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venerdì 8 luglio 2011

Angelino Alfano ha pieni poteri nel Pdl. Regole e sanzioni, talento e merito, partecipazione per vincere nel 2013.

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdì 08 luglio 2011


Angelino Alfano ha sempre modi affabili ed il sorriso sulle labbra, ma spara “cazzottoni” pesanti dritti in bocca da spaccare i denti. “Dobbiamo introdurre un meccanismo semplice: servono regole e sanzioni. Non è possibile che uno cui non piace il candidato sindaco del Pdl si fa una lista Coca cola e si candida da solo. Se vuole farlo, poi continua fuori dal Pdl”. E aggiunge “dobbiamo lavorare per un partito degli onesti”, perché se è vero che Silvio Berlusconi “è stato un perseguitato dalla giustizia, ma con onestà, visto che è un nuovo inizio, dobbiamo dire che non tutti lo sono”. Patti chiari ed amicizia lunga. Non ci sarà piu’ spazio per gli “inciuciatori” di professione, i “furbetti del quartierino” per i “mascalzoni” e i “ricattatori”. Il consiglio nazionale del Pdl, in pratica il parlamento del partito, non attendeva altro che voltare pagina. Alfano fissa i principi di come dovrà essere il nuovo Pdl: “regole e sanzioni”, “talento e merito”, “partecipazione” e più di tutti “il partito degli onesti”. Poi indica i valori del partito: vita, famiglia quella vera formata da una donna ed un uomo, educazione, meno fisco, sussidiarietà. Ricorda che da Polo delle Libertà si e’ passati alla Casa delle Libertà ed, infine, al Popolo delle Libertà il valore “libertà” è stato sempre presente “mentre la sinistra ha cambiato nomi e simboli da asinelli a querce ad ulivi perché non ha nulla in cui credere”. il Pdl non sarà “il partito delle tessere”, che per conquistarle si spendono milioni di euro. Sarà un partito che si costruisce con dosi massicce di “partecipazione popolare”, a costo quasi zero, in modo che vinca chi ha la gente dalla sua parte e non i “soldi”. Un partito “del merito e del talento”, che riparta dal territorio. Ed infine, per dare un segnale forte e prendere le distanze dalla “casta” assicura che: “Scenderò dal volo di Stato per riprendere quello di linea, l'auto, il tram e tornare a girare l'Italia”. Chi ben comincia e’ a metà dell’opera. Alfano ricorda la discesa in campo di Berlusconi in quel 1994 e di come lo osservava alla tv lui 24enne. Si riaccesero le speranze di ricostruire il paese in maniera liberale. Il programma del 1994 di Berlusconi era di pochi punti: eliminazione dei privilegi delle caste, riduzione dei costi della politica, soppressione di enti inutili, riforma dell’amministrazione dello Stato e, soprattutto, riforma del fisco. Tutte queste riforme andavano incontro alle aspettative degli italiani e permise a Berlusconi d’irrompere trionfalmente sulla scena politica. Alcuni risultati furono conseguiti. L’aver fermato la “gioiosa macchina da guerra” comunista nella corsa alla conquista del potere. L’aver ridato cittadinanza politica a partiti condannati al ghetto dalla “congrega” dell’ “arco costituzionale”. L’aver instaurato un’alternanza tra governo e opposizione. Fu un buon inizio. Poi la vecchia politica si è “infiltrata” nel partito del movimento berlusconiano “esautorando” le componenti liberali. Berlusconi è stato spinto sulla difensiva sotto l’incubo della persecuzione giudiziaria e la continua montagna di fango che gli e’ stata riversata addosso. Il governo ha dovuto campare fra piccoli “compromessi” e grandi “ricatti” come, ad esempio, quello del Senatore Caselli Esteban Juan Cacho, Ha perso smalto e rapporto col paese. Il risultato è che la sua azione e’ diventata debole e contraddittoria. Il contrario delle aspettative. La recente manovra economica lo dimostra. Certifica il fallimento delle speranze riposte nel centrodestra. Non ha nulla di liberale. Nessun intervento sulle tasse, sugli sprechi della casta. Non è la strada per riconquistare un elettorato che si è allontanato dal centrodestra. In questa situazione, con un governo che annaspa, Alfano si trova di fronte ad una “missione impossibile”. C’è solo da sperare che faccia il “miracolo” per il bene dell’Italia e non solo per il centrodestra. Alfano ha bisogno di una mano da Tremonti che ha promesso di portare gli stipendi dei parlamentari italiani nella “media europea”. Ma questa proposta dovrà poi superare tutti gli “scogli” delle commissioni e delle aule parlamentari. E se una volta “miracolosamente” approvata, come reagiranno i magistrati? Visto che per legge i loro stipendi sono agganciati a quelli dei deputati e senatori, non ci staranno appellandosi alla “autonomia” e “indipendenza” dell’ordine giudiziario. Tremonti vorrebbe equiparare lo stipendio lordo dei deputati italiani, attualmente di 218.310 Euro, a quelli dei membri della Camera dei Comuni inglese di 118.195 Euro. Vuole anche equiparare i vitalizi: quello dei deputati britannici, dopo 15 anni, e’ di 2.381 Euro contro i 7.450 italiani. I parlamentari italiani “detengono” in Europa tutti i “record negativi”, tranne quello degli stipendi piu’ alti! Che i nostri parlamentari siano poi troppi (quasi mille tra Camera e Senato) lo sappiamo tutti. Ma se vi ricordate una riforma c’era già stata: quella della devoluzione del 2005, che, oltre al trasferimento di poteri alle Regioni e al Senato federale, riduceva di un terzo il numero di deputati e senatori iniziando dal 2011. Oggi il risultato sarebbe stato raggiunto. Nonostante che la riforma avesse superato tutto il lunghissimo iter previsto dalla Costituzione (oltre due anni), venne però respinta dal “referendum” della primavera 2006. Si sa che in democrazia il popolo e’ sovrano, ma bisogna ricordare che fu la sinistra, con le solite menzogne, a scatenare la campagna referendaria contro quella riforma. Ma questo oggi non si vuol ricordare come, fra qualche anno, non si vorrà ricordare il referendum del 2011 quando saranno evidenti i danni che avrà provocato. Il “popolo” continuerà a chiedere le riforme che il Parlamento aveva già approvato e lui, “popolo”, le ha cancellate per essersi fatto “irretire” da una sinistra irresponsabile. Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso.

lunedì 4 luglio 2011

Tonino Di Pietro da bruco a farfalla?

Il Globo & La FiammaAusralia


Venerdì 01 luglio 2011

Quale metamorfosi quella di Di Pietro del dopo quorum e del dopo amministrative! E’ un Di Pietro molto più pacato, anche nei confronti del Premier. Ora che conta molto di più che ha vinto raggiungendo da solo il quorum del referendum e la vittoria a Napoli con De Magistris (cosi’ non gli rompe piu’ le scatole nel partito), può “imporre” la linea politica a Pier Luigi Bersani e a Nichi Vendola. “Mi appello a Bersani e a Vendola per incontrarci per parlare di leadership e di alternativa. O siamo in grado di fare questo oppure non siamo neppure degni di criminalizzare Berlusconi. Dobbiamo farci vedere uniti”. Di Pietro, infatti, sa bene che il voto politico è tutta un’altra cosa e che da solo non può correre. Ed ecco che chiede maggiore concretezza ed un programma condiviso. Insomma, è iniziata la campagna elettorale, che durerà sino a quando non si andrà ad elezioni. Il leader dell’Idv ha sollecitato a stilare, nei tempi più rapidi possibili, un programma di governo. Per Di Pietro non ci si può “limitare a denunciare la politica delle chiacchiere del premier”, ma “oltre a definire un programma”, va “proposta l’alternativa”. Sul Corriere della Sera è apparsa una “strabiliante” intervista di Antonio Di Pietro con stile ed atteggiamento nuovo. Tutto e’ partito da quando Berlusconi si e’ seduto al suo fianco in Parlamento e hanno “confabulato”. Da quell’incontro Di Pietro ha capito che il Premier è un “uomo solo” che merita solidarietà umana. Gli riconosce certo delle colpe, ma le maggiori “malefatte” le addebita a quei “farabutti” che gli stanno intorno. Di Bersani e Casini dice che l’accusavano di essere antiberlusconiano e così facendo aiutava Berlusconi. Ora che 27 milioni di italiani hanno detto no a Berlusconi, loro hanno preso “coraggio”. Di Pietro vuole essere un passo avanti dei due “politicanti” da strapazzo e ricorda loro che lui non e’ uomo di sinistra, infatti, in Europa i suoi parlamentari siedono a destra con i liberaldemocratici. La sua ultima analisi e’ che l’antiberlusconismo non paga e non farà mai cadere il governo. Di Pietro ha sempre giocato a palla con Bersani, l’ha costretto prima ad andare a sinistra e quando il Pd si e’ spostato all’estrema sinistra, Tonino, con una finta alla “Roberto Baggio”, si e’ spostato a destra. Lui e’ per il “bipolarismo” ma il polo di sinistra deve essere “moderato” e “guidato” da lui. Questa sinistra, lui e’ convinto, è incapace di governare e farebbe scappare gli elettori moderati e non vincerà mai. L’unica speranza, contro Berlusconi o contro chi ne sarà l’erede, è un’opposizione “ragionevole”, ed e’ per questo che e’ pronto a votare le riforme di Berlusconi. Di Pietro e Bossi sono fatti a modo loro, ma hanno gran fiuto politico e non debbono essere mai presi sotto gamba, gli altri sono capaci di “disquisire” di politica, ma non sono capaci di farla.

Il solito fango dell'opposizione. Il "ricattatore" Caselli Juan Esteban Cacho.

Il Globo & La FiammaAusralia

Venerdì 01 luglio 2011


In Parlamento il governo incassa la quarantaquattresima fiducia e vede aumentati i voti, mentre le Tv ed i giornali parlano “incessantemente” dello “spappolamento” e della “decomposizione” politica e morale della maggioranza. Pagine e paginoni pieni di “dicerie” e di rivelazioni su un’inchiesta, come quella su Luigi Bisignani, incentrata, non sulla denuncia di reati specifici, ma sulla “tesi” secondo cui il potere è necessariamente e per forza fonte d’intrallazzi e d’imbrogli è invece la prova dell’esistenza di forti forme di condizionamento delle istituzioni democratiche da parte di poteri occulti. Usando illegalmente le intercettazioni telefoniche tutto serve per delegittimare Berlusconi ed i suoi collaboratori. L’opposizione, dopo i risultati delle amministrative e quelle dei quattro referendum sostiene che ormai il governo, sebbene abbia la maggioranza in parlamento, non l’ha più nel Paese e deve “dimettersi”. Sarà un calvario per Silvio Berlusconi i prossimi 18 mesi che portano al termine della legislatura. Quando nel 1932 il giornalista tedesco Emilio Ludwig, dopo sei mesi di permanenza in Italia per scrivere un libro sull’Italia e sugli italiani, andò ad intervistare Mussolini, gli chiese: “Ma deve essere ben difficile governare gente cosi’ individualista ed anarchica come gli italiani!”. Mussolini rispose: “Difficile? Ma per nulla. E’ semplicemente inutile!”. Nonostante il suo incrollabile ottimismo, anche Berlusconi sarà arrivato alla stessa conclusione. Nonostante ce l’abbia messa tutta, i suoi sforzi per cambiare l’Italia sono serviti a ben poco. Hanno cercato in tutti i modi di “abbatterlo” senza dargli un giorno di tregua dal 1994 ad oggi. Soltanto perche’ dotato di forte carattere e nervi d’acciaio non e’ crepato come sarebbe capitato a qualsiasi altro cristiano. Quest’ultima immensa indagine sulla “fantomatica” P4 e’ un ulteriore attacco per “sommergere” il governo con altro fango e per creare discredito su tutto quanto di ottimo ha fatto sino ad oggi e continua a fare. Come se non bastasse, oltre a questi non indifferenti problemi, Berlusconi e’ “sconquassato” da quelli interni del Pdl e della maggioranza. Questa “cagnara continua” lo sta “demoralizzando” giorno dopo giorno. Aveva dato delle deleghe, aveva lasciato fare, ma i problemi, invece di essere risolti, gli ritornano indietro “ingigantiti”. Tanti “paperottoli” starnazzanti che voglio primeggiare per diventare i “boss” del “quartierino”. Tutti ricorrono a lui per risolvere centinaia di storie, storielle e storielline del tutto “insignificanti”. “Incompetenti” ed “incoscienti” molti dei “gerarchetti” e per giunta “ricattatori”. Un caso su tutti. Il Senatore Caselli Juan Esteban Cacho era stato nominato coordinatore degli italiani nel mondo, dopo sette mesi circa di completa inattività, il 30 maggio 2011 si dimette e scrive: “Dopo aver riflettuto da tempo ho deciso di presentare le mie dimissioni come Responsabile del Settore Italiani nel Mondo PDL.... In occasione della cena per le festività natalizie, il Premier Berlusconi mi promise la nomina di Sottosegretariato degli Italiani all'Estero, la quale sarebbe stata effettiva quando avrebbe nominato l'insieme dei Sottosegretari. Oggi credo che il motivo reale di tale offerta sia stato l'importanza del mio voto che in quel momento risultava essere decisivo per la tenuta del Governo. ….. Nella missiva delle mie dimissioni indicavo all'onorevole Berlusconi il mio disinteresse per l'incarico di Sottosegretariato degli Italiani nel Mondo che mi era stato precedentemente offerto. Ma, allo stesso tempo, devo dire che mi sono dimesso dal Gruppo del PDL al Senato perché mi sento assolutamente deluso dai tre Coordinatori che svolgono tale funzione per questo prestigioso Partito". Cacho Caselli, alcuni giorni fa, ha ritirato le dimissioni dopo avere “strappato” a Berlusconi la nomina di, nientepopodimeno, suo “consigliere” per gli italiani nel mondo. Ma se non ne sa niente, neppure di quelli d’Argentina dove e’ stato eletto! Cacho, visto che non era riuscito a “sgraffignare” il posto ad Alfredo Mantica si e’ fatto “appiccicare” un’altra “patacca”. Ormai Silvio, per mantenere in vita il governo, e’ costretto a “subire ricatti” da tutti persino da un Cacho “qualunque”. Ma fino a quando? Caselli, e’ poco ma sicuro, non verrà piu’ candidato dal Pdl alle prossime elezioni politiche. Certi “squallidi” personaggi e’ meglio perderli che trovarli. Ma sono in molti nel Pdl a farsi i loro interessi personali “tediando” il Premier per le loro “idiozie” quando sanno che e’ occupato a “sgarbugliare” molteplici e gravi problemi interni ed internazionali. Il Pdl, ad appena tre anni dalla sua nascita, e’ già “stravecchio”. Ha tutte le malattie di un partito della prima Repubblica. Povero Berlusconi! Non vedrà l’ora che arrivi il 2013 per ritirarsi a vita privata. Chi glielo fa fare di perdere il suo tempo dietro a questo “branco” d’incoscienti ed inconcludenti “imbecilli” e per giunta “ricattatori”? Il Consiglio nazionale del Pdl si terrà oggi venerdì 1 luglio e verrà ufficializzata la nomina di Angelino Alfano a Segretario del partito. Sono piu’ che certo che Alfano sarà capace di compattare il nuovo partito che nascerà dal Pdl. Ma che cosa accadrà nella politica italiana in generale quando Berlusconi avrà dato l’addio? Navigando su Internet, la generalità dei giovani, che dovrebbero costituire il futuro, quando c’e’ da parlare male del Premier li trovi tutti pronti, ma quando si parla di democrazia, libertà e partecipazione lo sono molto meno, poi, quando dalle parole si dovrebbe passare ai fatti, scompaiono del tutto. I “fan” del centrosinistra ancora non hanno capito che “democrazia” non e’ “insultare” Berlusconi o sperare che venga politicamente eliminato dalla magistratura o con un attentato. Non e’ che dopo Berlusconi la “loro” democrazia si materializzerà automaticamente. Le condizioni economiche dell’Italia non sono floride e bisogna considerare che ha un tasso di crescita inferiore a quello dei suoi competitori e l’economia è stata stagnante nell’ultimo ventennio. Per ravvivare l’economia “servirebbe una linea economica meno rigida” ma Tremonti sembra non volerci sentire, anche se “timidamente” qualche cosa l’ha escogitata iniziando col “tagliare” i privilegi dei parlamentari e dei ministri: fusse che fusse la volta bona!

venerdì 24 giugno 2011

Risposta "semiseria" a Pietro Schirru.

Dopo aver “diligentemente” copiato la “velina” qui sopra che il “partito” mi ha inviato, come “maliziosamente” immagina Pietro Schirru, mio malgrado sono costretto a rispondergli visto che, seppure molto “elegantemente”, mi ha dato del “cretino” che non e’ riuscito a capire quello che, lui eccelso giornalista, aveva scritto a proposito del discorso del console del 2 giugno. Ho forse anche “equivocato” su quanto detto da Pino Musso che, per interpretare il discorso del console, era necessario l’intervento di un “psicologo”? Inoltre, sempre secondo Schirru, avrei bisogno di un “cannocchiale” per essermi dovuto accorgere che la sua era soltanto “ironia”. Mi risulta che sono stati in molti a non accorgersi. Quindi, con la “prosopopea” che lo distingue, che l’ha reso famoso ma poco apprezzato ai piu’, “spocchiosamente” continua: “Per il resto giudico ininfluenti gli altri commenti di Giampiero Pallotta, che naturalmente ha rimandato ad altri tempi un commento sulle ultime elezioni, prima amministrative e poi referendum. Certo e’ in attesa della “velina” del Pdl”. Pietro Schirru, dotato (si presume) di grande “acume”, non dovrebbe avere difficoltà a capire (sono ora io a restituirgli pan per focaccia) che al sottoscritto l’Italianmedia gli concede uno spazio “settimanale” e non giornaliero. La settimana scorsa, secondo me, era piu’ interessante pubblicare certi argomenti piuttosto che commentare il risultato del referendum. A Schirru non sarà sfuggito (spero) che invece il mio commento sul risultato dei ballottaggi e’ stato piu’ che tempestivo. Ma non pago, Schirru continua ad “infierire” rincarando la dose: oltre a trattarmi da “ignorante” in italiano, sono anche una “schifezza” in matematica. Arrampicandosi sugli specchi, pateticamente, tenta di provare che, i 1635 voti che ha ottenuto sui 34,982 aventi diritto, sono “tantissimi” se paragonati alla percentuale di chi effettivamente aveva votato. Si e’ sfracellato contro un paracarro! Si e’ dato la zappa sui piedi “troncandoseli” tutti e due. E’“universalmente” assodato che oltre il 95%, di chi “tradizionalmente” vota all’estero, sono pensionati e che i Patronati hanno svolto un ruolo “determinate” sia nelle votazioni dei COMITES e sia in quelle delle due politiche. Anche questo e’ piu’ che “assodato”. A Sydney non esiste nessun Patronato di centrodestra, mentre sono moltissimi quelli di sinistra tra cui l’ITAL/UIL di cui Pietro Schirru e Pino Musso sono dirigenti. Ecco “chiarito”, senza ombra di dubbio, il perche’ Schirru e Musso hanno preso tutti quei voti! E se la lista dei “camerati” (dei quali “fortunatamente” non sono amico) ha raccolto“bruscolini”, orgogliosamente possono vantarsi che “almeno” quei pochi voti erano assolutamente “genuini” e, quindi, moralmente sono loro i veri vincitori. Pietro Schirru si e’ fatto prendere la mano e continua per darmi una “strapazzata” esemplare. Oltre ad avermi dato del “buzzurro” in italiano e “ciofeca” in matematica, dulcis in fundo, mi da del “vigliacco”. Al contrario di lui, non avrei il “coraggio” di schierarmi! Rimango “attonito, meravigliato, sorpreso, stupito e non ultimo incantato” che sia rimasto il solo Pietro Schirru a non accorgersi che non esiste altra persona “palesemente” piu’ schierata di me. Francamente mi preoccupa questa sua “inspiegabile” lacuna. Due parole, infine, a proposito della risposta che Pietro Schirru ha dato a Giovanni Santoli. E’ senz’altro vero che, dopo la recente “Caporetto” del centrodestra, nel 2013 il generale Cadorna (Berlusconi) verrà sostituito dal generale Diaz (Alfano? I papabili sono molti) per vincere le elezioni. Gli italiani possono sembrare un po’ “pazzerelli”, ma di sicuro non sono “scemi”, col cavolo voteranno per l’armata Brancaleone! Nel centrodestra, nonostante tutto, e’ cresciuta una qualificatissima classe dirigente politica di giovani di tutto rispetto che sostituiranno benissimo, senza farlo rimpiangere, Silvio Berlusconi che da tempo, e non solo recentemente, va dichiarando che: "Non voglio rimanere per sempre a Palazzo Chigi e fare a vita il leader del centrodestra". Da persona intelligente qual’e’ Silvio ha capito che il suo tempo e’ al termine.

Le menzogne della sinistra sui quesiti del referendum.

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdì 24 giugno 2011

Gioia e tripudio “irrefrenabile” del popolo della sinistra per avere “stravinto” al referendum. La sinistra ha colto questa occasione per dare un'altra “sberla” politica a Berlusconi, ma non ha capito che la conseguenza e’ quella di chi, per far dispetto alla moglie, si taglia gli attributi. I quesiti referendari erano puramente “demagogici” e “autolesionisti” (quelli per il nucleare e l’acqua) e si e’ assistito ad un festival delle “menzogne” e della “disinformazione” approfittando dell’ignoranza della gente sugli argomenti. C’e’ stato chi, con aria seria, diceva che non votava contro il nucleare, ma votava per la “vita”. Di conseguenza, chi e’ per il nucleare, e’ un “assassino”. L’Italia, come si sa, acquista energia nucleare da un Paese “assassino” come la Francia e l’acquisterà’ anche dall’Albania dov’e’ in costruzione centrali nucleari finanziate da capitali italiani. Si è parlato di distruzione del mondo, di malattie tumorali per gli abitanti del Paese che ospita le centrali, di scorie che non si saprebbe dove smaltirle. Mentre ci troveremmo al sicuro senza centrali anche se l’Italia e’ circondata, nel vero senso della parola, da ben 119. Sono state ascoltate le “idiozie” sulle inutili spese per la loro costruzione, dato che se ne può fare a meno perché c’è il sole, i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e le rinnovabili, tacendo, per disinformazione, che, con le attuali conoscenze scientifiche, il rapporto tra il nucleare ed il solare e’ di 100 a 5. E sempre per disinformazione si e’ taciuto sulla corruzione sulle rinnovabili (fotovoltaico e pale eoliche), e sugli interessi dei petrolieri che non vogliono perdere rendite di posizione. Si è, invece, parlato della Germania che ha “decretato” la fine del nucleare per il 2022 per sostituirlo (a parole) con le rinnovabili. Attualmente la Germania produce il 45% di energia con il carbone e il 25% con il nucleare, ma nel 2022 l’energia da carbone arriverà al 70%. La “dismissione” del nucleare, quindi, se avverrà, andrà in tutt’altra direzione rispetto alle rinnovabili. Ma che importa questo rispetto alla necessità della sinistra italiana di dover vincere i referendum anche se a discapito degli interessi dell’Italia? Che importa se tutto il mondo più industrializzato non intende abbandonare il nucleare? A proposito l’energia non serve solo per l’illuminazione, ma serve “soprattutto” all’industrie. Che importa se in Cina sono in costruzioni ben 22 centrali nucleari e molte anche in India? Che importa se in Italia le fabbriche chiuderanno per gli eccessivi costi di produzione? Poi domani, quando l’acqua scarseggerà e allo Stato (lo Stato siamo noi) costerà di più, sarà dimenticato che con il referendum e’ stato preferito dar torto a Berlusconi che sostenere le buone leggi varate dal suo governo. Con la disinvoltura che caratterizza noi italiani, daremo la colpa a Berlusconi invece che a noi stessi. Come nel giugno del 1940. Il popolo “osannante” era favorevole all’entrata in guerra, sperando grandi vantaggi e gloria gratuita per tutti, e solo perché è andata “malissimo” si e’ fatto poi finta che la colpa fosse del solo Mussolini. Gli italiani meritano tutti i guai che riescono a procurarsi. L’imbarazzo sarà grande per chi ha votato SI, quando verranno alla luce tutte le disastrose conseguenze sulla gestione dell’acqua. Non è immaginabile che i privati mantengano i loro capitali in un investimento a remunerazione zero. Poco a poco si allontaneranno per andare ad investire all’estero. Il capitale pubblico non ha i 62 miliardi per riparare gli acquedotti e sostituire le fatiscenti tubature che perdono il 50% dell’acqua, di conseguenza, qualunque coalizione sarà al governo, per rispettare la volontà dei cittadini che si sono espressi nel referendum, dovrà aumentare le tasse ed il costo dell’acqua che già, negli ultimi tre anni, ha avuto un aumento del 47%. Quando i cittadini si renderanno conto di essere stati “ingannati” dalle menzogne della sinistra, accecata ancora una volta dall’antiberlusconismo, sarà troppo tardi per rimediare. E’ dal 1994 che Berlusconi sta lottando per introdurre il “nuovo” contro i molti che vogliono che il “vecchio” rimanga. Nonostante si sia impegnato allo spasimo a governare, non e’ riuscito a realizzare le sperate promesse: la riforma della giustizia, la riforma del fisco, l’energia nucleare, la riforma parlamentare, la riforma costituzionale, il Ponte sullo Stretto. Colpa di Berlusconi? Assolutamente no. Sono convinto che nessuno, anche migliore di lui, non avrebbe saputo fare di meglio. In Italia non si riesce a far niente neanche con un’opposizione evanescente, parolaia e inconcludente come quella attuale. Il nemico vero è il potere dei magistrati, Corte Costituzionale in testa. Ma quello che e’ piu’ deleterio è l’inerzia, la demagogia, la pochezza della nostra classe politica. L’opposizione con la vittoria del “referendum” si e’ scavata la fossa quando i cittadini si renderanno conto che hanno votato contro i loro stessi interessi. Capiranno di essere caduti nella trappola di vecchi egoisti che non credono a nessun cambiamento e che vogliono rimanere attaccati a qualsiasi privilegio. Il loro unico obbiettivo era di azzoppare Berlusconi, invece, scopriranno che si sono “suicidati”. Ribadisco: ogni venti anni, puntuale come un orologio, la sinistra italiana trova il modo di ritardare l'Italia di altri venti anni.

Il Vice Ministro degli Affari Esteri con delega all'emigrazione, Senatore Alfredo Mantica, in visita in Australia.

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdì 17 giugno 2011

Il Vice Ministro degli Affari Esteri con delega all’emigrazione, Senatore Alfredo Mantica, incontrerà la collettivista italiana lunedì 20 Giugno alle ore 18:15 presso il Centro Culturale “Italian Forum” di Leichhardt, 23 Norton Street, Sydney. Nel corso dell’evento, avranno luogo una cerimonia di consegna di “onorificenze” ed una cerimonia di premiazione dei migliori studenti di lingua italiana a cui prenderà parte anche il Ministro dell’Educazione Adrian Piccoli. A parte la consegna delle “solite” onorificenze che voglio augurarmi siano assegnate a persone veramente meritevoli, sono convinto che la cosa piu’ importante sia la premiazione dei migliori studenti della lingua italiana. E’ auspicabile che i premiati parlino veramente e fluentemente l’italiano e non quello “scolastico”. I giovani italo/multinazionali debbono ricordare quello che disse Alfredo Mantica a Roma in occasione della Conferenza mondiale dei giovani nel dicembre 2008: “Credo che il rapporto tra l’Italia e i suoi connazionali all’estero sia come un matrimonio. O e’ per amore o per interesse. Allora cerchiamo di capire quanto amore c’e’ e quali interessi, legittimi, ci siano. Penso che vi sia la necessità di Rifondare la comunità degli italiani all’estero. Per me gli italiani nel mondo sono una comunità di gente giovane, dinamica, che vive una realtà differente rispetto a quella dell’Italia. Rappresentano, dunque, un valore importante, una diversità che può dare molto all’Italia, e alla quale l’Italia, può attingere con passione e lungimiranza. Quella che vorremmo costruire e’ la comunità degli “Italofoni” perche’ la lingua diventa elemento forte per una comunità italiana allargata. Solo chi sa esprimersi in italiano può considerarsi tale, gli altri sono soltanto di “origine” italiana”. Al termine di quella conferenza i giovani italo/multinazionali si erano impegnati di organizzarsi, ognuno nel Paese di residenza, per non far disperdere l’italianita’ che i “Giganti” (gli emigranti di prima generazione, quelli con la valigia di cartone) avevano costruito conquistandola a prezzo di grandi rinunce ed enormi sacrifici. Seppure con i loro grandi limiti (la non conoscenza della lingua, degli usi e costumi dei Paesi ospitanti e l’assoluta povertà e, quindi, senza mezzi finanziari) i “Giganti” sono riusciti a diffondere e a mantenere viva sino ad oggi l’italianita’ in tutto il mondo. Hanno diffuso la lingua e introdotto sul mercato internazionale i prodotti italiani ora molto diffusi ed apprezzati e le loro esportazioni sono di vitale importanza per l’economia dell’Italia. I “Giganti” Hanno fondato oltre 5mila associazioni, grandi club e persino importanti enti. Per autofinanziarsi hanno organizzato migliaia di feste e manifestazioni. Inesorabilmente il tempo e’ trascorso e quello che era attuale 40/50 anni fa non lo e’ piu’ adesso. C’e’ la consapevolezza che occorre un drastico cambiamento per non far scomparire l’italianita’ nel mondo. E’ giunto il momento che i “giovani” si facciano avanti per portare una “ventata” di novità per rivitalizzare la “moribonda” italianità. Il segreto per riuscire in ogni impresa e’ soltanto uno: essere fortemente motivati. Se la “motivazione” e’ forte, se si sente dentro la spinta di appagare un profondo bisogno o desiderio, allora non c’e’ ostacolo che non possa essere superato. La motivazione del “Giganti” fu quella del “bisogno” di sentirsi uniti per uscire con decisione dalla povertà economica per potere dare un migliore avvenire ai loro figli e discendenti. Desideravano anche che fossero mantenute le tradizioni dei loro paesi di origine e, quindi, l’italianita’. Ora i giovani italo/multinazionali, eredi dei “Giganti”, hanno vere e forti “motivazioni” che li spingeranno a lottare tenacemente per mantenere l’italianita’ nel mondo diffusa dai loro nonni o padri? In Australia da alcuni anni e’ stata fondata la GIA (Giovani Italo Australiani www.gia.org.au) che si “limita” ogni anno ad organizzare un “forum” e nient’altro piu’ di “concreto”. Nel novembre 2010 fu il turno di Sydney, quest’anno il “forum” si terrà a Melbourne dal 25 al 27 novembre. Quello che lascia molto perplessi e’ che questi giovani si esprimono quasi esclusivamente in lingua inglese. Eppure nel sito della GIA leggiamo che: GIA is the national network of groups and organisations that promote Italian language and culture to young people in Australia. We exist to bring together young people in the Italian community from all parts of Australia. We are the umbrella organisation that connects Italian youth organisations with one another, sharing ideas on how to increase engagement with Italian language and culture among young people in Australia. We do this by: a) Connecting youth organisations that focus on Italian language and culture; b)Sharing experience, skills and networks to strengthen the local Italian youth community; and c) Acting as a point of reference and source of information within the Italian Australian community. Pretendono di promuovere la lingua e la cultura italiana parlando e scrivendo in inglese! I “giovani” italo/australiani si ricordino delle parole del Senatore Mantica: “Solo chi sa esprimersi in italiano può considerarsi tale, gli altri sono soltanto di “origine” italiana”. Mantica incontrerà piu’ “autentici” giovani italo/australiani discendenti dei “Giganti” che parlano fluentemente l’italiano oppure piu’ giovani che sono di “origine” italiana?

"Frustate" ai "mammasantissima" dal Console di Sydney Benedetto Latteri.

Il Globo & La Fiamma – Australia

Venerdì 17 giugno 2011

La verità fa male, si sa. E cosi’ l’analisi, sulla Comunità italiana di Sydney e del New South Walles, esposta dal Console Generale di Sydney Benedetto Latteri, durante il suo discorso di commiato, e’ stata considerata uno “sgarro” da chi ha sempre creduto di essere i “leader” della comunità italiana. Le critiche piu’ “piccate”, al discorso del Console, sono venute soprattutto da Pino Musso e Pietro Schirru. Gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) a Sydney sono 34,982. Alle elezioni del COMITES (Comitato degli Italiani all’Estero) Pietro Schirru ha ottenuto 1635 voti e Giuseppe (detto Pino) Musso 1338. Il che significa che il 96.40% circa degli italiani nel New South Walles, di cui Sydney e’ la capitale, non li ha votati e neppure sanno chi siano questi due. Su Rete Italia Musso, intervistato da Ivano Ercole, ha sostenuto che ci sarebbe voluto un “psicologo” per comprendere il significato del “sibillino” discorso del Console. Ed ecco che, a tambur battente, la risposta gli e’ arrivata da un “psicologo” autentico e con le “palle” qual’e’ Carmelo Pollicina che ha chiarito, con dovizia di particolari, i motivi per cui Musso non dovrebbe essere “perplesso” e cosi’ neppure Pietro Schirru che era rimasto “attonito, meravigliato, sorpreso, stupito e non ultimo incantato…”. Sicuramente anche l’analisi di Pollicina li avrà “scandalizzati”. Personalmente ritengo che la maggior parte dei problemi della comunità italiana di Sydney, ma anche di altre parti dell’Australia e del mondo, nascano da quelle persone che hanno la presunzione di credersi “indispensabili”. Quelle che credono di essere le uniche a fare le cose per bene. Quelle che vorrebbero solo e sempre stare al centro dell’attenzione. Quelle che ti fanno i complimenti mentre gli leggi in faccia che tanto quello che fai tu non sarà mai buono come il loro. Quelle che hanno poca considerazione del lavoro degli altri. Quelle che farebbero meglio a stare zitte. C’e’ un’altra cosa che a Musso e a Schirru gli e’ rimasta sullo stomaco: il fatto che il Console si sia avvalso di “consiglieri segreti e molto discreti”. Che diammine! Chi se non meglio di loro potevano consigliarlo per il meglio? Perche’ non fidarsi dei dirigenti del COMTES e degli altri tanti (troppi) Vip inamovibili dalle innumerevoli cariche presidenziali che occupano da tempo immemorabile? Perche’ il Console ha dato esclusivo “credito” a questi fantomatici 007? Chi sa quanto pagherebbero per identificarli! Per natura sono ottimista, ma “maturando” sono diventato anche “realista”. Non ho dubbi che la “lezione” impartita ai “mammasantissima” dal Console Benedetto Latteri non sarà affatto recepita da chi dovrebbe farne tesoro. L’avevo scritto nel mio articolo del 3 giugno 2011. Per rifare l’Italia e l’unita’ di tutta la comunità italiana bisogna lavorare tutti assieme. Basta con le gelosie, la voglia di distruggere l’iniziativa degli altri. Bisogna essere uniti per raggiungere l’obbiettivo finale che e poi lo stesso di tutti. Dovrebbe essere preso ad esempio quello dato da John Caputo e Vince Foti che hanno “unificato” le due feste della Repubblica in “una” soltanto. Chi pensa di avere un ruolo piu’ o meno importante nella comunità italiana, deve smetterla con i personalismi e la smania di primeggiare. Occorre piu’ umiltà e piu’ vera collaborazione tra noi italiani se veramente vogliamo che la comunità italiana abbia in Australia il posto e la considerazione che merita. Per quanto riguarda il risultato dei referendum lo commenterò dettagliatamente nel mio prossimo articolo del 24 giugno. Ma una cosa risulta chiara: ogni vent’anni, puntuale come un orologio, la sinistra italiana trova il modo di ritardare lo sviluppo dell’Italia ritardandolo di altri venti anni, ecco perche’ siamo l’ultima ruota del carro dell’Europa. Mi riferisco esclusivamente ai referendum dell’acqua e del nucleare. Per quanto riguarda quello sul “legittimo impedimento” era inutile, Berlusconi non se n’e’ mai avvalso presentandosi sempre regolarmente alle udienze dei tribunali.