubbliche, due nicchie elettorali molto importanti perché composte dall'unica comunità di italiani autoctoni all'estero. Cominciamo con la Croazia, Paese che si vedrà «rappresentato» a Roma da un deputato alla Camera, Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, con i suoi 13.642 voti. L' altra candidata residente in Croazia e unica rappresentante degli italiani autoctoni, la fiumana Maria Grazia Frank (Udc) non è stata invece eletta nella Camera. Dei circa 7.400 aventi diritto, a votare per le liste della Camera dei deputati è stato il 60,85 per cento, affluenza massiccia e significativa se rapportata ai dati globali all'estero e a quelli della Ripartizione Europa. A imporsi è stato il Popolo della Libertà, con il 37,7 per cento dei consensi, vittorioso sul filo di lana esattamente il (37%) nei confronti del Partito democratico. Terza piazza per l' Udc (10,9%), quarta per la Sinistra Arcobaleno (4,87) e quinta per Di Pietro Italia dei Valori (3,5). Solo briciole per la Destra Fiamma Tricolore, con l'1,57% delle preferenze. Passiamo al voto per il Senato, che ha visto invece prevalere lo schieramento di Veltroni (38,6%), impostosi per pochi voti - 10 per l' esattezza - sulla formazione del futuro premier Berlusconi (38,3%). Al terzo posto il partito di Casini, con il 7,96%, al quarto la Sinistra Arcobaleno (4,97), al quinto la compagine di Di Pietro (4,2). Veniamo alle preferenze dei cittadini italiani di Slovenia (1606 aventi diritto). In riferimento alla Camera (51,79% di affluenza), a tagliare vittorioso il traguardo è stato il Partito democratico, che ha centrato i 53,65 punti percentuali. La posizione d'onore è stata appannaggio del Partito della Libertà, con il 23%, mentre lo schieramento di Bertinotti ha ottenuto una lusinghiera terza posizione, con il 7%. Alle sue spalle, Di Pietro (5,5) e l'Udc (4,9). Stesso discorso per il Senato, con il Partito democratico a guidare la classifica in piena solitudine (55%) e gli altri ad arrancare. I berlusconiani sono secondi (23,6%),la Sinistra Arcobaleno è terza (7,58%), seguita dall'Italia dei Valori e dall'Udc, con rispettivamente il 5,2 e il 3,6% dei voti. Come già detto in precedenza, a venire eletto è stato Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, classe 1964, domiciliato in Croazia dal 1991. Imprenditore, è stato il primo cittadino croato a partecipare alle parlamentari italiane, quelle tenutesi due anni fa. Nello scorso governo Berlusconi, era a capo del Dipartimento per la collaborazione internazionale del ministero dell'Agricoltura, mentre dall'anno scorso ricopre l'incarico di coordinatore nazionale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. Per quanto riguarda invece la quarnerina Maria Grazia Frank (Udc), ha ottenuto 912 consensi, il che non le ha consentito di diventare il primo deputato a Roma della minoranza italiana di Istria, Quarnero, Dalmazia e Slavonia.
Andrea Marsanich

ITALIA ESTERA
27 mar 2006
RISPOSTA DI ALDO DI BIAGIO AL SIGNOR ‘NESSUNO’, ALIAS COSIMO SANTALUCIA

ROMA, 27 MAR - (Italia Estera) - Nel corso del faccia a faccia svoltosi nei giorni scorsi su
Radiohitalia tra Rita Pavone (candidata nella Lista Tremaglia) e il candidato dell'Unione Élio Carozza é stata commentata una lettera aperta inviata al ministro Tremaglia da una persona che si chiama Cosimo Santalucia, che milita nel suo partito e che ha stigmatizzato la decisione di candidare la cantante nella Lista Tremaglia, mettendo da parte molti di coloro che hanno fatto in tutti questi anni tante battaglie col Ministro. Aldo Di Biagio in una sua nota risponde così:
"Ho il dubbio, se non la quasi certezza, che il signor Cosimo Santalucia
(Vedi Italia Estera del 23 marzo) sia lo pseudonimo dietro al quale si nasconde un candidato concorrente. Infatti, chi è mai questa persona che si scaglia, denigrando e calunniando, contro il sottoscritto e la collega Rita Pavone?
Perché non esce allo scoperto dicendo dove vive? Quale é, quanto meno, il suo indirizzo di posta elettronica affinché uno possa rispondergli personalmente, ancorché pubblicamente, per le rime?
Le sue affermazioni, sia riguardo me, sia la Pavone, - afferma Di Biagio - sono da querela. Ma vale la pena prendersela con i fantasmi? E poi, è da vigliacchi avere di questi comportamenti, chiunque sia la persona che si propone in siffatto modo, cercando di emergere gettando fango sugli altri.
Per quanto mi riguarda, posso dire che non sono le tessere a fare di una persona un emigrante, ma una vita spesa a lottare per la sopravvivenza in un paese straniero che per il sottoscritto è poi diventato anche una seconda patria. Poi, se c’e’ qualcuno, che mi ha voluto momentaneamente a Roma perché apprezza il mio lavoro, le mia qualità e la mia onestà, questa è un’altra cosa. Questo qualcuno, guarda caso, è un Ministro della Repubblica Italiana.
Non per questo, però, non sono e resto un emigrante che ha sposato una croata dalla quale ha avuto tre meravigliose figlie alle quali vorrei regalare una vita più facile della mia, così come vorrei contribuire, con la mia elezione, a migliorare la vita dei nostri connazionali all’estero. Per ultimo, - conclude Di Biagio - caro signor nessuno, io sono un imprenditore, non un funzionario di partito, tanto meno oscuro."

La fama - Trilussa
Un Centogamme disse:
Stamattina, ner contamme li piedi,
me so' accorto che ce n'ho solamente una trentina!
Io nun capisco come me so' fatto 'sto nome
se er conto de le gambe nun combina...
E nun te fa' sentì, brutt'imbecille!
Je disse sottovoce un Millepiedi
Pur'io so' conosciuto: ma te credi che li piedi che ciò so' proprio mille?
Macché! So' centottanta o giù de lì;
io, però, che lo so, nun dico gnente: che me n'importa?
C'è un fottìo de gente ch'è diventata celebre così...