sabato 11 giugno 2016

2 giugno. Informazione onesta e non menzognera

Giampiero Pallotta
11 giugno 2061 


L’inserto allegato alla “LA FIAMMA” (giornale taliano bisettimanale pubblicato in Autralia) per commemorale il 70mo anniversario di fondazione della Repubblica Italiana ha riportato alcuni episodi significativi (secondo l’editore) per proporre un “veloce viaggio nella storia del nostro Paese dal 1946 al 2016”. E’ soggettiva la scelta degli argomenti anno dopo anno e quindi non voglio discutere quelli scelti dall’editore. Per una buona e onesta informazione, gli autori dovrebbero essere guidati dall’obbiettivita’. Non e’ stato cosi’ per l’autore dell’anno 1994: “L’Italia e’ il mio paese che amo” esclusivamente per “demonizzare” Silvio Berlusconi. Poteva scrivere un articolo cosi’ “fazioso e menzognero” soltanto un “comunista”  DOC. Fuochi artificiali nella chiusura del spregevole “pezzo” per lasciare inequivocabilmente intendere ai lettori (non bene informati o “faziosi”) che Berlusconi e’ un “mascalzone disonesto”.
Per gli anni che Berlusconi doveva governare, glieli hanno avvelenati con tutte le peggiori cattiverie e malignità, “made” Partito Comunista. Il bunga-bunga, diffamandolo a più non posso e finanche tirandogli statuette in faccia, per non parlare di magistrati che l’hanno indagato anche per quante volte andava al cesso. Si, l'abilità dei comunisti, per chi non l'avesse capita, e’ di demonizzare l'avversario, per rendergli la vita difficile e non permettergli di governare anche, e non ultimo, blandire le persone piu’ a lui vicine, vedi Follini, Casini, Fini ed altri, pur di demolirlo. Quando Berlusconi e’ stato disarcionato (18 novembre 2013),  la disoccupazione era al 8,4% e quella giovanile al 29%, mentre ora, dopo i governi Monti, Letta e Renzi tutti i dati sono drammaticamente peggiorati.
Silvio Berlusconi ha governato per 3341 giorni (9 anni e 4 mesi), guidando quattro diversi governi. Gli altri governi hanno retto l’Italia per 3587 giorni. Quindi, nel cosiddetto “ventennio berlusconiano”, Berlusconi ha governato meno degli altri messi insieme, incluso il governo Dini. Aggiungiamo i 529 giorni del governo Monti e i 204 giorni del governo Letta e quelli in corso di Renzi arriviamo a circa 5000 giorni.
Non basta. La fine della Prima Repubblica, o l’inizio della Seconda, prese avvio il 28 giugno 1992 con il primo governo Amato (304 giorni), seguito dal governo Ciampi (377), entrambi di sinistra. Per cui si può affermare che, dalla fine del pentapartito, l’Italia è stata governata da Berlusconi per 3341 giorni e dalla sinistra per 5001 giorni, cioè per 1660 giorni in più.
Se in questi 21 anni e mezzo l’Italia e’ complessivamente regredita, o ha avuto uno sviluppo minimo, o non e’ riuscita a superare di diversi handicap, la responsabilità deve essere quanto meno ripartita, e nemmeno in parti uguali.
Più correttamente bisognerebbe parlare che dal 28 giugno 1992 all’11 giugno 2001, i governi di sinistra sono stati al potere 3018 giorni, ovvero hanno dominato il decennio successivo alla fine della Prima Repubblica, durante il quale avrebbero dovuto fare le riforme profonde di cui l’Italia aveva un forte bisogno. Ne segue che il “decennio perduto” e’ da imputare ai “grandi” leader come Amato, Ciampi, Prodi, Dini e D’Alema, i quali avrebbe dovuto mostrare competenza e visione, che invece non hanno dimostrato. Hanno invece lasciato incancrenire una situazione che era già compromessa.
Innegabilmente i dati sono peggiorati nel “decennio berlusconiano” 2001-2011. Ma consideriamo i tre seguenti fattori negativi e anomali per la loro novità: 1) attentati dell’11 settembre 2001, che hanno inferto un primo duro colpo all’economia internazionale e hanno innescato nuove tensioni anche militari, cioè appena tre mesi dopo l’insediamento di Berlusconi a Palazzo Chigi; 2) 1° marzo 2002, sostituzione della lira con l’euro che, grazie anche alla tradizionale inefficienza della pubblica amministrazione italiana, ha sconvolto prezzi, consumi e redditi, imponendo ai più un duro adattamento alla nuova moneta e ai meno concedendo facoltà di speculare, il tutto grazie a Prodi che ha consentito un cambio non reale tra la lira e l’euro; 3) scoppio, a partire dal luglio 2007, della peggiore crisi finanziaria del dopoguerra che, ovviamente, come una tempesta, ha fatto più male ai più deboli. E’ fazioso e menzognero accusare Berlusconi per la crisi che nei fatti e’ stata gestita a livello europeo e il governo ha avuto sempre meno margini per decidere in modo autonomo.
Nessun decennio è stato perseguitato dalla sorte avversa come il decennio berlusconiano tra il 2001 e il 2011. Ci fu una breve finestra di ripresa, nel 2006 e 2007: giusto il tempo perche’ ne approfittasse il secondo ed effimero governo Prodi. La fortuna è cieca.


Ora, se nel primo decennio, dal 1992 al 2001, i grossi calibri della politica e della tecnica, alternatisi al governo sia prima (Amato I e Ciampi) sia dopo la discesa in campo di Berlusconi (e cioè Dini, Prodi I, D’Alema I, D’Alema II e Amato II) avessero fatto, “poiché possedevano scienza e conoscenza”, ciò che si sarebbe dovuto fare, a partire da privatizzazioni intelligenti e vere liberalizzazioni, l’Italia avrebbe affrontato il secondo decennio in condizioni migliori. Non l’hanno fatto e hanno consegnato a Berlusconi la guida di una nave piena di falle. Cosi’ ha tenuto la nave a galla finche’ ha potuto. Demonizzare oltre misura il suo governo ed enfatizzare le sue responsabilità e’ menzognero. Le vere responsabilità sono parecchio a monte. Lo dimostra il fatto che ne’ i governi Monti, Letta hanno continuato e Renzi continua nel galleggiamento. Se le risorse sono scarse, lo sono ancora di più le idee e i progetti. Questo è il vero dramma.

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