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sabato 27 ottobre 2018

Ma leggete cosa succede. E' la "pazzia" che fara' finire il mondo



Ho trent’anni e sono un gigolò: ecco cosa cercano le mie clienti

di Greta Sclaunich
Aaron ha 30 anni e fa il gigolò. Pecco di ingenuità se confesso che, prima di ricevere la sua mail, ero convinta che l’esistenza di uomini che fanno questo mestiere fosse più mito che realtà? Non c’è una ragione specifica: semplicemente, non mi era mai capitato di conoscerne uno. Soprattutto, non mi è ancora successo di conoscere una donna che ammetta di aver avuto (o di aver desiderato) degli incontri con questi uomini. Ho letto con interesse la storia di Aaron perché volevo capire cosa cercassero in lui le sue clienti. Il suo racconto mi ha stupita. Mi aspettavo trasgressione e solitudine, curiosità ma anche situazioni goliardiche come un addio al nubilato. Invece le tre donne delle quali parla non lo cercano per nessuno di questi motivi: la 38enne sposata Noemi è insoddisfatta, la 28enne Luisa non ha ancora scoperto il sesso, la 46enne Michela voleva solo far ingelosire l’ex. Situazioni «normali» nelle quali incappiamo nella vita di tutti i giorni, insomma. E persone così «normali» da poter essere chiunque: la signora in coda al supermercato, la vicina di casa la collega, l’amica. Noi stesse – e mi ci metto anch’io, certo. «A volte mi chiedo chi sono. Che lavoro faccio in realtà. Se l’amico, l’amante, lo psicologo, la spalla», si interroga Aaron. Una domanda legittima ma fondata su basi sbagliate: quello di amico, quello di amante ma anche quello di spalla non sono «lavori». È questo, secondo me, l’unico punto debole del suo racconto: è chiaro che, quando frequenta le sue clienti, rivesta anche questi ruoli ma c’è una certa confusione su cosa cerchino davvero le donne che lo contattano. Perché sono incapaci di staccare il sesso dalla sfera emotiva? O perché non hanno tanto bisogno del sesso quanto di, appunto, vicinanza emotiva? A ben guardare le tre storie sembra essere proprio così. Noemi, Luisa e Michela hanno in comune una cosa: il desiderio di avere più fiducia in loro stesse. Chissà se dopo gli incontri con Aaron questo loro bisogno viene davvero soddisfatto: il buon sesso, in fondo, è un obiettivo ben più facile da realizzare.
Ore 7.30: «Mi alzo la mattina con una nuova illusione e sono soddisfatto un poco saggio e un poco matto, penso che fra vent’anni finiranno i miei affanni, ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un pò e mi accorgo che son solo». La sveglia è appena suonata e io ho in testa le parole di questa canzone di Rino Gaetano. Ci sono delle mattine che anche io come Rino Gaetano mi sento un po’ solo, con tanti pensieri sul futuro, ma poi penso che questa è la vita che ho scelto: una vita da gigolo.
Dopo un’abbondante colazione e un intenso allenamento in palestra mi metto in viaggio, sarò lontano dalla mia amata Roma per una settimana avendo tre appuntamenti ravvicinati, tutti nel nord Italia, divisi tra Milano, Torino e Padova. Ormai la mia auto è diventata una seconda casa. Durante questi lunghi viaggi mi ritrovo sempre a riflettere su obiettivi e progetti futuri, ed è proprio durante un viaggio che mi venne l’idea di creare Rossetto&Cioccolatouna video rubrica per le donne che parla di sesso e sessualità senza tabù, dove la protagonista è la donna con le sue esperienze, i suoi sogni e i suoi desideri. Chissà le tre donne che dovrò incontrare a breve che desideri hanno, cosa sognano, di cosa si vergognano. Lo scoprirò presto. È il mio «lavoro» e sono bravo in questo. Come un ottimo psicologo riesco a capire subito chi mi trovo davanti.
Domani sarò a Milano da Noemi. Noemi è una giovane donna di 38 anni ed è sposata. Mi chiamò circa un anno fa, era molto timida e le tremava la voce. Mi raccontò di sentirsi schiava di un rapporto di coppia che non l’appagava né dal punto di vista emotivo, né da quello prettamente sessuale. Domani sarà il nostro quarto appuntamento. Siamo diventati amici, oltre che amanti e tempo fa mi fece una confessione che mi colpì particolarmente. Mi disse che per potersi permettere di uscire con me, aveva cominciato a fare il mio stesso lavoro. Si vende ad altri uomini per poter pagare un uomo, me. Dice che lo fa perché gli regalo momenti di felicità, che sono la sua isola di pace, ma io credo che lo faccia anche perché le piace avere attenzioni da parte di altri uomini, perché le danno un’importanza che non ha mai avuto e la fanno sentire di nuovo bella e desiderata. Che strana la vita. Io le ho ridato sicurezza in se stessa e ora lei non ne può più fare a meno, ma allo stesso tempo non riesce a fare a meno di me.
Mercoledì invece incontrerò Luisa. Luisa è di Torino, ha 28 anni ed mi ha confessato di essere vergine. Mi ha chiamato circa una settimana fa raccontandomi che ha avuto sempre problemi ad approcciarsi con l’altro sesso, non per via del suo aspetto fisico (e in effetti guardando la sua foto è una bellissima ragazza), ma a causa della sua emotività. E ora, alla soglia dei 30 anni, per lei essere vergine è diventato un problema. Ha conosciuto un ragazzo che le piace, ma ha paura di perderlo se gli confidasse questo segreto. E così ha chiesto aiuto a me.
Venerdì incontrerò Michela. Michela ha 46 anni, è divorziata ed è di Padova. Mi contattò due anni fa per e-mail, mi disse che voleva far ingelosire il suo ex per dimostrargli che era comunque riuscita ad andare avanti anche senza di lui. Ci siamo incontrati nel ristorante di cui lei era proprietaria. Michela era bellissima, indossava un tubino nero aderente e i capelli neri e lunghi le arrivavano a metà schiena. Cenammo lì, in quanto il suo ex compagno era anche il suo socio in affari. L’idea era quella di farsi notare, di farlo ingelosire, ma quella serata prese una piega assai diversa. Eravamo totalmente concentrati su di noi, ci siamo entrambi scordati del suo ex, del motivo per cui mi aveva contattato, di dove eravamo, di tutto il resto. Solo noi due, occhi negli occhi. Da quella sera di due anni fa ci vediamo regolarmente una volta ogni due mesi.
A volte mi chiedo chi sono. Che lavoro faccio in realtà. Se l’amico, l’amante, lo psicologo, la spalla. Poi smetto di pensare e mi concentro sugli occhi che ho davanti. Mi chiamo Aaron, ho 30 anni e faccio lo gigolo.
Aaron, 30 anni
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