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venerdì 21 ottobre 2011

Solo ai "masochisti" gli piace prenderlo in quel posto soventemente.

Sono collegato con Rai News 24, ossia “Telecabul”, che trasmette in diretta per 24 ore. Cosi’ la sera di venerdì 14 ottobre (l’Australia e’ nove ore avanti all’orario italiano), ho assistito in diretta alla votazione alla Camera per l’ennesima fiducia al governo Berlusconi. Ero un po’ in “apprensione” dato che “i soliti ben informati giornali” davano per quasi certa la caduta del governo. Ma alla fine mi sono divertito un mondo. Immancabilmente, a condurre la lunga diretta, era il direttore Corradino Mineo, il “puffo dai riccioli d’argento”. Quella sera era palesemente piu’ “eccitato” del solito convinto com’era, che avrebbe assistito, “finalmente”, alla “caduta ingloriosa” di Berlusconi. Mineo, senza alcuna precauzione, “sparava” commenti “faziosi” cercando di farli passare come “imparziali” intervistando gli amici “compagni” e i “malpancisti” del Pdl per far passare il suo “servizio” rispettoso della “par condicio”. L’“argenteo puffetto”, nell’imminenza della votazione, aveva mandato in onda, a ciclo continuo, un’intervista con l’on Luciano Sardelli (Pololo e territorio e capogruppo dei Responsabili), il quale ribadiva la sua astensione dal voto e riferiva di aver suggerito personalmente a Berlusconi di dimettersi. Invano, per tutta la diretta, Mineo si era collegato con tutti gli altri “malpancisti” del Pdl nella “speranza” di “sobillare” la protesta all’interno della maggioranza. Peccato per il “puffo” che la sua “strategia” non abbia funzionato. L’opposizione aveva tentato il “colpaccio” di far mancare il “numero legale”, con la speranza che i “malpancisti” del Pdl uscissero allo scoperto e tradissero Berlusconi. Non è successo. Ma la tensione era alle stelle. Il minimo dei voti, perche’ il governo fosse salvo, dovevano essere 315, ma si era sparsa la voce che potevano essere 314, forse anche 313. Dunque il governo rischiava di non ottenere la fiducia. C’era anche chi temeva che potesse cadere. Invece cinque Radicali, non rispettando il “diktat” del Pd, sono entrati in Aula alla prima “chiama”. Votano contro, ma danno la sensazione di dare una mano al governo, tanto che la presidentessa del Pd, la “cattolica professante” Rosy Bindi, va su tutte le furie e li qualifica come “stronzi”. Pronta la replica di Pannella: “E’ Rosy la Presidente degli stronzi”. Ecco perche’ questa opposizione “puzza” tanto! Ma il governo ha dimostrato di essere autosufficiente e i Radicali non sono stati decisivi. La maggioranza perdeva quattro voti: Luciano Sardelli, Santo Versace del Pdl, quindi Giustina Destro e Fabio Gava, “scajoliani” sempre del Pdl. Se erano quattro i voti “in uscita”, sei erano quelli “in entrata”: Adolfo Urso, Pippo Scalia, Antonio Buonfiglio e Andrea Ronchi, tutti “scappati” dal Fli di Fini. Gli ultimi due deputati a favore del governo, quelli che hanno consentito alla maggioranza di arrivare a 316, sono Antonio Milo (Responsabili) e Michele Pisacane (ex Udc di Casini). Entrambi hanno atteso che la maggioranza raggiungesse quota 314. Mancava un voto, quello necessario per raggiungere il “numero legale” alla prima “chiama”, e per tenere in piedi il governo l’ha dato Milo. Poi, alla seconda “chiama”, è giunto anche Pisacane, che ha garantito la maggioranza assoluta a Berlusconi. Ed alla fine il risultato e’ stato di 316 voti per il governo contro 301. Ed anche questa volta l’opposizione ha preso un’altra sonora “sberla” ed ha rafforzato il governo. Il “povero” Corradino Mineo, rimasto a secco di “salivazione” per aver “gufato” per tutta la lunga diretta, stentando a contenere la sua “cocente delusione”, con la coda tra le gambe ha chiuso in fretta e furia la trasmissione. Alcuni giorni prima Fini, dopo l’incidente della votazione (dovuto alla “pigrizia” di qualche parlamentare del Pdl) dell'art.1 della Rendiconto della finanziaria, si era precipitato da Napolitano perche’ approvasse la sua tesi, secondo cui un Ddl (decreto di legge) bocciato non poteva essere ripresentato. Il Presidente della Repubblica lo ha zittito consigliandogli di ripassarsi la Costituzione. E cosi’ anche quell’“agguato” era stato superato. Chi ha ancora un minimo di buon senso non può non sentirsi rivoltare lo stomaco per l’ennesima dimostrazione d’illimitata “meschinità” di questa opposizione che, “incapace” e “impotente” di conquistare il potere per “via democratica”, non esita a ricorrere ogni giorno ai più “biechi” mezzucci che soprattutto “danneggiano” economicamente e moralmente l’Italia. Ad ascoltare le interviste dei suoi leader, anche dopo l’ennesima vittoria della maggioranza, sarebbe comunque una vittoria numerica, ma non politica, ed hanno ripreso con la solita “litania” della richiesta delle dimissioni. E’ “ridicolo” che l’opposizione faccia la distinzione tra maggioranza numerica e maggioranza politica. La democrazia si esprime con la “maggioranza dei numeri”, ma questa “regola” non vale se a vincere e’ Berlusconi. Non sappiamo quale sarà la sorte del nostro povero “disgraziato” Paese. Di certo sappiamo che il sentimento della piazza di sabato 15 ottobre, che ha messo a ferro e fuoco Roma, era solo “odio”. Come accadde il 14 dicembre 2010 quando Berlusconi ottenne la fiducia pur con l’uscita dal Pdl di Fini ed i suoi “accoliti”. E dall’odio possiamo aspettarci di tutto. C’e’ chi “fomenta” quotidianamente l’odio ed e’ “La Repubblica” che incessantemente pubblica “intercettazioni” telefoniche soltanto per far aumentare l’odio verso Berlusconi. Il solo risultato che invece raggiunge e’ l’aumentare lo “sputtanamento” dell’Italia nel mondo.

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