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sabato 6 febbraio 2010

Il Governo lavora attivamente per l'Italia. Mirko Tremaglia e Dario Rivolta hanno perso l'occasione di costruire il "ponte" tra le due Italie.

L’Italia e’ uno dei Paesi con i piu’ bassi livelli di natalità. Nel 1995 si era toccato il minimo storico di 1,19 figli per donna. Nel 2001 la media e’ risalita a 1,25, media lontanissima a quella dei tempi del cosiddetto “baby boom” nella metà degli anni sessanta in cui si registrò un massimo di 2,7 figli per donna. Per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane, il 18 gennaio scorso e’ stato dato via libera al “Fondo per il credito dei nuovi nati”. Il fondo ha una dotazione di 25 milioni di euro all’anno. In piu’ c’e’ un fondo aggiuntivo di 10 milioni di euro a favore delle famiglie con bambini, nuovi nati o adottati, con malattie rare. Giovedì 28 gennaio 2010 e’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri, riunito a Reggio Calabria, il Piano straordinario del governo Berlusconi contro la mafia. Nessun governo, fino ad oggi, era riuscito ad ottenere risultati così importanti contro la criminalità organizzata: arresti di latitanti tra i più pericolosi, confische e sequestri di beni, scioglimento di amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, ed ora un decreto legge e un disegno di legge per contrastare la mafia in modo ancor più duro. Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge in materia di lavoro per quanto riguarda lavori usuranti, riorganizzazione di Enti, congedi, aspettative e permessi, ammortizzatori sociali, servizi per l'impiego, incentivi all'occupazione, apprendistato, occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro. Ora la legge e’ al Senato. Come ha reagito l'opposizione a quest’ultima iniziativa? Ha accusato il Governo di non tutelare i lavoratori! I fatti riscontrati nel 2009 affermano il contrario. Le violazioni accertate in materia di lavoro nero (+44%), di appalti (+193%), di orario di lavoro (+118%), di rispetto dello Statuto dei lavoratori (+208%), di truffe nei confronti degli Istituti di previdenza (+483%), di sicurezza sul lavoro (+53%). Questo vuol dire che il rapporto di lavoro, elaborato da questo Governo, ha prodotto effetti positivi per tutti: per i lavoratori che sono piu’ tutelati e per i datori di lavoro che hanno meno carico burocratico. Tutti possono svolgere la propria attività in modo più semplice e proficuo rispetto al passato. Questi sono “soltanto” tre dei molti provvedimenti approvati dal Governo in queste ultime settimane del 2010. E’ evidente che l’opposizione fa solo e soltanto “propaganda” quando sostiene che l’intero Parlamento e’ occupato “esclusivamente” a risolvere i problemi personali di Silvio Berlusconi. Sarà che il PD e’ in “coma profondo” e si cerca di rianimarlo sparando a zero contro il Governo, una “vecchia” strategia che gli ha sempre portato male. Dopo Prodi, Veltroni e Franceschini, Bersani e’ il quarto leader (si fa per dire) del centrosinistra in appena due anni. Ebbene, ancora non esiste uno straccio di linea e strategia politica. Hanno perso il contatto con la realtà e la loro base si riduce continuamente. Persino la biologa Paola Binetti se ne e’ andata. Bersani, per evitare la catastrofe delle regionali di fine marzo, e’ stato “costretto” ad allearsi con Di Pietro. Il che vuol dire che, dopo le elezioni, dal “coma” il PD passerà al “decesso” e conseguente funerale. Bersani e’ un simpatico “bocciofilo”, quindi non può essere un “guerriero” con il coraggio di rompere con Di Pietro. La legittimazione di Di Pietro, come alleato, determinerà nuovi e violenti scenari nei prossimi mesi. All’interno del PD c’era chi sottolineava che l’alleanza con l'UDC di Casini era strategica: l’avrebbe allontanata dai “richiami” del centrodestra. L’alleanza con Di Pietro, invece, e’ disastrosa, ma e’ tutto molto piu’ chiaro, come in modo netto sottolinea lo stesso Prodi: “Vedere che ormai sembra sempre più debole, la ragione dello stare insieme”. Berlusconi ha “milioni” di priorità prima di pensare agli italiani nel mondo. Il suo governo sta lavorando alacremente per cercare di risolvere gli innumerevoli problemi dell’Italia e per attuare le ormai improrogabili riforme. E’ noto da sempre che Berlusconi non e’ mai stato favorevole al voto degli italiani all’estero per eleggere i 18 parlamentari, fu “costretto” ad accettarlo per “premiare” Mirko Tremaglia per la sua quarantennale battaglia politica. Era, ed e’, favorevolissimo al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero, per eleggere i candidati nella circoscrizione della loro ultima residenza in Italia, come avviene per molti altri Paesi. Silvio ha doti d’elasticità mentale e sa metabolizzare gli errori, sia stando all’opposizione e sia al governo, per elaborare poi migliori strategie. Nel suo discorso programmatico del 2008, pronunciato alle Camere, ha “ignorato” completamente gli italiani nel mondo probabilmente, appunto, perché aveva “metabolizzato” le negative esperienze passate. Aveva delegato ad alcuni la soluzione dei problemi degli italiani nel mondo e per costruire quel famoso “ponte ideale” tra le due Italie. Coloro he furono incaricati, a quell’importantissima “missione”, non seppero concretizzare alcunché, ne’per gli italiani nel mondo ne’ per l’Italia. Di fronte ai “non risultati”, Berlusconi, nel 2008, non prese in nessuna considerazione la “richiesta” di Mirko Tremaglia di "ripristinare" il Ministero degli Italiani nel Mondo. E non ricandido’ al Parlamento Dario Rivolta per aver fallito l’internazionalizzazione degli “Azzurri nel Mondo”. Al contrario, nel 2001, nel suo discorso programmatico, elogiò gli italiani all’estero e, per la prima volta nella storia repubblicana, istituì il Ministero per gli Italiani nel Mondo. Precedentemente, nel 1999, finanziandola personalmente, favorì la nascita dell’Associazione degli “Azzurri nel Mondo”, “branch” estera di “Forza Italia”. Mirko Tremaglia e’ passato alla storia come “padre” degli italiani nel mondo. Grazie a lui, nel dicembre 2001, fu approvata la legge che sanciva il nostro diritto al voto. Fummo promossi cittadini di Serie “A”. Per questo gli saremo per sempre riconoscenti. Purtroppo pero’, nei cinque anni (dal 2001 al 2006) come Ministro, non seppe raggiungere alcun risultato concreto per convincere Berlusconi di rinominarlo nel 2008. Il Premier, da persona razionale e concreta qual’e’ sempre stata, non vuole (e non può) impegnare la ben più piccola risorsa che non produca un ritorno economico. Tremaglia ha avuto cinque anni per sviluppare ed aggregare le grandi “sinergie” economiche tra gli italiani all’estero e il sistema economico italiano. Sfortunatamente non c’e’ riuscito. Altrimenti oggi sarebbero disponibili cospicue risorse economiche utili per risolvere, almeno in parte, le annose esigenze degli italiani nel mondo. “Adunate oceaniche” di ristoratori, industriali, scienziati e persino di missionari. Numerosi premi assegnati a chi era già stato baciato dalla fortuna, che gli era stata possibile “afferrare” grazie alla laboriosità ed ai grandi “sacrifici” dei loro umili collaboratori, i soli “Giganti” ai quali, “doverosamente”, aspetterebbero i “premi”. L’organizzazione di questi “inconsistenti” avvenimenti assorbirono tutto il tempo ed il denaro a disposizione del Ministro Tremaglia. Nessuna “sinergia” venne attivata che generasse risorse economiche da investire a favore dell’Italia e delle collettività italiane nel mondo. Se la memoria va poi alla “carta dei servizi turistici”, una grande e “geniale” idea di Tremaglia, ricordiamo che fu una colossale “bufala” per aver affidato la realizzazione a personaggi incompetenti. Un’altro risultato “disastrosamente” negativo l’ottenne Dario Rivolta. L’Associazione degli “Azzurri nel Mondo” si era dotata di un “Documento programmatico” di 21 punti che indicava gli obbiettivi da raggiungere. Gli ultimi due punti prevedevano la gestione finanziaria delle risorse dei residenti all’estero, sotto il controllo e la garanzia della Banca d’Italia. Anche qui, il profitto finanziario, che ne sarebbe derivato, poteva essere ingente e rinvestito a vantaggio dell’Italia e delle comunità italiane nel mondo. Dario Rivolta non riuscì ad attuare neppure un rigo dei 21 punti. Per manifesta “incapacità” realizzativa, nel luglio 2007, l’intero gruppo dirigente degli “Azzurri nel Mondo”, fu azzerato. I “fallimentari” risultati del Ministero degli Italiani nel Mondo e degli “Azzurri nel Mondo” delusero fortemente Berlusconi. Nessuno aveva dimostrato capacità e abilità per svolgere l’importante compito assegnatogli. Di fronte a questi risultati, “catastrofici”, Berlusconi ritenette inopportuno “riattivare” il Ministero degli Italiani nel Mondo. Troppo sarebbe stato anche un Viceministro, bastava ed avanzava un Sottosegretario con “delega”. Perché allora erano stati eletti 18 parlamentari all’estero? Non erano loro a doversi farsi carico dei problemi dei loro elettori come avevano promesso e come, quindi, era loro dovere? Non e’ andata cosi’. E’ assodato che i 18 hanno “miseramente” fallito. Vista la loro inutilità’ “conclamata” e’ piu’ che certo che saranno compresi tra i 500 parlamentari che verranno “soppressi” con l’imminente riforma del Parlamento. Auguriamocelo, sarebbe un gran “bene” assoluto! I circa 20 milioni di euro risparmiati, dei loro stipendi, andrebbero a meglio finanziare i COMITES, gli unici (se ben gestiti e se eletti dal popolo) che potrebbero rappresentare “efficacemente” le collettività degli italiani nel mondo. E il CGIE? Avrebbe senso solo se ridimensionato a 15/20 membri provenenti “unicamente” dai COMITES.

venerdì 29 gennaio 2010

Nessun dei 61 governi dal 1948 ad oggi hanno avuto cura degli italiani nel mondo. Ma noi dobbiamo essere soddisfatti di noi e possiamo riderci su.

Mettiamoci il cuore in pace. Non e’ il piu’ caso di continuare a sperare che qualcuno risolva gli annosi problemi di noi italiani nel mondo. Si risolveranno “automaticamente” nei prossimi 10/15 anni quando l’intera generazione, degli emigranti di prima generazione, sarà ritornata alla “casa del Padre”. La seconda e terza generazione conoscono “marginalmente” e sono “pochissimo” interessate alle cose italiane e tanto meno a quelle politiche. L’abbiamo capito: non siamo nei pensieri del governo incarica come non lo siamo mai stati negli altri 60 (dal 1948) che l’hanno preceduto. Da sempre siamo una “riserva indiana” da usare da coloro che con noi debbono farsi le “cose loro”. COMITES (Comitati degli Italiani all’Estero), CGIE (Comitato Generale Italiani all’Estero), i 18 parlamentari eletti all’estero, a che cosa ci sono serviti? Cosa hanno fatto per noi? E le numerose visite, quasi mensili, di parlamentari, “delegazioni” regionali, comunali, sindaci, assessori ecc.? Vengono in “missione” (leggi: gita gratuita) e noi a riceverli come fossero tanti “re” con corte al seguito. Li “scarrozziamo” di qua’ e di là per chilometri e chilometri per mostrare, agli “illustri ospiti”, i luoghi piu’ prestigiosi e belli del Paese in cui viviamo. Gli offriamo rinfreschi, pranzi e cene. Mentre l’“incensiamo”, i “dignitari” ci ricolmano di elogi e ci regalano “patacche”. “Solennemente” ci promettono di tutto e di piu’ (intanto non costa niente!!) “giurando” che, una volta ritornati in Italia, manterranno “senz’altro” la parola data. Chi ha esperienza di queste “missioni a tarallucci e vino” sa che hanno tutte il solito finale da “commedia” all’italiana. Una volta ritornati ai loro luoghi di residenza, oberati dai loro molteplici impegni “impellenti”, non si ricorderanno piu’ neppure una parola. Finita la festa gabbato lo santo! Se la vita e’ una commedia non dobbiamo farne una tragedia, diceva Bernard Shaw, facciamoci, dunque, delle belle risate e prendiamo tutto con grande “humour”. Tanto piu’ che e’ provato che il “ridere” e’ la piu’ grande e straordinaria “medicina”. La parola “umorismo” deriva da latino: umidità, liquido. Ippocrate, il famoso medico dell’antica Grecia, aveva intuito che i fluidi, cioè gli umori (humour, appunto) influenzano la salute e l'indole degli uomini. La mancanza dell'umorismo, secondo i diversi studiosi (filosofi, medici, scrittori) aggrava la malattia. Direi quindi che l’ironia e l’auto-ironia sono ingredienti essenziali per trascorrere una vita piu’ "rilassata" e “sana” ed e’ lo stile di vita dell’ “ottimista realista”. Ne sono soprattutto convinto ora che ho molto meno entusiasmo di un tempo ed anche molto meno umorismo di un tempo. Rimango sempre convinto che se il mondo si mettesse a ridere guarirebbe di tutti i suoi mali. Noi italiani nel mondo, anni fa, eravamo convinti che se potevamo scegliere ed eleggere al Parlamento italiano i nostri rappresentanti, saremmo stati meglio tutelati. Eravamo convinti che, una volta che i nostri “rappresentanti” fossero in Parlamento, tutti i nostri problemi si sarebbero risolti. Dopo quasi 40 anni di dura lotta politica, Mirko Tremaglia riuscì a farci ottenere il “diritto” di voto e cosi’ il nostro “sogno” finalmente si avverrò nel 2006 ripetendosi nel 2008. Doveva essere un avvenimento importante e “serissimo” le elezioni dei nostri 18 rappresentanti. E’ stata, invece, una vera e propria “farsa” tra il “comico” ed il “tragico”. Se ne sono viste di tutti i colori, inutile rievocare quello che e’ accaduto. E’ stato il “trionfo” della proverbiale “fantasia” italiana. Un campionario di come si possa “truffare” prima, durante e dopo le elezioni. Le strade dell’inferno sono lastricate dalle buone intenzioni. Infatti le ottime intuizioni di Mirko Tremaglia, una volta in contatto con la realtà, si sono rivelate, purtroppo, pure e semplici “utopie”. Da quando abbiamo i nostri rappresentanti in Parlamento, la situazione degli italiani nel mondo e’ andata via via sempre piu’ peggiorando. I fondi destinati agli italiani all’estero, dal 2006 (quando c’era Prodi) ad oggi, sono stati drasticamente ridotti, forse per bilanciare il costo dei 18 parlamentari?. Per il 2010 la Finanziaria ridurrà i fondi senza alcun “pietà” anche per quanto riguarda l’assegno di solidarietà ai piu’ indigenti. Il tutto conferma la generale indifferenza dell’attuale governo per gli italiani nel mondo. Siamo passati da un Ministro per gli Italiani nel Mondo nel 2001 (che in cinque anni non ha concluso nulla di concreto) ad un semplice “sottosegretario” con “delega” nel 2008. Ciò significa che, Alfredo Mantica, penserà a noi quando gli “avanzera'” cinque minuti. I 18 nostri rappresentanti, invece di fare “fronte comune”, ognuno hanno seguito le logiche dei rispettivi partiti politici. Spesso sono stati assenti in aula e non hanno preso la parola, ma hanno fatto di peggio. Alcuni di loro, durante il recente voto di una richiesta di aumento di 6 milioni di euro dei fondi per l’assistenza degli italiani nel mondo, si sono “astenuti” e persino “votato contro”. Il peggio “assoluto” sta che, in quattro anni in Parlamento, nessuno dei progetti di legge di loro iniziativa e’ stato ancora approvato. I 18, una volta vinte le elezioni e arrivati in Parlamento, hanno dimenticato tutte le promesse e gli impegni presi con i loro elettori, e hanno subito una “trasformazione”: da “protagonisti”, che dovevano essere, a delle insignificanti “comparse”. Non sono riusciti a farsi apprezzare dai loro “colleghi” eletti in Italia, tanto che sono stati da loro bollati: “turisti lautamente pagati”. Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri del governo Prodi, a proposito dei parlamentari eletti all’estero, si lasciò scappare: “...tanto non contano un cazzo”. In una trasmissione televisiva di Rai International ho sentito con le mie orecchie Gian Luigi Stella (l’autore insieme a Sergio Rizzo del best seller “La Casta”) dire: “ai politici italiani non importa un fico secco degli italiani nel mondo”. Dobbiamo avvilirci o deprimerci? Niente affatto! Ridiamoci su perché dobbiamo sentirci soddisfatti ed orgogliosi di noi stessi. Noi italiani nel mondo, quelli che viviamo nei cinque continenti, ci siamo conquistati stima e rispetto per il nostro stile di vita, di lavoro e d’impegno civile. Siamo certo dispiaciuti nel vedere che la politica italiana sta vanificando i nostri sacrifici e quasi ci “disprezza”. In Italia pochissimi sanno che abbiamo dovuto spesso affrontare durissimi sforzi ed umiliazioni per risolvere i bisogni personali nei Paesi dove siamo emigrati. Ma con il nostro “serio e responsabile” comportamento abbiamo tenuto alto il nome e l’onore del nostro Paese, nonostante il giudizio pessimo che avevano all'estero dell’Italia per via della sua “confusionaria” politica. Sono state tante le umiliazioni e le sofferenze morali che abbiamo dovuto subire, prima che ci riconoscessero che eravamo “gente onesta e laboriosa” e di quale orgoglio nazionale e di quale talento fossimo dotati. C’era sempre, comunque, una parte d’opinione pubblica, nei Paesi dove siamo emigrati, che continuava a giudicare “Italietta” il nostro Paese, nonostante i grandi passi che aveva fatto nel secondo dopoguerra, fino a diventare una delle sette piu’ industrializzate nazioni nel mondo. Molti, troppi pregiudizi sull’Italia ci sono ancora oggi all’estero. Ma noi italiani nel mondo, ci siamo guadagnati la fama di persone d’ingegno, rigorose, serie e rispettose nei comportamenti e proiettiamo l’immagine di una ”altra Italia” che si e’ guadagnata il rispetto ed e’ riuscita a primeggiare. Abbiamo messo in risalto la vera indole italiana “rivalutando” l’immagine dell’Italia che sembra sia votata a “distruggersi”. Un’altra occasione per farci una bella e “grassa” risata ce la fornisce quella parte della solita magistratura italiana “politicizzata”. Sin dal luglio 2009 si sapeva che la magistratura milanese aveva concluso le indagini su “Mediatrade” e avrebbe rinviato a giudizio Silvio Berlusconi, come già era a conoscenza “La Repubblica” in quanto organo ufficiale della magistratura politicizzata. Come si ricorderà, a quell’epoca (luglio 2009) era in atto un “gigantesco” e “vergognoso” attacco mediatico sulla vita privata del Primo ministro. Non era politicamente utile far scoppiare quella “bomba” in quel momento. I magistrati pensarono di attendere l’occasione piu’ “propizia” per farla “scoppiare” isolatamente per ottenere un maggior effetto mediatico. E, da “intelligentoni” come credono di essere, che ti fanno? Ormai e’ una “barzelletta” classica. Alla vigilia delle elezioni regionali, eccoli ad annunciare l’incriminazione di “Mediaset” che coinvolge Pier Silvio Berlusconi, Confalonieri, altri dirigenti e, non poteva mancare, il “solito” Silvio Berlusconi. E’ incredibile che l’odio annebbi la mente di questi magistrati tanto che non riescono a capire che, ancora una volta, hanno fatto un favore al loro acerrimo nemico. Appena ci sono elezioni importanti in vista: eccoti l’immancabile “avviso di garanzia”. Il loro modo di agire e’ “ridicolo” tanto e’ evidente che usano la legge a fini politici. I magistrati dovrebbero essere i “guardiani” della legge e della giustizia. Invece, visto che in questi ultimi 15 anni tutti gli attacchi a Silvio Berlusconi non hanno funzionato, ora stanno cambiando strategia iniziando a colpire i suoi figli. Non ci sarebbe niente da ridere in tutto questo, invece a me “scappa” di farlo. Sembra di assistere ai cartoni animati del maldestro “gatto Silvestro”. Si arruffa confusamente per tentare ostinatamente di acchiappare “Speedy Gonzales” che sempre gli sfugge e non fa altro che rimediare ammaccature e finire malridotto.

mercoledì 27 gennaio 2010

Aldo Di biagio non risponde e non chiarisce.

Caro Aldo Di Biagio, niente! Non rispondi. Muto come un pesce.

Nel frattempo abbiamo letto che in Svizzera, il 23 gennaio 2010, hai iniziato a spiegare le motivazioni per cui è sorto il Pdl all'estero, e quale sia il miglior metodo per prosperare: "Superare certe mentalità divisioniste è d’obbligo, perché un partito non è una associazione. In questa mia veste non ho il desiderio di lavorare in funzione delle mie esigenze personali, ma mi rendo pienamente partecipe di questa strutturazione del partito che presenta anche lati difficili. Che supereremo insieme, se insieme sapremo ragionare con le logiche di partito e con unità d’intenti”. Stile politichese puro difficile da decifrare. Soltanto le ultime parole sono comprensibili: “se insieme sapremo ragionare con le logiche di partito e con unità d’intenti”. E’ evidente ed e’ chiaro che non conosci il profondo significato delle parole della lingua italiana e per questo scrivi cose a vanvera. Il tuo modo di agire nella realtà e’ totalmente all’opposto di quello che hai scritto. Manchi di coerenza. Smettila di “giocare” allo “statista”. Ti sei messo su un piedistallo troppo alto per te. Nello scendere fai attenzione a non “sfracellarti”.

Capisco che un giovane “ragazzotto” quale sei non possa ancora aver acquisito sufficiente esperienza e non riesca pienamente a valutare che la “trasparenza” e la “coerenza” sono le prime regole per farsi apprezzare e stimare. Ostinandoti, poi, a non rispondere, alle due semplicissime domandine qui sotto, stai facendo la figura dello “sbarbatello” o del bambino “imbronciato” che si vergogna per essere stato scoperto con le dita nella marmellata. E’ il comportamento sciocco delle tre scimmiette: non senti, non parli e non vedi.

1) Con quali criteri hai nominato coordinatori “pro tempore” Teresa Todaro Restifa e Santo Santoro ed hai lasciati scoperti gli altri stati d’Australia?

2) Dal tuo CV pubblicato nel tuo web non risulta che tu abbia risieduto all'estero, come hai potuto farti eleggere in Croazia?

Sono consultabili su Internet due articoli del giornale “Il Piccolo” di Trieste dove si legge che sei “domiciliato” in Croazia dal 1991.
Leggendo attentamente i due articoli, ci sono altre notizie che saltano subito all’occhio:

Croazia e Slovenia, votano 9mila italiani,
titola “Il Piccolo” del 05 aprile 2008.

In data 17 aprile 2008, sempre sul “Il Piccolo” si legge:

Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, con i suoi 13.642 voti.

Se gli aventi diritto al voto erano 9mila, come mai ne hai ottenuti 13.642?

Ti spiego la differenza tra “domicilio” e “residenza”:

DOMICILIO: il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari ed interessi.

RESIDENZA: luogo dove si risiede stabilmente, dove si ha la fissa dimora.

Per chiarire una volta per tutte se sei residente o no all’estero, dovresti “TO SCAN” il certificato AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) che dovresti richiedere al tuo Consolato di residenza, e pubblicarlo in Internet. Se non sarai in grado di fare questo, autorizzi il legittimo sospetto che anche tu, come Nicola Di Girolamo (e forse anche alcuni altri parlamentari eletti in Europa), hai “truffato” i tuoi elettori e gli italiani infrangendo la legge 459/2001, Art. 8, comma 1, lettera b).
Sarebbe conveniente per te chiarire al piu’ presto, altrimenti e’ evidente che verresti “delegittimato”. Come può chi si fosse fatto eleggere “illegalmente” pretendere la stima dei suoi elettori e di chi vuole dirigere?

Sempre su Internet e’ possibile leggere una tua lettera pubblicata da “Italia Estera” con la quale rispondi "veementemente" ad un certo signor “nessuno” per non aver avuto il coraggio di uscire allo scoperto scrivendo anonimamente. Io non sono un “anonimo”, quindi conferma di avere veramente coraggio nel rispondimi.

Infine allego una poesia di Trilussa che casca a pennello per te e per i tuoi colleghi simili.

Legge 27 dicembre 2001, n. 459
"Norme per l' esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all' estero "
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2002.
Art. 8.
1. Ai fini della presentazione dei contrassegni e delle liste per l'attribuzione dei seggi da assegnare nella circoscrizione Estero, si osservano, in quanto compatibili, le norme di cui agli articoli da 14 a 26 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e in ogni caso le seguenti disposizioni:
a) le liste di candidati sono presentate per ciascuna delle ripartizioni di cui al comma 1 dell'articolo 6;
b) i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione;
c) la presentazione di ciascuna lista deve essere sottoscritta da almeno 500 e da non più di 1000 elettori residenti nella relativa ripartizione;
d) le liste dei candidati devono essere presentate alla cancelleria della corte di appello di Roma dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello delle votazioni. (……..)

Croazia e Slovenia, votano 9mila italiani
il Piccolo — 05 aprile 2008
pagina 13 sezione: ISTRIA

FIUME Per la seconda volta da quando sono diventati minoranza, gli italiani che vivono in Slovenia e Croazia parteciperanno alle elezioni parlamentari in Italia, compresi nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Europa. Un’opportunità, questa per i cittadini italiani che risiedono nei due stati postjugoslavi, di far sentire la loro voce, la loro presenza, dopo che alle scorse politiche si erano fatti segnalare per la massiccia adesione al voto.In Croazia i connazionali aventi diritto sono 7.400, di cui ben 6 mila abitano in Istria e nel Quarnero, ossia nel territorio di competenza del consolato generale d’Italia a Fiume. A questi 6 mila elettori, si aggiungono i circa 800 di competenza dell’ ambasciata d’Italia a Zagabria e i circa 600 di competenza del consolato italiano a Spalato. Per quanto attiene invece agli aventi diritto che vivono in Slovenia, si tratta di 1606 persone (122 in più rispetto alle parlamentari 2006), di cui 1453 potranno votare per Camera e Senato, mentre 153 – non avendo compiuto i 25 anni d’ età – dovranno limitarsi al voto per la Camera. La stragrande maggioranza degli italiani di Slovenia e Croazia voterà per corrispondenza, in quanto solo uno sparuto gruppo ha deciso di espletare l’ importante diritto in Italia. Tutti gli altri voteranno per corrispondenza, dopo che nei giorni scorsi hanno ricevuto i plichi elettorali, inviati loro da sedi diplomatiche e consolari dei due stati. Le schede di votazione, questa la regola, dovranno pervenire alle competenti sedi entro e non oltre le 16 di giovedì 10 aprile. Tali schede vanno inviate nella busta preaffrancata, recapitata agli aventi diritto con il plico di cui si è detto. In Croazia sono due i candidati italiani presentatisi alla gara elettorale, di cui uno appartenente alla Comunità nazionale. Si tratta di Maria Grazia Frank, nata ad Abbazia nel 1945 e residente a Fiume, candidata nella lista Udc – Casini per la Camera. L’ altro candidato è Aldo Di Biagio, nato nel 1964 a Roma e domiciliato in Croazia dal 1991. Di Biagio si presenta quale candidato del Popolo della libertà per la Camera. Nessun candidato, invece, si è presentato dalla Slovenia.Ricordiamo che gli aventi diritto nella Ripartizione Europa sono circa due milioni, e sono chiamati ad eleggere in totale sei deputati e due senatori. In occasione delle politiche, il presidente dell’ Unione italiana e rappresentante della minoranza al Parlamento croato, Furio Radin, lancia un appello ai connazionali: «L’ affluenza massiccia al voto di quasi due anni fa, che ha sfiorato l’80 per cento – ha dichiarato Radin – è stata notata con piacere in Italia. Pertanto faccio una raccomandazione ai connazionali affinché prendano parte anche stavolta alle votazioni. Da parte sua, l’ Unione italiana non entra nel merito del voto, ma entra nell’appello ad essere presenti. Abbiamo avuto ultimamente – ha commentato – il piacere di avere tra noi politici italiani di diversi partiti, a dimostrazione che il nostro territorio sta diventando interessante per la politica italiana. Un interesse destinato ad aumentare con l’entrata della Croazia nell’ Unione europea e con i confini sempre più permeabili. Si respira insomma un’aria di democrazia, impensabile fino a tutti gli anni Novanta». Andrea Marsanich

Il Piccolo
17/04/08
Aldo di Biagio dalla Croazia alla Camera,
niente per Maria Grazia Frank -Udc

È un imprenditore di 44 anni ed è stato eletto nelle file del Pdl.
Niente da fare per Maria Grazia Frank dell'Udc
Aldo Di Biagio, dalla Croazia alla Camera
FIUME Gli elettori italiani in Croazia divisi a metà fra centrodestra e centrosinistra, mentre i loro connazionali in Slovenia guardano con maggior simpatia al centrosinistra. È l'esito del voto per le politiche nelle due vicine repubbliche, due nicchie elettorali molto importanti perché composte dall'unica comunità di italiani autoctoni all'estero. Cominciamo con la Croazia, Paese che si vedrà «rappresentato» a Roma da un deputato alla Camera, Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, con i suoi 13.642 voti. L' altra candidata residente in Croazia e unica rappresentante degli italiani autoctoni, la fiumana Maria Grazia Frank (Udc) non è stata invece eletta nella Camera. Dei circa 7.400 aventi diritto, a votare per le liste della Camera dei deputati è stato il 60,85 per cento, affluenza massiccia e significativa se rapportata ai dati globali all'estero e a quelli della Ripartizione Europa. A imporsi è stato il Popolo della Libertà, con il 37,7 per cento dei consensi, vittorioso sul filo di lana esattamente il (37%) nei confronti del Partito democratico. Terza piazza per l' Udc (10,9%), quarta per la Sinistra Arcobaleno (4,87) e quinta per Di Pietro Italia dei Valori (3,5). Solo briciole per la Destra Fiamma Tricolore, con l'1,57% delle preferenze. Passiamo al voto per il Senato, che ha visto invece prevalere lo schieramento di Veltroni (38,6%), impostosi per pochi voti - 10 per l' esattezza - sulla formazione del futuro premier Berlusconi (38,3%). Al terzo posto il partito di Casini, con il 7,96%, al quarto la Sinistra Arcobaleno (4,97), al quinto la compagine di Di Pietro (4,2). Veniamo alle preferenze dei cittadini italiani di Slovenia (1606 aventi diritto). In riferimento alla Camera (51,79% di affluenza), a tagliare vittorioso il traguardo è stato il Partito democratico, che ha centrato i 53,65 punti percentuali. La posizione d'onore è stata appannaggio del Partito della Libertà, con il 23%, mentre lo schieramento di Bertinotti ha ottenuto una lusinghiera terza posizione, con il 7%. Alle sue spalle, Di Pietro (5,5) e l'Udc (4,9). Stesso discorso per il Senato, con il Partito democratico a guidare la classifica in piena solitudine (55%) e gli altri ad arrancare. I berlusconiani sono secondi (23,6%),la Sinistra Arcobaleno è terza (7,58%), seguita dall'Italia dei Valori e dall'Udc, con rispettivamente il 5,2 e il 3,6% dei voti. Come già detto in precedenza, a venire eletto è stato Aldo Di Biagio, del Popolo della Libertà, classe 1964, domiciliato in Croazia dal 1991. Imprenditore, è stato il primo cittadino croato a partecipare alle parlamentari italiane, quelle tenutesi due anni fa. Nello scorso governo Berlusconi, era a capo del Dipartimento per la collaborazione internazionale del ministero dell'Agricoltura, mentre dall'anno scorso ricopre l'incarico di coordinatore nazionale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. Per quanto riguarda invece la quarnerina Maria Grazia Frank (Udc), ha ottenuto 912 consensi, il che non le ha consentito di diventare il primo deputato a Roma della minoranza italiana di Istria, Quarnero, Dalmazia e Slavonia.
Andrea Marsanich

ITALIA ESTERA
27 mar 2006
RISPOSTA DI ALDO DI BIAGIO AL SIGNOR ‘NESSUNO’, ALIAS COSIMO SANTALUCIA

ROMA, 27 MAR - (Italia Estera) - Nel corso del faccia a faccia svoltosi nei giorni scorsi su
Radiohitalia tra Rita Pavone (candidata nella Lista Tremaglia) e il candidato dell'Unione Élio Carozza é stata commentata una lettera aperta inviata al ministro Tremaglia da una persona che si chiama Cosimo Santalucia, che milita nel suo partito e che ha stigmatizzato la decisione di candidare la cantante nella Lista Tremaglia, mettendo da parte molti di coloro che hanno fatto in tutti questi anni tante battaglie col Ministro. Aldo Di Biagio in una sua nota risponde così:
"Ho il dubbio, se non la quasi certezza, che il signor Cosimo Santalucia
(Vedi Italia Estera del 23 marzo) sia lo pseudonimo dietro al quale si nasconde un candidato concorrente. Infatti, chi è mai questa persona che si scaglia, denigrando e calunniando, contro il sottoscritto e la collega Rita Pavone?
Perché non esce allo scoperto dicendo dove vive? Quale é, quanto meno, il suo indirizzo di posta elettronica affinché uno possa rispondergli personalmente, ancorché pubblicamente, per le rime?
Le sue affermazioni, sia riguardo me, sia la Pavone, - afferma Di Biagio - sono da querela. Ma vale la pena prendersela con i fantasmi? E poi, è da vigliacchi avere di questi comportamenti, chiunque sia la persona che si propone in siffatto modo, cercando di emergere gettando fango sugli altri.
Per quanto mi riguarda, posso dire che non sono le tessere a fare di una persona un emigrante, ma una vita spesa a lottare per la sopravvivenza in un paese straniero che per il sottoscritto è poi diventato anche una seconda patria. Poi, se c’e’ qualcuno, che mi ha voluto momentaneamente a Roma perché apprezza il mio lavoro, le mia qualità e la mia onestà, questa è un’altra cosa. Questo qualcuno, guarda caso, è un Ministro della Repubblica Italiana.
Non per questo, però, non sono e resto un emigrante che ha sposato una croata dalla quale ha avuto tre meravigliose figlie alle quali vorrei regalare una vita più facile della mia, così come vorrei contribuire, con la mia elezione, a migliorare la vita dei nostri connazionali all’estero. Per ultimo, - conclude Di Biagio - caro signor nessuno, io sono un imprenditore, non un funzionario di partito, tanto meno oscuro."

La fama - Trilussa
Un Centogamme disse:
Stamattina, ner contamme li piedi,
me so' accorto che ce n'ho solamente una trentina!
Io nun capisco come me so' fatto 'sto nome
se er conto de le gambe nun combina...
E nun te fa' sentì, brutt'imbecille!
Je disse sottovoce un Millepiedi
Pur'io so' conosciuto: ma te credi che li piedi che ciò so' proprio mille?
Macché! So' centottanta o giù de lì;
io, però, che lo so, nun dico gnente: che me n'importa?
C'è un fottìo de gente ch'è diventata celebre così...

sabato 23 gennaio 2010

L'orgoglio di essere italiani. Le sfide che attendono le nuove generazioni non sono piu' difficili di quelle affrontate dai loro nonni.

Che cosa significa essere italiani? Significa non “denigrarsi” sempre e comunque continuamente, sport nazionale che ci e’ molto congeniale e che alcuni “amano” sopra ogni cosa. Significa essere coscienti che la nostra storia e la nostra cultura fanno di noi un popolo importante e molto speciale, quali che siano i problemi che l’Italia debba affrontare oggi. Significa capire che in molti Paesi occidentali possono esserci realtà, politiche e sociali, migliori di quelle di cui abbiamo, ma questo non significa che tutto sia meglio che in Italia, meglio di noi italiani. Continuando con questa “autodenigrazione”, cosi provinciale e molto poco intelligente, siamo finiti (e continueremo) per essere lo “zimbello” di tutti e questo, molto probabilmente, e’ stato uno dei motivi per cui l’Australian Financial Review non ha avuto scrupoli di “deriderci” e “vilipendere” l’Italia pubblicando la vergognosa mappa. “Se gli italiani si sputtanano da loro stessi, perché non possiamo farlo noi”, avrà pensato l’editore dell’AFR, e non ci ha pensato due volte a pubblicare la “vignetta” da lui considerata ”comica”. E’ soltanto uno “scherzo” ci ha voluto informare. Allora, dato che si tratta di uno “scherzo” per ridere, ho inviato, e continuerò a farlo, delle “simpatiche” lettere all’editore dell’AFR, cosi’ “tanto per scherza’”. Immagino che si sono fatti e si faranno “matte” risate! E sì perché, se i signori dell’AFR sono sicuri che noi italiani ci siamo “sbellicati” dalle risate per le parolacce e gli insulti che hanno affibbiato alle nostre regioni ed ai nostri paesi, anche loro rideranno a “crepapelle” per il fatto che ho “rigirato” loro gli stessi “sberleffi”. Perché dovrebbero offendersi? E’ soltanto uno scherzo! Essere italiani significa mantenere “orgogliosamente” la nostra identità, ma prima dobbiamo “volerne” ed “averne” una, quindi poi “rispettarla” e “proteggerla” per stare sempre con l’Italia nel “bene e nel male”. Dovremmo tutti essere d’accordo con Ida Magli: “Gli italiani hanno avuto e hanno intelligenza e creatività superiore a tutti gli altri popoli. Per questo sono stati e sono superiori”. (Elogio agli italiani, Rizzoli, 2000). Naturalmente, la superiorita’ ci viene dalla nostra storia e da come ci ha formati e sviluppati, certo non da questioni di “razza”. Invece ci “autodenigriamo” per le quotidiane “miserevoli” notizie della cronaca e della politica. Significa che “stupidamente” ignoriamo la nostra gloriosa storia secolare che ha fatto (e fa) di noi un grande popolo. E’ lo stesso motivo per cui i francesi si sentono (e sono) un grande popolo. Loro, pero’, non si “autodenigrano”, ma si “compiacciono” ed amano se stessi e la propria nazione, e per questo ci stanno “antipatici”. E’ esemplare quanto ha dichiarato il ministro francese dell’Immigrazione, dell’Integrazione e dell’ ”Identità nazionale” Eric Besson: “La nazione rappresenta un valore imprescindibile di fronte alle sfide dei nuovi integralismi, dallo sviluppo delle attuali forme di comunitarismo e di regionalismo, dalla costruzione progressiva dell’identità’ europea, dalla mondializzazione dell’economia”. E’ così che un governo, moderatamente di destra, come quello francese, non ha nessun “imbarazzo” a chiamare un ministero dell’ ”Identità nazionale”, ben sapendo che l’espressione fu usata, tre decenni fa, dallo xenofobo Jacques Le Pen. Besson ha lanciato un grande dibattito su che cosa significa “essere francese oggi”, ovvero, anche su come possa diventarlo un immigrato extracomunitario. Tutt’altro dibattito “farraginoso” quello in corso in Italia: se concedere il voto alle amministrative, quando dare la cittadinanza e se nascere in Italia basti per essere italiani. L’integrazione e’ impossibile “imporla” per legge. Solo confrontandosi e interagendo gli uni con gli altri, la somma di esperienze, tradizioni e “culture” può arricchire i diversi gruppi e favorire la vera “integrazione”. Lo scambio fra culture diverse e’ da sempre uno vantaggio e progresso. Noi che viviamo in Australia possiamo testimoniarlo. In ogni caso, nonostante tutto, grazie alla lingua, alla religione, alla storia comune, a due guerre mondiali, al fascismo (pro e contro), alla Chiesa, alla televisione e ai centocinquanta anni di “unificazione”, possiamo dire che il “popolo italiano" e’ più unito di quanto sembri dalle differenze tra “destra” e “sinistra” tra “polentoni” e “terroni”. Una curiosità. Gli italiani che vivono al centro, che pesci sono? Sono marchigiano. Vado al nord e sono un “terrone”, appena mi sposto al sud diventavo “polentone”. E’ “simpaticamente” curioso, non e’ vero? Smettiamola di “beccarci” e di “autodenigrarci” ed iniziamo a sentirci orgogliosi di essere tutti italiani di destra o sinistra, dal nord al sud isole comprese. Il 30 novembre Pier Luigi Celli, attuale direttore generale della LUISS (“Libera Università Internazionale degli Studi Sociali”), ha scritto una lettera al figlio consigliandolo di andarsene dall’Italia. Diceva che per un giovane di talento non vale piu’ la pena di lavorare nel nostro Paese. La lettera, pubblicata da “La Repubblica” e da altri giornali, accese un grande dibattito. Concordo pienamente con il Ministro alle Politiche Giovanili Giorgia Meloni che Celli abbia fatto un’uscita “snob”. Celli scrive un passaggio molto amaro al figlio Mattia: “Questo è un Paese da cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai“. E prosegue: “Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato -per ragioni intuibili- con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una multiutiliy“. Infine conclude: “Questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito“. Sono due gli aspetti che emergono dalla lettera. La presa d’atto del fallimento di una generazione di “perdenti assoluti”, come e’ stata definita da molti quella del 68’ che ha portato l’Italia alla deriva. E la preoccupazione di questa Italia di mediocri e raccomandati. Celli e’ un ipocrita. Ha fatto parte, e continua a fare parte, di quella stessa “casta” contro cui punta ora il dito. Ha ricoperto ruoli importanti in Eni, Omnitel, Wind, Rai, Unicredit, Enel, trovandosi spesso nella posizione di “Direttore delle Risorse Umane”, quello che seleziona ed assume la classe dirigente. Se l’Italia ora si trova come si trova, una parte di colpa ce l’ha sicuramente anche Celli. Lui che aveva potere, perché non ha combattuto fino in fondo la battaglia per un’Italia migliore? Celli e’ doppiamente “ipocrita” perché il figlio, con un padre dal “pedigree” cosi prestigioso, difficilmente avrà grossi problemi a trovare un “posto” e ben retribuito in un Paese che “protegge” i privilegi delle “caste”. E’ vero che, allo stato attuale delle cose, l’unica opportunita’ per lavorare potrebbe essere rappresentata dall’espatrio. Ma ad ascoltare trasmissioni specializzate sui giovani, sembra di capire che, in tutti i Paesi cosiddetti “evoluti” industrialmente, i loro laureati e specializzati hanno difficoltà d’impiego e pensano di espatriare. Dove andranno se la situazione lavorativa e’ uguale in tutto il mondo? Sono tante le cose che mettono in difficoltà i giovani, ma il segreto sta, nonostante tutto, nell’abituarsi a lottare duramente, con coraggio e speranza ogni giorno: come hanno fatto i giovani che hanno preceduto questa ultima generazione. Nessuna generazione ha avuto la vita facile. Le sfide che attendono le nuove generazioni non sono piu’ grandi di quelle che hanno affrontato i loro nonni, che ereditarono un Paese e un’Europa distrutta dalla guerra. L’Italia, in particolare, era divisa, penalizzata da un grande percentuale di analfabeti e senza ancora con un’identità’ nazionale eppure, i giovani di allora, come dei “Giganti”, riuscirono a realizzare il “miracolo economico” partendo da un “doppio sotto zero”. Oggi il futuro di tutti i giovani sta nell’essere “orgogliosi” della terra in cui sono nati anche quando, legittimamente, hanno mille motivi per essere scontenti. Certo, l’esperienze all’estero sono importanti nel mondo globalizzato e integrato di oggi ed e’ per questo che c’e’ tantissimo da fare. Gli stranieri (inglesi, francesi, tedeschi, cinesi, indiani, arabi ecc.) vengono da decenni in Italia per “carpire” i segreti delle sue molte “eccellenze” riconosciute da tutti, meno che dagli stessi italiani. La sfida e’ rimanere per far cambiare il Paese in cui si e’ nati. Ci vorrà molto tempo, ma questa e’ la missione che attende i giovani italiani nel mondo ed in Italia non dimenticando che: “.... hanno intelligenza e creatività superiore a tutti gli altri.... Per questo sono stati e sono superiori”. Che cosa allora significa essere italiani? Significa, prima di tutto, mantenere “orgogliosamente” la nostra identità compresa la lingua. Significa ricordarsi che la civiltà “romana” prima ed il “rinascimento” poi, hanno sempre dato “inizio” e “guidato” i nuovi corsi della storia del mondo intero. I giovani italiani, sia che vivano nel mondo o in Italia, hanno un’occasione unica per dimostrare che sono i degni eredi dei loro illustri antenati ed anche dei “Giganti”: i loro nonni e padri. Adottino come “motto” quello che ebbe a dire John Kennedy: “Non chiedere al tuo Paese cosa può fare per te, sei tu che devi fare qualcosa per lui”. Le generazioni dei giovani che li hanno preceduti, senza che conoscessero questo motto, l’hanno attuato spinti dall’orgoglio di essere italiani.

mercoledì 20 gennaio 2010

"Affididatevi ad una persona perbene" lo slogan di Aldo Di Giagio.

Caro Aldo Di Biagio,

chiudi le tue lettere con: "Resto a vostra disposizione" e la tua "filosofia" e ': CHIAREZZA, IMPEGNO, CONCRETEZZA, ma poi ti rifiuti di Rispondere a due domandine qui sotto semplicissime.
Nella tua posizione non hai la "facoltà" di Rispondere o no, ma DEVI farlo.


1) Con Quali Criteri hai nominato coordinatrice "pro tempore" Teresa Todaro Restifa e Santo Santoro?

2) Dal tuo CV pubblicato nel tuo web non Risulta che tu abbia risieduto all'estero, come hai potuto farti eleggere in Croazia?

Vieni sai qualcuno via e-mail cortesemente ha voluto informarci che:

Aldo Di Biagio, Che Nella sua biografia si spaccia per laureato, non è assolutamente in grado di scrivere correttamente un testo e dunque si avvale di un ghostwriter Che non paga, o meglio paga con le sue solite promesse. COSTUI, racconto di Raffaele Fantetti, disoccupato Attualmente, sta nel bugigattolo Che Hanno dato al Di Biagio in Via dell'Umiltà e per passare il tempo fra un comunicato el'altro in politichese Rigoroso, spettegola al telefono e via internet con tutto il mondo e Giova una tariffa Lo Stratega politico.Ebbene questo racconto è Stato Circuito (direi Pagato, ma non ho dimostrare, sospetti solo) Dalla finta Baronessa in occasione di una delle sue tournee frequento a Roma. E la sua nomina SI DEVE à lui, l'anima nera di Di Biagio è Biagio.Di cittadino croato Giunto Premio Per combattuto come volontario Avere Nella guerra fra Croazia e Serbia.

Ti ho girato l'e-mail qui sopra chiedendoti quanto ci Fosse di vero. Ma "omertosamente" Sei rimasto muto.

Quel Raffaele Fantetti non e ' quello che ha Dichiarato che: "Di Girolamo ha ingannato gli italiani all'estero"? Nicola Di Girolamo non e' quel senatore che e' stato salvato dalla GALERA dalla Giunta del Senato (di cui il "folle" Marco Follini e' presidente) incarcerazione richiesta dal GIP (Giudice Indagini Preliminari) che ha accertato che non POTEVA ESSERE candidato all 'estero non avendo mai preso la residenza in un Paese straniero? Raffaele Fantetti non e' il primo degli non eletti ed aspetta di sostituire Di Girolamo appena verra' imprigionato?

La triste ed ingloriosa storia degli italiani nel mondo che militano nel centrodestra ebbe inizio nel 1999 con la fondazione degli Azzurri nel Mondo. Presidente Silvio Berlusconi, vice presidente vicario Dario Rivolta. Segretario organizzativo Aldo Lorenzi, segretario esecutivo Claudio Lizzola Che risiede in Canada e si Vanta d'Essere amico d'infanzia di Silvio Berlusconi. Berlusconi finanziò "personalmente" l'Associazione, ma dopo alcuni mesi i soldi "finirono" ed ebbe inizio il solito scarica barile di chi Fosse la colpa della sparizione. Dopo circa sette anni di "gestione", la "DIRIGENZA" degli Azzurri nel Mondo non riusci 'ad attuare neppure un rigo del pur ottimo Documento Programmatico.

Per la "scelta" dei candidati alle elezioni del 2006, Dario Rivolta si avvalse della collaborazione di una persona di sua "fiducia" un certo Vittorio Favale Che risiede uno Velletri ed ogni tanto viene in Australia per fare il MAGLIARO. Nel marzo 2003 questo Favale, Insieme a Joe Cossari di Melbourne, fondarono gli Azzurri nel Mondo per l'Australia el'Oceania. Cossari fu nominato Presidente e Vice Presidente Favale. Al momento delle nomine dei candidati per le elezioni politiche 2006, Cossari venne "accantonato" da Favale (fu candidato - non capolista - all'ultimo giorno utile Dopo la rinuncia di Un'altra persona) che, a sorpresa, candido' due perfetti sconosciuti sia a Forza Italia che alla comunità italiana in Australia: Teresa Todaro Restifa (di Sydney) e Luigi Casagrande (di Brisbane). E ovvio che Rivolta e Favale non fecero niente per niente e soltanto gli stupidi non pensano che non ricevettero qualche cosa di assai "concreto" dai due candidati da Loro prescelti. Infatti, Dario Rivolta, non prese in nessuna considerazione i due candidati proposti a maggioranza dagli esponenti degli Azzurri nel Mondo in Australia che scelsero David Campese e Frank Farina. Candidati che avrebbero raccolto MOLTI piu 'voti anche tra gli italiani di seconda generazione e vinto i due seggi. Per circostanze molto sospette Dario Rivolta volle "ostinatamente" confermare le candidature dei DUE perfetti sconosciuti che si scoprirono poi essere anche dei millantatori. Infatti, infrangendo le leggi Costituzionale, penale e civile, Teresa Todaro Restifa si spaccia per Baronessa della Corona di Ferro. Luigi Casagrande falsamente sostiene di essersi laureato in "ingegneria" all'Università ' che l'ha smentito con due e-mail. Durante la campagna elettorale, per sostenere i due suoi "personali" candidati, Dario Rivolta invio' in Australia unaltra persona di sua "grande" fiducia, un certo Amedeo Gentile che lui tiro' fuori dalla galera di Santo Domingo come da documento ancora leggibile in Internet:

ALLEGATO 3
Camera dei Deputati III Commissione
Giovedì 19 giugno 2003
Interrogazione n. 5-02126
Rivolta: Caso del signor Amedeo Gentile.

TESTO DELLA RISPOSTA
Il Signor Amedeo Gentile è Stato tratto in arresto nel pomeriggio del 30 maggio scorso uno seguito della denuncia nei Suoi Confronti Presentata da un altro connazionale, il signor Armando Lonero, Che lo accusava di Minacce, Violazione di domicilio, sequestro di persona ed altre infrazioni minori . Il signor Gentile, Dopo Aver trascorso il fine settimana agli arresti domiciliari, è Stato Condotto presso la prigione di Samanà il giorno lunedì 6 giugno. L'episodio va inquadrato alla luce di un contenzioso Che oppone i connazionali uno causa relativamente alla proprietà ed alla gestione di un supermercato situato in località Las Terrenas. (... ....)

Nel 2007 Dario Rivolta fu costretto a passare la mano a Barbara Contini, famosa per il gran "casino" che combino' nel Darfur.
Qui sotto Quanto scritto da uno dei Suoi collaboratori piu 'stretti:

... ... ... ... ... ... La Senatrice ha Saputo fare piazza pulita di chi ha discusso le Sue scelte senza distinzione tra collaboratori, religiosi o missionari, ma ha anche ridimensionato sapientemente la forza ed il metro di giudizio con chi fosse necessario per attingere al mondo della Politica, Quello dei contatti illustri e dei figli dei Nobili. (,,,,,,,,) Le cause di tale fallimento risiedono Nelle ambizioni sfrenate di Barbara Contini, Nella Mancanza di Coordinamento con gli altri Colleghi italiani Ma soprattutto nell'ostilità Che si respirava intorno al nostro team, la squadra di un Capitanato da chi purtroppo lasciava Che Spesso il senso di protagonismo ed accentramento prendessero il sopravvento sull'umiltà e la collaborazione, i cardini della vera leadership. Per concludere, rimane la delusione di un lavoro non portato a termine, il naufragio di un'essenziale operazione umanitaria, Ma soprattutto ancora una volta l'immagine di un'Italia Che QUESTI con dirigenti, anche se ritratti in un'appariscente foto meritevole di un generale romano vittorioso sul campo, in realtà non è Stata all'altezza del Compito affidato, perdendosi in inutili piccolezze e Mostrando il solito lato triste di sè. Giorgio Trombatore --

Barbara Contini e Marco Zacchera furono nominati "responsabili" esteri del PDL per la campagna politica del 2008.

La Ministra Mara Carfagna, in un'intervista rilasciata al "Il Giornale" (il 28 gennaio 2008 a pag. 9), defini' Barbara Contini una "Caterpillar". Forse perche' questa "giovane" ragazzotta e' arrogante, irascibile, incompetente e bisbetica, con la mentalità da vecchia bacucca della prima Repubblica. Una volta che "Caterpillar" e' riuscita a farsi eleggere senatrice, ha pensato subito d'imboscarsi facendosi nominare Presidente degli Ospedali Italiani nel Mondo: poco lavoro e viaggi in tutto il mondo. E ha "buttao l'osso" all'ingenuo Aldo Di Biagio.

A pag. 171 del Suo libro "Staffette" (LEGGETELO, vi diventerà chiaro cosa significa "Predicare bene e razzolare male", Marco Zacchera e' orgoglioso del suo il nomignolo di "Speedy Gonzales" ma, come anche lui stesso afferma, e un piu' ' "Peter Pan" l'eterno bambino schiocco impegnato, principalmente, a coltivare il suo hobby preferito: quello di girare il mondo esclusivamente per migliorare il record del numero dei Paesi visitati (133 Erano il 4 gennaio 2007 quando venne in Australia ) per vincere la gara ingaggiata con l'altro Suo collega "fannullone" altrettanto ed "stupidino" che milita nel Pd. Zacchera tiene uno precisare che viaggia a "sue spese". Ma chi gli passa l'immeritato e sproporzionato stipendio che incassa mensilmente?
MOLTI operai o impiegati non lo incassano neppure in un anno!
E Zacchera continua a scrivere di "onesta'" senza vergognarsene.

A questi due "irresponsabili" (Caterpillar & Speedy Gonzales) scrissi che erano degli "spocchiosi" per il fatto che non avevano la cortesia (ma era un loro preciso dovere) di rispondere alle mie e-mail con le quali proponevo candidati piu' seri e prestigiosi (personalmente non ero incluso Nella lista) per il PDL al posto dei DUE noti "millantatori". Evidentemente anche Contini e Zacchera avevano stretto un patto di "ferro" con Casagrande e Restifa e quindi, per proteggere i loro "pupilli" "espulsero" me che dal 1994 ero l'unico FORZISTA in Australia. Contini e Zacchera scioccamente, da veri "idioti", erano convinti che avrebbe vinto i due seggi senza la mia collaborazione. Per Loro e per i loro "protetti" fu un completo "fallimento".

Ora, dalla "confidenziale" e-mail che ci e' stata cortesemente inviata alcuni giorni fa', sembra che, anche questa volta, la Baronessa, alias Teresa Todaro Restifa, abbia trovato la via giusta per "inciuciare" e farsi nominare coordinatrice "pro tempore" per il PDL nel NSW. Anche in questa occasione e' riuscita a fare tutti fessi, stipulando un accordo (?!), ovviamente sempre di "ferro" come la sua corona, con Raffaele Fantetti che sembra SIA l'eminenza grigia nell'ufficio di Aldo Di Biagio che , illetterato qual'è, non e' in grado neppure di scriversi gli innumerevoli "Comunicati Stampa" che inondano le Redazioni.

In conclusione. La storia del centrodestra nel mondo e' una storia che fa vergogna ed offende tutti gli italiani nel mondo soprattutto quelli che militano nel centroestra.
Non racconta di un partito che "onestamente" voleva e vuole "radicarsi" Tra gli italiani nel mondo, ma ha sempre agito come una "cupola mafiosa" e come una "Associazione a delinquere".

martedì 19 gennaio 2010

Teresa Todaro Restifa, la "ridicola" BARONESSA e Luigi Casagrande, il "falso" INGEGNERE. Dario Rivolta, Barbara Contini e Marco Zacchera.

La sentenza del 16 settembre 2009 della Suprema Corte del NSW (New South Walles) di Sydney mi ha riconosciuto colpevole di diffamazione nei confronti di Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande. Qui di seguito dimostrero’ che sono stati loro a diffamare me e tutta la comunita’ italiana in Australia ed in tutto il mondo.
Il motivo principale per cui i due mi hanno querelato e’ stato per il danno che avevo arrecato alla loro “reputazione”!!!!! Qui di seguito la frase finale del giudice riportata nella sentenza: n. 73 (p. 16): Finally, I note that Mr. McClintock very fairly conceded On behalf of the Plaintiffs that their principal objective in these proceedings was to Obtain Vindication of their reputation. Consolation for their personal distress and reparation for the harm done to their reputation are also purposes of an award of damages.

Le 16 pagine della sentenza fanno completa luce su chi siano realmente Teresa Todaro Restifa e Luigi Casagrande, sia per quello che hanno dichiarato, che e’ stato parzialmente riportato nella sentenza ma, soprattutto, per quello che hanno tenuto accuratamente nascosto.
Pur se fossero state vere le loro referenze riportate nei i loro CV (Curriculum Vitae) (Allegati n.1 & 2) e’ evidente a tutti che Restifa e Casagrande non avevano il minimo delle qualifiche necessarie per aspirare ad una candidatura importante come quella al Parlamento italiano.

Come riuscirono a farsi candidare pur essendo dei noti millantatori?

Quello che pero’ e’ estremamente grave, che ha danneggiato la reputazione di tutta la comunita’ italiana di tutto il mondo ma, specialmente, di quella in Australia, e’ il fatto che Restifa e Casagrande, per rendere prestigiosi il loro insignificanti CV, hanno inserito titoli accademici “falsi” e titoli nobiliari “illegali” infrangendo persino la legge Costituzionale italiana (Articolo 14 disposizioni transitorie della Costituzione); la legge penale (Articolo. 36, ultimo paragrafo del Codice Penale e l’Art. 498 del Codice Penale) e quella ordinaria (Legge n. 178 del 3 marzo 1951, articoli 7 & 8).

Restifa si fregia di un titolo nobiliare ridicolo:
Heritage Preservation Advisor dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro; Dama di merito del Sovrano Imperiale, Militare della Corona di Ferro del regno Italico; Titolo Onorifico di Baronessa del Regno, con conseguente passaggio al Ruolo di Dama di Giustizia conferito dal gran Cancelliere SAS il Principe Lucien Lavesi, Dell'Ordine Sovrano della Corona di Ferro.

L'Ordine non è riconosciuto in Italia come un ordine legittimo, e quindi la concessione e l'uso delle sue insegne sono punibili ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge 3 marzo 1951, n. 178. La condanna per le offese di cui ai commi precedenti comporta la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del codice penale. Le disposizioni del secondo e terzo comma si applica anche quando la concessione di titoli nobiliari, premi, decorazioni o distinzioni si sono verificati all'estero. E’ criminale mantenere qualsiasi titolo di nobiltà, non riconosciuto dallo Stato italiano, ai sensi dell'art. 14 disposizioni transitorie della Costituzione: XIV I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L’Ordine mauriziano è conservato come un ospedale e lavora nel modo prescritto dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica.

La sua megalomania ha messo in grande imbarazzo persino il Console italiano di Sydney (Allegato n.3: Console di Sydney).

Casagrande sostiene di essersi laureato ingegnere alla Universita’ di Padova (allegato n. 4 Brisbane Motorway) ma e’ “falso” (Allegati n.5 Universita’ di Padova e n.6 Art.498 CP). Sostiene di essere Managing Director di cinque compagnie quando lo e’ in una soltanto, la MOSTIA, che e’ stata condannata a pagare un grosso risarcimento (alleato n.7 giornale di Brisbane).

Durante la causa che mi hanno intentato per "diffamazione" il loro avvocato ha fatto intendere al giudice (che, ovviamente, non sa nulla di come sia organizzata la comunita’ italiana all’estero) che i suoi due clienti erano delle persone “rispettabili”, “conosciutissime” ed “apprezzate” dalla comunita’ italiana tanto che era componenti del COMITES e del CGIE.

Il giudice non sa che questi due organismi sono del tutto sconosciuti alla stragrande maggioranza della comunita’ italiana di tutto il mondo e che il Governo italiano sta pensando di cancellarli. In 20 anni sia il CGIE e sia i COMITES hanno speso circa 100 milioni di euro senza alcun risultato apprezzabile per la comunita’ italiana (allegato n.8: dichiarazione della Hon. Franca Arena).

Qui di seguito la dimostrazioni di quanto erano conosciuti e stimati. Teresa Todaro Restifa alle elezione dei COMITES di Sydney del 2004 ottenne 586 voti su 34.982 persone aventi diritto di voto. A queste elezioni la Restifa rappresentava il CTIM (Comitato Tricolore Italiani nel Mondo) e non Forza Italia.

Casagrande, alle elezioni del COMITES di Brisbane nel 2004 non rappresentava Forza Italia, ma un movimento Indipendente per il Queensland & North Territory. Ha ottenuto 810 voti su 12,199 persone aventi diritto al voto.
A candidare Restifa e Casagrande, alle elezioni politiche del 2006, fu Dario Rivolta, Vice Presidente Vicario degli Azzurri nel Mondo con sede a Roma. E’ evidente che Rivolta non fece neppure una superficiale verifica dei CV di Restifa e Casagrande in quanto gli erano stati introdotti da una persona di sua “fiducia”, un certo Vittorio Favale che risultava Vice Presidente degli Azzurri nel Mondo per l’Australia ed Oceania ma risiedeva a Velletri (vicino Roma).

Chi e’ questo Favale? E’ nato il 22 febbraio 1948 a Velletri dove risiede in via dello Scellino, 6. Velletri e vicino Roma. Favale e’ un ex dipendente della Cassa del Mezzogiorno nota per aver bruciato migliaia di miliardi di denaro pubblico. Favale e’ andato in pensione giovanissimo, come sua moglie ex insegnate di scuola superiore (i famosi pensionati baby che hanno contribuito a creare l’astronomico debito pubblico italiano). Favale ottenne dall’ On Dario Rivolta (in quel tempo responsabile egli azzurri nel Mondo) l’incarico di fondare l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia ed Oceania.
In data 4 aprile 2003 nell’ufficio di Joe (Giuseppe) Cossari (Lygon Street, 988 North Carlton – Victoria - 3054 Australia), con atto costitutivo nacque l’Associazione degli Azzurri nel Mondo in Australia: Cossari Presidente, Favale Vice Presidente (ma risiedeva a Velletri, in Italia).
Ai primi di gennaio 2005 Giampiero Pallotta e Sergio Paci presentarono a Vittorio Favale, in un caffe’ all’Italian Forum di Leicchardt, Teresa Todaro Restifa e suo marito Sam. Tra il Favale e la Famiglia Restifa “scocco’” subito la scintilla ed inizio’ subito tra loro uno stretto rapporto politico/affaristico che coinvolse anche Luigi Casagrande. Restifa e Casagrande si recavano alcune volte in Italia e il Favale li introdusse a Dario Rivolta. Favale, ogni volta che sbarcava in Australia, agiva come un “MAGLIARO”. Voleva sempre “piazzare” “nuovi” prodotti made in Italy. Una volta una macchinetta per cuocere gli spaghetti “espressi”. Un’altra volta voleva trovare un importatore che gli acquistasse i sacchetti di plastica “riciclabili”: una novità secondo lui! Quindi voleva introdurre in Australia apparecchiature speciali per economizzare ‘uso dell’energia elettrica. Ed altri “nuovi” prodotti come se noi in Australia vivevamo in un Paese sottosviluppato. Favale si comportava come un classico MAGLIARO. Favale aveva aperto un ufficio a Melbourne con il miraggio di ottenere la residenza in Australia. Cosi’ avrebbe avuto il diritto di candidarsi alle elezioni politiche che si stavano avvicinando. Quando giunse il tempo delle elezioni politiche del 2006, Favale ancora non aveva ottenuto la residenza in Australia e, improvvisamente ci vedemmo imporre le candidature di Teresa Restifa alla Camera e di Luigi Casagrande al Senato. I due non erano mai appartenuti a Forza Italia!! La cosa fece scalpore in Australia ed in Italia. E’ sembrato subito molto strano a molti che due persone insignificanti e poco stimate, mai appartenute a Forza Italia, fossero state candidate al Parlamento italiano e nientemeno per il partito italiano piu’ importante: Forza Italia.

Il contenuto della sentenza del 16 settembre 2009 (allegato n. 9: Sentenza) ha fatto finalmente luce completa su tutta la vicenda. Ormai e’ evidente che Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale stipularono un accordo talmente ferreo che non fu possibile scioglierlo neppure di fronte alle forti ed importanti candidature di David Campese e Frank Farina. Questi due famosi personaggi, per la loro notorieta’ in Australia e nel mondo, avrebbero ottenuto molti piu’ voti di tutti e quattro candidati messi insieme (tra cui Restifa e Casagrande) presentati da Forza Italia. Con Campese e Farina Forza Italia sicuramente avrebbe vinto i due seggi ed il governo Prodi non sarebbe mai nato. Infatti il governo Prodi si reggeva per un solo voto del senatore Luigi Pallaro eletto in Argentina. Se Forza Italia avesse vinto il seggio di Senatore in Australia, Prodi non avrebbe potuto formare il suo governo.

1) Quale tipo di accordo stipularono Restifa, Casagrande, Rivolta e Favale che non fu possibile sciogliere?

2) Che cosa li legava cosi’ indissolubilmente?

3) Perche’ Rivolta candido’ questi due millantatori?

4) Perche’ Rivolta smise di corrispondere con me quando ricevette le e-mail qui sotto?


Friday, 23 Mar 2007 01:39:00
Rivolta e Pallotta: cosa fanno gli Azzurri nel Mondo?
La situazione non è facile. Gli Azzurri nel Mondo, sono fermi. All'estero, la gente se ne accorge. Pallotta è solo la punta dell'iceberg. Come uscirne?
di Redazione Riceviamo e pubblichiamo una mail che Giampiero Pallotta, Azzurri nel Mondo Australia, ha inviato al direttore Ricky Filosa, nella quale si lamenta di ciò che fanno - o meglio, non fanno - i vertici Azzurri:Caro Ricky, desidero complimentarmi con Antonio Zulian per il suo articolo del 20 marzo. Siamo in molti a pensarla come lui. Ci siamo accorti che gli Azzurri nel Mondo e' una scatola vuota. Penso che se Berlusconi lo venisse a sapere si incazzerebbe di brutto. L'On Rivolta non si degna di rispondere alle e--mail e non parliamo poi degli altri "dirigenti" che pensano solo alle loro "futili" cosucce private e farsi la guerra tra loro. Nominano "esperto" per 'Australia un "magliaro" che ogni tanto fa qualche viaggetto in Australia e poi , si dice, che abbia venduto le candidature al miglior offerente. E' vero, siamo degli ingenui a continuare ad darci da fare per il bene di Forza Italia ma lo facciamo unicamente per la grande stima che abbiamo per Silvio Berlusconi. A giorni t'inviero' una nota piu' dettagliata. Cordiali saluti.
Giampiero Pallotta* - Italia chiama Italia*Segretario Generale degli Azzurri nel Mondo NSW Inc. - Australia (FORZA ITALIA)

La risposta dell'On.Dario Rivolta:
Caro Pallotta, leggo costantemente, se pur non sempre puntualmente, le Sue email. La vorrei però informare che le funzioni operative di Azzurri nel Mondo spettano per statuto al Segretario Generale e al Segretario Organizzativo, così come la gestione dei rapporti con le sedi estere. Compito del Vice Presidente Vicario, sempre in base allo statuto, resta quello di rappresentanza in sostituzione del Presidente, qualora egli fosse impossibilitato a farlo in prima persona.
Un cordiale saluto,
Dario Rivolta* - Italia chiama Italia*resp.esteri di Forza Italia e Vice Presidente Vicario Azzurri nel Mondo
Friday, 30 Mar 2007 06:24:00
Pallotta: "Amici Azzurri, cambiamo musica!"
5) Per autofinanziarci c’eravamo prefissati di organizzare almeno una festa l’anno e di organizzare stage calcistici in collaborazione con l’AC Milan. Per realizzare questi progetti ho iniziato un fitto scambio d’e-mail con l’On Dario Rivolta che, ad un certo momento, improvvisamente, si e’ interrotto. Casualmente è avvenuto, quando ho rivelato i retroscena di com’erano avvenute le candidature. Le ultime supposizioni affermano che siano state vendute da Vittorio Favale al miglior offerente. Questo signore è riuscito a carpire la buona fede dei dirigenti di Roma e si è fatto nominare “esperto” per l’Australia. E’ riuscito in questo in quanto saltuariamente viene a farsi, con la moglie, qualche viaggetto qui dove e’ sempre stato accolto da noi con grande generosità che e’ stata scambiata per ingenuo e sciocco servilismo.


Luigi Casagrande
, durante la causa, ha testimoniato che in queste due frasi i suoi “amici” fecero subito riferimento a lui e alla Restifa. Per primo gli telefono’ Pietro Schirru, poi Ernesto Marciano’ di Perth e quindi Paolo Lazzarin di Melbourne.

Perche’ pensarono subito a Casagrande e Restifa?

Sarebbe interessante sapere da loro come mai abbiano fatto questa considerazione se i candidati di Forza Italia erano quattro?

Ho fatto appello perche’ sono io a considerami diffamato per essere stato portato in giudizio da due millantatori ed i loro compari (Rivolta e Favale) che hanno agito di nascosto per nascondere qualcosa di poco corretto da portare alla luce del sole..

Perche’ Rivolta impose a Restifa e Casagrande di non rivelare a nessuno la loro candidatura sino all’ultimo momento?
E questo e’ scritto anche nella sentenza.

Perche’ voleva tenere nascosto il loro patto o contratto?

Con che mezzi Restifa e Casagrande riuscirono a farsi candidare pur non avendo ne’ i requisiti professionali e tanto meno quelli morali?

Se nell’appello il giudice mi dara’ ragione, per conto della comunita’ italiana, chiedero’ a Restifa e Casagrande un risarcimento danni di 500 mila dollari per il disonore causato a tutti gli italiani.
La somma sara’ interamente devoluta alle organizzazioni italiane che operano per l’assistere alla comunita’ italiana in Australia in vari settori.
Restifa e Casagrande con il loro comportamento sleale ed immorale hanno impedito la candidatura di persone piu’ meritevoli e prestigiose che sarebbero potuti essere di piu’ utilita’ e alla comunita’ italiana.
Per cercare di crearsi una onorabilita’ che non avevano, Restifa e Casagrande senza scrupoli, mi hanno fatto passare da calunniatore e pretendono da me $150 mila dollari per danni “morali” e spese legali..
Questo loro cinico comportamento ha gravemente nociuto non solo me, ma l’intera comunita’ italiana in Australia ed in tutto il mondo.