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martedì 6 maggio 2008

Barbara Contini e Marco Zacchera non hanno potuto nulla contro il Fattore "P"

“Il tempo e’ galantuomo ed e’ il miglior giudice”
Barbara Contini e Marco Zacchera hanno subito un’umiliante e disastrosa disfatta nella IV Circoscrizione estera per aver deciso “l’espulsione” del Fattore “P”

Sono trascorse tre settimane dalle elezioni politiche. Con molta piu’ obbiettivita’ si possono ora esaminare e commentare i risultati. L’occasione e’ servita per dimostrare quanto realmente valevano e contavano tutti i soggetti che erano coinvolti nella politica del PdL in Australia e nella IV Circoscrizione estera.
I responsabili esteri del PdL, Barbara Contini e Marco Zacchera, la prima cosa saggia ed intelligente che avrebbero dovuto fare, era di riportare concordia e unita’ tra le file del PdL in Australia dove le acque erano agitatissime da tempo. Con molta “presunzione” ed “arroganza” consideravano gia’ acquisiti i due seggi parlamentari, in base ai risultati elettorali del 2006 e aver accreditato per esatte le considerazioni dei consiglieri in loco. Quindi, senza alcun indugio, hanno dedotto che la cosa migliore piu’ efficace e rapida, per riportare “ordine” in Australia, era di “espellere” Giampiero Pallotta (Fattore “P”). Attendevano da tempo un qualsiasi futile pretesto e l’hanno trovato quando furono tacciati da lui come degli “spocchiosi” per non rispondere alle sue precise domande in riguardo le candidature. “P” riteneva assolutamente non idonee quelle di Luigi Casagrande, Teresa Todaro Restia e Joe Cossari, che avevano gia’ perso nel 2006, mentre la Contini e Zacchera stavano per riconfermarle.

A risultati finali acquisiti e’ evidente che l’espulsione di “P” a due mesi dall’elezioni e’ stata insensata. L’arroganza e’ costata al PdL la perdita dei due seggi parlamentari considerati gia’ acquisiti.

I due responsabili (o meglio: irresponsabili) esteri hanno dimostrato che non conoscevano affatto le persone che operavano nell’ambito politico del centrodestra in Australia, e tanto meno erano al corrente della sua reale situazione. L’allontanamento di “P” fu caldeggiato, oltre che dai candidati, anche da molti “consiglieri” entrati nelle grazie della Contini e di Zacchera, per una “pressante” azione di lobbying. Questi personaggi, alla fine, si sono rivelati del tutto inaffidabili per essere in malafede. Erano del tutto disinformati della situazione politica e sociale della comunita’ italiana in Australia. Personaggi dell’ultima ora, digiuni della politica italiana, emersi dal nulla per puro protagonismo pronti a fare i “lacche’” ai politici del momento. La Contini e Zacchera si sono suicidati definitivamente per aver dato credito a coloro che si consideravano i “legittimi” candidati del PdL. Questi signori, senza alcuna decenza, avevano convinti i due che era soltanto loro il merito del buon risultato ottenuto dal centrodestra nel 2006 mentre, come e’ stato chiaramente appurato, il loro apporto fu quasi del tutto “ininfluente”.

Terminate l’elezioni, approfonditi studi scientifici universitari imparziali hanno dimostrato che gli elettori avevano votato “soprattutto” per la lista e non per i candidati, che infatti ricevettero scarsissimi voti di preferenza. I candidati, prima dell’elezioni, non avevano mai fatto parte di Forza Italia ed erano quasi del tutto sconosciuti alla comunita’ italiana in Australia e della IV Circoscrizione estera. Furono decisivi tre Fattori perche’ il centrodestra ottenesse il buon risultato nel 2006.

**** Il Fattore n.1:
Il nome di Berlusconi nel simbolo della lista, fu il principale per il successo (in termine di voti) del centrodestra.

**** Il Fattore n. 2: L’appoggio incondizionato alla campagna elettorale di tutti i componenti del Comitato dell’Associazione Azzurri nel Mondo Inc. NSW. In questa ultima campagna 2008 si e’ notata l’assenza del notevole lavoro oscuro ed umile dietro le quinte che fece nel 2006. In quel periodo, alle riunioni organizzate durante la campagna elettorale nelle sale dei vari clubs, per l’impegno profuso dal Comitato, si e’ sempre registrata una notevole affluenza di pubblico. Al contrario del 2008 dove le sale erano desolatamente “deserte”, come hanno constatato delusi sia Barbara Contini ed il suo vice Federico Roascio e come si possono chiaramente vedere nei video su YouTube. Nel 2006 il comitato si attivo’ al massimo per visitare, casa per casa, moltissimi potenziali elettori e nell’effettuare (a loro spese) numerose telefonate per dare indicazioni di voto. Questa intensa ed importante collaborazione appassionata e disinteressata fu fondamentale per l’ottimo risultato del 2006.
Il 13 dicembre 2005 il Comitato, a maggioranza, propose le candidature di Davide Campese e Frank Farina ma non furono accettate dai dirigenti di Roma che, alle strette, rivelarono che la scelta delle candidature di Luigi Casagrande e Teresa Todaro Restia era maturata sin dall’ottobre 2005. Nel piu’ grande segreto e all’oscuro del Comitato. Davide Campese e Frank Farina, politicamente erano allo stesso livello di Luigi Casagrande, Teresa Todaro Restia e Joe Cossari, vale a dire: molto basso, ma avevano dalla loro il non trascurabile vantaggio di essere molto famosi e conosciutissimi da tutti ed in tutto il mondo, al contrario dei candidati imposti da Roma che erano quasi del tutto sconosciuti. Campese e Farina avrebbero attirato voti anche dalla seconda generazione, tanto che il gap di 4,717 voti, che separava FI all’Unione, sarebbe potuto essere colmato per vincere i due seggi parlamentari. Nel 2006 un senatore in piu’ avrebbe fatto molto comodo a Berlusconi. Nonostante i forti dissidi interni e molto contrariato, il Comitato si mise a totale disposizione dei candidati ufficiali e s’impegno’ al massimo nella campagna elettorale esclusivamente per amore di Berlusconi e del partito di Forza Italia.

**** Il Fattore n.3: “P”. Per 14 anni, ma soprattutto negli ultimi quattro, i potenziali elettori sono stati letteralmente martellati da “P” con articoli settimanali (e decine di migliaia di e-mail) che difendevano strenuamente ed inneggiavano a Berlusconi e a Forza Italia.

Soltanto con la sinergia di questi tre Fattori il centrodestra ottenne quell’ottimo risultato nel 2006. Il totale dei voti del centrodestra (che si presento’ con piu’ liste) fu superiore a quello che ottenne il centrosinistra. Il centrodestra al Senato ricevette 26,073 voti (tutto il centrosinistra 24,689, l’Unione da sola 23,113) e alla Camera ottenne 29,071 voti (il centrosinistra era rappresentato soltanto dall’Unione che raggiunse 26,330 voti). Al Senato la differenza tra la sola FI e l’Unione fu di soli 4,711 a favore dell’Unione (18,402 FI, 23,113 l’Unione); al Senato era di 4,717 voti, sempre a favore dell’Unione (21,613 FI e 26,330 l’Unione).

A determinare il successo del 2006 non fu l’insignificante apporto dei candidati, ma solo e soltanto gli “indispensabili e determinanti” 3 Fattori:
n.1 Berlusconi, n.2 il Comitato del NSW e il n.3 “P”.

La prova “inconfutabile” sta nei risultati negativi che il PdL ha ottenuto in questa ultima tornata elettorale del 13/14 aprile 2008. Non e’ mancato il fattore n.1 (il nome di Berlusconi nel simbolo), ma sono mancati gli altri due fattori “indispensabili e determinati” che hanno causato al PdL una “consistente” perdita di voti comparati a quelli che ottenne nel 2006. Nel 2008 ha perso - 4.023 alla Camera e - 2,383 al Senato.

Inutile e’ stata la scesa in campo di “pezzi da novanta” (!?) come Marco Zacchera e Barbara Contini. Non e’ servito a nulla il mettere su un’organizzazione gigantesca “all’americana” con “uffici” in tutte le maggiori citta’ australiane. E’ stata inefficace l’eclatante e “strombazzata” apertura della campagna elettorale in Sud Africa. Vana la massiccia e costosissima campagna pubblicitaria su tutti i media italiani ed australiani. Di nessun beneficio la collaborazione di un numeroso staff di “NOTI personaggi”. Non si sono riscontrati vantaggi dai molti rinfreschi e dai lauti pranzi offerti “gratuitamente” ai partecipanti delle riunioni di propaganda elettorale.
Nonostante il notevole impegno finanziario e la messa a punto di una “formidabile e gioiosa macchina da guerra” che avrebbe “travolto e sbaragliato” qualsiasi avversario, non hanno potuto evitare la “rovinosa” disfatta. La causa e’ da ricercarsi nella loro troppa presunzione, arroganza ed incompetenza nel di sottovalutare il grande valore che rappresentava il Fattore “P” nella politica italo/australiana e nella IV Circoscrizione. Non esiste alcun altra ragione al loro disastroso “flop” .

I fatti sono fatti e sono sotto gli occhi di tutti e parlano eloquentemente.

Barbara Contini, Marco Zacchera ed i loro sprovveduti “consiglieri”, erano convinti che, espellendo “P”, sarebbe stato piu’ agevole per loro acquisire i due seggi della IV Circoscrizione estera. Per loro sventura “P” ha dimostrato, come sempre, grande energia e determinazione. Di possedere un considerevole seguito politico radicato da molti anni nel vastissimo elettorato del centrodestra in Australia ed nella IV Circoscrizione. L’hanno dimostrato gli elettori che, non avendo gradito l’indecente “espulsione” di “P” da parte della Contini e di Zacchera, alcuni hanno votato per i candidati del PD (Randazzo e Fedi che sono stati riconfermati “esclusivamente” per il crollo dei voti al PdL), altri numerosi, astenendosi, hanno rifiutato di votare i candidati del PdL imposti dalla Contini e Zacchera. Gli elettori, su invito di “P”, hanno visto i video su You Tube dove apparivano i candidati del centrodestra ed anche la Contini e Zacchera. Era meglio per loro se fossero rimasti zitti. Ad ascoltarli e’ caduto ogni dubbio. Si e’ compreso chiaramente che la Contini non era all’altezza della fama con cui e’ stata presentata, Zacchera creava soltanto divisione nel centrodestra ed i candidati non erano adeguati a rappresentare degnamente il PdL. Apparire soltanto per esibizionismo quando non si sa quello che si dice, e’ stato un vero e proprio suicidio. Luigi Casagrande non ricordava neppure il nome del partito che l’aveva candidato! La notizia ha fatto il giro del mondo. E’ apparsa persino sulla prima pagina del “Il Corriere della Sera” e lui ne e’ stato molto lusingato e ha dimostrato una grande “soddisfazione”….per essere apparso in prima pagina!!!!
La Contini e Zacchera hanno dimostrato la piu’ assoluta incompetenza nel valutare le persone. Un grande handicap per chi ricopre un’importante carica come quella di responsabili per l’estero. Hanno agito da dilettanti inesperti per aver dato credito alle “chiacchiere” dei candidati e da alcuni loro faziosi ed incompetenti “collaboratori”. Hanno insistito nel voler candidare persone non stimate dagli elettori, come il verdetto elettorale ha certificato senza equivoci. Confrontando i voti acquisiti dal centrodestra nel 2006, nel 2008 i candidati prescelti sono riusciti a perdere 4.023 voti alla Camera e 2,383 voti al Senato. Soltanto in Australia hanno registrato 902 voti in meno al Senato e 1,692 in meno alla Camera. Ad ulteriore riprova che non erano stimati e male accettati, hanno ottenuto un umiliante calo di preferenza confrontate a quelle che ottennero nel 2006:
Luigi Casagrande -1,208; Teresa Todaro Restia -713; Joe Cossari -513.

La disfatta disastrosa ed umiliante su tutti i fronti e’ la conseguenza di uno “sconsiderato” atto di “arroganza” e di palese “incompetenza” quale e’ stata “l’espulsione” di “P”.
Per “decenza”, Barbara Contini e Marco Zacchera, dovrebbero riconoscere il loro “totale fallimento” e chiedere scusa a tutti gli elettori d’Australia E del centrodestra della IV Circoscrizione estera ma, soprattutto, a Silvio Berlusconi che, disgraziatamente, ha dato loro fiducia ma e’ stato mal ripagato.

Per fortuna che il governo Berlusconi non ha bisogno del sostegno dei parlamentari esteri !!!!

Barbara Contini e Marco Zacchera

“Il tempo e’ galantuomo ed e’ il miglior giudice”
Barbara Contini e Marco Zacchera hanno subito un’umiliante e disastrosa disfatta nella
IV Circoscrizione estera per aver deciso “l’espulsione” del Fattore “P”

Sono trascorse tre settimane dalle elezioni politiche. Con molta piu’ obbiettivita’ si possono ora esaminare e commentare i risultati. L’occasione e’ servita per dimostrare quanto realmente valevano e contavano tutti i soggetti che erano coinvolti nella politica del PdL in Australia e nella IV Circoscrizione estera.
I responsabili esteri del PdL, Barbara Contini e Marco Zacchera, la prima cosa saggia ed intelligente che avrebbero dovuto fare, era di riportare concordia e unita’ tra le file del PdL in Australia dove le acque erano agitatissime da tempo. Con molta “presunzione” ed “arroganza” consideravano gia’ acquisiti i due seggi parlamentari, in base ai risultati elettorali del 2006 e aver accreditato per esatte le considerazioni dei consiglieri in loco. Quindi, senza alcun indugio, hanno dedotto che la cosa migliore piu’ efficace e rapida, per riportare “ordine” in Australia, era di “espellere” Giampiero Pallotta (Fattore “P”). Attendevano da tempo un qualsiasi futile pretesto e l’hanno trovato quando furono tacciati da lui come degli “spocchiosi” per non rispondere alle sue precise domande in riguardo le candidature. “P” riteneva assolutamente non idonee quelle di Luigi Casagrande, Teresa Todaro Restia e Joe Cossari, che avevano gia’ perso nel 2006, mentre la Contini e Zacchera stavano per riconfermarle.

A risultati finali acquisiti e’ evidente che l’espulsione di “P” a due mesi dall’elezioni e’ stata insensata tre che politichei si sonopiu' PD, altri numerosielezioni delestera. L’arroganza e’ costata al PdL la perdita dei due seggi parlamentari considerati gia’ acquisiti.

I due responsabili (o meglio: irresponsabili) esteri hanno dimostrato che non conoscevano affatto le persone che operavano nell’ambito politico del centrodestra in Australia, e tanto meno erano al corrente della sua reale situazione. L’allontanamento di “P” fu caldeggiato, oltre che dai candidati, anche da molti “consiglieri” entrati nelle grazie della Contini e di Zacchera, per una “pressante” azione di lobbying. Questi personaggi, alla fine, si sono rivelati del tutto inaffidabili per essere in malafede. Erano del tutto disinformati della situazione politica e sociale della comunita’ italiana in Australia. Personaggi dell’ultima ora, digiuni della politica italiana, emersi dal nulla per puro protagonismo pronti a fare i “lacche’” ai politici del momento. La Contini e Zacchera si sono suicidati definitivamente per aver dato credito a coloro che si consideravano i “legittimi” candidati del PdL. Questi signori, senza alcuna decenza, avevano convinti i due che era soltanto loro il merito del buon risultato ottenuto dal centrodestra nel 2006 mentre, come e’ stato chiaramente appurato, il loro apporto fu quasi del tutto “ininfluente”.

Terminate l’elezioni, approfonditi studi scientifici universitari imparziali hanno dimostrato che gli elettori avevano votato “soprattutto” per la lista e non per i candidati, che infatti ricevettero scarsissimi voti di preferenza. I candidati, prima dell’elezioni, non avevano mai fatto parte di Forza Italia ed erano quasi del tutto sconosciuti alla comunita’ italiana in Australia e della IV Circoscrizione estera. Furono decisivi tre i Fattori perche’ il centrodestra ottenesse il buon risultato nel 2006.

**** Il Fattore n.1: Il nome di Berlusconi nel simbolo della lista, fu il principale per il successo (in termine di voti) del centrodestra.

**** Il Fattore n. 2: L’appoggio incondizionato alla campagna elettorale di tutti i componenti del Comitato dell’Associazione Azzurri nel Mondo Inc. NSW. In questa ultima campagna 2008 si e’ notata l’assenza del notevole lavoro oscuro ed umile dietro le quinte che fece nel 2006. In quel periodo, alle riunioni organizzate durante la campagna elettorale nelle sale dei vari clubs, per l’impegno profuso dal Comitato, si e’ sempre registrata una notevole affluenza di pubblico. Al contrario del 2008 dove le sale erano desolatamente “deserte”, come hanno constatato delusi sia Barbara Contini ed il suo vice Federico Roascio e come si possono chiaramente vedere nei video su YouTube. Nel 2006 il comitato si attivo’ al massimo per visitare, casa per casa, moltissimi potenziali elettori e nell’effettuare (a loro spese) numerose telefonate per dare indicazioni di voto. Questa intensa ed importante collaborazione appassionata e disinteressata fu fondamentale per l’ottimo risultato del 2006.
Il 13 dicembre 2005 il Comitato, a maggioranza, propose le candidature di Davide Campese e Frank Farina ma non furono accettate dai dirigenti di Roma che, alle strette, rivelarono che la scelta delle candidature di Luigi Casagrande e Teresa Todaro Restia era maturata sin dall’ottobre 2005. Nel piu’ grande segreto e all’oscuro del Comitato. Davide Campese e Frank Farina, politicamente erano allo stesso livello di Luigi Casagrande, Teresa Todaro Restia e Joe Cossari, vale a dire: molto basso, ma avevano dalla loro il non trascurabile vantaggio di essere molto famosi e conosciutissimi da tutti ed in tutto il mondo, al contrario dei candidati imposti da Roma che erano quasi del tutto sconosciuti. Campese e Farina avrebbero attirato voti anche dalla seconda generazione, tanto che il gap di 4,717 voti, che separava FI all’Unione, sarebbe potuto essere colmato per vincere i due seggi parlamentari. Nel 2006 un senatore in piu’ avrebbe fatto molto comodo a Berlusconi. Nonostante i forti dissidi interni e molto contrariato, il Comitato si mise a totale disposizione dei candidati ufficiali e s’impegno’ al massimo nella campagna elettorale esclusivamente per amore di Berlusconi e del partito di Forza Italia.

**** Il Fattore n.3: “P”. Per 14 anni, ma soprattutto negli ultimi quattro, i potenziali elettori sono stati letteralmente martellati da “P” con articoli settimanali (e decine di migliaia di e-mail) che difendevano strenuamente ed inneggiavano a Berlusconi e a Forza Italia.

Soltanto con la sinergia di questi tre Fattori il centrodestra ottenne quell’ottimo risultato nel 2006. Il totale dei voti del centrodestra (che si presento’ con piu’ liste) fu superiore a quello che ottenne il centrosinistra. Il centrodestra al Senato ricevette 26,073 voti (tutto il centrosinistra 24,689, l’Unione da sola 23,113) e alla Camera ottenne 29,071 voti (il centrosinistra era rappresentato soltanto dall’Unione che raggiunse 26,330 voti). Al Senato la differenza tra la sola FI e l’Unione fu di soli 4,711 a favore dell’Unione (18,402 FI, 23,113 l’Unione); al Senato era di 4,717 voti, sempre a favore dell’Unione (21,613 FI e 26,330 l’Unione).

A determinare il successo del 2006 non fu l’insignificante apporto dei candidati, ma solo e soltanto gli “indispensabili e determinanti” 3 fattori:
n.1 Berlusconi, n.2 il Comitato del NSW e il n.3 “P”.

La prova “inconfutabile” sta nei risultati negativi che il PdL ha ottenuto in questa ultima tornata elettorale del 13/14 aprile 2008. Non e’ mancato il fattore n.1 (il nome di Berlusconi nel simbolo), ma sono mancati gli altri due fattori “indispensabili e determinati” che hanno causato al PdL una “consistente” perdita di voti comparati a quelli che ottenne nel 2006. Nel 2008 ha perso - 4.023 alla Camera e - 2,383 al Senato.

Inutile e’ stata la scesa in campo di “pezzi da novanta” (!?) come Marco Zacchera e Barbara Contini. Non e’ servito a nulla il mettere su un’organizzazione gigantesca “all’americana” con “uffici” in tutte le maggiori citta’ australiane. E’ stata inefficace l’eclatante e “strombazzata” apertura della campagna elettorale in Sud Africa. Vana la massiccia e costosissima campagna pubblicitaria su tutti i media italiani ed australiani. Di nessun beneficio la collaborazione di un numeroso staff di “NOTI personaggi”. Non si sono riscontrati vantaggi dai molti rinfreschi e dai lauti pranzi offerti “gratuitamente” ai partecipanti delle riunioni di propaganda elettorale.
Nonostante il notevole impegno finanziario e la messa a punto di una “formidabile e gioiosa macchina da guerra” che avrebbe “travolto e sbaragliato” qualsiasi avversario, non hanno potuto evitare la “rovinosa” disfatta. La causa e’ da ricercarsi nella loro troppa presunzione, arroganza ed incompetenza nel di sottovalutare il grande valore che rappresentava il Fattore “P” nella politica italo/australiana e nella IV Circoscrizione. Non esiste alcun altra ragione al loro disastroso “flop” .

I fatti sono fatti e sono sotto gli occhi di tutti e parlano eloquentemente.

Barbara Contini, Marco Zacchera ed i loro sprovveduti “consiglieri”, erano convinti che, espellendo “P”, sarebbe stato piu’ agevole per loro acquisire i due seggi della IV Circoscrizione estera. Per loro sventura “P” ha dimostrato, come sempre, grande energia e determinazione. Di possedere un considerevole seguito politico radicato da molti anni nel vastissimo elettorato del centrodestra in Australia ed nella IV Circoscrizione. L’hanno dimostrato gli elettori che, non avendo gradito l’indecente “espulsione” di “P” da parte della Contini e di Zacchera, alcuni hanno votato per i candidati del PD (Randazzo e Fedi che sono stati riconfermati “esclusivamente” per il crollo dei voti al PdL), altri numerosi, astenendosi, hanno rifiutato di votare i candidati del PdL imposti dalla Contini e Zacchera. Gli elettori, su invito di “P”, hanno visto i video su You Tube dove apparivano i candidati del centrodestra ed anche la Contini e Zacchera. Era meglio per loro se fossero rimasti zitti. Ad ascoltarli e’ caduto ogni dubbio. Si e’ compreso chiaramente che la Contini non era all’altezza della fama con cui e’ stata presentata, Zacchera creava soltanto divisione nel centrodestra ed i candidati non erano adeguati a rappresentare degnamente il PdL. Apparire soltanto per esibizionismo quando non si sa quello che si dice, e’ stato un vero e proprio suicidio. Luigi Casagrande non ricordava neppure il nome del partito che l’aveva candidato! La notizia ha fatto il giro del mondo. E’ apparsa persino sulla prima pagina del “Il Corriere della Sera” e lui ne e’ stato molto lusingato e ha dimostrato una grande “soddisfazione”….per essere apparso in prima pagina!!!!
La Contini e Zacchera hanno dimostrato la piu’ assoluta incompetenza nel valutare le persone. Un grande handicap per chi ricopre un’importante carica come quella di responsabili per l’estero. Hanno agito da dilettanti inesperti per aver dato credito alle “chiacchiere” dei candidati e da alcuni loro faziosi ed incompetenti “collaboratori”. Hanno insistito nel voler candidare persone non stimate dagli elettori, come il verdetto elettorale ha certificato senza equivoci. Confrontando i voti acquisiti dal centrodestra nel 2006, nel 2008 i candidati prescelti sono riusciti a perdere 4.023 voti alla Camera e 2,383 voti al Senato. Soltanto in Australia hanno registrato 902 voti in meno al Senato e 1,692 in meno alla Camera. Ad ulteriore riprova che non erano stimati e male accettati, hanno ottenuto un umiliante calo di preferenza confrontate a quelle che ottennero nel 2006:
Luigi Casagrande -1,208; Teresa Todaro Restia -713; Joe Cossari -513.

La disfatta disastrosa ed umiliante su tutti i fronti e’ la conseguenza di uno “sconsiderato” atto di “arroganza” e di palese “incompetenza” quale e’ stata “l’espulsione” di “P”. Per “decenza”, Barbara Contini e Marco Zacchera, dovrebbero riconoscere il loro “totale fallimento” e chiedere scusa a tutti gli elettori d’Australia e del centrodestra della IV Circoscrizione estera ma, soprattutto, a Silvio Berlusconi che, disgraziatamente, ha dato loro fiducia ma e’ stato mal ripagato.

Per fortuna che il governo Berlusconi non ha bisogno del sostegno dei parlamentari esteri !!!!

venerdì 2 maggio 2008

Veltroni battuto due volte. Randazzo e Fedi hanno voluto la bicicletta? Ora pedalino e non scompariscano come nella precedente legislatura.

Con la perdita del comune di Roma l’immagine di Walter Veltroni esce letteralmente a pezzi sia come leader del PD che come primo cittadino di Roma. L’esito del voto romano ha inviato un messaggio inequivocabile: gli italiani non sopportano più non solo Prodi, ma anche Veltroni e Rutelli. Questi ultimi sono stati identificati con la “casta romana” sempre meno attenta alle esigenze della popolazione. Gianni Alemanno ha stravinto le elezioni da sindaco. Il centrosinistra e’ stato messo KO con un uno/due. Veltroni ed il PD non hanno più nessuna scusa. A Roma ci sono i cittadini insoddisfatti di come Walter ha amministrato la città. La maggior parte degli italiani ha cacciato Prodi insoddisfatti di come stava governando. Ora Alemanno dovrà far vedere cosa vale, e Fini dovrà rimpiangere di non avere avuto abbastanza coraggio politico per tentare lui la sfida. Come si e’ visto, l’obbiettivo era più che raggiungibile. Se avesse avuto il coraggio di osare, ora sarebbe sicuramente il “delfino” di Berlusconi alla guida del Pdl, perché sarebbe stato investito da un chiaro mandato elettorale. Fini, in più di un’occasione, si è dimostrato un “coniglio”, e in politica il poco coraggio ed i tentennamenti si pagano molto ma molto cari. Ora si “consolerà” facendo il Presidente della Camera. Il PD vorrebbe già “defenestrare” Veltroni sconfitto pesantemente per ben due volte in due settimane. Questo sarebbe un errore madornale per la politica italiana. Anche se le due disfatte elettorali hanno decretato che Veltroni e il PD non hanno “sfondato” nell’elettorato italiano, il PD ha avanti a se cinque anni per “radicarsi” nel territorio. La vittoria di Berlusconi apre uno scenario di almeno cinque (forse dieci anni) di governo del centrodestra. Il PD potrebbe non avere alcun peso e rimanere a fare una sterile opposizione sia perché non ha i numeri, ma soprattutto perché sarà condizionato dalla controproducente ed “obsoleta” aggressività di Di Pietro. Questa contingente situazione non impedirà a Nino Randazzo e a Marco Fedi di poter svolgere un proficuo lavoro a tutela dei nostri interessi. Il far parte del PD, che è all’opposizione, non costituirà nessun alibi per loro, anzi potrà persino essere un vantaggio per l’abbondante tempo che avranno a loro disposizione. Questa volta non dovranno stare “incollati” in Parlamento per “soccorrere” il governo Prodi. Si trovano in una posizione ideale che gli permetterà di appoggiare qualsiasi provvedimento, da qualsiasi parte venga proposto, che sia a vantaggio degli italiani nel mondo. Il principale compito dei 18 parlamentari eletti all’estero, di qualsiasi schieramento, e’ quello di “servire” al meglio l’elettorato che li hanno eletti o riconfermati. Nei 20 mesi del governo precedente, Randazzo e Fedi non hanno potuto combinare molto per i motivi che ormai tutti conoscono. Gli elettori del centrosinistra lo hanno capito e generosamente li hanno votati in massa ancora una volta. Anche i tradizionali elettori del centrodestra hanno compreso e ritenuto validi i motivi da loro addotti per giustificare la loro scarsa attività parlamentare. Inoltre erano consapevoli che non si stava votando per far vincere Berlusconi o Veltroni, ma per scegliere i due migliori e validi candidati che ci avrebbero rappresentato al Parlamento italiano. La riconferma di Randazzo e Fedi non si sarebbe concretizzata se fosse mancato l’appoggio “determinate” diretto ed indiretto degli elettori del centrodestra. Alcuni hanno votato espressamente per loro altri, numerosissimi, hanno preferito astenersi dal voto dopo essersi resi conto che i candidati presentati dal centrodestra, politicamente e professionalmente, erano di molto inferiori a Randazzo e a Fedi. Facendo mancare i consensi ai candidati del centrodestra hanno favorito la loro vittoria. Nino e Marco ci hanno chiesto la bicicletta? Gliela abbiamo data, ora sta a loro dimostrarci che sanno pedalare e che sapranno affrontare e superare qualsiasi salita, anche la più dura. Li prendiamo in parola per quanto hanno scritto nel loro messaggio di ringraziamento del 18 aprile: “La modifica di ruolo nel nuovo Parlamento, il nostro posizionamento nei ranghi dell’opposizione, non inciderà sugli impegni e sulla natura della nostra rappresentanza coscienziosa e dignitosa della comunità italo-australiana i cui legittimi interessi ed aspirazioni troveranno sempre in noi disponibilità, ascolto e servizio”. Intanto diano costantemente il segnale che ci sono, non “scompaiano” nel nulla come fecero nella precedenza legislatura. Abbiano “l’umiltà’” e sentano il “dovere” di rispondere a tutti i messaggi che ricevessero: siano essi pertinenti e non. Si diano subito una struttura. Costituiscano una base ben articolata sul territorio che serva d’aggregazione della comunità italo-australiana, la quale dovrà sentirsi in dovere di collaborare promuovendo e presentando intelligenti proposte. La legge per il voto agli italiani nel mondo e’ da sempre appesa ad un filo, dipenderà esclusivamente dagli attuali eletti di non farla cancellare. Il pensiero espresso da Franca Arena recentemente su questo giornale, è tale e quale a quello che ha sempre sostenuto Silvio Berlusconi. Se ha permesso a Tremaglia di raggiungere il traguardo della sua quasi trentennale battaglia per il voto degli italiani nel mondo, l’ha fatto perché, in una coalizione, non si può sempre bocciare le aspirazioni dei “parteners”. Ora che la legge è in vigore Berlusconi non verrà tentato di cancellarla solo e soltanto se costaterà, dati alla mano, che veramente assolve al compito per cui e’ nata: fondere socialmente, culturalmente e finanziariamente le varie comunità italiane sparse in tutto il mondo con quella residente in Italia. L’obbiettivo della legge è di promuovere e raggiungere uno sviluppo integrato a beneficio degli italiani nel mondo e in Italia. Se gli eletti all’estero non saranno capaci “almeno” d’iniziare a dar vita a questo processo, la legge non avrebbe più alcun senso di esistere. E quando si metterà mano alla riforma del Parlamento, che prevede una riduzione consistente dei parlamentari, i primi a venire cancellati saranno senz’altro i 18 eletti all’estero. Se questo dovesse accadere sappiamo già di chi e’ la colpa.


"Gli spiriti della verità e della libertà sono i pilastri della società"
E-mail: ilpopolodegliitalianinelmondo@hotmail.com

giovedì 1 maggio 2008

Randazzo e Fedi volevano la bicicletta? Gliela abbiamo data. Ora pedalino senza scuse

Con la perdita del comune di Roma l’immagine di Walter Veltroni esce letteralmente a pezzi sia come leader del PD che come primo cittadino di Roma. L’esito del voto romano ha inviato un messaggio inequivocabile: gli italiani non sopportano più non solo Prodi, ma anche Veltroni e Rutelli. Questi ultimi sono stati identificati con la “casta romana” sempre meno attenta alle esigenze della popolazione. Gianni Alemanno ha stravinto le elezioni da sindaco. Il centrosinistra e’ stato messo KO con un uno/due. Veltroni ed il PD non hanno più nessuna scusa. A Roma ci sono i cittadini insoddisfatti di come Walter ha amministrato la città. La maggior parte degli italiani ha cacciato Prodi insoddisfatti di come stava governando. Ora Alemanno dovrà far vedere cosa vale, e Fini dovrà rimpiangere di non avere avuto abbastanza coraggio politico per tentare lui la sfida. Come si e’ visto, l’obbiettivo era più che raggiungibile. Se avesse avuto il coraggio di osare, ora sarebbe sicuramente il “delfino” di Berlusconi alla guida del Pdl, perché sarebbe stato investito da un chiaro mandato elettorale. Fini, in più di un’occasione, si è dimostrato un “coniglio”, e in politica il poco coraggio ed i tentennamenti si pagano molto ma molto cari. Ora si “consolerà” facendo il Presidente della Camera. Il PD vorrebbe già “defenestrare” Veltroni sconfitto pesantemente per ben due volte in due settimane. Questo sarebbe un errore madornale per la politica italiana. Anche se le due disfatte elettorali hanno decretato che Veltroni e il PD non hanno “sfondato” nell’elettorato italiano, il PD ha avanti a se cinque anni per “radicarsi” nel territorio. La vittoria di Berlusconi apre uno scenario di almeno cinque (forse dieci anni) di governo del centrodestra. Il PD potrebbe non avere alcun peso e rimanere a fare una sterile opposizione sia perché non ha i numeri, ma soprattutto perché sarà condizionato dalla controproducente ed “obsoleta” aggressività di Di Pietro. Questa contingente situazione non impedirà a Nino Randazzo e a Marco Fedi di poter svolgere un proficuo lavoro a tutela dei nostri interessi. Il far parte del PD, che è all’opposizione, non costituirà nessun alibi per loro, anzi potrà persino essere un vantaggio per l’abbondante tempo che avranno a loro disposizione. Questa volta non dovranno stare “incollati” in Parlamento per “soccorrere” il governo Prodi. Si trovano in una posizione ideale che gli permetterà di appoggiare qualsiasi provvedimento, da qualsiasi parte venga proposto, che sia a vantaggio degli italiani nel mondo. Il principale compito dei 18 parlamentari eletti all’estero, di qualsiasi schieramento, e’ quello di “servire” al meglio l’elettorato che li hanno eletti o riconfermati. Nei 20 mesi del governo precedente, Randazzo e Fedi non hanno potuto combinare molto per i motivi che ormai tutti conoscono. Gli elettori del centrosinistra lo hanno capito e generosamente li hanno votati in massa ancora una volta. Anche i tradizionali elettori del centrodestra hanno compreso e ritenuto validi i motivi da loro addotti per giustificare la loro scarsa attività parlamentare. Inoltre erano consapevoli che non si stava votando per far vincere Berlusconi o Veltroni, ma per scegliere i due migliori e validi candidati che ci avrebbero rappresentato al Parlamento italiano. La riconferma di Randazzo e Fedi non si sarebbe concretizzata se fosse mancato l’appoggio “determinate” diretto ed indiretto degli elettori del centrodestra. Alcuni hanno votato espressamente per loro altri, numerosissimi, hanno preferito astenersi dal voto dopo essersi resi conto che i candidati presentati dal centrodestra, politicamente e professionalmente, erano di molto inferiori a Randazzo e a Fedi. Facendo mancare i consensi ai candidati del centrodestra hanno favorito la loro vittoria. Nino e Marco ci hanno chiesto la bicicletta? Gliela abbiamo data, ora sta a loro dimostrarci che sanno pedalare e che sapranno affrontare e superare qualsiasi salita, anche la più dura. Li prendiamo in parola per quanto hanno scritto nel loro messaggio di ringraziamento del 18 aprile: “La modifica di ruolo nel nuovo Parlamento, il nostro posizionamento nei ranghi dell’opposizione, non inciderà sugli impegni e sulla natura della nostra rappresentanza coscienziosa e dignitosa della comunità italo-australiana i cui legittimi interessi ed aspirazioni troveranno sempre in noi disponibilità, ascolto e servizio”. Intanto diano costantemente il segnale che ci sono, non “scompaiano” nel nulla come fecero nella precedenza legislatura. Abbiano “l’umiltà’” e sentano il “dovere” di rispondere a tutti i messaggi che ricevessero: siano essi pertinenti e non. Si diano subito una struttura. Costituiscano una base ben articolata sul territorio che serva d’aggregazione della comunità italo-australiana, la quale dovrà sentirsi in dovere di collaborare promuovendo e presentando intelligenti proposte. La legge per il voto agli italiani nel mondo e’ da sempre appesa ad un filo, dipenderà esclusivamente dagli attuali eletti di non farla cancellare. Il pensiero espresso da Franca Arena recentemente su questo giornale, è tale e quale a quello che ha sempre sostenuto Silvio Berlusconi. Se ha permesso a Tremaglia di raggiungere il traguardo della sua quasi trentennale battaglia per il voto degli italiani nel mondo, l’ha fatto perché, in una coalizione, non si può sempre bocciare le aspirazioni dei “parteners”. Ora che la legge è in vigore Berlusconi non verrà tentato di cancellarla solo e soltanto se costaterà, dati alla mano, che veramente assolve al compito per cui e’ nata: fondere socialmente, culturalmente e finanziariamente le varie comunità italiane sparse in tutto il mondo con quella residente in Italia. L’obbiettivo della legge è di promuovere e raggiungere uno sviluppo integrato a beneficio degli italiani nel mondo e in Italia. Se gli eletti all’estero non saranno capaci “almeno” d’iniziare a dar vita a questo processo, la legge non avrebbe più alcun senso di esistere. E quando si metterà mano alla riforma del Parlamento, che prevede una riduzione consistente dei parlamentari, i primi a venire cancellati saranno senz’altro i 18 eletti all’estero. Se questo dovesse accadere sappiamo già di chi e’ la colpa.


E-mail: ilpopolodegliitalianinelmondo@hotmail,com

"Gli spiriti della verità e della libertà sono i pilastri della società"

venerdì 25 aprile 2008

Umiliante disfatta dei candidati del PDL. Un consiglio a Nino Randazzo e Marco Fedi: rispondano "sempre" alle e-mail o lettere dei loro elettori.

Sono passati pochi giorni dal voto e già i proclami “autotrionfalistici” della campagna elettorale si rivelano le solite frottole a beneficio degli “ingenui”. Nelle elezioni politiche del 2006, se il centrodestra si fosse presentato unito nelle quattro circoscrizioni estere, avrebbe ottenuto 14 parlamentari su 18 invece dei 4 acquisiti. Nel 2008 i “responsabili” esteri del “Il Popolo della libertà”, Barbara Contini e Marco Zacchera, comunicano di aver ottenuto uno “straordinario” successo: hanno “triplicato” i senatori ed ottenuto “ben” quattro deputati: totale 7 parlamentari. La previsione era quella di ottenerne 14 che, sulla carta, credevano fossero “matematicamente” sicuri in base ai risultati delle elezioni precedenti. Dopo la bruciante sconfitta del 2006, il centrodestra ha pensato di “riorganizzarsi” per evitare una nuova “trombatura”. Fini nominò Marco Zacchera responsabile AN per gli italiani all’estero e per lo stesso ruolo FI Berlusconi incaricò Barbara Contini. Questa ultima fu accolta dai più, me compreso, con entusiasmo: finalmente una giovane professionista, era quello che volevamo! Invece……chi segue questa rubrica sa come sono andate le cose. Chi non le sapesse è invitato a visitare il sito http://www.itamondo.blogspot.com/. Nonostante la “riorganizzazione”, anche in queste elezioni 2008, il centrodestra ha ottenuto risultati non solo “modesti” ma, diciamolo pure, “disastrosi”. L’insuccesso è da addebitarsi alla totale errata strategia e alla scelta sbagliata dei candidati da parte di Zacchera e della Contini. Stendiamo un velo pietoso e pensiamo al futuro. Quello che ora veramente conta ed interessa noi italiani nel mondo (specificatamente noi in Australia), è quello di cui saranno capaci di fare Nino Randazzo e Marco Fedi che abbiamo riconfermato nostri rappresentanti al Parlamento italiano. Venerdì 18 aprile, da un’intera pagina del Il Globo e La Fiamma, i due parlamentari hanno voluto ringraziare gli “italiani d’Australia”. Ovviamente hanno ricevuto voti anche dagli italiani del Sud Africa, Kenia, Israele, Singaporre ecc. ma la loro vittoria si è “concretizzata” soprattutto con i voti “determinanti” degli italiani in Australia. La loro riconferma è stata favorita anche grazie ai gravi errori dei candidati del PdL che, infatti, hanno perso moltissimi voti, rispetto al 2006. Non solo nell’intera circoscrizione: meno 2,383 al Senato e meno 4,023 alla Camera ma, soprattutto, in Australia: meno 902 al Senato e meno 1,692 alla Camera. Questa consistente perdita di voti è stata “decisiva” per la riconferma di Randazzo e Fedi. Anche il centrosinistra ha perso 407 voti al Senato in tutta la circoscrizione ma ne ha aumentati di 288 in Australia. Alla Camera ha perso 707 voti in tutta la circoscrizione ma ha acquisito 48 voti in più in Australia. Nel loro lungo messaggio di ringraziamento, a tratti retorico, Randazzo e Fedi, hanno sintetizzato il loro pensiero nella quart’ultima riga, messa tra parentesi. Vogliono assicurarci “che non è la solita vuota promessa di politica elettorale”, quindi s’impegnano solennemente a mantenerle. Siamo consapevoli della loro capacità e serietà ed è per questo che possiamo ragionevolmente sperare che, nei prossimi cinque anni (è certo che Berlusconi governerà per l’intera legislatura), saranno in grado di ottenere molti vantaggi a favore della comunità italiana residente nel mondo. Alcuni, però, sono scettici di quanto potranno realmente fare ed ottenere i vari parlamentari eletti all’estero e li considerano soltanto un ingente costo inutile. Si domandano: Cosa andranno a fare? A difendere i nostri diritti? Quali sono? La riacquisizione della cittadinanza? Ormai sarà sicuramente concessa perchè non trova più ostacoli da parte di nessuna forza politica. Promuoveranno la cultura e lingua italiana? Già lo stanno facendo gli Istituti di cultura, la Dante Alighieri ed il CO.AS.IT. Saranno il punto di contatto con l’Italia? Lo stanno facendo già i consolati, l’ambasciata ed in minima parte il COMITES. Promuoveranno l’attività commerciale tra l’Italia e l’Australia? A questo scopo esistono già l’ICE (Istituto per il Commercio con l’Estero) e le camere di commercio. Otterranno maggiori benefici per i pensionati? Forse, ma rapportarsi con l’INPS ed il Ministero delle Finanze è sempre un’impresa molto ardua qualsiasi sia la forza politica al governo. Allora quale potrà essere il loro effettivo ruolo? Questa volta gli eletti all’estero non saranno l’ago della bilancia del governo, non hanno più nessun alibi. Quelli che vorranno avranno molto tempo per lavorare intensamente, con amore, onestà e professionalità. Dovranno impegnarsi attivamente per: 1) far approva rapidamente la legge per la riacquisizione della cittadinanza. 2) far si che l’INPS cancelli l’indebito ai pensionati. 3) partecipare al processo riorganizzativi dei consolati. 4) far cancellare il CGIE e trasferire quei fondi per potenziare i COMITES. 5) far giungere più finanziamenti alle organizzazioni, come il CO.AS.IT., che diffondono capillarmente la lingua italiana. 6) affiancare l’attività dell’ICE e delle camere di commercio per la promozione del Made in Italy. Per poter attuare concretamente tutto questo, Randazzo e Fedi dovranno comprendere che sarà strategico coinvolgere tutte le venti regioni italiane. Ognuna ha una politica e finanziamenti per i loro corregionali nel mondo. Dovrebbero riuscire a convincerle che si otterrebbero risultati più positivi se le iniziative fossero “interregionali” e non di una singola regione. Inoltre dovranno impegnarsi a ricercare strategie innovative per coinvolgere la seconda e terza generazione. Bisogna far aumentare l’orgoglio di essere italiani, ottenere la loro collaborazione per raggiungere una “effettiva” integrazione culturale, commerciale, politica ecc. tra l’Italia e l’Australia. Non bisogna trascurare i giovanissimi che costituiscono l’imminente prossimo futuro. Ad esempio, dovrebbero essere organizzati stage di calcio gestiti da famose squadre italiane. Si svolgono già ma è opportuno che gli stage diventino “permanenti”. Un'altra strategia importante che dovrebbero attuare è di facilitare lo scambio, non solo di studenti come già avviene, ma soprattutto d’impiegati, operai, dirigenti, funzionari pubblici ecc. per permettere l’acquisizione di una mentalità “integrata”, la cui assenza è il vero ostacolo per un proficuo inserimento delle ditte italiane in Australia e viceversa. Randazzo e Fedi hanno il compito/dovere di portare avanti questo vasto, difficile e complesso progetto per giustificare la loro presenza al Parlamento italiano e per ricompensare chi gli ha concesso nuovamente la fiducia riconfermandoli.
"Gli spiriti della verità e della libertà sono i pilastri della società"
E-mail: ilpopolodegliitalianinelmondo@hotmail.it

venerdì 18 aprile 2008

Barbara Contini "caterpillar" e Marco Zacchera "Speedy Gonzales" ovvero: l'arroganza e l'incompetenza personificata.

CONSIDERAZIONI DOPO L’ANALISI DEL VOTO
NELLA IV CIRCOSCRIZIONE ESTERA 13-14 aprile 2008



Il bacino dei voti dell’elettorato del centrosinistra sostanzialmente è rimasto invariato a quello del 2006. Nel dettaglio: al Senato, nell’intera circoscrizione, nel 2008 sono stati persi 470 voti comparati a quelli ottenuti nel 2006, ma in Australia c’è stato un incremento di 288 rispetto al 2006. Alla Camera, nell’intera circoscrizione, sono mancanti 707 voti comparati al 2006, ma c’è stato un lievissimo incrementati di 48 voti in Australia.
Alcuni elettori del centrodestra hanno preferito votare per i candidati del centrosinistra e per quello dell’UDC ritenuti più validi ma, soprattutto, hanno preferito astenersi dal voto.
Nel dettaglio: al Senato, nell’intera circoscrizione, in questa elezione 2008 dai dati comparati con il 2006, mancano 2,383 voti, di cui oltre un terzo (-902) persi in Australia. Alla Camera, nell’intera circoscrizione, in questa elezione 2008 i dati comparati con il 2006, sono inferiori di 4,023 voti, di cui circa la metà (-1,692) persi in Australia.
Gli elettori del centrodestra si sono rifiutati di votare per i candidati già usciti perdenti nel 2006 e nuovamente imposti da Barbara Contini e Marco Zacchera. E’ evidente comparando le preferenze ricevute dagli stessi nel 2006 con quelle che hanno ricevuto nel 2008:
Luigi Casagrande: 2006 preferenze 6,283; 2008 preferenze 5,075 (-1,208).
Joe Cossari: 2006 preferenze 4,117; 2008 preferenze 3,604 (-513).
Teresa Todaro Restia: 2006 preferenze 4,915; 2008 preferenze 4,192 (-723).

Per quando riguarda le preferenze ottenute dai candidati del centrosinistra. sono rimaste sostanzialmente invariate per Nino Randazzo: 2006 preferenze 11,329; 2008 preferenze 11,237 (-92). Mentre per Marco Fedi sono incrementate di +915; 2006: preferenze 11,494; 2008: preferenze 12,409.

Le ragioni dell’umiliante sconfitta del centrodestra, ancora una volta, sono da ricercare nell’errata selezione dei candidati. I responsabili esteri del PdL Barbara Contini e di AN Marco Zacchera hanno commesso gravi errori di presunzione. Si sono rifiutati di selezionare candidati validi, professionisti stimati e conosciuti dall’intera comunità italo/australiana. Hanno voluto confermare i candidati che avevano perso nel 2006. Insistentemente, più volte, li ho raccomandati di selezionare migliori candidati per avere una reale possibilità di vincere i due seggi parlamentari. Non si degnavano neppure di rispondere alle mie e-mail. Li tacciai allora da “spocchiosi” e per questo decisero la mia “espulsione”. Non hanno capito che stavano espellendo una persona che da 14 anni era considerata in Australia la bandiera di Silvio Berlusconi e di Forza Italia. Una decisione che neppure le persone più sprovvedute avrebbero preso a due mesi dalle elezioni politiche. La Contini e Zacchera hanno avuto la presunzione di conoscere la realtà della nostra comunità e del territorio ascoltando esclusivamente chi era interessato ad essere candidato, invece di dar credito a chi li consigliava senza avere alcun interesse personale ma esclusivamente quello del Partito. Hanno dimostrato incompetenza e superficialità. Per selezionare i candidati hanno usato il solito sistema clientelare italiano. Inequivocabilmente hanno dimostrato di non essere stati idonei al compito a loro assegnato. Spero che Silvio Berlusconi venga a conoscenza del fatto e ne tenga conto per evitare di assegnare loro qualsiasi incarico riguardante gli italiani nel mondo.

Barbara Contini "caterpillar" e Marco Zacchera "Speedy Gonzales"

CONSIDERAZIONI DOPO L’ANALISI DEL VOTO
DELLA IV CIRCOSCRIZIONE ESTERA 13-14 aprile 2008


Il bacino dei voti dell’elettorato del centrosinistra sostanzialmente è rimasto invariato a quello del 2006. Nel dettaglio: al Senato, nell’intera circoscrizione, nel 2008 sono stati persi 470 voti comparati a quelli ottenuti nel 2006, ma in Australia c’è stato un incremento di 288 rispetto al 2006. Alla Camera, nell’intera circoscrizione, sono mancanti 707 voti comparati al 2006, ma c’è stato un lievissimo incrementati di 48 voti in Australia.
Alcuni elettori del centrodestra hanno preferito votare per i candidati del centrosinistra e per quello dell’UDC ritenuti più validi ma, soprattutto, hanno preferito astenersi dal voto.
Nel dettaglio: al Senato, nell’intera circoscrizione, in questa elezione 2008 dai dati comparati con il 2006, mancano 2,383 voti, di cui oltre un terzo (-902) persi in Australia. Alla Camera, nell’intera circoscrizione, in questa elezione 2008 i dati comparati con il 2006, sono inferiori di 4,023 voti, di cui circa la metà (-1,692) persi in Australia.
Gli elettori del centrodestra si sono rifiutati di votare per i candidati già usciti perdenti nel 2006 e nuovamente imposti da Barbara Contini e Marco Zacchera. E’ evidente comparando le preferenze ricevute dagli stessi nel 2006 con quelle che hanno ricevuto nel 2008:
Luigi Casagrande: 2006 preferenze 6,283; 2008 preferenze 5,075 (-1,208).
Joe Cossari: 2006 preferenze 4,117; 2008 preferenze 3,604 (-513).
Teresa Todaro Restia: 2006 preferenze 4,915; 2008 preferenze 4,192 (-723).
Per quando riguarda le preferenze ottenute dai candidati del centrosinistra. sono rimaste sostanzialmente invariate per Nino Randazzo: 2006 preferenze 11,329; 2008 preferenze 11,237 (-92). Mentre per Marco Fedi sono incrementate di +915; 2006: preferenze 11,494; 2008: preferenze 12,409.

Le ragioni dell’umiliante sconfitta del centrodestra, ancora una volta, sono da ricercare nell’errata selezione dei candidati. I responsabili esteri del PdL Barbara Contini e di AN Marco Zacchera hanno commesso gravi errori di presunzione. Si sono rifiutati di selezionare candidati validi, professionisti stimati e conosciuti dall’intera comunità italo/australiana. Hanno voluto confermare i candidati che avevano perso nel 2006. Insistentemente, più volte, li ho raccomandati di selezionare migliori candidati per avere una reale possibilità di vincere i due seggi parlamentari. Non si degnavano neppure di rispondere alle mie e-mail. Li tacciai allora da “spocchiosi” e per questo decisero la mia “espulsione”. Non hanno capito che stavano espellendo una persona che da 14 anni era considerata in Australia la bandiera di Silvio Berlusconi e di Forza Italia. Una decisione che neppure le persone più sprovvedute avrebbero preso a due mesi dalle elezioni politiche. La Contini e Zacchera hanno avuto la presunzione di conoscere la realtà della nostra comunità e del territorio ascoltando esclusivamente chi era interessato ad essere candidato, invece di dar credito a chi li consigliava senza avere alcun interesse personale ma esclusivamente quello del Partito. Hanno dimostrato incompetenza e superficialità. Per selezionare i candidati hanno usato il solito sistema clientelare italiano. Inequivocabilmente hanno dimostrato di non essere stati idonei al compito a loro assegnato. Spero che Silvio Berlusconi venga a conoscenza del fatto e ne tenga conto per evitare di assegnare loro qualsiasi incarico riguardante gli italiani nel mondo.