La mafia uccide solo d’estate è un fortunato film realizzato da Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif. Il caldo alle porte, l’afa e l’umidità di un solleone che colpisce tutta la penisola. Matteo Salvini è a Roma. Sul sito dell’Ansa si legge: “Sono onorato di essere qui, felice di essere in compagnia del presidente della Regione, che ci siano i comitati dei cittadini che finalmente non hanno più paura di farsi vedere. E’ l’inizio di un percorso da ministro. Conto di aiutare l’agenzia per i beni confiscati e sequestrati aggiungendo personale e soldi”. Il contesto è quello della confisca della villa dei Casamonica alla Romanina, in piena Capitale. “Questo posto è un simbolo lo abbiamo scelto in maniera totalmente slegata dalle minacce o pseudo minacce di qualche Casamonica nei miei confronti che non mi fanno ne’ caldo ne’ freddo”. Un altro colpo indirizzato al centro dell’obbiettivo. Un altro colpo mandato a segno. Il Ministro dell’Interno ha pugno di ferro e cuore di velluto. Ed il primo è tutto quello che serve per contrastare Ndrangheta, la Camorra, la mafia, la criminalità nigeriana, la criminalità albanese la criminalità cinese e la sacra corona unita tutti tipi di mafie che devono essere contrastate costantemente con coraggio e senza pietà.
“Mi sento molto meglio se chi puzza di mafia sta lontano da me. E i voti dei mafiosi mi fanno schifo”. Questo è leitmotiv del numero uno in casa Lega. In quest’ottica si staglia la polemica, fuffa, tra Salvini e lo scrittore Roberto Saviano. Scorta o non scorta? La battuta più folgorante, davanti a questo teatrino ignobile, l’ha prodotta l’intellettuale Adriano Scianca: “Assurdo togliere la scorta all’autore di Gomorra. Togliamola semmai a Saviano”. L’idea che il vice-Premier avesse, come la stampa sta cercando di far passare, “imbruttito” lo scrittore campano è di cattivo gusto. Basta ascoltare le dichiarazioni del segretario della Lega per accorgersi che non esiste nessun clima d’odio, anzi che quest’ultimo è stato creato artificiosamente. “Valuteranno gli organi preposti”. “Gli italiani voglio sapere come vengono spesi i loro soldi, mi sembra che lui stia spesso all’estero. “Questo è l’ultimo dei miei problemi”. Ecco perché la vera intimidazione è stata fatta da Saviano che ha definito, dal suo attico di New York, Salvini il ministro della malvita facendo il a Gaetano Salvemini. Diatribe sul nulla, quando l’Italia brucia sotto il sole di giugno e la mafia sguazza ancora.
Basta affacciarsi sui profili social del Ministro dell’interno per leggere: “Villone sequestrato ormai 4 anni fa a Roma al clan dei Casamonica (quelli che mi hanno invitato a ‘rigare dritto’…) che oggi visiterò e farò di tutto per restituire ai cittadini il prima possibile. Il mio impegno a fare la guerra a tutte le mafie sarà totale, per riconsegnare alla legalità i circa 15mila beni sequestrati tra i quali immobili, aziende, ristoranti, auto, negozi e molto altro. #lamafiamifaschifo “. Oppure un attacco ai suoi “nemici” che da tutta Europa vogliono impedirgli di operare a mani libere: “Gli insulti dei chiacchieroni Macron e Saviano non mi toccano, anzi mi fanno forza. Mentre loro parlano, io oggi sto lavorando per bloccare il traffico di immigrati clandestini nel Mediterraneo e per restituire agli italiani le numerose ville sequestrate ai mafiosi. C’è chi parla, c’è chi fa. Bacioni”. Bisogna affiancare Salvini nella lotta alle mafie. A quel conglomerato parastatale che da oltre 70 anni affossa la nostra amata Italia.

Chiamatela Camorra. Chiamatela Cosa nostra. Chiamatela ‘Ndrangheta. Per via della provenienza regionale. Chiamatela criminalità nigeriana. Chiamatela criminalità albanese. Chiamatela criminalità cinese. In base alla globalizzazione del crimine. Abbiamo bisogno di un uomo forte, che tra lotte contro le Ong, contro l’immigrazione selvaggia e l’Unione Europea che ci avversa, trovi la forza e la costanza di mettere in ginocchio la mafia. La mafia fa schifo e Matteo Salvini è l’uomo giusto per staccare le teste di quest’Idra che non vuole morire, ma far morire le strutture governative.
Tanti italiani ed io Andrea Pasini di Trezzano Sul Naviglio in prima persona voglio essere al fianco del Ministro Matteo Salvini mettendoci la faccia senza paura ma con grande orgoglio perché anche a noi Italiani per bene e giovani imprenditori con la schiena dritta, l’ndragheta, la sacra corona unita e tutti i tipi di mafia ci fanno schifo e ribrezzo.
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