Succede sempre cosi’. Quando qualche eccezionale personalità e’ in vita viene spesso molto criticata, osteggiata e persino calunniata, quando e’ morta diventa un eroe. Rapportato a Silvio Berlusconi, mezza Italia lo odia con tutta l’anima. Tuttavia si può essere ragionevolmente certi che fra cinquant’anni questa mezza Italia sarà dimenticata e Silvio verrà ricordato nei libri di storia. Non sarà difficile elencare le ragioni che hanno fatto grande quest’uomo. La “Storia”, quella con la “S” maiuscola, lo ricorderà non come “un” protagonista, ma come “il” protagonista della vita politica italiana dal 1993 in poi. Un vero“statista”. Quando saranno dimenticati tutti gli altri nomi, quello di Berlusconi sarà ricordato per secoli. Tutti sappiamo chi erano Francesco Crispi e Giovanni Giollitti, ma chi furono i ministri del loro governo? Come si chiamavano i loro oppositori? Figuriamoci se i posteri ricorderanno Prodi, Veltroni, Fini, Casini, D’Alema, Di Pietro e tutta la “pipinara” delle mezze calzette. I libri di storia non sprecheranno un solo rigo per loro. Naturalmente questo che sto scrivendo farà infuriare i “fans” della sinistra. Proprio quelli che da sessantasei anni non fanno che parlare di Mussolini, a riprova che non potranno negare che la storia ricorda solo le personalità eccezionali. Nessuno ora parla dei difetti di Alcide De Gasperi che, come essere umano, doveva averne. Magari non erano quelli, vergognosi e terribili, che la sinistra di allora gli attribuiva, ma qualcuno certo ne aveva. Oggi la stessa sinistra lo considera uno statista senza macchia. Da morto De Gaulle è venerato dalla Francia intera, sinistra inclusa. Da vivo fu ferocemente attaccato dalla stampa, dalla sinistra e, soprattutto, dai suoi “intellettualoidi”, fino all’irrisione continua ed implacabile. Un leader che fa la “Storia” e’ una persona intelligente e non ha soltanto una mente migliore, ma anche maggiore onestà. Ha sempre le idee molto chiare, coerenti, convincenti e condivisibili ed e’ per questo che il suo consenso diventa sempre piu’ consistente. Così nasce e si consolida la figura del leader, legata a doti in parte innate, in parte acquisite dalle sue esperienze personali. E’ fuor di dubbio che Silvio Berlusconi abbia queste doti, che gli dovrebbero essere riconosciute anche dagli avversari, “se onesti”. Eppure, molti di loro impegnano molta parte del loro tempo, non solo per negare ciò che è universalmente evidente, ma anche per danneggiarlo in tutti i modi e, di conseguenza, causando gravi danni d’immagine all’Italia. E’ da 17 anni che lo coprono d’ingiurie e di menzogne e gli rendono difficile l’attività di governo. Ma chiunque abbia provato a “distruggerlo”, non tenendo conto della sua straordinaria intelligenza, ha toccato con mano che e’ impossibile batterlo. Non perché io sia “berlusconiano”, ma e’ assolutamente vero che nella sinistra non c’è un leader. Ne avrebbe uno eccezionale: il trentacinquenne Matteo Renzi Sindaco di Firenze, ma e’ inviso dai “dinosauri” che sono al comando. Renzi ha esplicitamente dichiarato di volerli “rottamare” visto che da vent’anni non fanno altro che collezionare sconfitte su sconfitte. Ci sono, però, numerosi aspiranti “pseudo” leader dalle idee confuse. Tutti sono impegnati “esclusivamente” nell’ormai mal riuscito tentativo di negare le doti del loro avversario e a mettere in cattiva luce o deridere qualsiasi sua iniziativa. Questa attività di “contrasto” non fa altro che mettere in risalto il loro “nanismo” politico che li relega nella categoria dei “quaraquaqua’”. Ognuno di questi “capetti” non ama ammettere gli errori, e si “arrabatta” alla meglio per cercare unicamente di stare a galla. Come possono diventare dei “veri” leader? Senza leader si passa da errore in errore, da insuccesso a insuccesso e si hanno continui avvicendamenti ai vertici dei partiti. Negli “antiberlusconiani” non si intravede una reale prospettiva di crescita, ma solo buio pesto. L’attuale opposizione rimane sempre un’armata Brancaleone, infatti, e’ formata da “snob” comunisti arricchiti (veleggiano con lussuosi “panfili” e passano le vacanze in località “esclusive” frequentate da gente che una volta disprezzavano come “sporchi borghesi”), dai “vanesi” ambientalisti, dai “casinisti”, dai “traditori finiani”, tutti si alimentano non dalle loro “idee”, ma dell’antiberlusconismo. Sono convinti che l’annientamento di Berlusconi permetta loro di andare al governo, anche senza vincere le elezioni. E questo loro chiodo fisso e’ peggio di una grave malattia. Rimangono nella totale confusione che gli impedisce di fare dei programmi migliori, delle proposte migliori di quelle presentate da Berlusconi per sottoporle agli elettori e chiedere la loro approvazione. Questa sarebbe l’unica condizione per sostituirlo. Invece l’opposizione, per andare al potere, gli ha iniziato una guerra senza tregua impiegando l’arma della “menzogna”. Ha messo in atto una “raffinata” tecnica della disinformazione a tutti i livelli: stampa, Tv, Internet, attentati, sommosse di piazza, cortei di “bravi” studenti che mettono a ferro a fuoco le città, praticamente non e’ stato trascurato nulla. La realtà e’ che l’opposizione usa metodi “eversivi” ed e’ del tutto scollata dalla realtà socio/economica e non si propone seriamente come forza alternativa all’attuale governo. La loro concezione del potere e’ la negazione della verità e pensano che sia l’unica strategia per vincere. Quando ognuno di noi fallisce il raggiungimento di un obbiettivo, e’ naturale che guardi in dietro per vedere gli errori commessi che ha causato l’insuccesso. Lo stesso metodo dovrebbe attuare i “pseudo” leader dell’opposizione, e guardando al lontano passato capiremmo anche perché, nonostante siano iniziati i festeggiare per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità, l’Italia “scricchiola” in tutte le sue giunture. Appena l’Italia fu unificata furono in molti, compreso Garibaldi, che pensarono che il Paese dovesse darsi una struttura “federale” simile a quella che dovrebbe essere approvata definitivamente entro il 23 gennaio 2011. Siamo in ritardo di 150 anni. Sarebbe stata la soluzione piu’ idonea ed intelligente, considerato che erano “abissali” le differenze socio/culturali tra le varie regioni come, in parte, lo sono tutt’oggi. Purtroppo si preferì uno Stato “centralista”, pensando che in pochi anni si sarebbe verificato ciò che in altri Stati esteri si era realizzato dopo alcuni secoli. Il mito del centralismo romano, fu poi “esasperato” dal Fascismo, con la deleteria conseguenza dell’accentramento a Roma di ogni attività come, ad esempio, delle case di produzione cinematografiche milanesi, torinesi e napoletane, tramite la costruzione di Cinecittà, e l’errore continuò anche nel dopoguerra. A parte alcuni geni come Fellini, Rossellini, Antonioni e pochi altri, l’Italia ha prodotto soltanto “filmetti”. Alberto Sordi impersonò l’italianuzzo imbroglioncello, mafiosetto, arruffone, piccolo borghese e inaffidabile, insomma quell’italiano che ci hanno resi “celebri” all’estero. E di conseguenza è mancato il cinema d’autore: quello di “esportazione” che fa incamerare valuta pregiata. Accentrando tutto a Roma, dalla cultura ad altro, si e’ voluto negare la straordinaria prerogativa che nessun altro Paese ha, quella che l’Italia e’ un’unica “immensa grande città” dove la cultura, e qualsiasi altra attività, può avere migliaia di sfaccettature e tutte di altissimo valore e di grande livello. Un esempio su tutti? L’infinita varietà della cucina regionale. Concentrando il potere a Roma la cultura ed il resto, e’ diventato tutto “asfittico” e si e’ giunti all’attuale declino. In uno dei Consigli dei Ministri tenuti a Napoli, acutamente Giulio Tremonti osservò che Napoli, con l’Unità, si era ritrovata di punto in bianco ridotta da “capitale” straordinaria ed evoluta quale era a “paesello”. E cosi’ anche altre vecchie “capitali” di stati e staterelli italiani. La proposta di Calderoli di decentrare i Ministeri in varie ex capitali e città del nord, del centro e del sud, va nel senso di “rivalorizzare” città e territori che con l’Unita’ furono svuotati d’importanza politica, sociale ed economica. Questo renderebbe più “omogeneo” il territorio nazionale contribuendo fortemente alla “compattezza” e non alla “divisione” dell’Italia. Così come la Rai dovrebbe esser decentrata a Milano, Firenze, Bologna, Napoli, Bari, Palermo ecc. e così gli altri canali, moltiplicatisi con il digitale terrestre. Dovrebbe nascere un “gruppo” privato svincolato dalla politica, con le diverse reti decentrate e in concorrenza tra loro a salvaguardia della qualità. Una volta tanto che Calderoli (Lega Nord) ha espresso una “geniale” proposta che “ricompatterebbe” e “valorizzerebbe” tutte le diverse regioni e realtà della Repubblica, e’ stata accolta con “pernacchie” e cori di fischi. Il che testimonia l’infantilismo e l’immaturità’ di molti politici “bipartisan”, dei sociologi e degli “esperti” intellettualoidi.
sabato 15 gennaio 2011
domenica 26 dicembre 2010
Per Napolitano il voto del 14 dicembre ha un grande valore politico. Non c'e' spazio per i "maneggioni" della politica ed i "traditori" come Fini.
Il Globo & La Fiamma - Australia
Venerdi 24 dicembre 2010
Il Presidente della Repubblica e’ stato categorico: “Opererò in ogni circostanza, secondo regole e prassi costituzionali cui intendo doverosamente attenermi, nei limiti del mio ruolo e delle obiettive possibilità, tenendo ben conto della volontà espressa dal corpo elettorale nel 2008. Opererò soprattutto perché ora e nel futuro, indipendentemente dalla definizione delle soluzioni di governo, si realizzi quello spirito di condivisione di cui ho detto”. Napolitano ha attribuito al voto del 14 dicembre non un valore puramente numerico, ma “politico” come, in effetti, e’ stato. Quindi, chi pensava e pensa ancora ai “ribaltoni” si metta il cuore in pace. Se qualche “maneggione” tentasse di sovvertire la volontà popolare espressa con il voto del 2008 i cittadini lo riterrebbe un grave affronto alla democrazia. Napolitano ha sbarrato definitivamente la strada ai governi di “fantasia”. Ha indicato chiaramente che ogni crisi di governo deve essere risolta dal popolo “sovrano” che deve scegliere con il voto il Premier ed il programma da lui proposto. Il voto del 14 dicembre ha indotto il Presidente della Repubblica a sottolineare questo importante principio “snobbato” dai “maneggioni” di professione, ma sancito all’articolo uno della Costituzione. Napolitano, nonostante qualche sua grave inadempienza (come il continuare a proteggere Fini), ha finalmente detto, senza alcun equivoco, che e’ “sacro” il valore del risultato elettorale. Diciamolo forte e chiaro. Chi trasforma la competizione politica in scontro personale, chi usa "l’antiberlusconismo", come fosse una religione ed una ragione di vita, sobilla violentatori e picchiatori per passione o professione. Continuare a ripetere, come dischi rotti, che Berlusconi è brutto, sporco e cattivo, un gangster, un mafioso, uno che pensa solo a se stesso (e lo si va a dire nelle scuole ai giovani studenti) non può che produrre azioni violente del tipo di quelle viste recentemente a Roma e non solo, crea mani assassine come abbiamo visto l'anno scorso in Piazza Duomo a Milano. L'Italia ha già vissuto momenti dolorosi di aspro e sanguinoso conflitto: deve essere responsabilità di tutti impegnarsi affinché ciò non avvenga mai più. Occorre che gli interessi collettivi prevalgano sugli interessi di parte. Dobbiamo tutti contribuire a rasserenare il clima politico. Basta con la personalizzazione della politica! Che si discuta di contenuti. Forse che l'opposizione, sia essa di destra o di sinistra, si ritrova a corto di argomenti di fronte ad un governo del fare? Forse che non ha null'altro da opporre se non l'urlo fanatico del “tutto tranne Berlusconi”? Se non ci fosse Silvio, magari la smetterebbero di “rompere”, forse tornerebbero a fare politica normale, magari si parlerebbe di cose concrete, anziché solo e sempre di lui. Ma il loro “obbiettivo” e’ chiaro. Hanno pensato che denigrando continuamente Berlusconi, molti cambiassero idea. Sono partite le calunnie, le mille inchieste campate per aria, gli scandali, le escort, le leggi ad personam, il “bunga bunga”. Hanno avuto il compito facilitato da certi Pubblici Ministeri e dalla maggior parte dei media. Una “esplosione” atomica che avrebbe distrutto chiunque. Si inventano le accuse, le si diffondono con l’informazione schierata come un plotone di esecuzione. Le procure passano le informazioni che non provano nulla, i media le “pompano” e si crea il mostro da sbattere in prima pagina. Un circolo vizioso per distruggere il nemico. Ma gli italiani non ci sono cascati e, imperterriti e sempre piu’ numerosi, hanno continuato a votare Silvio. Sono stati cosi’ “fessi” da non accorgersi di aver esagerato perdendo qualsiasi credibilità. Se anche ci fosse stato un minimo di fondamento in tutte le loro accuse, si sono bruciati per la smania incontenibile di far fuori il loro nemico accecati dall’odio. L'opinione generale dell’italiano medio, cioè la maggioranza dell’elettorato, ammira le virtù pubbliche di Berlusconi e invidia quelle private. Certo Silvio ha le sue colpe, di sicuro non ha fatto tutto quello che aveva in mente. Scrissi piu’ volte che avrebbe dovuto presentare le riforme in parlamento e discuterle lì, anziché trattare all’infinito prima di presentarle. Ha dato l’immagine di essersi fatto trascinare nei tira e molla della politica delle chiacchiere e dei compromessi. Nonostante tutto, in questi due anni e mezzo e nei suoi governi precedenti, di cose ne sono state fatte tante, ma se ne potevano fare di più. La sinistra è maestra della disinformazione ed e’ riuscita a coprire, i grandi risultati raggiunti da Berlusconi, sotto una coltre puzzolente di “sterco”. Una certa parte della magistratura ha messo in piedi “teoremi” infondati e la stragrande maggioranza dei media sono stati la loro grancassa. Purché non si parli d’altro, purché si nascondano le cose buone fatte, purché si chiudiamo gli occhi ai cittadini. La sinistra ha infarcito la testa degli italiani di “fesserie”. Ha sovvertito i principi basilari della democrazia e li spaccia per “normale” politica. Non è affatto normale che un governo “democraticamente” eletto non sia libero di governare. Non è normale che dei parlamentari eletti per sostenere un certo programma di governo cambino idea. Non è normale che il presidente della Camera faccia politica attiva e si intromette nelle decisioni del governo. Non è normale che pretendano le dimissioni del Presidente del Consiglio per sostituirlo con uno non eletto. Non è normale che cerchino di formare un governo con i partiti che hanno perso le elezioni. Non è normale che pretendano di farlo senza passare per il voto. Non è normale che pretendano di stravolgere il voto degli italiani senza chiedere il loro parere. Speravano di esserci liberati dai giochi delle tre carte della prima Repubblica. Vengono a raccontarci che la nostra e’ una democrazia parlamentare, che i parlamentari non hanno vincolo di mandato. Basta, una buona volta, a raccontare “balle”. Basta con le “bugie” che gli avversari di Berlusconi raccontano ogni giorno. Hanno voluto far credere che Silvio era ed e’ il problema, non e’ cosi’. Il problema non e’ essere “berlusconiani” o “antiberlusconiani”, il problema e’ il tradimento del mandato elettorale che si vuole calpestare. La maggioranza silenziosa, che e’ poi quella che vota per Berlusconi, non manifesta in piazza, non spacca vetrine e non bruciare automezzi, attende “democraticamente” lo svolgersi degli eventi. Fa “schifo” vedere i “maneggioni” dei politicanti di professione impegnarsi per stravolgere la volontà popolare e porre l’Italia in grave pericolo sociale ed economico. A loro “frega niente un tubo” se l’Italia va in malora. A loro importa “occupare” il potere per appagare la loro “megalomania” e pensare ai loro “sporchi” interessi personali. Ma ci prendono tutti per “idioti”? Prima mettono in crisi il governo e poi ci vogliono far credere che lo fanno per il bene dell’Italia. Vogliono fare un governo di “salute pubblica” evitando le elezioni per affrontare meglio la crisi economica che continua ad infuriare. Se gli premevano tanto il bene dell’Italia, perché hanno messo in crisi un governo che governava anche piuttosto bene? Perché non l’hanno sostenuto? Questi “maneggioni” irresponsabili debbono stare attenti ad abusare della pazienza di chi e’ veramente “democratico”. C’e’ una cosa pero’ di cui possiamo gioire. Gli “eversori” ed i “traditori” sono stati “accantonati” dalle dichiarazioni del Presidente della Repubblica. Decisamente per loro non c’e’ piu’ futuro. Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
mercoledì 22 dicembre 2010
lunedì 20 dicembre 2010
Si sta per concludere la battaglia finale contro Berlusconi. I tre "pollastri" FiCaRu finiranno allo spiedo.
Il Globo & La Fiamma – Australia
Venerdi 10 dicembre 2010
Non sono Nostradamus, e’ che seguo attentamente gli avvenimenti politici e, quasi sempre, riesco ad intuire cosa poi accade. Il 20 agosto scrissi che dal 1994 era iniziata la lotta tra il “vecchio” e il “nuovo” e che da luglio 2010 era iniziata la battaglia finale per far fuori Berlusconi odiato per il “nuovo” che rappresenta. Da fastidio alle “caste” installatesi al potere da molti anni. Se vince Berlusconi finirà la “cuccagna” dei “maneggioni” della prima Repubblica. Le “caste” saranno sciolte: addio soldi e privilegi. La “casta” della magistratura, che ha fiutato il pericolo mortale, e vuol togliere di mezzo Berlusconi sgombrando la strada alla “restaurazione” del vecchio. E’ ormai chiaro a tutti, che gli avversari di Berlusconi, in primis Fini, sono uniti nella difesa ostinata del “vecchio” e dei loro “privilegi”. Loro vogliono far intendere, agli “ingenui”, che si tratta di una lotta “democratica” e di “moralità”. Per darla a bere al popolo, che considerano “fessacchiotto”, sostengono che sia necessario un governo di “salute pubblica” allontanando chi ha vinto “democraticamente” le elezioni. Pur di “sloggiare” Berlusconi, presidente del Consiglio per volontà degli elettori italiani, negli ultimi 16 anni hanno messo in atto tutte le strategie piu’ “illegali” e “calunniose” e lo hanno accusato di tutti i reati contemplati dal codice penale. Visto che non hanno avuto successo, hanno giocato l’ultima carta: Gianfranco Fini. “Gianfrego” ha messo in crisi la maggioranza, non per reali motivi di dissenso dell’azione di governo, come abbiamo ascoltato durante l’ultima riunione della direzione del Pdl, ma perché è accecato dall’odio verso Berlusconi. Il suo unico obiettivo è eliminarlo. La sua ostilità, “covata per anni”, è iniziata quando era vice primo ministro e ministro degli esteri. E’ “scoppiata” negli ultimi mesi del Governo Prodi per essere prontamente soffocata, “per opportunismo”, prima delle elezioni del 2008 ed è infine diventata “irrefrenabile” negli ultimi due anni, da quando “Gianfrego” si è messo in testa d’essere un grande statista. Quando Fini decise di andarsene (nessuno l’ha cacciato) e costituire il gruppo di Futuro e Libertà non immaginava minimamente a che cosa andava in contro perché non aveva una visione politica. Ha aperto una crisi al buio e comincia a intravvederne i limiti. Segnali lasciano supporre che si sia accorto di essersi ficcato in un vicolo cieco. Giorni fa con Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli ha “costruito”, piu’ che il “terzo polo”, un “pollaio” di “pollastri” di razza FICARU. Che fantastico trio! Un ex fascista, un ex democristiano ed un ex tutto. Il “terzo polo”, ovvero “pollaio”, è fatto, ma i “pollastri” finiranno presto allo spiedo, comunque vada il 14 dicembre. Siamo ormai al countdown. Se Berlusconi sarà defenestrato i tre “pollastri”, cominceranno a beccarsi tra loro. Se Berlusconi resterà in sella, sarà certificato il loro fallimento. Ma, imperterriti, i tre “pollastri” FICARU continuano a chiedere le dimissioni del Governo prima del 14 dicembre e avanzano le più “strampalate” proposte come quelle di dar vita a governi tecnici, o di salvezza nazionale, o di armistizio. Perché questa insistenza? Perché continuano a richiedere le dimissioni se sono già fissate l’assemblea delle due Camere per discutere e votare, a Montecitorio la mozione di sfiducia e al Senato quella di fiducia? Se i tre “pollastri” pensano che la gente sia così “imbecille” da non capire cosa vanno cercando i FICARU, hanno una scarsa considerazione degli italiani e anche per questo saranno puniti quando ci saranno le elezioni. Con le dimissioni prima del 14 dicembre i tre “pollastri” otterrebbero due grossi risultati. Il primo: nascondere evidenti spaccature che esistono all’interno del FLI e dell’UDC, che con le dimissioni del premier non verrebbero alla luce. Il secondo è quello di evitare un diverso possibile risultato tra Camera e Senato. Sfiducia nella prima, fiducia nel secondo, che spalancherebbe la porta a nuove elezioni in un solo ramo del Parlamento. Fini, Casini e Rutelli (FI.CA.RU), sebbene abbiano molti tratti in comune, non condividono nessun obiettivo e strategia. Rutelli “Cicciobello” (nomignolo affibbiatogli da Prodi) e’ un “pollastro” qualunque ed in piu’ poco gli piace “fatica’”, vuole solo ritornare ad avere un po’ di visibilità. Casini, cresciuto alla scuola delle “greppie” democristiane, non possiede né il carisma né il polso per essere un leader. Si accontenterebbe di essere la bilancia tra destra e sinistra. Che poi sarebbe poter andare al governo ora con gli uni ora con gli altri, secondo le circostanze e le convenienze, cosa che ha già fatto alle recenti elezioni regionali. Condizione necessaria per il raggiungimento di questo scopo è abrogare il sistema elettorale attuale. Insomma, è essenziale ripristinare una certa quota di proporzionale, così che non siano gli elettori a decidere chi sarà il Premier che deve governare, ma lo stabilirà gli “intrallazzi” di palazzo tra i “maneggioni” degli oltre cento partiti che “rientrerebbero” in Parlamento dopo le elezioni. Fini, invece, sogna per Berlusconi una fine da “Piazzale Loreto”. L’insistenza con cui i tre “pollastri” FICARU chiedono a Berlusconi di dare le dimissioni prima del 14 dicembre si spiega anche con l’incertezza del voto a Montecitorio sulla sfiducia. Temono che molti deputati non abbiano alcuna voglia di “auto licenziarsi” (piu’ di un terzo non ha ancora maturato il diritto alla pensione). Tutto sommato il piu’ “pollastro” tra “Pierfurby” e “Cicciobello” e’ proprio lui: “Gianfrego”. I FICARU sono i degni eredi della Prima Repubblica e si dimostrano per quello che realmente sono: “maneggioni” apprendisti stregoni. Come possono pensare di andare avanti senza un progetto politico? Se Berlusconi ha trovato mille difficoltà per governare avendo il solo Fini a mettergli i bastoni tra le ruote, come faranno loro che non sono d’accordo su nulla? Vogliono poi “allargare” la maggioranza al “rottamato” e “mummificato” Pd costretto a rincorrere affannosamente Vendola e Di Pietro. All’evanescente e “spocchioso” Luca Cordero di Montezemolo. Al “fantasmagorico” Vendola. La realtà della situazione politica non sfugge ai parlamentari (bipartisan) che, per diverse ragioni, non vogliono andare a casa, e il 14 dicembre potrebbero esserci delle belle sorprese per i tre “pollastri”, in caso contrario si andrà al voto. Sarà quella l’ultima opportunita’ che avremo noi italiani per salvare l’Italia. Se Berlusconi non verrà ampiamente riconfermato, l’Italia piomberebbe in un pericoloso caos dal quale difficilmente potrà venirne fuori. La “puzza” delle quasi sicure elezioni, e’ giunta alle narici dei soliti eterni “aspiranti candidati” residenti all’estero che sono già in “fibrillazione”. Nel Pdl in Australia, appena saputo della nomina a responsabile estero del Senatore Juan Esteban Caselli, i “soliti vecchi noti” gli hanno fatto pervenire le loro piu’ vive “congratulazioni”. Ma non ci sarà piu’ niente da fare per le “mezze calzette”. C’e’ la ragionevole speranza che, finalmente, questa volta il Pdl verrà rappresentato da persone di sicuro valore professionale e stimate che potranno attrarre voti “bipartisan” dalla comunità italiana nel mondo ed anche in Australia. Non ci sarà piu’ trippa per gatti anche per i candidati del Pd. Sia per l’inettitudine dimostrata in questi anni dal Pd senza leader, senza idee e senza un programma tanto da essere “impresentabile”, e sia perché, dopo quattro anni in Parlamento, Nino Randazzo e Marco Fedi non hanno mantenuto una sola “virgola” delle loro promesse. Recentemente Fedi ha tentato una debole e patetica difesa per giustificarsi della mancata approvazione della legge sulla cittadinanza, accollando tutta la colpa (e te pareva!) al governo in carica. Spieghi perché non fu approvata durante il governo Prodi. Fedi onestamente deve dire la verità e smetterla di raccontare “frottole”. Nessun governo, fosse di sinistra, di destra, di centro o quant’altro, mai approverà quella legge. L’Italia non può permettersi di trovarsi sul “gobbone” milioni di “oriundi” italiani. A parte che d’italiano avrebbero ben poco se non un lontanissimo bisnonno. Infatti, non conoscono la lingua, la storia, gli usi i costumi ecc., ma una volta “italiani” potrebbero stabilirsi in Italia e, quindi, avere pieno diritto ad una pensione sociale, all’assistenza medica gratuita, alla casa ecc. ingigantendo il problema già insostenibile. Per la sola “riacquisizione” della cittadinanza, sin dal 1992 e’ in vigore una legge di cui in migliaia ne hanno già usufruito. La procedura da seguire e’ quella prevista dalla legge 91/1992 che all’art. 13 comma 1. lettera c, prevede quanto segue: “Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista se dichiara di volerla riacquistare ed ha stabilito o stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel territorio della Repubblica”. Chi fosse interessato si rivolga al Consolato di appartenenza.
Venerdi 10 dicembre 2010
Non sono Nostradamus, e’ che seguo attentamente gli avvenimenti politici e, quasi sempre, riesco ad intuire cosa poi accade. Il 20 agosto scrissi che dal 1994 era iniziata la lotta tra il “vecchio” e il “nuovo” e che da luglio 2010 era iniziata la battaglia finale per far fuori Berlusconi odiato per il “nuovo” che rappresenta. Da fastidio alle “caste” installatesi al potere da molti anni. Se vince Berlusconi finirà la “cuccagna” dei “maneggioni” della prima Repubblica. Le “caste” saranno sciolte: addio soldi e privilegi. La “casta” della magistratura, che ha fiutato il pericolo mortale, e vuol togliere di mezzo Berlusconi sgombrando la strada alla “restaurazione” del vecchio. E’ ormai chiaro a tutti, che gli avversari di Berlusconi, in primis Fini, sono uniti nella difesa ostinata del “vecchio” e dei loro “privilegi”. Loro vogliono far intendere, agli “ingenui”, che si tratta di una lotta “democratica” e di “moralità”. Per darla a bere al popolo, che considerano “fessacchiotto”, sostengono che sia necessario un governo di “salute pubblica” allontanando chi ha vinto “democraticamente” le elezioni. Pur di “sloggiare” Berlusconi, presidente del Consiglio per volontà degli elettori italiani, negli ultimi 16 anni hanno messo in atto tutte le strategie piu’ “illegali” e “calunniose” e lo hanno accusato di tutti i reati contemplati dal codice penale. Visto che non hanno avuto successo, hanno giocato l’ultima carta: Gianfranco Fini. “Gianfrego” ha messo in crisi la maggioranza, non per reali motivi di dissenso dell’azione di governo, come abbiamo ascoltato durante l’ultima riunione della direzione del Pdl, ma perché è accecato dall’odio verso Berlusconi. Il suo unico obiettivo è eliminarlo. La sua ostilità, “covata per anni”, è iniziata quando era vice primo ministro e ministro degli esteri. E’ “scoppiata” negli ultimi mesi del Governo Prodi per essere prontamente soffocata, “per opportunismo”, prima delle elezioni del 2008 ed è infine diventata “irrefrenabile” negli ultimi due anni, da quando “Gianfrego” si è messo in testa d’essere un grande statista. Quando Fini decise di andarsene (nessuno l’ha cacciato) e costituire il gruppo di Futuro e Libertà non immaginava minimamente a che cosa andava in contro perché non aveva una visione politica. Ha aperto una crisi al buio e comincia a intravvederne i limiti. Segnali lasciano supporre che si sia accorto di essersi ficcato in un vicolo cieco. Giorni fa con Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli ha “costruito”, piu’ che il “terzo polo”, un “pollaio” di “pollastri” di razza FICARU. Che fantastico trio! Un ex fascista, un ex democristiano ed un ex tutto. Il “terzo polo”, ovvero “pollaio”, è fatto, ma i “pollastri” finiranno presto allo spiedo, comunque vada il 14 dicembre. Siamo ormai al countdown. Se Berlusconi sarà defenestrato i tre “pollastri”, cominceranno a beccarsi tra loro. Se Berlusconi resterà in sella, sarà certificato il loro fallimento. Ma, imperterriti, i tre “pollastri” FICARU continuano a chiedere le dimissioni del Governo prima del 14 dicembre e avanzano le più “strampalate” proposte come quelle di dar vita a governi tecnici, o di salvezza nazionale, o di armistizio. Perché questa insistenza? Perché continuano a richiedere le dimissioni se sono già fissate l’assemblea delle due Camere per discutere e votare, a Montecitorio la mozione di sfiducia e al Senato quella di fiducia? Se i tre “pollastri” pensano che la gente sia così “imbecille” da non capire cosa vanno cercando i FICARU, hanno una scarsa considerazione degli italiani e anche per questo saranno puniti quando ci saranno le elezioni. Con le dimissioni prima del 14 dicembre i tre “pollastri” otterrebbero due grossi risultati. Il primo: nascondere evidenti spaccature che esistono all’interno del FLI e dell’UDC, che con le dimissioni del premier non verrebbero alla luce. Il secondo è quello di evitare un diverso possibile risultato tra Camera e Senato. Sfiducia nella prima, fiducia nel secondo, che spalancherebbe la porta a nuove elezioni in un solo ramo del Parlamento. Fini, Casini e Rutelli (FI.CA.RU), sebbene abbiano molti tratti in comune, non condividono nessun obiettivo e strategia. Rutelli “Cicciobello” (nomignolo affibbiatogli da Prodi) e’ un “pollastro” qualunque ed in piu’ poco gli piace “fatica’”, vuole solo ritornare ad avere un po’ di visibilità. Casini, cresciuto alla scuola delle “greppie” democristiane, non possiede né il carisma né il polso per essere un leader. Si accontenterebbe di essere la bilancia tra destra e sinistra. Che poi sarebbe poter andare al governo ora con gli uni ora con gli altri, secondo le circostanze e le convenienze, cosa che ha già fatto alle recenti elezioni regionali. Condizione necessaria per il raggiungimento di questo scopo è abrogare il sistema elettorale attuale. Insomma, è essenziale ripristinare una certa quota di proporzionale, così che non siano gli elettori a decidere chi sarà il Premier che deve governare, ma lo stabilirà gli “intrallazzi” di palazzo tra i “maneggioni” degli oltre cento partiti che “rientrerebbero” in Parlamento dopo le elezioni. Fini, invece, sogna per Berlusconi una fine da “Piazzale Loreto”. L’insistenza con cui i tre “pollastri” FICARU chiedono a Berlusconi di dare le dimissioni prima del 14 dicembre si spiega anche con l’incertezza del voto a Montecitorio sulla sfiducia. Temono che molti deputati non abbiano alcuna voglia di “auto licenziarsi” (piu’ di un terzo non ha ancora maturato il diritto alla pensione). Tutto sommato il piu’ “pollastro” tra “Pierfurby” e “Cicciobello” e’ proprio lui: “Gianfrego”. I FICARU sono i degni eredi della Prima Repubblica e si dimostrano per quello che realmente sono: “maneggioni” apprendisti stregoni. Come possono pensare di andare avanti senza un progetto politico? Se Berlusconi ha trovato mille difficoltà per governare avendo il solo Fini a mettergli i bastoni tra le ruote, come faranno loro che non sono d’accordo su nulla? Vogliono poi “allargare” la maggioranza al “rottamato” e “mummificato” Pd costretto a rincorrere affannosamente Vendola e Di Pietro. All’evanescente e “spocchioso” Luca Cordero di Montezemolo. Al “fantasmagorico” Vendola. La realtà della situazione politica non sfugge ai parlamentari (bipartisan) che, per diverse ragioni, non vogliono andare a casa, e il 14 dicembre potrebbero esserci delle belle sorprese per i tre “pollastri”, in caso contrario si andrà al voto. Sarà quella l’ultima opportunita’ che avremo noi italiani per salvare l’Italia. Se Berlusconi non verrà ampiamente riconfermato, l’Italia piomberebbe in un pericoloso caos dal quale difficilmente potrà venirne fuori. La “puzza” delle quasi sicure elezioni, e’ giunta alle narici dei soliti eterni “aspiranti candidati” residenti all’estero che sono già in “fibrillazione”. Nel Pdl in Australia, appena saputo della nomina a responsabile estero del Senatore Juan Esteban Caselli, i “soliti vecchi noti” gli hanno fatto pervenire le loro piu’ vive “congratulazioni”. Ma non ci sarà piu’ niente da fare per le “mezze calzette”. C’e’ la ragionevole speranza che, finalmente, questa volta il Pdl verrà rappresentato da persone di sicuro valore professionale e stimate che potranno attrarre voti “bipartisan” dalla comunità italiana nel mondo ed anche in Australia. Non ci sarà piu’ trippa per gatti anche per i candidati del Pd. Sia per l’inettitudine dimostrata in questi anni dal Pd senza leader, senza idee e senza un programma tanto da essere “impresentabile”, e sia perché, dopo quattro anni in Parlamento, Nino Randazzo e Marco Fedi non hanno mantenuto una sola “virgola” delle loro promesse. Recentemente Fedi ha tentato una debole e patetica difesa per giustificarsi della mancata approvazione della legge sulla cittadinanza, accollando tutta la colpa (e te pareva!) al governo in carica. Spieghi perché non fu approvata durante il governo Prodi. Fedi onestamente deve dire la verità e smetterla di raccontare “frottole”. Nessun governo, fosse di sinistra, di destra, di centro o quant’altro, mai approverà quella legge. L’Italia non può permettersi di trovarsi sul “gobbone” milioni di “oriundi” italiani. A parte che d’italiano avrebbero ben poco se non un lontanissimo bisnonno. Infatti, non conoscono la lingua, la storia, gli usi i costumi ecc., ma una volta “italiani” potrebbero stabilirsi in Italia e, quindi, avere pieno diritto ad una pensione sociale, all’assistenza medica gratuita, alla casa ecc. ingigantendo il problema già insostenibile. Per la sola “riacquisizione” della cittadinanza, sin dal 1992 e’ in vigore una legge di cui in migliaia ne hanno già usufruito. La procedura da seguire e’ quella prevista dalla legge 91/1992 che all’art. 13 comma 1. lettera c, prevede quanto segue: “Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista se dichiara di volerla riacquistare ed ha stabilito o stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel territorio della Repubblica”. Chi fosse interessato si rivolga al Consolato di appartenenza.
La sconfitta dei "Traditori" e dei "Maneggioni.
Il Globo & La Fiamma - Australia
venerdi 17 dicembre 2010
Come volevasi dimostrare: I tre “pollastri” FiCaRu sono finiti allo spiedo. Ma i tre, pur cotti a puntino, si consolano lanciando “Il Polo della Nazione” che altro non e' "Il Pollaio dei pollastri nazionali". Mentre Berlusconi ha lasciato a Casini la porta aperta (e molti deputati dell’Udc ne approfitteranno), ha chiuso per sempre con Fini che ora l’aspetta il calvario della fine del Fli (fliiii.....come il sibilo del serpente!!). I “finiani” sono devastati dai “regolamenti di conti” interni e molti, che si erano allontanati dal Pdl, ritorneranno all’ovile per irrobustire la maggioranza. Dopo aver messo a punto la “congiura” con i suoi degni “compari” (Casini, Rutelli e Bersani), Fini a Bastia Umbra decise di sferrare l’attacco finale intimando “sfrontatamente” a Berlusconi di dimettersi. Ma come scriveva Macchiavelli “per esperienza molte sono state le congiure, e poche hanno avuto buon fine”. Se l’attacco non riesce, gli effetti sono disastrosi per chi fallisce l’obbiettivo. Fini dovrà ora ricominciare tutto d’accapo da una condizione di debolezza e con una “ciurma” in stato di “ammutinamento” ormai consapevole che non ha piu’ futuro. Moffa ha chiesto le dimissioni di Bocchino. Anche Fini dovrebbe dimettersi sia dal Fli e sia da presidente della camera, non lo farà perché e’ uomo viscido e senza dignità. Il Fli ormai e’ un “inutile” partito d’opposizione. Non può tornare col centrodestra e non serve alla sinistra e neppure alla magistratura, perché non è piu’ utile a far cadere il governo. È solo una “barchetta” in difficolta’ in mezzo ad un mare tempestoso. Nessuno più intervisterà Bocchino. Nessuno più vorrà sapere come la pensa Granata. Al Senato il risultato era scontato, ma bisogna registrare che è andato ben oltre le previsioni. I voti a favore del governo sono stati 162 contro 135 e se aggiungiamo ai voti contrari i dieci finiani che si sono astenuti, si vede bene che il divario resta ugualmente notevole. Alla Camera si è avuta la sorpresa. I voti a favore del governo sono stati 314 contro i 311 dell’opposizione (2 gli astenuti). E’ una vittoria morale ma “soprattutto” politica. E’ una risposta alla vecchia politica fatta dai “maneggioni” con agguati, intrallazzi, intrighi di palazzo. E’ un colpo mortale al tentativo di legittimare il tradimento. E’ la giusta fine di Fini e della sua setta di “irresponsabili”. Avete ascoltato il discorso del “ducetto spara balle” Bocchino? Un folle esaltato tale e quale a Di Pietro, anzi, peggio. Quello del 14 dicembre e’ un risultato “assoluto” ed importante per Berlusconi e per il suo governo che mettono a tacere tutti coloro che lo davano per “bollito” e che, secondo “Gianfrego” Fini, perseguiva solo i suoi interessi e non rappresentava piu’ i valori del centrodestra. E’ un valore di centrodestra svendere al cognato una casa del Partito? E’ un valore del centrodestra negare la truffa, giurare di dimettersi e poi, di fronte all’evidenza, non farlo? E’ valore di centrodestra che il presidente della Camera minacci un dirigente Rai per fare avere alla suocera un appalto da un milione e mezzo di euro? È un valore del centrodestra se Fini sottrae dal conto di AN oltre centomila euro per comprarsi una vettura Bmw, che poi gli e’ stata tolta con un atto giudiziario? E’ un valore del centrodestra farsi pagare, come fa Bocchino, i debiti del proprio giornale (Il Roma di Napoli) con soldi pubblici sottratti al volontariato? È un valore del centrodestra usare, come fa Fini, le strutture della Camera per convincere i deputati a lasciare il Pdl e confluire nel Fli? È un valore del centrodestra mettere a disposizione della sinistra i voti ottenuti da elettori “convintamente” berlusconiani? È un valore del centrodestra tradire? Tutti gli interventi degli oppositori, che abbiamo potuto ascoltare in diretta, grazie ad Internet, alla luce dei risultati, appaiono del tutto ridicoli e penosi. Il piu’ “esemplare” e’ stato quello di Di Pietro che un “colluso” Presidente della Camera gli ha permesso di vomitare insulti e parolacce contro Berlusconi ed il governo. Ha fatto bene l’intera maggioranza ad abbandonare il Parlamento, rientrando soltanto quando quel "matto" ha terminato il suo vergognoso ed incivile “sproloquio”. Cosa dire dell’intervento di quel “poveretto” Bersani. Piu’ che il leader di un partito e’ sembrato un “dimesso” presidente di una “bocciofila”. E’ quello dell’ormai “patetico e vanesio” pieno d’odio leader “minimo” D’Alema? E’ incredibile che ci sia ancora il 24/25% di italiani che esprimono la “intenzione” di votare per il Pd, per un partito “rottamato”, “mummificato” senza idee, ne’ strategia, ne’ programma e ne’ leaders. Di sicuro il “merito” sta nello “odio” che i “fans” del Pd nutrono per Berlusconi e non dalla razionalità. Si spera che il 14 dicembre sia la fine delle manovre dei “maneggioni” che volevano far credere al popolo“fessacchiotto”, come loro pensano che sia, che Berlusconi non era piu’ in grado di governare. Per questo, secondo i “maneggioni” era necessario un “governo di responsabilità” composto da “irresponsabili” e “traditori”. Oppure di un “governo di larghe intese” che per essere chiari significa “inciucio” con chi, perse le elezioni, ritiene sia l’unico mezzo per andare al potere. Si proponeva anche un “governo tecnico” composto da personaggi che non avrebbero dato garanzia di professionalità, competenza e imparzialità. Alla fine e’ stato anche invocato un “governo di armistizio”, da coloro che “unilateralmente” avevano dichiarato la guerra e poi chiedono l’armistizio quando si sono resi conto che stavano per “perdere”. L’armata Brancaleone dei “maneggioni”, che voleva “cacciare” il legittimo governo votato democraticamente dagli italiani, ha subito una sconfitta morale e una lezione politica esemplare. Il 14 dicembre passerà alla storia come un’importante vittoria anche per la democrazia, così pericolosamente minacciata. Immaginiamoci, infatti, cosa sarebbe successo se avesse vinto lo schieramento “Fini, Casini, Rutelli & Bersani”. Altro che tradimenti reciproci, ci sarebbe scappati anche i morti. Una destra “fascista”, “fanatica” e "traditrice" che si allea con la sinistra “forcaiola”. Tre “pollastri” Fini, Casini e Rutelli, nello stesso pollaio a “spennarsi” per la leadership (lo vedremo tra poco). Una sinistra che non può fare a meno dell’ala estremista, la dimostrazione ultima sono stati i cortei che hanno messo a ferro e a fuoco Roma e non solo, proprio il 14 dicembre mentre nel Parlamento si votava. Vogliono il ritorno al proporzionale per far entrare nel governo i “No Global”, “Rifondazione Comunista”, i “Verdi” e i “Fratelli musulmani”. Insomma, le basi per la guerra civile, altro stabilità di governo!! Tutto questo e’ stato allontanato. Anche questa volta la buona stella che protegge l’Italia e’ stata rappresentata da Silvio Berlusconi. Il voto del 14 dicembre ha anche conseguenze politiche importanti. Con la riconfermata forte maggioranza al Senato, Napolitano non se la sentirà di far formare un qualunque altro governo. Dunque, tutti i governi di “fantasia” saranno state soltanto delle “favole”. Ora si e’ aperta una fase nuova, che Berlusconi potrà gestire con maggiore relativa tranquillità. Cosa farà il Premier consapevole che con soli tre soli voti di maggioranza gli sarà difficilissimo se non impossibile governare? Il primo tentativo e’ di “allargare” la maggioranza aprendo la porta alle “colombe finiane” che vorranno rientrare. Tenterà poi di convincere Casini, ma soprattutto gli scontenti nell’Udc e degli altri moderati in altri partiti, di far parte del governo assegnandogli qualche incarico governativo o ministero. Sempre che si riuscirà a stabilire un patto chiaro e di reciproca soddisfazione e che sia approvato dalla Lega di Bossi, altrimenti Berlusconi sarà costretto a chiedere elezioni anticipate. Infatti, ha già in preparazione un nuovo simbolo e nuovo partito in vista delle elezioni di primavera. Bisogna attendere i primi di gennaio 2011 per sapere quale sorte aspetterà all’Italia. Ma per fortuna per ora il pericolo maggiore e’ stato scampato.
venerdi 17 dicembre 2010
Come volevasi dimostrare: I tre “pollastri” FiCaRu sono finiti allo spiedo. Ma i tre, pur cotti a puntino, si consolano lanciando “Il Polo della Nazione” che altro non e' "Il Pollaio dei pollastri nazionali". Mentre Berlusconi ha lasciato a Casini la porta aperta (e molti deputati dell’Udc ne approfitteranno), ha chiuso per sempre con Fini che ora l’aspetta il calvario della fine del Fli (fliiii.....come il sibilo del serpente!!). I “finiani” sono devastati dai “regolamenti di conti” interni e molti, che si erano allontanati dal Pdl, ritorneranno all’ovile per irrobustire la maggioranza. Dopo aver messo a punto la “congiura” con i suoi degni “compari” (Casini, Rutelli e Bersani), Fini a Bastia Umbra decise di sferrare l’attacco finale intimando “sfrontatamente” a Berlusconi di dimettersi. Ma come scriveva Macchiavelli “per esperienza molte sono state le congiure, e poche hanno avuto buon fine”. Se l’attacco non riesce, gli effetti sono disastrosi per chi fallisce l’obbiettivo. Fini dovrà ora ricominciare tutto d’accapo da una condizione di debolezza e con una “ciurma” in stato di “ammutinamento” ormai consapevole che non ha piu’ futuro. Moffa ha chiesto le dimissioni di Bocchino. Anche Fini dovrebbe dimettersi sia dal Fli e sia da presidente della camera, non lo farà perché e’ uomo viscido e senza dignità. Il Fli ormai e’ un “inutile” partito d’opposizione. Non può tornare col centrodestra e non serve alla sinistra e neppure alla magistratura, perché non è piu’ utile a far cadere il governo. È solo una “barchetta” in difficolta’ in mezzo ad un mare tempestoso. Nessuno più intervisterà Bocchino. Nessuno più vorrà sapere come la pensa Granata. Al Senato il risultato era scontato, ma bisogna registrare che è andato ben oltre le previsioni. I voti a favore del governo sono stati 162 contro 135 e se aggiungiamo ai voti contrari i dieci finiani che si sono astenuti, si vede bene che il divario resta ugualmente notevole. Alla Camera si è avuta la sorpresa. I voti a favore del governo sono stati 314 contro i 311 dell’opposizione (2 gli astenuti). E’ una vittoria morale ma “soprattutto” politica. E’ una risposta alla vecchia politica fatta dai “maneggioni” con agguati, intrallazzi, intrighi di palazzo. E’ un colpo mortale al tentativo di legittimare il tradimento. E’ la giusta fine di Fini e della sua setta di “irresponsabili”. Avete ascoltato il discorso del “ducetto spara balle” Bocchino? Un folle esaltato tale e quale a Di Pietro, anzi, peggio. Quello del 14 dicembre e’ un risultato “assoluto” ed importante per Berlusconi e per il suo governo che mettono a tacere tutti coloro che lo davano per “bollito” e che, secondo “Gianfrego” Fini, perseguiva solo i suoi interessi e non rappresentava piu’ i valori del centrodestra. E’ un valore di centrodestra svendere al cognato una casa del Partito? E’ un valore del centrodestra negare la truffa, giurare di dimettersi e poi, di fronte all’evidenza, non farlo? E’ valore di centrodestra che il presidente della Camera minacci un dirigente Rai per fare avere alla suocera un appalto da un milione e mezzo di euro? È un valore del centrodestra se Fini sottrae dal conto di AN oltre centomila euro per comprarsi una vettura Bmw, che poi gli e’ stata tolta con un atto giudiziario? E’ un valore del centrodestra farsi pagare, come fa Bocchino, i debiti del proprio giornale (Il Roma di Napoli) con soldi pubblici sottratti al volontariato? È un valore del centrodestra usare, come fa Fini, le strutture della Camera per convincere i deputati a lasciare il Pdl e confluire nel Fli? È un valore del centrodestra mettere a disposizione della sinistra i voti ottenuti da elettori “convintamente” berlusconiani? È un valore del centrodestra tradire? Tutti gli interventi degli oppositori, che abbiamo potuto ascoltare in diretta, grazie ad Internet, alla luce dei risultati, appaiono del tutto ridicoli e penosi. Il piu’ “esemplare” e’ stato quello di Di Pietro che un “colluso” Presidente della Camera gli ha permesso di vomitare insulti e parolacce contro Berlusconi ed il governo. Ha fatto bene l’intera maggioranza ad abbandonare il Parlamento, rientrando soltanto quando quel "matto" ha terminato il suo vergognoso ed incivile “sproloquio”. Cosa dire dell’intervento di quel “poveretto” Bersani. Piu’ che il leader di un partito e’ sembrato un “dimesso” presidente di una “bocciofila”. E’ quello dell’ormai “patetico e vanesio” pieno d’odio leader “minimo” D’Alema? E’ incredibile che ci sia ancora il 24/25% di italiani che esprimono la “intenzione” di votare per il Pd, per un partito “rottamato”, “mummificato” senza idee, ne’ strategia, ne’ programma e ne’ leaders. Di sicuro il “merito” sta nello “odio” che i “fans” del Pd nutrono per Berlusconi e non dalla razionalità. Si spera che il 14 dicembre sia la fine delle manovre dei “maneggioni” che volevano far credere al popolo“fessacchiotto”, come loro pensano che sia, che Berlusconi non era piu’ in grado di governare. Per questo, secondo i “maneggioni” era necessario un “governo di responsabilità” composto da “irresponsabili” e “traditori”. Oppure di un “governo di larghe intese” che per essere chiari significa “inciucio” con chi, perse le elezioni, ritiene sia l’unico mezzo per andare al potere. Si proponeva anche un “governo tecnico” composto da personaggi che non avrebbero dato garanzia di professionalità, competenza e imparzialità. Alla fine e’ stato anche invocato un “governo di armistizio”, da coloro che “unilateralmente” avevano dichiarato la guerra e poi chiedono l’armistizio quando si sono resi conto che stavano per “perdere”. L’armata Brancaleone dei “maneggioni”, che voleva “cacciare” il legittimo governo votato democraticamente dagli italiani, ha subito una sconfitta morale e una lezione politica esemplare. Il 14 dicembre passerà alla storia come un’importante vittoria anche per la democrazia, così pericolosamente minacciata. Immaginiamoci, infatti, cosa sarebbe successo se avesse vinto lo schieramento “Fini, Casini, Rutelli & Bersani”. Altro che tradimenti reciproci, ci sarebbe scappati anche i morti. Una destra “fascista”, “fanatica” e "traditrice" che si allea con la sinistra “forcaiola”. Tre “pollastri” Fini, Casini e Rutelli, nello stesso pollaio a “spennarsi” per la leadership (lo vedremo tra poco). Una sinistra che non può fare a meno dell’ala estremista, la dimostrazione ultima sono stati i cortei che hanno messo a ferro e a fuoco Roma e non solo, proprio il 14 dicembre mentre nel Parlamento si votava. Vogliono il ritorno al proporzionale per far entrare nel governo i “No Global”, “Rifondazione Comunista”, i “Verdi” e i “Fratelli musulmani”. Insomma, le basi per la guerra civile, altro stabilità di governo!! Tutto questo e’ stato allontanato. Anche questa volta la buona stella che protegge l’Italia e’ stata rappresentata da Silvio Berlusconi. Il voto del 14 dicembre ha anche conseguenze politiche importanti. Con la riconfermata forte maggioranza al Senato, Napolitano non se la sentirà di far formare un qualunque altro governo. Dunque, tutti i governi di “fantasia” saranno state soltanto delle “favole”. Ora si e’ aperta una fase nuova, che Berlusconi potrà gestire con maggiore relativa tranquillità. Cosa farà il Premier consapevole che con soli tre soli voti di maggioranza gli sarà difficilissimo se non impossibile governare? Il primo tentativo e’ di “allargare” la maggioranza aprendo la porta alle “colombe finiane” che vorranno rientrare. Tenterà poi di convincere Casini, ma soprattutto gli scontenti nell’Udc e degli altri moderati in altri partiti, di far parte del governo assegnandogli qualche incarico governativo o ministero. Sempre che si riuscirà a stabilire un patto chiaro e di reciproca soddisfazione e che sia approvato dalla Lega di Bossi, altrimenti Berlusconi sarà costretto a chiedere elezioni anticipate. Infatti, ha già in preparazione un nuovo simbolo e nuovo partito in vista delle elezioni di primavera. Bisogna attendere i primi di gennaio 2011 per sapere quale sorte aspetterà all’Italia. Ma per fortuna per ora il pericolo maggiore e’ stato scampato.
lunedì 11 ottobre 2010
Lo sport nazionale italiano? Insultare Berlusconi. Non hanno capito che per batterlo debbono fare politica seria e non deriderlo.
“L'uomo è per natura un animale politico” sosteneva Aristotele. Gli antichi eleggevano i migliori e i politici non erano pagati e non avevano benefici di sorta. Da allora sono di molto cambiati i tempi ed oggi sarebbe assurdo far gestire la politica esclusivamente a dei “volontari”. E’ piu’ realistico, se qualcuno lavora per l’interesse generale, percepisca un “giusto” compenso, senza pero’ raggiungere gli “eccessi” retributivi attuali, tanto da considerare “casta” predatrice i politici. Potrebbe essere “parzialmente” giustificato lo stipendio che percepisce una parte dei parlamentari che fanno parte della maggioranza, che possiamo immaginare abbiano qualche impegno, ma non riusciamo a capire come “caspita” passano il loro tempo tutti gli altri. Rimaniamo “sconcertati” di quello che accade oggi in politica, ma non c'e' niente di nuovo sotto il sole se già, nel 1300, Dante Alighieri scriveva: “Ahi serva Italia/di dolore ostello/nave senza nocchiere in gran tempesta/non donna di provincia ma di bordello". Se anche oggi, piu’ o meno, siamo nella stessa situazione e’ dovuto al “caos” che si e’ accentuano da quando, da circa 16 anni, e’ iniziato lo “sport nazionale” praticato “assiduamente” giornalmente dagli avversari politici di Berlusconi: deriderlo ed insultarlo per qualsiasi cosa dica e faccia e accollargli tutti i guai italiani. Si arrabbiano tanto da strapparsi le vesti se racconta barzellette o se si “appisola” in Parlamento (e’ lunga negli anni la galleria fotografica dei “premier” o parlamentari ritratti addormentati o supposti tali) no, a Berlusconi non gliela si passa. E’ un mistero che l’opposizione veda costantemente la pagliuzza negli occhi di chi non sopporta quando e’ completamente cieca per la trave che ha nei suoi occhi. Gli “antiberlusconiani”, da “saccenti e spocchiosi” quali sono, si rattristano nell’ascoltare barzellette, ancor di piu’ se a farlo e’ Berlusconi. Sono persone “tetre” ed “incazzate” dalla mattina alla sera, che amano il “falso serioso”. A corto di argomenti validi e seri, non gli rimane altro che contestare il premier in tutto e per tutto. Berlusconi sbaglia come ogni essere umano, ma nessuno crede che una persona intelligente come lui le sbagli tutte. Sì, per gli avversari politici il premier sbaglia sempre a “prescindere”. Non si accontentano di affermare solo questo, lo giudicano un buffone, nano, ladro, imbecille e gli affibbiano mille altri epiteti. In fine, per concludere “democraticamente” aggiungono che sono degli emeriti “idioti” chi lo vota, i soli “intelligenti” sono loro. Come si spiega, allora, che gli “intelligentoni” sono finiti immersi nella “cacca” sino alla bocca? La risposta e’ che non hanno mai fatto “politica”, ma soltanto “chiacchiere e pettegolezzi”. La cosa ancor piu’ grave e’ che non si fermano qui. A parte la solita stampa (si insiste nel dire che sia controllata da Berlusconi) che ne inventa una al giorno per metterlo alla berlina (continuando l’azione “terroristica” di “sputtanamento” dell’Italia in tutto il mondo), se si naviga in Internet se ne leggono di tutti i colori, cose da “pazzi” deliranti come quelle su “Micro Mega”. Sono capaci persino di scrivere che: “Fateci caso: ogni volta che Berlusconi è in grave difficoltà, o gli vola un Duomo in faccia, o un suo sgherro sembra rischiare la vita”. C’è gente che si augura la morte di Belpietro (direttore di “Libero”) e di tutti quelli che la pensano come lui. Gente che mette online pagine che incitano l’eliminazione fisica dell’avversario. C’e’ chi fa manifestazioni di piazza inneggiando alla rivoluzione, alla presa del Palazzo esibendo tanto di forca per impiccare i “nemici”. Sergio Marchionne, CEO della Fiat, ha colto nel segno: “Hanno aperto gli zoo e tutti gli animali ora sono per strada”. Poveracci, sarebbero da commiserare se non destassero seria preoccupazione. Le teste vuote quando si nutrono di solo odio, prima o poi sfociano nella violenza. A questa “masnada” di psicopatici gli sarà venuto un travaso di bile quando avranno ascoltato in Tv, a “Che tempo che fa”, il “laburista” Tony Blair. “Smettetela di parlare di scandali e cominciate a parlare di politica. La gente legge tutte queste cose, quello che si fa e si dice, i grandi titoloni sui giornali, be’ onestamente, quello che ho imparato in dieci anni, ed era anche per me fonte di enorme preoccupazione quando leggevo titoli a caratteri cubitali, mi preoccupavo moltissimo, be’, dovremmo avere fiducia nella gente, perché alla fine, loro leggono, possono anche essere divertiti dalle notizie, dai titoli, ma poi tutto finisce nel cestino della carta straccia quando si arriva a votare. Quando si vota la gente pensa a chi ha la politica migliore per il futuro. Si vince cosi’”. E sono stati costretti ad ingoiare un rospo grosso cosi’ quando Blair ha detto che Berlusconi: “Quando ero primo ministro e lui presidente del Consiglio è stato un buon amico. E quando ha detto che avrebbe fatto qualcosa per noi, la sua parola l'ha mantenuta”. L’opposizione, se vuole battere Berlusconi, si sforzi di fare “politica” seria e diventare credibile presentando programmi concreti e realizzabili. Seguitare “esclusivamente” ad insultare e deridere l’avversario, visti i risultati a cui e’ giunta, e’ continuare ad “autodistruggersi”. Non basterà una nuova “ammucchiata” se poi non riusciranno a trovare l’accordo su nulla e decidere niente. Il programma con il quale il Pdl ha vinto le elezioni del 2008 rimane valido tuttora. Se non sarà possibile completarlo non e’ dovuto certamente per incapacità o mancanza di volontà di Berlusconi, ma per l’assurda e “deleteria” sfrenata ambizione e l’invidia di Gianfranco Fini che l’ha “sabotato”. E’ cosa risaputa che in politica la mancanza di lealtà, di morale, di correttezza e’ la “normalità”. In politica e’ stupido avere dei rancori, devono prevalere gli “interessi generali del Paese” piu’ che i “sentimenti personali”. E’ per questo che Berlusconi, dopo essere stato “tradito” da Umberto Bossi nel 1994, ha stretto con lui una solida alleanza che dura da anni. E’ per questo che Berlusconi potrebbe “riallearsi” con Pierferdinando Casini e viceversa. Se l’operazione fosse conveniente, i due farebbero finta di dimenticare gli screzi e gli insulti passati. Ma se in politica si può “perdonare” all’avversario che ha perseguito i suoi scopi senza il minimo scrupolo, ingannando, tramando e mentendo, perché fa parte del gioco, non e’ assolutamente possibile avere accordi con chi agisce per motivazioni “infantili”, per “superbia” ed “invidia” perché dimostrerebbe di essere del tutto “inaffidabile” anche come solo avversario. Con un tipo simile, pieno di odio, e’ impossibile ogni rapporto. E’ soltanto una “calamità” da evitare. Anche se il governo dichiara di poter andare avanti, di fatto tutti i partiti politici sono già in campagna elettorale ed e’ cosi’ iniziata la “fiera” dell’ipocrisia che risulta tanto evidente leggendo alcune dichiarazioni di “leader” o presunti tali. Come può, ad esempio, Fini pensare di essere credibile quando dichiara che: “L’obbiettivo deve essere l’interesse generale”. E richiama tutti “al dovere di stretta collaborazione istituzionale” blaba, blaba…quando e’ lui l’unico responsabile della “caduta” (prossima ventura) di un governo che stava operando bene e che poteva realizzare le tanto attese e necessarie riforme prima della fine della legislatura? Non so quanti voteranno Fini, eppure, assurdamente, qualcuno lo farà. La fusione di Forza Italia con Alleanza Nazione ha prodotto una riduzione degli incarichi direttivi all’interno del partito unico (Pdl). Ed e’ cosi’ che si e’ creata una massa di “arrabbiati” che minacciano di aderire a “Futuro e libertà per l’Italia”. Il Fli potrebbe rappresentare, sul territorio nazionale e anche all’estero, un “polo” di attrazione per i molti scontenti nelle file berlusconiane. Ma quanti saranno? Aderiranno al Fli per ritornare a fare i “capetti”? Lo faranno per appagare il loro orgoglio e tornaconto personale o per fare l’interesse generale del Paese? Come si presenteranno agli italiani? Di quali ideali e di progetti parleranno? Sicuramente quello che a loro interessa e’ il denaro, le auto blu’, i voli gratis e “vivacchiare” agiatamente in Parlamento, in qualche regione o in un ente. Accennavamo che potrebbero essere imminenti le elezioni politiche, e cosi’ anche all’estero sono iniziate le grandi manovre. Per l’ennesima volta l’organizzazione (si fa per dire!) del Pdl nel mondo e’ stata completamente azzerata. Al momento non c’e’ piu’ nessun che possa considerarsi “coordinatore”, soltanto può dichiararsi “sostenitore” del Pdl. A breve verrà reso noto chi sara’ il nuovo responsabile per l’estero che, presumibilmente, poi nominerà i vari “coordinatori” nelle quattro circoscrizioni estere. Dopo i “madornali” errori commessi dal centrodestra nelle due precedenti elezioni, confidiamo che abbiano fatto tesoro di quelle "tragiche" esperienze, e ci auguriamo che questa volta vengano selezionati candidati di “alto” valore e di riconosciuta’ professionalità. Persone “carismatiche” capaci di attrarre voti di tutti gli elettori, non solo di quelli di area centrodestra. Da alcuni mesi si parla dell’ex senatore Santo Santoro al quale potrebbe essere conferito l’incarico di “coordinatore” unico del Pdl per la quarta circoscrizione estera. Sarebbe, quindi, affidata a lui la selezione dei quattro candidati del Pdl e lui stesso potrebbe far parte della rosa. Per motivi vari, Santo Santoro e’ combattuto se accettare o meno l’eventuale incarico. Se gli venisse conferito e’ auspicabile che accetti nell’interesse generale della comunità italiana.
venerdì 1 ottobre 2010
Anche se ha ottenuto la fiducia per Berlusconi sara' impossibile governare. "Gianfrego" e' "un ladro di sogni" come ha scritto Marcello Veneziani.
Nei 342 voti incassati dal governo risultano decisivi quelli dei “finiani” e del “Mpa” (Movimento per le Autonomie) di Raffaele Lombardo (attualmente “governatore” della Sicilia), il che vuol dire con “certezza” che a primavera 2011 si andrà all’elezioni politiche. E’ evidente che il governo non potrà “governare” dal momento che sarà “immobilizzato” da continui ricatti. Se tutto quello che e’ capitato negli ultimi giorni e mesi precedenti non fosse stato sufficiente per capire che il governo non ha piu’ i numeri per governare, la conferma sta nei mancati applausi dei “finiani” al discorso di Berlusconi e nei commenti “ironici” che si scambiavano. Altro che riforma della giustizia condivisa dall'intera maggioranza, altro che giro di boa. Si e’ toccato con mano che per Fini e per i suoi, come per tanta parte dell’opposizione, non e’ “prioritario” il bene dell’Italia. Non sono interessati a renderla un Paese diverso, libero da burocrazie illiberali, da vincoli sul lavoro e sull'economia, da centralismi, statalismi e assistenzialismi. C’e’ chi vuole un’Italia nuova, libera e liberale, e chi ancora e’ aggrappato ai suoi piccoli privilegi personali, alle rendite di posizione e all’antica visione della politica della prima Repubblica. Occorre che gli elettori se ne rendano conto. Se alle prossime ormai inevitabili elezioni non daranno a Berlusconi la maggioranza assoluta per governare senza essere ricattato da alcuno, compresa la Lega Nord, l’Italia non avrà piu’ futuro. Nel dibattito parlamentare di mercoledì abbiamo constatato che non esiste alternativa a Berlusconi, considerato che e’ “inesistente” una vera opposizione che possa sostituirlo. Anche agli ultra “antiberlusconiani” sempre e comunque a prescindere, non può sfuggire la “manfrina” che stanno mettendo in atto i Pm (Pubblici Ministeri) romani che indagano sulla “truffa aggravata” a danno del partito di AN. E’ “irrilevante”, per non essere “determinante” come prova della truffa, se Giancarlo Tulliani, il cognato di “Gianfry”, sia o no il proprietario dell’appartamento di Montecarlo. Tutt’al piu’ questo potrebbe costituire una “aggravante” che costringerebbe il “moralista” Fini alle dimissioni come ha dichiarato nel video messaggio: “E se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera”. Chi ha letto, anche in minima parte, le migliaia di pagine pubblicate da tutti i giornali (la “libera” stampa, che si era “imbavagliata” e snobbava l’affare, alla fine e’ stata “costretta” ad occuparsene), non ha piu’ nessun dubbio che la “truffa aggravata” c’e’ stata e la prova sta nel fatto, “incontestabile”, che l’appartamento di proprietà di AN, e’ stato “svenduto” ad un prezzo di 4 o 5 volte inferiore a quello di mercato. Ma ci pensate se in una cosa del genere vi fosse stato coinvolto Silvio Berlusconi? I Pm avrebbero già chiuso l’inchiesta rinviandolo, giustamente, a giudizio senza se e senza ma. I magistrati inquirenti stanno invece “traccheggiando” accampando la scusa che attendendo da Montecarlo la valutazione “ufficiale” dell’appartamento, cosa che sarebbe facile determinare consultando via Internet il mercato immobiliare del principato. Vogliono farci passare da stupidi? E’ come se i Pm, per stabilire se la Ferrari 458 Italia (197mila Euro) di Tulliani sia o no sia piu’ veloce di una Fiat Panda, non possano stabilirlo da soli, ma “pretendono” una relazione tecnica “ufficiale” dalla Ferrari ed dalla Fiat. Sapete perché la stanno portando alle calende greche? Debbono lasciare a Fini il tempo necessario per finire il “lavoro” commissionatogli dalla “cosca eversiva”. Deve far cadere il governo Berlusconi e, sino a quel momento, debbono mantenerlo “politicamente” in vita. Se ai magistrati giungesse la “certificazione” ufficiale del valore di quell’appartamento, si troverebbero costretti ad accusare Fini di “truffa aggravata” al suo stesso partito. Viene il sospetto che questa indagine non si concluderà rapidamente, oppure mai. I documenti andranno avanti e in dietro da Montecarlo, qualcosa si perderà per strada, i tempi si allungheranno e alla fine tutto potrebbe risolversi in una bolla di sapone. "La Repubblica” si chiede se in Italia i cittadini siano tutti uguali davanti alla legge. Davanti alla legge dei codici non so, davanti alla legge della sinistra sicuramente NO! State tranquilli, se Fini farà “saltare” Berlusconi, finirà tutto a tarallucci e vino, ma se Fini troverà un accordo con Berlusconi, gliela faranno pagare. Il favore che la Magistratura sta facendo a Fini e’ che vogliono che faccia cadere il governo e cosi’ non sarà mai approvata la riforma della giustizia. Ho visto Fini sul web come un Bin Laden qualunque. A parte che la scelta denota vigliaccheria per essere sfuggito al contraddittorio e alle domande dei giornalisti ma, come al solito, ha parlato di aria fritta e non ha spiegato nulla. A guardarlo come si muoveva e a sentire quello che diceva, e come lo diceva, era evidente che era in disagio e questo capita a chi non sta dicendo la verità. Era “falsamente” conciliante: “Chi ha irresponsabilmente alimentato questo gioco al massacro si fermi, fermiamoci tutti prima che sia troppo tardi. Fermiamoci pensando al futuro del paese”. Sei in ritardo di circa due anni “Gianfrego”! Dov’eri ai tempi quando Zappadu distribuiva migliaia di foto “private” di Berlusconi? Dei “Papi” di Noemi, della D'Addario e del mafioso Spatuzza? Hai detto la stessa cosa, allora? No, te ne stavi spaparanzato su una sedia a ridere con un magistrato, aspettando la “bomba atomica” che lì a poco avrebbe spazzato via il Premier attaccato su cento fronti diversi. Ti fregavi le mani, sicuro che era arrivato il tuo turno per “scalzare” Berlusconi. Cosi’ come Boffo predicava di morale e poi si e’ scoperto che s’era beccato un decreto penale di condanna per “stalking” dal tribunale di Terni, tu predicavi di legalità, ma che cosa hai combinato a Montecarlo? Per fortuna che, grazie al “Il Giornale” a “Libero” e a “Dagospia” e a tutte le voci libere, dopo lunga battaglia hanno fatto crollare il muro alzato dall’informazione che si dichiara “libera” e che si era invece “imbavagliata” per proteggerti. Nel videodiscorso di Fini mi ha sconcertato una sua affermazione: “Ma, sia ben chiaro: non è stato commesso alcun tipo di reato, non è stato arrecato alcun danno a nessuno. E, sia ancor più chiaro, in questa vicenda non è coinvolta l’amministrazione della cosa pubblica o il denaro del contribuente. Non ci sono appalti o tangenti, non c’è corruzione né concussione”. E con la faccia di bronzo che si ritrova ha aggiunto: “Tutto qui? Per quel che ne so tutto qui”. Semplicemente vergognoso! Fini, non vuol dimettersi perché sa che sparirebbe dalla vita politica. Vuole continuare a mantenere una posizione di comodo: fare il presidente della camera, che e’ un ruolo super partes ma, contemporaneamente, insistere a fare un volgarissimo doppiogioco provandole tutte per far fuori il governo. Tant’e’ che il Pd gli fa falsi inchini, trattandolo come l’utile idiota del momento. Non sono mancati al suo discorso gli “estimatori” nella sinistra che hanno preso le sue difese, in testa Enrico Letta e il sempre “grande” Casini. Povera Italia se simili “quaraquaqua’” ce li trovassimo a governare l'Italia. Ma il colmo del ridicolo lo raggiunge il giornalista de “La Repubblica” Giuseppe D’Avanzo. Scrive che Berlusconi e un po’ tutte le imprese italiane e mondiali hanno costituito nei paradisi fiscali società off shore. D’Avanzo dimentica di aggiungere che Berlusconi non segue piu’ da anni direttamente le sue aziende e dimentica che Berlusconi non ha mai dato lezioni a nessuno di moralità. Gli italiani conoscono molto bene il suo passato e, ciò nonostante, lo hanno sempre votato in massa, considerando secondari i suoi peccati rispetto ai suoi meriti. Per Fini il discorso cambia radicalmente. Si e’ messo a fare prediche da “moralista”, quando sapeva di non avere le carte in regola. Fini l’ha fatta grossa, ma ciò che e’ piu’ grave e’ il nascondere la verità agli italiani. Può la terza carica istituzionale essere occupata da un bugiardo? Nel video messaggio ci fa sapere di avere la coscienza a posto. Che faccia di tolla! Povero D’Avanzo! Per difendere “l’amico” accusa l’avversario di aver fatto le stesse cose. Il suo odio per Berlusconi lo acceca e, addirittura, supera quello di Marco Travaglio. Cosa succederà a D’Avanzo quando Fini si dimetterà per il cumulo delle prove contro di lui? Girano documenti che comproverebbero che il “cognatino” sia il vero proprietario dell’appartamento di Montecarlo, e cosi’ i suoi stessi fedelissimi, per evitargli l’onta delle dimissioni forzate, lo invitano a dimettersi “volontariamente” perché possa dedicarsi a tempo pieno all’organizzazione del nuovo partito che nascerà martedì 4 ottobre. Il tutto sarebbe veramente delle bazzecole di fronte al problema principale: “Fini e’ un ladro di sogni”, come lo ha definito Marcello Veneziani. Ha svenduto il patrimonio di idee e di principi. Questa e’ la piu’ spregevole delle “truffe”!
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