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domenica 17 gennaio 2010

L'importanza di essere "ottimisti realisti".

Sereno e prosperoso anno nuovo! In questi ultimi giorni abbiamo scambiato molte volte questo ottimistico augurio. L’ottimismo deve sempre prevalere sul pessimismo, anche se fra dodici mesi saremo scontenti del 2010 e porremo tutte le nostre speranze nel 2011. E’ necessario creare attorno a noi ottimismo per imparare a “difenderci” da TV e giornali che diffondono a valanga pessimismo. Generalizzando, il genere umano e’ diviso in due gruppi: gli ottimisti e i pessimisti. I primi socievoli e disponibili, i secondi sempre catastrofici e chiusi. Ovviamente non e’ uno studio scientifico a dirlo, ma l’esperienza che ci e’ data dai nostri capelli bianchi. Col trascorrere degli anni, e chi ha vissuto abbastanza può confermare, ognuno di noi ha avuto a che fare con generi di persone, tutte diverse tra di loro. Alcune ci hanno procurato sensazioni piacevoli o sgradevoli, emozioni positive o negative, trepidazioni e ansie. Queste esperienze confermano la tesi che gli uomini e le donne, ma credo anche gli animali, sono divisi in “solari” ed in “cupi”. Il punto e’ che le persone pessimiste, alla lunga, si portano sfortuna da sole perché si sentono sempre insoddisfatti della vita. Questo modo di essere, purtroppo, e’ innato in loro ed e’ difficile (ma non impossibile) da cambiare. Probabilmente lo “scarognato” e’ contento di esserlo e si trova a suo “agio” in questa dimensione. Gli piace lamentarsi, fare la vittima e piangersi addosso: e’ un modo di fare che gli e’ congeniale. Grazie a Dio, pero’, esistono gli ottimisti, le persone solari, quelli che ti danno voglia di vivere, che ti trasmettono energia, vitalità. Queste persone, a prima vista, possono apparire superficiali ed ingenue, ma effettivamente sono “l’energia della vita”. Sono quelli sempre disponibili ad una parola di conforto. Quelli che ti sorridono e ti salutano. Quelli che quando sono arrabbiati evitano di mostrarsi tali. Quelli che ti dicono si ad una proposta. Quelli che si adeguano alle circostanze. Quelli che non fanno inutili polemiche ma costruttive. Quelli che sdrammatizzano. Questi sono gli ottimisti “realisti”, perché l’ottimismo senza realismo e’ pericoloso in quanto crea castelli in aria. Evitano di commettere l’errore di essere degli ottimisti “ingenui”, ovvero che sono convinti che ci sia solo il lato positivo delle cose. Il segreto sta nel capire perfettamente il “punto” delle convinzioni degli “ottimisti realisti” e farlo proprio. E’ piu’ facile cosi’ concentrarsi sul lato positivo delle cose vedendo, nel contempo, anche quello negativo. Il pessimista vede il bicchiere mezzo vuoto, l’ottimista lo vede mezzo pieno, l’ “ottimista realista” beve l’acqua del bicchiere e non muore di sete. Sono questi diversi tipi di mentalità che influenzano il modo di relazionarsi con gli altri. Un ottimista, sino a quando e’ umanamente possibile, tende ad evitare le inimicizie e si sforza di trovare negli altri i pregi anche nei loro difetti. Un pessimista, invece, tende a pigliare male tutte le cose, magari tende a fraintendere ciò che gli viene detto. Un ottimismo “realistico” e’ fondamentale per vivere serenamente e per realizzare i propri sogni. Ma non solo: migliora la salute psicofisica e fornisce quella “grinta” indispensabile nei momenti critici. Chi non e’ un “ottimista realista” può impararlo ad esserlo perché, infatti, non e’ un dono di natura ne’ fa parte del carattere, ma si può acquisire con un po’ di applicazione, con un po’ di “sapienza” che va nutrita e coltivata pazientemente. A fine anno non leggo mai le previsioni economiche e tantomeno gli oroscopi per l’anno nuovo. Per il fatto che sono un ottimista “realista” so per certo che raramente sono affidabili. Gli “esperti” pensano di prevedere il futuro guardando esclusivamente a quello che e’ accaduto nel passato, come se quello che sia accaduto sino a questo momento dovesse continuare all’infinito. E questo spiega, tra l’altro, perché quasi nessuno ci azzecchi. Quel che mi ha colpito in questi primi giorni del 2010, dando un’occhiata ai titoli dei giornali e ascoltando saltuariamente le trasmissioni radiofoniche e televisive, e’ la “ripetitività” delle analisi. Nell’economia tutti parlano di “ripresa lenta”, di “exit strategy”. Tutti sono pronti a darci lezioni, soprattutto gli esperti che hanno esaltato il capitalismo finanziario e speculativo anglosassone/americano, presentandolo come la panacea ai nostri mali, invece ci troviamo nei guai seri proprio per loro. Oggi quegli stessi signori sostengono che la colpa e’ dei governi e li ammoniscono a “rimettere in ordine i bilanci statali". Che ipocriti! La crisi finanziaria globale non e’ stata provocata dalle sconsiderate spese dei singoli Stati, ma dalla necessità di coprire le voragini di debiti provocate da molte banche “truffatrici”. Missione compiuta, dicono gli esperti. Il sistema finanziario e’ salvo! Se il sistema e’ davvero salvo, a pagarne i costi dovrebbe essere innanzitutto chi ha provocato il dissesto, dunque certe ben note banche di Wall Street, che operano in tutto il mondo. Ed invece tutto e’ tornato come prima, anzi peggio di prima, come dimostrano i bonus da 140 miliardi di dollari elargiti quest’anno proprio da quelle banche “truffatrici” ai loro “dirigenti”. Il vero potere e’ rimasto nelle loro mani, anzi e’ persino aumentato, perché ora hanno la “certezza” che, qualunque errore commettano, gli Stati non le “lasceranno fallire”. L’importante per loro e’ che l’opinione pubblica (cioè noi poveri fessi) non lo capisca. Dobbiamo gioire per la “ripresina” ed essere pazienti, ce lo dicono i soliti guru. Abbiamo dovuto pagare i loro imbrogli ed ora cercano di “distrarci” dopo averci fatto “cornuti e mazziati”. Auguri dunque ai “finanzieri” che imparino ad essere piu’ onesti e meno egoisti. Nella politica italiana abbiamo passato metà del 2009 a parlare di “escort” e “travestiti”, trasmettendo all’estero l’immagine di un’Italia “immorale”. Adesso apriamo il 2010 discutendo se sia lecito, o meno, ricordare positivamente un ex capo del governo (Bettino Craxi) che mori all’estero, visto che, se fosse rimasto in Italia, lo avrebbero fatto marcire “innocentemente” in carcere. Una parte della magistratura continua “assatanata” ad voler “ingabbiare” l’attuale presidente del Consiglio, continuando a trasmettere all’estero, l’immagine di un Paese ripetutamente nelle mani di politici “mafiosi”. Eppure l’Italia figura in cima alle classifiche dei Paesi piu’ ricchi, ed e’ uno dei più potenti, impegnato, con i propri militari, in costosissime e pericolose missioni di pace. I suoi cittadini, ad ogni festa comandata, se ne vanno in “massa” in vacanza e moltissimi di loro in tutto il mondo, come se la “famosa” crisi economica mondiale non esistesse. Gli italiani in Italia sono matti o mattacchioni? In realtà, e’ la storia di sempre e lo so bene per aver vissuto i miei primi 43 anni in Italia. Nel DNA degli italiani c’e’ un forte componete “anarcoide”. Vogliono un governo capace d’imporre a tutti l’obbligo di rispettare le leggi, tranne ad ognuno di loro. Vogliono lo Stato forte ed autoritario, con gli altri, ma per ciascuno di loro rivendicano il diritto a posteggiare dove gli pare, a saltare le file, d’usare le conoscenze e le “raccomandazioni” per gabbare tutti gli altri che hanno piu’ diritto di loro. Non fanno che piagnucolare sulla pessima “immagine internazionale dell’Italia”, attribuendo sempre a qualcun altro la colpa del suo preteso degrado. Poi, pero’, la alimentano loro stessi con tutte le loro forze, e se gli capita di dover parlare dell’Italia, lo fanno nel peggior modo possibile. Cosi’, per colmo del ridicolo, capita che sia un australiano, un inglese, un americano o altri a ribattere: “Si, va bene, ma siete un Paese meraviglioso e il mondo e’ pieno d’italiani in vacanza, segno che proprio alla miseria non siete”. No, in Italia non se la passano male, tranne una marginale percentuale che c’e’ sempre stata e sempre ci sara' come in ogni Paese compresa l’Australia e molto di piu’ negli USA. Fin dai primi anni di scuola, in Italia la musica e’ sempre la stessa, chi studia di piu’ ed e’ piu’ bravo viene preso in giro, mentre gli altri “inciuciano” e….passano avanti. Poi c’e’ chi e’ “straricco” ma e’ “nullatenente” per il fisco. L’Italia e’ un Paese con un’immensa ricchezza privata, che si mostra al mondo “miserevolmente”. Si racconta di un’Italia che non esiste e cosi’ facendo viene “degradata”. L’Italia e’ un Paese in cui la giustizia e’ affidata ai “militanti politici” e la politica ai “magistrati”: e’ un Paese che ha deciso di “massacrarsi”. Ma alla fine, come e’ sempre stato, l’Italia ce la farà. Ce la faremo anche noi italiani nel mondo a continuare ad andare avanti pur essendo sempre stati “abbandonati” da tutti i governi che si sono succeduti dal 1948 “compreso l’attuale” che si e' del tutto anche disinteressato della vicenda della vergognosa mappa sull'Italia pubblicata il 20 novembre 2009 dall'Australian Financial Review. Sereno e prosperoso anno nuovo a tutti gli italiani nel mondo ed in Italia che studiano, che lavorano, che sono orgogliosi d’essere italiani, che credono nel futuro, che rappresentano valorosamente l’Italia nei mercati con i loro prodotti, nelle scienze, nello sport e nella cultura. L’augurio e’ quello di espellere dal nostro DNA l’anarchia e l’egoismo, il viziaccio dell’inciucio, l’arrivismo per pura vanità, il “piangerci” addosso, l’“auto denigrarci” ed il pessimismo. Dobbiamo riaccende in noi l’ottimismo realista, i “veri” valori positivi dell’umanità’ e quelli “patriottici” per procedere tutti insieme uniti verso la stessa meta. E’ accaduto nel passato e potrà accadere ancora.

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