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venerdì 25 febbraio 2011

Questione di carattere. Rosy come Ruby: piace a tutti.

Prima del 1994 ero “antipolitico” e mi vantavo di appartenere al partito di chi si asteneva al voto. Presi la decisione nel 1959, ventenne, dopo avere assistito ad un paio di sedute a Montecitorio: ebbi la certezza che ci stavano prendendo per i fondelli. Non potevo impedirglielo, ma lo facessero senza la mia autorizzazione e cosi’ non ho mai votato. Mi era apparso chiaro che quando gli “attori” si esibivano sul palcoscenico (il Parlamento), recitavano la parte con grande “maestria”. Sembrava che si “ammazzassero” tra loro gareggiando a chi la sparava piu’ grossa per fare gli interessi dei cittadini, ma di concreto concludevano pochissimo o quasi niente. Quando pero’ erano in ballo i loro interessi, stipendio, prebende, pensione ecc. i provvedimenti venivano (e ancora vengono) approvati “celermente” e all’unanimità’. Niente li divide. E’ capitato anche che, votando per alzata di mano, le mani contate, piu’ delle volte, sono risultate piu’ dei votanti. Miracolo? Macché! Per timore che qualcuno fosse preso da sensi di colpa e si astenesse di alzare la mano, a “rimediare” ci pensavano i suoi “colleghi” ad alzarle tutte e due. Nel 1994 aderii a “Forza Italia” confortato dalla dichiarazione di Berlusconi di essere “antipolitico”. Infatti, non si e’ mai perso tra i meandri delle “ideologie” che i “politicanti” di professione si sono sempre serviti per dividere gli italiani. E’ per questo che Silvio ha sempre diffidato di loro che, a loro volta, continuano a ritenerlo un “intruso” e da 17 anni stanno cercando di tutto per eliminarlo. Da “berlusconiano” detesto il culto della personalità e sono convinto che il “capo” non ha sempre ragione. Ho intatto il mio senso critico che, piu’ volte, ho esternato forte e chiaro al leader. Se ho seguito Berlusconi nella sua avventura politica, e’ perche’ ho anche avuto fiducia in lui come uomo “concreto” e di “carattere”. Al contrario, gli “antiberlusconiani”, sono accecati dall’invidia e lo odiano con tutte le loro forze: a prescindere. Avere “carattere”, in generale, ma in politica specialmente, significa avere coraggio e fiducia in se stessi. Gli uomini di “carattere” non sono intellettualmente “complicati” come i filosofi o i psicologi: badano alla concretezza ed hanno una grande capacità di “sintesi” e di “pragmatismo” che gli fa sempre vedere, contemporaneamente, i due lati della medaglia e questo li porta a vincere. Da industriale dal senso pratico, Silvio e’ abituato ad avere a che fare col denaro e con gli interessi della gente e per questo capisce gli umori del popolo che lo considera uno di loro. Ha costruito la sua fortuna dal niente e ha pagato di persona tutti gli “scotti” che capitano a chi parte da “cameriere”. Il suo “capitale” e’ stato soprattutto il suo “carattere” che madre natura gli ha assegnato. Indro Montanelli diceva che Berlusconi “in qualsiasi maniera appaia di volta in volta è tuttavia, nel fondo del fondo del sottofondo, una persona assolutamente implacabile. Chiunque entri nella sua orbita sa (dovrebbe sapere, se no è scemo e non ha capito niente) che con lui non ci sono madonne”. Eppure nella realtà Berlusconi e’ un “bonaccione”. La sua “allegria” contrasta con l’atteggiamento “mesto” di Pierluigi Bersani, con quello “truculento” di D’Alema o “astioso” di Fini, con quello “papalino” di Casini e quello da “scamiciato” di Di Pietro. Silvio sorride sempre perche’ consapevole della sua forza che viene dal suo “carattere”. Sapendosi fortissimo, cerca di apparire “mite” e non dimentica che una persona sorridente e’ molto più accattivante di una sempre imbronciata, tetra, astiosa e bacchettona come sono tutti i suoi avversari/nemici che, anche per questo, non riescono a batterlo. Politici, giornali, cardinali, intellettuali e alte cariche dello Stato possono dire quello che vogliono. Nonostante lo accusano di tutto e lo calunniano giornalmente, non si capacitano che nessuno li prenda sul serio, e Berlusconi continua ad essere apprezzato e vincente. Non capiscono che il popolo, al contrario di loro, non e’ invidioso del suo successo, anzi, ne va orgoglioso. Prima del 14 dicembre i giornali e tutti i suoi avversari/nemici lo davano per “spacciato” morto e sepolto. Erano sicuri che la fine del “monarca” era inevitabile e cosi’ avevano iniziato a “sbranarsi” tra loro per contendersi il “regno”. Berlusconi stava zitto. Non aveva bisogno di “comprare” i voti per ottenere la fiducia, come dicono gli “imbecilli”. Ha fatto notare ai parlamentari che non era loro interesse perdere il seggio (ed il lauto stipendio) e (per molti) la pensione. Se ci fossero state elezioni anticipate il Pdl, avrebbe stravinto e, dunque, votando la sfiducia si sarebbero dati la zappa sui piedi e tutto questo per assecondare la “vendetta privata” di Fini. Il risultato del 14 dicembre e le vicende parlamentari successive hanno dimostrato che il Premier, non solo e’ riuscito far fallire il “complotto”, ma, come dimostra la rapida “fine” del Fli, a contrattaccare e rafforzare il governo che sta lavorando con piu’ slancio libero dai bastoni che Fini ed i suoi “accoliti” mettevano tra le ruote ogni giorno. Fallito l’obbiettivo, e la possibilita’ di dar vita ad un governo diverso da quello di Berlusconi, si comincia ad elaborare le strategie per l’elezioni del 2013. Nel centrodestra sta prendendo forma l’ipotesi di un candidato Premier diverso da Berlusconi che rimarrebbe pero’ alla “regia”. Il centro sinistra e’, come sempre, in piena confusione tra migliaia di formule, ma neppure una realizzabile. Non e’ neppure ipotizzabile una nuova armata “Brancaleone” con Casini o il cosiddetto terzo polo (o pollaio Fi.Ca.Ru.). Eppure il centrosinistra potrebbe avere grandi chances se ascoltasse il “rottamatore” Matteo Renzi. Ci sono delle frasi nel suo libro “Fuori” sulle quale i “diessini” dovrebbero meditare: ”Nessuno è come Silvio Berlusconi, più di Silvio Berlusconi, depositario di un amore sconfinato e di un odio altrettanto infinito. In tanti mi dicono che dovrei essere più antiberlusconiano. Ma io non riesco a odiare Berlusconi, neanche sforzandomi. Non ce la faccio. E’ più forte di me”. Condannando l’antiberlusconismo e parlando dello stallo politico-istituzionale, Renzi scrive: “Non è solo un problema di età, anche se riconosco che questo elemento pesa (...) E’ anche e soprattutto la reazione a un atteggiamento di antiberlusconismo viscerale che giudico dannoso più che inutile. E poi, è giusto dirlo, c’è anche il rispetto per una personalità oggettivamente incredibile, fuori dalla media, in tutti i sensi. Personalità dalla quale avverto una distanza siderale, profonda, strutturale. Ma questa distanza non può farmi giudicare la realtà in modo poco oggettivo”. Insomma, Renzi e’ pragmatico e rifiuta l’odio politico, rispetta le istituzioni e condanna l'antiberlusconismo di quegli stessi esponenti del suo partito che lui vuole rottamare. Parlando del Pd aggiunge: “Non ci salverà un papa straniero e nemmeno un santone nostrano. Non basterà neanche il ricambio generazionale, servirà piuttosto un mutamento radicale per uscire da una politica autoreferenziale e stanca, che annoia anche chi la fa (o crede di farla)”. E si esprime cosi’ di Bersani: “Bersani è tornato a un’idea di partito novecentesca che ormai non esiste più neanche a Cuba. Quello che non ha fatto e’ piu’ grave di quello che ha fatto". Sono i giovani come Renzi che potrebbero far risorgere un centrosinistra utile sia se fosse al governo che all’opposizione. Invece a “giocare” nel Pd sono sempre i soliti personaggi che hanno perso e “riperso” tutte le battaglie. Le hanno provate tutte per “cacciare” Berlusconi ed ora si interrogano, che facciamo? L’asso dalla manica lo tira fuori Niki Vendola proponendo premier “nientepopodimeno” che Rosy Bindi. “Il nuovo che avanza”. Perche’ no Bersani? Ha troppo la faccia di stalinista, ha la parlata sovietico/marxista, la pelata lo fa apparire come il sosia di Lenin, con le donne non ci sa fare. Veltroni? Sta partendo per l’Africa, e’ tanto che lo diceva. Rutelli? Magari come usciere di Palazzo Madama, li si guadagna bene. Franceschini? Un “ini” perderebbe in partenza contro un “oni”. Casini? Stessa situazione di Franceschini. In piu’ e’ un “strariciclato” e un “serial traditore” . Prodi? “Biascica” quando parla e non si capisce una “mazza”, e se poi gli scoprissero tutti gli scheletri che ha stipati nell’armadio? Si, Rosy Bindi e’ “l’ideale” candidato premier per il Pd. E’ cattolica praticante, nel suo cuore “alberga” l’amore cristiano e l’odio dei “cattocomunisti”. Rosy come Ruby: piace a tutti. Ve l’immaginate la Bindi, quando sarà premier e rappresentante o presidente di turno a Bruxelles o ai G8 e G20 che “straordinaria” figura farà fare all’Italia! Renzi, rottamali tutti e subito!

domenica 20 febbraio 2011

Berlusconi e' protagonista della politica mondiale ma in Italia non si sa.

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdi’ 18 febbraio 2011

In “Democrazia” la volontà popolare e’ sacra, ma si tenta a non riconoscerlo e, addirittura, a negarla. Domenica 13 febbraio, a manifestare contro Berlusconi, l’opposizione sostiene che fossero un milione. Dovevano scendere in piazza soltanto le “femminucce”, invece erano piu’ i “maschietti” a “sbraitare”. I tempi cambiano, la differenza tra i due sessi e’ sempre piu’ “ambigua”. Quella folla corrisponde a circa il 2% dei 47 milioni degli elettori. Il che significa che il 98% e’ rimasto a casa. Può pretendere una “esigua” minoranza chiedere le dimissioni del Premier? Le “femministe” ed i loro fans sanno che il governo ha la piena fiducia del Parlamento l’unica e la vera espressione della volontà “democratica” del popolo? Lo sanno che ogni qual volta ha chiesto la fiducia l’ha ottenuta e ben per otto volte negli ultimi due mesi? Quali sono poi i motivi per chiedere le dimissioni del Premier? Ha forse cancellato diritti umani e costituzionali? Si e’ appropriato del denaro pubblico? Ha violentato delle donne? Sicuramente Berlusconi ha una vita privata “stravagante”, con abitudini non corrette per un Premier. Sono pero’ diventate pubbliche per disegno “eversivo” di una certa magistratura “finta” moralista. Quelli di Berlusconi sono peccati condannati dalla religione, ma non reati secondo la legge e la morale corrente. Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, ha rilevato che in Italia sono 9 milioni i clienti delle prostitute, stimate in 70 mila, di cui oltre 10 mila minorenni. Ogni “prestazione” viene pagata dai 30 ai 50 euro soldi che, per lo piu’, vengano “scippati” dai “papponi”. Berlusconi ha sempre coperto d’oro le sue amanti. Lo si condanna alla “lapidazione” mentre tutti gli altri continuano a peccare come tutti i comuni mortali e gli “sfruttatori” continuano a fare affari con le loro “schiave”. Cosa fanno i magistrati? Berlusconi non ha organizzato alcun giro di prostituzione, ogni persona dotata di buon senso lo sa. Non ha abusato di una minorenne, tanto piu’ sapendo che fosse minorenne. Perche’ in Italia e’ tutto sotto sopra? Perche’ le istituzioni non funzionano? Per colpa di Berlusconi, il cui governo sta portando avanti programmi e riforme importanti? Oppure non funzionano per colpa di Fini, per colpa di Napolitano, per colpa della magistratura che ha invaso la sfera della politica o per colpa dell’opposizione che “rifiuta” una responsabile collaborazione per il bene dell’Italia e si compiace di spiare dietro il buco della serratura della camera da letto del premier? La magistratura sta per assolvere Fini per lo scandalo della casa di Montecarlo. Napolitano lascia che Fini, da presidente della Camera, chieda le dimissioni del governo. La magistratura da tempo riceve “richiami” e “multe” dall’Unione Europa per la lunghezza dei processi. Mentre trascura i cittadini e le imprese che avrebbero bisogno di giudizi piu’ veloci, spende “ingenti risorse finanziarie”, uomini e tempo per sapere se Berlusconi e’ andato a letto con una minorenne, che lo nega. Accusa il premier per “concussione”, per una telefonata, quando nessuno si e’ dichiarato concusso. Se e’ concussione la telefonata di Berlusconi, perche’ non lo e’ quella, di alcuni anni fa, della magistrata Ilda Boccassini alla Questura che teneva in stato di fermo il figlio? Imperterriti i quotidiani “grancassa” della sinistra, continuano a spargere fango. Gli affari sono affari: il “sexgate” fa vendere molte piu’ copie. Non hanno capito che hanno fatto di Berlusconi un “perseguitato”. Le campagne contro di lui sono “illiberali” e “antidemocratiche” e c’e’ chi vorrebbe trasformare l’Italia come l’Egitto. C’e’ chi sostiene di vivere in una dittatura ed “aizza” la gente contro il “despota” nella speranza di farlo cadere. Chi lavora per “scacciare” il premier per via giudiziaria ha evidentemente scelto di rinunciare alla “Democrazia”. Per loro bisogna sostituirlo con uno qualunque, purché non sia lui. In realtà non sanno neppure cosa vogliono. Leggete cosa ha scritto il “vate” della sinistra Eugenio Scalfari su La Repubblica: “L'opposizione sta finalmente considerando la necessità di dar vita ad un'alleanza repubblicana. Sembra decisa sull'obiettivo che si propone ma ancora molto incerta sulle modalità, sui tempi, sulla leadership ed anche sui partecipanti. Da Fini a Bersani? Da Casini a Vendola? Anche con Di Pietro? Guidati da chi? Per fare che cosa? Includendo anche quella parte del Pdl che dovesse eventualmente abbandonare il proprietario di quel partito? E la Lega? Si deve trattare con la Lega? Questa lunga sfilza di domande ancora senza risposta e’ preoccupante.” Avete letto bene, vogliono “cacciare” Berlusconi con qualsiasi alleanza. Il federalismo per loro e’ fatto male? Andrebbe bene anche cosi’, se la Lega mollasse Silvio. La politica economica del governo e’ disastrosa? Eppure sarebbero pronti a sostenere un governo guidato da Tremonti ma “epurando” Berlusconi. Non hanno capito che agli italiani potrebbe andare bene tutto, purché non governi la sinistra. Il governo ha il dovere ed il diritto di restare in carica finché ha i numeri. L’opposizione sta prospettando uno scenario che porterebbe dritti dritti allo sfascio totale dell’Italia. Giorgio Napolitano non scioglierà mai le Camere con la motivazione che la confusione istituzionale impedisce l’attività’ del governo e poi ha sempre detto che terrà conto della volontà popolare. La sua nota di alcuni giorni fa era per frenare l’autodistruzione del sistema politico. Non riguarda solo la maggioranza, ma anche l’opposizione, la magistratura e gli altri soggetti istituzionali, non ultimo il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Gianfrego” si comporta da “capo banda” di una “fazione” (già in via di dissolvimento) contro Berlusconi e non come la terza carica dello Stato che ha la responsabilità di far funzionare la Camera e favorire un clima di collaborazione tra i partiti. Quello che scrivevo il 16 ottobre 2009 e’ ancora attuale. Dopo 15 anni sappiamo come funziona la giustizia in Italia quando si tratta di perseguire Berlusconi. La procura l’accusa. Prima d’inviargli l’avviso di garanzia, che dovrebbe essere “segreto”, passa le carte ai giornali che iniziano lo sputtanamento che “esportano” anche all’estero. Vorrebbero “sputtanare” Berlusconi ma, di fatto, “sputtanano” l’Italia intera e questo lo sanno benissimo i giornali “terroristi” che, da “anti-italiani” quali sono, se ne “fregano altamente”. Successivamente all’avviso di garanzia, che non significa colpevolezza, comincia un’attesa decennale, o più, al termine della quale i magistrati preferiscono chiudere con la “prescrizione”, in modo da non essere costretti ad ammettere che, la gran parte delle volte (sono numeri, non opinioni), l’accusa era totalmente infondata. Non vogliono rischiare di fare la stessa figuraccia dell’avviso di garanzia che inviarono a Berlusconi nel 1994, tramite il “Corriere della sera”. Fu uno smacco per i giudici che nel 2006, dopo 12 anni, furono costretti ad assolverlo per “non aver commesso il fatto” perché “il fatto non sussiste”. Per mettere al riparo Berlusconi dalla persecuzione della magistratura politicizzata, mentre era Presidente del Consiglio, si era approvato il “Lodo Alfano” che “sospendeva” e non “cancellava” i suoi processi sino al 2013. Il Lodo fu bocciato dal Corte Costituzionale e ricominciarono subito a ripiovere numerosi gli avvisi di garanzia. Se Berlusconi, ogni volta che riceve un avviso di garanzia presentasse le dimissioni, automaticamente si farebbe fuori politicamente per sempre. Sarebbero le procure a stabilire chi deve governare. Questo e’ un vero e proprio “colpo di Stato”, perche’ le conseguenze ed il risultato sono le stesse. Appena la sinistra vede qualcuno che si distingue dal grigiore della politica cerca di tagliargli subito la testa e cerca alleati anche all’estero. Ecco perché la stampa internazionale e’ cosi’ “ferocemente” critica con Berlusconi che reputano un “capitano di ventura” dal pericoloso carisma del conquistatore. Ma per gli USA Silvio e’ l’alleato piu’ affidabile che mantiene le promesse e grazie a lui l’Italia e’ diventata decisiva in Afghanistan e negli accordi Russia-Nato. Berlusconi e’ stato uno dei principali fautori del gasdotto “South Stream” che connetterà direttamente la Russia con l’Unione Europea eliminando il transito di ogni Paese extracomunitario, per evitare l’interruzioni dei flussi, specialmente durante l’inverno. Nel suo recente viaggio in Brasile Berlusconi ha portato a casa 12 miliardi di euro di commesse per l’industrie italiane, il che significa lavoro per le maestranze. Dalla Libia ha ottenuto altre commesse per oltre 30 miliardi di euro. In Europa l’Italia e’ molto apprezzata ed ascoltata grazie a Berlusconi ed ai suoi ministri come Tremonti, Frattini ed altri. Il nostro Premier miete successi in politica estera, ma l’Italia non lo sa. La colpa? “Attrae” molto piu’ la vicenda Ruby, il “bunga bunga” ed altre “stronzate”, le serie ed importanti notizie non fanno vendere i giornali come le morbose “puttanate”. Evidentemente una parte degli italiani e’ affetta da turbe psicologiche da morbosa mania sessuale.

venerdì 11 febbraio 2011

La legge e' uguala per tutti? Non lo e' per iPm milanesi e neppure per i guardoni dell'opposizione pervertiti, sessualmente repressi e fanatici predic

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdi 11 febbraio 2011

Le “cassandre” danno per finito il governo Berlusconi che ogni giorno si rafforza sempre di piu’ e continua la sua azione riformatrice. Una parte della magistratura “irresponsabile” ed “eversiva” e’ affaccendata a spargere fango sulla “vita privata” di Berlusconi e l’opposizione organizza riunioni di “insigni” politologi, intellettuali e opinionisti “mandanti” del “gruppuscolo” di esagitati ragazzotti che hanno giocato alla “rivoluzione d’Egitto” di fronte alla casa del Premier. Eppure Berlusconi non ha abolito nessun diritto dei cittadini ne’ si e’ appropriato di denaro pubblico. Siamo alla pura follia! L’altro “mandante” e’ Di Pietro che ha incitato alla presa della “Bastiglia”. Secondo lui: “La maggioranza politica non esiste più, Berlusconi se ne faccia una ragione e si dimetta. Se non lo farà lui ci penseremo noi a mandarlo a casa. Continueremo a protestare in piazza e ci sarà una nuova presa della Bastiglia per riappropriarci della democrazia”. Di Pietro dimentica che la settimana scorsa il governo, per l’ottava volta in circa due mesi, ha avuto alla Camera un altro voto positivo, 315 contro 289, negando l’autorizzazione alle perquisizioni domiciliari nei confronti del deputato Berlusconi. Nel dibattito parlamentare che ne e’ scaturito, gli interventi sono stati pieni d’odio contro Berlusconi in special modo quelli di Di Pietro e Franceshini. Apparivano degli “ossessi” scatenati. Continuano a dire la solita menzogna: che Berlusconi non vuole presentarsi davanti al tribunale per difendersi. Il Premier ha sempre dichiarato pubblicamente che si presenterà davanti ai giudici, ma ai giudici che la legge prevede per il suo caso, ossia il Tribunale dei Ministri che non e’ composto di ministri, ma di magistrati estratti a sorte e facenti parte dello stesso Tribunale di Milano. Ma a loro questo poco importa e continuano a spargere “fango” che, alla fine, li sommergerà e farà guadagnare ancora piu’ voti a Berlusconi. Le “sommosse”, anche quella che ci sarà domenica 13 febbraio delle “femministe” (nel ’68 erano per il sesso libero e urlavano “l’utero e’ mio e lo gestisco io”, ora fanno le bigotte), sono incoraggiate dall’opposizione cosi’ sfacciatamente che viene da domandarci se questi “politicanti” non hanno le mani tremanti quando ogni mese “sgraffignano” il lauto stipendio mentre fanno di tutto per “danneggiare” l’Italia. L’opposizione difende “ottusamente” la magistratura quando e’ evidente che esiste un folle progetto, di una minoranza di magistrati, che vogliono “eliminare” Berlusconi. E’ emblematico quello che e’ capitato alla giornalista de “Il Giornale” Anna Maria Greco. Aveva rievocato un fatto “boccaccesco” accaduto circa 30 anni fa’ la cui protagonista fu la magistrata Ilda Boccassini. Per avere riportato quell’episodio, la Procura di Roma ha mandato poliziotti a perquisire la casa privata della giornalista, obbligandola a denudarsi, e la redazione romana de “Il Giornale”. La Greco non avrebbe dovuto ricordare che nel 1979, nel periodo piu’ sanguinoso dell’offensiva delle “brigate rosse”, mentre a Milano il giudice Alessandrini veniva ucciso dai terroristi, la sostituta Ilda Boccassini intratteneva “rapporti amorosi” nelle aule di tribunale con un giornalista di “Lotta Continua”, l’organizzazione extraparlamentare capeggiata da Adriano Sofri, il “mandante” dell'omicidio del commissario Calabresi. La Boccassini venne sottoposta a procedimento disciplinare per “una condotta tale da renderla immeritevole della considerazione di cui il magistrato deve godere, così pure compromettendo il prestigio dell’ordine giudiziario”. Per difendersi dall’accusa di fronte al Csm (Consiglio superiore della magistratura), la Boccassini definì il provvedimento del Csm “Un’inammissibile interferenza. Sono questioni che attengono esclusivamente alla sfera della mia vita privata, coperta, come tale, da un diritto di assoluta riservatezza”. Ad aprile ’83 la sezione disciplinare del Csm la “assolse”. La Boccassini, dichiaratamente di sinistra, come può essere considerata giudice imparziale? Sono convinto che Berlusconi dovrebbe avere piu’ pudore nel condurre la sua vita privata ma, alla fine, sono fatti suoi “privati”. Se Ilda Boccassini fu “assolta” dal Csm perche’ la “vita privata” deve essere “coperta da un diritto di assoluta riservatezza”, perche’ allora questo diritto non deve essere riconosciuto anche a Berlusconi? Voglio pero’ essere molto franco con Silvio che per sostenerlo dall’11 febbraio 1994 ho avuto guai a non finire. Ho 72 anni godo di ottima salute ed il mio fisico e’ integro. Alla nostra età veniamo piu’ apprezzati se ci comportiamo da nonni affettuosi e premurosi e non facendo i “Casanova” che, a quanto pare, sta procurando a lui e all’Italia serissime “grane”. Ogni cosa a suo tempo. Ma siamo sinceri. Se la vita sessuale di tutti venisse indagata, che cosa accadrebbe? Chi potrebbe scagliare la prima pietra? Ecco perché tutto quello che accade nelle quattro mura domestiche “deve” restare “rigorosamente” riservato. Non e’ stato poi Berlusconi a mettere in piazza la sua vita priva, ma gliela hanno “rubata”. Ora in molti ci “sguazzano” anche per arricchirsi finanziariamente (vedi Santoro, Travaglio, La Repubblica ma non solo). Dovrebbero vergognarsi. Esaminiamo il caso Ruby. Nonostante che la ragazza afferma di non aver fatto sesso con il premier, si continua ad accusare Berlusconi di averlo fatto anche se non c’e uno “straccio di prova” ma i magistrati sostengono di averle. La “prova regina” gliela starebbe per fornire la “camorra” napoletana che “millanta” di avere foto del Premier nudo, ma sono solo “fotomontaggi”. Guardiamo il caso da un’altra visuale. Ammesso e non concesso che Berlusconi abbia fatto sesso con Ruby, una ragazza che dimostra piu’ anni di quanti ne ha. infatti lei stessa si spacciava per una ventiquattrenne, se “la legge e’ uguale per tutti”, perché non sono stati indagati tutti coloro che hanno impiegato Ruby nelle discoteche, quando ancora era minorenne e, magari, ci hanno pure fatto sesso? Se i magistrati non li indagano “spighino” perché si accaniscono soltanto contro Berlusconi. “La legge e’ o non e’ uguale per tutti”? La verità e’ che soltanto ai “guardoni” sessualmente repressi e “pervertiti” interessa sapere se Berlusconi, alle feste ad Arcore, fosse contornato da giovani donne discinte e danzanti. Potrebbe essere “sconveniente”, ma non e’ “reato”. Riguarda “esclusivamente” la sua vita “privata” e dentro casa sua. Non c’e’ nulla di “politicamente scorretto”. Mai che in pubblico Berlusconi abbia dato scandalo e mai che abbia commesso reati politici. Un uomo pubblico deve essere giudicato per quanto fa o cerca di fare per il benessere del suo Paese. Cosa dire allora del “fascista rosso” Fini indagato per “truffa aggravata” per avere “svenduto” una casa non sua ma di An, per favorire il cognato come ormai e’ stato definitivamente accertato? Eppure la magistrata “sembra” che abbia intenzione di “archiviare” il caso Montecarlo, ma vuole “condannare” il comportamento “privato” di Berlusconi. Chi e’ ancora convinto che “la legge e’ uguale per tutti”? All’attacco “forsennato” della magistratura politicizzata si accoda la “sgangherata” opposizione attentando alla sicurezza nazionale con le quasi giornaliere manifestazioni dai metodi “fascisti rossi”. La loro e’ una ”ossessiva” volontà di demonizzare Berlusconi, nulla a che vedere con la “politica” e la “democrazia”. Ma gli italiani non sono degli “stupidi” e prendono le distanze da questi predicatori d’odio. Chi semina vento raccoglierà tempesta. Alla riunione dei “fascisti rossi” riunitasi a Palasharp di Milano alcuni giorni fa’, indetta per “cacciare” Berlusconi, c’erano Roberto Saviano, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Oscar Luigi Scalfaro, Gad Lerner, Michele Santoro, Marco Travaglio e molti altri “sinistri”. La loro “intolleranza” alla democrazia e’ tale e quale a quella degli “squadristi” fascisti del ventennio. Dal palco tutti, incluso quel povero ragazzino “plagiato” di 13 anni, hanno detto la stessa cosa: “Bisogna cacciare Berlusconi e tutti i mali dell’Italia scompariranno”. Ma non dicono come: non ne hanno la minima pallida idea. Negli ultimi 17 anni hanno governato per circa 9 e che cosa hanno combinato? I “fascisti rossi” pensano sempre alla stessa maniera: il popolo e’ “idiota” e va preso per i ”fondelli”. La “Democrazia” (con la D maiuscola) ha regole semplici, chiare e precise. Un governo si deve dimettere se viene “sfiduciato” in Parlamento. Il governo Berlusconi ad ogni votazione “ottiene la fiducia”. Non si può “cacciare” un governo che ha il “consenso” del Parlamento con riunioni di “fascisti rossi”, con “pseudo” rivoluzioni “d’Egitto”, con “femministe” ipocrite e raccolte di firme. Maggioranza e governo le scelgono gli italiani con il “voto”. La differenza tra Berlusconi ed i “fascisti rossi” sta nel fatto che il primo si rimette al Parlamento e al voto popolare, i secondi si affidano ai “quaraquaqua’”, ai venditori di fumo, a “femministe” non credibili e a “gentaglia” violenta. Come possono sperare di andare a governare questa “marmaglia” di “guardoni” pervertiti sessualmente repressi e fanatici predicatori d’odio.

sabato 5 febbraio 2011

Quei corrispondenti esteri sdraiati sui fogli di sinistra.

di Giancarlo Perna

5 febbraio 2011

Ecco perché l'Italia all'estero è una caricatura.
I corrispondenti ricalcano le panzane dei giornali di sinistra senza capire il nostro Paese

Dopo il caso Ruby si fa un gran parla¬re di cosa all’estero si pensi dell’Italia. Il dibattito si infiamma e Stenio Solinas ci ha dato con sottigliezza la sua opinione su queste pagine. A scuotere i nostri animi patriottici è stata la tv franco-tedesca Arté che in un reportage sull’Italia berlusconiana ci ha messo in mutande. Chi però lo ha visto dice che è una fresconata, infarcita di an¬tiberlusconismo di maniera che anzi¬ché fotografare l’Italiane fa la caricatura. Pare che ci dipinga in massa fascisti e delinquenti, guidati da un ca¬pocosca. Non ho mai stravisto per le opinioni che un popolo dà di un altro.

Sono frutto di pregiu¬dizi e svelano più la mentalità di chi le formula che quella di chi le subisce. Naturalmente di¬pende da chi parla. Se oltre ad aprire bocca ha pure testa, puoi divertirti. Una volta Ar¬thur Schopenhauer disse: «Le altre parti del mondo hanno le scimmie, l’Europa ha i france¬si ». Spassoso. Il filosofo non è stato tenero neanche con noi, pur amando l’Italia.Ci conside¬rava allo stesso tempo impu¬denti e vili, pusillanimi e borio¬si: «Gente malfamata che ha volti così belli e animi così catti¬vi »; «parlano in strada con voci orribili. Ma a teatro trillano a meraviglia». Oggi, purtroppo, al brillante Arthur si sono sostituiti nel far¬ci le bucce i corrispondenti esteri di stanza in Italia. Ai loro scritti badano soprattutto i poli¬tici pensando di trarne lumi. Perdono tempo.

È rarissimo, infatti, che lo sguardo degli in¬viati stranieri abbia l’originali¬tà e la f¬reschezza che ci si aspet¬ta da una persona che viene da fuori. Dico rarissimo per corte¬sia, in realtà mai letto nulla sul¬la stampa estera che non fosse già stradetto da quella italiana. Sola eccezione l’economia do¬ve spesso lo straniero ottiene scoop e inediti. Questo dipen¬de, credo, dallo snobismo dei tycoon italiani che si ringalluz¬ziscono se a intervistarli sono Le Monde o la Faz anziché uno dei quotidiani italioti di cui so¬no azionisti. Per il resto, il corri¬spondente straniero è a rimor¬chio della stampa nazionale, non solo per le notizie, che è lo¬gico, ma anche per l’interpreta¬zione, il che è deludente. La cir¬costanza lo rende quanto mai inutile ai miei occhi di italiano. Lui arriva qui con tutto il ba¬gaglio di pregiudizi, vecchi tal¬volta di secoli, che nel suo Pae¬se hanno su di noi.

Alcuni esa¬geratamente favorevoli: il bel¬paese, la brava gente, l’inge¬gno vivace ecc. Altri immarce¬scibilmente negativi: chiasso¬si, imbroglioni, corrotti ecc. L’ultimo luogo comune è quel¬lo del Berlusca mascalzone o, tutt’al più, marziano che do¬vrebbe risalire sul disco volan¬te e sparire. Il corrispondente che si attiene a questo brevia¬rio, non va oltre il palmo di na¬so e se, putacaso, in Italia acca¬de qualche novità nemmeno se ne accorge. Se poi vuole an¬dare controcorrente, si censu¬ra perché non è quello che i suoi lettori si aspettano da lui. Questo spiega gran parte del¬l’antiberlusconismo stantio delle corrispondenze estere. Nessuno che ci metta il cervel¬lo, analizzi la reale situazione italiana e spieghi perché da lu¬stri gli italiani continuino a vo¬tare il Cav nonostante trappole e scandali. Ne verrebbe un qua¬d¬ro inedito dell’Italia: quello di un Paese desideroso di molte li¬bertà che solo il Berlusca pro¬mette e che i suoi avversari boi¬cottano. I corrispondenti non capisco¬no un’acca di politica italiana e neanche ci provano. In parte è giustificabile. Il nostro linguag¬gio è ambiguo. Parliamo di Giu¬sti¬zia e invece ci riferiamo all’in¬giustizia della Giustizia. Per molti di noi un magistrato è un pm assatanato o una toga alla Nicoletta Gandus che su inter¬net maciulla l’imputato che do¬vrà giudicare ecc. Per un tede¬sco, un giudice è un giudice, os¬sia un pacato signore al diso¬pra delle parti. E allora quando dovrà riferire del Cav che si ri¬fiuta di farsi giudicare, il tede¬sco, avendo in testa la sua idea perfettina di giudice, scriverà un articolo indignato, dimo¬strando di non avere capito niente di ciò che accade in Ita¬lia. Di equivoci come questi ¬che scavano un fossato tra noi e l’osservatore estero - si po¬trebbero scrivere volumi. Limi¬tiamoci a dire che, brancolan¬do nel buio ma dovendo anche scrivere, l’inviato ha una solo strada: scegliere il giornale ita¬liano cui ispirarsi. Per illustrare ai connazionali un Paese labirintico vuole esse¬re chiaro e netto. Accantonerà perciò i giornali sfumati tipo Stampa o Messaggero e anche il Corsera troppo loffio. Gliene restano due fortemente schie¬rati, Repubblica a sinistra, il Giornale a destra.

Il corrispon¬dente tipo escluderà il Giorna¬le , non solo perché vicino al Ber¬lusca che è il demonio, ma an¬c¬he perché se il mondo va a de¬stra, l’opinione resta di sinistra. E poiché lui è politicamente corretto preferirà Repubblica , l’Espresso ,Annozero di cui rical¬cherà corrispondenze e panza¬ne.

E l’immagine dell’Italia gire¬rà il mondo in base al pennello degli Scalfari e dei Santoro.

Ovviamente questa pigrizia non è encomiabile, ma l’invia¬to¬ estero non avrà rimorsi di co¬scienza. Sforzarsi di capire l’Ita¬lia al di là del macchiettismo, per lui è tempo sprecato. Gli ita¬liani sono immoti, inassimila¬bili, ingovernabili. Bisognereb¬be, vivaddio, cambiarli! Que¬sto è, in fondo, quello che pen¬sa lo straniero che ci osserva. Tant’è che la stampa estera ha sempre auspicato per noi quel¬lo che non avrebbe mai voluto a casa propria. Nell’anteguer¬ra, ha tifato per il fascismo che ci avrebbe messo in riga; nel do¬poguerra per il Pci contro la Dc per la stessa ragione; ora sono per il giustizialismo, anche se gli farebbe orrore avere nei loro Paesi i giudici, le ispezioni cor¬porali e le intercettazioni che abbiamo noi.

Ci volete male egregi colle¬ghi? Ce ne faremo una ragione.

Il comportamento di Mario Baldassarri

Scritto da Bartolomeo Di Monaco

venerdì 04 febbraio 2011

Mario Baldassarri è il presidente della bicameralina che ieri ha pareggiato 15 a 15 sulla decisione che si doveva prendere per l’attuazione del federalismo.
Quando il risultato è di parità significa che la bicameralina si è espressa contro.Baldassarri è conteggiato ancora come esponente della maggioranza, nonostante sia all’opposizione e voti insieme con l’opposizione.
La maggioranza non si era preoccupata di riequilibrare la composizione della bicamerale, convinta che Baldassarre avrebbe saputo osservare un comportamento corretto, sapendo della sua posizione anomala.
Invece che ha fatto?
Anziché astenersi ha votato contro schierandosi con l’opposizione.
Ora non vi è chi non veda l’abuso e la scorrettezza.
Ho sentito che i due presidenti delle Camere intendono rivedere la composizione di tutte le commissioni, onde verificare se esse rispettino in termini proporzionali le rappresentanze politiche.
Il danno provocato dalla scorrettezza di Baldassarri è rimediabile, perché ho sentito dire che basterà che il governo comunichi ai due rami del parlamento l’emanazione del decreto legge sul federalismo, e tutto tornerà a posto. A quel punto è prevedibile che Napolitano non avrà più argomenti da opporre.
Tuttavia, il comportamento di Baldassarri ha in ogni caso complicato le cose e allungato i tempi. Non di molto, tuttavia ha mostrato che cosa si possa arrivare a compiere pur di intralciare l’azione di governo.
Ricordo che qualche giorno prima, la commissione chiamata a decidere sul caso Ruby ha visto Giovanni Consolo, del Fli, assentarsi al momento del voto, poiché il comportamento tenuto dal Fli gli sembrava un po’ troppo pretestuoso.
Avevo una certa stima in Baldassarri, ma non si finisce mai di stupirci. Tra lui e Bocchino chi riesce a vedere più la differenza?
Quello che ha combinato ieri è roba da prima Repubblica.

Il comportamento di Mario Baldassarri.

Scritto da Bartolomeo Di Monaco


venerdì 04 febbraio 2011

Mario Baldassarri è il presidente della bicameralina che ieri ha pareggiato 15 a 15 sulla decisione che si doveva prendere per l’attuazione del federalismo.
Quando il risultato è di parità significa che la bicameralina si è espressa contro.Baldassarri è conteggiato ancora come esponente della maggioranza, nonostante sia all’opposizione e voti insieme con l’opposizione.
La maggioranza non si era preoccupata di riequilibrare la composizione della bicamerale, convinta che Baldassarre avrebbe saputo osservare un comportamento corretto, sapendo della sua posizione anomala.
Invece che ha fatto?
Anziché astenersi ha votato contro schierandosi con l’opposizione.
Ora non vi è chi non veda l’abuso e la scorrettezza.
Ho sentito che i due presidenti delle Camere intendono rivedere la composizione di tutte le commissioni, onde verificare se esse rispettino in termini proporzionali le rappresentanze politiche.
Il danno provocato dalla scorrettezza di Baldassarri è rimediabile, perché ho sentito dire che basterà che il governo comunichi ai due rami del parlamento l’emanazione del decreto legge sul federalismo, e tutto tornerà a posto. A quel punto è prevedibile che Napolitano non avrà più argomenti da opporre.
Tuttavia, il comportamento di Baldassarri ha in ogni caso complicato le cose e allungato i tempi. Non di molto, tuttavia ha mostrato che cosa si possa arrivare a compiere pur di intralciare l’azione di governo.
Ricordo che qualche giorno prima, la commissione chiamata a decidere sul caso Ruby ha visto Giovanni Consolo, del Fli, assentarsi al momento del voto, poiché il comportamento tenuto dal Fli gli sembrava un po’ troppo pretestuoso.
Avevo una certa stima in Baldassarri, ma non si finisce mai di stupirci. Tra lui e Bocchino chi riesce a vedere più la differenza?
Quello che ha combinato ieri è roba da prima Repubblica.

COOP: Il "compagno" Fassino non ricorda, io si.

Scritto da Antonio Passaniti

sabato 05 febbraio 2011

Davanti ai giudici del caso Unipol Fassino non ricorda. Io invece sì.Negli anni 1987-1990 ho occupato una carica importante all'interno della galassia Coop. E proprio per le scoperte sconcertanti che feci in quel ruolo, lasciai il Pci, conscio del disastro prossimo venturo. Racconto solo un nanetto, per capirci. Nel 1989 andai a Mosca con un "personaggio" molto importante del gota comunista. L'obiettivo era aiutare la casa editrice (editori Riuniti) in crisi economica. Davanti al nostro stand ricordo la fila di editori provenienti da tutta la galassia russa.
A fianco a noi, però, c'era un bellissimo stand Fininvest. Così come in albergo la televisione mandava una "fiction" sulla mafia con Franco Nero: editore la Fininvest. Quindi:
A)-Berlusconi conosce e frequenta quel Paese da un bel po' di tempo…
B)-Quando io, in qualità di consulente sui mass media alle Coop, proposi loro di seguire l'esempio Fininvest (cioè televisioni commerciali) mi si rispose, con "snobismo al cachemire" sfogliando il cartaceo "Corriere della sera" ,che le tv commerciali erano unfit (inadeguate)…
C)- Rientrando a Milano, il grande personaggio del direttivo Pci, mi disse sconsolato:"Il Pci italiano è finito. Vai a vedere fra qualche anno, i redditi personali dei signori Veltroni, Fassino, Mussi,…
d)- Il compagno delegato alla gestione dei soldi dei compagni, mi disse sconsolato un giorno:"Se i compagni sapessero come vengono utilizzati i loro soldi, scenderebbero in piazza con i forconi".
Oggi il compagno Fassino, chiamato a rispondere sulla telefonata in cui dice."Abbiamo una banca" risponde semplicemente che non ricorda.
Io sì, e invito tutti, compresa mia figlia, a fuggire il più lontano possibile dall'inganno comunista.