L’Italia si sta deprimendo. Il governo e’ in stato confusionale. Alcuni mesi fa avevo scritto che piu’ la “pressione fiscale” cresceva piu’ il “gettito fiscale” sarebbe sceso e questo per “autodifesa”. I mie primi quarantatre anni li ho vissuti in Italia prima di emigrare nel 1982 in Australia. Trent’anni dopo in Italia nulla e’ cambiato. Se si pagano interamente le tasse e tutti i vari “balzelli”, non rimane niente nelle tasche, non solo per gli investimenti produttivi, ma neppure per le spese personali, quindi, ecco che scatta “l’autodifesa”. I sistemi di “autodifesa” sono molteplici, ma ne racconterò uno vissuto in prima persona. Come molte altre persone, per lavoro con l’auto annualmente percorrevo 50mila kilometri e piu’. Il gasolio (diesel), a quell’epoca, era circa 35/40% piu’ economico della benzina. Molte case automobilistiche misero sul mercato auto con motore diesel, e fu un “boom” di vendite. Per chi spendeva, per “ragioni di lavoro”, una “fortuna” in benzina, era una “manna” poter risparmiare il 35/40%. Inizialmente il bollo di circolazione delle auto diesel era uguale a quello delle auto di pari cilindrata a benzina. Invece di favorire chi per “lavoro” giornalmente era sulla strada (rischiando la vita piu’ di qualsiasi altro lavoratore) per far “marciare” l’apparato produttivo, per mantenere “forte” e “competitiva” l’economia nazionale e, di conseguenza, assicurare il mantenimento dei posti di lavoro, cosa ti “escogita” lo Stato italiano? Il “superbollo” d’applicare alle auto con motore diesel. Praticamente il “balzello” “annullava” il vantaggio di viaggiare con un’auto diesel che, tra l’altro, aveva un prezzo di acquisto superiore dell’auto a benzina. Un vero e proprio “pizzo” come e’ in uso nella “malavita organizzata”. Ed ecco che scattò “l’autodifesa”. Qualcuno a Napoli inventò (ah il genio napoletano!) uno “stratagemma” per evitare di pagare il “superbollo”. Chi pero’ avesse applicato “l’invenzione” napoletana, non solo non avrebbe pagato il “superbollo”, ma sarebbe stato “costretto” a non pagar il regolare “bollo”. O si pagava tutto o niente. Sarebbe troppo lungo spiegare come funzionava il “marchingegno” del quale non ho usufruito i vantaggi facendo, purtroppo, parte di quella categoria dei “fessi” che hanno sempre pagato per intero tasse e “balzelli”. I giornali iniziarono a riportare la notizia che, mentre “vertiginosamente” aumentavano le immatricolazioni delle auto diesel, drammaticamente “precipitava” l’introito allo Stato del “superbollo”. Era stata messa in atto “l’autodifesa”. Sono sempre stato convinto che se da sempre l’Italia avesse applicato una tassazione massima del 35%, la stragrande maggioranza dei cittadini avrebbe pagato le tasse e l’introito per lo Stato sarebbe stato piu’ che sufficiente per fornire ottimi servizi ai cittadini e non si sarebbe accumulato lo “stratosferico” debito pubblico. Per il carico fiscale sempre molto alto, per “autodifesa”, si sono sempre cercate “scappatoie” per non pagare le tasse. La scelta e’ obbligata: o le paghi tutte e vai di sicuro in “fallimento”, o sei costretto ad evaderle al 100% poi, se ti scoprono, si vedrà. In Italia si e’ sempre vissuto “pericolosamente”. Ma alla fine, chi “evade le tasse”, non ha molti “rimorsi”. Da tempo immemorabile, ogni giorno si scopre che i politici, oltre a ricoprirsi d’oro, “fregano” il piu’ che possono e “sperperano” i soldi “estorti” ai cittadini che, per guadagnarli, “rischiano” in proprio oltre a farsi ogni giorno un “mazzo” cosi’. Ecco perche’ la “terapia montiana” e’ sbagliata: ha “stimolato” il meccanismo della “autodifesa”. Infatti sono diminuiti gli introiti delle tasse e dell’Iva (Imposta Valore Aggiunto). Monti e i “professoroni” dovrebbero ritornarsene alle loro universita’ che sono al “centesimo posto” della classifica mondiale. E’ impossibile che un burocrate, per quanto titolato nel mondo accademico, riesca ad assumersi “responsabilità pesanti e complesse”. Ad esempio. Per paura che ci fossero state infiltrazioni mafiose nell'organizzazione di un evento grandioso come le Olimpiadi, Monti ha “rinunciato”, lasciando alle altre nazioni le immense opportunità che i giochi offrono. E se il campionato di calcio viene inquinato dal “malaffare”, meglio “pensare in piccolo” e sospenderlo per due o tre anni invece che intervenire drasticamente applicando le leggi vigenti. Questo governo di “presunti tecnici” dovrebbe essere “licenziato in tronco”, ma ora non si può. Le forze politiche maggiori hanno paura delle elezioni. Nel Pdl c’e’ la confusione piu’ totale. Il Pd e’ un caleidoscopio impazzito. Tutti e due i patiti dovevano stringere con Mario Monti un “accordo riformatore”, ma tra loro sono continuate le solite “schermaglie” e tutto e’ stato sprecato. Concludendo. Il governo non sta affrontando la crisi, non fa le riforme istituzionali, non cambia nemmeno il sistema elettorale e le cose in Italia vanno peggio di sei mesi fa. Invece di “cincischiare” Monti faccia quello che deve essere fatto ascoltando la Corte dei Conti che suggerisce di tagliare la spesa corrente di 50 miliardi (altro che i 4/5 previsti dalla “spending review”!) e di usarli per “tagliare le tasse” ai lavoratori e all’imprese per“incentivare” lo sviluppo economico. Deve abbattere il debito vendendo quote consistenti (400/500 miliardi) del patrimonio mobiliare ed immobiliare pubblico. La Corte dei Conti riconosce al governo precedente “l'efficacia” delle misure di contenimento delle spese. Nel 2011 si sono cumulati gli effetti dei robusti tagli delle spese dei ministeri disposti tra 2008 e 2011. Le spese statali risultano diminuite, nel biennio 2010/2011, di circa il 6%. Monti prosegua su quella strada. L’apparato burocratico italiano, tra governo centrale, regioni, provincie, enti ecc, costa al contribuente oltre 800miliardi, se si facesse una seria “spending review” si potrebbe recuperare almeno un abbondante 10%.
martedì 12 giugno 2012
Il grido di dolore di Nino Randazzo.
Quasi nessuno degli italiani nel mondo e “nessuno” in Italia sanno cosa siano i Comites (Comitati Italiani all’estero) e il CGIE (Comitato Generale Italiani all’Estero) e tantomeno a che cosa servono. Se chiedo in giro solo qualche “mosca bianca” sa rispondermi. Sono stati istituiti circa vent’anni fa e “dovevano essere” gli “organi rappresentativi” degli italiani nel mondo. Ho seguito sin dall’inizio la loro “evoluzione” (o “involuzione”) e l’unica cosa di cui sono certo e’ che hanno “sperperato” circa “cento milioni” di euro per non raggiungere nessun risultato “concreto” a beneficio di noi italiani nel mondo. Eppure loro, ed i 18 parlamentari eletti all’estero (12 deputati e 8 senatori), hanno la “presunzione” di rappresentarci. In realtà sono “autoreferenziali, cioè, rappresentano solo e soltanto chi ne fa parte. A ragion veduta ho dedotto che i Comites ed il CGIE sono “organi inutili” che devono essere “cancellati” per risparmiare i milioni che ci costano ed impiegarli nel modo piu’ proficuo. “Cortesemente”, piu’ di una volta, ho richiesto (e’ anche mio diritto) a molti “magnifici membri” del CGIE di preparare un elenco dei risultati da loro conseguiti a nostro favore e di renderli pubblici insieme ai rendiconti finanziari delle loro spese. Per tutta risposta alcuni mi hanno chiesto (anche bruscamente) di cancellare il loro indirizzo e-mail dalla mia mail list e qualcun’altro ha minacciato di prendermi a “sberle” appena avesse avuto l’opportunità’ d’incontrami. Non c’e’ che dire: “personcine” perbene e “democratiche”! Sono convinto che sia stata giusta l’idea d’istituire i Comites, e’ stato sbagliato il “metodo” con il quale i piu’ sono stati gestiti. Il CGIE, invece, ha sempre operato come fosse una “agenzia di viaggi” per gestire le “trasferte” dei molti “magnifici”, per farli alloggiare nei migliori alberghi a “cinque stelle” nelle piu’ prestigiose città del mondo, dove tengono le loro riunioni per parlare del “niente assoluto”. Risulta “evidente” che i governi Berlusconi e Monti, resisi conto “dell’inutilità” di questi “organi rappresentativi”, hanno posticipato il rinnovo dei Comites prima al 2012 ora al 2014. Spetterà al nuovo governo, che si istaurerà dopo le elezioni del 2013, “l’onore” di “cancellarli” definitivamente. Nino Randazzo, svegliatosi dal “lungo letargo” (eppure siamo in pieno inverno australiano), ha “tessuto le lodi” dei Comites e del CGIE (anche lui e’ uno dei “magnifici”) ed ha “imprecato” per l’ennesimo rinvio delle elezioni dei Comites. Invece di sentire “vergogna” per quello che ci costa e per non aver fatto un bel niente per noi in questi ultimi sei anni al Parlamento, Randazzo “urla” e di “dispera” perche’ gli “organismi rappresentativi” (di chi?) non vengano cancellati anche se, in vent’anni, hanno dimostrato “ampiamente” di essere stati del tutto “inutili” e “spreconi”. Ecco perche’ l’Italia e’ finita a “schifio”! Di “Nini” Randazzo ne e’ pieno il Parlamento, oltre a non lavorare, prediligono lo “sperpero” all’uso piu’ “consapevole” del denaro pubblico.
martedì 5 giugno 2012
Chi dovrebbe preservare l'italianita' la sta distruggendo.
A Sydney, nel 2011, in onore delle celebrazioni dell’unita’ d’Italia, fu organizzata un’unica festa della Repubblica. Quest’anno si e’ ritornati “all’antico”. Si e’ ripreso a celebrare due “feste” distinte e, per giunta, entrambi nella stessa data di domenica 27 maggio. I discorsi ufficiali, sia al Marconi Club che al centro di Sydney, “regolarmente” sono stati quasi interamente pronunciati in “inglese”. E a dire che si festeggiava la festa della Repubblica italiana e “l’italianita’”! Sempre per celebrare la nascita della Repubblica Italiana, venerdì primo giugno, il Console di Sydney Sergio Martes, ha offerto un piacevole “concertino” eseguito con maestria dai musicisti e dalla cantante che si sono esibiti. A fine concerto, ciliegina sulla torta, il Console ha tenuto il suo “speech” in inglese, a suo dire per rispetto degli ospiti presenti che non capivano l’Italiano. Gli e’ sfuggito che erano presenti anche molti invitati italiani che non comprendono l’inglese. Dovrebbe vigere la “regola” che, se la festa e’ italiana, la lingua “ufficiale” deve essere l’italiano. Siccome poi noi italiani siamo persone cortesi, al termine i discorsi verranno “brevemente” tradotti in inglese. Invece no. In tutte le celebrazioni e’ stato ampiamente dimostrato che non esiste “l’orgoglio di essere italiani”, eppure ne abbiamo di ragioni da vendere per essere “orgogliosi”. E’ “sconcertante” che nei vari uffici degli enti “italiani”, generosamente sovvenzionati dallo Stato italiano, anche in quelli dove si ha la “presunzione” d’insegnare la lingua italiana, si parli e si scriva “esclusivamente” in inglese. Purtroppo, nel “dna” della stragrande maggioranza degli italiani e’ presente il “gene” del “servilismo” che si e’“instaurato” e “consolidato” nei secoli successivi alla caduta dell’impero romano. Dopo la fine dell’antica Roma, gli italiani sono stati “assoggettati” da molti popoli e per lunghi secoli sono stati “servi” privi di “orgoglio” nazionale. Pur se invitato, sono “allergico” a partecipare alle “cerimonie ufficiali” che spesso e molto volentieri preferisco “disertare”. Venerdì, primo giugno, non ho potuto evitare il “supplizio” di parteciparvi e, molto malvolentieri, ho dovuto “mischiarmi” ai vari “maggiorenti” e “capatazz” della comunità italiana di Sydney. Ho dovuto farlo perche’, dopo il concerto, veniva premiato mio nipote Hermes Pallotta, incluso in una ristretta lista di studenti (tutte ragazze tranne Hermes) che si sono distinti nel parlare e scrivere l’italiano. I miei cinque figli ed i primi quattro nipoti parlano tutti correttamente l’italiano. Le due ultime nipotine, di due e tre anni, lo stanno imparando e gia’ lo “parlicchiano”. Terminato il piacevole “concerto” si presumeva che la premiazione avvenisse alla presenza delle persone che gremivano l’auditorio. Invece i “premiandi” sono stati “relegati” in una piccola “saletta” attigua e “rapidamente” premiati nella “indifferenza” dei piu’ dei molti astanti. Come poi non potevano mancare gli “speech” delle insegnati di “italiano” tutti rigorosamente, “ovviamente”, in inglese o quasi? Quel che lascia “perplessi” e’ che gli organizzatori, tra lo scegliere di “festeggiare” un gruppo di giovani che, “miracolosamente” ed “orgogliosamente” parlano molto bene l’italiano e che sono i futuri “custodi” della “italianità”, e il “ritardare” di mezz’ora l’assalto al “buffet”, hanno scelto la seconda opzione. In compenso e’ stato molto “divertente” assistere allo “spettacolo” dei “maggiorenti” e “capatazz” che si “scapicollavano” per raggiungere l’area del “buffet” per dar inizio alla “abbuffata”. E’ comprensibile che alle due del pomeriggio si abbia un po’ di “languorino”, specialmente se si e’ saltato il pranzo, ma quelli sembravano “biafrani” digiuni da settimane! Non mi sono “confuso” tra quella folla “eccitata” ed “impegnatissima” a scegliersi le migliori “leccornie” e a “tracannare” vino italiano (presumo). Per andarmene e’ stata vera “impresa” guadagnare l’uscita. In molti si riempiono la bocca (non di solo cibo), ma nel dire che e’ necessario dar “spazio” ai giovani ed “incoraggiarli” per mantenere “l’italianita’”. Poi, i giovani che si “distinguono”, invece di “sostenerli”, li si rinchiudono in un “sgabuzzino” e li s’ignorano per privilegiare la “magnata”! Se “l’italianita’” scomparirà sappiano chi sono stati i colpevoli.
La parata "sobria".
Sabato 2 giugno a Roma si e’ festeggiato il sessantaseiesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana ma, secondo Giorgio Napolitano, con una parata “sobria”. In tanti anni si era già visto di tutto, in occasione del 2 giugno: dall’abolizione della parata al suo ripristino, dallo spostamento al 4 novembre al suo ridimensionamento; alla rinuncia a far sfilare le armi pesanti per non danneggiare le pietre del Colosseo e dei fori imperiali; dalla partecipazione di unità tutt’altro che militari, quali i “pizzardoni” (vigili urbani di Roma) a quella degli obiettori di coscienza e via elencando. Mai però il “grottesco” ed il “ridicolo” avevano raggiunto le vette del 2 giugno 2012. Per mostrare accondiscendenza verso chi avrebbe voluto abolire la parata, non si sa bene se per risparmiare qualche spicciolo (ormai il grosso della spesa era speso) o per commemorare le vittime del più recente terremoto, si e’ deciso di renderla “sobria”. Ecco, quindi, che non si sono fatti sfilare i mezzi per risparmiare il carburante necessario a percorrere i pochissimi chilometri facendo sfilare anche gli anziani delle associazioni a piedi. Si e’ poi deciso di non far esibire le frecce tricolori, sempre per far risparmiare il costo del carburante: qualche migliaio di euro. Non essendo probabilmente tutto ciò ritenuto sufficiente, si e’ anche soppressa la sfilata dei cavalli lasciandoli nelle stalle facendo sfilare a piedi, rendendo “goffi e ridicoli” i corazzieri il cui costo, a cavallo o a pied, non cambia. Come se non bastasse i sommi “decisori” della Repubblica, Napolitano e Monti, hanno anche fatto “risparmiare fiato” alle fanfare, non sopprimendo musiche e canti, ma facendoli interrompere in prossimità del palco presidenziale. Al termine della parata si e’ visto che il Presidente che, lungi dal dare l’esempio, anziché raggiungere il non distante Quirinale a piedi, circondato dai suoi corazzieri appiedati, e’ stato invece regolarmente prelevato dalla Flaminia d’epoca, che di certo non consuma poco, e, preceduto e seguito dai Carabinieri motociclisti, si e’ recato in tutta comodità e poca “sobrietà” alla sua residenza mentre era scortato dai bodyguard, anche questi sì a piedi e “trafelati” per il correre a fianco alla vettura presidenziale. In tutti gli anni di cui posso avere memoria, non ho mai provato analoga sensazione di “ridicolo” e di “vergogna” per chi sono stati capaci di trasformare una celebrazione importante in una “farsa”. Tanto valeva, a questo punto, “annullarla”. Purtroppo constatiamo che per Napolitano ed i governanti a dover andare a piedi sono sempre gli altri.
Cavaliere, commendatore.....e' il trionfo del niente.
A molte persone interessano i “titoli onorifici”, e’ l’ennesimo segnale della società che vive di “apparenza formale” a scapito della “sostanza” che conta molto di piu’. Cristianamente e’ riprovevole, umanamente mette in evidenza la debolezza umana. Purtroppo c’e’ chi ha la tendenza a distinguersi per poter dire a loro stessi ed agli altri: “Io non sono come gli altri, io sono meglio degli altri”. Cavour diceva che un sigaro ed un pezzo di carta “non si negano a nessuno”. Per “pezzo di carta” intendeva il titolo onorifico di “cavaliere” o “commendatore”. Ogni anno, durante la festa della Repubblica, il Capo dello Stato assegna un buon numero di onorificenze a cittadini che hanno acquisito “benemerenze” verso l’Italia nel campo del lavoro, della letteratura, delle arti, delle attività sociali ed altri. Sicuramente la stragrande maggioranza di coloro che vengono “decorati” sono meritevoli dell’onorificenza. Per esperienza personale ho pero’ scoperto che nelle case di riposo vivono molte persone che meritano una “onorificenza” piu’ di qualsiasi altro. Persone che, “silenziosamente” ed “umilmente”, si sono assoggettate a lavori durissimi scarsamente retribuiti e, con tante “rinunce e sacrifici”, anche a discapito della loro salute, hanno dedicato l’intera vita al sostentamento della famiglia e sono stati “determinanti” alla trasformazione dell’Australia in un Paese moderno ed avanzato ed oggi tutti possiamo goderne i benefici. E’ per questo che ho sempre considerato dei “Giganti” queste persone per aver affrontato e superato con “coraggio” e “determinazione” gli innumerevoli ostacoli ed handicap. In “ricompensa” ora vivono “soli” e “dimenticati” nelle case di riposo o nelle loro abitazioni. A posto loro, gli “unici” meritevoli di “onorificenze”, viene premiato chi ha acquisito meriti “insignificanti” al confronto di quelli “conquistati” dai “Giganti”.
sabato 2 giugno 2012
Per rilanciarsi il Pdl deve presentare una proposta "rivoluzionaria".
Occorre una proposta “rivoluzionaria” per creare “entusiasmo” e per far rinascere la “speranza”. E’ soltanto “galvanizzando” la gente invece di “deprimerla” che si puo’ uscire dalla crisi economica. In questo momento gli italiani, piu’ della riforma dell’architettura dello Stato, che deve comunque essere portata avanti, vogliono la “ripresa” economica sia per mantenere i posti di lavoro, sia per crearne molti altri. Molti giovani italiani si stanno recando all’estero, ma con questa loro scelta quasi nessuno risolve il suo problema occupazionale perche’ i Paesi in cui emigrano sono anche loro in “recessione” ed hanno problemi interni di disoccupazione.
Cosa fare allora?
Occorre una “rivoluzione” (che poi non lo e’) per mettere rapidamente in moto ed in grande stile l’economia Italia e, parzialmente, anche quella mondiale.
Si e’ sempre parlato che gli italiani all’estero sono una “risorsa” ed, infatti. lo e’ sempre stata. Sono stati loro, con le loro rimesse, a fornire denaro alle banche che hanno potuto finanziare la ricostruzione dell’Italia dell’ultimo dopo guerra. Sono stati tra i maggiori artefici del famoso “miracolo economico” degli anni ’60. Sono stati loro a “propagandare” i prodotti italiani nei Paesi in cui sono emigrati, acquistandoli e, quindi, facendoli conoscere e, di conseguenza, hanno creato lavoro in Italia e fatta diventare una delle otto nazioni piu’ industrializzate del mondo. Ma questa “risorsa” e’ stata sempre “bistrattata” da tutti i politici italiani.
Nonostante le umiliazioni subite dalla politica italiana, nel cuore degli italiani nel mondo batte sempre un “cuore piu’ italiano” di quello degli italiani in Italia.
Gli italiani nel mondo hanno sempre partecipato, nel bene e nel male, alle vicende italiane ed oggi ancor di piu’.
Sono migliaia nel mondo le imprese gestite dagli italiani o dagli oriundi italiani. Tra loro ce ne sono moltissime che potrebbero sviluppare una “joint venture” o una semplice “collaborazione” con le ditte italiane in Italia che operano nello stesso settore. Quindi non c’e’ nulla da creare, tutto e’ gia’ stato fatto da tempo, tutto e’ a portata di mano, bisogna soltanto imprimere un maggiore “impulso” per generare lavoro in Italia e all’estero.
Come?
E’ auspicabile la costituzione di un’agenzia finanziaria in grado di far convergere e di mobilitare i risparmi di cui dispongono gli italiani operanti al di fuori del territorio nazionale, da istituire presso la Banca D’Italia interessando al contempo i principali istituti bancari. La massa di denaro che un’agenzia finanziaria per gli italiani nel mondo può canalizzare ammonta a diversi miliardi di euro, una quantità imponente che attualmente soltanto per minima parte affluisce in Italia, attraverso un sistema bancario non specificatamente attrezzato o motivato e che, una volta adeguatamente indirizzato, potrà quindi trarvi grande vantaggio. Le risorse finanziarie possedute dagli italiani residenti nel mondo, mediante servizio di consulenza, potranno essere investite nell’ambito produttivo con la “garanzia” dalla Banca d’Italia.
Sarebbe “rivoluzionario” se il Pdl proponesse quanta proposta e sia capace di attuarla.
Sarebbe “rivoluzionario” se il rilancio dell’economia italiana iniziasse dall’estero, perche’ sono sempre stati gli emigrati italiani ad aver sempre fornito le “risorse” all’Italia.
Sarebbe “rivoluzionario”, se alcuni dei maggiori esponenti del Pdl, Silvio Berlusconi in primis, venissero in Australia ad aprire la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche italiane. Questo “galvanizzerebbe” la stragrande maggioranza degli elettori italiani. Riterrebbero il Pdl un partito dei “moderati” ma anche “rivoluzionario”, un partito “del fare” realista e pragmatico, ma anche “rivoluzionario” piu’ di Beppe Grillo che urla e strilla ma non propone soluzioni “concrete”.
In questo momento storico gli italiani hanno bisogno di una “rivoluzione” culturale di far politica e la “fusione” delle due Italie, in Italia e nel mondo aprirebbero orizzonti insperati. Molti giovani potranno fare un’esperienza lavorativa di alcuni anni all’estero che sara’ preziosa per la modernizzazione dell’Italia al loro rientro.
Questa “rivoluzione” darebbe senz’altro un forte impulso all’economia italiana sia per il mantenimento dei posti di lavoro e sia per crearne molti altri specialmente per i giovani.
Questa e’ una buona occasione (forse l’unica) per “rilanciare” alla grande il Pdl per “internazionalizzarlo” e perche' si distingua da tutti gli altri partiti “ancorati” a vecchi schemi da tempo superati o da quelli nuovi “pseudo rivoluzionari” che vogliono soltanto lo sfascio completo dell’Italia.
lunedì 28 maggio 2012
Berlusconi ridiscendera' in campo?
Si e’ visto che azzerando la “fanatica” disputa tra i “berlusconiani” e gli “antiberlusconiani” non e’ che si e’ andati molto lontano, tanto e’ vero che nelle recenti elezioni ha avuto tendenza a vincere il “qualunquismo” più becero e più spinto. Cioè il rifiuto di tutti i partiti. Anche di quelli secondo i quali senza Berlusconi avrebbero trionfato alla grande. Magari un domani Berlusconi potrebbe utilizzare tutti questi dati a suo vantaggio. Probabilmente da mesi se la ride e per questo appare rilasciato e sereno. Che farà Berlusconi, in futuro? Se lo si chiede a lui, dice che non lo sa. Figurarsi dunque se possono saperlo gli altri tranne, ovviamente, i “saccenti” come “La Repubblica” ed “Il Fatto”. Un tempo, all’età’ che oggi ha Berlusconi, si era considerati dei miracolati sfuggiti alla morte. Invece oggi, a quasi ottant’anni, uno può essere pimpante, vigoroso e entusiasta come lo e’ lui. Ce ne fossero di “giovani” con la vitalista’ e la voglia di fare di questo “vecchio”! Dunque, salvo imprevisti, probabilmente si dovrebbe fare ancora i conti con lui. Il problema e’ “se avrà ancora voglia di partecipare al gioco”. In questi ultimi sei mesi Berlusconi era scomparso come si fosse stancato, cosa impossibile per un “uomo del fare senza tregua”. In un momento in cui l’Italia avrebbe avuto bisogno di una politica di “estremo” rigore, quello che sarebbe stato perdonato ad altri (leggi Mario Monti), in nome della necessità, sarebbe stato imputato a lui come prova della sua incapacità di governare. E allora meglio farsi da parte, pur senza essere stato sfiduciato in Parlamento. Con questa “intelligente” mossa ha trasferito la responsabilità a un “governo di tecnici” che, come si e’ visto, non hanno potuto fare i “miracoli” che pero’ si chiedevano a Berlusconi. Ha coinvolto nel sostegno del governo “tecnico” il Pd, rendendolo corresponsabile e dunque mettendolo “nel sacco”. Il Parlamento non e’ stato sciolto e il Pdl, in fin dei conti, può far cadere Mario Monti in qualunque momento. Mentre tutti parlavano di Berlusconi come di un personaggio di un’epoca che fu, e a lui tutto questo gli andava “benissimo”, eccotelo, all’improvviso, che si ripresenta sulla scena politica, come se fosse una persona nuova perche’ era stato dato per “morto e sepolto”. Berlusconi si sta prendendo un bel po’ di soddisfazioni. Si e’ visto che la crisi non dipendeva da lui, prova ne sia che un governo dei tecnici non l’ha risolta, anzi, e ha caricato gli italiani di tasse e imposte mai viste. Si e’ visto che il suo partito, se lui non se ne occupa dalla mattina alla sera, ha tendenza a squagliarsi nonostante il capacissimo Angelino Alfano. E’ “faciloneria” pensare che Berlusconi sia un uomo del passato. Volete scommettere che allarmati i giornali “terroristi” ora ricominceranno un’altra campagna “denigratoria” per farlo desistere da ritornare se decidesse di farlo?
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