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venerdì 22 aprile 2011

E' arrivato il momento dello "scontro" finale.

Nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’opposizione non perde occasione per dividerla. Negli ultimi giorni ha dato un’altra chiara dimostrazione che altro non e’ che una fabbrica di “menzogne” e continuamente pensa a come poter scalzare con ogni mezzo il governo “democraticamente” eletto. Nei loro disegni c’e’ persino il “colpo di Stato” prospettato “dettagliatamente” dal professore universitario Alberto Asor Rosa. L’opposizione e’ stata sepolta dalle menzogne spacciate agli italiani facendo credere che l’approvazione del “processo breve” avrebbe azzerato anche i processi del disastro di Viareggio, del terremoto dell’Aquila e del crack Parmalat. E’ una menzogna, questi processi andranno in prescrizione nel 2032 e nel 2044. Se i magistrati non riusciranno ad arrivare a sentenza, dovrebbero cambiare mestiere. In Italia ogni anno 170mila processi vanno in prescri¬z¬ione per l’in¬capacità dei magistrati che lavorano poco, hanno due mesi di vacanza, sono spesso in giro per convegni e il loro tasso di produttività e’ bassissimo. Le procure e giu¬d¬ici devono lavorare di piu’ per non venire continuamente multati dalla Corte euro¬pea dei diritti umani. I magistrati milanesi vogliono “stritolare” Berlusconi nei quattro processi in corso. L’opposizione chiede ogni giorno le dimissioni del premier. La stampa “terrorista” pubblica gossip e fango per screditare il premier, il governo e l’Italia. E il presidente della Repubblica? Interviene, eccome, ma sull'aggressione dei giudici a Berlusconi neppure una parola. L’opposizione e’ diventata pericolosissima e sta “minacciando” la democrazia ed e’ capace di gesti irresponsabili. Sta sobillando la piazza con continue manifestazioni quasi giornaliere. I partecipanti sono pochissimi “esagitati” come quel centinaio, fuori del Parlamento, a far gazzarra e ad offendere i parlamentari della maggioranza, mentre in aula si discuteva il “processo breve” approvato con 314 voti contro 296. L’opposizione, dopo aver perso con voto “palese”, che ha confermato, ancora una volta, che la maggioranza esiste ed e’ coesa, ha proposto una votazione a scrutino segreto “sicura” che la maggioranza si sarebbe “spaccata”, invece ha ottenuto 316 voti, due in piu’, il che significa che e’ stata l’opposizione a “spaccarsi”. Non poteva ricevere schiaffo peggiore. E’ un campanello d’allarme per l’opposizione che si sta “sgretolando” perche’ alcuni loro parlamentari hanno capito che l’antiberlusconismo ha fatto il suo tempo e non paga piu’. Il “processo breve”, in realtà, e’ un primo passo verso la riforma della giustizia. Una prova generale. Il governo sta dimostrando che non si ferma e che non ha paura e non si farà processare in piazza. Sono diciassette anni che l’opposizione, e parte della magistratura, le stanno provando tutte, e continuano a farlo giornalmente, ma non c’e’ niente da fare: non riescono a “cacciare” Berlusconi. Un “aiutino” l’hanno voluto dare anche Pisanu (Pdl) e Veltroni (Pd) con una loro idea “geniale”: propongono di dar vita ad un governo di “decantazione” per approvare le riforme (?!). A questo “fantasioso” governo dovrebbe partecipare chi ha perso le elezione insieme alla maggioranza, pur se sta dimostrando che governa ed ha i numeri per continuare a farlo. Pisanu e Veltroni avessero bisogno di una visita psichiatrica? Ma l’idea migliore l’ha avuta Alberto Asor Rosa ex deputato della sinistra. Negli anni settanta appoggiava le teorie terroristiche di Toni Negri. Questo “paladino” della democrazia il 13 aprile 2011 sul quoti¬diano comunista “Il manifesto” ha scritto: “Ciò cui io penso è una prova di forza che, con l’autorevolezza e le ragioni, scenda dal¬¬l’alto, instaura quello che io defini¬rei un normale “stato di emergenza”, si avvale più che di manifestanti generosi, dei carabinieri e della polizia di Stato, congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari...”. Insomma, un colpo di Stato in piena regola per spazzare via il governo eletto “democraticamente” dagli italiani. Rosa esprime in modo chiaro un “sentimento diffuso” nella sinistra. Con la loro “penosa” macchina da guerra e con questi ispiratori e con questi leader come si può immaginare che la sinistra possa fare qualcosa di buono per il Paese? Pensate poi per un attimo cosa sarebbe successo se, ai tempi del governo Prodi, uomini di centrodestra avessero lanciato appelli simili. La sinistra e’ allo sbando e ha perso la ragione accecata dall’odio per Berlusconi. Che si stesse tramando da mesi qualcosa di grosso, gli italiani ne hanno sentito la “puzza” in più occasioni. Ora nessuno può piu’ far finta di non sapere ciò che si sta complottando contro il Parlamento, per il solo fatto che e’ guidato da una maggioranza che non riescono a “cacciare”. Nessuno piu’ può nascondersi dietro un dito e fingere di non vedere chi ipocritamente sbandiera alla Camera la Costituzione per primo la stava calpestando. Vogliono far passare un governo eletto dal popolo per una dittatura per “delegittimare” Berlusconi. Vogliono dare all’estero un’immagine “fortemente negativa” dell’Italia, in modo da far capire che in Italia c’e’ “pericolo” per la democrazia. Ora che Berlusconi ha deciso di ribattere chiodo su chiodo ai magistrati che lo accusano e di “presentarsi” ai processi, l’opposizione rimane “orfana” di un suo tanto caro slogan: “fatti processare”. Vorrebbe vedere Berlusconi “tremante” avanti ai giudici a chiedere scusa e perdono. Dopo tanti anni ancora non hanno capito che Silvio non e’ uomo che si fa intimorire, e’ uno strenuo combattente che piu’ l’attaccano e piu’ si carica. I magistrati sono abituati a “schiacciare” gli imputati e sono rimasti sconcertati ed irritati nel vedere che, prima e dopo le udienze, Berlusconi e’ stato applaudito a gran voce dai suoi sostenitori. Sta accadendo quello che non immaginavano: i processi sta “esaltando” il premier che potrebbe diventare una vittima della “malagiustizia”. Le cose si stanno mettendo male per certi magistrati ed una loro eventuale sconfitta avrebbe risonanza mondiale. Tutto il fango che e’ stato riversato in tutto il mondo addosso a Berlusconi si rovescerebbe sopra di loro. Chi rimborserà le decine di milioni spesi per cercare di trovare qualche colpa a carico del premier? Non hanno tutelato la giustizia, si trattava soltanto di “odio politico”. I magistrati dovranno smettere di sostituirsi al Parlamento che emana le leggi e loro le cancellano. Un esempio per tutti. Il capo della procura di Milano, Bruti Liberati, ha inviato una circolare che vieta l’arresto dei clandestini. Il Parlamento ha approvato una legge che dispone l’arresto per gli stranieri espulsi, per Bruti Liberati “Valgono le indicazioni dell’Unione Europea, non le leggi italiane”. La “strafottenza” della magistratura ha avuto inizio quando nel 1993 il Parlamento ha modificato l’art. 68 della Costituzione eliminando, di fatto, la separazione dei poteri. L’esecutivo e il legislativo sono rimasti in “balia” di molti magistrati che non hanno applicato le leggi “sgradite” alla sinistra ed hanno violentemente “osteggiato” qualunque riforma che li riguardasse. La Corte Costituzionale ha bocciato qualsiasi “scudo” che potesse “sospendere” i processi di Berlusconi per riprenderli a fine mandato. Dopo diciassette anni, nonostante le centinaia di visite della Guardia di Finanza alla ricerca di reati, malgrado i 31 processi e migliaia di udienze, Berlusconi e’ ancora “incensurato”. Ed ecco che la Procura della Repubblica di Milano si “inventa” un reato molto “infamante” per “liberarsi” di Berlusconi: “favoreggiamento della prostituzione minorile e reato di concussione”. Ma nessuno si e’ costituito parte civile come parte lesa contro Berlusconi, mentre c’e’ chi pensa di farlo contro la magistratura. Il premier si e’ sentito oggetto di un attacco intollerabile da parte di “certa magistratura” e ha accettato la sfida. Il suo atteggiamento e’ diventato estremamente “aggressivo” nei confronti dei magistrati. La sua “virulenza” verbale si spiega con la certezza della propria innocenza, ma anche perche’ ha capito che e’ arrivato il momento dello “scontro” finale. L’Italia e’ costretta ad assistere ad uno scontro istituzionale ai limiti della guerra civile, la quale, pero,’ non e’ stata iniziata da Berlusconi. Considerato che in questi 17 anni hanno fatto di tutto per impedirgli di governare e la storia si ripeterebbe se fosse rieletto premier nel 2013 (o autunno 2011 oppure primavera 2012?), Berlusconi, come d’altra parte lui stesso va da tempo dicendo, farebbe bene a rinunciare a ricandidarsi, rimanendo, comunque, alla testa del proprio partito il che significherebbe mantenere intatto lo stesso potere di prima. Facendosi da parte, potrebbe poi “divertirsi” a vedere com’e’ l’Italia ed il mondo senza di lui. E’ stato messo sulla “graticola” per circa vent’anni dai suoi alleati e dai suoi avversati e, finalmente, potrebbe vederli all’opera. Berlusconi e’ una persona straordinariamente intelligente che non si farà sfuggire questa “ghiotta” opportunità’. Ma volete scommettere che se, alle prossime elezioni politiche, il nuovo premier sarà del Pdl la magistratura, per metterlo sotto inchiesta, s’inventerà’ un altro “bunga bunga”? Buona Pasqua a tutti.

venerdì 15 aprile 2011

I "giovani" del dopo guerra ed i "giovani" di oggi.

“Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta” e’ stato lo slogan della manifestazione di sabato 9 aprile in Italia dei giovani “trentenni”. Quando avevamo la loro età “ il nostro tempo” era assai molto piu’ problematico del loro eppure ce la siamo “cavata”, come? “Arrangiandoci” e con tanto “ottimismo” nessuno sapeva cosa fosse la depressione. Fu dura la vita di noi giovani dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un Paese distrutto ed un futuro che sembrava senza “avvenire”. A nessuno veniva in mente di fare marce di protesta. Protestare contro chi? Lo Stato era in bancarotta e l’economia inesistente, cosi’, senza recriminazioni e “piagnistei”, ci siamo buttati con “entusiasmo” e grande “ottimismo” ad inventarci e ad intraprendere mille mestieri, mille attività tutte finanziate dalle “cambiali” che altro non erano il credito tra privati. Le “cambiali” si acquistavano dal tabaccaio ed erano stampate dallo Stato che ci guadagnava un tanto per mille. Le fabbriche vendevano i loro prodotti ai distributori che pagavano con “cambiali” con scadenze variabili dai 90/120 giorni, o anche piu’, dalla data dell’acquisto. A loro volta i negozianti vendevano ai clienti finali che, anch’essi, pagavano con “cambiali”. Chi godeva della stima della banca poteva cederle quelle in suo possesso per “scontarle”, pagava una “salata” commissione per trasformarle in “contanti” (cash). Lascio all’immaginazione del lettore quale tragicomica commedia capitava se alla scadenza qualcuno non pagava la “cambiale”. Ma senza le “indispensabili” cambiali l’economia italiana non sarebbe mai ripartita. Le banche, ovviamente, non concedevano “credito” ai “nullatenenti”, ma anche perche’, a quell’epoca, le loro casse erano quasi vuote poi, pian piano, hanno cominciato a riempirsi con le rimesse degli oltre sette milioni d’italiani che, nel frattempo, erano emigrati. Non amo citarmi, lo faccio per dare una testimonianza di un “giovane” di allora. Non essendo “figlio di papà” per sposarmi (a 23 anni) mi sono indebitato sino al collo e a trent’anni (1969) avevo già quattro figli. Incoscienza o coraggio? Giudicate voi. Noi giovani di allora, pur se diplomati o laureati, eravamo quasi tutti “sul lastrico” e “poveri in canna” al contrario della stragrande maggioranza dei giovani di oggi che economicamente non se la passano male, eppure siamo riusciti a realizzare, con molti anni di anticipo, ciò che consigliò tanti anni dopo John Kennedy: “Non chiedere al tuo Paese cosa può fare per te, chiediti cosa tu puoi fare per lui”. E noi lo abbiamo fatto creando il famoso “miracolo economico” di cui orgogliosamente ne andiamo fieri. “Adesso e’ il tempo” dei giovani di oggi di fare un altro miracolo economico. Si diano da fare: “la vita non aspetta!”. Da quando esiste il mondo “l’entusiasmo” e “l’irruenza” dei giovani, diciamo pure “l’incoscienza”, ha sempre prevalso sul senso di riflessione e di misura dei vecchi che e’ pur indispensabile per garantire la stabilità e la sicurezza della società. I giovani hanno “l’energia” per “spingere” avanti il mondo, energia che gli anziani non hanno più, ma, dalla loro parte, hanno “l’esperienza” e la “conoscenza” che i giovani ancora non hanno. E’ sempre stato, e sempre sarà, che le giovani generazioni debbono lottare contro tanti fattori che rendono sempre più difficili le loro condizioni. La difficoltà di trovare un posto di lavoro, e quindi un reddito che li renda autosufficienti, porta i giovani a sentirsi frustrati ed umilianti. E’ sempre esistita la carenza di alloggi e il loro costo e’ sempre stato elevato sia per acquistarli che per affittarli ma, chissà perche’, ai “nostri tempi”, non era motivo per rimanere nella casa paterna. Ai giovani di oggi tutte queste difficoltà, “sempre esistite”, invece di “stimolarli” li “deprimono”. Sarà perche’ sono stati allevati nel “benessere” e non sempre i genitori sono stati presenti per trasmettere quei “valori veri” fondamentali per l’esistenza umana. Sino a qualche decennio fa gli ideali comuni, tra le vecchie e nuove generazioni, erano gli stessi: la famiglia, la Patria e la religione ed i modelli di comportamento erano l’onesta’, la giustizia, il sacrificio, il dovere e la solidarietà, quella “vera”. Ora molti genitori pensano alla “carriera”, al “successo” personale e non amano “scocciature” come quelle di avere un figlio. Mettere al mondo un figlio e’ un attimo, ma crescerlo, accudirlo costa “sacrificio” e “sofferenza” e non molti sono disposti a spendere tempo e sudore per “educare” in modo adeguato un figlio. Di conseguenza i figli crescono da soli con amicizie talvolta sbagliate e “falsi valori”. Sono abituati ad essere viziati dai genitori che non si sanno far rispettare e non dicono mai di “NO”. I giovani, sapendo che possono avere tutto quello che vogliono, non versano nemmeno una goccia di sudore per raggiungere un obiettivo e questo li rende sempre “insoddisfatti” della propria vita. Non riescono ad apprezzare nessuna cosa che hanno perche’ “non se la sono sudata”. Negli anni 60 era il contrario, il solo avere una “bicicletta” comprata con i soldi guadagnati con il proprio sudore equivaleva ad una vincita alla lotteria. I genitori sapevano trasmettere i valori veri della vita e si sapevano far rispettare anche con la “cintura”, se necessario. Con le “sberle” e le “cinturate” e’ cresciuta una generazione che ha capito quali erano i “valori” e i veri “ideali” della vita. Se la società attuale e’ sprofondata nel “caos” e’ perche’ predomina “l’egocentrismo” e “l’egoismo”, la “contraddizione” e “l’incoerenza”. I giovani di oggi, molto piu’ evoluti, e per certi aspetti anche piu’ maturi dei giovani di un tempo, paradossalmente si comportano come i “bambini” che vengono lasciati per la prima volta all’asilo: hanno paura di separarsi dalla mamma e “piangono” disperatamente. Bisogna ammettere che la crisi dei valori e degli ideali oggi determina “smarrimento” e senso di “solitudine” nelle nuove generazioni. E’ vero che tanti ideali nel passato sono stati causa di immani disastri, basti pensare quanti guai ha procurato l’esasperato nazionalismo del “ventennio”, ma il non aver alcun punto di riferimento valido porta, inevitabilmente, le giovani generazioni ad una crisi d’identità. Tutto questo “destabilizza” la realtà dei giovani che si affacciano fiduciosi nella società. Ma che opinione dovrebbero avere di questa società quando con una “mazzetta” o una “raccomandazione” si risolve tutto o quasi? Una società dove proprio le istituzioni sono corrotte? Come possono avere fiducia di una società che nel terzo millennio non e’ ancora riuscita a risolvere il problema gravissimo della droga? Sappiamo benissimo il perche’: la droga frutta miliardi di dollari e sono in molti a trarne benefici finanziari. Tutti predicano bene, tutti vogliono il bene dei “giovani” e della famiglia.… ma poi? La verità e’ che molti di questi “predicatori”, sono solo interessati al potere e non sanno risolvere concretamente i problemi della società e quelli che ci hanno provato sappiamo che fine hanno fatto o che vogliono fargli fare. Credere in qualcosa vuol dire avere un “fine” un “obbiettivo” per il quale lottare e “sacrificarsi” per raggiungerlo, ma quando tutto può essere conquistato “esclusivamente” col denaro ecco che il denaro diventa l’unico “Dio” che gli uomini adorano. La mancanza di punti di riferimento, di solidi valori ideali e il “consumismo”, come unico modello sociale, sono le vere cause della “delusione” e della “apatia” dei giovani. Ed ecco che si rifugiano nell’illusoria felicità di una dose di eroina, o di uno “spinello”, rimanendone cosi’ schiavi. Ma quante altre cose sono anch’esse delle “droghe” dei “feticci” che “illusoriamente” creano la felicità dei giovani, ma anche dei meno giovani? “Magari potessi avere la moto Ducati”, “Magari potessi avere la macchina sportiva” e che dire della “mania” dei “telefonini”, ci sono persone che li cambiano ogni due mesi e ne hanno piu’ di uno. Anche questa e’ “droga” che fa perdere il senso delle cose e rende schiavi dei “feticci” creati dal “consumismo”. Soltanto prendendo coscienza di tutto questo i “giovani” ritroveranno la vera dimensione umana per non essere piu’ degli “schiavi sfruttati”. E’ l’unica strada da seguire perche’ come diceva Tolstoj: “Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa di cambiare se stesso”. In situazioni estreme d’emergenza, bisogna occuparsi delle questioni “prioritarie” tralasciando tutte quelle di “secondaria” importanza. Se vogliono uscire dalla “depressione” ed aver successo, i giovani abbandonino i “feticci” che li rendono schiavi e prosciugano le loro scarse risorse finanziarie. “Riscoprano” i “veri valori” della vita e siano “ottimisti”. Non credano a chi gli dice che non possono realizzare i loro sogni. L’ottimista vede sempre il lato positivo delle cose, ha un atteggiamento pratico per raggiungere l’obbiettivo che si e’ prefissato ed e’ consapevole che nella vita niente e’ facile, ma nulla e’ impossibile.

Processo breve non incidera' sui procedimenti per il disatro di Viareggio, il terremoto dell'Aquila e per il crak Parmalat.

Nonostante le terroristiche affermazioni di alcuni esponenti dell’opposizione, le nuove norme sul processo breve e sulla prescrizione breve non incideranno sui procedimenti per il disastro di Viareggio, il terremoto dell’Aquila o per il crack Parmalat.

Per il primo i Pm stanno procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno, quindi, in un tempo lontanissimo; se il processo breve verrà approvato la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.

Lo stesso vale per i processi per il terremoto dell’Aquila, dove il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi. E anche su Parmalat non ci sarebbe nulla da temere, visto che per il reato di bancarotta fraudolenta ed aggravata la prescrizione passa dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi.



L'opposizione viene sepolta dalle menzogne spacciate agli italiani sul fatto che una si­mile legge avrebbe azzera­to i processi sul terremoto dell'Aquila piuttosto che quelli sull'incidente ferro­viario di Viareggio, che con la nuova legge potran­no rim­anere aperti rispetti­vamente fino al 2032 e 2044. Se i pm e la sinistra ritengono che non si possa fare in tempo è meglio che i primi cambino lavoro e la seconda non si candidi a governare il Paese, nell'in­teresse di tutti i cittadini. In Italia ogni anno 170mila processi vanno in prescri­z­ione per le lentezze e le in­capacità dei magistrati. È evidente che procure e giu­d­ici devono cambiare mar­cia per perdere il record mondiale della lentezza: ce lo chiede la Corte euro­pea dei diritti umani, lo pretendono le vittime, pre­sunte vittime e imputati che incappano, a torto o ra­gione, nelle maglie dei no­stri tribunali.

venerdì 8 aprile 2011

Gli oppositori del governo Berlusconi preferiscono alimentare la guerriglia e la guerra civile continua fregandosene dei problemi dell'Italia.

Non c’e’ niente da fare. La sinistra e le opposizioni al governo Berlusconi se ne “impippano” della ricorrenza del 150esimo dell’unita’ d’Italia. Se ne “strafregano” del richiamo di Napolitano alla moderazione e di non trasformare la politica in una “guerriglia” in una “guerra civile”. Continuano, imperterriti, con le quasi giornaliere dimostrazioni di piazza“antiberlusconiane”. Dimostrazioni piu’ altro “televisive” e non di massa che vorrebbero dimostrare che gli italiani non ne possono piu’ di Berlusconi. Constatato che non possono sconfiggerlo democraticamente con il voto continuano ad infangarlo anche all’estero. Vogliono preparare l’atmosfera perche’ qualche altro “pazzo” come Tartaglia questa volta faccia sino in fondo il “lavoro”. Organizzano fuori della Camera alcune centinaia di “sfaccendati fanatici”, con tanto di bandiere rosse sventolanti, che gettano monetine al ministro La Russa e “arringati” dal “bocciofilo” Bersani trasformatosi da novello Di Pietro. Poi eccoti il “Democrazia day”, anche qui “soltanto” un centinaio di “nullafacenti” ma che rappresentavano tutta l’opposizione: Pd, Fli, Idv, rifondazione comunista, Sel di Vendola, il popolo viola, l’art 21 ecc. e tutti in coro, inclusi i “finiani”, a cantare “Bella ciao” e ha gridare“Vergogna! Galera!”, “Non scappare fatti processare” e persino “Morte al tiranno”. Come se non bastasse domai sabato 9 aprile andrà in “scena” la manifestazione “Il nostro tempo è adesso” promossa dai “trentenni”. Questa e’ l’armata “Brancaleone” che vorrebbe sostituire Berlusconi? Vano e’ stato il sacrificio di centinaia di migliaia di patrioti che sono morti per unire l’Italia. Sprecate le gesta eroiche di Garibaldi, Cavour, Mazzini e di tanti altri. Per gli oppositori di Berlusconi la cosa piu’ importante e urgente e’ la sua “cacciata”, magari sbatterlo in galera e buttare via la chiave. Mentre il governo e’ oberato da mille “emergenze”, che per risolverle al meglio occorrerebbe una vera’ “unità” di tutte le forze politiche, le opposizioni preferiscono generare caos. Visto che il Pd e le opposizioni in Parlamento non hanno i numeri per bloccare le leggi proposte dal governo, ricorrono alla piazza ed al lancio di monetine. Questa e’ l’opposizione politica “irresponsabile” che c’e’ in Italia che impedirà per sempre la sua “unità”. La sinistra ha sempre predicato bene e razzolato male. Nonostante anche il Presidente della Repubblica si sia appellato affinché ogni regione italiana ospiti una parte di immigrati provenienti dal Nord Africa, a rispondere picche sono soprattutto le regioni rosse, con la scusa che non dispongono delle strutture adeguate. Come se Lampedusa ne disponesse per ospitare le migliaia e migliaia di poveri “cristi” che fuggono dai loro Paesi, dalla miseria e dalla guerra. Guerra che la sinistra appoggia schierandosi con convinzione con la Francia e l’Inghilterra. Sì perche’ loro, che sono “democratici”, combattono i dittatori compreso, ovviamente, Gheddafi. Se bisognasse intervenire contro le dittature, bisognerebbe intervenire contro moltissimi Paesi e sarebbe come dichiarare guerra al mondo. In Libia sta accadendo una guerra civile “anomala”. Al Jazira e’ un’emittente del Qatar (un emirato petrolifero) che sostiene gli insorti e diffonde della guerra notizie “esagerate” e false. Il Qatar insieme alla Francia ha riconosciuto immediatamente gli insorti dichiarandosi “disposto” ad acquistare da loro il petrolio per venderlo sul mercato internazionale, in cambio di “aiuti umanitari”. Leggi: armi. E’ notizia che il Qatar ha a Creta una pattuglia di caccia Mirage (di costruzione francese) per effettuare azioni militari a supporto degli insorti coordinate dai Mirage dell'aeronautica francese. Quale e’ stata la strategia della Francia tramite il Qatar? Appena accertata l’occupazione da parte degli insorti di buona parte dei pozzi di petrolio e di porti per l’esportazione di greggio, il Qatar ha promesso di aiutare gli insorti di esportare per loro conto le 85 mila tonnellate di greggio al giorno (15miliardi di dollari all’anno). Ma non si sa di quale petrolio si tratta e di quali pozzi. Di quelli abbandonati dalle multinazionali appena scoppiata la guerra? Oppure quelli dell’italiana Eni che temporaneamente ha cessato lo sfruttamento impossibilitata di esportare il greggio estratto? E’ stato richiesto dalla Nato il blocco totale alle esportazioni di petrolio libico per tagliare le risorse economiche a Gheddafi. Ora si sa che il divieto viene aggirato tramite il Qatar. L’Onu dovrebbe intervenire immediatamente ordinando che tutti i concessionari con licenza di estrarre il petrolio libico, Eni compresa, vengano autorizzati ad esportare il petrolio da loro estratto. Per non farci “scippare” il petrolio dalla Francia tramite il Qatar, e’ stata “magistrale” la mossa del nostro ministro degli esteri Franco Frattini a riconoscere, quale unico interlocutore legittimo, il CNT (consiglio nazionale di transizione) libico, altrimenti l’Italia oltre al danno avrebbe subito la beffa. Ha fatto poi bene Frattini a prendere le distanze da Gheddafi che o con la diplomazia o con la forza dovrà lasciare il potere. Certo che questa e’ una pessima notizia per la sinistra e le opposizioni. Avrebbero preferito che l’Italia fosse stata fatta dalla Francia e dall’Inghilterra“cornuta e mazziata” per avere altri motivi di chiedere la “cacciata” di Berlusconi. Ma ancora una volta gli e’ andata male. Della sinistra italiana non c’e’ mai da fidarsi. E’ per natura “voltafaccia” ed abile a costruire “falsi” teoremi. Prendiamo il caso dei due “padri” della Patria: Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azelio Ciampi. Sta affiorando la verità quanto fossero corrotti i vertici dello Stato italiano nel 1992 e 1993. Sta anche emergendo come la sinistra fosse occupata a nascondere e a stravolgere la realtà. Tutti ricorderanno che Berlusconi fu accusato dalla sinistra di essere stato in contatto con la mafia per organizzare le stragi che uccisero Falcone e Borsellino. I due magistrati ora sono riconosciuti dalla sinistra dei “galantuomini” mentre, quando erano in vita, li avversavano ferocemente Chi ancora può dare credito a questa sinistra menzognera? Soltanto la stampa che la sostiene e gli inguaribili “creduloni”. Oggi che sta emergendo la verità (anche sui fondi “neri” del Pci ignorati dai giudici di “mani pulite”), auguriamoci che le indagini la riveli sino in fondo ed “ampiamente” perche’ tutti gli italiani debbono conoscerla, ma soprattutto, gli elettori di centrosinistra che dovranno finalmente sapere in che mani vorrebbero mettere il destino dell’Italia. Per avere un’Italia veramente “unita” non basta che ci sia un governo efficiente, occorre anche che l’opposizione sia “responsabile”. Che contrasti sì il governo, ma che collabori e sia anch’essa protagonista nei momenti delle emergenze. Sono anni che nella sinistra, specialmente nel Pd, si parla di “rinnovamento”, ma, sinora, e’ tutto stagnate visto che i leader sono sempre gli stessi degli ultimi vent’anni anche se hanno perso tutte le battaglie e continuano a perderle. Furono in molti a illudersi che fosse in atto il “rinnovamento” quando irruppe sulla scena politica la giovane Debora Serracchiani (classe 1970), ma il suo fu un fuoco di paglia. La Serracchiani divenne famosa per le sue “sparate” contro D’Alema ed i “capoccia” del Pd, ma poi si e’ subito “adeguata” e cosi’, i “dirigenti” del Pd, l’hanno fatta eleggere al Parlamento europeo. Il sistema e’ semplice ed efficace: quando la bocca e’ intenta a mangiare non parla. Probabilmente la vera espressione del rinnovamento e’ il “rottamatore” Matteo Renzi (classe 1975), ma i “leader” del Pd lo vedono come il fumo negli occhi e l’hanno “emarginato”. Serracchiani si e’ “adeguata” e Renzi e’ stato “emarginato”, il rinnovamento può attendere. Ma in questi ultimi giorni e salito alla ribalta Giuseppe Fioroni (classe 1958) che giovane non e’ politicamente ne’ per età. Tuttavia Fioroni pone una domanda interessante: “Possiamo pensare che il domani, dopo Berlusconi, sia rappresentato da un centrosinistra che invece ha le stesse facce di ieri? O non è forse arrivata l'ora anche per noi di avere coraggio? Sappiamo che entro un congruo numero di mesi avremo davanti a noi la sfida più importante: archiviare Berlusconi senza esserne archiviati anche noi”. La realtà e’ che non basta cambiare i vertici, per affrontare con successo il rinnovamento. Prima di tutto il Pd deve far cambiare la mentalità della base, ma fa fatica a capirlo. Non si può continuamente riproporre il vecchio sistema tanto caro alla “vecchia guardia”, occorrerebbe cambiarlo. C’e’ bisogno di gente nuova che evidentemente non c’e’ quando c’e’ o si “adegua”, o si trova a disagio, o tace, o se ne va, o viene “emarginata”. Ma in realtà i “giovani” sono molto piu’ antiberlusconiani (a parte Matteo Renzi) dei “vecchi” e l’attuale classe dirigente del Pd non crede che sia necessario il rinnovamento ed i “giovani” da soli non vanno da nessuna parte. La verità e’ che il Pd e’ morto e putrefatto da tempo e, a parte un miracolo, non potrà mai risuscitare. La sua “decomposizione” servirà da “humus” per far nascere un vero Partito Democratico magari guidato da Matteo Renzi?

venerdì 1 aprile 2011

L'energia nucleare e' l'attivita' unama meno rischiosa.

Il dibattito sulle centrali atomiche in questi giorni si fa sempre piu’ acceso in Italia nell’avvicinarsi del referendum sul nucleare che capita a ridosso dei fatti giapponesi. In Italia non c’e’ nessuna centrale nucleare, quindi, si vorrebbe impedire la costruzione di centrali che useranno principi di funzionamento totalmente differenti da quelli usati nelle vecchie centrali di prima e seconda generazione. Nelle vecchie centrali (come quella di Fukushima e Cernobyl) una volta iniziata la reazione nucleare l’uomo cerca di tenerla sotto controllo, e se non ci riesce può accadere la catastrofe come sta avvenendo in questi giorni in Giappone. Nelle centrali di ultima generazione questo non potrà piu’ accadere. Se l’operatore o i sistemi di raffreddamento funzionano, allora avviene la reazione nucleare. Se ci fosse un qualsiasi mal funzionamento o mancato controllo umano, il rettore si spegne. Anche lo smaltimento delle scorie nucleari di tutto il mondo e’ in via di risoluzione seppellendole in speciali siti in Svezia e Finlandia. Sono 195 le centrali nucleari in Europa, 440 nel mondo. La Francia ne ha 59, seconda dietro gli USA che ne hanno 104. Dal nucleare la Francia ricava il 76% del suo fabbisogno energetico che esporta anche in Italia. Le industrie francesi pagano l’energia il 50% in meno di quelle italiane. Ecco perche’ l’Italia deve affrancarsi dal petrolio visto che le fonti rinnovabili (pur ricoprendo tutta l’Italia di pannelli e impiantando decine di migliaia di pale eoliche - affari per lo piu’ controllati dalla “mafia”) riusciranno al massimo a coprire il 10/15% del fabbisogno e, oltre a distruggere il paesaggio (il turismo e’ la nostra maggiore industria), le pale eoliche produrranno un forte inquinamento acustico. I giapponesi entrarono in guerra il 7 dicembre 1941 perche’ le loro scorte di petrolio stavano per esaurirsi. Si arresero dopo le bombe atomiche americane. Nonostante ciò si dotarono immediatamente di centrali nucleari (55) per evitare di dover fare un’altra guerra per l’approvvigionamento energetico. Tutti sappiamo quale sviluppo industriale ha poi avuto il Giappone. I peggiori disastri ambientali del globo sono venuti dal petrolio: la recente mare nera del golfo del Messico; 2002 le isole Galapagos; 1972 il disastro nel golfo di Oman; 1967 le coste della Cornovaglia e molti altri. Pensate che il 20% dell’inquinamento totale marino proviene da acque contaminate utilizzate per il lavaggio delle cisterne delle petroliere. Le “polveri sottili” dell’inquinamento urbano ammazzano 2.4 milioni di persone ogni anno. E il buco dell’ozono? E le centrali a carbone, le miniere, le lavorazioni industriali ed agricole, la produzione di cemento di ferro e acciaio? L’automobile sinora ha causato oltre 50milioni di morti e circa 200milioni d’invalidi, neppure tutte le guerre hanno prodotto questa immensa carneficina. Il fumo uccise sei volte di piu’ dell’automobile, l’alcool piu’ del fumo. Molti sono anche i morti per incidenti ferroviari ed aerei. Negli incidenti domestici perdono la vita centinaia di migliaia di persone. Cosa dire poi dell’inquinamento da “farmaci” che rendono i batteri immuni agli antibiotici? Questi dati “terrificanti” non mettono paura, ma l’ “invisibile” ed “improbabile” pericolo atomico sì. L'energia nucleare e’ l’attività’ umana meno rischiosa, lo dice il rapporto “Comparing Nuclear Accident Risks with Those from Other Energy Sources” realizzato in base ai dati del centro di ricerca svizzero “Paul Scherrer Institut” e pubblicato dalla “Nuclear Energy Agency” (NEA), l’agenzia nucleare dell’OCSE (organizzazione economica dei Paesi industrializzati). Il rapporto prende in considerazione le principali fonti di energia: carbone, petrolio, gas naturale, GPL, idroelettrico e nucleare. Dal 1952 ad oggi, da Cernobyl a Fukushima, i morti per l’energia nucleare sono stati 63 contro i 73 dell’energia eolica. Il numero totale di morti per incidenti e’ di 20.276 nell'industria del carbone, 20.018 in quella del petrolio, 59.936 nell'idroelettrico. La paura verso il nucleare e’ usata dai media “finanziati” dai petrolieri. Considerando anche le conseguenze future, il rapporto osserva che il numero di vittime di Cernobyl continuerà ad aumentare nei prossimi 70 anni. La cifra totale sarà compresa fra 9000 e 33000. Anche nella peggiore delle ipotesi questi numeri sono quasi uguali ad un singolo incidente nell'industria idroelettrica: quello della diga di Banqiao, che provocò quasi 30000 morti in Cina nel 1975. La gente dimentica che l’incidente della centrale di Fukushima e’ avvenuto in Giappone dove ci sono 55 centrali nucleari di prima generazione (vecchie di 40 anni) colpito da un terremoto distruttivo e devastato da un maremoto di proporzioni inimmaginabili. Le radiazioni produrranno danni circoscritti, ma mai ci sarà alcun “olocausto nucleare mondiale”, come ogni giorno paventano i media generosamente finanziati dai petrolieri.

Libia: una guerra "anomala" ma non tanto

Il motivo ufficiale e’ quello che in Libia trionfi la democrazia. Ed ecco che gli Usa, la Francia e l’Inghilterra si sono mosse con “sollecitudine” per raggiungere questo obbiettivo. “Cca’ nisciuno e’ fesso!”. I motivi reali e’ la lotta per il controllo delle materie prime. Tutte le guerre si sono sempre fatte, si fanno e si faranno “esclusivamente” per “interessi” e mai per la democrazia, questo ce l’ha insegnato la storia millenaria dell’uomo. Gli Usa si sono mantenuti defilati sin dall’inizio ed ora si sentono “sollevati” dopo che il comando e’ passato alla NATO. La Francia e l’Inghilterra, invece, hanno colto al volo l’occasione per lanciare un’avventurosa guerra personale al Colonnello, per diventare le potenze egemoni del Mediterraneo a spese di tutti gli altri paesi europei, Italia in testa. Gheddafi aveva due maggiori clienti “privilegiati” per sfruttare il petrolio: l’Italia, col 25%, e Cina, con l'11% e accordi per nuove esplorazioni. I francesi e gli inglesi vogliono sostituirsi all’Italia per fare affari con la Libia dopo aver cacciato il dittatore. Francia ed Inghilterra sanno che i paesi africani (Libia inclusa) trattano volentieri con l’Italia che non e’ guerrafondaia e colonialista al contrario di loro e, quindi, quando sarà finita questa “anomala” guerra l’Italia rimarrà il piu’ importante interlocutore della “nuova” Libia senza Gheddafi e dei paesi africani. Il nostro Paese e’ stato costretto ad intervenire per non lasciare carta libera ai guerrafondai e ai colonialisti, ma saprà venirne fuori con orgoglio con grande disappunto della sinistra italiana che preferirebbe vedere il governo Berlusconi umiliato, alla faccia dell’ “unità” d’Italia! Non e’ stato provato che in Libia gli insorti siano la maggioranza. Probabilmente lo sono in Cirenaica che e’ sempre stata vicina al fanatismo islamico. La Cirenaica confina con l’Egitto e non e’ un caso che li stanno prendendo il potere i “Fratelli mussulmani”. Dalla Libia arrivano immagini e notizie confuse e contraddittorie e si capisce ben poco di quello che effettivamente sta succedendo. Si parlò di un’enorme fossa comune per seppellire 10mila cittadini uccisi (?!) dall’aviazione di Gheddafi. Le foto mostravano una spianata con molte buche ordinatamente scavate e sulle bare si notava una targhetta, ma che razza di fossa comune era quella? Siamo di fronte ad una guerra “anomala” che per giustificarla girano notizie che non hanno alcun fondamento, servono soltanto a generare consenso nell’opinione pubblica mondiale per giustificare l’intervento militare. Gheddafi minaccia gli “invasori” e giura che sterminerà tutti gli insorti e la popolazione civile che li appoggerà. Ordina il cessate il fuco, ma si dice che mai sia stato eseguito. Quanto sono vere queste notizie e perche’ vengono diffuse? Se si tratta di una guerra civile, l’Onu non sarebbe dovuto intervenire. Si dice che l’abbia fatto perche’ Gheddafi ha usato l’aviazione contro il suo popolo e cosi’ ha deciso di intervenire con la no-fly zone, per impedire agli aerei di Gheddafi di decollare e sparare sui ribelli. E invece gli aerei francesi e inglesi martellano mezzi corazzati libici al suolo e ogni genere di installazione, e’ evidente che si e’ andati oltre la no-fly zone. Anche il piu’ imbecille lo capisce. Perche’ allora non si interviene in Siria, dove attualmente si sta uccidendo i rivoltosi? E’ accaduto la stessa cosa nei giorni scorsi nell’Yemen e perfino nell’Egitto del dopo Mubarak. La Cina ha represso la rivolta degli studenti con il massacro di Tien an Men (1989), perche’ l’Onu non le ha fatto la guerra? L’Italia e’ caduta in un tranello. Questa guerra e’ stata voluta dalla Francia e dall’Inghilterra per ragioni che nulla hanno a che vedere con le finalità umanitarie e democratiche. Per l'Italia, prima si chiude meglio è per mettere un freno alla Francia e alla Gran Bretagna. Governo ed opposizione dovrebbero essere “uniti” per difendere i rapporti con i paesi africani allacciati da anni dal marchigiano Enrico Mattei fondatore (1953) dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e portati avanti da tutti i governi che si sono succeduti. Se l’Italia perdesse quelle risorse naturali, svanirebbe di colpo il benessere di cui gode da anni. Ma per l’opposizione e’ piu’ importante il caso Ruby che rappresenta una buona occasione per “cacciare” Berlusconi.

giovedì 24 marzo 2011

L'Italia sara' unita quando la sinistra non sara' piu' ipocrita, fanatica, invidiosa e non odiera' piu' gli avversari politici.


Il Globo & La FiammaAustralia

25 marzo 2011

Il 150esimo e’ stato festeggiato con entusiasmo da tutte le parti politiche. E’ stata una grande soddisfazione vedere tutti, anche esponenti della sinistra, parlare di “Patria” e sventolare il “Tricolore” che per anni avevano “boicottato”. Non c’e’ che da rallegrarsi se i “figlioli prodighi” siano ritornati a casa. Ma “il lupo perde il pelo e non il vizio” ed ha iniziato ad occuparla tutta e cercherà di “buttare” fuori chi sempre vi ha abitato. Erano i figli che hanno sempre parlato di “Patria” e sventolato il “Tricolore” ed erano derisi ed “insultati” da quelli che parlavano solo e sempre di “resistenza” e di “antifascismo”, ma mai di “Patria”. I “figlioli prodighi” non sventolavano le bandiere “Tricolori” simbolo dell’Italia, ma quelle “rosse” con falce e martello. Non cantavano “Il Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli, inno nazionale italiano, ma “Bella ciao”. Non si può essere “patrioti” per “convenienza” continuando a mantenere le idee di sempre: e’ “ipocrisia”. Nonostante l’invito del Presidente della Repubblica, di dimostrare “Unità”, almeno nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia, non sarà sfuggito a nessuno le contestazioni al Ministro della Difesa La Russa, al Sindaco di Roma Alemanno, al Governatore del Piemonte Cota e al Primo Ministro Berlusconi al Gianicolo: tutti “colpevoli” di non essere di “sinistra”. E le contestazioni sono continuate nei giorni successivi. Fischi a Milano per gli esponenti della Lega e per la Moratti. Di nuovo contestazione a Berlusconi, con attacco alla polizia, a Torino dei soliti “trecento” che lo seguono in tutta Italia per organizzare “gazzarre” che vengono riprese da giornali e televisione per far credere (anche in tutto il mondo) che ormai “tutta” l’Italia non lo “sopporta” piu’. Gli “squadristi” di sinistra sono squallide persone. Invece di continuare a creare “disunione” dovrebbero spendere le loro energie per aiutare chi soffre, negli ospedali, nelle case di riposo degli anziani (che muoiono senza il conforto di un sorriso), nelle mense dei poveri e degli immigrati. No, loro preferiscono impegnarsi nella“strategia della tensione” come negli anni bui del terrorismo. Forse stanno cercando di eccitare la mente di qualche altro squilibrato? Come quel Massimo Tartaglia che, il 13 dicembre 2009, scagliò in faccia a Berlusconi una riproduzione del Duomo di Milano del peso di circa mezzo chilo che, se l’avesse colpito all’occhio, l’avrebbe potuto uccidere? Il 17 marzo sarebbe dovuto essere un giorno dell’ Unità e di gioia di tutti gli italiani di qualunque fede politica, ma “gruppuscoli” di fanatici esaltati hanno “rovinato” la festa “umiliando” milioni d’italiani in Italia ed nel mondo. La ragione? L’odio, l’invidia, il fanatismo e tanta ipocrisia che “nutre” la sinistra che giudica “nemici” da distruggere (anche fisicamente) i loro avversari politici. Primo Levi diceva che: “La ragione deve controllare l’odio”. Il pensiero di Martin Luther King era che: “Con la violenza puoi uccidere colui che odi, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro”. Bertrand Russell sosteneva che:“L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente”. La definizione psicologica del fanatismo: “l’adesione incondizionata a un’idea, una fede, una teoria, una dottrina, che comporta l’intolleranza piu’ assoluta dell’opinione altrui”. L’ipocrisia e’: “simulazione, inganno: manifestare il contrario di quello che realmente si pensa”. Da anni nelle scuole si legge esclusivamente “La Repubblica”. La maggior parte degli insegnanti sono ex “sessantottini”. La Tv e la maggior parte dei media sono di sinistra. Tutti insieme usano il sistema sovietico/comunista d’indottrinare il popolo fin da bambini. Presentano una “falsa” storia d’Italia ed insegnano ad “odiare” l’avversario politico con il piu’ estremo “fanatismo”. Una cosa e’ certa: se il presente alle volte non e’ all’altezza del glorioso passato dell’Italia, bisogna pensare “tutti insieme” al suo futuro dimostrando vera “Unità”. La sinistra, invece, preferisce dividere perche’ malata “gravemente” di ipocrisia, fanatismo, odio e ed invidia che manifesta in tutte le occasioni. Nonostante quello che accade in Giappone, in Libia ed i festeggiamenti del centocinquantesimo dell’Unita’ d’Italia, i “soliti” giornali, La Repubblica, Il Fatto, L’Unita’ e molti “blog” cosiddetti “liberi”, giornalmente continuano a pubblicare la loro pagina di “sputtanamento” di Berlusconi e, di conseguenza, dell’Italia, raccontando “particolari” ed “aneddoti” insignificanti, ma utili per continuare ad alimentare “odio” nelle menti malate dei “fanatici”. E poi ci si lamenta se all’estero hanno “snobbato” la nostra importante celebrazione dell’Unita’ d’Italia quando, “concretamente”, e’ stato dimostrato che non siamo affatto “uniti”. Per fortuna la stragrande maggioranza degli italiani, compresi gli studenti, non sono di sinistra. E’ che la sinistra sa usare meglio le loro “masse” e certi strumenti di comunicazione. Manda in piazza a “contestare” gruppuscoli di “fanatici” e sembra che a contestare siano “tutti” i partecipanti alle manifestazioni. Ma anche la Lega ha voluto metterci del suo “boicottando” in parte i festeggiamenti dell’Unita’ d’Italia, e la sinistra non ha perso tempo per “denunciare” il loro scorretto comportamento. La sinistra si erge sempre a “giudice supremo” quando sino a ieri “ignorava” la “Bandiera” e il “Canto degli Italiani” e bollava da “fascista” chi sventolava il “Tricolore” e cantava l’inno nazionale. I sostenitori della sinistra agiscono a “comando” non avendo un pensiero individuale. Contrordine compagni! Ora si sbandiera il “Tricolore” e si canta l’inno nazionale. Per il momento, sino a nuovo ordine, riponete le bandiere rosse e sospendete di cantare “Bella ciao”. E per la guerra di Libia? Non piu’ cortei di “pacifisti”, degli “arcobaleno” e del “popolo viola” contro gli odiati USA bruciando la loro bandiera. Il capo dello Stato ha detto che e’ “giusto e buono intervenire” per “liberare” i libici e tutti coloro che “anelano” alla libertà. Giorgio Napolitano vuole forse rimediare ai suoi errori di gioventù quando (nel 1956, 31enne) approvò l’invasione sovietica dell’Ungheria per impedirgli di conquistare la libertà? Rifece lo stesso errore dodici anni dopo (1968) quando i carri armati sovietici soffocarono la “Primavera di Praga”. Il 16 gennaio 1969 lo studente Jan Palach si diede fuoco in Piazza Venceslao per protestare contro l’occupazione sovietica. Palach morì tre giorni dopo a causa delle gravi ustioni riportate. Ora, nel 2011, la sinistra italiana si e’ subito “schierata” per l’intervento in Libia e continua a farlo con i quasi giornalieri interventi di Napolitano. L’obbiettivo della sinistra resta quello di sempre: creare difficoltà al governo e approfittare, anche di questa occasione, per far “cadere” Berlusconi. Al diavolo, se per ottenere questo, si deve appoggiare la guerra in Libia e far morire sotto le bombe americane, francesi e inglesi migliaia di civili, l’importante e’ “cacciare” il “diavolo”. Purtroppo, per la sua collocazione geografica, l’Italia e’ stata “costretta” ad intervenire, ma Berlusconi ha detto chiaramente: “La posizione italiana è chiara: non saranno valicati i confini fissati dalle Nazioni Unite. Le nostre forze armate si limiteranno al pattugliamento della no fly zone, all’embargo e alla protezione dei civili”. Quindi “tassativamente” sono esclusi bombardamenti sulla Libia. Sapete qual’e’ la differenza tra la guerra in Iraq e quella di Libia? Non ha importanza se ci sia o no il mandato Onu: Saddam Hussein non era amico di Berlusconi, Gheddafi sì. I buoni rapporti del premier con il leader libico sono stati “sbeffeggiati” dalla sinistra. Il “baciamano” famoso e’ stato preso per un gesto di “sottomissione” dell’Italia alla Libia, mentre non si trattava altro che di un gesto “protocollare” in uso nei Paesi arabi. Ma ogni occasione e’ buona per gli antiberlusconiani. Una volta scoppiata la rivolta, la sinistra, soprattutto il Pd, ha capito che gli si stava presentando un’altra ottima opportunita’ per cancellare tutto quello che Berlusconi era riuscito a concludere di buono con Gheddafi. Chi se né “frega” dei contratti (di 30miliardi di euro) a favore di molte aziende italiane che avrebbero dato lavoro a tanti nostri connazionali. Di sicuro Berlusconi, come premier e come imprenditore, e’ stato “riluttante” ad intervenire pensando agli importanti trattati firmati con la Libia, al petrolio ed al gas che fornisce all’Italia. Cosi’ la sinistra, di solito schierata a favore del “pacifismo” e sempre contro i “guerrafondai” Usa, ha cominciato a criticare aspramente il governo per la sua “lentezza” nel decidere elogiando la Francia, l’Inghilterra e gli Usa come nazioni assai piu’ “sensibili” dell’Italia in soccorso del popolo libico. Una cosa e’ certa. Comunque finirà la vicenda in Libia, chiunque sarà il vincitore l’Italia subirà le conseguenze peggiori e la sinistra ne sarà “strafelice” per mettere in croce Berlusconi. Sino a quando negli “antiberlusconiani” albergherà l’ipocrisia, l’odio, l’invidia ed il fanatismo l’Italia non potrà mai essere unita.