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domenica 12 agosto 2018


L'inganno sovranista

La questione non è essere favorevoli o contrari, semplicemente parliamo di una cosa irrealizzabile, fuori dal tempo


Si dice che stiamo andando verso un sistema sovranista, anzi che già abbiamo un governo sovranista.








«Padroni in casa nostra», «Prima gli italiani», «Dell'Europa me ne frego» sono alcuni degli slogan che hanno fatto la fortuna della Lega e dei Cinquestelle. E dire che abbiamo fatto tanto, anche delle guerre, per cacciare i sovrani e sostituire le monarchie con le repubbliche unite tra di loro attraverso istituzioni politiche ed economiche sovrannazionali.
Ora qualcuno vuole tornare indietro, ne ha facoltà e per certi versi la cosa affascina anche noi. Del resto chi non vorrebbe essere «padrone a casa propria». Ma la domanda, mi rendo conto un po' noiosa in questo torrido agosto, che dovremmo porci è la seguente: padroni di che cosa?
«Di tutto», sarebbe la risposta più ovvia e diretta. Ma è questa una risposta ottocentesca, buona per gli allocchi in campagna elettorale. Pensateci. Ieri è successa una certa cosa in Turchia e nel giro di pochi secondi la nostra economia e le nostre finanze sono crollate. Cosa c'entriamo noi con la Turchia - che non fa neppure parte dell'Europa - piuttosto che con i dazi che Trump mette alla Cina? Apparentemente nulla, ma in realtà molto e l'essere «padroni in casa nostra» non ci ha messo al riparo da danni enormi, né mai potrà farlo.
Le banche italiane sono sovrannazionali, non per l'azionariato ma perché hanno nei loro bilanci beni (azioni e titoli) sovrannazionali. Le nostre aziende più eccellenti, grandi e piccole, sono sovrannazionali perché l'ottanta per cento del loro fatturato lo fanno all'estero e uno starnuto a Mosca o a Pechino può fare loro più male, o bene, di una nuova tassa, in più o in meno, decisa a Roma. Possiamo essere noi «sovrani» di questi diabolici e ineluttabili meccanismi? Proprio no, non è possibile, neppure se Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sgolassero a urlarlo da qui all'eternità.
E ancora. Possiamo essere «sovrani» sulla rete Internet che veicola oggi in tempo reale l'80% dell'informazione, vera o falsa che sia? Possiamo esserlo sull'imporre alle donne italiane le regole della maternità quando appena fuori dai nostri confini è ammesso qualsiasi tipo di fecondazione? Possono i «sovranisti» fermare la tecnologia che tutto permette a tutti? La risposta è sempre la stessa: no.
Usciamo quindi dall'inganno sovranista. La questione non è essere favorevoli o contrari, semplicemente parliamo di una cosa irrealizzabile, fuori dal tempo. Io mi accontenterei di essere sovrano a casa mia, nel senso della mia famiglia. Ma anche lì ho non pochi problemi (e Salvini penso altrettanto).

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