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venerdì 3 settembre 2010

E’ spiegato dall’odio per Berlusconi se un buon 25% degli italiani ancora manifesta l’intenzione di votare per il Pd. Per un partito “morto” per mancanza d’idee, di programma e di leader che ha cambiato in continuamente come fossero calzetti “puzzolenti”. Ora c’e’ sentore d’imminenti elezioni politiche: si scoprono le tombe e si levano i “fantasmi” dei “leader” del centrosinistra. In questi ultimi giorni li abbiamo visti apparire e subito scomparire. E’ perché la speranza e’ l’ultima a morire che il popolo della sinistra rimane ancora “devotamente” prostrato ad adorare il polveroso “simulacro”. Obbiettivamente bisogna riconoscere ai “fans” della sinistra di essere “coerenti” ed eccezionalmente coraggiosi se ancora “stoicamente” si “sciroppano” le “stralunate” ed “astruse” dichiarazioni, in strettissimo politichese (molto piu’ difficile da comprendere del latino o del greco antico), dei loro leader. Giorni fa fugacemente abbiamo intravisto il “fantasma” di Prodi, ha farfugliato qualche cosa, e subito e’ ritornato nel “loculo”. Anche “Vartere”, ossia Veltroni, e’ uscito dalla “tomba” per dare agli italiani una “fumosa” lettera, come può essere solo quella di un “fantasma”. Passate le vacanze in tutta tranquillità, mentre nel centrodestra se le sono date di santa ragione, eccoti apparire anche il “fantasma” del “bocciofilo” Bersani. Anche lui con una lettera, ma consegnata al suo vero ed unico “boss”: Eugenio Scalfari de La Repubblica. Il “messaggio” e’ stato compreso dal popolo “eletto” della sinistra che, da tempo, ha acquisito l’abilita’ di “decriptare” messaggi “politichesi”. L’impresa e’ impossibile al popolo dei “destrosi” che, notoriamente, sono degli imbecille per farsi incantare da Berlusconi. Qui di seguito quanto di “geniale” ed “innovativo” ha proposto Bersani: “... Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell'emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco. Una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale (come già avviene in Europa) avrebbero un'altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale…....Puro ed ermetico politichese. Bontà sua e’ un po’ piu’ esplicito quando aggiunge: “ Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l'esperienza dell'Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo…”. Insomma, per Bersani l’alternativa a Berlusconi e’ un “nuovo ulivo” (sai che innovazione!) che includa tutti, ma proprio tutti quelli che vogliono cacciarlo: dall’estrema sinistra (ora fuori dal Parlamento) al centrosinistra, dal centro ai “finiani”. Traducendo il “politichese” Bersani dice: “Popolo antiberlusconiano riammucchiamoci per cacciare il diavolo. Ricostituiamo l’armata Brancaleone per ritornare al governo e restaurare il vecchiume. Chi se ne frega delle riforme. Noi saremo ben felici di andare a far compagnia alla Grecia”. A questo punto non posso che ribadire quello che scrissi circa cinque mesi fa. In questo momento storico l’Italia somiglia molto alla Sicilia Borbonica del 1860 che faceva fatica ad aggiornarsi ai grandi cambiamenti che stavano avvenendo. Nel famoso romanzo “Il Gattopardo” c’e’ una frase famosa pronunciata da Tancredi, nipote del Principe Fabrizio di Salina: “Se vogliamo che tutto rimanga come e’, bisogna che tutto cambi”. Scrissi che, nell’attuale situazione politica italiana, “apparentemente”, tutti i partiti di maggioranza e di opposizione, “sembravano” essere concordi di procedere rapidamente all’attuazione delle riforme che l’Italia attende da decenni. Ma “avvertivo” che c’era in agguato il rischio che i “gattopardi” si sarebbero alleati con gli “sciacalli”ed i “profittatori” per non cambiare niente. Ecco che, dopo circa cinque mesi, il “pericolo” si e’ manifestato in tutta la sua evidenza. Subito dopo le elezioni regionali, “stravinte” da Berlusconi, la maggioranza di governo “sembrava” coesa, nonostante Gianfranco Fini continuava a fare il “Bastian contrario”. Si sapeva che Fini era da annoverare tra i tanti “gattopardi” della situazione insieme a Casini e Bersani, mentre Di Pietro e Grillo interpretano la solita parte degli “sciacalli” che si accontentano di arraffare i “rimasugli”. E’ chiaro a tutti, anche ai suoi avversari, che Berlusconi non e’ un “gattopardo”. In questi anni avrebbe voluto fare molto di piu’ di quello che e’ riuscito a realizzare se l’ordinamento costituzionale della Repubblica italiana concedesse al capo di governo piu’ autonomia d’azione. Inoltre, tutti i governi che si sono succeduti dal 1948 al 2008, hanno dovuto sempre “negoziare” strenuamente con i loro “alleati” di turno o le loro “correnti” interne. Vi ricordate il “folle” Follini e il “casinista” Casini durante il governo Berlusconi 2001/2006? Ora c’e’ Fini con i suoi “accoliti” a fare da sabotatori. Pur se nel Dna di noi italiani sono molti sviluppati i geni della “diffidenza” e del “cinismo”, siamo anche degli inguaribili “ottimisti” e continuiamo a sperare, al di la di ogni ragionevolezza, che tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione (esterna ed interna), abbiano capito che sarebbe “irresponsabile” non procedere alle indispensabili riforme. Se si ritardasse ancora, esiste il fondato pericolo che Italia si ritrovi “ultima” nella classifica mondiale economica/sociale/civile. Sono tante le riforme che necessitano per rendere l’Italia piu’ governabile ed efficiente. La riforma che interessa piu’ da vicino noi Italiani nel Mondo e’ quella parlamentare. Quando ci si metterà mano, coinvolgerà anche la legge Tremaglia 459/2001 che potrebbe essere modificata, sostituita o, persino, cancellata. Qualsiasi sarà la soluzione, alle prossime elezioni (che potrebbero essere imminenti) vogliamo essere certi d’inviare al Parlamento italiano persone oneste e professionalmente valide. “Realmente” dovranno risiedere all’estero da tempo e che si siano formate nei loro Paesi di accoglienza o di nascita, dove sono stimate e conosciute dall’intera comunità, non solo da quella italiana. I nostri rappresentanti dovranno essere la vera espressione “genuina e reale” degli italiani nel mondo, come lo e’, ad esempio, Sergio Marchionne CEO della Fiat che, recentemente, e’ stato elogiato da Obama per aver salvato la casa automobilistica “Chrysler” e che, in questo momento, ha un ruolo importante in Italia per il non piu’ rinviabile cambiamento delle relazioni industriali. Sempre cinque mesi fa, riportai la notizia che il Pdl aveva “proposto”, all’ex Senatore italo/australiano Santo Santoro, l’incarico di coordinatore della quarta Circoscrizione estera dove e’ collocata anche l’Australia. Data la sua lunga esperienza politica, sono certo che Santoro stia procedendo con intelligenza e saggia cautela prima di accettare l’impegnativo e prestigioso incarico. Secondo me, prima di ogni altra cosa, dovrebbe attende che sia fatta chiarezza nel centrodestra in Italia. Nel frattempo, e’ ottima la strategia di Santoro di partecipare a molte feste italiane, perché e’ il solo mezzo che gli permette di conoscere meglio i tanti “attori” che operano nella comunità italiana e, successivamente, con piu’ oculatezza potrebbe scegliersi i “collaboratori” da inserire nella sua probabile “squadra”. Dal modo in cui sta agendo, mi sembra di capire, che l’ex Senatore ha intenzione di mettere “seriamente” a disposizione della comunità italiana in Australia la sua lunga esperienza di ministro maturata nel governo statale del Queesland e in quello Federale. Noi italiani all’estero abbiamo vissuto pagine vergognose nelle due passate elezioni per inviare al Parlamento italiano 18 nostri rappresentanti. Nel futuro (che potrebbe essere imminente) vogliamo essere rappresentati da “personalità” come Santo Santoro per far “accrescere” il prestigio della comunità italiana in Australia e di tutto il mondo. Vogliamo essere rappresentati esclusivamente da seri, stimati, capaci e conosciuti professionisti con un solido “background” politico/sociale/economico e ben radicati nel Paese dove sono cresciuti professionalmente. Persone che siano in grado di agire concretamente, con competenza ed efficienza e che possano sapersi muovere nei meandri della politica sia italiana che australiana (o di altri Paesi). Che siano in grado di far lavorare in “sintonia” il governo italiano con quello del Paese in cui risiedono. Santoro non va visto come un “esclusivo” vantaggio del Pdl, ma di tutta la comunità italiana in Australia, ma da prestigio anche a quelle di tutto il mondo. E’ ridicolo e “anacronistico” dividersi ancora tra destra e sinistra. Se divisione deve esserci e’ tra chi sa “fare” e “agisce con competenza e professionalità”, con chi e’ soltanto un “quaraquaqua’”. Santoro potrebbe essere la “calamita” che attrae, in un grande e “serio” progetto, personalità italo/australiane, o di altri Paesi, che hanno ottenuto successo in ogni campo, da quello economico a quello sociale o politico. E’ giunto il momento che gli italiani nel mondo costruiscano una realtà “vincente” per farsi meglio apprezzare dai politici italiani che, come noi, sono rimasti “sconcertati” e “delusi” dai 18 parlamentari eletti all’estero che hanno dimostrato la loro assoluta incapacità. In quattro anni, cosa sono riusciti ad ottenere per la comunità italiana in Australia Nino Randazzo e Marco Fedi? Quali i risultati raggiunti dagli altri 16 “rappresentanti” che dovevano curare i nostri interessi?

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