I politici di sinistra sono essenzialmente dei populisti. Per nascondere il loro vuoto politico coniano ottimi slogan, i soliti luoghi comuni, ma che tuttavia fanno presa sui creduloni. Se il Senatore Nino Randazzo si è volatilizzato nel nulla, Marco Fedi, graziosamente, ci ha voluto partecipi alla sua "emozione" per aver preso parte alla manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo voluta dal suo "leader minimo" (ancora per pochi mesi). Ad una settimana dalla "grande festa democratica" sono riprese più forti che mai le zuffe nel Pd. Fedi ci racconta che a "Salva l’Italia" c’era una "nutrita" rappresentanza degli italiani all’estero che esibivano un cartello: "Ci hanno tagliato la lingua", fosse vero! Finalmente la smetterebbero di dire stupidaggini. Peccato però che si trattava soltanto di uno slogan relativo ai tagli che il governo Berlusconi ha apportato ai fondi destinati agli italiani nel mondo, che includerebbero anche un forte ridimensionamento (a loro dire) di quelli destinati all’insegnamento della lingua italiana. La solita "balla" ad effetto. Le cose non stanno esattamente così. Il governo Berlusconi, forte della sua compattezza e della maggioranza che ha nei due rami del Parlamento, finalmente può agire come un buon governo deve fare. Finalmente riuscirà a realizzare le riforme necessarie che i governi precedenti non hanno mai potuto (compreso il suo) condizionati, come erano nel loro interno, da chi costantemente metteva i bastoni tra le ruote quando si doveva prendere utili ma drastici provvedimenti per cambiare veramente in positivo l’Italia. Nel suo precedente governo Berlusconi aveva il "folle" Follini ed il "casinista" Casini, finalmente, sono andati a ramengo. Quattordici anni in politica, con le esperienze di governo precedenti e all’opposizione, Berlusconi ha ben chiara e precisa la situazione economica dell’Italia e ha capito dove e come bisogna intervenire per farla rialzare. Visto che l’Italia ha il terzo debito pubblico più grande al mondo, è tassativo cercare di diminuirlo. Annualmente gli interessi da pagare per il debito ammontano a circa 70 miliardi di euro. Cosa farebbe qualsiasi persona che fosse indebitata sino al collo? Taglierebbe subito le spese superflue, ma anche un po’ quelle primarie, e cercherebbe di produrre più reddito. La stessa cosa sta facendo il governo Berlusconi. Sta tagliando gli sprechi e vuol ridare più efficienza all’apparato dello Stato. La pubblica amministrazione è un pozzo di San Patrizio che prosciuga quasi tutte le risorse che l’economia reale del Paese riesce a produrre, nonostante mille ostacoli, la globalizzazione, la concorrenza sleale della Cina e la recente grave depressione economica mondiale. È noto che l’economia reale italiana è formata dal 95% di piccole imprese, che o chiudono in attivo o falliscono senza remissione di peccati. La FIAT sarebbe fallita cento volte se i governi catto-comunisti non gli avessero regalato mille miliardi e più di lire. Idem per l’Alitalia ed altre "grandi" industrie, che di grande hanno soltanto la capacità di accumulare immensi debiti per farli poi pagare a tutta la collettività con la complicità dei politici. Il governo in carica ha fatto due conti, e memore della sua precedente esperienza di governo, sa dove avvengono gli sprechi e ha cominciato a tagliarli. Sprechi sono anche la grande parte della "montagna" di soldi che da anni i governi italiani hanno inviato alle varie associazioni e organizzazioni, o presunte tali, degli italiani nel mondo. Per esempio, i "non famosi" (per il fatto che pochissimi sanno della loro esistenza) Comites e Cgie. Lo Stato italiano, in circa vent’anni, ha speso oltre 100 milioni di euro per il loro mantenimento, sono stati soldi ben spesi o sprecati? Alla luce di quanto hanno concretamente prodotto, cioè un bel NIENTE, è stato un colossale spreco. I presidenti ed i componenti di questi due organismi, nati per fare gli interessi della collettività italiana nel mondo, sostengono che hanno fatto moltissimo. Ok, lo dimostrino. Alla richiesta di pubblicare i resoconti finanziari, mai che nessuno abbia avuto il coraggio e l’onestà di fare il loro dovere, quello di mettere nero su bianco per renderci conto (è un nostro diritto) quanto hanno ricevuto e come l’hanno speso. Ci mancherebbe altro! È una "cosa loro". Noi "semplici" italiani nel mondo non dobbiamo intrometterci, dobbiamo credere a quello che ci dicono e cosi sia! Ebbene questi signori sappiano che la musica è finita. Ora il governo vuol essere sicuro che le risorse non vengano più sprecate ma investite. "Ci hanno tagliato la lingua"? Ma è proprio vero? Uno dei Ministri più preparati, seri e competenti del governo Berlusconi è senz’altro quello degli Esteri Franco Frattini che ha dichiarato: "Dobbiamo aiutare e garantire la diffusione della nostra lingua. La lingua italiana è il veicolo della nostra cultura e della storia nel mondo. Ed è su questa che vogliamo puntare. Sono centinaia di migliaia i giovani italiani, di origine italiana e non, che studiano la nostra lingua nel mondo ed ecco perché dobbiamo aiutare e garantire la diffusione della nostra lingua". Tanti sono i settori, secondo Frattini, che possono beneficiare della promozione della lingua italiana nel mondo: "Grazie alla formazione e all'addestramento professionale dei giovani stranieri, un po' di Italia può arrivare anche nei loro Paesi d'origine". La lingua italiana diventa così una sorta di collante che "lega di più i diversi Paesi", ha anche sottolineato. Inoltre, l'italiano nel mondo "crea opportunità di turismo", ha ricordato Frattini ribadendo l'importanza della nostra lingua come "strumento di politica estera da portare nel mondo". Quindi è chiarissima l’intenzione che il governo in carica vuole potenziare l’insegnamento della lingua italiana nel mondo. Il governo non vuole smantellare nessun ente che attualmente è impegnato a svolgere questo importante e fondamentale compito per l’Italia, ma vuole vederci chiaro. La lingua italiana viene insegnata in modo professionale? Gli insegnati sono di madre lingua o la conoscono approssimativamente? Alla fine dell’anno tutti gli studenti riescono ad esprimersi sufficientemente in italiano? Il governo ha il dovere/obbligo di investire i soldi e non più sprecarli, come è sempre avvenuto in passato. Non sempre ridurre la spesa vuol dire ridurre l'efficienza del servizio: è uno stimolo a razionalizzarlo al meglio. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale storico sociale ed economico. Non dobbiamo farci sfuggire questa opportunità che ci si presenta per compiere un balzo in avanti decisivo e parteciparvi ognuno secondo le nostre possibilità. Un ruolo importantissimo debbono svolgerlo i 18 parlamentari eletti all’estero. Il Sottosegretario con delega agli italiani nel mondo, Senatore Alfredo Mantica, opportunamente auspica da tempo che tra loro ci sia più "accordo", invece di dividersi a difesa degli squallidi interessi dei partiti in cui militano. Occorre che facciano più "gioco di squadra" considerando che i loro compiti ed obbiettivi sono gli stessi, tranne piccole differenze. I 18 dovrebbero capire che è strategico e fondamentale coinvolgere tutte le venti regioni italiane nel progetto dell’insegnamento della lingua italiana. Se fossero convogliati i fondi di ogni regione in un unico progetto nazionale, sicuramente ci sarebbero fondi più che sufficienti per raggiungere risultati ottimi e consistenti.
venerdì 7 novembre 2008
Ci hanno tagliato la lingua? La solita balla dei "sinistrosi".
I politici di sinistra sono essenzialmente dei populisti. Per nascondere il loro vuoto politico coniano ottimi slogan, i soliti luoghi comuni, ma che tuttavia fanno presa sui creduloni. Se il Senatore Nino Randazzo si è volatilizzato nel nulla, Marco Fedi, graziosamente, ci ha voluto partecipi alla sua "emozione" per aver preso parte alla manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo voluta dal suo "leader minimo" (ancora per pochi mesi). Ad una settimana dalla "grande festa democratica" sono riprese più forti che mai le zuffe nel Pd. Fedi ci racconta che a "Salva l’Italia" c’era una "nutrita" rappresentanza degli italiani all’estero che esibivano un cartello: "Ci hanno tagliato la lingua", fosse vero! Finalmente la smetterebbero di dire stupidaggini. Peccato però che si trattava soltanto di uno slogan relativo ai tagli che il governo Berlusconi ha apportato ai fondi destinati agli italiani nel mondo, che includerebbero anche un forte ridimensionamento (a loro dire) di quelli destinati all’insegnamento della lingua italiana. La solita "balla" ad effetto. Le cose non stanno esattamente così. Il governo Berlusconi, forte della sua compattezza e della maggioranza che ha nei due rami del Parlamento, finalmente può agire come un buon governo deve fare. Finalmente riuscirà a realizzare le riforme necessarie che i governi precedenti non hanno mai potuto (compreso il suo) condizionati, come erano nel loro interno, da chi costantemente metteva i bastoni tra le ruote quando si doveva prendere utili ma drastici provvedimenti per cambiare veramente in positivo l’Italia. Nel suo precedente governo Berlusconi aveva il "folle" Follini ed il "casinista" Casini, finalmente, sono andati a ramengo. Quattordici anni in politica, con le esperienze di governo precedenti e all’opposizione, Berlusconi ha ben chiara e precisa la situazione economica dell’Italia e ha capito dove e come bisogna intervenire per farla rialzare. Visto che l’Italia ha il terzo debito pubblico più grande al mondo, è tassativo cercare di diminuirlo. Annualmente gli interessi da pagare per il debito ammontano a circa 70 miliardi di euro. Cosa farebbe qualsiasi persona che fosse indebitata sino al collo? Taglierebbe subito le spese superflue, ma anche un po’ quelle primarie, e cercherebbe di produrre più reddito. La stessa cosa sta facendo il governo Berlusconi. Sta tagliando gli sprechi e vuol ridare più efficienza all’apparato dello Stato. La pubblica amministrazione è un pozzo di San Patrizio che prosciuga quasi tutte le risorse che l’economia reale del Paese riesce a produrre, nonostante mille ostacoli, la globalizzazione, la concorrenza sleale della Cina e la recente grave depressione economica mondiale. È noto che l’economia reale italiana è formata dal 95% di piccole imprese, che o chiudono in attivo o falliscono senza remissione di peccati. La FIAT sarebbe fallita cento volte se i governi catto-comunisti non gli avessero regalato mille miliardi e più di lire. Idem per l’Alitalia ed altre "grandi" industrie, che di grande hanno soltanto la capacità di accumulare immensi debiti per farli poi pagare a tutta la collettività con la complicità dei politici. Il governo in carica ha fatto due conti, e memore della sua precedente esperienza di governo, sa dove avvengono gli sprechi e ha cominciato a tagliarli. Sprechi sono anche la grande parte della "montagna" di soldi che da anni i governi italiani hanno inviato alle varie associazioni e organizzazioni, o presunte tali, degli italiani nel mondo. Per esempio, i "non famosi" (per il fatto che pochissimi sanno della loro esistenza) Comites e Cgie. Lo Stato italiano, in circa vent’anni, ha speso oltre 100 milioni di euro per il loro mantenimento, sono stati soldi ben spesi o sprecati? Alla luce di quanto hanno concretamente prodotto, cioè un bel NIENTE, è stato un colossale spreco. I presidenti ed i componenti di questi due organismi, nati per fare gli interessi della collettività italiana nel mondo, sostengono che hanno fatto moltissimo. Ok, lo dimostrino. Alla richiesta di pubblicare i resoconti finanziari, mai che nessuno abbia avuto il coraggio e l’onestà di fare il loro dovere, quello di mettere nero su bianco per renderci conto (è un nostro diritto) quanto hanno ricevuto e come l’hanno speso. Ci mancherebbe altro! È una "cosa loro". Noi "semplici" italiani nel mondo non dobbiamo intrometterci, dobbiamo credere a quello che ci dicono e cosi sia! Ebbene questi signori sappiano che la musica è finita. Ora il governo vuol essere sicuro che le risorse non vengano più sprecate ma investite. "Ci hanno tagliato la lingua"? Ma è proprio vero? Uno dei Ministri più preparati, seri e competenti del governo Berlusconi è senz’altro quello degli Esteri Franco Frattini che ha dichiarato: "Dobbiamo aiutare e garantire la diffusione della nostra lingua. La lingua italiana è il veicolo della nostra cultura e della storia nel mondo. Ed è su questa che vogliamo puntare. Sono centinaia di migliaia i giovani italiani, di origine italiana e non, che studiano la nostra lingua nel mondo ed ecco perché dobbiamo aiutare e garantire la diffusione della nostra lingua". Tanti sono i settori, secondo Frattini, che possono beneficiare della promozione della lingua italiana nel mondo: "Grazie alla formazione e all'addestramento professionale dei giovani stranieri, un po' di Italia può arrivare anche nei loro Paesi d'origine". La lingua italiana diventa così una sorta di collante che "lega di più i diversi Paesi", ha anche sottolineato. Inoltre, l'italiano nel mondo "crea opportunità di turismo", ha ricordato Frattini ribadendo l'importanza della nostra lingua come "strumento di politica estera da portare nel mondo". Quindi è chiarissima l’intenzione che il governo in carica vuole potenziare l’insegnamento della lingua italiana nel mondo. Il governo non vuole smantellare nessun ente che attualmente è impegnato a svolgere questo importante e fondamentale compito per l’Italia, ma vuole vederci chiaro. La lingua italiana viene insegnata in modo professionale? Gli insegnati sono di madre lingua o la conoscono approssimativamente? Alla fine dell’anno tutti gli studenti riescono ad esprimersi sufficientemente in italiano? Il governo ha il dovere/obbligo di investire i soldi e non più sprecarli, come è sempre avvenuto in passato. Non sempre ridurre la spesa vuol dire ridurre l'efficienza del servizio: è uno stimolo a razionalizzarlo al meglio. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale storico sociale ed economico. Non dobbiamo farci sfuggire questa opportunità che ci si presenta per compiere un balzo in avanti decisivo e parteciparvi ognuno secondo le nostre possibilità. Un ruolo importantissimo debbono svolgerlo i 18 parlamentari eletti all’estero. Il Sottosegretario con delega agli italiani nel mondo, Senatore Alfredo Mantica, opportunamente auspica da tempo che tra loro ci sia più "accordo", invece di dividersi a difesa degli squallidi interessi dei partiti in cui militano. Occorre che facciano più "gioco di squadra" considerando che i loro compiti ed obbiettivi sono gli stessi, tranne piccole differenze. I 18 dovrebbero capire che è strategico e fondamentale coinvolgere tutte le venti regioni italiane nel progetto dell’insegnamento della lingua italiana. Se fossero convogliati i fondi di ogni regione in un unico progetto nazionale, sicuramente ci sarebbero fondi più che sufficienti per raggiungere risultati ottimi e consistenti.
Barbara Contini con il suo carattere collerico ha litigato con tutti. Nel Darfur solo spot per mettersi in mostra per farsi candidare da Berlusconi.
Cosa pensano di Barbara Contini alcuni suoi ex collaboratori.
L’8 agosto 2008 ho ricevuto la e-mail qui sotto che riporto parzialmente dopo aver tolto alcune frasi per non far individuare il mittente.
Egregio Giampiero….……Ho seguito tramite l'intenet le vicende poco gradevoli tra Lei e la Contini, e sono pienamente dalla sua parte. La sostengo in pieno, perchè conosco la Contini molto, ma molto bene!!!! Purtroppo, ripeto purtroppo, persone del genere hanno avuto la possibilità di entrare in Parlamento quando non sono degne di farne parte, tantomeno di essere italiane. Le racconto brevemente….. non so se ne ha mai sentito parlare dell"avamposto 55"..., ma ne hanno parlato tutti i giornali. Ora se ne parla poco perchè la Contini ha messo tutto a tacere tramite legali che la difendono......................... Vicende disastrose causate dalla Signora, s'intende, ma lei, per non addossarsene la colpa e fare figuracce con giornali, amici politici e funzionari ad alto livello, ha riversato tutto su altre persone....tra cui il sottoscritto..... e poi ci sono i "ragazzetti" come Lei Giampiero ha definito in una Sua lettera. Beh, io dei ragazzetti della Contini, li conosco eccome..... piu che ragazzetti li definirei stronzetti figli di papà che non sanno neanche scrivere il loro nome..... tanto per fare qualche nome Filippo Fani Ciotti (superprotetto della Contini)....non so se lei ha mai avuto l'onore di avere rapporti telefonici e email con questo 26enne coglionazzo!......................
Moltissime cose si potrebbero dire, e capisco perfettamente il suo risentimento. Problema è che la signora adesso siede in Parlamento, PURTROPPO, ma c’è veramente un esercito di persone che la vorrebbe in pasto ai leoni!!!!!!............................
Ciò che purtroppo dispiace è che gente simile continua ad andare avanti, nonostante i danni che ha combinato e che continuerà sicuramente a combinare, e nessuno riesce a fermarla sta donna..........................La Contini aveva la l'abitudine di dire di se che è una signora. Degli altri diceva sempre: "chi nasce muratore, muore muratore"......
(Per chiarezza la e-mail qui sopra non e’ stata inviata da Giorgio Trombatore.)
Alcuni brani tratti dai testi consultabili nel sito: www.itablogs4darfur.blogspot.com
AVAMPOSTO 55
Di Giorgio Trombatore
……………..Bisogna mettere in evidenza che i rapporti con l’ambasciata italiana erano stati sempre molti tesi. L’ufficio della cooperazione italiana guidata dalla Dott.ssa Contini non aveva mai goduto di grande popolarità a Khartoum complice anche il carattere collerico della Contini ed alcune sue posizioni intransigenti……………… Non escludo che molti dell’ambasciata videro il fallimento di avamposto come il fallimento degli aiuti umanitari “spettacolari”. In molti non avevano visto di buon occhio , e con ragione, i collegamenti con Sanremo ed i continui viaggi dei giornalisti a Nyala. Per tanti e non solo italiani quello spettacolo era una pessima sceneggiata che serviva solo alla notorietà della Contini per rilanciare la sua opera e per fare comunque sempre parlare solo di se. La sua partenza non poteva che indebolire quella che era la sua opera prima, un ospedale fallimentare. La situazione era ormai irrimediabile. La suora che lascia l’ospedale, i fondi che sono finiti, il governo locale che non è stato coinvolto ed i dottori italiani che in conflitto con la dottoressa Contini aiutano a fare affondare la barca. Questo forse è il punto più doloroso.! Quando parte la dott.ssa Pina Garau è ormai noto a tutti l’impegno della Contini in politica cosi’ pure il fallimento del suo ospedale tanto invocato da Bonolis!!!!. Perchè Avamposto 55 è miseramente fallito. Una delle ragioni principali del fallimento dell’Avamposto, fu senza altro la scelta da parte dell’Inviato Spêciale del governo Italiano Dott.ssa Barbara Contini di non consegnare il progetto al Ministero della Sanità sudanese una volta terminato……………….
Da quel momento a seguire Avamposto a Nyala rimane solo un piccolo gruppo di cooperanti guidati da un giovane ed inesperto ex stagista italiano della cooperazione italiana.Tale Filippo Fani Ciotti che non aveva ne le capacità tecniche ne tantomeno le doti di gestire un gruppo Troppo giovane e sopratutto carente di quelle qualità che erano necessarie per lavorare in difficili contesti come quello del Darfur………………………
Le idee erano ottime non buone, i risultati potevano essere positivi per il processo di pace in Darfur, ma i casini li ha creati proprio la Contini.
Primo: La rottura con Enzo Angeloni, l'ambasciatore e tutta l'ambasciata sono stati sempre messi alla gogna. Secondo: con le ong, troppo spesso usate come mezzo per le visite dei giornalisti. La verità era che la Contini aveva incassato il supporto di Berlusconi dopo il suo lavoro in Iraq.
I suoi contatti diretti erano Bondi e Letta, anche se Letta sempre meno. Vicini a Berlusconi godeva poi dell'appoggio di Martino il Ministro della Difesa.
Così si spiegano i voli da Brindisi, la scorta del 9 col moschin e tutto il resto. Nel frattempo aveva trovato (e li fece la grossa cazzata) il tempo di litigare con Mantica, (ti ho raccontato che l'ho portato in giro io stesso su un Taxi giallo) e con la Bonniver.
Dulcis in fundo, forse aveva ragione quel Montanaro di rai tre quando affermava che si stava preparando la sua campagna politica....per carita’ , lo fanno tutti, però così i risultati sono andati a puttane.
Sulla Garau permittimi inoltre di dire una cosa: Quando la Contini chiamò la Garau già tutto il casino stava succedendo. Io chiesi alla Garau di usare diplomazia e metodo per non vanificare due anni lavoro e la costruzione dell'ospedale. Come tutta risposta dopo un mese già c'era aria di crisi. Io non ho mai nascosto le difficoltà a lavorare con la Contini, comunque si era difficile a causa del suo comportamento.
Il contrasto tra Garau e Contini nasce dalla insistenza della Contini a voler inaugurare avamposto55 come ospedale, mentre la Garau si rifiutava di farlo, a mio parere giustamente, perché avamposto55 non poteva che essere considerato un pronto soccorso. Ti torna?
………………………..Mauro, vedi la Contini non era dell'ambiente della Cooperazione ed era schierata già a quei tempi con Berlusconi....tanto è che oggi veste la carica di senatrice al Senato.
La Cooperazione è un ghetto, quando lei arrivo' in Darfur porto' il suo personale, tra cui io, licenziando i cooperanti in loco.
Poi inizio' un braccio di ferro con l'ambasciata e l'ufficio VI di Roma.
Inoltre è vero senza dubbio che cercava sempre la spettacolarizzazione delle cose.
…………………..In poco tempo la Dott.ssa Contini che non tollerava nessun tipo di interferenza da parte dei suoi collaboratori terminava i rapporti professionali instaurati con le varie organizzazioni non governative e con gli enti locali gli stessi che il Ministro Fini aveva citato nell’apertura del libro donato ed organizzato dall’ufficio del Dott. Antonio Morabito del Mae.
Come dire, il solito spot (come del resto avevo denunciato in un altro intervento su questo blog.)
Continua a leggere...I primi a chiedere di interrompere la collaborazione con l’ufficio della cooperazione gestito dalla Dott.ssa Contini furono proprio le stesse Ong (Organizzazioni non governative) italiane che scrissero una lettera all’ambasciatore italiano Enzo Angeloni chiedendo che l’ufficio della Dott. Ssa Contini programmasse le visite presso i progetti previa autorizzazione da parte delle ong .Inoltre le ong chiedevano che le visite si svolgessero senza la presenza dei giornalisti e senza l’accompagnamento degli uomini armati della Contini in veicoli umanitari. Le ong stanche delle visite della Dott.ssa Contini insieme al suo codazzo di giornalisti, chiesero di avere un atteggiamento più consono alla realtà del dramma del Darfur.
Più volte io stesso fui costretto ad organizzare il trasporto e la logistica di molti giornalisti nelle aree del Darfur. Una volta nel campo di Garsila gestito da Intersos organizzai un pulmino di chiassosi giornalisti che visitarono quel campo neanche fossero stati in uno zoo. A seguire ad abbandonare la barca furono le Suore della Carità di Suor Piera di Nyala. Suor Piera da oltre venti anni gestisce un dispensario a Nyala con l’aiuto di altre sorelle sudanesi. La Dott.ssa Contini chiese alla Suora di gestire l’ospedale di Avamposto .Quando qualche tempo dopo la Suora sollevò alcuni problemi di gestione e di logistica dell’ospedale la Suora fu immediatamente allontanata. Allontanata per avere espresso dei dubbi sulla fattibilità del progetto! Ci rendiamo conto?
………………Infine cito anche la rottura con la dott.sa Sara Fumagalli, presidentessa dell’Umanitaria Padana, che con il suo contributo riuscì a rifornire l’ospedale di Avamposto di parecchie attrezzature ospedaliere. La Signora Fumagalli come le Suore, e tanti altri fu allontanata dalla Dott.ssa Contini per avere espresso dei dubbi sull’andamento delle attività.
Per il Darfur solo Spot e piccole meschinerie tutte Italiane
……………………….E, Dio solo sa quanti ne sono venuti di parlamentari in cerca di visibilità .
Dal parlamento europeo, dal parlamento italiano, dai comuni sono giunti da ogni dove.
Le richieste erano sempre le stesse visitare un campo profughi, possibilmente vicino alla sede della cooperazione italiana a Nyala e poi prendere subito il primo volo per tornare a Khartoum.
Il campo profughi era sempre quello di Calma, a soli dieci minuti di macchina da Nyala, poi se qualcuno si voleva avventurare oltre si procedeva con l’affitto di un elicottero dell’Onu solitamente un Mi8.
Finito il giretto tutti venivano riportati presso la sede della Cooperazione Italiana a Nyala per rifocillarsi con un bicchiere di vino fresco giunto appositamente con i voli militari da Brindisi.
Così piano piano sono venuti tutti, senza distinzione di colore politico e tutti con lo stesso messaggio: “ TANTA SOLIDARIETA’…NON VI ABBANDONEREMO”.
Un po’ come il locale estivo che va di moda.
Parto da Fiumicino con un volo di stato, mi fermo due giorni in Sudan ed ho uno spazio nel telegiornale delle venti serale magari annunciato dal David Sassuolo in persona.
Così è venuta la Dott.ssa Bonniver per ben due volte.
Arrivava, scambiava a stento due chiacchiere con noi operatori del campo, e poi l’energia le tornava quando un telecronista della Rai la riprendeva davanti ad un campo profughi. Le solite parole di rito e poi via di corsa all’aeroporto per tornare a Khartoum.
Poi è venuto persino il sottosegretario Mantica di Alleanza Nazionale.
A lui la visita è andata male, poverino. Infatti all’indomani di uno screzio con la Contini, quando Mantica giunse a Nyala all’aeroporto di Nyala c’era solo il sottoscritto ad attenderlo con un Taxi locale per accompagnarlo a visitare i progetti .
Proprio così il sottosegretario agli esteri si è visitato i progetti di Garba Intifada a Nyala con un Taxi giallo.Un taxi giallo sudanese che a metà strada si era pure fermato perché aveva finito la benzina.
La Dott.ssa Contini che gestiva la cooperazione italiana come gestisce il suo appartamento privato a Milano gli nego' l'utilizzo delle macchine della cooperazione, dei Toyota nyovi che rimasero parcheggiati durante la sisita di Mantica a Nyala.
Piccole vergogne del nostro paese……………………………
Le storie complete potrete leggerle nel sito: www.itablogs4darfur.blogspot.com
L’8 agosto 2008 ho ricevuto la e-mail qui sotto che riporto parzialmente dopo aver tolto alcune frasi per non far individuare il mittente.
Egregio Giampiero….……Ho seguito tramite l'intenet le vicende poco gradevoli tra Lei e la Contini, e sono pienamente dalla sua parte. La sostengo in pieno, perchè conosco la Contini molto, ma molto bene!!!! Purtroppo, ripeto purtroppo, persone del genere hanno avuto la possibilità di entrare in Parlamento quando non sono degne di farne parte, tantomeno di essere italiane. Le racconto brevemente….. non so se ne ha mai sentito parlare dell"avamposto 55"..., ma ne hanno parlato tutti i giornali. Ora se ne parla poco perchè la Contini ha messo tutto a tacere tramite legali che la difendono......................... Vicende disastrose causate dalla Signora, s'intende, ma lei, per non addossarsene la colpa e fare figuracce con giornali, amici politici e funzionari ad alto livello, ha riversato tutto su altre persone....tra cui il sottoscritto..... e poi ci sono i "ragazzetti" come Lei Giampiero ha definito in una Sua lettera. Beh, io dei ragazzetti della Contini, li conosco eccome..... piu che ragazzetti li definirei stronzetti figli di papà che non sanno neanche scrivere il loro nome..... tanto per fare qualche nome Filippo Fani Ciotti (superprotetto della Contini)....non so se lei ha mai avuto l'onore di avere rapporti telefonici e email con questo 26enne coglionazzo!......................
Moltissime cose si potrebbero dire, e capisco perfettamente il suo risentimento. Problema è che la signora adesso siede in Parlamento, PURTROPPO, ma c’è veramente un esercito di persone che la vorrebbe in pasto ai leoni!!!!!!............................
Ciò che purtroppo dispiace è che gente simile continua ad andare avanti, nonostante i danni che ha combinato e che continuerà sicuramente a combinare, e nessuno riesce a fermarla sta donna..........................La Contini aveva la l'abitudine di dire di se che è una signora. Degli altri diceva sempre: "chi nasce muratore, muore muratore"......
(Per chiarezza la e-mail qui sopra non e’ stata inviata da Giorgio Trombatore.)
Alcuni brani tratti dai testi consultabili nel sito: www.itablogs4darfur.blogspot.com
AVAMPOSTO 55
Di Giorgio Trombatore
……………..Bisogna mettere in evidenza che i rapporti con l’ambasciata italiana erano stati sempre molti tesi. L’ufficio della cooperazione italiana guidata dalla Dott.ssa Contini non aveva mai goduto di grande popolarità a Khartoum complice anche il carattere collerico della Contini ed alcune sue posizioni intransigenti……………… Non escludo che molti dell’ambasciata videro il fallimento di avamposto come il fallimento degli aiuti umanitari “spettacolari”. In molti non avevano visto di buon occhio , e con ragione, i collegamenti con Sanremo ed i continui viaggi dei giornalisti a Nyala. Per tanti e non solo italiani quello spettacolo era una pessima sceneggiata che serviva solo alla notorietà della Contini per rilanciare la sua opera e per fare comunque sempre parlare solo di se. La sua partenza non poteva che indebolire quella che era la sua opera prima, un ospedale fallimentare. La situazione era ormai irrimediabile. La suora che lascia l’ospedale, i fondi che sono finiti, il governo locale che non è stato coinvolto ed i dottori italiani che in conflitto con la dottoressa Contini aiutano a fare affondare la barca. Questo forse è il punto più doloroso.! Quando parte la dott.ssa Pina Garau è ormai noto a tutti l’impegno della Contini in politica cosi’ pure il fallimento del suo ospedale tanto invocato da Bonolis!!!!. Perchè Avamposto 55 è miseramente fallito. Una delle ragioni principali del fallimento dell’Avamposto, fu senza altro la scelta da parte dell’Inviato Spêciale del governo Italiano Dott.ssa Barbara Contini di non consegnare il progetto al Ministero della Sanità sudanese una volta terminato……………….
Da quel momento a seguire Avamposto a Nyala rimane solo un piccolo gruppo di cooperanti guidati da un giovane ed inesperto ex stagista italiano della cooperazione italiana.Tale Filippo Fani Ciotti che non aveva ne le capacità tecniche ne tantomeno le doti di gestire un gruppo Troppo giovane e sopratutto carente di quelle qualità che erano necessarie per lavorare in difficili contesti come quello del Darfur………………………
Le idee erano ottime non buone, i risultati potevano essere positivi per il processo di pace in Darfur, ma i casini li ha creati proprio la Contini.
Primo: La rottura con Enzo Angeloni, l'ambasciatore e tutta l'ambasciata sono stati sempre messi alla gogna. Secondo: con le ong, troppo spesso usate come mezzo per le visite dei giornalisti. La verità era che la Contini aveva incassato il supporto di Berlusconi dopo il suo lavoro in Iraq.
I suoi contatti diretti erano Bondi e Letta, anche se Letta sempre meno. Vicini a Berlusconi godeva poi dell'appoggio di Martino il Ministro della Difesa.
Così si spiegano i voli da Brindisi, la scorta del 9 col moschin e tutto il resto. Nel frattempo aveva trovato (e li fece la grossa cazzata) il tempo di litigare con Mantica, (ti ho raccontato che l'ho portato in giro io stesso su un Taxi giallo) e con la Bonniver.
Dulcis in fundo, forse aveva ragione quel Montanaro di rai tre quando affermava che si stava preparando la sua campagna politica....per carita’ , lo fanno tutti, però così i risultati sono andati a puttane.
Sulla Garau permittimi inoltre di dire una cosa: Quando la Contini chiamò la Garau già tutto il casino stava succedendo. Io chiesi alla Garau di usare diplomazia e metodo per non vanificare due anni lavoro e la costruzione dell'ospedale. Come tutta risposta dopo un mese già c'era aria di crisi. Io non ho mai nascosto le difficoltà a lavorare con la Contini, comunque si era difficile a causa del suo comportamento.
Il contrasto tra Garau e Contini nasce dalla insistenza della Contini a voler inaugurare avamposto55 come ospedale, mentre la Garau si rifiutava di farlo, a mio parere giustamente, perché avamposto55 non poteva che essere considerato un pronto soccorso. Ti torna?
………………………..Mauro, vedi la Contini non era dell'ambiente della Cooperazione ed era schierata già a quei tempi con Berlusconi....tanto è che oggi veste la carica di senatrice al Senato.
La Cooperazione è un ghetto, quando lei arrivo' in Darfur porto' il suo personale, tra cui io, licenziando i cooperanti in loco.
Poi inizio' un braccio di ferro con l'ambasciata e l'ufficio VI di Roma.
Inoltre è vero senza dubbio che cercava sempre la spettacolarizzazione delle cose.
…………………..In poco tempo la Dott.ssa Contini che non tollerava nessun tipo di interferenza da parte dei suoi collaboratori terminava i rapporti professionali instaurati con le varie organizzazioni non governative e con gli enti locali gli stessi che il Ministro Fini aveva citato nell’apertura del libro donato ed organizzato dall’ufficio del Dott. Antonio Morabito del Mae.
Come dire, il solito spot (come del resto avevo denunciato in un altro intervento su questo blog.)
Continua a leggere...I primi a chiedere di interrompere la collaborazione con l’ufficio della cooperazione gestito dalla Dott.ssa Contini furono proprio le stesse Ong (Organizzazioni non governative) italiane che scrissero una lettera all’ambasciatore italiano Enzo Angeloni chiedendo che l’ufficio della Dott. Ssa Contini programmasse le visite presso i progetti previa autorizzazione da parte delle ong .Inoltre le ong chiedevano che le visite si svolgessero senza la presenza dei giornalisti e senza l’accompagnamento degli uomini armati della Contini in veicoli umanitari. Le ong stanche delle visite della Dott.ssa Contini insieme al suo codazzo di giornalisti, chiesero di avere un atteggiamento più consono alla realtà del dramma del Darfur.
Più volte io stesso fui costretto ad organizzare il trasporto e la logistica di molti giornalisti nelle aree del Darfur. Una volta nel campo di Garsila gestito da Intersos organizzai un pulmino di chiassosi giornalisti che visitarono quel campo neanche fossero stati in uno zoo. A seguire ad abbandonare la barca furono le Suore della Carità di Suor Piera di Nyala. Suor Piera da oltre venti anni gestisce un dispensario a Nyala con l’aiuto di altre sorelle sudanesi. La Dott.ssa Contini chiese alla Suora di gestire l’ospedale di Avamposto .Quando qualche tempo dopo la Suora sollevò alcuni problemi di gestione e di logistica dell’ospedale la Suora fu immediatamente allontanata. Allontanata per avere espresso dei dubbi sulla fattibilità del progetto! Ci rendiamo conto?
………………Infine cito anche la rottura con la dott.sa Sara Fumagalli, presidentessa dell’Umanitaria Padana, che con il suo contributo riuscì a rifornire l’ospedale di Avamposto di parecchie attrezzature ospedaliere. La Signora Fumagalli come le Suore, e tanti altri fu allontanata dalla Dott.ssa Contini per avere espresso dei dubbi sull’andamento delle attività.
Per il Darfur solo Spot e piccole meschinerie tutte Italiane
……………………….E, Dio solo sa quanti ne sono venuti di parlamentari in cerca di visibilità .
Dal parlamento europeo, dal parlamento italiano, dai comuni sono giunti da ogni dove.
Le richieste erano sempre le stesse visitare un campo profughi, possibilmente vicino alla sede della cooperazione italiana a Nyala e poi prendere subito il primo volo per tornare a Khartoum.
Il campo profughi era sempre quello di Calma, a soli dieci minuti di macchina da Nyala, poi se qualcuno si voleva avventurare oltre si procedeva con l’affitto di un elicottero dell’Onu solitamente un Mi8.
Finito il giretto tutti venivano riportati presso la sede della Cooperazione Italiana a Nyala per rifocillarsi con un bicchiere di vino fresco giunto appositamente con i voli militari da Brindisi.
Così piano piano sono venuti tutti, senza distinzione di colore politico e tutti con lo stesso messaggio: “ TANTA SOLIDARIETA’…NON VI ABBANDONEREMO”.
Un po’ come il locale estivo che va di moda.
Parto da Fiumicino con un volo di stato, mi fermo due giorni in Sudan ed ho uno spazio nel telegiornale delle venti serale magari annunciato dal David Sassuolo in persona.
Così è venuta la Dott.ssa Bonniver per ben due volte.
Arrivava, scambiava a stento due chiacchiere con noi operatori del campo, e poi l’energia le tornava quando un telecronista della Rai la riprendeva davanti ad un campo profughi. Le solite parole di rito e poi via di corsa all’aeroporto per tornare a Khartoum.
Poi è venuto persino il sottosegretario Mantica di Alleanza Nazionale.
A lui la visita è andata male, poverino. Infatti all’indomani di uno screzio con la Contini, quando Mantica giunse a Nyala all’aeroporto di Nyala c’era solo il sottoscritto ad attenderlo con un Taxi locale per accompagnarlo a visitare i progetti .
Proprio così il sottosegretario agli esteri si è visitato i progetti di Garba Intifada a Nyala con un Taxi giallo.Un taxi giallo sudanese che a metà strada si era pure fermato perché aveva finito la benzina.
La Dott.ssa Contini che gestiva la cooperazione italiana come gestisce il suo appartamento privato a Milano gli nego' l'utilizzo delle macchine della cooperazione, dei Toyota nyovi che rimasero parcheggiati durante la sisita di Mantica a Nyala.
Piccole vergogne del nostro paese……………………………
Le storie complete potrete leggerle nel sito: www.itablogs4darfur.blogspot.com
sabato 1 novembre 2008
L'Italia e' salva con Berlusconi. Il Circo Massimo ha "salvato" Veltroni. Per ora.......
Complimenti, bella festa! Ma la manifestazione del Pd del 25 ottobre “Salva l’Italia”, alla quale hanno partecipato 200/300 mila persone (rilevazioni della Polizia dagli elicotteri), e’ servita sicuramente per “Salvare Veltroni”. L’Italia e’ salva per quello che sta facendo con tempestività e molto bene il governo in carica che continua ad essere apprezzato dalla maggioranza degli italiani. Riconosciamo volentieri a Veltroni il merito di aver saputo organizzare molto bene l’evento, non per niente e’ diplomato in arte cinematografica. Era veramente un bel colpo d’occhio vedere il Circo Massimo strapieno di gente che sventolavano le bandiere del Pd avute in “regalo” dagli organizzatori. Ci rallegriamo soprattutto che tutto si sia svolto in perfetto ordine senza la partecipazione della solita marmaglia. Ben fatto! Veltroni per qualche mese e’ “salvo”, ma quali erano le vere finalità di questa “prova democratica” che era iniziata con un inganno? I manifesti che pubblicizzava la manifestazione si basavano su una foto falsa che ritraeva uno spaccato di folla di fedeli di Piazza San Pietro (erano presenti nella foto troppi Sacerdoti e troppe Suore), c’erano tutte le premesse che si trattasse di una enorme farsa. E non per colpa del popolo presente, intendiamoci. Ma per la sua dirigenza, scialba, falsa ed inadatta a rappresentarli. La stessa “sparata” dei “2.500.000 partecipanti” dà l’idea di un Pd in malafede e completamente fuori dal tempo. Certo Veltroni non poteva paragonarsi con piazza San Giovanni del 2 dicembre 2006 di Berlusconi, il paragone era impossibile. All’epoca Silvio riteneva, a ragione, che il governo Prodi, dopo solo tre mesi, era già virtualmente morto e predestinato al collasso per le sue insanabili e forti contraddizioni interne. E così è successo. Con la manifestazione del 25 ottobre il Pd non poteva avere l’obiettivo della caduta del governo Berlusconi, per la semplice ragione che non ha i numeri in Parlamento, quindi impossibile per “Vartere” e soci chiedere lo scioglimento delle camere come fece a suo tempo Berlusconi. Non potendo minimamente pensare di potersi sostituire al governo in carica, a Veltroni non restava altro che difendere la sua leadership, sempre più in crisi dopo le pesanti sconfitte alle politiche e all’elezione del sindaco di Roma. Non è che sia stata del tutto inutile. Veltroni era finito in un angolo, da congiure e correnti, e aveva bisogno di “un brodino”. Per ora si e’ salvato, ma subito prima o subito dopo le europee e le amministrative, verrà “defenestrato”. La dichiarazione di Cacciari (sindaco di Venezia e filosofo del Pd) che non andava alla “festa” perché: “Non gliene fregava niente e lasciava la piazza ai demagoghi”, servirà a far archiviare in tutta fretta la manifestazione del Circo Massimo. L’unica novità dello “speech” di “Vartere” e’ stata l’imitazione di Obama che parla dal palchetto in mezzo alla “mitica” folla della “ggente” di sinistra superiore intellettualmente e moralmente a quella di destra. Il suo disprezzo per chi ha votato Pdl lo ha espresso chiaramente con lo slogan che piu’ volte ha ripetuto: “L’Italia e’ migliore della destra che la governa”. Un vero “democratico”, non c’e’ che dire! Ha bollato Berlusconi che considera la politica come un Cda (Consiglio di amministrazione di una ditta). Scioccamente ha elogiato il governo Prodi: intelligentemente avrebbe fatto meglio tacere. Ha ricordato a Berlusconi che: “Questo è un paese antifascista”. Ma va, chi lo sapeva! In realtà dal suo discorso, totalmente ideologico, sostanzialmente non ha indicato nessuna riforma da farsi in economia, politica interna, estera, scuola, bancaria, finanziaria ecc. Niente di niente, soltanto “frottole”. Quanti le berranno? Per ora la sinistra e’ “scatenata” ad appoggiare le rivolte di stile “sessantottino” degli studenti e dei “baroni” universitari. Anche qui Veltroni sta perdendo una grande occasione per dimostrare che il Pd e’ veramente un partito “riformista”. Manifestazioni e scioperi, fanno parte della libertà d'espressione, ma le occupazioni no, perché chi non è d'accordo con le proteste e vuole continuare ad andare a lezione, a studiare e a dare esami, ha tutto il diritto di continuare a farlo. E i blocchi stradali e ferroviari come si giustificano? E' grave che chi pretende di dirsi “alternativa di governo”, appoggi atti illegali. Le illegalità non vanno tollerate in alcun caso. In campagna elettorale Veltroni aveva promesso che il suo Pd avrebbe assunto un atteggiamento di fermezza anche nei confronti delle “piccole” illegalità, si trattava di sporca propaganda. “E' ancora possibile dimostrare in questo Paese? Organizzare manifestazioni? Indire manifestazioni come quella che faremo il 25? E' possibile o no?”. Con la spudoratezza di cui solo lui è capace, Veltroni ha tentato di mistificare le parole di Berlusconi che non ha mai detto di voler mandare le forze dell'ordine contro i manifestanti, ha detto chiaramente che: “Non permetteremo l'occupazione di università e di scuole, perché non è una dimostrazione di libertà, non è un fatto di democrazia ma è pura violenza nei confronti degli altri studenti, delle famiglie, delle istituzioni e nei confronti dello Stato”. A soffiare sul fuoco, e a diffondere disinformazione e menzogne, è stato Veltroni, aiutato dalla stampa amica, per riempire il Circo Massimo. Serviva un po' di “fuoco” e l'ha attizzato, ma in questo modo la sinistra sedicente “riformista” e’ sempre meno credibile. Affiorano sempre i suoi istinti peggiori e più retrogradi, per riempire le piazze nel momento di una gravissima depressione economica mondiale. E’ impossibile che il Pd acquisti la cultura di governo necessaria per divenire maggioranza nel Paese e governare. E’ risaputo che l’università italiana di oggi è com’era l’Alitalia: più soldi ci butti dentro e peggio e’, aumenta il clientelismo, il nepotismo, lo spreco e la dequalificazione del corpo insegnante. I concorsi universitari, per reclutare i docenti, erano banditi tra metà luglio e Ferragosto (nel bel mezzo del periodo delle ferie estive) in modo che pochi sapessero della loro esistenza per favorire coloro che già erano “predestinati” a vincerli. Un esempio sulle migliaia? Nella facoltà di medicina e chirurgia della Sapienza di Roma, il professor Luigi Frati e’ rettore da 18 anni. In questa facoltà, come ordinario, insegna storia della medicina la moglie Luciana Angeletti, la quale era prima una semplice insegnante di lettere. Ed i figli? Giacomo nella sede distaccata di Latina. La figlia Paola un bel posto di ordinario in medicina. Il rettore della Normale della Pisa, Salvatore Settis, vuole piu’ fondi. Non spiega però che i soldi sono destinati a un numero ristretto di università, una decina in tutto con pochissimi studenti. Il “sessantotto” ha creato una massa di gente (con figli e nipoti) che hanno il solo obbiettivo di vivere (e bene) alle spalle della collettività. Questo ormai e’ sotto gli occhi di tutti. Quanto lavoro ancora ha da fare il governo Berlusconi prima di far “rialzare” l’Italia! Per fortuna che e’ compatto ed ha la forza e la determinazione di prendere tutte le decisioni necessarie per trasformare, finalmente, l’Italia in un Paese moderno, efficiente e “veramente” democratico.
Ricominciano le manifestazioni della sinistra basate sulle falsita'.
Se fossi vissuto durante il “ventennio” sarei stato sicuramente antifascista, come lo fu “coraggiosamente” mio nonno Alfredo. Mi irrito tutte le volte che mi capita di guardare fotografie o documentari in cui appaiono gerarchi o squadristi fascisti. Come era possibile che gli italiani sopportassero simili idiote e ridicole marionette? Se a Macerata, o nei paesi limitrofi, era prevista un’assemblea, festa o adunata fascista, regolarmente i carabinieri andavano a casa di mio nono per prelevarlo e recluderlo nella cella di sicurezza della caserma, rilasciandolo soltanto al termine dell’evento. Non stimo Diego Armando Maradona come persona, ma obbiettivamente debbo riconoscere che e’ stato uno dei piu’ grandi calciatori del mondo. Anche mio nonno, che ha pagato carissimo ad essere antifascista, senza reticenze riconosceva a Mussolini il merito di aver fatto molte cose positive per l’Italia. Dalla bonifica dell’agro pontino, all’INPS, INAIL, IRI (per aiutare le imprese in difficoltà), quasi tutti gli edifici universitari furono costruiti in quell’epoca, la riforma dei codici (l’80% delle leggi sono ancora in vigore) e tanto altro che chi conosce la storia certo non può disconoscere. Mio nonno Alfredo era convinto che Mussolini non fosse “fascista”, ma un “socialista” cretino ed illuso, che si era fatto fregare da quelli che si arricchirono alle sue spalle. Il giorno della cosiddetta “liberazione”, notai che mio nonno era molto triste e preoccupato invece di gioire come tutti, improvvisamente diventati “antifascisti”. Non c’era piu’ in giro un “fascista” neppure a pagarlo in oro 1000 volte il suo peso. “Volatilizzati” i quaranta milioni di fascisti, all’improvviso, si materializzarono quaranta milioni di antifascisti. I liberatori americani rimasero molto perplessi per non aver mai incontrato un solo “fascista” in tutta l’Italia. Forse la propaganda del regime aveva occultato la vera consistenza della popolazione italiana? Pensarono. Evidentemente gli abitanti non erano quaranta milioni, ma ottanta: 50% antifascisti e l’altra metà fascisti: svaniti, scomparsi nel nulla il 25 aprile 1945. In quella data ero un bambino di sei anni, e non compresi il reale significato delle parole preoccupate di mio nonno. Con il passare degli anni mi ritornarono in mente e tutto mi fu chiaro. Nonno Alfredo era soddisfatto per la caduta del fascismo, ma era preoccupatissimo consapevole che stava arrivando un’orda di individui con la “fame arretrata” che avrebbero spolpato l’Italia sino all’osso, anzi, si sarebbero rosicchiato anche quello. La sua preoccupazione era piu’ che fondata. Nel 1965, dopo il “boom” economico, il debito pubblico era del 35,02% del Pil (Prodotto interno lordo). Da allora cominciò crescere gradualmente sino a toccare il 57,59% nel 1980. Poi iniziò una rapida ascesa. Nel 1983 (in quell' anno vi furono due governi: il primo “balneare” di Amintore Fanfani, il secondo di Bettino Craxi), il debito raggiunse il 69,93%. Nel 1984 (governo Craxi): 74,40%. Nel 1985 (governo Craxi): 80,50%. Nel 1986 (governo Craxi): 84,50%. Nel 1987 (governi Craxi, Fanfani e Goria): 88,60%. Nel 1988 (governi Goria e De Mita): 90,50%. Nel 1989 (governi De Mita e Andreotti): 93,10%. Nel 1990 (governo Andreotti): 94,70%. Nel 1991 (governo Andreotti): 98%. Nel 1992 (governi Andreotti e Amato): 105,20%. Nel 1993 (Amato e Ciampi): 115,60%. Nel 1994 (governi Ciampi e Berlusconi): 121,50%. Da allora il debito ha cominciato a scendere: 121,20% nel 1995 (governo Dini); 120,60% nel 1996 (governi Dini e Prodi); 118,10% nel 1997 (governo Prodi); 114,90% nel 1998 (governi Prodi e D' Alema); 113,70% nel 1999 (governo D' Alema); 109,20% nel 2000 (governi D' Alema e Amato); 108,70% nel 2001 (governi Amato e Berlusconi); 105,55% nel 2002 (governo Berlusconi); 104,26% nel 2003 (governo Berlusconi); 103,90% nel 2004 (governo Berlusconi). Da allora ha ripreso a salire: 106,60% nel 2005 e 106,80% nel 2006. Migliori i dati definitivi del 2007: 104,2%. Il vero colpevole e’ il sistema politico che ha sempre prodotto governi “deboli”. Ogni decisione comportava estenuanti trattative e compromessi per distribuire “mazzette” a tutti coloro di cui era necessario ottenere il consenso, altrimenti il governo “cadeva”. Per fortuna ora c’e’ Unione Europea che controlla il deficit di ogni Paese associato. Ma e’ anche una fortuna che l’Italia abbia attualmente un governo forte e “decisionista” senza “correnti” interne da “foraggiare” per rimanere in carica. Veltroni era partito bene, nel dire che avrebbe fatto un’opposizione forte ma intelligente. Ora e’ in stato confusionale. Non gira piu’ con il bus per “Salvare l’Italia”. Ha abbandonato la raccolta dei cinque milioni di firme. E’ intontito dalle incessanti “cagnare” delle ben 18 correnti interne al Pd. E’ sbeffeggiato giornalmente da Di Pietro, che prima si e’ fatto “imbarcare” poi, appena messo piede in Parlamento: “marameo”! Veltroni come Prodi: ZERO in leadership. “Vartere”, disperato, per dimostrare di che cosa e’ capace, organizza una ”abbuffata” di manifestazioni e di scioperi in questo mese di ottobre 2008. Un mese nerissimo in cui è accaduto quanto di peggio tutto il mondo potesse aspettarsi: una crisi finanziaria epocale, il crollo delle Borse, l’inizio dello sfacelo economico. L’Italia non è stata risparmiata: posti di lavoro a rischio, consumi ridotti, gente spaventata. E non è paura degli stranieri, dei clandestini e della criminalità organizzata. Queste sono sciocchezze, di una sinistra calunniatrice senza idee. Si è diffusa una profonda incertezza sul presente e sul futuro che preoccupa i cittadini che, più che mai in questo momento, sentono il bisogno di un governo forte e competente, come lo e’ il governo Berlusconi, per uscire da questa drammatica situazione. Occupare le scuole, sfilare domani 25 ottobre e scioperare il 30, mentre ognuno dovrebbe impegnarsi a salvare il salvabile, e’ da “insensati”. Domani molte saranno le defezioni d’importanti esponenti del Pd. Accoglieranno l’appello i soliti militanti fanatici, i nostalgici delle bandiere rosse, i casinisti di professione: sindacalisti estremisti, studenti maoisti e i “pacifinti”. La solita squallida farsa vista e rivista di una marmaglia “sfascista” e perditempo. Il risultato finale sarà che il Pd perderà ulteriormente il consenso dei suoi elettori, che non comprenderanno il senso della manifestazione in un momento nel quale bisogna essere uniti per il bene di tutti. E’ la prova piu’ evidente dell’incapacità della sinistra italiana d’essere all’altezza di confrontarsi fattivamente con il governo Berlusconi. Manifestazioni e scioperi costruiti su falsità. La scuola come esempio su tutti. Quando si contesta una riforma, una legge o un decreto bisogna farlo con dati di fatto reali e con proposte alternative. Usare la menzogna anziché la verità, e dire solo no senza avanzare una sola proposta, dimostra il vuoto degli organizzatori e che l’iniziativa e’ soltanto politicamente faziosa. E’ indecente ed irresponsabile, poi, coinvolgere dei bambini innocenti. Bisogna essere ciechi e sordi per non vedere e non sentire che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica e’ con il governo Berlusconi e che non e’ piu’ disposta a credere alle menzogne di un’altra armata Brancaleone.
mercoledì 22 ottobre 2008
Il CGIE cancellato. I COMITES devo essere gestiti da persone competenti o cancellati. I soldi risparmiati ai piu' bisognosi.
Per uno che solitamente le sbaglia di grosso tutte e’ da plaudire quando ne azzecca una. L’ordine del giorno di Marco Zacchera, di valutare la possibilità di un rinvio di un anno delle elezioni del COMITES e del CGIE, e’ stato approvato dalla Commissione Esteri della Camera. Zacchera ha proposto che: “I soldi risparmiati per elezioni vadano però contestualmente girati ai fondi per le comunità italiane nel mondo, già salassate dai tagli della finanziaria". Almeno saranno bene spesi! I 18 eletti all’estero bussino cassa alle 20 regioni che gettono via piu’ di 2miliardi e mezzo di euro all’anno. E’ piu’ che opportuno fare un esame approfondito se continuare a “sprecare” una montagna di milioni di euro per tenere in vita i due “inutili” organismi che, sin dalla loro istituzione, non sono serviti a nulla. I COMITES sono stati istituiti con legge 23 agosto 1988, modificata il 23 ottobre 2003. Il CGIE è nato con la legge del 6 novembre 1989, modificata il 18 giugno 1998. Quindi parliamo di “carrozzoni” in “attività” da ben 20 anni per i COMITES e da 19 anni per il CGIE. Marco Fedi, allarmato, si e’ premurato d’informarci che il Governo ha diminuito il contributo al CGIE da due milioni e 14mila a un milione e 550mila euro. Una cosa giusta in piu’ fatta dal governo Berlusconi. Facendo due conti in 19 anni il CGIE e’ costato, a noi italiani nel mondo, una quarantina di miliardi delle vecchie lire (circa 35milioni di euro) il doppio e’ stato speso per i COMITES. Totale dei soldi sprecati: 100milioni di euro. Mai che ci sia stato qualcuno che ci abbia messo al corrente di come sono stati spesi tutti questi soldi. Sappiamo di certo che, per il CGIE, la maggior parte sono serviti per il turismo “gratuito” intorno al mondo per i suoi componenti. Oltre alle spese dei biglietti aerei e di soggiorno in lussuosi alberghi, i delegati del CGIE, ricevevano (e ricevono) una “diaria”. Tutto questo potrebbe pure starci bene se, a fronte di questa montagna di soldi spesi per i “nostri” interessi (dicono), finalmente qualcuno ci dia il rendiconto dei benefici “concreti” che sono riusciti ad ottenere a nostro favore. E’ evidente che ci sono ragioni fondate se, da piu’ parti del mondo, s’invoca la soppressione del CGIE. Almeno di sicuro si risparmierebbe annualmente quel milione e 550mila euro per destinarlo a miglior uso. Per i COMITES (126 sparsi in 38 Paesi), pur se sono stati un completo fallimento, due sono le soluzioni: o cancellarli o farli funzionare com’era nell’intenzione di chi li aveva concepiti e secondo le attese della comunità italiana. Il COMITES avrebbe dovuto essere la voce degli italiani nel mondo, ma chi li conosce? Pino Musso, Presidente del COMITES del NSW sostiene che: “Anche se con poche risorse i Comites lavorano ed ottengono risultati importanti a favore della comunità italiana all’estero”. Di grazia, per rendere credibile questa affermazione, per favore potrebbe rendere pubblico (e’ un suo dovere) il conto economico ed elencare i risultati “importanti” ottenuti dal suo COMITES? A parte i titoli “onorifici” ottenuti da molti componenti del suo COMITES, cos’altro d’importante e’ riuscito ad ottenere a favore della comunità italiana? E’ tempo di essere seri. Alle prossime l’elezione dei COMITES (quando ci saranno), i personaggi che li hanno “occupati” stabilmente da sempre abbiano la decenza di “scomparire”. Si dia spazio ai giovani ed ai professionisti, d’età dai 30 ai 50 anni circa, abituati a raggiungere gli obbiettivi e a risolvere i problemi concretamente: con fatti e non chiacchiere. Al bando i “maestri” dell’insulsa teoria del “confronto” e delle “verifiche” all’infinito “per cambiare tutto e non cambiare niente”. I politicanti bipartisan e i loro “porta borse”, che si sono pasciuti ed ingrassati solo e sempre con la politica, senza che mai dalla loro fronte sia caduta una sola goccia di sudore per guadagnarsi da vivere, blaterano all’infinito e con le chiacchiere vivono da sempre di rendita. E che rendita! Come si può, ad esempio, “confrontarsi” con Marco Fedi che continua a ripetere menzogne? Secondo lui l’Alitalia e’ stata salvata da Veltroni quando, in realtà, con Epifani stavano per farla fallire. Scoperto il loro giochetto, hanno fatto rapidamente marcia in dietro. Tutti sanno che Spinetta (Managing Director dell’Air France) non e’ stato messo in fuga da Berlusconi (a quell’epoca all’opposizione contava come il due di briscola) ma e’ scappato di fronte all’assurde richieste della Cgil e del personale Alitalia. Fedi, per eccesso di faziosità, non capisce che si sta suicidando nel sostenere che l’azione del governo Berlusconi crea: “Danni gravissimi all’Italia ed alla sua immagine nel mondo”. Ma in che mondo vive? Non segua quel poveretto di Veltroni che, fra qualche mese, andrà a far compagnia a Prodi in Africa così, finalmente, realizzerà il suo vecchio sogno. Ma Fedi li legge i giornali? Il governo, secondo tutti i sondaggi, e’ stabilmente sopra il cinquanta per cento. L'indice di gradimento per Berlusconi oscilla, a seconda dei giornali, tra il 52 e il 68 per cento. Gli italiani ricominciano ad aver fiducia della politica, altro che “deriva antidemocratica”, altro che “dolce dittatura”. Gli analisti più obbiettivi segnalano che i cittadini, in particolare in questo momento di crisi finanziaria, hanno ritrovato la fiducia nelle istituzioni e particolarmente nel governo. Gli italiani avvertono, insomma, che il timone è in mani salde e competenti. Tranne Veltroni (e Fedi), nel Pd alcuni se ne sono resi conto e cercano una via d'uscita dal vicolo cieco dell’antiberlusconismo imboccato da Veltroni. Walter, in queste ultime settimane, ha proprio smarrito il senso delle proporzioni. Il mondo vive una crisi finanziaria drammatica senza precedenti. Per contrastarla gli USA, il più forte Paese della Terra, sta impegnando tutte le proprie risorse, come stanno facendo Londra, Berlino, Parigi, Tokyo. Dinanzi alla gravità del disastro i più competenti economisti e i più grandi politici si grattano la testa. Ed ecco che arriva Veltroni, uno che non ha nessuna competenza economica, non e’ che capisce che e’ inopportuna la manifestazione del 25 ottobre, ma dice: “Se mi chiamate vengo e risolvo tutto”. Come l’Alitalia? E’ come se un famoso chirurgo, impegnato in una rischiosa operazione a cuore aperto, si trovasse all’improvviso in difficoltà e un inserviente gli dicesse: “Ti aiuto io”. Per forza Berlusconi poi perde la pazienza, l’avrebbe persa anche Giobbe.
giovedì 9 ottobre 2008
Lo Stato non ha piu' soldi: gli eletti all'estero battono cassa a regioni e comuni che sprecano 2 miliardi, 352 milioni, 896 e 99 euro all'anno.
È da mesi che l’Australia è "invasa" da molte corpose, allegre e spensierate comitive di Presidenti, assessori, portaborse e consiglieri di regione e comuni che viaggiano come ministri degli Esteri. Per aumentare il loro prestigio e sperando in qualche vantaggio personale, vengono accolte calorosamente dai pseudo notabili locali che le “recludono” in ristrette sale riservate. Vogliono evitare che il soggiorno dei loro illustri ospiti venga turbato da spiacevoli incontri con la “base”. I "vacanzieri", con i soldi pubblici, potrebbero imbarazzarsi nell’ascoltare certe domande pertinenti, che potrebbero considerare sconvenienti e persino offensive per loro. È da anni che "subiamo" queste trasferte di nessunissima utilità che coinvolgono anche le opposizioni per evitare polemiche. Mentre la Finanziaria chiede lacrime e sangue, le regioni ed i comuni continuano a darsi al turismo politico. Rigorosamente a spese del contribuente. Proprio per questo, "Panorama", tempo fa, effettuò un censimento nazionale dei viaggi all'estero regione per regione, consiglio per consiglio, assessorato per assessorato. Ne è scaturito un quadro di migliaia di trasferte con spese enormi. Oltre agli stanziamenti per biglietti aerei, alberghi, taxi, ristoranti, ci sono i fondi speciali, i finanziamenti comunitari e una miriade di spese per convegni, manifestazioni pubbliche, esposizioni, sagre, mostre in genere, sfilate di moda, catering, balli, stand, esibizioni canore, di poesia, scultura, pittura, concerti, banchetti, cene, pranzi, promozioni di prodotti tipici: i soliti salami. Non è esagerato calcolare che, tutti insieme, questi importi (sperperati) equivalgano al budget di una nazione in via di sviluppo. Con quali ritorni in termini economici? Zero. Turistici? Zero. D’immagine? Da spreconi. Interrogata in proposito, quasi nessuna amministrazione ha saputo fornire un quadro chiaro e convincente. C’è la sensazione che la stragrande maggioranza di questi viaggi siano superflui, simili a trasferte di piacere, semplice turismo camuffato con la politica. Insomma, uno enorme sperpero di denaro pubblico. Solo la Regione Toscana negli ultimi tre anni ha approvato circa 1.400 delibere per missioni e trasferte, con una media di 1,3 delibere al giorno compresi i sabati e le domeniche. Una faticaccia! Il Presidente, il vice e i consiglieri dell'Emilia-Romagna (2003) hanno partecipato a 42 trasferte in 36 mesi. La giunta, invece, ha organizzato 22 missioni equivalenti, in pratica, a 6 mesi e 6 giorni di viaggi continui. In Lombardia, nel 2004, gli assessori sono partiti per 12 grandi missioni, mentre il presidente Roberto Formigoni nello stesso periodo è andato due volte negli Stati Uniti e una in Australia, Senegal, Cina e Marocco. Come un diplomatico o un ministro degli Esteri, Formigoni in cinque anni si è incontrato con 15 capi di stato, 28 ministri, 52 ambasciatori e 32 consoli. Anche i dirigenti della Liguria non scherzano, girano come trottole: 12 grandi viaggi in 17 mesi. La Regione spende e spande in viaggi mentre il deficit sanitario cresce, e le tasse Irpef e Irap sono state considerevolmente aumentate. L'assessore alla piccola e media impresa del Lazio, Francesco De Angelis, ha fatto più volte il giro del mondo a tappe: Mosca, Los Angeles, New York, Pechino, Shanghai, Nanchino, Canton, di nuovo il Nord America, di nuovo Mosca, Bucarest, Cracovia, Dubai. Quando Bassolino era presidente della Campania, ha dichiarato di aver speso 86.861 euro in viaggi nel 2006 (la giunta 325 mila), più del doppio di due anni prima e più di nove volte rispetto all'anno precedente. Nel Friuli-Venezia Giulia le trasferte (2003) sono state 150 per 370 giorni complessivi. Nei casi in cui le missioni filano lisce, e non lasciano strascichi polemici, è perché vengono preparate bipartisan con la complicità della presenza anche dei consiglieri dell'opposizione. Così tutti sono felici e contenti e al ritorno nessuno fiata. Ormai le regioni ed i comuni, di fatto al di sopra di ogni controllo, hanno carta bianca per i viaggi spendendo fiumi di soldi pubblici tra aerei, soggiorni a cinque stelle, sagre di salami, del fico fiorone e pranzi di gala. Lo sapevate che ciascuna delle venti Regioni italiane possiede un’ambasciata a Bruxelles e una a Roma? Lo sapevate che la Sicilia ha un’ambasciata anche a New York, nel cuore di Manhattan, a due passi dalla 54a Strada? Quanto si può arrivare a sprecare all’incirca in un anno? Gli sprechi raccolti nel libro di "Panorama", che importanti giornali italiani hanno avuto il merito di scovare dandone notizia, non rappresentano che la punta di un iceberg dalle proporzioni ben più gigantesche. Solo nei 170 casi presi in esame si scopre che, in un anno o giù di lì, se ne sono andati in fumo circa 2 miliardi, 352 milioni, 896 mila, 99 euro. Una cifra da capogiro! Appunto: un budget di una nazione in via di sviluppo. Questo spreco è un dato significativo se comparato al debito pubblico nazionale, che ammonta a circa (va su e giù) 1.386 miliardi di euro. Ma se riflettiamo sul fatto che i 170 casi analizzati rappresentano soltanto una piccolissima percentuale degli sprechi, che ogni giorno si consumano negli enti pubblici, si potrebbe presumere, non a torto, che in Italia questi soldi mal spesi dagli enti locali rappresentano il 2% del debito pubblico nazionale. Questo cosa significa? Che, in circa 50 anni, eliminando questi sprechi, lo Stato potrebbe arrivare ad estinguere il debito pubblico, ed investire le risorse in attività e servizi utili e produttivi per tutta la collettività. Gli Enti locali, ad esempio i Comuni, per far fronte (dicono) alla riduzione di trasferimenti statali, hanno dovuto aumentare le tasse ai cittadini, l’Ici prima di tutto, che Berlusconi per fortuna ora ha tolto. Ecco invece, in soli 170 casi riportati dall’inchiesta, come hanno sprecato i soldi dei contribuenti. C’è bisogno di aggiungere altro? La riforma fiscale, appena approvata dal governo, metterà fine a questo vergognoso spreco perpetrato anche per far girare gratis il mondo le numerose bande di "fannulloni". È una riforma dovuta per attuare la Costituzione vigente, è una riforma necessaria per permettere alle istituzioni nazionali e locali di funzionare e spendere meglio, e ai cittadini di controllare le spese di chi li governa, a ogni livello. Una riforma che non penalizza le regioni del Sud ma che rappresenta per loro una grande occasione di riscossa e di rinascita obbligandole a gestire al meglio le risorse a loro disposizione. L’avevo già suggerito. I 18 parlamentari eletti all’estero non stiano piangendo per le poche risorse finanziarie che il governo ha reso disponibili per noi italiani nel mondo: soldi lo Stato non ne ha. I nostri parlamentari, invece di spendere il loro tempo in sterili chiacchiere per difendere la loro parte politica, uniti facciano un’azione congiunta presso tutte le 20 regioni italiane per convincerle ad utilizzare al meglio quei 2 miliardi e mezzo di denaro pubblico che annualmente sprecano. Da questa montagna di soldi facilmente potrebbero essere reperiti qualche centinaio di milioni di euro che, aggiunti alle poche decine di milioni messi a disposizione dal governo, potrebbero essere investiti (quindi con un ritorno finanziario) in azioni economiche all’estero sia a vantaggio dell’economia italiana che, conseguentemente, delle comunità italiane all’estero.
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