Powered By Blogger

sabato 25 aprile 2009

Berlusconi non controlla i media. Santoro e Travaglio sono i "padroni" del servizio pubblico e comandano a RaiDue & RaiTre.

La Fiamma & Il Globo - Australia
Venerdi 24 aprile 2009
C’e’ ancora qualcuno convinto che Berlusconi controlli i media? Ripeto la stessa domanda con la quale concludevo il mio articolo di venerdì 17 aprile. I suoi avversari sono sicuri di si e molti dei loro “seguaci” anche. L’odio politico oscura la verità. Chi legge i giornali con un po’ di senso critico, scopre che, escluso “Il Giornale” e, parzialmente, “Libero” (che ogni tanto bacchetta Berlusconi), tutti gli altri, piu’ o meno, gli sono schierati contro. Non fanno testo “L’Unita” e “La Repubblica”: sempre e comunque contro Berlusconi a prescindere. Ma in 15 anni qualche cosa positiva l’avrà’ pure fatta, o no? C’e’ un'altra leggenda metropolitana. La televisione e’ sicuramente controllata da Berlusconi, lui ne ha tre e controlla anche la Rai. Ma e’ proprio cosi? Noi che viviamo all’estero ci giunge RaiItalia (ex Rai International). Ebbene, quasi esclusivamente ogni giorno, non fa altro che propinarci programmi come: AnnoZero, Che tempo che fa’, Ballaro’, Parla con me, L’osceno del villaggio ed altri, cosiddetti, di “approfondimento”: tutti “rigorosamente” contro Silvio Berlusconi ed il suo governo. Ah, ma lui in Italia controlla le sue reti televisive! Per inciso la famiglia Berlusconi possiede soltanto il 33% di Mediaset, il resto e’ in mano agli investitori. Tra cui centinaia di migliaia di pensionati italiani che ringraziano Dio di aver investito i loro risparmi in un’azienda sana, ben gestita che, alla fine dell’anno, gli da un dividendo. Il valore delle loro azioni incrementa continuamente e non svanisce, come e’ accaduto a chi aveva investito in decine di altre aziende italiane poi andate fallite. Chi ha visto le televisioni, diciamo, di Berlusconi si sarà accorto che, anche li, alcune trasmissioni non gli sono affatto favorevoli, anzi! C’e’ solo un’eccezione: il TG4 di Emilio Fede, un lacchè troppo esagerato che sfiora il ridicolo che danneggia piu’ che favorire Berlusconi. Quindi, la risposta alla mia domanda e’: Silvio Berlusconi non controlla i media. Sono stati i media, coalizzati con la politica e la magistratura, a cercare di controllare lui e di eliminarlo, per via giudiziaria, in questi ultimi 15 anni. Per fortuna che ora e’ protetto dal lodo Alfano, altrimenti ogni giorno leggeremmo sui giornali “avvisi di garanzia” a iosa a lui diretti, per reati immaginari che gli si vorrebbe imputare. L’inchiesta, e gli eventuali processi, durerebbero anni ma, intanto, accrescerebbe il suo discredito. Tempo fa’ ho incontrato una arzilla signora di 96 anni, ospite di uno dei magnifici ed accoglienti Villaggi Scalabrini. Sono rimasto stupefatto nel sentirla dire con sicurezza che Berlusconi e’ un farabutto, e’ diventato ricco con la mafia e vendendo la droga e vuole affamare i pensionati. Ma chi gliele ha raccontate queste cose? Le ho chiesto. Una persona molto per bene (ha citato nome e cognome) del Patronato che mi ha fatto prendere la pensione. Avete capito cosa vanno dicendo in giro certi signori dei Patronati? Oltre a calunniare Berlusconi, lasciano intendere che sono loro a “far prendere” la pensione. Alcuni Patronati si sono sempre approfittati dell’ingenuità della semplice gente mentre vivono agiatamente alle loro spalle. Per curiosità mi piacerebbe sapere quanti di noi, se fossimo nelle stesse condizioni economiche di Berlusconi, ci saremmo messi in politica per cercare di fare il bene dell’Italia. I maligni sostengono che sia sceso in “campo” per pagarsi i debiti che lo sommergevano. E’ stato ampiamente provato che questa era un’altra delle tante calunnie inventate. Al suo posto ognuno di noi passeremmo a goderci la vita nei posti migliori del mondo. Considerato poi i soldi che ha, lui potrebbe vivere “stravaccato” per almeno 1000 anni. Insomma, uno che non avrebbe bisogno di lavorare, invece si sta ammazzando di fatica accorciandosi la vita di almeno dieci anni, gliene hanno dette e combinate di tutti i colori e la musica continua. Se Berlusconi fosse stata una persona “normale”, avrebbe mandato tutti a quel paese, oppure sarebbe già schiattato da tempo per l’enorme pressione dello stress. Veramente, tempo fa, c’era andato vicino. Lo stanno massacrando dal 1994. Chi e’ che non ricorda quando nel 1994 il “Corriere della sera”, in prima pagina con un titolo a caratteri cubitali, pubblicò l’avviso di garanzia che la Procura milanese “stava” per emettere nei suoi confronti? Come mai un giornale (ma anche tutti gli altri) pubblicò in prima pagina un provvedimento “segreto” neppure ufficialmente emesso? E’ evidente che la “primizia” fu passata al “Corriere della Sera” da qualcuno che faceva parte integrante della Procura di Milano. Forse Di Pietro che, in un’occasione, disse: “Io a quello lì lo sfascio!”? Nel 2007 Berlusconi venne assolto da quella accusa “perché il fatto non sussiste”. Ma quando fango in 13 anni gli e’ stato gettato addosso? E quando gliene e’ rimasto appiccicato? Chi gestisce e controlla la Rai l’abbiamo visto giovedì 16 aprile ad “AnnoZero”, condotto dal milionario Michele Santoro. Con l’eccezione di Grillo, c’erano tutti. Travaglio con la solita, ormai noiosa, arringa faziosa contro il Cavalier “Benito” Berlusconi. Santoro con le offese a Vespa, a Fede e al “Il Giornale”. Di Pietro, ha sparato in rappresentanza dell’opposizione. Sabina Guzzanti ha vomitato menzogne sulla classe dirigente abruzzese indagata fin dal 1992. La pseudo “comica” ha omesso, naturalmente, di dire che sette anni dopo fu anche interamente prosciolta. Sabina ha offeso anche il popolo italiano: coglione, che si è fatto rimbecillire dalle televisioni di Berlusconi. Doveva essere una puntata riparatrice, dopo la “vigliaccata” della settimana precedente invece: non una parola di scuse. Santoro e i suoi esaltati “giullari” sono passati al contrattacco. E’ stato insultato il direttore generale della Rai, Masi: che non capisce la “satira” di Vauro. Il vignettista espulso era assente fisicamente, ma presente moralmente. Ci ha pensato Serena Dandini, a “Parla con me” a RaiTre, a mostrare al pubblico le “macabre” vignette del sedicente “umorista”. Santoro ha voluto dimostrare chi e’ il padrone del servizio pubblico, chi e’ che comanda alla RaiDue e a RaiTre. Ma quello di Santoro è il suo canto del cigno e quello dell’opposizione che lo sostiene. Un’opposizione che è incredibilmente fuori dalla realtà. Legata alle vecchie ideologie di un sistema politico che ormai altro non e’ che un tetro fantasma, che ha prodotto nel mondo oltre trecento milioni di morti. Santoro è Travaglio sono i portavoce di questo mondo che non c’e’ piu’. Non sono giornalisti che si limitano a sparare a zero sul governo, ma sull'Italia intera. Vogliono inculcare nella gente l'idea che ormai siamo al “Si salvi chi può. Il Dittatore Silvio sta marciando su Roma”. Ormai non c'è più nulla da salvare e, quindi, tanto vale raschiare il fondo. In tempi di guerra sarebbero stati processati dalla corte marziale per disfattismo e fucilati. In tempi come questi nostri, sono invece loro a prendere a fucilate tutti. Su una cosa pero’ ha sicuramente ragione Travaglio. L'Italia non è un Paese serio. Perché se l'Italia fosse veramente un Paese serio, lui ed il suo datore di lavoro Santoro, sarebbero già stati cacciati dalla televisione pubblica a pedate nel sedere. Ma, alla fine, non e’ quello che sta aspettando Santoro?

lunedì 20 aprile 2009

Antiberlusconiani e Berlusconiani, non piu' destra o sinistra.

La Fiamma & Il Globo - Australia
Sydney, 17 aprile 2009.
Un Paese “normale” non può funzionare solo grazie a interventi straordinari, o per l’eccezionale impegno di un unico personaggio carismatico. Alla lunga non reggerà. Il Paese deve poter contare su una squadra di “responsabili” e di “amministratori” efficienti a tutti i livelli: dai piu’ piccoli comuni al Parlamento, dal Governo alla magistratura, altrimenti è lo sfascio. Le Camere dei deputati e dei senatori, si accapigliano su una serie di insignificanti problemi, come il referendum ma, sostanzialmente, non riescono a varare una legge efficace sulla sicurezza ed immigrazione. L’Italia e’ messa proprio male. Lo sport nazionale oltre al calcio, che “strarompe” sino all’esasperazione, e’ diventato anche quello d’azzuffarsi tra “berlusconiani” e “antiberlusconiani”, la suddivisione in destra e sinistra ormai non ha piu’ senso. E’ risaputo che gli italiani danno il meglio di se nei periodi d’emergenza. In un Paese “normale” non si farebbe altro che rafforzare ed adeguare le istituzioni, mentre un Paese, come l’Italia, e’ costretto ad affidarsi ad una sola persona: Berlusconi. La “monnezza” di Napoli e’ sparita perché non e’ stato piu’ dato ascolto alle istituzioni locali, colpevolmente corresponsabili del disastro. Sono state abolite delle regole e tagliati lacci e laccioli che “avvinghiavano” i mille interessi dei politici locali della Campania, ma anche quelli della Camorra. Il governo non ha potuto coinvolgere l’opposizione, in quanto schierata a far rimanere la situazione così com’era, tanto per far fare una pessima figura a Berlusconi. Chi se ne frega dell’interesse nazionale! Questo e’ sempre stato il motto degli “antiberlusconiani”. L’importate e’ mettere in evidenza che Berlusconi e’ incapace di governare e, come al solito, e’ un furbastro che pensa solo esclusivamente a fare gli affari propri. Ormai e’ di questo che un 25/30% degli italiani sono convinti. Il premier ha allontanato tutti, e così la spazzatura è sparita e l’inceneritore ha cominciato a funzionare, ed altri ancora verranno costruiti. Allo stesso tempo Berlusconi non ha alterato l’equilibrio politico: il presidente della regione Campania Bassolino ed il sindaco di Napoli Iervolino sono rimasti a loro posto. Quella che e’ fallita e’ la politica del Pd, che avrebbe dovuto da tempo cacciare via quei due e gli altri (vedi i Verdi) responsabili del disastro ecologico. Non solo hanno danneggiato l’immagine di Napoli in tutto il mondo, ma dell’Italia intera. Il sistema usato da Berlusconi, senza dubbio, ha funzionato e ha portato risultati e magari, adottandolo in Abruzzo, presto riuscirà a dare un tetto ai terremotati. Nella “emergenza” ben venga se certi successi si ottengono ignorando assurde regole, accantonando l’eterno estenuante “chiacchierare” a vanvera per andare dritti alla sostanza. I risultati ci sono ed il consenso anche. Il vecchio mondo politico e’ strapieno d’innumerevoli inutili, inefficienti e per giunta, costosissimi enti di “rappresentanze” democratiche. Hanno rotto le scatole! Non riescono mai a raggiungere risultati anche solo mediocri. Sono dei rappresentanti che non rappresentano mentre sprecano a profusione montagne di denaro pubblico. La confusione che regna nelle istituzioni italiane, obbligherà’ al governo in carica ad essere piu’ decisionista e realizzatore che qualsiasi altro governo precedente. Poi, il combinarsi delle emergenze della crisi economica mondiale e quella del terremoto, obbliga la concentrazione del potere nelle mani del presidente del consiglio, mentre le istituzioni italiane e la Costituzione sono state concepite per limitarlo. Ecco allora che l’opposizione grida che la democrazia e’ in “grave” pericolo, mentre alcuni membri della maggioranza rilasciano interviste che potrebbe far cadere il governo. Fini scopre di essere “laico” e la “centralità del Parlamento”. La Lega sbuffa e s’impunta per ricordare che loro sono tanti e sono forti. L’opposizione si frega le mani, tifa ed applaude: “Meno male che Fini c’e’”. L’efficacia dell’azione di governo, pertanto, potrebbe finire. Un esempio significativo e’ sempre il decreto sicurezza: che la maggioranza ancora non riesce ad approvare. Ora questo ora quel componente della maggioranza usa “pretestuosi” argomenti per far prevalere questa o quella fazione. Berlusconi si e’ tenuto sempre lontano dalle ideologie che hanno caratterizzato il secolo precedente ed hanno causato infiniti lutti e disastri sociali ed economici. Lui e’ sempre stato per un serio e “pragmatico” patto sociale programmatico con gli elettori. La Lega ci sta se serve per raggiungere certi suoi obbiettivi, come il federalismo fiscale che ancora non e’ dato sapere se porterà davvero buoni risultati. Non e’ chiara la situazione degli altri “alleati”. Sono confluiti tutti nel PdL, ma si continua a discutere tra gli ex di An e gli ex di Fi, ma anche tra le due anime tradizionali presenti in Fi e anche in An: “Statalisti” contro “liberali”, cattolici contro laici, il rischio e’ di mandare tutto a catafascio. Le discussioni politiche riguardano “battaglie di principio”, e queste potrebbero bloccare tutto. A chi dare la colpa di questo caos? Forse proprio all’eccessiva sicurezza di una maggioranza che non ha praticamente opposizione. Il Pd non ha un gruppo dirigente di valore, ma soltanto alcune “comparse” come il “manichino parlante”. Alla fine, se nella maggioranza appariranno insanabili spaccature, si perderebbe un’altra ottima occasione: quella di fare tutte le riforme necessarie che l’Italia attende da sempre e che necessitano per mettersi alla pari con le democrazie piu’ avanzate. Riuscirà Berlusconi, ancora una volta, a far convivere d’amore e d’accordo la sua maggioranza sino al termine legislatura? Sarà dura ma, salvo sempre possibili eventi imprevedibili, dovrebbe farcela. La stragrande maggioranza degli italiani incrocia le dita. Prima di concludere non posso non scrivere alcune righe sulla “vigliaccata” di Santoro ad AnnoZero. Nell’ultima puntata, dedicata al terremoto abruzzese, ha sparato a zero sui soccorritori. Si e’ messo contro tutti, maggioranza e parte dell’opposizione. Santoro e’ un “furbetto” che sta facendo del tutto per farsi cacciare e conquistarsi così l’aureola di “martire” della libertà d’informazione. Il conduttore di AnnoZero sta tentando di spuntare dalla Rai un ricchissimo contratto da “esterno”, come Bruno Vespa con Porta a Porta. Per realizzare il progetto, già da tempo sta pensando di chiudere in anticipo la sua trasmissione, e così sta tentando il tutto per tutto per farsi cacciare. Se provvidenzialmente riuscisse, sarà considerato un “eroe” ed il suo “valore commerciale” aumenterebbe di molto. Antonio Marano, direttore di Rai2, ha pero’ annunciato che, da settembre, a Santoro sono state assegnate 14 trasmissioni. Ma il piano dovrà essere valutato dal Direttore Generale, che dovrà presentarlo al Consiglio d’Amministrazione per l’approvazione. Esiste, quindi, la probabilità che Santoro resti a piedi. Peccato! Con lui scomparirebbe anche Marco Travaglio. Non ascolteremo piu’ la parlantina stridula e petulante dell’unico che e’ sicuro di detenere la conoscenza della verità sulle cause giuridiche, specialmente di quelle che riguardano Silvio Berlusconi. Il ricchissimo calunniatore di professione Travaglio, per arrotondare i suoi lauti profitti, fa un’apparizione straordinaria nel film “Shooting Silvio”, messo in onda giorni fa su Sky, ma dal 2007 proiettato nelle sale cinematografiche italiane. Il film altro non e’ che istigazione alla violenza contro Berlusconi identificato come il “male assoluto” e si predica l’odio contro lui. Il premier sta facendo troppo bene e speditamente, occorre quindi dargli una “ridimensionata”, altrimenti l’opposizione e tutti gli altri (amici!) sarebbero considerati inutili ed insignificanti. C’e’ ancora qualcuno convinto che Berlusconi controlli i media?

venerdì 10 aprile 2009

La manifestazione di Roma come al solito pagata dalla CGIL. Berlusconi spazzi via tutta la zavorra che e' nel Pdl.

Solo uno spreco di tempo e denaro l’ennesima manifestazione politicizzata della CGIL a Roma. Chiedeva al governo cose che ha già fatto o che sta facendo per mettere l’Italia a riparo dalla crisi mondiale che nemmeno Obama, Putin, la Cina messi insieme non sanno che pesci pigliare per venirne fuori. Il capo supremo della CGIL ha ornai perso il senso della realtà, ma il ministro Brunetta ha voluto “elogiarlo” ugualmente: “Se qualcuno fa una scampagnata in più male non fa, neanche all’economia poiché muove risorse, ristoranti, autobus, quindi è un fatto positivo per la ripresa economica”. La CGIL e’ “orgogliosa” di aver mobilitato (a sue spese) 4.800 pullman, 40 treni speciali, due navi, migliaia e migliaia di macchine dal sud al nord di tutta l’Italia, un milione e mezzo di volantini, 12 megaschermi, ettolitri di bevande, quintali di panini. Un altro forte incentivo all’industria (calzaturiera) l’hanno dato gli studenti che hanno lanciato le scarpe contro il ministro dell’Istruzione Gelmini. Non cambia nulla se a pagare sia stata la CGL (cosa ormai nota) o coloro che sono scesi in piazza. Quella somma, invece di essere “buttata” per sobillare la piazza contro il governo, si sarebbe potuta dare alle 30.000 famiglie bisognose come sussidio, sia pur limitato. La sinistra parla sempre di assistere i poveri, ma non agisce mai in loro favore. Ecco perché perde sempre più voti. Un megashow stravecchio quello della CGIL, visto e rivisto e non piu’ gradito dalla stragrande maggioranza degli italiani. Dicono che fossero in 2 milioni e 700 mila a manifestare. Secondo la questura erano circa 200 mila, dopo le rilevazioni effettuate dagli elicotteri forniti di speciali strumenti. Come sua abitudine la sinistra racconta frottole. Tra la folla, insieme al “manichino parlante” Franceschini (o Franceschiello?), facente funzioni “provvisorie” di segretario del Pd, si sono rivisti i “fantasmi” di Veltroni, Bertinotti, Diliberto ed di altri “sbattuti” fuori dal Parlamento democraticamente (con il voto) dagli italiani. E’ il segnale che la sinistra si sta ricompattando? Probabile che sia così, come da tempo previsto. Presto anche il Pd andrà nell’archivio polveroso a far compagnia agli altri ex partiti della sinistra a cominciare dal primogenito PCI. Il provvisorio segretario del Pd giudica Berlusconi “vecchio”, soprattutto dentro ed afferma che ormai e’ al tramonto. Spieghi allora come mai gode della fiducia del 66,4% degli italiani. Consensi che aumenteranno dopo la sua “giovanile e vigorosa” preformace in Abruzzo per assistere i terremotati. Franceschini poi non trova particolarmente consono il modo in cui Silvio si comporta ai vertici internazionali: “Ci va per divertirsi come se andasse ad una gita scolastica. Il nostro premier è anche simpatico ma dimentica che ai vertici ci sono le tv e i fotografi che riprendono le sue gaffe”. Non sapendo piu’ cosa fare e dire per dimostrare che il Pd non e’ ancora defunto, con l’aiuto dei media italiani, attacca Berlusconi falsificando le notizie e manipolando le immagini. Franceschini sorvola e non prende atto delle smentite della regina Elisabetta. Sa che e’ stata stravolta la frase detta a Sarkozy, come quella al ministro delle politiche giovanili Meloni. Infine, la telefonata al premier turco Erdogan, l’ha interpretata come una gaffe. Quella telefonata e’ stata decisiva per convincere il premier turco ad accettare la nomina del danese Rasmussen a capo della NATO, nomina che doveva essere presa all’unanimità, altrimenti si sarebbe aperto un grave contenzioso. L’intervento di Berlusconi e’ stato decisivo e per questo ha ricevuto i ringraziamenti da tutti, in special modo, dal Presidente della Turchia Gul. La sinistra sicuramente “sprizzava” gioia quando l’Italia era rappresentata da Prodi. Negli incontri internazionali sonnecchiava, quando improvvisamente si risvegliava, “bofonchiava” parole incomprensibili esibendosi in “smorfie” facciali non commentabile. Chi non vuole essere rappresentato da Berlusconi, dato che in Italia, checché se ne dica, c’e’ ancora la libertà di muoversi, andassero a prendere la residenza in Cina, nella Corea del Nord o a Cuba. Oltre a vivere in Paesi che condividono le loro idee politiche, i rispettivi Capi di Stato sicuramente non gli farebbero mai fare “brutte figure”. La “politicuccia” di Franceshini e’ del tutto superficiale. Se il governo presenta un disegno di legge, lo critica senza neppure averlo letto. Non parliamo poi di Tonino Di Pietro, quello lo commenta con insulti e lo giudica preventivamente un imbroglio. Non sono da meno gli “amici” di Berlusconi. Se il governo intraprende un’azione decisa, ecco che Gianfranco Fini fa i “distinguo”. Se viene fatta una proposta, una modifica costituzionale, c’e’ sempre un “leghista” che si mette di traverso. Il governo sta facendo tutto quello che e’ possibile fare. E’ sciocco criticare per il gusto di dire che si potrebbe fare diversamente. Personalmente sono un “berlusconiano” sin dal 1994, ma non faccio parte della schiera di coloro a cui va sempre tutto bene, a secondo la tessera del partito che ha in tasca: io non ne ho nessuna. "Gli spiriti della verità e della libertà sono i pilastri della società", questo e’ il mio motto. I “politicanti” italiani continuano ad offrire uno spettacolo desolante. Come al solito, anche su questo, Silvio e’ avanti molte miglia. Ci vuole un ricambio generazionale? Al primo congresso del Pdl ha presentato una squadra di giovani “talenti”, tra questi sicuramente c’e’ il premier che lo sostituirà. Silvio ha realizzato il sogno di un partito in cui sopravviveva’ le sue idee e il suo mito, e potrà consolidarsi e progredire senza un leader carismatico come lui. I soliti invidiosi sono convinti che si circondi di giovani sconosciuti per non essere mai contraddetto. Non hanno capito niente. Sta costruendo un partito del tutto diverso da come lo immaginano i suoi nemici ed gli stessi “amici” intorno a lui che, come “avvoltoi”, aspettano da tempo che tiri le cuoia per poterne prendere il posto. Il problema del Pdl e’ proprio nei suoi dirigenti, sia nazionali che periferici, in quei “capetti-ducetti” presuntuosi che scimmiottano Silvio, ma nella loro testa hanno solo patate lesse. Se davvero Berlusconi vuole creare un partito nuovo, deve subito liberarsi della zavorra dei vecchi dirigenti di AN e FI, altrimenti il Pdl fa la fine del PD gestito da un “manichino parlante”. Gli italiani votano Berlusconi perché ha idee chiare che sa difendere e quindi realizzare con forza e coerenza. L’Italia, se vuole ritornare a primeggiare, ha bisogno di persone come lui, non di vecchi “tromboni” sfiatati o di vecchie “megere” imbellettate che sgomitano per mettersi in mostra. Il governo con tutti i ministri sta lavorando intensamente (le donne ministre sono tra le migliori) e sta perseguendo gli obiettivi senza farsi spaventare dalle critiche. La sinistra mette i bastoni tra le ruote per impedire a Berlusconi di governare, stessa cosa fanno anche molti “amici” nella maggioranza. Cercano di stopparlo: se diamo a Silvio la possibilità di governare davvero, poi come mi “metto in mostra”, come riesco a prendere il suo posto? Se ne fregano dell’interesse dell’Italia e degli italiani. Ma vadano a quel paese questi “spocchiosi” farabuttelli che sbavano anche per un posto in ultima fila tanto per farsi vedere.

venerdì 3 aprile 2009

Politici sempre inaffidabili. Cancellare il CGIE ed i COMITES per avere piu' risorse da destinare agli italiani nel mondo.

Nel lontano 1959, ventenne, assistetti ad alcune assemblee parlamentari a Montecitorio, sede della Camera dei deputati. Ebbi la chiara sensazione che stavo assistendo ad una finzione, come può essere una commedia teatrale tragico/comica. Per aumentare lo spettacolo i commessi nell’aula erano sempre in allerta, per scongiurare risse che potevano accadere in ogni momento. I deputati. a quel tempo, erano meno “fortunati” di quelli di oggi. La “democrazia” si e’ consolidata ed ora hanno la “mensa” all’interno di Montecitorio (pagano un pasto un euro e mezzo e sorseggiare un caffè a 0,42 centesimi, servito in tazzina di porcellana con fregi in oro), invece prima i “poveri” deputati erano costretti a consumare i pasti al ristorante, il piu’ delle volte in quello di Piazza Colonna. Cosi’, dopo lo “spettacolo teatrale” era possibile vedere da vicino gli “attori” che pasteggiavano e bisbocciavano tutti d’amore e d’accordo. Talvolta i “comunisti” ed i “fascisti” pranzavano allegramente allo stesso tavolo. Era la prova che avevo intuito bene: tutto era una messa in scema. Giurai che sarei rimasto sempre lontano dalla politica, adatta esclusivamente a persone ipocrite e ai perditempo e che non avrei mai votato per nessuno: “Se vogliono portarmi in giro lo facciano pure, ma senza il mio consenso”. Il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi scese politicamente in campo. Cancellai il giuramento del 1959 ed aderii subito a “Forza Italia”, soltanto e perché era capeggiata dall’uomo che impersonava l’antipolitica. L’11 febbraio 1994 fondai il Club “Forza Italia” a Sydney, e dal quel momento fui messo all’indice dalla nomenclatura locale, tutta schierata a sinistra, nomenclatura che e’ rimasta la stessa di oggi. La sinistra e’ sempre immutabile, sia a livello nazionale sia locale, ed e’ per questo che e’ moribonda, altroché “vincente” come afferma l’illuso Marco Fedi. Senza ricambio generazionale e nuove idee un partito (ma anche una associazione) va sempre incontro al disastro, come sta capitando proprio al Pd prossimo a dissolversi. Se si va a rivedere le fotografie dal 1994 in poi, si nota che molti personaggi, che ruotavano intorno a Berlusconi, sono del tutto scomparsi. Scorrendo l’elenco dei ministri che compongono il suo attuale governo, tranne qualche eccezione, si notano molte facce nuove di “giovani promesse” e tra queste c’e’ sicuramente il premier del 2013. Berlusconi lo ripete ormai quasi ogni giorno che gli fa “schifo” la vita che sta facendo, continua per senso di responsabilità, ma non vede l’ora di mettersi a riposo e ricoprire il ruolo del “padre nobile” del Pdl. Se sta chiedendo di cambiare la Costituzione (bipartisan da decenni sono tutti d’accordo) e’ per dare piu’ potere al futuro premier e facilitarlo nel governare con piu’ efficienza. Non li vuole per se, ma per chi verrà dopo di lui (Pdl o Pd che sia) che sicuramente non avrà la sua forte personalità e carisma. Anche su questo l’opposizione coglie l’occasione per insultarlo e lo paragona ai dittatori del secolo passato. In un’intervista lasciata al “Corriere della Sera”, Luciano Violante ha ammesso che nel 1994 nessuno capì davvero Berlusconi. Tutti lo sottovalutarono, considerandolo un “dilettante” della politica, uno che non poteva fondare un partito, uno che sarebbe colato a picco in meno tempo di quanto si potesse immaginare. Invece le cose sono andate diversamente. E la sinistra ottusamente ancora rifiuta di capire l’odierna situazione politica, come ha fatto in questi ultimi 15 anni. Alla sinistra manca una classe dirigente credibile. Per tornare a governare, deve formare una classe dirigente nuova, e’ più indispensabile che qualsiasi altra cosa. I segretari non li dovrà scegliere con “fasulle” primarie oceaniche, ma dovrà farli scegliere ai cittadini con “vere” elezioni. Speriamo che lo si capisca in fretta se non vorrà sparire. Nel 1994 bisognava aver coraggio a professarsi “berlusconiani”, soprattutto dopo la caduta del primo governo. Il “forzista” era considerato un poco di buono, un sovversivo da tenere a debita distanza. Trentadue furono gli aderenti al mio Club “Forza Italia”, ma nell’elenco non figura nessuno dei nomi dei personaggi che, per opportunismo, molti anni dopo, “s’intrupparono” negli “Azzurri nel Mondo”. Nel 2001 fu approvata la legge Tremaglia che permetteva l’elezione al Parlamento degli italiani residenti all’estero. In previsione delle elezioni del 2006, alcuni individui iniziarono le grandi manovre di avvicinamento a “Forza Italia”, non perché fossero convinti sostenitori, ma per ottenere una candidatura. Molti sono stati i viaggi a Roma dei molti aspiranti parlamentari (di ogni parte politica) alla ricerca di sponsors influenti che potessero candidarli. La storia delle elezioni politiche, del 2006 e del 2008 in Australia, e’ nota a molti lettori di questa rubrica, a chi fosse sfuggita può consultare il sito: www.itamondo.blogspot.com partendo da marzo 2008. La quasi totalità di questi personaggi, che smaniavano per “acchiappare” un seggio nel Parlamento italiano, si sono “formati” e “rodati” nei vari COMITES e nel CGIE, che moltissimi italiani non sanno che cosa sono e a che cosa servano. In questi organismi, si sono esercitati a “parlare d’aria fritta” esprimendosi in perfetto “politichese”. Con queste prerogative, ovviamente, non hanno mai raggiunto nessun concreto obbiettivo a vantaggio dell’intera comunità degli italiani nel mondo. In 20 anni dalla loro costituzione hanno soltanto sprecato oltre 100 milioni di euro, principalmente per far girare il mondo i propri componenti “confortevolmente” e gratis. L’attuale Governo italiano ha compreso l’inutilità’ del CGIE e dei COMITES e ha deciso di prendersi una “pausa di riflessione” posticipando al 2010 le votazioni per il rinnovo dei COMITES (136 in tutto il mondo) e la riforma del CGIE. C’e’ la ragionevole speranza che, finalmente, saranno cancellati definitivamente questi due inutili e spreconi organismi che, imperterriti, continuano a bruciare soldi pubblici. L’ultima occasione e’ stata la Conferenza della Commissione continentale dei Paesi Anglofani Extraeuropei che si e’ svolta a Brisbane, dal 19 al 21 marzo, nel prestigioso albergo a “cinque stelle” Sofitel. Oltre agli ospiti arrivati dagli USA, dal Sud Africa e dal Canada, per dar piu’ “prestigio” alla scampagnata di lusso, non poteva mancare la delegazione (giunta dall’Italia) del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato della Repubblica, con i senatori Claudio Micheloni, Luciano Cagnin e Nino Randazzo. La lista degli ospiti continua con i delegati australiani del CGIE, quindi alcuni presidenti dei COMITES, alcuni “consultori” regionali, una rappresentanza dei giovani italo/australiani e molti altri personaggi specializzati nel saper “dire niente” ma che sanno farlo in modo forbito. Per i viaggi, l’alloggio ed il vitto per questa allegra compagnia di turisti buontemponi, lo Stato italiano ha sborsato una cifra considerevole. Quanto? Per la vergogna gli organizzatori non ce lo faranno mai sapere. Perché? Semplice. Come era previsto la “Commissione” non ha concretizzato e risolto nessuno degli annosi problemi, si e’ limitata a “chiacchierare” su un “ampio ventaglio” di temi: gli stessi che discutono da 20 anni. Il governo ha il dovere di “tagliare” inesorabilmente questi scandalosi sprechi di denaro. Deve cancellare immediatamente il CGIE ed i COMITES, ma anche tutti gli altri enti inutili che bruciano risorse che responsabilmente dovrebbero essere destinate a vero beneficio degli italiani nel mondo iniziando con l’assistenza ai piu’ bisognosi.

martedì 31 marzo 2009

Nasce il Partito della liberta'.

Un partito che comprendesse tutto il centrodestra (ma non solo) come il “Popolo della libertà”, e’ sempre stato l’obbiettivo di Berlusconi, sin dall’inizio della sua rivoluzione politica iniziata nel 1994 quando fondò “Forza Italia”, che i maligni definirono un partito di plastica, ma sono stati clamorosamente smentiti. In questi ultimi 15 anni Berlusconi ha dimostrato di non essere per niente di plastica, semmai si e’ confermato l’unico vero leader che ha aumentato continuamente il consenso. E’ stata l’intera politica italiana ad essere di “plastica” che e’ sopravvissuta per i soliti trasformismi dopo la caduta del suo primo governo: il ribaltone del 1995, la nascita del governo D’Alema nel 1998 (resa possibile dal voto determinante di deputati “acquistati” dal centrodestra), le armate Brancaleone chiamate prima Ulivo e poi Unione. Nel 2007 Veltroni aveva tentato un gesto coraggioso: rompere con la tradizione antiliberale della sinistra per costruire il PD, come partito che poteva essere alternativa di governo. Aveva giurato che avrebbe accantonato la demonizzazione dell’avversario, l’uso politico della giustizia o il rovesciamento in Parlamento delle scelte compiute dagli elettori, ma poi e’ scappato via. Gli italiani non credono ciecamente in Berlusconi, ne’ lo ritengono un santo e non pensano che abbia sempre ragione. Lo votano perché sono certi che sia “l’unico” in grado di far qualcosa di buono per l’Italia. Vogliono al governo qualcuno con un po’ di buon senso, che ha le idee chiare di cosa fare e lo faccia con competenza e determinazione. Che sappia ridare non solo autorità, ma soprattutto autorevolezza allo Stato. In questi ultimi 15 anni e’ stato chiaro il disegno diabolico della sinistra per “eliminarlo”, appoggiata da una parte della magistratura e da moltissimi media (altroché da lui controllati!). Non vi sono stati limiti al suo “sputtanamento”. Tanto ciò che conta e’ insinuare il sospetto. Intanto appiccichiamogli il marchio d’infamia: non se ne libererà più. Il tutto ovviamente grazie alla sinistra, a dei faziosi magistrati e ai media. Berlusconi non è stato condannato nelle aule dei tribunali dopo un processo, in seguito a prove ed a sentenze dei magistrati. E’ stato “condannato” dalle procure “rosse” che hanno trasformato il “sospetto” in “reato” certo. In Italia la magistratura ha tentato di stabilire chi ha il diritto di fare politica e chi no. L’opinione pubblica pensa: uno che è accusato di tanti reati non può certo essere un galantuomo. È stato assolto? Perché può permettersi ottimi avvocati, perché è un furbastro. Un furbastro ma non un galantuomo. E un buon 25% degli italiani lo ”odia” pensando così. Ormai la dose di questo vilipendio ha superato ogni limite, che agli attacchi contro Berlusconi non ci crede piu’ nessuno. L’odio che i “politicanti” di sinistra (ma non solo) hanno per Silvio e’ dovuto nel vedere in lui una seria minaccia alla loro sopravvivenza perché lui e’ l’antipolitico per antonomasia. Quando Berlusconi “scese in campo”, tutti i politici, nemici ed amici, furono “scocciati” per essersi visti scavalcati dall’ultimo arrivato. Da un “riccastro” sorridente, da un capitalista che politicamente non era nessuno. Il centrosinistra ha fatto del tutto per eliminarlo per via giudiziaria, ma anche gli “amici” piu’ volte gli hanno chiesto di sloggiare perché ormai troppo vecchio. “Ho vent’anni di meno di lui” disse Fini. Si, ma e’ meglio un “vecchio” saggio, energico e con idee chiare di un “giovane” presuntuoso, arrogante e dalle idee confuse. Gli “amici” hanno cercato di metterlo in difficoltà in tutti i modi con dispetti e, persino, deridendolo. Erano certi che Berlusconi non poteva fare a meno di loro, ma non hanno considerato che Silvio e’ un uomo fuori della media. Può agire con serenità perché ha già avuto tutto. E’ ricco. Ha fondato il piu’ grande partito italiano. E’ stato l’unico presidente del Consiglio che abbia governato per un’intera legislatura. Ad andar male, potrebbe ritirarsi dalla vita pubblica sicuro di essere già nei libri di storia. Silvio ha voluto essere democratico con tutti a tutti i costi e così ha generato una miriade di serpi velenose dentro e fuori al suo schieramento. Basta vedere personaggi come comici, cantanti e giornalisti che fanno miliardi prendendolo in giro e calunniandolo, ma nessuno e’ riuscito a fermarlo per fargli raggiungere l’obbiettivo per cui decise di scendere in campo. Ancora una volta, con geniale tempismo Silvio ha “inventato” il nuovo Partito del “Popolo della libertà”. Lo scopo e poter favorire un drastico ricambio generazionale favorendo giovani preparati e brillanti, che sono gli unici capaci a comprendere la globalizzazione dei problemi. L’Italia ha estremo bisogno di nuovi progetti validi e rigorosi, che possono essere portati avanti da persone nuove, ma con una preparazione ed una formazione indiscutibile. La politica non deve essere piu’ in mano ai “quaraquaqua’ nullafacenti”. La gente comune e’ stufa di “chiacchiere”, vuole concretezza, serietà ed onestà da chi governa. Silvio Berlusconi e’ particolarmente fiero, di essere stato il talent-scout di alcuni giovani ministri che stanno dando ottima prova di sé, tra questi uscirà il Premier del 2013 quando Berlusconi, da persona intelligente qual’e’, compiuta la sua missione, si ritirerà a vita privata. Non e’ interessato minimamente alla presidenza della Repubblica, per questa carica ha già indicato Gianni Letta. E’ un cambiamento rivoluzionario in un sistema poco disposto al cambiamento come quello della politica italiana. Il partito del “Popolo della libertà” vuole dare un’opportunità’ a tutti, anche a quelli che sono arcistufi e delusi dell’inconcludente Pd. Gianfranco Fini, nel suo discorso per “accompagnare” AN all’entrata nel “Popolo della libertà”, ha fatto intendere chiaramente che si e’ chiamato fuori dal nuovo partito per diventare il “garante” della Costituzione. Non ha scelto di partecipare in prima persona alla nuova esperienza politica. Anche in questa occasione e’ stato “ambiguo”. Si e’ “sdegnato” per il concetto secondo cui l’Msi è stato “sdoganato” affermando che le idee non si sdoganano. Al termine della prima Repubblica, il partito comunista era diventato egemone nella politica italiana e, con lo “sterminio” dovuto a “mani pulite” dei partiti democratici, stava per giungere al potere incontrastato, ma Berlusconi distrusse la “magnifica macchina da guerra” di Ochetto. Quello che e’ accaduto in seguito e’ la lotta del vecchio contro il nuovo. La politica di Berlusconi non si ispirava alle vecchie ideologie dei partiti del Novecento, ma si fondava su verità semplici come: libertà, democrazia, popolo e concretezza di governo. In queste parole molti elettori si sono riconosciuti, compresi quelli dell’Msi che erano sempre stati ferocemente discriminati dalla sinistra. Quindi Silvio ha “sdoganato” l’intera politica italiana, soffocata dall’antidemocrazia, dal “politichese” fumoso ed astratto e strumentalizzata da spocchiosi pseudo intellettuali di sinistra figli del deleterio ’68.

giovedì 19 marzo 2009

Cancellare il CGIE, i COMITES ed i 18 parlamentari esteri. Lo Stato italiano avrebbe decine di milioni a beneficio degli italiani nel mondo.

Sydney, 19 marzo 2009
Lo scrissi molto tempo fa e lo ribadisco. Tutti i 62 governi, che si sono succeduti negli ultimi 60 anni, si sono sempre infischiati degli italiani nel mondo. C’e’ stato pero’ un tentativo per valorizzare le loro grandi potenzialità. Per la prima volta nella storia della Repubblica, il secondo governo Berlusconi (2001-2006) istituì il Ministero per gli italiani nel mondo che fu affidato a Mirko Tremaglia. Nei cinque anni del suo mandato, purtroppo il ministro Tremaglia non riuscì ad ottenere risultati “tangibili”, e questo deluse molto Berlusconi ed il ministro delle finanze Giulio Tremonti. Tremaglia si limitò esclusivamente ad organizzare dispendiose e sterili assemblee “oceaniche” di notabili italiani nel mondo, dagli industriali e finanzieri ai ristoratori, dagli artisti e ricercatori ai missionari ecc. Morale della favola: ha speso un mucchio di soldi senza generare scambi commerciali che avrebbero dovuto produrre utili economici come si auspicava. La realtà e’ crudele: soltanto se ci sono di soldi si possono aiutare i meno fortunati ed attuare i progetti a favore degli italiani nel mondo. Il governo Prodi (2006-2008) cancellò il Ministero degli italiani nel mondo sostituendolo con uno “scialbo” sottosegretario. Come e’ ormai a tutti noto, il suo governo si reggeva per un solo voto al Senato: quello di Luigi Pallaro eletto all’estero nel Sud America. E fu esclusivamente per la pressione di Pallaro, piuttosto che dei parlamentari del centrosinistra (che anche a quel tempo contavano come il due di briscola), che Prodi fu costretto a fare qualche “minima” concessione. Come l’assistenza in alcuni Paesi sudamericani sotto forma di polizze sanitarie, che ora non ci sono piu’ per esaurimento dei fondi. Non e’ stato fatto niente per l’insegnamento della lingua italiana. Tremaglia e Danieli (sottosegretario del governo Prodi) non si sono mai “imposti” perché si facesse una riforma organica della legge 153 del 1971. Anche il CGIE (Comitato Generale degli Italiani all’Estero) ed i COMITES, (Comitati degli italiani all’estero) si sono dimostrati del tutto inefficaci ed ininfluenti (nei 20 anni della loro pseuda attività) per affrontare questo problema ma anche tutti gli altri. Infine del tutto inutili sono risultati i 18 parlamentari eletti all’estero. Sono considerati dei dilettanti sprovveduti dal Parlamento italiano e nessuno se li filano. Per oltre un secolo solamente gli emigranti italiani hanno garantito la trasmissione della lingua italiana, maggiormente in forma dialettale, mantenendo un certo legame culturale, sociale e commerciale con l’Italia. Un fatto e’ certo, se fossero state fatte le riforme, sia per l’assegno sociale, sia per l’insegnamento della lingua italiana ed altro, oggi il governo Berlusconi sarebbe stato costretto a rispettarle senza ma e senza se. Per l’insegnamento della lingua italiana, un drastico cambiamento si e’ avuto nel 1993. Beniamino Andreatta, il Ministro degli esteri del Governo Ciampi (composto da: DC, PDS, PSI, PLI, PSDI, Verdi e Indipendenti), tagliò drasticamente il numero degli insegnanti di ruolo all’estero ed avviò la privatizzazione dell’insegnamento, fino allora gestito direttamente dallo Stato. Gli “Enti Gestori” cominciarono così a promuovere e organizzare i corsi di lingua e cultura italiana assumendo il personale docente con finanziamenti del Ministero degli esteri. Un sistema che ha funzionato (e funziona) molto bene in alcune realtà, ma in altre sono servite ai soliti “furbetti” per intascare i soldi. In tutto il mondo ci sono scuole italiane che funzionano egregiamente, ma ce ne sono alcune che sono dei veri e propri “bluff”. Erano stati istituiti corsi “farsa” e gonfiati i dati per ricevere finanziamenti. Non lavoravano professionalmente e i loro livelli di qualità erano molto scarsi e “vivacchiavano” soltanto grazie ai contributi che ricevevano dallo Stato italiano. Il governo Berlusconi ha l’intenzione di dare esclusivamente ai privati la gestione delle scuole italiane nel mondo. Chi investe i propri soldi cercherà il guadagno, e quindi starà attento a spendere bene i contributi che riceverà dallo Stato sotto forma d’incentivo, altrimenti fallirebbe e perderebbe il capitale proprio. Deve finire il deplorevole costume di amministrare i fondi pubblici talvolta in maniera truffaldina e spesso in maniera poco efficiente, senza raggiungere mai risultati buoni e concreti. In questo momento il mondo intero sta vivendo una gravissima crisi economica. La colpa di questo disastro e’ di quei pochi che hanno tentato di accumulare enormi capitali a spese di miliardi di persone. Purtroppo il governo italiano e’ stato costretto a fare tagli economici pesanti in tutti i settori. Ha tagliato fortemente anche i fondi destinati a noi italiani nel mondo. Ma ci troviamo in questa situazione anche perché quel denaro, che veniva distribuito a “pioggia”, e’ stato sperperato dai piu’ “furbi” a danno di chi ne aveva veramente bisogno. Se si esamina la lista dei “beneficiari”, si scoprono piccoli e grandi “approfittatori” che il governo Berlusconi ora ha fatto rimanere a “secco”. Nonostante questo particolare grave momento di recessione economica, che si accentuerà sempre di piu’ (il peggio dovrà arrivare), ci sono grandi “opportunita’” da cogliere per “realizzare” validi progetti. Come e’ sempre avvenuto nella lunga storia dell’umanità’, i momenti difficili sono sempre serviti da stimolo per portare drastici cambiamenti alla società, per farle fare un balzo in avanti. Siamo in attesa che i giovani italo-mondiali comincino a mettere in pratica i loro buoni propositi che hanno “esternato” durante la Conferenza di Roma di tre mesi fa’. Ormai spetta a loro fare “sistema”, creare le condizioni per un interscambio culturale e sociale ma, soprattutto, economico fra l'Italia e il loro Paese di residenza. Fondi economici non ne avranno, per l’ingordigia e la mala gestione di chi li ha preceduti. Chiedano la soppressione immediata del CGIE e dei COMITES per amministrare in modo piu’ proficuo quei fondi. Si preoccupino, prima di tutto, di sostenere i più deboli, poi indirizzino le risorse rimanenti verso quei settori e quelle organizzazioni che dimostrano di lavorare bene per le comunità italiane nel mondo e l’Italia, e non per meschini interessi personali o di parte. I giovani (e non solo) di origine italiana hanno una grande fortuna che debbono sfruttare al meglio: con i sistemi telematici e la rete internet, ormai il mondo e’ un piccolo villaggio globale dove i contatti interpersonali sono facilitati. Le varie comunità italiane, sparse in tutti i Paesi del mondo, ora possono diventare un tutt’uno. Ognuno potrà mettere a disposizione il proprio talento per costruire un futuro comune ed integrato in qualsiasi parte del mondo si trovi. I giovani non commettano l’errore di schierarsi con i partiti politici italiani. In Italia è tutta una finzione. Che cosa abbiamo avuto dai 62 governi italiani che si sono succeduti in questi 60 anni? Il diritto al voto? Chi ne ha beneficiato? Soltanto i 18 eletti che, come ormai verificato, non servono a nulla ma ci costano una fortuna. Lo Stato italiano dovrebbe cancellare il CGIE, i COMITES ed i parlamentari esteri. Risparmierebbe decine di milioni di euro all’anno per impiegarli a risolvere i problemi degli italiani nel mondo, dall’assegno di solidarietà, all’insegnamento della lingua a tutto il resto.

venerdì 13 marzo 2009

Franceschini tale e quale a Veltroni. Come il governo Berlusconi combatte la recessione. CGIE e COMITES da cancellare.

Sydney, 13 marzo 2009
Veltroni ha abbandonato la barca soltanto per la grande delusione per la pesante sconfitta in Sardegna? O i motivi vanno ricercati di non essere riuscito a convincere gli italiani dei presunti attentati alla democrazia di Berlusconi? Oppure l’aver gettato la spugna e’ dovuto per le continue delegittimazioni all’interno del PD? La verità è un’altra. Veltroni ha mollato tutto ed è scappato via perché si è accorto che il suo avversario non era Berlusconi, ma la mancanza del suo buonsenso. Ha fronteggiato Berlusconi senza avere un programma, senza proporre obiettivi realizzabili e senza fornire risposte valide alle emergenze della crisi economica mondiale. Un partito fallisce se non riesce a capire concretamente l’esigenze dei cittadini. Oggi gli elettori sono “pragmatici”, non sono piu’ interessati alle “ideologie”. Odiano le “chiacchiere” retoriche e demagogiche: sono interessati esclusivamente alle questioni reali della ed alle prospettive future e chiedono efficienza, lavoro e sicurezza. Un partito e’ un insieme di idee e di progetti per affrontare il futuro che migliori la qualità della vita dei cittadini. Falliscono miseramente i dirigenti di un partito se non sanno comprendere le ansie, le speranze del Paese. Veltroni ha fallito per tutto questo ed ora Franceschini continua, imperterrito, sulla stessa strada. E’ sciocco perseverare su una linea perdente. All’elettore del Pd non interessa che il nuovo segretario del Pd sia un antiberlusconiano accesissimo: non serve per risolvere i problemi del Paese. All’elettore del Pd interessa, invece, sapere se siederà al tavolo delle riforme. Se la Costituzione, che va difesa nei suoi principi democratici, verrà modificata per rafforzare la governabilità e per rendere trasparenti e piu’ efficienti i poteri dello Stato. Gli elettori del Pd vogliono proposte concrete per una politica che risolva i problemi dei cittadini, non sono interessati alla criminalizzazione di Berlusconi che poi, alla fine, gli fa aumentare i consensi. L’Italia ha bisogno di una forte e responsabile opposizione democratica che operi, e non si limiti soltanto a “demonizzare” gli avversari. Un’opposizione responsabile che collabori per cercare di attutire i danni della forte crisi economica mondiale per cercare di uscirne al piu’ presto. Le recessioni sono un fenomeno economico ciclico, ma e’ preoccupante quando diventa “psicologico” perché qualcuno, con la disinformazione, ci specula per motivi politici. Recessione significa: tornare indietro. Si e’ in recessione, quando per due trimestri consecutivi il Pil (Prodotto interno lordo: la ricchezza che produce un Paese) va in dietro rispetto al periodo precedente. I governi adottano misure per controllare le fasi dell’economia, sia quando e’ in espansione sia quando e’ in recessione. Lo fanno attraverso la politica monetaria, adottando misure che favoriscono la restrizione o l’aumento del credito. In una fase d’espansione troppo veloce, la Banca Centrale aumenta il costo del denaro, per diminuire la circolazione monetaria e per ridurre i consumi. In una fase di recessione, diminuisce il costo del denaro per incentivare i consumi. Nella fase attuale e’ utile favorire il credito e quindi gli investimenti per stimolare i consumi, ed e’ quello che stanno facendo molti Paesi. La recessione, infatti, si sconfigge con gli aumenti degli investimenti e dei consumi. Molti governi danno impulso alla ripresa aumentando la realizzazione delle grandi opere pubbliche. Sono progetti di viabilità, edilizia ed infrastrutture governative (scuole, ospedali, carceri ecc.). L’apertura dei cantieri produrrà effetti economici benefici, perché incideranno positivamente sull’occupazione e sui consumi. Gli investimenti sulle opere pubbliche saranno un sostegno all’imprese e miglioreranno l’efficienza strutturale del Paese. Pero’ la cosa piu’ importante e’ la “fiducia dei consumatori”. E’ necessario continuare a fare con saggezza gli acquisti “utili” per sostenere l’economia. Bisogna isolare i predicatori di sventura che diffondono sfiducia. Non “assistenzialismo”, ma apertura di cantieri. Bene quindi il rilancio del settore della casa, bene primario della famiglia. E, come dice Berlusconi, quando l’edilizia va, tutto va. Questo piano geniale, che ha preparato il governo per contribuire al rilancio dell’economia italiana, non ha bisogno dei soldi pubblici: sarà attuato dall’iniziativa privata. Mentre aiuta a risolvere problemi sociali gravosi, come quello dell’alloggio, può creare subito molti posti di lavoro nell’edilizia e nelle industrie del cemento, dei laterizi, del vetro, delle macchine per l’edilizia, degli elettrodomestici, dell’arredamento ecc. E’ vero, il piano nasconde qualche insidia. Visto che saranno sufficienti le auto-certificazioni di un architetto o di un ingegnere, forse qualche “furbetto” ne approfitterà’, ma e’ meglio rischiare e dare fiducia piuttosto che finire in miseria. Quale soluzione propone il neo segretario del Pd Dario Franceschini per uscire dalla crisi? Un assegno per tutti i disoccupati. Il problema da risolvere non è quello di pagare i disoccupati con i soldi dello Stato, ma quello di “mantenere in vita” le imprese e i posti di lavoro. Se le imprese chiudono, con quali soldi si pagano i disoccupati? L’Italia, a differenza di Barack Obama, non può chiedere alla banca centrale di stampare moneta e, comunque, il rischio che Obama sta correndo è gravissimo, perché le sue proposte di spesa sociale in deficit, creano nuove preoccupazioni nel mondo delle imprese e delle banche USA e nella borsa mondiale. L’Italia, al contrario degli USA, ha strumenti sociali per evitare la disoccupazione, come la cassa integrazione straordinaria e il “contratto di solidarietà”. E perché mai si dovrebbero licenziare dei lavoratori che si possono tenere in cassa integrazione straordinaria o tenere ad orario ridotto con “contratti di solidarietà”? Forse Franceschini preferisce che le imprese licenziano? Ma se le imprese licenziano in massa si crea panico e si disperde un capitale umano prezioso, utile ed “allenato” per quando ci sarà la ripresa. Il governo Berlusconi ha stanziato oltre 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali. Ossia per la cassa integrazione straordinaria, anche per le piccole aziende con non più di 15 addetti e per i lavoratori autonomi, nonché i lavoratori con contratti a tempo determinato e gli apprendisti. Bisogna evitare la disoccupazione in tutti i modi. Tra l’impresa e i lavoratori c’e’ l’accordo (approvato dai sindacati) per cui si accetta la settimana corta distribuita su tutti gli addetti (contratto di solidarietà), con conseguente riduzione della loro retribuzione. Il governo, pero’, interviene con un sostegno finanziario, che può essere pari alla metà della perdita di paga (o altra percentuale) dovuta alla riduzione dell’orario di lavoro. Queste misure sono sempre un tampone, ma molto migliore del sussidio di disoccupazione (che in Italia esiste già ma non e’ adeguato). Ciò che occorre contro la crisi, come ha segnalato Emma Marcegaglia presidente della Confindustria, è anche un maggior credito alle imprese, per aiutarle a comprare i mezzi produttivi, a investire in ricerca e ad esportare. E’ per questo che il governo ha creato i Tremonti-Bond, strumenti che non servono per finanziare le banche, ma per “indurle” a prestare i soldi alle piccole e medie industrie. Fatti e non “chiacchiere”, come abitualmente fanno quelli del centrosinistra. Vedi Randazzo e Fedi che sprecano il loro tempo per “fondare” sedi in Australia del “defunto” Pd. I due disattendono continuamente al loro “unico” dovere: quello di risolvere i veri problemi di tutti gli elettori della IV Circoscrizione estera. Dal 19 al 21 marzo poi saranno a Brisbane in “vacanza”, mascherata da una riunione della Commissione CGIE dei Paesi anglofoni. Parteciperanno delegati dagli USA, Canada, Sud Africa che parleranno del nulla. Ancora uno spreco ingente di denaro pubblico. Oltre alle solite cose che discutono da sempre, tenteranno di salvare i COMITES ed il CGIE che nessuno sa che cosa sono e che fanno, ma che in circa 20 anni hanno “bruciato” piu’ di 100 milioni di euro per combinare un bel nulla. Finalmente il governo Berlusconi probabilmente ha deciso di cancellarli per destinare le risorse risparmiate a progetti piu’ utili agli italiani nel mondo.