Powered By Blogger

venerdì 28 ottobre 2011

I problemi sembrano semplici sino a quando non si e' chiamati a risolverli.

Il caso Bankitalia e’ stato sfruttato, dai media e dai politici che avversano il governo, per attaccare Silvio Berlusconi. Come se qualsiasi altro Presidente del Consiglio al suo posto non avrebbe dovuto “destreggiarsi” tra i diktat di Sarkozy, le richieste perentorie della Merkel, le sollecitazioni del Quirinale, le pretese di Bossi e degli alleati, le bizze di qualche ministro, le imposizioni delle “lobby” e le rivendicazioni corporative dei funzionari della Banca d’Italia. Chi e’ scontento pensa che la colpa di tutto sia dei politici del momento, giudicati “imbecilli” e “disonesti”. Crede che mandando al potere altre persone, “d’incanto”, tutto andrebbe meglio e non pensa che i “nuovi” provengono dalla stessa scuola di chi viene sostituito. Non fa niente, diranno gli “indignati”, chiunque sarebbe meglio di Berlusconi. Ma l’esperienza ci insegna che non c’e’ fine al peggio. In politica bisogna avere idee chiare e concrete. Gli “indignati” suggeriscono soluzioni “deliranti” come: “Bisognerebbe impiccare ai lampioni gli evasori fiscali”. Ok. Anche il barbiere che ha tagliato i capelli gratis ad un povero pensionato, senza pagare le tasse? No, che c’entra! Ecco che è chiaro che il problema e’ più complesso. Ma c’e’ chi insiste a proporre soluzioni semplici, diciamo “ridicole”. La benzina costa cara? “Si realizzi il motore ad acqua!”. Vai a spiegargli che e’ una “chimera”. L’acqua, pur preziosa per altri scopi, non sprigiona nessuna energia. Il costo dell’energia e’ caro? Costruiamo centrali nucleari. Ma per carità! La soluzione sono le energie alternative e le fonti rinnovabili. Va a fargli capire che in nessun Paese industrializzato del mondo si e’ riusciti a fare a meno delle centrali nucleari e i Paesi emergenti ne stanno costruendo a decine. Rispondono che sono pericolose. Tutte le attività umane sono pericolose. Mentre il nucleare ha causato la morte di alcune centinaia di persone, milioni sono i morti procurati dalle altre attività considerate piu’ “sicure”. E le tasse? “Semplice, bisogna abolirle tutte”. Ok. Allora dovremmo fare a meno delle scuole, ospedali, carceri, strade, della polizia, pensioni ecc. La corruzione? “Tutti in galera, al primo sospetto”. Ottimo. E se fossi tu il sospettato? “Ma che centro io, non sono nessuno!”. Ok. Allora sbattiamo in galera gli altri, solo perché sono qualcuno. Questi ragionamenti sono “strampalati” sia per la “superficialità” con cui si vuole approfondire argomenti seri, sia perche’ risentono molto “dell’odio” che ha contaminato pericolosamente tutta la società in particolare quella italiana. La nostra epoca non ha piu’ la capacità di razionalizzare le “scienze sociali” e tende a “scusare”, e per sino “accettare”, ogni forma di violenza. Chi ha a cuore un problema cerca di risolverlo, e per cercare di risolverlo cerca prima di capirlo. C’è qualcuno che finora ha ascoltato una sola proposta intelligente e ben ponderata degli “indignati”? Pensate che si siano impegnati per comprendere i problemi? A giudicare dai risultati, niente affatto. Risolvere i problemi e’ un’attività impegnativa e noiosa. Sembra che gli “indignati” non siano veramente interessati a risolvere i problemi, e’ impossibile capire cosa li spinge. Per loro bisogna cambiare il mondo senza perder tempo a cercare di capirlo. Indignarsi “senza sforzarsi di capire” non serve a niente. O forse servirà a chi sarà in grado di sfruttare questa folla “vociante” per i propri fini. I piu’ “scaltri” degli “indignati” di oggi saranno i politici, i magistrati, i professori e i direttori dei giornali di domani. Assaltano i palazzi per “accomodarsi” dentro. Il fenomeno degli “indignati” e’ nuovo in quanto globale, ma i suoi “contenuti politici” sono vecchi di almeno ottant’anni. Gli “indignati” vogliono abbattere il sistema “capitalistico liberale”, per tornare a quel sistema “dirigistico statalista” che ha prodotto lo stato assistenziale. Quello che ha garantito le generazioni del passato creando un debito pubblico “mostruoso”, scaricando il costo dei privilegi “ingiustificati” sulle generazioni future: quelle di oggi. Non a caso che le parole d’ordine degli “indignati” sono che “il debito non si paga”, che le liberalizzazioni e le privatizzazioni “non si debbono realizzare” e che lo stato “deve finanziare le garanzie e i privilegi” delle vecchie generazioni alla loro generazione (fregandosene di quelle future) attraverso la “redistribuzione” del reddito. Può il movimento degli “indignati”, che chiede una “nazionalizzazione” delle banche come nei regimi totalitari degli anni trenta, entrare a far parte del centro sinistra per rimediare a tutti i guai dell’Italia? Certo, tutto è possibile. Ma poi mi sa tanto che udiremo un forte coro: “A ridatece er puzzone”

La ristrutturazione della rete diplomatica? "Saggezza" non "saccenza".

Toh chi si rivede! Il “gatto e la volpe”, alias Marco Fedi e Nino Randazzo (scambiando i ruoli il prodotto non cambia) si sono “ridestati” dal loro “buen ritiro”. Sicuramente un po’ scocciati per essere stati costretti ad interrompere la loro lunga e piacevole vacanza (lautamente pagata), ma come potevano ignorare l’alto “grido di dolore” che gli giungeva dai cittadini italiani residenti all’estero (specificatamente, in Australia) e dai rappresentati dei cosiddetti “organi rappresentativi” degli italiani all’estero? Uffa! Bisogna che ancora una volta spieghi chi sono questi “fantomatici” organi, visto che il 99% degli italiani non sanno che esistono e, se ne sono a conoscenza, non sanno a che cosa servono. Si tratta del CGIE (Comitato Generale degli Italiani all’Estero) ed i COMITES (Comitati Italiani Estero) che in vent’anni hanno “sperperato” circa 100milioni di euro senza combinare un bel nulla. L’unica cosa che hanno fatto con “efficienza” e’ aver assegnato titoli di “Cavaliere” e “Commendatore” a quasi tutti i loro membri. Dovrebbero (il condizionale e’ d’obbligo) poi essere “organi rappresentativi” anche i 18 parlamentari eletti all’estero (12 deputati e 6 senatori). Dunque, Fedi e Randazzo, ma anche il Cavaliere (di che?) Vincenzo Papandrea, presidente del Comites del South Australia, e il presidente dell’intercomites d’Australia Giuseppe Musso si sono “strappati le vesti” contestando e rifiutando in “toto” la serie dei documenti preparati dall’Ambasciata italiana di Canberra per il governo. Come e’ dovere di ogni buon funzionario dello Stato, l’Ambasciata, che opera direttamente sul territorio e “conosce benissimo” tutti i soggetti che vi operano (ricordate il saluto di commiato dell’ex console di Sydney?), non solo può, ma “deve” suggerire al governo una migliore organizzazione con lo scopo di razionalizzare la gestione degli uffici della rappresentanza diplomatica, sia per aumentarne l’efficienza dei servizi e sia per conseguire risparmi economici di gestione. Arrampicandosi sugli specchi Fedi, Randazzo, Papandrea e Musso (tutti di sinistra) “snocciolano” teorie “fumose” e propongono vie alternative “assurde” dimostrando di essere totalmente scollati dalla realtà. Piu’ che “progressisti” sono “retrogradi”. I quattro sono d’accordo nel “cambiare”, a patto, pero’, “che tutto rimanga com’e’”. Lo Stato deve continuare a “sborsare” un fiume di soldi e loro, regolarmente, a “sprecarli” come e’ stato sempre fatto negli ultimi due decenni. Piu’ soldi agli “organi rappresentativi”, alle associazioni dei loro “compari” e piu’ assunzioni nei consolati, “tipiche” richieste di uomini di sinistra “statalisti”. Non si rendono conto quanto sia grave la situazione economica, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Siamo al tempo che e’ “tassativo” risparmiare ogni centesimo e le poche risorse disponibili a disposizione debbono essere “investite” con saggezza e lungimiranza, invertendo la tendenza delle “regalie” a pioggia come accadeva sino a qualche anno fa. Il Signor Giorgio Migliaccio, con il suo conciso ma chiarissimo “trafiletto”, se paragonato ai “corposi” ma “evanescenti” articoli di Fedi, Randazzo, Papandrea e Musso, ha dato un’esemplare “lezione” di “saggezza” quanto di “concretezza”. Ha “surclassato” i quattro che pure sono del “mestiere”, visto che hanno la “presunzione” di rappresentare gli italiani nel mondo quando, in realtà, sono esclusivamente “autoreferenziali”. Non conosco il Signor Migliaccio, ma non mi risulta che faccia parte di uno degli “organismi di rappresentanza degli italiani all’estero”. E’ sicuramente proprio per questo che e’ riuscito a ben comprendere che e’ auspicabile che vengano attuati al piu’ presto i suggerimenti elaborati dall’Ambasciata italiana. Da lungo tempo i cittadini si “lagnano” (e non poco) dell’inefficienza dei servizi consolari, ed e’ tempo che venga aumentata la loro efficienza, ma che anche risparmino i soldi dello Stato italiano, cioè nostri. Si sa che i milioni sono fatti dai centesimi, il “poco” (secondo alcuni) risparmiato in Australia, addizionato ad altri “modesti” risparmi conseguiti in altre parti del mondo, costituirebbero un’importante somma di denaro. Il Signor Migliaccio, spiegando con semplicità e con esauriente chiarezza i vantaggi e gli svantaggi che porterebbe una nuova organizzazione della rete diplomatica, ha dimostrato molta “saggezza”. Al contrario di Fedi, Randazzo, Papandrea e Musso (tutti di sinistra) che con la loro “saccenza” credono di possedere in “esclusiva” la verità, ma che e’ diversa a secondo del governo in carica. Quali sarebbero state le loro deduzioni se gli stessi suggerimenti li avessero voluti applicare un governo gestito dai loro “compagni”? Hanno dimenticato che la ristrutturazione della rete diplomatica, con le prime chiusure di consolati, e’ iniziata con il governo Prodi?

venerdì 21 ottobre 2011

Gli "zombi" che vorrebbero sostituire Berlusconi.

“Sommerso” dai processi, veri o fasulli. “Massacrato” dalla grande stampa italiana. “Distrutta la sua credibilità” dai pettegolezzi che lui stesso ha provocato. “Indebolito” dalla “fronda” interna del suo partito pieno di vecchi “caporioni” democristiani. Sistematicamente “bombardato” da un’opposizione divisa nel suo interno e priva di credibilità politica costretta soltanto a “calunniarlo”. “Logorato” dallo scetticismo dei “poteri forti” preoccupati di conservare i loro privilegi. “Dileggiato” dalla stampa inglese, francese e tedesca. Questa e’ la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi. E cosi’ gli “zombi” della politica italiana si sentono autorizzati a chiedergli un “passo indietro”, ma non si capisce chi potrebbe fare un “passo avanti”: con quali uomini e con quali idee. La cosa “stupefacente” e’ che, in questo momento storico, Berlusconi, “nonostante i suoi difetti e limitazioni”, e’ l’unico che possa garantire la “sopravvivenza” dell’Italia. Se qualora dovesse “mollare”, o essere costretto a farlo, il destino dell’Italia sarebbe oscuro e denso di pericoli. Non si vede all’orizzonte una figura credibile che abbia un progetto, un programma, una proposta fattibile. Anche gli “esperti”, o presunti tali, non sanno esattamente cosa si debba fare, sanno soltanto dichiarare che: “la situazione è gravissima, molto più grave di quanto sembri…”. La realtà e’ che l’economia non e’ un “scienza esatta”, e non c’e’ “esperto” che sia in grado di capire come si possa uscire da questo “immenso disastro globale”. Nessuno sa quale medicina usare. Come può convincere Vendola, “fumoso” ed “inconcludente”, con un record negativo come governatore della Puglia, dissestata finanziariamente, e “corrotta” da scandali e pesanti storie di “malasanità” che lo hanno toccato da vicino. Vendola non convince nemmeno quelli che dovrebbero allearsi con lui con i quali “non riesce a condividere niente” nonostante riunioni, incontri e dichiarazioni tanto rumorose quanto prive di sostanza. Bersani e’ ormai un personaggio “patetico”, un “cadavere politico” che cammina, travolto dai mille scandali degli enti amministrati dal Pd. Di Pietro vuoto “demagogo”, pensa che la politica sia una cosa a gestione familiare. Anche lui e’ travolto (ma sulla stampa “libera” non si legge molto) da faide interne, querele e liti di bottega. Sulle sue vicende con la magistratura, ovviamente non si sa nulla. Si adotta un sistema diverso per lui. Di Pietro “aggredisce” il PD, “aggredisce” Vendola, “aggredisce” Casini, “aggredisce” tutti cercando uno spazio politico che si riduce ogni giorno. La sua “volgarità e la gretta furbizia” diventano sempre più evidenti anche ai suoi elettori. Casini “pontifica”, sancisce, stabilisce e ordina, ma non dice altro che “banalità”. Fini ha distrutto la sua “credibilità” da tempo ed e’ anche lui porta a spasso il suo “cadavere politico”. Ormai e’ mal sopportato sia a destra che a sinistra e la percentuale del suo seguito e’ “irrisoria” ed e’ questa la prova del suo “fallimento”. Questi “zombi” non saranno mai in grado di formare un governo con un programma “unitario”. Associati per “scalzare” Berlusconi, non saranno mai in grado di governare impossibilitati dai loro “insanabili” conflitti. Gli italiani non sono “scemi” e sanno tutto questo e se lo ricorderanno al momento di votare. Questa e’ “l’incredibile” situazione politica italiana. Ed e’ per questo che Berlusconi, ”nonostante tutto”, rappresenta “l’unica soluzione” in questo momento critico. E questo e’ noto a Bersani, Bindi, D’Alema, Franceschini, Vendola, Di Pietro, Fini, Casini, Rutelli, Scajola, Pisanu, Tremonti, Bossi ecc. Tutti sanno che non solo il centrodestra “crollerebbe” con un’uscita “repentina” e non “programmata” di Berlusconi, “ma tutta la politica italiana”, e nel vuoto conseguente potrebbe nascere soluzioni avventurose e molto pericolose. E’ il tragico fallimento di una generazione politica per lo piu’ di “sessantottini” irresponsabili e “sfascisti”. E ci si chiede, dove sono i giovani? Dov’è la prossima generazione che dovrà subentrare nell’impegno politico per la gestione del Paese? Per i piu’ “intelligenti” e “volenterosi” questo e’ il momento storico che offre grandi opportunita’.

Gli "zombi" che vorrebbero sostituire Berlusconi.

“Sommerso” dai processi, veri o fasulli. “Massacrato” dalla grande stampa italiana. “Distrutta la sua credibilità” dai pettegolezzi che lui stesso ha provocato. “Indebolito” dalla “fronda” interna del suo partito pieno di vecchi “caporioni” democristiani. Sistematicamente “bombardato” da un’opposizione divisa nel suo interno e priva di credibilità politica costretta soltanto a “calunniarlo”. “Logorato” dallo scetticismo dei “poteri forti” preoccupati di conservare i loro privilegi. “Dileggiato” dalla stampa inglese, francese e tedesca. Questa e’ la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi. E cosi’ gli “zombi” della politica italiana si sentono autorizzati a chiedergli un “passo indietro”, ma non si capisce chi potrebbe fare un “passo avanti”: con quali uomini e con quali idee. La cosa “stupefacente” e’ che, in questo momento storico, Berlusconi, “nonostante i suoi difetti e limitazioni”, e’ l’unico che possa garantire la “sopravvivenza” dell’Italia. Se qualora dovesse “mollare”, o essere costretto a farlo, il destino dell’Italia sarebbe oscuro e denso di pericoli. Non si vede all’orizzonte una figura credibile che abbia un progetto, un programma, una proposta fattibile. Anche gli “esperti”, o presunti tali, non sanno esattamente cosa si debba fare, sanno soltanto dichiarare che: “la situazione è gravissima, molto più grave di quanto sembri…”. La realtà e’ che l’economia non e’ un “scienza esatta”, e non c’e’ “esperto” che sia in grado di capire come si possa uscire da questo “immenso disastro globale”. Nessuno sa quale medicina usare. Come può convincere Vendola, “fumoso” ed “inconcludente”, con un record negativo come governatore della Puglia, dissestata finanziariamente, e “corrotta” da scandali e pesanti storie di “malasanità” che lo hanno toccato da vicino. Vendola non convince nemmeno quelli che dovrebbero allearsi con lui con i quali “non riesce a condividere niente” nonostante riunioni, incontri e dichiarazioni tanto rumorose quanto prive di sostanza. Bersani e’ ormai un personaggio “patetico”, un “cadavere politico” che cammina, travolto dai mille scandali degli enti amministrati dal Pd. Di Pietro vuoto “demagogo”, pensa che la politica sia una cosa a gestione familiare. Anche lui e’ travolto (ma sulla stampa “libera” non si legge molto) da faide interne, querele e liti di bottega. Sulle sue vicende con la magistratura, ovviamente non si sa nulla. Si adotta un sistema diverso per lui. Di Pietro “aggredisce” il PD, “aggredisce” Vendola, “aggredisce” Casini, “aggredisce” tutti cercando uno spazio politico che si riduce ogni giorno. La sua “volgarità e la gretta furbizia” diventano sempre più evidenti anche ai suoi elettori. Casini “pontifica”, sancisce, stabilisce e ordina, ma non dice altro che “banalità”. Fini ha distrutto la sua “credibilità” da tempo ed e’ anche lui porta a spasso il suo “cadavere politico”. Ormai e’ mal sopportato sia a destra che a sinistra e la percentuale del suo seguito e’ “irrisoria” ed e’ questa la prova del suo “fallimento”. Questi “zombi” non saranno mai in grado di formare un governo con un programma “unitario”. Associati per “scalzare” Berlusconi, non saranno mai in grado di governare impossibilitati dai loro “insanabili” conflitti. Gli italiani non sono “scemi” e sanno tutto questo e se lo ricorderanno al momento di votare. Questa e’ “l’incredibile” situazione politica italiana. Ed e’ per questo che Berlusconi, ”nonostante tutto”, rappresenta “l’unica soluzione” in questo momento critico. E questo e’ noto a Bersani, Bindi, D’Alema, Franceschini, Vendola, Di Pietro, Fini, Casini, Rutelli, Scajola, Pisanu, Tremonti, Bossi ecc. Tutti sanno che non solo il centrodestra “crollerebbe” con un’uscita “repentina” e non “programmata” di Berlusconi, “ma tutta la politica italiana”, e nel vuoto conseguente potrebbe nascere soluzioni avventurose e molto pericolose. E’ il tragico fallimento di una generazione politica per lo piu’ di “sessantottini” irresponsabili e “sfascisti”. E ci si chiede, dove sono i giovani? Dov’è la prossima generazione che dovrà subentrare nell’impegno politico per la gestione del Paese? Per i piu’ “intelligenti” e “volenterosi” questo e’ il momento storico che offre grandi opportunita’.

Solo ai "masochisti" gli piace prenderlo in quel posto soventemente.

Sono collegato con Rai News 24, ossia “Telecabul”, che trasmette in diretta per 24 ore. Cosi’ la sera di venerdì 14 ottobre (l’Australia e’ nove ore avanti all’orario italiano), ho assistito in diretta alla votazione alla Camera per l’ennesima fiducia al governo Berlusconi. Ero un po’ in “apprensione” dato che “i soliti ben informati giornali” davano per quasi certa la caduta del governo. Ma alla fine mi sono divertito un mondo. Immancabilmente, a condurre la lunga diretta, era il direttore Corradino Mineo, il “puffo dai riccioli d’argento”. Quella sera era palesemente piu’ “eccitato” del solito convinto com’era, che avrebbe assistito, “finalmente”, alla “caduta ingloriosa” di Berlusconi. Mineo, senza alcuna precauzione, “sparava” commenti “faziosi” cercando di farli passare come “imparziali” intervistando gli amici “compagni” e i “malpancisti” del Pdl per far passare il suo “servizio” rispettoso della “par condicio”. L’“argenteo puffetto”, nell’imminenza della votazione, aveva mandato in onda, a ciclo continuo, un’intervista con l’on Luciano Sardelli (Pololo e territorio e capogruppo dei Responsabili), il quale ribadiva la sua astensione dal voto e riferiva di aver suggerito personalmente a Berlusconi di dimettersi. Invano, per tutta la diretta, Mineo si era collegato con tutti gli altri “malpancisti” del Pdl nella “speranza” di “sobillare” la protesta all’interno della maggioranza. Peccato per il “puffo” che la sua “strategia” non abbia funzionato. L’opposizione aveva tentato il “colpaccio” di far mancare il “numero legale”, con la speranza che i “malpancisti” del Pdl uscissero allo scoperto e tradissero Berlusconi. Non è successo. Ma la tensione era alle stelle. Il minimo dei voti, perche’ il governo fosse salvo, dovevano essere 315, ma si era sparsa la voce che potevano essere 314, forse anche 313. Dunque il governo rischiava di non ottenere la fiducia. C’era anche chi temeva che potesse cadere. Invece cinque Radicali, non rispettando il “diktat” del Pd, sono entrati in Aula alla prima “chiama”. Votano contro, ma danno la sensazione di dare una mano al governo, tanto che la presidentessa del Pd, la “cattolica professante” Rosy Bindi, va su tutte le furie e li qualifica come “stronzi”. Pronta la replica di Pannella: “E’ Rosy la Presidente degli stronzi”. Ecco perche’ questa opposizione “puzza” tanto! Ma il governo ha dimostrato di essere autosufficiente e i Radicali non sono stati decisivi. La maggioranza perdeva quattro voti: Luciano Sardelli, Santo Versace del Pdl, quindi Giustina Destro e Fabio Gava, “scajoliani” sempre del Pdl. Se erano quattro i voti “in uscita”, sei erano quelli “in entrata”: Adolfo Urso, Pippo Scalia, Antonio Buonfiglio e Andrea Ronchi, tutti “scappati” dal Fli di Fini. Gli ultimi due deputati a favore del governo, quelli che hanno consentito alla maggioranza di arrivare a 316, sono Antonio Milo (Responsabili) e Michele Pisacane (ex Udc di Casini). Entrambi hanno atteso che la maggioranza raggiungesse quota 314. Mancava un voto, quello necessario per raggiungere il “numero legale” alla prima “chiama”, e per tenere in piedi il governo l’ha dato Milo. Poi, alla seconda “chiama”, è giunto anche Pisacane, che ha garantito la maggioranza assoluta a Berlusconi. Ed alla fine il risultato e’ stato di 316 voti per il governo contro 301. Ed anche questa volta l’opposizione ha preso un’altra sonora “sberla” ed ha rafforzato il governo. Il “povero” Corradino Mineo, rimasto a secco di “salivazione” per aver “gufato” per tutta la lunga diretta, stentando a contenere la sua “cocente delusione”, con la coda tra le gambe ha chiuso in fretta e furia la trasmissione. Alcuni giorni prima Fini, dopo l’incidente della votazione (dovuto alla “pigrizia” di qualche parlamentare del Pdl) dell'art.1 della Rendiconto della finanziaria, si era precipitato da Napolitano perche’ approvasse la sua tesi, secondo cui un Ddl (decreto di legge) bocciato non poteva essere ripresentato. Il Presidente della Repubblica lo ha zittito consigliandogli di ripassarsi la Costituzione. E cosi’ anche quell’“agguato” era stato superato. Chi ha ancora un minimo di buon senso non può non sentirsi rivoltare lo stomaco per l’ennesima dimostrazione d’illimitata “meschinità” di questa opposizione che, “incapace” e “impotente” di conquistare il potere per “via democratica”, non esita a ricorrere ogni giorno ai più “biechi” mezzucci che soprattutto “danneggiano” economicamente e moralmente l’Italia. Ad ascoltare le interviste dei suoi leader, anche dopo l’ennesima vittoria della maggioranza, sarebbe comunque una vittoria numerica, ma non politica, ed hanno ripreso con la solita “litania” della richiesta delle dimissioni. E’ “ridicolo” che l’opposizione faccia la distinzione tra maggioranza numerica e maggioranza politica. La democrazia si esprime con la “maggioranza dei numeri”, ma questa “regola” non vale se a vincere e’ Berlusconi. Non sappiamo quale sarà la sorte del nostro povero “disgraziato” Paese. Di certo sappiamo che il sentimento della piazza di sabato 15 ottobre, che ha messo a ferro e fuoco Roma, era solo “odio”. Come accadde il 14 dicembre 2010 quando Berlusconi ottenne la fiducia pur con l’uscita dal Pdl di Fini ed i suoi “accoliti”. E dall’odio possiamo aspettarci di tutto. C’e’ chi “fomenta” quotidianamente l’odio ed e’ “La Repubblica” che incessantemente pubblica “intercettazioni” telefoniche soltanto per far aumentare l’odio verso Berlusconi. Il solo risultato che invece raggiunge e’ l’aumentare lo “sputtanamento” dell’Italia nel mondo.

venerdì 14 ottobre 2011

Muoia Sansone con tutti i Filistei!

L’opposizione sa solo parlare in negativo e uccide “la speranza di futuro” soprattutto dei giovani. La magistratura lasciata in mano a “giustizialisti” compromette ogni alternativa. Gli imprenditori che s’atteggiano a “rivoluzionari” dimostrano palesemente che non sono classe dirigente. Berlusconi che “stupidamente” si trova “incasinato” per la propria condotta privata si e’ messo in un vicolo cieco. Se mettiamo insieme tutti questi elementi e li agitiamo in uno “shaker” e ci aggiungiamo “l’invidia sociale”, la “rabbia” dei “falliti” che (come le squadracce fasciste di un tempo) trovano l’alibi per mettere a “soqquadro” il Paese, “l’ottusità indecente” di una classe politica che “arrogantemente” non rinuncia a tagliare i loro “vergognosi privilegi”, i mezzi d’informazione che diffondono “qualunquismo”, agitiamo il tutto e vedrete che, prima o dopo, che botto! Ma il gran vantaggio di Silvio Berlusconi è avere un sacco d’avversari che lavorano “alacremente” per lui, e questo compensa “l’incapacità” di molti suoi amici (o presunti tali). Vederli all’opera è “penoso”, per l’impegno con cui si fanno del male e lo fanno al Pdl. Pisanu, Scagliola e non solo loro sono in attesa dell’annuncio che Berlusconi si “ritiri”. Sono degli emeriti “imbecilli” che ancora non hanno capito che si ritirerà quando avrà completato il lavoro, il che significa nella primavera 2013 (salvo qualche “incidente” o “complotto” come quello di tre giorni fa). Se per il 2013 la “bancarotta” dello Stato non ci sarà stata ( e non ci sara’) e Berlusconi non sarà stato condannato neppure in uno dei tanti processi che ha in corso, cioè quando non ci saranno piu’ i motivi per cui ora gli si chiede “un passo in dietro”, chi sa se gli verrà l’idea di candidarsi ancora? Ma di certo non lo farà, e’ “pazzerello” mica “scemo”. E’ giocoforza di Angelino Alfano di ricandidarlo per evitare che si accenda una colossale “cagnara” tra gli “spennacchiati starnazzanti gallinacci” che hanno la “presunzione” di contendersi la premiership del Pdl. In ogni caso Berlusconi farà la campagna elettorale e non perderà i suoi elettori se ora mostrerà di non aver smarrito il coraggio e la voglia di combattere per fare al piu’ presto anche la riforma dello Stato. Nel mentre si chiede il ritiro di Berlusconi, il tanto reclamato “governo tecnico” si spacca in due, senza ancora essere nato: chi vuole la patrimoniale e chi no. Si raccolgono un milione e 200mila firme per il referendum per una nuova legge elettorale che la Corte Costituzionale dovrebbe “respingere” e che, invece, “accoglierà”, svolgendo un ruolo politico “antiberlusconiano”, salvo poi accorgersi che è impossibile un accordo fra l’Udc e il Pd “avvinghiato” a Di Pietro e a Vendola. Poi bisogna ricordare che, con il sistema “mattarellum” (la legge elettorale che si vorrebbe approvare), “l’odiato” Berlusconi vinse due volte e perse una sola, “pur prendendo più voti”. Tanto parlare per non concludere nulla. Ma l’alternativa a Berlusconi quale potrebbe essere? La “Repubblica dei mediocri”, evocata da Giuliano Ferrara? E, nel dopo Silvio, crediamo davvero che gli italiani applaudirebbero il “grigio burocrate” con un passato da “vecchio” funzionario del PCI “staliniano”, cioè Bersani, “aspirante leader” neppure apprezzato dal centrosinistra? Con questo candidato a premier anti Angelino Alfano, che non sarà uno statista (non ancora) alla De Gasperi, ma ha 25 anni di meno del “bocciofilo” Bersani, il centrosinistra non vincerà mai. L’unico premier presentabile che il centrosinistra ha e’ Matteo Renzi, ma la metà dell’elettorato del Pd appartiene alla generazione di Bersani, quella di “a da veni’ baffo’” e, quindi, non lo voteranno mai. “Freghiamocene” del sistema elettorale che verrà adottato ed anche del fatto che Berlusconi si ritiri, chiediamoci cosa possa accadere dopo di lui. Se Berlusconi non si ritira intanto toccherebbe fare l’unica cosa “sensata” in democrazia: cercare di batterlo, mettendo assieme idee e uomini “nuovi” che abbiano nella “capoccia” un programma e un’idea di futuro. Invece con aria da “ebeti” si domandano: “si ritira?”. Se lo facesse ora assisteremmo a quello che capitò a Sansone che facendo crollare le colonne mori sfracellato sotto le macerie con tutti i Filistei.

Muoia Sansone con tutti i Filistei!

L’opposizione sa solo parlare in negativo e uccide “la speranza di futuro” soprattutto dei giovani. La magistratura lasciata in mano a “giustizialisti” compromette ogni alternativa. Gli imprenditori che s’atteggiano a “rivoluzionari” dimostrano palesemente che non sono classe dirigente. Berlusconi che “stupidamente” si trova “incasinato” per la propria condotta privata si e’ messo in un vicolo cieco. Se mettiamo insieme tutti questi elementi e li agitiamo in uno “shaker” e ci aggiungiamo “l’invidia sociale”, la “rabbia” dei “falliti” che (come le squadracce fasciste di un tempo) trovano l’alibi per mettere a “soqquadro” il Paese, “l’ottusità indecente” di una classe politica che “arrogantemente” non rinuncia a tagliare i loro “vergognosi privilegi”, i mezzi d’informazione che diffondono “qualunquismo”, agitiamo il tutto e vedrete che, prima o dopo, che botto! Ma il gran vantaggio di Silvio Berlusconi è avere un sacco d’avversari che lavorano “alacremente” per lui, e questo compensa “l’incapacità” di molti suoi amici (o presunti tali). Vederli all’opera è “penoso”, per l’impegno con cui si fanno del male e lo fanno al Pdl. Pisanu, Scagliola e non solo loro sono in attesa dell’annuncio che Berlusconi si “ritiri”. Sono degli emeriti “imbecilli” che ancora non hanno capito che si ritirerà quando avrà completato il lavoro, il che significa nella primavera 2013 (salvo qualche “incidente” o “complotto” come quello di tre giorni fa). Se per il 2013 la “bancarotta” dello Stato non ci sarà stata ( e non ci sara’) e Berlusconi non sarà stato condannato neppure in uno dei tanti processi che ha in corso, cioè quando non ci saranno piu’ i motivi per cui ora gli si chiede “un passo in dietro”, chi sa se gli verrà l’idea di candidarsi ancora? Ma di certo non lo farà, e’ “pazzerello” mica “scemo”. E’ giocoforza di Angelino Alfano di ricandidarlo per evitare che si accenda una colossale “cagnara” tra gli “spennacchiati starnazzanti gallinacci” che hanno la “presunzione” di contendersi la premiership del Pdl. In ogni caso Berlusconi farà la campagna elettorale e non perderà i suoi elettori se ora mostrerà di non aver smarrito il coraggio e la voglia di combattere per fare al piu’ presto anche la riforma dello Stato. Nel mentre si chiede il ritiro di Berlusconi, il tanto reclamato “governo tecnico” si spacca in due, senza ancora essere nato: chi vuole la patrimoniale e chi no. Si raccolgono un milione e 200mila firme per il referendum per una nuova legge elettorale che la Corte Costituzionale dovrebbe “respingere” e che, invece, “accoglierà”, svolgendo un ruolo politico “antiberlusconiano”, salvo poi accorgersi che è impossibile un accordo fra l’Udc e il Pd “avvinghiato” a Di Pietro e a Vendola. Poi bisogna ricordare che, con il sistema “mattarellum” (la legge elettorale che si vorrebbe approvare), “l’odiato” Berlusconi vinse due volte e perse una sola, “pur prendendo più voti”. Tanto parlare per non concludere nulla. Ma l’alternativa a Berlusconi quale potrebbe essere? La “Repubblica dei mediocri”, evocata da Giuliano Ferrara? E, nel dopo Silvio, crediamo davvero che gli italiani applaudirebbero il “grigio burocrate” con un passato da “vecchio” funzionario del PCI “staliniano”, cioè Bersani, “aspirante leader” neppure apprezzato dal centrosinistra? Con questo candidato a premier anti Angelino Alfano, che non sarà uno statista (non ancora) alla De Gasperi, ma ha 25 anni di meno del “bocciofilo” Bersani, il centrosinistra non vincerà mai. L’unico premier presentabile che il centrosinistra ha e’ Matteo Renzi, ma la metà dell’elettorato del Pd appartiene alla generazione di Bersani, quella di “a da veni’ baffo’” e, quindi, non lo voteranno mai. “Freghiamocene” del sistema elettorale che verrà adottato ed anche del fatto che Berlusconi si ritiri, chiediamoci cosa possa accadere dopo di lui. Se Berlusconi non si ritira intanto toccherebbe fare l’unica cosa “sensata” in democrazia: cercare di batterlo, mettendo assieme idee e uomini “nuovi” che abbiano nella “capoccia” un programma e un’idea di futuro. Invece con aria da “ebeti” si domandano: “si ritira?”. Se lo facesse ora assisteremmo a quello che capitò a Sansone che facendo crollare le colonne mori sfracellato sotto le macerie con tutti i Filistei.