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lunedì 22 giugno 2009

Il politico "fallito" D'Alema sta preparando la "scossa" per far cadere il governo Berlusconi.

Il Globo & La Fiamma - Australia PDF Print E-mail

Friday, 19 June 2009 17:19

Nel mio articolo della settimana scorsa evidenziavo che alcuni dirigenti, ex diessini, “ringalluzziti” per la perdita dei due punti del Pdl alle elezioni europee, prevedevano delle “incrinature” nella maggioranza e la conseguente fine del governo Berlusconi. Sostenevano che era, quindi, opportuno accantonare il congresso del Pd per evitare le inevitabili “cagnare” che ne sarebbe conseguite con le “primarie” per scegliere il leader (ma ne hanno uno?):Non possiamo fare questo regalo a Berlusconi, e cominciare a dividerci e litigare proprio ora che il suo primato comincia ad incrinarsi e che nella maggioranza possono aprirsi conflitti dalle conseguenze imprevedibili”. Ci voleva poco a capire che D’Alema ci aveva messo lo “zampino”. Infatti, in questi giorni, è uscito allo scoperto dichiarando che: “L’opposizione sia pronta in caso di scosse. Nella vicenda italiana potranno avvenire delle scosse. Questo richiede che l’opposizione sia in grado di assumersi le proprie responsabilità e anche che sia nella pienezza delle sue funzioni”. D’Alema ha confermato quello che Berlusconi sospettava: che c’è un complotto per “farlo fuori”, soltanto politicamente ovviamente. Per fortuna, infatti, nessuno certamente pensa a “soluzioni” come quelle usate nei confronti dei Kennedy e di Martin Luther King. L’omicidio politico non appartiene alla tradizione italiana. Matteotti e Mattei furono, purtroppo per loro, le eccezioni che confermano la regola. Da noi si preferisce distruggere l’onore e la reputazione, non eliminare fisicamente l’avversario. E’ vero che gli italiani copiano spesso gli Usa, soprattutto negli aspetti deteriori. Lì è alta la percentuale di presidenti assassinati (quattro su quarantaquattro), ma l’Italia non è l’America e, per fortuna, sicuramente non la seguirà mai su questa strada. Comunque quelle di D’Alema sono sempre intimidazioni…d’altra parte sappiamo tutti che ha cominciato la sua carriera politica gettando bombe Molotov contro la polizia. E’ certo che sta pensando seriamente a come togliersi definitivamente dai piedi Berlusconi. Forse vuole incoraggiare qualcuno della maggioranza a fare il “ribaltone”? Chi potrebbe farlo? Tra Bossi e Fini, il primo, che è molto più intelligente, ha metabolizzato da tempo lo scherzetto che gli fece D’Alema del 1994 quando lo considerava una “costola” della sinistra. Per quanto riguarda il secondo, invece, il suo finto disagio nella coalizione, cela mire finalizzate a divenire presidente della Repubblica. Quindi è molto improbabile una congiura di Fini. Poi sa di non avere i numeri e che i suoi non lo seguirebbero. Quindi a D’Alema non rimane che sperare che Berlusconi venga incriminato per qualche cosa di veramente grosso: un bell’avviso di garanzia per corruzione di minorenni, magari il giorno dell’inaugurazione del G8 in Abruzzo. Marchiandolo a fuoco con questa ignobile accusa, gli italiani non vorrebbero più saperne di Silvio che sarebbe costretto a dimettersi. Se poi tra 10-12 anni l’accusa si rivelasse una calunnia, sarà troppo tardi. D’Alema vuole rimettere in scena la triste odissea vissuta da Giulio Andreotti? Tutte le ipotesi sono troppo irrealistiche. Anche se, non dimentichiamo, che un certo signore è potuto tranquillamente stare per più anni, ad un tiro di schioppo dalla villa di Berlusconi in Sardegna, e fotografarlo tranquillamente, senza che nessuno dei servizi di sicurezza lo intercettasse. Abbiamo un fotografo che, con montaggi tecnicamente possibili, ha trovato il modo di diventare ricco senza fatica e abbiamo dei politici “falliti” , che sperano di tornare a governare, “senza voti”. Una bella accoppiata. Le dichiarazioni fatte da D’Alema dovrebbero essere di grande ed urgente interesse della Magistratura. E’ cosa gravissima tanto che rasenta un vero e proprio attentato alla sicurezza dello Stato. Certe intimidazioni mirano direttamente a colpire e discreditare l’Italia intera e, specificatamente, una personalità che ricopre un ruolo di primo piano nelle istituzioni del Paese. L’imprevedibilità degli eventi (così li definisce D’Alema), che sarebbero la causa di “scosse politiche”, la dice lunga su un disegno prestabilito posto in essere dall’opposizione. Resta il sospetto (più che fondato) che in fondo la sinistra ha bisogno di Berlusconi per vivere, altrimenti non le resterebbe nulla. Probabilmente D’Alema vuole rincuorare il popolo della sinistra facendogli balenare la speranza che il Pd, pur senza un programma, senza un progetto politico, senza un “sogno” e senza una classe dirigente, possa “improvvisamente” ed “inaspettatamente” ritornare al governo, a fare che? Non importa, per loro l’unico ed il solo obbiettivo è di occupare il potere, tutto il resto è “optional”. E’ il vizio tipico “disfattista” ed “antipatriottico” dei dirigenti e dei parlamentari di una certa sinistra che non ha mai avuto il senso dell’interesse nazionale. Sono maestri a far intendere allo stuolo dei loro seguaci (che sempre più si sta riducendo) che gli asini volano… E’ così sembrano voler fare anche i due rappresentanti eletti nella IV circoscrizione estera, cioè Nino Randazzo e Marco Fedi, entrambi del Pd. Venerdì 12 giugno questo giornale ha pubblicato una loro “nota congiunta” per denunciare l’“iniziativa scandalosa” presa dal sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica. Protestano per il fatto che il governo italiano, dopo un approfondito studio eseguito sin dal 2001, ha deciso di chiudere 17 consolati marginali in tutto il mondo con un risparmio di “appena 8 milioni di euro”, dicono i due. Certamente per chi guadagna facilmente ogni mese un bel gruzzoletto, come capita a loro, 8 milioni di euro sono delle “quisquiglie e pinzillacchere” come diceva Totò. Randazzo e Fedi, per dimostrare che è totalmente errata la chiusura dei consolati di Adelaide e Brisbane, sostengono che è stata “ignorata la realtà fisica” dell’area. Il Queensland-Northem Territory è un territorio di 3 milioni di chilometri quadrati (circa 9 volte l’Italia) ma dove gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sono appena 12.199. Il South Australia è uno Stato, di ben oltre 985 mila chilometri quadrati (tre volte l’Italia) ed, anche li, soltanto 12,867 italiani sono iscritti all’AIRE. Altri consolati, che verranno chiusi in altre aree nel mondo, hanno dai 6 mila ai 12 mila cittadini italiani iscritti all’AIRE. Se fosse ancora in carica il governo Prodi, avrebbe preso la stessa decisione dato che queste ristrutturazioni erano previste da molti anni. Randazzo e Fedi hanno volutamente taciuto nel dire che oggigiorno, per via telematica, i cittadini possono continuare ad essere serviti egregiamente ottenendo direttamente a casa tutti i documenti di cui avessero bisogno. Con il “consolato digitale”, in un prossimo futuro, anche il rinnovo del passaporto si potrà ottenere elettronicamente. Insomma, i due invece d’impegnarsi a realizzare le promesse fatte ai loro elettori durante la campagna elettorale di un anno fa, sprecano il loro tempo in un argomento indifendibile. Il loro atteggiamento è quello dello struzzo che infila la testa nella sabbia per non guardare in faccia la realtà. I due, insieme ai rappresentanti del CGIE in Australia ed ai Comites, nella certezza che sarebbe fallita l’organizzazione di una manifestazione di piazza degli italo-australiani, si sono congiuntamente attivati per inviare lettere di ”forte protesta” al ministro degli Esteri Frattini e al premier Berlusconi. Responsabilmente il governo italiano è impegnato a cancellare tutti i “carrozzoni” che, negli anni, ampiamente hanno dimostrato di essere “inutili” ed hanno sprecato ingenti risorse economiche. Quindi, sia il CGIE, sia Comites ed anche i parlamentari eletti all’estero verranno “cancellati” insieme ad altri numerosi enti inutili ed economicamente dannosi. I notevoli fondi risparmiati saranno “investiti” per il vero vantaggio degli italiani nel mondo. Sarà data la precedenza all’assistenza ai più bisognosi, quindi verranno migliorate le attività più utili e vantaggiose per le comunità degli italiani nel mondo, sia sotto il profilo economico e sia di quello di maggior prestigio per l’Italia, come la riforma per un migliore e proficuo insegnamento della lingua italiana.

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