Essere “conformisti” di sicuro e’ una difesa. Chi non si reputa “forte abbastanza” per contrastare da solo il “gruppo” tende a “conformarsi” il piu’ possibile ad esso in modo che venga considerato uno di loro ed ottenere protezione. Comunque non sempre si può giudicare “severamente” i “conformisti” perche’ molte volte sono stati “costretti” ad esserlo e la storia e’ piena di personaggi che hanno dovuto “conformarsi”. Un esempio su tutti e’ Galileo Galilei che, per imposizione della Chiesa, ha dovuto “rinnegare” la sua scoperta che la terra girava intorno al sole e non viceversa come si era sempre creduto. Essere pero’ “anticonformisti” a tutti i costi, per non apparire come gli altri, talvolta e’ “patetico ed infantile” ma anche puro “esibizionismo”. Chi esce di casa con i “piercing” al naso, sulle ciglia o alla bocca, con tatuaggi in tutta la pelle scoperta o con i capelli colorati e vestito in maniera “bizzarra”, non e’ un “coraggioso” che contesta la società per migliorarla, lo fa perche’ e’ cosciente di essere una persona “insignificante” e per questo “vuole farsi notare” dal prossimo. Non e’ “anticonformista” l’omosessuale che bacia un altro uomo durante il Gay Pride. Non fu invece “anticonformista”, ma “ribelle”, Rosa Parks (attivista statunitense afroamericana) che nel 1955 andò a sedersi nella sezione “bianca” dell’autobus e dette avvio al movimento antisegregazionista spianando la strada ad Obama, afroamericano, oggi Presidente degli Usa. Chi ha “grande personalità” non ha paura di andare contro le idee “correnti” e di pagare di persona. Il “ribelle” non vuole apparire diverso, vuole soltanto dimostrare quello che e’ realmente e si “ribella” al generale “conformismo” del pensiero, del modo di vivere, di vestire ecc. che “soggioga” le persone rese “schiave” da una “minoranza” che ha in mano il potere qualsiasi esso sia. Di solito il “ribelle” non e’ originale nel vestire, non e’ vanitoso e non ama apparire ed e’ piuttosto schivo e riservato. Al lettore può venire in mente molti nomi di personaggi “ribelli” (Spartaco, Giordano Bruno, Giordano Savonarola, Gandhi, Nelson Mandela ecc.) che, pagando un prezzo altissimo, hanno migliorato il mondo. “L’anticonformista” invece e’ solo una “brutta copia” del “ribelle”. Proprio lui che vuole “apparire” diverso. Il “ribelle”, che fa del tutto per rimanere “anonimo”, si nota molto di piu’ del “conformista” che si adegua a tutto, vestendosi anche alla moda, per “mettersi in mostra” e all’“anticonformista” con i capelli colorati, i tatuaggi e i piercing o “stravagantemente” vestito ugualmente per “mettersi in mostra”.
mercoledì 20 giugno 2012
I "missionari".
Siamo sempre molto critici e mai soddisfatti dei parlamentari italiani eppure “lavorano duramente” senza un attimo di “sosta”. Nonostante tutto quello che sta capitando in Italia, dalla crisi economica ai terremoti, per senso del “dovere” tre parlamentari “sacrificandosi” hanno affrontato un lungo e faticoso viaggio per venire in “missione” nell’emisfero sud del mondo. Vogliono discutere con la comunità italiana del rinnovo dei Comites e del CGIE, dei tagli dei fondi per l’insegnamento della lingua italiana e sulla “razionalizzazione” della spesa pubblica. Mai nessuno ha tenuto conto del nostro parere: se ne sono sempre altamente “fregati”. Come al solito i “furbacchioni” tentano di “camuffare” il loro “viaggio di piacere” con una “missione” istituzionale. “Ovviamente” il costo della “vacanza” e’ a carico del contribuente italiano che, come sappiamo, e’ spremuto come un limone tanto da non aver piu’ una “goccia” di succo da “stillare”. Chi sono questi “missionari” di turno? Sono di tre partiti diversi (PD, PDL e Lega Nord): quando c’e’ da “scroccare” vanno sempre d’amore e d’accordo. Ometto i titoli di “onorevole” perche’ non “pertinenti”. Marco Fedi (PD) e’ nato ad Ascoli Piceno il 13 aprile 1958 ed e’ emigrato in Australia nel 1983 ed e’ stato eletto nella IV Circoscrizione estera e’ da sei anni in Parlamento, e’ anche, nientepopodimeno, Presidente del Gruppo Interparlamentare dell’Amicizia tra l’Italia e L’Australia. Emerenzio Barbieri (PDL) e’ Presidente del Gruppo Interparlamentare dell’Amicizia tra l’Italia e la Nuova Zelanda. Claudio D’Amico (Lega Nord) e’ membro del Gruppo Interparlamentare dell’Amicizia tra l’Italia e la nuova Zelanda. Della compagnia e’ anche la signora Susanna Radoni della Segreteria del Gruppo Interparlamentare della Camera dei Deputati che, evidentemente, ha meritato il “viaggio premio”. Conosciamo benissimo Marco Fedi che in questi ultimi sei anni e’ stato “uccel di bosco” e forse per questo non abbiamo notato “alcun cambiamento” nell’ormai annosa “solida e consolidata” amicizia tra l’Italia e l’Australia. Emerenzio Barbieri, che e’ nato a Reggio Emilia il 19 ottobre 1946, e’ da undici anni in Parlamento ed e’ uno degli “specialisti” nel “salto della quaglia”. Viene eletto deputato con l’UDC di Casini nel 2001 nel collegio uninominale di Agrate Brianza, in Lombardia. Casini ha preferito candidarlo ad Agrate Brianza perche’ lì non lo conosceva nessuno, mentre a Reggio Emilia lo conoscevano molto bene tanto d’affibbiargli il nomignolo di “el pedant” e li aveva poche “chance” di essere eletto. Nel 2008, con Giovanardi (anche lui era con Casini), si esibirono nel “salto della quaglia” e passarono, armi e bagagli, nel Partito della Libertà. Emerenzio e’ “assurto” agli onori della cronaca per due sue famose “interrogazioni” parlamentari nel luglio 208 (sono ancora visibili su YouTube). Nella prima “pretese” che alla Camera, oltre al barbiere, “ovviamente gratuito”, per gli uomini, ci fosse pure il parrucchiere, “ovviamente gratuito”, per le “deputatesse”. Nella seconda ha “lamentato” che i deputati incassano circa settecento euro al mese “meno” dei senatori e che, nei viaggi aerei, “ovviamente gratuiti”, i deputati viaggiano in classe economica, “Bertinotti escluso”, mentre i senatori, “ovviamente sempre gratuitamente”, in business class. Ecco perche’ l’Alitalia e’ sempre in brutte acque! Emerenzio e’ il “fiero tribuno” che combatte per i diritti del “popolo”. I pochi colleghi che conoscono Emerenzio apprezzano le sue “doti umane” ed il carattere “servizievole”, ma lo definiscono un “invidioso” rompi “balle”. Claudio D’Amico e’ uno “sbarbatello” essendo nato a Milano il 22 luglio 1965, ma per essere dov’e’ evidentemente ha tutte le “qualità” dei vecchi “volponi”. Da quattro anni in Parlamento eletto nella circoscrizione III Lombardia 1 con la Lega Nord. Sulla pagina del sito “openparlamento” leggiamo che e’ Sindaco del comune Cassina de’ Pecchi (Milano) e che si occupa d’imprese, economia, lavoro, cittadinanza e immigrazione, tasse e imposte, diritto enti locali, commercio e servizi, trasporti, consumatori e utenti, finanza, pubblica amministrazione, giustizia, politica estera, ordine e sicurezza pubblica, unione europea, cittadini stranieri, ambiente e territorio, società.…ed altri 519 argomenti. Il famoso “enciclopedico” Pico della Mirandola gli fa un baffo a ‘sto D’Amico. I quattro li abbiamo visti allegri “effigiati” sull’edizione di venerdì 15 giugno 2012 del giornale “Wairarapa Times-Age”. L’articolo titolava: “Bellissimo Italian MPs Gardens” infatti erano in visita dei magnifici giardini di “Richmond House” che si trova ad un’ora d’auto da Wellington. Wairarapa e’ una delle migliori zone vinicole nel cuore della classica via dei vini della Nuova Zelanda dove si producono vini eccellenti. Il gruppo ha visitato Tarafahi Training Centre del quale Marco Fedi e’ rimasto “sbalordito” ed “entusiasta” tanto da dichiarare: “E’ stata un’originale esperienza per noi, ed abbiamo parlato che potrebbe esserci una possibilita’ per stabilire qualche cosa di simile in Italia”. Fedi ha perso un buona occasione per starsene zitto, con la sua dichiarazione ha rivelato la sua totale “ignoranza” della realtà “vinicola” dell’Italia. Tutti i paesi al mondo usano attrezzature e la tecnica italiana per vinificare. Senza paura di smentite, e’ la piu’ avanzata e migliore al mondo, sia per la vastissima varietà di vini e la loro altissima qualità, e sia per avere, in quasi tutte le regioni, centri simili a quello di Tarfahi e persino migliori. Il “terzetto” e la signora “segretaria” saranno domani venerdì 22 giugno 2012 alla ore 17:30 all’Associazione Napoletana a Leichhardt. Per non far fare brutta figura al Comites, organizzatore della riunione, non mancherà la presenza dei soliti “maggiorenti” e “capatazz” della comunità italiana, ma quanti saranno gli “italiani genuini”? Questa “missione” era proprio necessaria? E’ l’ennesima presa in giro. I tre deputati dovrebbero rendere conto delle spese di questa loro “gita” e se e’ cosi’ che intendono “razionalizzare” la spesa pubblica. Mario Monti non sa piu’ dove sbattere la testa e loro, fingendosi “missionari”, se ne vanno “giulivi” per il mondo “bighellonando” per “cantine”. Sino a quando noi emigrati “sopporteremo” che simili personaggi ci portano in giro, saremo sempre considerati “servi” a loro servizio e dei poveri “babbei”.
martedì 12 giugno 2012
Autodifesa.
L’Italia si sta deprimendo. Il governo e’ in stato confusionale. Alcuni mesi fa avevo scritto che piu’ la “pressione fiscale” cresceva piu’ il “gettito fiscale” sarebbe sceso e questo per “autodifesa”. I mie primi quarantatre anni li ho vissuti in Italia prima di emigrare nel 1982 in Australia. Trent’anni dopo in Italia nulla e’ cambiato. Se si pagano interamente le tasse e tutti i vari “balzelli”, non rimane niente nelle tasche, non solo per gli investimenti produttivi, ma neppure per le spese personali, quindi, ecco che scatta “l’autodifesa”. I sistemi di “autodifesa” sono molteplici, ma ne racconterò uno vissuto in prima persona. Come molte altre persone, per lavoro con l’auto annualmente percorrevo 50mila kilometri e piu’. Il gasolio (diesel), a quell’epoca, era circa 35/40% piu’ economico della benzina. Molte case automobilistiche misero sul mercato auto con motore diesel, e fu un “boom” di vendite. Per chi spendeva, per “ragioni di lavoro”, una “fortuna” in benzina, era una “manna” poter risparmiare il 35/40%. Inizialmente il bollo di circolazione delle auto diesel era uguale a quello delle auto di pari cilindrata a benzina. Invece di favorire chi per “lavoro” giornalmente era sulla strada (rischiando la vita piu’ di qualsiasi altro lavoratore) per far “marciare” l’apparato produttivo, per mantenere “forte” e “competitiva” l’economia nazionale e, di conseguenza, assicurare il mantenimento dei posti di lavoro, cosa ti “escogita” lo Stato italiano? Il “superbollo” d’applicare alle auto con motore diesel. Praticamente il “balzello” “annullava” il vantaggio di viaggiare con un’auto diesel che, tra l’altro, aveva un prezzo di acquisto superiore dell’auto a benzina. Un vero e proprio “pizzo” come e’ in uso nella “malavita organizzata”. Ed ecco che scattò “l’autodifesa”. Qualcuno a Napoli inventò (ah il genio napoletano!) uno “stratagemma” per evitare di pagare il “superbollo”. Chi pero’ avesse applicato “l’invenzione” napoletana, non solo non avrebbe pagato il “superbollo”, ma sarebbe stato “costretto” a non pagar il regolare “bollo”. O si pagava tutto o niente. Sarebbe troppo lungo spiegare come funzionava il “marchingegno” del quale non ho usufruito i vantaggi facendo, purtroppo, parte di quella categoria dei “fessi” che hanno sempre pagato per intero tasse e “balzelli”. I giornali iniziarono a riportare la notizia che, mentre “vertiginosamente” aumentavano le immatricolazioni delle auto diesel, drammaticamente “precipitava” l’introito allo Stato del “superbollo”. Era stata messa in atto “l’autodifesa”. Sono sempre stato convinto che se da sempre l’Italia avesse applicato una tassazione massima del 35%, la stragrande maggioranza dei cittadini avrebbe pagato le tasse e l’introito per lo Stato sarebbe stato piu’ che sufficiente per fornire ottimi servizi ai cittadini e non si sarebbe accumulato lo “stratosferico” debito pubblico. Per il carico fiscale sempre molto alto, per “autodifesa”, si sono sempre cercate “scappatoie” per non pagare le tasse. La scelta e’ obbligata: o le paghi tutte e vai di sicuro in “fallimento”, o sei costretto ad evaderle al 100% poi, se ti scoprono, si vedrà. In Italia si e’ sempre vissuto “pericolosamente”. Ma alla fine, chi “evade le tasse”, non ha molti “rimorsi”. Da tempo immemorabile, ogni giorno si scopre che i politici, oltre a ricoprirsi d’oro, “fregano” il piu’ che possono e “sperperano” i soldi “estorti” ai cittadini che, per guadagnarli, “rischiano” in proprio oltre a farsi ogni giorno un “mazzo” cosi’. Ecco perche’ la “terapia montiana” e’ sbagliata: ha “stimolato” il meccanismo della “autodifesa”. Infatti sono diminuiti gli introiti delle tasse e dell’Iva (Imposta Valore Aggiunto). Monti e i “professoroni” dovrebbero ritornarsene alle loro universita’ che sono al “centesimo posto” della classifica mondiale. E’ impossibile che un burocrate, per quanto titolato nel mondo accademico, riesca ad assumersi “responsabilità pesanti e complesse”. Ad esempio. Per paura che ci fossero state infiltrazioni mafiose nell'organizzazione di un evento grandioso come le Olimpiadi, Monti ha “rinunciato”, lasciando alle altre nazioni le immense opportunità che i giochi offrono. E se il campionato di calcio viene inquinato dal “malaffare”, meglio “pensare in piccolo” e sospenderlo per due o tre anni invece che intervenire drasticamente applicando le leggi vigenti. Questo governo di “presunti tecnici” dovrebbe essere “licenziato in tronco”, ma ora non si può. Le forze politiche maggiori hanno paura delle elezioni. Nel Pdl c’e’ la confusione piu’ totale. Il Pd e’ un caleidoscopio impazzito. Tutti e due i patiti dovevano stringere con Mario Monti un “accordo riformatore”, ma tra loro sono continuate le solite “schermaglie” e tutto e’ stato sprecato. Concludendo. Il governo non sta affrontando la crisi, non fa le riforme istituzionali, non cambia nemmeno il sistema elettorale e le cose in Italia vanno peggio di sei mesi fa. Invece di “cincischiare” Monti faccia quello che deve essere fatto ascoltando la Corte dei Conti che suggerisce di tagliare la spesa corrente di 50 miliardi (altro che i 4/5 previsti dalla “spending review”!) e di usarli per “tagliare le tasse” ai lavoratori e all’imprese per“incentivare” lo sviluppo economico. Deve abbattere il debito vendendo quote consistenti (400/500 miliardi) del patrimonio mobiliare ed immobiliare pubblico. La Corte dei Conti riconosce al governo precedente “l'efficacia” delle misure di contenimento delle spese. Nel 2011 si sono cumulati gli effetti dei robusti tagli delle spese dei ministeri disposti tra 2008 e 2011. Le spese statali risultano diminuite, nel biennio 2010/2011, di circa il 6%. Monti prosegua su quella strada. L’apparato burocratico italiano, tra governo centrale, regioni, provincie, enti ecc, costa al contribuente oltre 800miliardi, se si facesse una seria “spending review” si potrebbe recuperare almeno un abbondante 10%.
Il grido di dolore di Nino Randazzo.
Quasi nessuno degli italiani nel mondo e “nessuno” in Italia sanno cosa siano i Comites (Comitati Italiani all’estero) e il CGIE (Comitato Generale Italiani all’Estero) e tantomeno a che cosa servono. Se chiedo in giro solo qualche “mosca bianca” sa rispondermi. Sono stati istituiti circa vent’anni fa e “dovevano essere” gli “organi rappresentativi” degli italiani nel mondo. Ho seguito sin dall’inizio la loro “evoluzione” (o “involuzione”) e l’unica cosa di cui sono certo e’ che hanno “sperperato” circa “cento milioni” di euro per non raggiungere nessun risultato “concreto” a beneficio di noi italiani nel mondo. Eppure loro, ed i 18 parlamentari eletti all’estero (12 deputati e 8 senatori), hanno la “presunzione” di rappresentarci. In realtà sono “autoreferenziali, cioè, rappresentano solo e soltanto chi ne fa parte. A ragion veduta ho dedotto che i Comites ed il CGIE sono “organi inutili” che devono essere “cancellati” per risparmiare i milioni che ci costano ed impiegarli nel modo piu’ proficuo. “Cortesemente”, piu’ di una volta, ho richiesto (e’ anche mio diritto) a molti “magnifici membri” del CGIE di preparare un elenco dei risultati da loro conseguiti a nostro favore e di renderli pubblici insieme ai rendiconti finanziari delle loro spese. Per tutta risposta alcuni mi hanno chiesto (anche bruscamente) di cancellare il loro indirizzo e-mail dalla mia mail list e qualcun’altro ha minacciato di prendermi a “sberle” appena avesse avuto l’opportunità’ d’incontrami. Non c’e’ che dire: “personcine” perbene e “democratiche”! Sono convinto che sia stata giusta l’idea d’istituire i Comites, e’ stato sbagliato il “metodo” con il quale i piu’ sono stati gestiti. Il CGIE, invece, ha sempre operato come fosse una “agenzia di viaggi” per gestire le “trasferte” dei molti “magnifici”, per farli alloggiare nei migliori alberghi a “cinque stelle” nelle piu’ prestigiose città del mondo, dove tengono le loro riunioni per parlare del “niente assoluto”. Risulta “evidente” che i governi Berlusconi e Monti, resisi conto “dell’inutilità” di questi “organi rappresentativi”, hanno posticipato il rinnovo dei Comites prima al 2012 ora al 2014. Spetterà al nuovo governo, che si istaurerà dopo le elezioni del 2013, “l’onore” di “cancellarli” definitivamente. Nino Randazzo, svegliatosi dal “lungo letargo” (eppure siamo in pieno inverno australiano), ha “tessuto le lodi” dei Comites e del CGIE (anche lui e’ uno dei “magnifici”) ed ha “imprecato” per l’ennesimo rinvio delle elezioni dei Comites. Invece di sentire “vergogna” per quello che ci costa e per non aver fatto un bel niente per noi in questi ultimi sei anni al Parlamento, Randazzo “urla” e di “dispera” perche’ gli “organismi rappresentativi” (di chi?) non vengano cancellati anche se, in vent’anni, hanno dimostrato “ampiamente” di essere stati del tutto “inutili” e “spreconi”. Ecco perche’ l’Italia e’ finita a “schifio”! Di “Nini” Randazzo ne e’ pieno il Parlamento, oltre a non lavorare, prediligono lo “sperpero” all’uso piu’ “consapevole” del denaro pubblico.
martedì 5 giugno 2012
Chi dovrebbe preservare l'italianita' la sta distruggendo.
A Sydney, nel 2011, in onore delle celebrazioni dell’unita’ d’Italia, fu organizzata un’unica festa della Repubblica. Quest’anno si e’ ritornati “all’antico”. Si e’ ripreso a celebrare due “feste” distinte e, per giunta, entrambi nella stessa data di domenica 27 maggio. I discorsi ufficiali, sia al Marconi Club che al centro di Sydney, “regolarmente” sono stati quasi interamente pronunciati in “inglese”. E a dire che si festeggiava la festa della Repubblica italiana e “l’italianita’”! Sempre per celebrare la nascita della Repubblica Italiana, venerdì primo giugno, il Console di Sydney Sergio Martes, ha offerto un piacevole “concertino” eseguito con maestria dai musicisti e dalla cantante che si sono esibiti. A fine concerto, ciliegina sulla torta, il Console ha tenuto il suo “speech” in inglese, a suo dire per rispetto degli ospiti presenti che non capivano l’Italiano. Gli e’ sfuggito che erano presenti anche molti invitati italiani che non comprendono l’inglese. Dovrebbe vigere la “regola” che, se la festa e’ italiana, la lingua “ufficiale” deve essere l’italiano. Siccome poi noi italiani siamo persone cortesi, al termine i discorsi verranno “brevemente” tradotti in inglese. Invece no. In tutte le celebrazioni e’ stato ampiamente dimostrato che non esiste “l’orgoglio di essere italiani”, eppure ne abbiamo di ragioni da vendere per essere “orgogliosi”. E’ “sconcertante” che nei vari uffici degli enti “italiani”, generosamente sovvenzionati dallo Stato italiano, anche in quelli dove si ha la “presunzione” d’insegnare la lingua italiana, si parli e si scriva “esclusivamente” in inglese. Purtroppo, nel “dna” della stragrande maggioranza degli italiani e’ presente il “gene” del “servilismo” che si e’“instaurato” e “consolidato” nei secoli successivi alla caduta dell’impero romano. Dopo la fine dell’antica Roma, gli italiani sono stati “assoggettati” da molti popoli e per lunghi secoli sono stati “servi” privi di “orgoglio” nazionale. Pur se invitato, sono “allergico” a partecipare alle “cerimonie ufficiali” che spesso e molto volentieri preferisco “disertare”. Venerdì, primo giugno, non ho potuto evitare il “supplizio” di parteciparvi e, molto malvolentieri, ho dovuto “mischiarmi” ai vari “maggiorenti” e “capatazz” della comunità italiana di Sydney. Ho dovuto farlo perche’, dopo il concerto, veniva premiato mio nipote Hermes Pallotta, incluso in una ristretta lista di studenti (tutte ragazze tranne Hermes) che si sono distinti nel parlare e scrivere l’italiano. I miei cinque figli ed i primi quattro nipoti parlano tutti correttamente l’italiano. Le due ultime nipotine, di due e tre anni, lo stanno imparando e gia’ lo “parlicchiano”. Terminato il piacevole “concerto” si presumeva che la premiazione avvenisse alla presenza delle persone che gremivano l’auditorio. Invece i “premiandi” sono stati “relegati” in una piccola “saletta” attigua e “rapidamente” premiati nella “indifferenza” dei piu’ dei molti astanti. Come poi non potevano mancare gli “speech” delle insegnati di “italiano” tutti rigorosamente, “ovviamente”, in inglese o quasi? Quel che lascia “perplessi” e’ che gli organizzatori, tra lo scegliere di “festeggiare” un gruppo di giovani che, “miracolosamente” ed “orgogliosamente” parlano molto bene l’italiano e che sono i futuri “custodi” della “italianità”, e il “ritardare” di mezz’ora l’assalto al “buffet”, hanno scelto la seconda opzione. In compenso e’ stato molto “divertente” assistere allo “spettacolo” dei “maggiorenti” e “capatazz” che si “scapicollavano” per raggiungere l’area del “buffet” per dar inizio alla “abbuffata”. E’ comprensibile che alle due del pomeriggio si abbia un po’ di “languorino”, specialmente se si e’ saltato il pranzo, ma quelli sembravano “biafrani” digiuni da settimane! Non mi sono “confuso” tra quella folla “eccitata” ed “impegnatissima” a scegliersi le migliori “leccornie” e a “tracannare” vino italiano (presumo). Per andarmene e’ stata vera “impresa” guadagnare l’uscita. In molti si riempiono la bocca (non di solo cibo), ma nel dire che e’ necessario dar “spazio” ai giovani ed “incoraggiarli” per mantenere “l’italianita’”. Poi, i giovani che si “distinguono”, invece di “sostenerli”, li si rinchiudono in un “sgabuzzino” e li s’ignorano per privilegiare la “magnata”! Se “l’italianita’” scomparirà sappiano chi sono stati i colpevoli.
La parata "sobria".
Sabato 2 giugno a Roma si e’ festeggiato il sessantaseiesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana ma, secondo Giorgio Napolitano, con una parata “sobria”. In tanti anni si era già visto di tutto, in occasione del 2 giugno: dall’abolizione della parata al suo ripristino, dallo spostamento al 4 novembre al suo ridimensionamento; alla rinuncia a far sfilare le armi pesanti per non danneggiare le pietre del Colosseo e dei fori imperiali; dalla partecipazione di unità tutt’altro che militari, quali i “pizzardoni” (vigili urbani di Roma) a quella degli obiettori di coscienza e via elencando. Mai però il “grottesco” ed il “ridicolo” avevano raggiunto le vette del 2 giugno 2012. Per mostrare accondiscendenza verso chi avrebbe voluto abolire la parata, non si sa bene se per risparmiare qualche spicciolo (ormai il grosso della spesa era speso) o per commemorare le vittime del più recente terremoto, si e’ deciso di renderla “sobria”. Ecco, quindi, che non si sono fatti sfilare i mezzi per risparmiare il carburante necessario a percorrere i pochissimi chilometri facendo sfilare anche gli anziani delle associazioni a piedi. Si e’ poi deciso di non far esibire le frecce tricolori, sempre per far risparmiare il costo del carburante: qualche migliaio di euro. Non essendo probabilmente tutto ciò ritenuto sufficiente, si e’ anche soppressa la sfilata dei cavalli lasciandoli nelle stalle facendo sfilare a piedi, rendendo “goffi e ridicoli” i corazzieri il cui costo, a cavallo o a pied, non cambia. Come se non bastasse i sommi “decisori” della Repubblica, Napolitano e Monti, hanno anche fatto “risparmiare fiato” alle fanfare, non sopprimendo musiche e canti, ma facendoli interrompere in prossimità del palco presidenziale. Al termine della parata si e’ visto che il Presidente che, lungi dal dare l’esempio, anziché raggiungere il non distante Quirinale a piedi, circondato dai suoi corazzieri appiedati, e’ stato invece regolarmente prelevato dalla Flaminia d’epoca, che di certo non consuma poco, e, preceduto e seguito dai Carabinieri motociclisti, si e’ recato in tutta comodità e poca “sobrietà” alla sua residenza mentre era scortato dai bodyguard, anche questi sì a piedi e “trafelati” per il correre a fianco alla vettura presidenziale. In tutti gli anni di cui posso avere memoria, non ho mai provato analoga sensazione di “ridicolo” e di “vergogna” per chi sono stati capaci di trasformare una celebrazione importante in una “farsa”. Tanto valeva, a questo punto, “annullarla”. Purtroppo constatiamo che per Napolitano ed i governanti a dover andare a piedi sono sempre gli altri.
Cavaliere, commendatore.....e' il trionfo del niente.
A molte persone interessano i “titoli onorifici”, e’ l’ennesimo segnale della società che vive di “apparenza formale” a scapito della “sostanza” che conta molto di piu’. Cristianamente e’ riprovevole, umanamente mette in evidenza la debolezza umana. Purtroppo c’e’ chi ha la tendenza a distinguersi per poter dire a loro stessi ed agli altri: “Io non sono come gli altri, io sono meglio degli altri”. Cavour diceva che un sigaro ed un pezzo di carta “non si negano a nessuno”. Per “pezzo di carta” intendeva il titolo onorifico di “cavaliere” o “commendatore”. Ogni anno, durante la festa della Repubblica, il Capo dello Stato assegna un buon numero di onorificenze a cittadini che hanno acquisito “benemerenze” verso l’Italia nel campo del lavoro, della letteratura, delle arti, delle attività sociali ed altri. Sicuramente la stragrande maggioranza di coloro che vengono “decorati” sono meritevoli dell’onorificenza. Per esperienza personale ho pero’ scoperto che nelle case di riposo vivono molte persone che meritano una “onorificenza” piu’ di qualsiasi altro. Persone che, “silenziosamente” ed “umilmente”, si sono assoggettate a lavori durissimi scarsamente retribuiti e, con tante “rinunce e sacrifici”, anche a discapito della loro salute, hanno dedicato l’intera vita al sostentamento della famiglia e sono stati “determinanti” alla trasformazione dell’Australia in un Paese moderno ed avanzato ed oggi tutti possiamo goderne i benefici. E’ per questo che ho sempre considerato dei “Giganti” queste persone per aver affrontato e superato con “coraggio” e “determinazione” gli innumerevoli ostacoli ed handicap. In “ricompensa” ora vivono “soli” e “dimenticati” nelle case di riposo o nelle loro abitazioni. A posto loro, gli “unici” meritevoli di “onorificenze”, viene premiato chi ha acquisito meriti “insignificanti” al confronto di quelli “conquistati” dai “Giganti”.
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