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giovedì 9 agosto 2018

I frutti guasti della truffa per contratto

Non c'è nessun contratto, se non quello di spartirsi le poltrone. Intanto il fuoco avanza. Si salvi chi può

Se quello firmato due mesi fa tra Cinquestelle e Lega fosse davvero un contratto, oggi non saremmo qui ad assistere alla lite tra i due partiti su Tav e Tap, se fare o no da subito flat tax e reddito di cittadinanza e altri temi sensibili per il futuro dell'Italia.







Tutto sarebbe dovuto filare liscio come l'olio perché tutto - ci avevano detto e assicurato - era stato concordato nelle oltre cinquanta pagine dell'accordo tra Di Maio e Salvini. «Modello tedesco», lo avevano chiamato con non poca enfasi e presunzione, senza tenere conto che il «modello tedesco» è fatto da tedeschi e il loro da italiani, per di più da politici con la propensione a imbrogliare le carte pur di arrivare all'obiettivo. Tanto è vero che ogni volta che un nodo viene al pettine - vedi Tav e Tap, ma anche lavoro e fisco - il governo non sa da che parte andare. Perché il contenuto del contratto è volutamente generico e retorico. Dice tutto e il contrario di tutto. Un esempio, sul tema delle vaccinazioni: «Pur con l'obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio». Qualcuno di voi sa dire se ciò significa vaccini obbligatori? Stessa cosa sulle grandi opere, i cui investitori e lavoratori chissà per quanto saranno lasciati nel limbo in attesa di un sì o di un no, di cui nel contratto non c'è traccia.
Tutto questo per dire che stiamo parlando di una truffa. Non c'è nessun contratto, se non quello di spartirsi le poltrone. Assisteremo per mesi a un estenuante tira e molla su tutto e quelle poche decisioni saranno necessariamente talmente annacquate per evitare la rottura dell'alleanza da risultare inefficaci nel bene e nel male. «Discutere e ridiscutere, perché noi siamo il cambiamento» è il loro slogan d'ordinanza. Gli italiani hanno chiamato i pompieri perché la casa stava bruciando e questi che fanno?
Discutono e ridiscutono, consultano un contratto farlocco e litigano. Intanto il fuoco avanza. Loro si tengono a distanza, ma noi ormai l'abbiamo sull'uscio. Si salvi chi può.

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